Intermezzo storico: Auto Replicas e il materiale pubblicitario

Su Barry Lester e la sua bellissima gamma di kit e montati in metallo bianco Auto Replicas è stato scritto molto. Non sempre però è stata messa in evidenza una caratteristica peculiare che già nei pionieristici anni settanta dell\’automodellismo speciale caratterizzava questa gamma: la capacità di comunicazione e la capillarità pubblicitaria. In quel periodo la visibilità su cataloghi a stampa e su riviste specializzate era indispensabile. Per questo, ad esempio, anche sui numeri del nostro Quattroruotine diretto da Edoardo Massucci, il nome Auto Replicas ricorre sistematicamente. Barry Lester stesso, oltretutto, contribuiva con articoli e brevi reportage dalla Gran Bretagna. Quanto al materiale pubblicitario specifico, Auto Replicas era solita diffondere comunicati e piccoli cataloghi semplici quanto accurati, per illustrare la produzione presente e futura. Qualche anno fa, in Inghilterra, me ne capitò uno che non mi lasciai sfuggire: riporta la produzione Auto Replicas fino al modello numero 14 (Triumph TR6, peraltro non raffigurato) e dovrebbe risalire al 1974/75, visto che riporta nella quarta della copertina rigida la menzione del \”diploma speciale\” ottenuto il 10 novembre 1974 proprio dal Club delle Quattroruotine nella categoria \”fabbricanti di modelli\”.

La copertina del folder Auto Replicas.

Dentro vi sono conservate varie schede: una descrizione generica
dei modelli e la lista della produzione.

La menzione del riconoscimento ricevuto dal Club delle
Quattroruotine nell\’autunno 1974.

Il catalogo con un modello factory built originale, la Lotus Super Seven, che
uscì in seguito col numero di catalogo 18.

Pubblicità di Auto Replicas nel numero di gennaio-febbraio 1976
di Quattroruotine. Distributore per l\’Italia di quei modelli era
La Miniminiera di Cuneo. Notare il numero di negozi nella lista,
destinato a crescere ancora…

Il Tour Auto, i numeroni ecc. qualche anno dopo: sulla Ford Escort RS1800 di Troféu

Al Tour \’75 Makinen si produsse in tutta una serie
di spettacolari manovre da par suo, ma purtroppo
la Escort RS1800 non figurò tra i 59 arrivati su ben 137
partenti.

Alcuni affezionati lettori del blog ricorderanno probabilmente l\’ultimo post del 2012, in cui parlavo della mia particolare affezione alle vetture del Tour Auto, in particolare ai loro \”numeroni\”. E se non lo ricordate, ecco il link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.it/2012/12/il-tour-auto-i-numeroni-e-la-fine.html
Certamente da quel dicembre 2012 molte cose sono cambiate. Il blog, per fortuna, c\’è sempre, e c\’è sempre la mia passione per le auto del mitico Tour de France. I motivi sono molteplici, e in quell\’intervento di quasi quattro anni fa avevo cercato di spiegarle. In questi anni qualcosa è uscito, soprattutto da Spark, poi da Arena, ma non moltissimo forse a causa della documentazione che non sempre è così completa come si vorrebbe. Sul Tour, lo ricordo, esistono due opere bibliografiche fondamentali: la prima è il conosciutissimo volume di Maurice Louche, riedito nel 2009 con una ricca messe di foto supplementari (fortunatamente molte a colori), e il volume 3 degli Hors-Série di Echappement, Les grandes heures du Tour Auto, una rassegna delle edizioni dal 1958 al 1980, a cura di Christian Courtel con le bellissime foto dell\’archivio di Adolphe Conrath.

Quando Troféu ha annunciato la Ford Escort RS1800 di Timo Makinen e Henri Liddon del Tour 1975 non ho potuto far altro che cercare di averne un esemplare per recensirlo sul blog. La RS1800 \”Tarmac\” di Troféu non è certo un soggetto inedito: innumerevoli versioni rally sono già uscite, ma questa è davvero particolare, proprio perché il Tour Auto non era esattamente un rally – almeno quello del periodo \”classico\”, ma un mix incredibile di prove speciali, trasferimenti, cronoscalate e gare in pista, esattamente come il nostro Giro Automobilistico d\’Italia, le cui edizioni sono praticamente coeve ad alcune delle più belle edizioni del Tour Auto.

L\’Escort RS1800 Gr2 di Makinen/Liddon del Tour 1975 (Troféu art. 2504)
è presentata nella caratteristica scatola-vetrina quadrata con cartone, che
contraddistingue tutta la produzione standard del costruttore di Espinho (Portogallo).

Nel proprio catalogo Troféu aveva già qualche Ford Capri del Tour; La curiosità per questa versione della Escort RS1800 era tanta, e il modello, uscito agli inizi di questo mese, ha gli stessi pregi e purtroppo gli stessi difetti di tutto il resto della produzione corrente della marca portoghese, di cui va peraltro lodato l\’impegno nonostante ormai da tantissimo tempo non esca uno stampo veramente nuovo. Premetto che non ho trovato foto del posteriore della vettura, ma le due o tre che ho, dell\’auto di tre quarti anteriore (destra o sinistra) sembrano del tutto conformi al modello, almeno per quanto riguarda la documentazione.

Il prototipo originario della Escort MkII di Troféu risale al 1999, ma
potremmo dire con sicurezza che non risente minimamente del peso degli anni.

I tipici parafanghi allargati della 1800 Gr.2 Tarmac. Qui siamo
a metà strada fra i rally e la pista, esattamente come il glorioso Tour Auto!

Gli interni del modello sono spartani come quello vero, col rollbar e il
piano posteriore senza divano. Desta un po\’ di perplessità la presenza
dei pannelli porta della vettura stradale.

Le cinture sono in decals, ma molto più realistiche di quelle \”ingessate\” proposte
troppo spesso da marche come Spark, TSM e simili.

Il rollbar è davvero ben realizzato e non manca neanche della
traversa anteriore, cosa trascurata da tante altre marche anche
più blasonate di Troféu.

La RS1800 è contraddistinta da tanti particolari di pregio, come
i finissimi specchietti retrovisori.

Ottimi anche i tergi in fotoincisione, del corretto colore nero.

Giusta l\’interpretazione dei vari dettagli dell\’anteriore, salvo che i
far supplementari dovrebbero essere completamente bianchi, visto che
la copertura era \”a sacchetto\” e li celava del tutto. I fori nello \”spazzaneve\” anteriore
sono purtroppo in decals, così come in decals sono i ganci fermacofano.

Molto belli i cerchi Minilite, della giusta larghezza,
valorizzati da pneumatici giusti e di eccellente fattura.

Le decals che riproducono la fascia verde sono molto fragili e su
alcuni esemplari, al livello del passaruota, necessitano di essere
riprese e \”rincalzate\” con l\’aiuto di un buon ammorbidente. Eventuali ritocchi possono essere
fatti direttamente col colore Humbrol n.2, il classico verde.

Ancora un particolare sui Minilite, in plastica ma molto ben fatti. Le cornici dei vetri
sono eseguitecon grande precisione e i cristalli, sebbene del tipo in plastica
tradizionale, calzano perfettamente nella carrozzeria.

Anche i fermacofani posteriori con ottenuti in decal; ottimi, come su
tutta la produzione Troféu, i gruppi ottici, in plastica colorata. Preciso anche
lo spoiler riportato, anch\’esso in plastica.

Convincente la pulizia di montaggio, così come quasi esente da pecche la verniciatura.
A differenza di molte, troppe produzioni cinesi, si può essere sicuri che
i Troféu non faranno scherzi strani negli anni. Esemplari di quasi due decenni conservano ancora
tutta la loro brillantezza e il loro \”smalto\”.

Rassegna stampa: Tamiya Model Magazine International n.247 (maggio 2016)

Sinceramente oggi come oggi, se dovessi scegliere una rivista di modellismo da leggere la sera, penserei di prendermi il Tamiya Model Magazine International, se non altro per ridurre un po\’ la mia ignoranza in fatto di tecniche modellistiche d\’avanguardia. E dire che anche l\’automodellismo ne avrebbe bisogno. Il TMMI è una rivista istruttiva, nel vero senso del termine. Con una foliazione di 68 pagine, cadenza mensile, articoli (in inglese) ben scritti e abbondantemente illustrati, anche la pubblicità è interessante per conoscere realtà molto particolari. Che cosa si vuole di più? Non molti gli automodelli, per la verità: nel numero di maggio c\’è comunque un bel test-build della Citroen DS19 di Ebbro in scala 1:24 ad opera di Fabrice Maréchal e se vogliamo restare in un ambito abbastanza vicino, davvero apprezzabile è l\’articolo sulla Honda RC213V 2014 (Tamiya scala 1:12).

Novità da Ilario Chiera: Mercedes e Talbot-Lago

Due nuovi modelli sono disponibili dall\’artigiano francese Ilario Chiera. Nella gamma Ilario (art. IL90) è uscita la Mercedes-Benz 500K Tourenwagen 1935 chassis n.113663), serie limitata a 100 pezzi; nella gamma Chromes (art. Chro63) è disponibile la Talbot-Lago T26 Grand Sport 1948 Sautchik telaio #110110, serie limitata a 110 pezzi.

Porsche 911 (991) GT3: ancora serie limitate da Cartima su base Minichamps

Ancora tre varianti esclusive per il negozio tedesco Cartima, realizzate da Minichamps in 1:43. Si tratta della Porsche 911 modello 991 GT3, disponibile in \”rhodium silver\” metallizzato (200 esemplari numerati), in \”agate grey\” metallizzato (100 pezzi numerati) e in \”vipergruen\” metallizzato (100 pezzi numerati). Gli appassionati di serie limitate diventeranno pazzi…

Accordo con Brabus per GT Spirit e diverse novità in vista

GT Spirit ha comunicato il raggiungimento di un accordo con Brabus per la realizzazione in 1:18 dei modelli del costruttore di queste vetture \”estreme\”. Brabus si aggiunge così a RWB e LB Performance nella lista dei partner di GT Spirit.
Per luglio sono in arrivo una decina di modelli:

GT086 Mercedes-McLaren SLR 722 GT
GT099 LB Performance M4
GT112 Porsche Cayman GTS
GT109 Ruf RGT
GT724 Audi RS5 Convertible

I programmi OttOmobile per luglio-agosto 2016

Belli nutriti i programmi per luglio e agosto 2016 di Ottomobile. Ecco la lista delle prossime uscite (1:18):

Luglio 2016
OT146 Alpine Renault A110 \”Tour de France\”
OT188 Talbot Horizon Premium
OT192 Volkswagen Golf V R32
OT197 Citroen Saxo Kit-Car
OT209 Mercedes Benz C124 6.0 widebody

Agosto 2016
OT198 BMW M5 3.8 Touring
OT199 Audi RS4 Avant
OT639 Citroen GS X2
OT642 Renault 25 V6 Injection
OT645 Alpine Renault A220 corta

Foto dei modelli nell\’ordine qui sotto:

Spirit of Le Mans: la rivista ufficiale dell\'endurance A.C.O.

Nei giorni scorsi l\’Automobile Club de l\’Ouest ha comunicato l\’imminente uscita del primo numero di Spirit of Le Mans, rivista che si occuperà dei campionati e delle gare organizzate e gestite dall\’A.C.O.
E\’ indubbiamente in momento giusto per l\’uscita del primo numero, visto che la magica settimana di Le Mans si avvicina a grandi passi. Proponiamo l\’anteprima della copertina del primo numero e il comunicato dell\’A.C.O. in inglese.

 

Endurance racing is a branch of motor sport that enjoys worldwide renown. It no longer had a dedicated magazine in France, the country that hosts its blue-riband event, the Le Mans 24 Hours. The magazine Spirit of Le Mans now fills this gap! This new, high-quality magazine published every three months by the Automobile Club de l’Ouest plunges the reader into every aspect of the fascinating world of endurance: sporting, technological, human, environmental, cultural and social. It will become a not-to-be-missed rendezvous for motor car and motor sport fans and readers who are eager for discovery. The first issue will go on sale on 2nd June priced at 12 euros.  

First of all, Spirit of Le Mans is THE endurance magazine. Every three months, the 100 pages of Spirit of Le Mans will plunge its readers into what goes on behind the scenes of a sport totally unlike any other. Endurance racing poses a whole range of challenges – human, technological, environmental – which helps today’s motor car to progress and tests the solutions to tomorrow’s mobility. And that really deserved a magazine!

Through interviews and portraits, Spirit of Le Mans will introduce its readers to the heroes who have written some of the greatest pages in the history of motor sport. The drivers, of course, who share the wheel of the same car in a race and must develop team spirit and perfect understanding, and also the teams, the engineers, the tuners, the marshals and all those involved in this unique universe.

Because of the constraints inherent in the sport in terms of performance, fuel consumption and reliability, endurance racing is also a marvellous laboratory for innovation. The manufacturers are continually searching to improve the efficiency of their cars, and to achieve this they have to develop innovative systems, which will then be transferred to the everyday motorist’s car. Hybrid and energy recovery systems and aerodynamics, Spirit of Le Mans will analyse and explain the secrets of these new technologies.

And finally, Spirit of Le Mans’ intention is to be an open, accessible and pedagogical magazine. While it specialises in subjects aimed at endurance fans, its objective is also to attract readers who wish to discover a universe with which they are not yet familiar. Spirit of Le Mans will open its pages to artists of all kinds – photographers, painters, sculptors – and passionate lovers of the world of the motor car in addition to well-known figures including writers, philosophers and doctors who will enlighten readers with their take on the sport.

Nothing like Spirit of Le Mans exists on the market and it was born of a single desire – to share the richness and the passion which drives the world of endurance. Rendezvous on 2nd June to join in the adventure!

Pierre Fillon, President of the Automobile Club de l’Ouest:Endurance racing is demanding, specialised, innovative, human and democratic and it cultivates a spirit unlike any other. The aim of Spirit of Le Mans is to help readers discover and share this spirit. This quarterly magazine immerses them in the fascinating world of endurance, and introduces them to those who write some of the most beautiful pages in motor sport, while inventing solutions to tomorrow’s mobility. Spirit of Le Mans is a specialist, pedagogical, artistic magazine and it is aimed at fans, aesthetes, the curious, and all those for whom endurance is synonymous with passion.”

Practical information

Spirit of Le Mans will be available in French (kiosks, subscription, on-site sales) and in English (subscription and on-site sales).

Sales outlets

  • Official Le Mans 24-Hours boutiques in Paris, Tours and Le Mans
  • ACO regional offices
  • Subscription: subscription form in the magazine and also available on line

Tariffs

  • Per issue: 12 euros
  • Subscription: 1 year – 4 issues: France 39 euros – Europe: 65 euros – International: 74 euros

About The Automobile Club de l’OuestThe Automobile Club de l’Ouest (ACO) founded in 1906 is the creator and organiser of major motor sporting events including the first grand prix in the history of motor racing in 1906 followed by the Le Mans 24 Hours in 1923. The ACO’s aim is to develop long-distance racing and since 2012 it has been the organiser and promoter of the FIA World Endurance Championship (FIA WEC). The club is also the creator of the continental series: the WeatherTech SportsCar Championship, former American Le Mans Series (1999), the European Le Mans Series (2004), and the Asian Le Mans Series (2013). On its own circuits at Le Mans, the ACO organises the 24 Heures Motos, the 24 Heures Karting, the 24 Heures Camions and the French Motorcycle Grand Prix. But above all the ACO is a club made up of enthusiasts who defend the rights of car users on a daily basis, and it gives its members a privileged welcome to enable them to live their passion for motor sport at the events it organises.
The ACO also has a driving school, Le Mans Driver, a leisure and kart competition complex and simulators, an Enterprise department for the organisation of seminars, a team of guides providing tours of the installations of the Le Mans circuits, two official boutiques in Le Mans and Paris as well as eight regional agencies.

Rassegna stampa: AutoModélisme n.223

E\’ abbastanza facile recensire il numero di maggio 2016 di AutoModélisme. Ho aspettato molto, addirittura il mese di giugno, non perché l\’abbia trovato in ritardo, ma perché gli argomenti di discussione erano davvero poveri. Un paio di \”cavalli di battaglia\” nelle recensioni sono stati già sfruttati da Modelli Auto (l\’Abarth 1000 TCR di AutoArt in 1:18 e l\’Alfa Romeo 33 Stradale di Premium Classixxs in 1:12); per il resto mi chiedo quale interesse abbia un diorama di fantasia di un cosiddetto team Minichamps e la seconda parte della retrospettiva dei cabriolet francesi in 1:43. Meglio lasciar perdere. I due pezzi più interessanti sono il montaggio dell\’Alpine Renault A110 in scala 1:24 di Tamiya ad opera di Nicholas Gohin (ma era necessaria la sporcatura?) e la recensione di un modello slot che può essere considerato in tutto e per tutto uno speciale di alto livello, la Lotus 79 Martini F.1 di Ostorero in 1:32. Speriamo in una miglior fortuna per il numero di giugno, che del resto è il più importante dell\’anno perché incentrato sul tema di Le Mans, com\’è ormai tradizione per AutoModélisme.

Ferrari 312 PB Le Mans 1973 di Tecnomodel: alcune impressioni

Con un ritmo costante, Tecnomodel continua nella sua serie di Ferrari da competizione in 1:18. Si tratta di modelli resincast che spesso colmano evidenti lacune in questa scala che mostra ancora ampi spazi di manovra, prima che tutti si buttino… sull\’1:12! Scherzi a parte, i Tecnomodel in 1:18 sono pezzi di buona fattura, messi in vendita a un prezzo tutto sommato competitivo (circa 220 euro). Non sono i prezzi degli Spark nella scala analoga, ma non sono neanche i 300 o i 400 richiesti per certi cosiddetti \”speciali\” su cui è meglio stendere un velo pietoso. L\’ultima idea di Tecnomodel è la Ferrari 312 PB coda lunga del 1973, uscita in quattro versioni: le tre di Le Mans più la vincente della 1000 km di Monza. Avendo a disposizione una delle vetture di Le Mans, la numero 15 di Jacky Ickx e Brian Redman, proponiamo una carrellata di foto commentate come sempre da didascalie. Qualcuno forse vorrà conoscere il nostro giudizio complessivo su questo modello. E\’ sicuramente un oggetto di impatto, che in una vetrina fa la sua ottima figura, magari osservato da una certa distanza. Se questo è ciò che cercate, allora un pezzo come questa Ferrari 312 PB di Tecnomodel fa per voi. Se invece pensate che un 1:18 non debba essere semplicemente un 1:43 ingrandito e non accettate i tanti, forse troppi compromessi che le produzioni cinesi impongono per rispettare certi prezzi, allora è meglio concentrarsi su un altro genere di prodotto.

La Ferrari 312 PB lunga del 1973 ha fra i propri indiscutibili pregi
l\’esattezza delle linee e delle proporzioni.

Finissimo l\’acetato dei coprifari e molto realistici i gruppi ottici
in generale, con parabola, riproduzione della lampadina e vetro.

Anche i fari posteriori sono molto ben fatti. La decorazione, in decal, è
applicata con grande scrupolo.

Ciascuna versione è prodotta in una serie numerata e limitata a 150 esemplari.

Abbastanza semplificato l\’abitacolo: l\’essenziale c\’è ma non un particolare di più.
Il colore argento non rende bene l\’idea dell\’alluminio della monoscocca.

Da questa foto si apprezza la generale precisione di montaggio ma si può
anche notare la mancanza di dettagli.

Belle le decals, e applicate con molta cura; certi particolari simulati con una
semplice decalcomania sono però un po\’ deludenti.

L\’assetto è azzeccato, reso molto realistico dalle gomme con una spalla
corretta e da dei cerchi ben disegnati.

Si può apprezzare la cura dei gruppi ottici posteriori.

Quel poco di meccanica visibile (scarichi e cambio) è riprodotto in modo
davvero troppo semplificato.

Decisamente fuori luogo la riproduzione del faretto
d\’illuminazione del numero mediante una banale decal.

Molto belle le griglie sui passaruota.

Il cerchio e la gomma con la scritta Goodyear tampografata. Il dado di fissaggio è stampato in un sol
pezzo col cerchio.

I pneumatici sono slick.

Le gomme contribuiscono non poco alla corretta impressione generale.

Eccellente la verniciatura, senza alcun difetto, come del resto su
tutti gli altri Tecnomodel di questa serie 1:18.

La cintura di sicurezza è abbastanza realistica, con materiale adesivo che
simula bene il tessuto nero, tre fotoincisioni e due decals Sabelt.

Molto ben riprodotte le prese d\’aria alle spalle del pilota. Le griglie laterali nere
sono in fotoincisione.

Sicuramente un modello di ottimo effetto, la Ferrari 312 PB 1973 di
Tecnomodel accontenterà chi non si cura esageratamente di certi dettagli ma
cerca piuttosto il colpo d\’occhio.

Non si può dire che non si tratti di un modello di una certa personalità.

Ottimamente applicata la decal gialla sull\’anteriore.

La base, in solido materiale grigio compensato, presenta una placca sull\’anteriore col nome del fabbricante e
la descrizione della vettura.