E\’ on line il nuovo sito e-commerce di Best Model Cars (Svizzera), azienda che si occupa di vendita di modelli in scala 1:43 / 1:18 e di accessori (fotoincisioni, cerchi, ecc) per automodelli. Sul sito www.bmcshop.eu è possibile trovare molti articoli – se ne stanno aggiungendo molti, giorno dopo giorno – a prezzi competitivi e con spese di spedizione gratuite. Gli articoli vengono spediti, secondo necessità e secondo i destinatari dall\’Italia e dalla Svizzera. Sul sito si troveranno anche molti vecchi ricambi AMR, occasione per collezionisti e restauratori di acquisire pezzi ormai introvabili. Un sito semplice ma che sarà ricco di contenuti.
Ferrari 512 S coda lunga Le Mans 1970 di Tecnomodel in 1/18: gallery
Pubblichiamo, come integrazione del thread precedente, alcune foto delle versioni Ecurie Francorchamps e SEFAC Le Mans 1970 della 512 S di Tecnomodel. Alcuni mi hanno già chiesto un giudizio su questo modello. Direi, avendone avuti per le mani già cinque o sei, che si tratta del classico modello che da una certa distanza si propone come un oggetto accattivante, anche spettacolare nella sua mole. Andandolo ad analizzare più da vicino si scoprono diverse pecche, incompatibili col prezzo richiesto. Su alcune versioni mancano dettagli oppure certe caratteristiche sono state riprodotte con eccessiva \”libertà\”. Fra l\’altro, cosa curiosa, sulla base delle vetture gialle della scuderia belga, compare la dizione \”SEFAC\”, che indicherebbe invece le vetture ufficiali. In sintesi, a mio avviso, gli aspetti deludenti superano alcune altre caratteristiche decisamente positive, come la verniciatura e la pulizia di montaggio. Tuttavia, se si bada più alla forma, lasciando perdere per una volta parte della sostanza, la Ferrari 512S di Tecnomodel può essere un bell\’oggetto da porre al centro di una vetrina, magari accompagnandolo con qualche cimelio o qualche vecchia foto. Se si cerca invece una maggiore fedeltà, questo modello delude un po\’ le aspettative, con troppi compromessi per poterlo considerare davvero qualcosa di valido.
Com\'è fatta la Ferrari 512 S coda lunga 1:18 di Tecnomodel
Il modello non è ormai una novità assoluta, anche se di recente, a rendere più completa la griglia, sono apparse altre tre versioni di Le Mans 1970: NART, Ecurie Francorchamps e la ufficiale numero 5. Le foto dei vari esemplari montati si trovano tranquillamente in rete; pubblichiamo invece alcune foto più difficili da reperire, che mostrano il modello smontato. In un thread a parte troverete una gallery con le tre versioni più recenti.
| La parte posteriore che riproduce il cambio e gli scarichi è semplificata al massimo. |
| Ancora una vista del retrotreno. Il modello si smonta facilmente; la scocca è fissata al fondino con delle solide viti a croce. |
| Il colore dei sedili è lucido. Anche qui il dettaglio è piuttosto ridotto. La parte alla destra del sedile del pilota è foderata con una decal. |
| Altra vista degli interni. |
| Anche se buona parte di questi dettagli resta difficilmente visibile a modello chiuso, penso che una maggiore attenzione per alcuni particolari sarebbe stata opportuna. |
| La meccanica è veramente ridotta all\’osso. |
| Una delle migliori caratteristiche del modello è la verniciatura. Non sono d\’accordo con chi la trova troppo carica. |
| L\’interno è dipinto in nero opaco. |
| Un altro particolare dell\’interno del cockpit. La spalla delle gomme (peraltro slick e non scolpite, come sarebbe invece corretto) è troppo alta. |
Alfa Romeo Alfasud Sprint 1.3 di Laudoracing Model 1:18 (LM096 e LM096B)
L\’ultima realizzazione di Laudoracing Model ha fatto sobbalzare gli alfisti, che finalmente potranno inserire nelle loro vetrine una riproduzione in scala 1:18 dell\’Alfasud Sprint 1.3 prima serie, un modello lungamente atteso e che fa sperare in altre sorprese da parte del produttore che ha sede in Alsazia.
Un po\’ di storia
Disegnata dalla felice mano di Giugiaro, la \”Sprint\”, che riprendeva un glorioso nome nella storia dell\’Alfa Romeo, venne presentata nel 1976 ed era quasi una versione rimpicciolita della GTV, di cui riprendeva alcuni stilemi e l\’andamento generale delle linee. Si trattava della versione coupé dell\’Alfasud, che comunque aveva già la sue varianti sportive, apprezzate per le loro doti dinamiche ma molto meno per la qualità costruttiva. Inizialmente la Sprint fu dotata del motore 30184 da 1286cc, successivamente soppiantato dal 30164 da 1351cc. La storia della Sprint sarebbe poi continuata con altre varianti di meccanica e successivi restyling più o meno riusciti fino al 1988, sopravvivendo quindi all\’Alfasud berlina e affiancando la produzione della nuova 33, uscita nel 1983.
Il modello Laudoracing
Due sono i colori che Laudoracing ha proposto per la Sprint in scala 1:18, un classico rosso Alfa (catalogo n. LM096) e un bel verde metallizzato (catalogo LM096B). La prima vettura adotta i cerchi stampati a cono rovesciato, mentre il modello verde monta i famosi \”millerighe\”, una vera icona per le Alfa degli anni settanta e ottanta. Di recente sono state offerte anche le varianti a cerchi invertiti, contraddistinte dai numeri di catalogo LM096C e LM096D). Ciascuna edizione è uscita in serie limitata a 600 esemplari numerati.
Da ormai qualche anno a questa parte, Laudoracing ci ha abituato a riproduzioni di alta qualità, azzeccatissime nelle forme e nelle proporzioni e contraddistinte da una cura del particolare che pongono questi modelli ai vertici della categoria dei curbside in resina in scala 1:18. Ricordando che le informazioni sulla produzione Laudoracing possono essere ottenute sul sito http://www.laudoracing-models.com/index.php e sull\’accurata pagina Facebook https://www.facebook.com/pages/Laudoracing-Models/520741538017586 , passiamo in rassegna, con una serie di fotografie originali, le caratteristiche della Sprint 1.3, che abbiamo potuto giudicare direttamente sia nella versione rossa sia nella versione verde metallizzata. Siamo su internet, la parola quindi alle immagini:
| La LM096 è equipaggiata con i cerchi stampati, caratteristici delle Alfa Romeo degli anni settanta. |
| Molto ben definito il disegno del cerchio. Accurata la spalla dello pneumatico. |
| Il fondino del modello è semplice ed essenziale. La meccanica è riprodotta solo per sommi capi, ma sono stati messi in bella evidenza gli scarichi. |
| Da qualsiasi punto di vista lo si osservi, il modello Laudoracing non presenta sproporzioni o manchevolezze nelle linee generali. |
| Dopo il successo della Fiat 128 Coupé 1100 e 1300, meritano ancora il massimo dei voti gli interni. I sedili hanno i corretti motivi scozzesi marroni riprodotti in decal e accuratamente applicati. |
| Molto validi i gruppi ottici anteriori. Nella confezione è inclusa anche una decal supplementare di riserva per lo scudo Alfa. |
| I vetri sono incollati con molta precisione, utilizzando colle ad alto potere aderente. Le guarnizioni sono stampate insieme ai vetri stessi. |
| Il fondino è fissato alla scocca da due viti a croce, ma questo è il massimo ottenibile da uno smontaggio senza dovere forzare tutte le altre parti, che sono incollate. |
| Un\’altra vista dei bei cerchi, sui quali Laudoracing è riuscita ad ottenere un realistico effetto metallico, senza eccedere in brillantezza. La correttezza degli pneumatici fa il resto. |
| I paraurti sono in plastica cromata e la protezione in gomma è riprodotta con un convincente nero satinato. |
| Da questa vista si può apprezzare la correttezza dell\’assetto del modello. Né troppo alto, né troppo basso. |
| L\’inconfondibile cerchio millerighe è da poco disponibile anche sulla versione rossa. |
| Un\’altra vista del bellissimo cerchio millerighe, davvero un capolavoro di stampo e pulizia nelle rifiniture. Notare la finissima metallizzazione. |
| Sulle Alfasud Sprint di Laudoracing la verniciatura è impeccabile: non siamo riusciti a trovare una sola bollicina sulla carrozzeria perfettamente liscia e dai colori omogenei. |
| Una finitura corretta significa generale equilibrio, dote che non manca alla Sprint di Laudoracing. |
| Le maniglie laterali sono in plastica cromata con rifinitura in nero satinato. Tutte le varie rifiniture laterali alluminio sono tampografate. |
| Le scritte posteriori \”Alfasud\” e \”Sprint\” sono riprodotte in modo estremamente efficace da adesivi cromati. |
| Molto realistica la resa delle plastiche degli interni. |
| Tergicristalli in plastica, come consuetudine su questo tipo di modelli.
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Rassegna stampa: Modelli Auto n.120
A dispetto di uno sparuto gruppo di buontemponi (probabilmente anche un po\’ invidiosi e frustrati) che si augurano una corta vita per la rivista, Modelli Auto prosegue il proprio cammino cercando di fornire al lettore alcuni spunti di qualità, magari indipendenti da certe tendenze che vanno per la maggiore. Prima di passare in rassegna i contenuti di questo secondo numero del 2015, vorrei puntualizzare un concetto che mi pare molto importante: la rinascita di Modelli Auto, che data ormai all\’inizio del 2014, non è incentrata su alcun \”personaggio\” in particolare, ma si basa sulla buona volontà e sulle idee di un gruppo di collaboratori, alcuni di lunga data, altri acquisiti solo di recente, idee discusse insieme alla redazione, grazie anche alla pazienza di Gianfranco Berto, che ci mette un bel po\’ di impegno, soprattutto in questi tempi non facili per l\’editoria cartacea.
Veniamo dunque a questo numero 120, che come \”cover car\” propone un\’insolita Nismo Nissan GT-R prodotta da Ebbro in 1:18. E dopo l\’ubriacatura a base di amaro tedesco nel numero 119, Gian Luca Pizzi mostra un secondo filone della sua collezione, dedicato alle livree Alitalia; testo di Umberto Cattani e foto di Gianfranco Berto. Il personaggio del 120 è invece Egidio Reali, gran patron dei marchi MR Collection e Looksmart, che si racconta nel modo che gli è più consono, sul filo della provocazione e di un sano paradosso. Sano perché prima di tutto Reali è un imprenditore e conosce bene la differenza fra normalità e pazzia! La parte tecnica, a cura di Corrado Crivellaro, è dedicata ad un\’elaborazione su base Starter di una Porsche 935 Gr.5, di cui è stata ricavata una versione vista nel corso dei test pre-stagionali del 1976; il montaggio del kit in plastica, stavolta la McLaren F1-GTR Le Mans 1997 di Aoshima in 1:24 è affidato come sempre al preciso Fabio Pastres. Molte le recensioni, fra le quali segnalerei la Lotus XI Record Car Monza 1956 di BoS-Models in scala 1:18. Il capitolo degli obsoleti è dedicato alla mitica DS, le cui riproduzioni nelle varie scale, dai tempi della Dinky fino ai giorni nostri, sono passate in rassegna da Bruno Boracco.
Lo spazio dedicato al modello speciale recensisce la Porsche Carrera RSR di Make Up, un successo e una delusione al tempo stesso. Ho lasciato volutamente alla fine un argomento-chiave di questo numero, ossia le considerazioni ufficiali di AutoArt commentate da Umberto Cattani su un argomento che è ormai di dominio comune, vale a dire i fenomeni di reazione fra verniciatura e scocche in zamac, che stanno creando più di un patema ai collezionisti che hanno dato fiducia in un passato recente a marchi che evidentemente non se lo meritavano. A questo argomento si ricollega anche l\’editoriale di questo numero, che nasce come una provocazione. E a questo tema si richiama pure la recensione di Cattani al primo modello di AutoArt in plastica ABS, l\’Aston Martin Vantage V12 GT3 in 1:18, concepita proprio per scongiurare i cronici problemi di compatibilità delle verniciature col supporto metallico. Se proprio non c\’è modo di isolare lo strato di smalto dalla zamac grezza conviene cercare alternative. In passato, magari non per questa ragione specifica, il tentativo era stato già fatto da case come Herpa, senza che peraltro l\’iniziativa fosse ripagato da un successo proporzionato agli investimenti. Vedremo stavolta se, magari convinti dalla prospettiva di mettere in collezione un modello più resistente agli attacchi del tempo, gli appassionati risponderanno in modo consono alle aspettative di AutoArt.
Gli articoli e gli spunti che offre questo numero di Modelli Auto non finiscono qui. E\’ alquanto deludente che spesso ci si limiti a lamentarsi in maniera poco costruttiva dei contenuti di una rivista senza saperne (o volerne) apprezzare certe tendenze innovative o comunque certi contenuti di qualità. Forse il problema è a monte, nel senso che magari manca la vecchia, sana comunicazione: per farsi apprezzare bisogna che il mondo fuori sappia cosa tu stai facendo, e questo non è sempre scontato. Al netto del solito gruppo degli eterni scontenti, sarebbe bene cercare di capire le aspettative del pubblico. Ma anche in questo caso, come per magia, ci si scontra con l\’indifferenza e la mancanza di veri suggerimenti costruttivi. Intanto la redazione è già alle prese col timone del numero autunnale.
Rassegna stampa: Tamiya Model Magazine International n.237
Non abbiamo parlato spesso nel blog del mensile Tamiya Model Magazine International (per gli amici TMMI), anche perché i contenuti della rivista esulano nella maggior parte dei casi dall\’automodellismo. Vorrei però consigliarvi la lettura di questa rivista, che è stata recentemente rinnovata nella grafica e nei contenuti e che ormai non si limita assolutamente alla produzione dello storico marchio nipponico. Il numero 237 (luglio 2015) è particolarmente interessante, ospitando, fra l\’altro, un bel reportage fotografico delll\’Hobby Show di Shizuoka; la copertina è occupata da una novità Tamiya che gli appassionati del settore aspettavano da tempo, il De Havilland Mosquito FB Mk.VI in scala 1:32.
Il TMMI è sempre molto istruttivo nella recensione di kit meno conosciuti e anche di prodotti specifici per il modellismo, che interesseranno forse più il settore militare ma che spesso possono riguardare direttamente i cultori dell\’auto. E se una rivista svolge un ruolo informativo, TMMI è anche utile per rintracciare negozi on-line che hanno in stock prodotti non sempre semplici da reperire sul mercato italiano. Con 68 pagine e un costo in Italia di € 8,10, TMMI è una lettura che ci sentiamo di consigliare, magari per integrare le testate più consuete, normalmente trattate in questo blog.
Alcuni lavori di Giuseppe Senisi
Giuseppe Senisi è un bravo modellista di Potenza, che ama soprattutto le trasformazioni di mezzi pesanti moderni, ispirandosi a veicoli esistenti. Le basi utilizzate sono kit in plastica. Presentiamo qui una carrellata delle sue creazioni, che comprende anche una Fiat 500 molto particolare, con livrea Martini Racing, che ricorda le Lancia Delta rally degli anni 80/90 (trasformazione da un diecast).
Rassegna stampa: Four Small Wheels 5/2015
Nella sua lunga storia, la rivista di GPM ha avuto diversi alti e bassi, com\’è normale che accada in una vicenda ormai quarantennale. Ricordo un netto peggioramento della qualità nei primi anni 2000, quando al comando di GPM c\’era ancora Brian Harvey; da questi bassi, la rivista ha saputo sempre riprendersi, con maggiore o minore fatica, ma stavolta ho l\’impressione che si sia imboccata una strada dalla quale non sarà facile tornare indietro. L\’arrivo di André Marot come responsabile di GPM ha determinato a livello generale un sensibile calo della qualità, sia della pubblicazione stessa, sia del servizio offerto dal negozio inglese. Molte scelte commerciali, ormai, paiono più dettate dal caso o dalla suggestione del momento piuttosto che da una reale competenza in materia. E dire che la collaborazione di persone abbastanza esperte (citiamo Mark Chitty per la redazione di Four Small Wheels) potrebbero evitare al direttore alcuni passi falsi talmente madornali che a volte mi chiedo se non si sia messo in testa di proposito (per ragioni che ignoro del tutto) di far andare a gambe all\’aria la vecchia e gloriosa Grand Prix Models. Per questi motivi, penso che FSW non sarà più trattata in futuro nella rassegna stampa, rispecchiando da qualche tempo ormai l\’inesorabile china intrapresa dal negozio. Di esempi classici, presenti anche nell\’ultimo numero 5, ce ne sono diversi e del resto non sono rari produttori che si sono visti stroncare modelli giusti dall\’incompetenza o dalla superficialità dei redattori, oppure distributori abbastanza allibiti dal vedere recensiti e acquistati da GPM a prezzi notevolmente superiori modelli in precedenza offerti a cifre molto più competitive e rifiutate con sdegno dallo stesso Marot. Questi e altri misteri guidano le scelte di un\’azienda che un tempo era un punto di riferimento e adesso non è neanche l\’ombra di se stessa. Tralasciamo quindi i contenuti di questo numero, piuttosto banali, per dare temporaneamente addio ad una pubblicazione che al momento non vale il costo di copertina. Scrivo temporaneamente perché mi auguro che presto o tardi possa esserci un\’inversione di tendenza, ma realisticamente, finché André Marot continuerà con certe discutibili politiche non vedo molto futuro né per Four Small Wheels né per Grand Prix Models. Peccato.
Laudoracing Model collabora col blog
Siamo felici di annunciare l\’avvio di un rapporto di collaborazione con Laudoracing Model (http://www.laudoracing-models.com/).
Dai prossimi giorni le uscite di questo marchio leader nella produzione di modelli in resina in scala 1:18 saranno segnalate e commentate con recensioni corredate da foto dettagliate.
Di prossima pubblicazione uno speciale sull\’Alfa Romeo Alfasud Sprint. Gli articoli riguardanti Laudoracing saranno ospitati in una sezione specifica. Seguite il blog prossimamente per maggiori dettagli.
Un breve commento sulla Le Mans modellistica
Tornato da Le Mans, alcuni mi hanno chiesto che cosa me ne fosse parso di tutto il contorno modellistico che anno dopo anno caratterizza il villaggio e tutta la zona intorno alle tribune. Ebbene, credo che mai come questa volta si sia toccata la standardizzazione più banale, ed era tangibile la delusione di molti appassionati che in passato andavano a Le Mans non dico con lo spirito con cui si va a una borsa di scambio di modellismo, ma poco ci manca. Oggi tutto questo non è che un lontano ricordo. Lo è dai tempi della sostanziale riorganizzazione di tutta la zona riservata al pubblico, ma lo è ancor di più da due o tre anni a questa parte, nei quali l\’assimilazione e la tendenza verso la globalizzazione intesa come povertà hanno preso sempre più piede. Annotazione spicciola, quest\’anno il negozio principale Spark, quello nella piazzetta, era passato da un lato all\’altro del quadrilatero di cemento; più o meno gli stessi i contenuti, seppur con uno spazio sempre maggiore dedicato all\’1:18. Non molti i negozi al di là della sede dell\’ACO, mentre sotto la tribuna Michelin e dintorni si trovavano i soliti che non mollano, da Angers Miniature a Chater\’s, irrinunciabile per gli appassionati di libri. Ma l\’impressione, lo ripeto, era quella di un grande, un po\’ triste, déjà-vu. Di speciali, pochissimi; hanno anche mollato il colpo quelli che si illudevano di portare modelli montati, lasciarli ad Angers e tornare la domenica pomeriggio sperando che qualche incondizionato avesse spolverato tutto. Quest\’anno, da spolverare c\’era solo la…polvere che in un anno si era accumulata su modelli visti già nel 2014 e forse anche nel 2013. Potete rifarvi gli occhi con questa simpatica Porsche 911 RSR metà reale e metà Lego, che campeggiava in bella vista nella piazza principale all\’interno del circuito. Finirà che a Le Mans si andrà solo per vedere le auto vere!



















