Evoluzione di un modello: Fiat 124 Spider Abarth Giro d\'Italia 1973 di Carrara Models

La Fiat 124 Spider Abarth Prototipo di Pianta / Pica
in azione al Giro Automobilistico d\’Italia 1973. Questa
particolare configurazione era dotata del propulsore
che aveva equipaggiato le Osella vincitrici dell\’Europeo
Sport nel \’72. 

Se la 124 Spider Abarth (altrimenti conosciuta con la sigla SE26) è universalmente nota nelle sue configurazioni rallystiche, molto meno si può dire del prototipo equipaggiato col motore 236G da 2 litri e quasi 300 cavalli, che venne iscritto in due esemplari al Giro d\’Italia del 1973. Di questa vettura esisteva un kit in scala 1:43 realizzato molti anni fa da Valerio Barnini, le cui attrezzature e la maggior parte del corredo dei master sono stati rilevati – come parecchi ormai sapranno – da Denis Carrara, un altro \”allievo\” di quella famosa scuola di San Mauro a Signa di cui faceva parte anche Marco Tavanti \”Tavarco\” il quale per ora sembra aver scelto definitivamente altre strade… ma non si può mai dire! Comunque, tornando a Denis, nel suo laboratorio di Via Volterrana a Cerbaia sono stati di recente rivisti e corretti parecchi master di Valerio Barnini, uno dei quali è appunto la 124 Abarth Prototipo del Giro del \’73.

I primissimi esemplari montati del nuovo master. Per la gallery completa, potete cliccare qui )
Alcune altre scocche già verniciate e pronte ad essere ultimate nel laboratorio di Cerbaia, nei pressi di Firenze. La verniciatura di queste 124 Abarth è particolarmente complessa perché combina una pluralità di colori (rosso, bianco, nero) all\’alternanza di lucido e opaco. 

Alla luce della molta maggiore documentazione oggi disponibile, presentiamo qui l\’evoluzione del nuovo master, da cui sono stati ricavati già i primi montaggi (il modello non verrà commercializzato in kit). Un esempio tipico di come certi soggetti possano rinascere a nuova vita, e anche di come esistano tutt\’oggi soggetti semidimenticati o addirittura totalmente inediti.

A sinistra, il nuovo modello Carrara; l\’anteriore del vecchio kit Barnini era completamente da rivedere, complice una documentazione all\’epoca ancora molto approssimativa. Notare l\’assenza nel modello Barnini della presa d\’aria sulla lama inferiore, oltre ad altre piccole differenze. 
Di profilo si evidenziano alcune piccole ma sostanziali modifiche: il longherone con i caratteristici fori di alleggerimento nel nuovo modello Carrara (sotto); rivisto anche il profilo della pinna posteriore, ora più angoloso rispetto al modello Barnini. Rivista e corretta anche la forma dei codolini, per ospitare cerchi più piccoli rispetto al Barnini. 
Perfezionati e maggiormente dettagliati i gruppi ottici posteriori (modello a sinistra), oltre alla presenza della luce della targa. 

Nel kit Barnini le due prese d\’aria sul cofano anteriore erano sfalsate, particolare poi corretto da Denis Carrara. 

Ancora una vista frontale degli stampi dei due modelli, che confermano le differenze fra un\’interpretazione e l\’altra. 

I  modelli di ieri e di oggi accanto alla recente stampata delle decals, che consentono la realizzazione di entrambe le versioni del Giro d\’Italia 1973: n.522 (Pianta / Pica) e n.526 (Pinto / Bernacchini). Da notare che il kit Barnini permetteva solo la versione n.522. Anche a livello di decals, vi sono stati aggiornamenti e correzioni.

Completati i primi Fiat 850T (Galbani e Alitalia) di Nonomologati in scala 1:87

Da Marco di \”nonomologati\”, ricevo e pubblico (con un po\’ di ritardo, di cui mi scuso col diretto interessato!) alcuni dettagli dei primi montaggi del Fiat 850T in scala 1:87. Ecco qualche spiegazione su questa nuova uscita, che interesserà non solo i fermodellisti in cerca di soggetti originali per i loro plastici, ma anche (o soprattutto?) gli appassionati della storia della motorizzazione italiana.

\”Finalmente completati i primi Fiat 850T Galbani e Alitalia.
Nelle foto è presente anche la versione Carabinieri commercializzata da Co.Met.Milano.
Fa da sfondo il dioramino espositivo sempre di Co.Met.Milano.
Presentazione dei modelli :
Il modellino si presenta  in resina di colore bianco. Stampata e incisa molto bene, non presenta bave o buchi da stuccare e carteggiare. Praticamente il modellino una volta sgrassato è pronto a ricevere le prime mani di fondo.
Il fondino, che comprende anche un abbozzo di arredo interno, è un singolo pezzo da verniciare in nero e su cui incollare un tubetto di plastica nel quale passeranno gli assi delle ruotine.
Quest\’ultimi sono di derivazione commerciale Rietze. Fare un modello esatto avrebbe comportato dei costi ulteriori con il conseguente rialzo del prezzo finale. Comunque le dimensioni e il disegno del cerchio ben si adattano al modellino.
Dopo due mani di fondo e dopo verifica delle superfici ho provveduto a dare due tre mani di giallo (Galbani) e di bianco (Alitalia).


Dopo 24h, mascheratura con nastrino Tamiya, e mano di verde per le fasce basse. Uguali nei due modellini.
Applicazioni delle decals. Loghi Galbani fatti realizzare da GdM e Alitalia realizzati in casa con pellicola trasparente per decals.
Le targhe sono stampate su semplici fogli di carta e tagliate a misura. Le linee bianche del trasporto per conto terzi sono della Serigrafia Pratese, adattate alle dimensioni dei mezzi.
Con smalti Humbrol e pennello ho dato i piccoli punti di colore per completare il mezzo. Fanali posteriori, luci di posizione anteriori, frecce laterali e cromature varie.
A questo punto ho passato due mani di trasparente opaco a protezione di tutto il lavoro.
Sempre a pennello e con smalti Humbrol ho decorato in nero e argento le varie guarnizioni dei finestrini e del parabrezza. In argento anche i due paraurti.


Applicate le varie fotoincisioni presenti nel kit. Tergi, mascherina, specchietti e fanali anteriori. Su quest\’ ultimi ho messo una goccia di Micro Kristal Clear per simulare il vetro della parabola.
Il mezzo è corredato da una scatolina in legno.

Il prezzo per le versioni Galbani e Alitalia è di 45 euro e sono da richiedere direttamente a me : nonomologati@tiscali.it \”

Buon 2014 dal blog

Per il blog, il 2013 si è concluso con un numero di articoli abbastanza inferiore rispetto a quelli dell\’anno di apertura, il 2012. Di per sé non è necessariamente un male, ma è il segno evidente di quanto sia difficile conservare una certa frequenza a lungo termine. Speriamo comunque che i contenuti non vi abbiano troppo deluso. Propositi per il 2014 non ne faccio. Dovrebbe essere, modellisticamente parlando, un anno interessante, che vedrà ancora lo strapotere di Spark nelle due scale più combattute, la classica 1:43 e l\’1:18, e l\’affermarsi di alcuni soggetti – le auto italiane degli anni settanta e ottanta – da parte di due marchi ormai conosciuti come Neo Scale e Kess. Due spunti di commento molto \”caldi\”, sui quali non mancheranno gli interventi e le opinioni spesso in contrasto. Ci saranno occasioni per parlare di questo e altro. Intanto, un caloroso augurio di un buon 2014 da Firenze. 

Rassegna stampa: Auto Modélisme n.196


La rivista del gruppo Hommell si appresta a raggiungere la ragguardevole cifra dei 200 numeri, che verrà raggiunta nell\’aprile 2014. Intanto il numero natalizio propone diversi contenuti interessanti. Inizierei col commentare il breve ma ficcante editoriale di Alain Geslin, che critica in maniera molto decisa, ma giusta, l\’eccessiva precipitazione con la quale i fabbricanti di modelli industriali immettono sul mercato modelli farciti di errori facilmente evitabili. Ne è un caso lampante la Porsche 804 di AutoArt in scala 1:18 di cui nel numero stesso potete leggere una recensione. Altro spunto forse messo poco in risalto nella rivista – ma degno di nota – è il breve articolo di Jean-Marc Teissedre su Epoqu\’Auto, svoltosi a Reims lo scorso novembre. Tutto bene, manifestazione ottimamente riuscita e che inizia a dar fastidio ad altri appuntamenti più blasonati (in primis Rétromobile, ma anche Avignone), ma con la tendenza a mescolare eccessivamente \”paccottiglia\” (sia detto col massimo rispetto, non mi viene un termine diverso, e per comodità uso appunto tale parola) e modelli speciali montati. Roba da edicola da 10 euro messa in bidoni simili a quelli che si usano per i sacchi dell\’immondizia, accanto magari ai modelli montati da 100 o 200 euro. Disorientamento per i neofiti, commenta JMT, e non ha certamente tutti i torti. Un tema originale, un po\’ \”laterale\”, che meriterebbe una trattazione ancora più approfondita.


Per il resto, il numero natalizio di AM non delude: si va dal resoconto completo del primo concorso indetto da Spark che ha premiato i suoi vincitori con una visita allo stabilimento cinese (chi ha detto che è stato dato il giusto risalto ai risultati dell\’iniziativa?) ai bellissimi modelli autocostruiti di Gérald Sautereau, da una bella retrospettiva sulle Panhard Dyna-X e Junior a un articolo storico sulle Kit-car da Rally degli anni 1994-1999. C\’è questo ed altro, naturalmente, in un numero altamente consigliato.


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OM 150 cisterna ESSO e Fiat 850T Alitalia/Galbani: alcuni aggiornamenti su Nonomologati (scala 1:87)

Le reazioni positive alle precedenti news riguardanti le elaborazioni in scala 1:87 di Nonomologati e l\’indubbio interesse dell\’argomento stesso mi hanno indotto a continuare – con la collaborazione del diretto interessato, Marco Feliziani di Roma – la pubblicazione dei suoi lavori, sperando possano incontrare ancora il favore dei lettori.
Ecco la scheda di uno dei lavori più recenti, scritta direttamente da Marco:

OM 150 cisterna “Esso”
Vi presento un’ altra realizzazione ottenuta partendo con la base del kit Co.Met.Milano art.040055 (OM 150 tre assi)
Il kit è stato completato con l’utilizzo di una cisterna di tipo carenato e dalla linea “antiquata”, reperita nell’assortimento Herpa.
Il telaio:
Sostituito il serbatoio della nafta con uno di recupero (Lima) più corretto nelle forme e dimensioni.
Costruzione integrale con filo metallico e tubetto di ottone dell’albero di trasmissione e del gruppo marmitta e tubo di scarico. Quest’ultimo anche fissato al telaio con un sottile tirante metallico.
Il telaio è stato allungato posteriormente per compensare la lunghezza della cisterna. Altrimenti sarebbe stato troppo vistoso lo “sbalzo” di quest’ ultima. Ho utilizzato dei pezzettini di listelli Evergreen incollati con Attack Gel. Le giunzioni sono state stuccate con stucco Molak e carteggiate. Infine su questo “allungamento” è stata montata la traversa posteriore in fotoincisione comprendente fanaleria e porta targa.
Sempre posteriormente, visto il nuovo spazio disponibile, è stata alloggiata la gomma di scorta (produzione Herpa in gomma vera), corredata dalle due barre metalliche incrociate che al vero la sorreggono.
Sul lato del serbatoio è stata aggiunta la staffa porta cunei (in legno) realizzata con un punto di cucitrice Zenit.
La cabina:
Completamento dell’interno con la realizzazione della leva del cambio in filo metallico
Eliminate le luci di posizione e sostituite con gemmine Tron.
Sulla riproduzione fotoincisa dei fanali è stato applicato del Micro Kristal Clear per simulare la parabola in vetro.
La cisterna:
Per essere posizionata correttamente sul telaio, ho dovuto modificare la posizione originale del passaruote posteriore. Gli incastri sono stati eliminati ed è stato fissato nella nuova posizione, arretrandolo verso la cabina di circa 4 mm.
Sulla parte posteriore della carenatura, con una moletta, ho ripreso la curvatura per renderla simile a quella del passaruote. Più per un fattore estetico che pratico, in quanto non ne comprometteva l’assemblaggio.
Sulla cisterna, dal lato dei predellini, è stata montata una scaletta in fotoincisione reperita nell’ assortimento MFAL.
Le decals che completano la cisterna e la cabina sono un mix di varie marche : logo Esso posteriore, fasce rosse laterali e limite di velocità (G&G Rail), loghi Esso laterali e sulla cabina (Virage scala 1:43), bande rosse trasporto conto proprio (Serigrafia Pratese).
Verniciatura a bomboletta, finitura lucida per la cabina e opaca per telaio e cisterna.
Verniciatura a pennello in nero e argento Humbrol delle guarnizioni dei finestrini.
Completamento a pennello con smalti Humbrol della fanaleria

Sostituzione delle ruote con trilex della Weinert in fusione di metallo bianco. Colorate a pennello con smalti Humbrol e usurate sempre a pennello con colori acrilici Tamiya

Come aggiunta, ecco un breve aggiornamento su una delle prossime produzioni Nonomologati, il Fiat 850T nella duplice decorazione Alitalia e Galbani. La base è di Co.Met.Milano, che al pubblico viene venduta solo montata. Le versioni speciali Nonomologati avranno la caratteristica di avere la livrea bicolore. Nello specifico Galbani e Alitalia. Le decals Alitalia me le sono realizzate in casa. \”Garantisco – mi scrive Marco – che fare le mascherature su oggettini di 4 cm… comunque la macro è molto impietosa rispetto alla vista normale\”. I modelli devono essere completati col fondino, ruote, vetri e fotoincisioni per fanali e mascherina.

Verranno presentati al Serafico. Due pezzi che serviranno per prendere eventuali ordinativi.

Alfa Romeo Nuova Giulia di Kess: alcune note supplementari

La Nuova Giulia Super 1.3/1.6 è stata ampiamente analizzata e discussa sul forum Duegi e sarebbe inutile ripetere i molti commenti pertinenti fatti in quella sede. Stavolta quindi sarà forse sufficiente integrare tutto ciò che è stato detto con alcune foto inedite del modello smontato.

Belli, come in tutta la produzione Kess, i gruppi ottici posteriori. Le scritte Alfa Romeo Giulia Super 1300 (o 1600) sono fotoincise e applicate con grande cura. Purtroppo la targa è totalmente di fantasia e richiama il numero di catalogo del modello…

Ferma restando la perplessità per le linee generali, il livello di finitura è alto e la verniciatura è ottima, forse un tantino spessa, ma siamo ampiamente nei limiti dell\’accettabile. 

La parte anteriore. Secondo me c\’è qualcosa di strano nei gruppi ottici: leggermente troppo grandi? Fatto sta che lo \”sguardo\” non è quello della Nuova Giulia. 

Anche da questa angolazione si intuisce che qualcosa non va a livello di fari anteriori. 

Com\’è stato ormai più volte osservato, le cornici laterali dei vetri sono uno dei maggiori difetti del modello. Troppo piccole, troppo spesse, ne alterano non poco la linea. Sulla Giulia vera quasi non si vedevano; qui sono la prima cosa che salta all\’occhio.

L\’uso della fotoincisione per i vetri è stato discusso a lungo. Qui si evidenziano alcune delle maggiori controindicazioni: eccessiva piattezza e poi quell\’antiestetica parte di carrozzeria colorata che risalta sotto la cornice stessa. La foto accentua ancora di più l\’effetto, ma anche dal vivo è una caratteristica che si nota. 

Ancora una vista sulle cornici laterali, decisamente fuori luogo. 

La parte posteriore è ben riuscita. Notare ancora il colore della carrozzeria visibile sotto le cornici dei vetri fotoincise, peraltro stavolta applicate molto bene. 

Forse un po\’ grosse le maniglie, in plastica cromata. 

Da questa foto si nota tutta la pochezza delle cornici laterali. 

Gli interni sono ben dettagliati. La consolle e i vari fregi del cruscotto sono in decal. 

Divano posteriore e cruscotto (storto verso l\’alto a destra in questo esemplare) sono incollati alla carrozzeria. Decisamente poco riuscito il volante, tutto in plastica: corona troppo spessa e approssimativa (e dal colore improbabile), razze poco nette. 

Ancora una vista dell\’interno. Il fondino è ancorato alla carrozzeria con quattro viti. 

L\'OM 150 "Cisa" (1:87) di Nonomologati, elaborazione su base Comet

Avevamo promesso la presentazione di una delle elaborazioni di Nonomologati, marchio di cui ci eravamo occupati nei giorni scorsi. Per andare più nel dettaglio di questi modelli, abbiamo scelto l\’OM 150 in livrea Cisa, una delle più recenti realizzazioni di Marco Feliziani, portata lo scorso 1° dicembre alla borsa di Novegro. Si tratta di un\’elaborazione molto estesa su base Comet, marchio su cui sarebbe interessante dedicare uno spazio a parte in un prossimo futuro su questo blog. Ecco la descrizione dettagliata degli interventi e alcune foto sia del modello in preparazione sia del risultato finale. Tra l\’altro, a partire da questo modello, Nonomologati realizzerà elaborazioni solo da kit Comet, che come vedremo, vengono radicalmente cambiate e migliorate, pur costituendo, nelle forme e nelle proporzioni generali, delle ottime basi di partenza.

OM 150 “CISA”
Realizzazione su base kit Comet art.040055

Il kit è stato completato con l’utilizzo del cassone telonato proveniente dall’assortimento Brekina.

Il telaio:
 Sostituito il serbatoio della nafta con uno di recupero (Lima) più corretto nelle forme e dimensioni.
Costruzione integrale con filo metallico e tubetto di ottone dell’albero di trasmissione e del gruppo marmitta e tubo di scarico. Quest’ultimo anche fissato al telaio con un sottile tirante metallico.

Posteriormente è stata alloggiata la gomma di scorta (produzione Herpa in gomma vera) e corredata dalle due barre metalliche incrociate che al vero la sorreggono.
Sul lato del serbatoio è stata aggiunta la staffa porta cunei (in legno) realizzata con un punto di cucitrice Zenit.

La cabina:
Completamento dell’interno con la realizzazione della leva del cambio in filo metallico
Eliminate le luci di posizione e sostituite con gemmine Tron.
Sulla riproduzione fotoincisa dei fanali è stato applicato del Micro Kristal Clear per simulare la parabola in vetro.


Cassone e telone:
Realizzazione con profili Evergreen del controtelaio posto sotto al cassone.
Scritte realizzate con trasferibili a secco posate su decals trasparente e applicate al telone e cabina.

Verniciatura a bomboletta, finitura lucida per la cabina e opaca per telaio e allestimento. Sporcatura del telone realizzata a pennello con colori acrilici Tamiya e polvere di gessetto bianco.
Verniciatura a pennello in nero e argento Humbrol delle guarnizioni dei finestrini.
Completamento a pennello con smalti Humbrol della fanaleria. 


Applicazioni di scritte realizzate in proprio (CISA ,TIR e targhe),  decals G&G Rail (limite velocità), Guido Brenna (bande bianche trasporto conto terzi) e TL (targhetta Italia).

Sostituzione delle ruote con trilex della Weinert in fusione di metallo bianco. Colorate a pennello con smalti Humbrol e usurate sempre a pennello con colori acrilici Tamiya. 


Alfa Romeo Nuova Giulia Super di Kess Scale Models: un tentativo di recensione

Come era facilmente immaginabile, la polemica sulla Nuova Giulia Super 1300/1600 di Kess sta già infuriando. Normale, visto che questo era uno dei soggetti \”sensibili\”, peraltro annunciato da lunga data e molto atteso dai collezionisti italiani. Ci sarebbe da chiedersi se modelli tedeschi, inglesi o francesi suscitino le stesse reazioni accorate al momento della loro uscita nei rispettivi paesi. Forse le reazioni degli italiani sono spiegabili anche dal fatto che le vetture stradali italiane anni settanta/ottanta sono state fino ad oggi le più trascurate. Prima dell\’avvento del made in China, ogni produttore tendeva a riprodurre le auto del proprio paese, anche in virtù di accordi promozionali con le Case (esemplari i casi tedeschi di Schabak, Schuco, Gama…); con Minichamps le cose non sono troppo cambiate, ma ora finalmente i produttori di resincast si sono accorti che esiste tutto un mondo ancora da esplorare. Commenteremo il fenomeno in separata sede, ma adesso torniamo alla Nuova Giulia di Kess. Che il modello non sia esattamente un successo, l\’ha dimostrato un dettagliato thread sul forum Duegi, che ospita tra l\’altro interventi di ottimi conoscitori della vettura e di modellisti di livello quali Stefano Adami e Vincenzo Iezzi di Elite Models. Molte delle cose che c\’erano da dire le trovate lì, per cui è inutile ripetere alcuni concetti che già in quel forum sono emersi in tutta la loro evidenza. E ancora una volta si è dimostrato che le misure generali possono anche essere esatte, ma l\’ago della bilancia sono le proporzioni, che in questo caso lasciano abbastanza a desiderare. Sono del tutto d\’accordo con i giudizi espressi nel forum Duegi sulla sostanziale mancanza di proporzioni in questo modello, anche se, avendolo sotto mano, posso dar ragione a chi ha affermato che dal vivo è meno brutto che in foto. Magra consolazione, forse, ma era un elemento che andava evidenziato. Come approccio metodologico, pur partendo stavolta dalle considerazioni del forum, pubblicherò ugualmente un\’analisi dettagliata dei vari particolari (cosa che non troverete altrove, penso), con il solito confronto delle misure; questo, nella seconda parte. Intanto ecco un po\’ di foto generiche del modello. Per questa analisi ho scelto la versione 1300 color prugna, catalogo KE43000182. Sarà forse utile aggiungere che in questo caso esistono due colori standard (versione 1300, prugna e 1600 verde pino) e due realizzati in esclusiva per il negozio Carmodel (1300 grigio indaco, 1600 giallo Piper).

Nonomologati e i camion 1:87, gallery supplementare

Speriamo di fare cosa gradita pubblicando una gallery supplementare, dopo la presentazione della produzione di Nonomologati, inserita nel post precedente di questo blog. Molto presto, a completare (per ora) l\’opera, mostreremo un\’interessante elaborazione, con tutti i dettagli delle trasformazioni. Ecco intanto la seconda gallery. Viene in mente che l\’1:87 è una bellissima scala per i mezzi pesanti. Sufficientemente grande per la mole dei veicoli riprodotti, consente già un dettaglio di tutto rispetto, avendo anche l\’indubbio vantaggio di non prendere troppo posto!

Focus su Nonomologati: un modo originale di fare 1:87

Non è più un mistero che ormai la scala 1:87 si sia affrancata dalla propria origine fermodellistica, esattamente come accadde in passato ad altre scale. Pur continuando ad esistere anche in funzione dei plastici dei treni, l\’1:87 ha compiuto un proprio percorso e oggi trova validissimi esponenti che sono stati capaci di andare oltre la semplice plastica proposta dalle tradizionali case industriali come Herpa o Brekina. E per fortuna, grazie a questi artigiani, vengono colmate notevoli lacune nel campo dei veicoli pesanti italiani, che finalmente trovano sempre più posto nelle collezioni degli appassionati. Viene in mente uno come Ilario Vecchiato, che recentemente si è dedicato con molto entusiasmo alla scala H0 con i suoi OM e Fiat, ma stavolta è sull\’attività e la produzione di \”nonomologati\” che desidero porre l\’attenzione. L\’ultima borsa di Novegro è stata l\’occasione per fare la conoscenza con Marco Feliziani, che è stato così gentile da accettare di collaborare col blog per illustrare meglio la propria attività modellistica. Ecco quindi una presentazione scritta da lui stesso, con una prima carrellata di modelli elaborati da basi esistenti.

I miei camion nascono dalla passione per questi mezzi. Per le loro forme, gli allestimenti, il connubio forte con l’autista, il binomio macchina – uomo.
Una passione che scaturisce dai ricordi di bambino. Che ritornano in mente quando per strada vedo un vecchio “bestione”.
Molti ricordi, che hanno dato vita a questa passione, sono legati in particolare al grande spiazzo sterrato al Corsalone (AR),  dove sostavano i camion della SACCI a cui presto dedicherò una realizzazione.
Per passare ai carichi pesanti della Baraclit di Soci (AR) e ai camion del deposito “Campari” che tutti i giorni, dal terrazzo di casa, li vedevo uscire dal magazzino.
Di questi mezzi è vivo anche l’odore, il “profumo” della nafta. Erano e sono mezzi che a differenza dei camion attuali trasmettevano sensazioni forti. Ogni uno con la proprio “voce” caratteristica che te li faceva riconoscere da lontano.
Cose che ormai sono introvabili nei moderni e del tutto asettici mezzi moderni.
Nei miei modellini cerco di fare rivivere queste emozioni in chi li osserva. Anche se non hanno la pretesa di essere perfettamente identici al prototipo reale, come dico sempre, il modellino deve essere verosimile.
La scala piccola (1:87) sicuramente aiuta ma cerco sempre di dettagliare e personalizzare il più possibile il mezzo. Personalizzo a richiesta anche le cabine e il numero di targa.
Piccoli dettagli che comunque differenziano il mio modellino dalla semplice produzione industriale. Quindi cunei in vero legno, gemmine Tron per i fanali, ruote Weinert in fusione di metallo bianco verniciate e usurate. Uso di decals commerciali, realizzate in proprio e realizzate su disegno o foto.
Un grande aiuto in questo viene dall’amico Giuseppe e le sue decals GDM, ottime per qualità e pellicola usata.
Nel tempo ho cercato un sempre costante miglioramento e perfezionamento. Proprio questi due motivi mi hanno spinto a rivolgermi alla Co.Met. Milano guidata dal suo gentilissimo titolare Ferdinando.
E’ nato un rapporto di amicizia e collaborazione il cui fine è quello di presentare all’appassionato un modellino di camion unico nel suo genere.
I kit della Co.Met. Milano si presentano semplici e facili. Il cui montaggio non scoraggia l’appassionato meno esperto. Però, nel contempo, sono ottime basi per personalizzare facilmente il mezzo e ottenere alla fine un camion particolare.
Anche i montati (factory – built) si presentano come ottime riproduzioni dei mezzi veri, fedeli nelle linee e nelle proporzioni  anche negli allestimenti. Assai caratteristici e tipicamente italiani. Come i teloni con montante unico centrale, i cassoni “millerighe”, le “pere” per il cemento in polvere e tanti altri ancora.
Nonomologati sviluppa al meglio il kit Co.Met. Milano, cercando di ottenere un camion molto più raffinato e completo per soddisfare quegli appassionati dal palato più fine e con esigenze particolari. Ne consegue l’utilizzo di accessori di varie marche e altri realizzati in proprio.
Altra caratteristica del kit montato nonomologati è la sua colorazione e le sue varianti. Colorazione che avviene esclusivamente a bomboletta con dettagli a pennello.
Ogni mezzo viene trattato prima con del fondo e poi con del trasparente opaco e lucido a rifinitura.
Tutte le ruote sono colorate e usurate a pennello con smalti Humbrol e colori acrilici Tamiya.

Il primo esempio del connubio Co.Met Milano – nonomologati è stato il camion OM 150 realizzato in colorazione CISA e presentato alla fiera di Novegro del 1° dicembre 2013.