Rassegna stampa: Four Small Wheels 9/2013

Arrivato alla maggior parte degli abbonati alla fine
della settimana scorsa, il numero 9/2013 di FSW presenta in
copertina la Pantera di Arena, oltre ad altri
soggetti molto eterogenei. 

Nono numero dell\’anno per Four Small Wheels, che presenta in copertina, tra gli altri modelli, una delle versioni della recente De Tomaso Pantera Gruppo 4 di Arena Modelli, nell\’accattivante configurazione del Giro d\’Italia. Le editor\’s choices presentano quattro oggetti molto diversi fra loro: la moto Elf 5 Honda in scala 1:12 (kit di MFH), affascinante soggetto, la Cadillac V16 Hartmann Roadster 1934 di TSM Model in scala 1:43, il libro Sports Car Racing 1962-1973 di Rainer Schlegelmilch e David Tremayne (edizione inglese di un programma \”globale\” che per la verità è tutt\’altro che recente) e la Jaguar XJR6 Gr.C Mosport 1985, kit e montata di Marsh Models, in scala 1:43, un modello che meriterebbe una trattazione più approfondita in questo blog. Peccato che il factory built sia affetto da qualche inesattezza di troppo, peraltro rilevata dal recensore, il quale però non si è accorto che anche a livello di scritte Dunlop sugli pneumatici è presente un errore: la doppia scritta gialla, infatti, non ripeteva due volte il logo Dunlop, ma una delle due scritte era in realtà \”Denloc\”. Strano che Marsh Models sia incorsa in un\’ingenuità di questo tipo.

Le \”editor\’s choices\”, che aprono tradizionalmente la lunga serie di recensioni. 

Assente in questo numero il test build di Wayne Moyer, l\’altro articolo, a cura di David Blumlein, traccia la storia della Porsche 914, ispirandosi all\’uscita del modello Schuco (stradale e competizione) in scala 1:43. Fra i libri è segnalato almeno un titolo interessante, Racing Demons di Michael Keyser, Mark Koense e Enzo Manzo, sulle Porsche alla Targa Florio. Altro argomento da trattare in maniera più specifica qui sul blog una volta che mi sarà arrivato il libro. Per il resto, FSW rimane la piacevole lettura di sempre, con recensioni in linea di massima più precise e documentate di quelle di Auto Modélisme (almeno quelle che non scrive Jean-Marc Teissedre), condite da particolari e note storiche spesso poco conosciuti.

David Blumlein dedica stavolta il proprio articolo storico in penultima pagina alla storia della Porsche 914, ispirandosi al recente modello di Schuco, la cui versione di Le Mans \’70 (nella foto) non è per niente male, almeno aspettando Spark…

Novegro, borsa di scambio di dicembre: alcune impressioni e una gallery di foto

Freddo ma soleggiato. Il meteo dell\’appuntamento di dicembre 2013
di Novegro non è stato inclemente come altre volte. 

Non sarebbe giusto bollare la borsa dicembrina di Novegro in chiave del tutto negativa. Anzi, l\’edizione invernale della tradizionale rassegna si è dimostrata non solo la più brillante dell\’anno (e questo era per larga parte scontato) ma ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico e di un parco espositori che finalmente ha riempito tutto lo spazio disponibile. E\’ ovvio che una manifestazione di questo genere non sia in grado di accontentare chiunque, ma è anche vero che una severità eccessiva nel giudicare la riuscita della borsa appena passata sarebbe davvero ingiusta. Novegro è un po\’ come Sanremo, si critica sempre. E quelli che ci vanno sono un po\’ come Giannetto, il marito della mia ex-insegnante di pianoforte, che quando faceva i crostini a Natale, diceva sempre che \”anno erano meglio\”. Per i non fiorentini, \”anno\” significa \”l\’anno scorso\”. Anno erano meglio, eppure se li mangiava lo stesso.

Sì, indubbiamente freddino. 

Per l\’1:43 direi che è stata una buona edizione. Assenti certi protagonisti, che ormai frequentano solo l\’Expo (giustamente, peraltro, vista la fascia dei loro prodotti, inadatta a una borsa come quella di oggi), i soliti noti hanno difeso il campo: da Ilario Vecchiato a Fabrizio Pitondo, da Gabriele Pantosti ad Angelo Tron, passando per Valerio Comuzzi, la famiglia Brianza, i tradizionali negozi italiani e alcuni espositori francesi (in particolare M. Gianni da Parigi) che non mancano mai a dicembre. Presenti diversi visitatori tedeschi, svizzeri e francesi, per i quali l\’appuntamento pre-natalizio di Novegro resta un\’occasione importante. E penserei che almeno una volta non dovremmo limitarci alla critica distruttiva perché chi oggi è andato a Novegro, nella maggior parte dei casi si sarà divertito. Come sempre, rari nantes in gurgite vasto, galleggiavano qua e là pezzi interessanti, che solo un occhio allenato avrebbe potuto scovare. Si trattava oltretutto di avere del tempo sufficiente per guardare con una certa cura, a volte modello per modello, come si fa in quei negozi di libri usati, dove dopo 50 titoli di nessun interesse si può sempre sfilare dallo scaffale il volume che si cerca non dico da una vita ma magari da molti anni.

La F.1 del Modellismo…

…presentava tra l\’altro alcune novità Spark. 

Molta varietà come sempre. 

Atelier Car Models…

…con alcuni montati (nuovi) e vecchi kit. Notare un paio di scatole Hobby Tecnica (!). 

Non sarebbe obiettivo dire che in questo Novegro è mancata la gente. 

Diversi modelli obsoleti di un certo interesse, a prezzi contenuti. Molti i Solido degli anni settanta, alcuni dei quali in condizioni ideali. 

Ancora obsoleti. 

Molto originale e colorata la teoria delle Porsche di Fabrizio Pitondo (PIT Models). 

Fabrizio Pitondo si dedica ormai solo ai montati, pur avendo ancora a disposizione un piccolo stock di kit. 

Si è visto a Novegro lo stand ufficiale Minialuxe, dopo la presentazione in pompa magna avvenuta ad inizio 2013 a Rétromobile. 

Sconti anche del 20%: quali sono i reali risultati di questa iniziativa, indubbiamente coraggiosa?

Lo stand di Angelo Tron. Un consiglio: i kit in vendita meritano sempre un\’occhiata approfondita. Vi si trovano spesso cose molto interessanti, come alcuni pezzi della più recente produzione Mini Racing, di cui Angelo è in grado di reperire l\’intera gamma. 

Alcuni recenti OttOmobile in scala 1:18. 

Cercare bene…

L\’isola, molto centrale, piena di modelli da edicola. 

Il glorioso TSSK e alcuni numeri di AutoModelli, rivista degli anni ottanta diretta da Mario Barteletti: una bella occasione di completare il proprio archivio modellistico. 

Vecchi kit montati. 

Una parte dello stand di Tron, con la produzione di factory built e altri montati speciali 1:43. 

Numerosi i banchi con un po\’ di tutto nel settore dell\’1:43 speciale. Per la verità, in questo caso, non troppe occasioni. 

Curiosa questa Ferrari 250 GTO, prodotta in serie numerata per Miniwerks, andata in California e poi tornata, chissà attraverso quali strade, in Italia. 

Una bella scelta di kit. 

Non mancavano spunti interessanti, sui quali varrebbe la pena tornare in modo più dettagliato. 

Ancora la dimostrazione del vasto pubblico. Questo è lo stand di M. Gianni, con Dinky, Corgi, Mercury in condizioni perfette (o quasi). 

Sempre molto simpatico Ilario Vecchiato…

…e la sua nuova produzione in 1:87. 

Alcuni Dinky e Corgi. Difficile comunque trovare pezzi davvero perfetti. 

Una bella carrellata di Togi in scala 1:23 (produzione più recente). 

Paolo Bendinelli, ovvero il maggior esperto di modelli industriali in scala 1:24. 

Faenza 43. 

Laudoracing e le nuove proposte in scala 1:18: l\’Alfa 75 e la Uno Turbo saranno in consegna a gennaio.

Interessanti un paio di pezzi. Quali?

Altri OttOmobile 1:18. 

Un gruppo di kit FDS degli anni settanta. 

Vera archeologia dello speciale 1:43!

La tentazione di fotografare queste piccole scatole verdi è troppo forte. 

Queste ricordano gli inizi di molti di noi. 

Obsoleti più o meno rari. 

Ancora Faenza 43 e le sue innumerevoli varianti di Ferrari e Maserati. 

Un gruppo di factory built Conti, peccato per le condizioni non perfette, altrimenti sarebbero stati davvero interessanti come testimonianza storica. 

Altri obsoleti. 

Immancabili alcuni banchi di utensili vari. 

Panoramica generale. 

Luigi Madiai che paga.

Altra roba utile al modellista.

Lo stand di Brianza. 

Altra miscellanea. 

Valerio Comuzzi (Arena Modelli). Sulla destra moltissime decals della produzione Arena. 

Altro possibile argomento di interesse: le elaborazioni in 1:87 di Nonomologati. Manca nella foto un OM preso dal sottoscritto…

Prossimamente sul blog, le recensioni di Alfa Romeo Nuova Giulia (Kess) e Giulietta (NEO)

Nei prossimi giorni troverete sul blog alcune analisi sulla falsariga di quella apparsa sulla Fiat 127 di NEO. I soggetti sono affascinanti, i risultati probabilmente faranno discutere. A presto!

Rassegna stampa: Auto Modélisme n.195

Auto Modélisme numero 195, novembre 2013

Cerchiamo di rimetterci in pari con le recensioni di Auto Modélisme, parlando nel n.195 di novembre. Un bel numero, ricco di contenuti, anche se ormai per gli standard attuali la carta regge sempre meno il confronto col web. Copertina dedicata alla Ferrari 312 P di CMC in scala 1:18 (che nella rivista ottiene lo spazio di uno degli articoli principali), all\’Audi Quattro Sport S1 di Ottomobile (1:12), e alla Porsche 935/78 in 1:24, riedita da Tamiya, oggetto di un test di montaggio col relativo transkit Renaissance, uno dei temi più interessanti di questo numero. Vi è poi una panoramica su tutti i modelli di Facel Vega, una marca poco conosciuta, non in linea con le tradizioni \”proletarie\” di un certo automobilismo francese e – tra gli altri – un non molto attraente articolo sulle principali versioni estreme della Porsche 911 in scala 1:18, un ennesimo tributo ai cinquant\’anni dell\’ \”Elfer\”, di cui francamente non si sentiva la necessità.

Da segnalare l\’articolo tecnico sul montaggio della Porsche 935/78 Tamiya in scala 1:24, arricchita dal transkit Renaissance. 

Interessante anche la visita in occasione del decennale di PSK (ogni tanto, anche per gli appassionati dello statico, le slot possono fornire dei temi di una certa rilevanza); c\’è questo ed altro, in questo numero 195, farcito come sempre di una cospicua dote di mini-recensioni di attualità, in cui Spark e compagni fanno la parte del leone. Fra le novità, la palma di modello del mese (unico riconoscimento in questo caso: un errore d\’impaginazione?) va proprio a uno Spark, il numero S2660 che corrisponde alla Mini Cooper S di Rauno Aaltonen, iscritta al Safari Rally del 1967.

Un altro modo di fare 1:18: Domenico Mamone

E\’ una delle figure forse meno note dei produttori di modelli speciali della prima ora (o quasi). Domenico Mamone non ama mettersi in mostra, però ha avuto un percorso modellistico di indubbio interesse, che solo gli addetti ai lavori e gli appassionati delle sue creazioni conoscono. In un\’epoca in cui il mercato scopre – dopo anni e anni di colpevole ritardo – le auto italiane in 1:18, Mamone continua il proprio itinerario con le sue realizzazioni che richiedono una certa capacità di comprensione dello spirito sottinteso alla loro fabbricazione. Non sono modelli per tutti, questo va chiarito. Non solo per la loro limitatissima disponibilità, ma perché incarnano uno spirito molto particolare, quasi vintage, e questo da quando Domenico Mamone iniziò con i primi soggetti, nel lontano 1997. Modelli in resina, con linee esatte e rifiniture semplici, che potrebbero ricordare alcune maquette esposte in certi musei, come quelle che si utilizzavano per fare le prime prove di pre-produzione. E\’ fuor di dubbio che ne vengono fuori dei pezzi dal forte appeal \”museale\”, per chi sappia davvero apprezzarli. Tutti i master sono opera di Mamone stesso, cui si debbono vetture che nessuno aveva mai degnato di uno sguardo nella scala 1:18. Una visita recente, in compagnia di un altro collezionista, mi ha permesso di visitarlo nella sua casa in provincia di Pistoia, e di capire ancora meglio lo spirito e la passione che si celano dietro questi modelli. In questa carrellata di foto non troverete tutto, ma conto di tornare presto sull\’argomento con una piccola recensione del suo ultimo modello, la Fiat 1100/103D.

La Fiat 1100/103D, modello più recente della produzione di Domenico Mamone. 

Un paio di varianti di colorazione, celeste e grigio chiaro. 

Le finiture dei modelli sono semplici ma rendono bene quel tocco retrò che contraddistingue tutta la produzione di Domenico Mamone. Gli estimatori non mancano. Le gomme sono in resina. 

La 1100/103D insieme al suo master originale. 

L\’aspetto generale avvicina il modello a certe maquette che si possono trovare in alcuni musei. 

Una fila di fanalini posteriori, appena stampati e verniciati. 

Alcuni master di modelli del passato, dalla 1100 \”musone\” alla Topolino fino alla Giulietta berlina, a mio parere uno dei migliori modelli di Mamone insieme alla Sprint. 

L\’avevo vista a suo tempo in un bel blu scuro che tuttavia non le rendeva piena giustizia. La Fiat 1100 Monviso sta molto meglio con un colore chiaro. 

L\’utilizzo di tecniche \”moderne\” e di accessori fotoincisi sarebbe inopportuno su un modello come questo. La calandra, ad esempio, è stampata e colorata. 

Un particolare del cerchio su questo modello in via di completamento. Anche la finitura non è particolarmente lucida e rende giustizia allo spirito vintage del modello. 

La cornice del vetro realizzata con del filo di metallo ha indubbiamente il suo fascino. 

Quasi una rassegna stampa: Auto Modélisme n.194

Il numero 194 di Auto Modélisme è uscito a ottobre e il 195 si trovava nelle edicole francesi già ai primissimi di novembre. Siamo rimasti indietro! Nei prossimi giorni mi occuperò del 195, mentre qualche riga è doverosa per indicare che nel 194 è presente una intervista con Jean Fontaine, fondatore dello storico negozio parigino Calandre, in rue de Bercy, che chiude i battenti. Fa da pendant all\’articolo, l\’editoriale di Alain Geslin, in cui giustamente si rimarca la moria dei negozi, soffocati dal dilagare di altre forme più \”moderne\” di acquisto. Alcuni, anzi la maggior parte, hanno aperto un sito on line conservando il luogo fisico solo per tirare avanti ancora qualche anno; altri, come appunto Calandre, chiudono definitivamente, continuando solo on-line, magari inaugurando un sito che non avevano mai avuto. La situazione in Francia è abbastanza simile a quella italiana. Ma credo sia inutile fare la guerra contro i mulini a vento. La tendenza è questa, e non è certo con appelli del tipo \”les boutiques qui ferment sont un drame, et pour retarder l\’écheance, nous savons tous ce qu\’il faut faire\” che si potrà cambiare il corso delle cose.

Chiude Calandre a Parigi e Auto Modélisme gli dedica un doveroso ricordo. Resterà il sito http://www.boutiquecalandre.com , uno dei tanti e neanche il più interessante (e per ora è anche vuoto… quando si dice non essere al passo coi tempi). Che tipo di clientela aveva il negozio? Sarebbe stato interessante approfondire l\’argomento nell\’intervista con Jean Fontaine. 

Oggi come oggi è impossibile tenere uno stock decente, a meno che non sia faccia come BAM che è diventata la succursale di Spark. Per sua natura un negozio come lo si intendeva 20 o 30 anni fa non ha più senso, non c\’è nulla da fare. Sopravvivono i centri dedicati agli obsoleti o ad altri settori, ma nel campo dell\’automodellismo moderno (1:43 e 1:18) è inutile illudersi di tornare al passato, a meno di non trovarsi un\’ubicazione particolarmente strategica, e in quel caso particolarmente costosa, verrebbe da aggiungere. Mancanza progressiva d\’interesse, scarso ricambio generazionale, e – come detto – concorrenza di Internet dai primissimi anni duemila, ad aumentare a livelli esponenziali. I nostalgici rimpiangeranno il negozio come luogo d\’incontro, ma ho l\’impressione che da qui in avanti, se vorranno incontrarsi per discutere di modelli (com\’è del resto giusto e divertente fare) dovranno ritrovarsi nel salotto di casa o in pizzeria.

Fiat 127 Sport 70Hp di NEO Scale Models: misurazioni e valutazioni

La Fiat 127 Sport 70Hp di Neo Scale Models
nella sua versione standard, nera. 

In un paio di post precedenti ci siamo occupati un po\’ en passant della 127 Sport di Neo. Stavolta andiamo più sullo specifico, con una serie di valutazioni, consapevoli che il giudizio finale su un modello non sia mai univoco. In questo caso gioca anche il suo ruolo una certa \”emotività\” che emerge da parte dei collezionisti italiani quando si trattano temi così interessanti per il nostro mercato. I criteri di giudizio si alterano (inevitabilmente?), crescono la aspettative, spesso a dismisura, si scatenano diatribe che riguardano anche l\’eterna concorrenza fra i tradizionali produttori di modelli speciali, i famigerati edicolosi (che per molti modelli italiani hanno fatto più danni della grandine) e i più recenti resincast – chiamiamoli così anche se la definizione mi ha sempre convinto poco.

Un po\’ di storia

Vabbè, rinfreschiamo la memoria con qualche nota storica sui come e i perché. Alla fine degli anni settanta alla Fiat prese il vezzo di inserire nella propria gamma delle versioni un po\’ particolari, non necessariamente sportive, ma comunque \”speciali\”. Il tutto accompagnato da una certa ricerca di immagine corsaiola, data dalla partecipazione nei rally (131 Abarth, Ritmo 75) e in altre gare, senza dimenticare le serie autogestite come la Formula Fiat Abarth che sostituì la F.Italia o i Fiat Days, su tutti gli autodromi italiani. Fra il 1978 e il 1979 uscirono la 128 Coupé 3P, un modello che all\’estero era già conosciuto con la sigla GXL, la 131 Racing col motore 2 litri bialbero, la seconda serie rinnovata del coupé X1/9, la Ritmo Targa Oro e due versioni della 127, il cui modello di base era stato sottoposto a restyling nel \’77, la \”Sport\” e la \”Top\”. La 127 Sport, nata nell\’estate del 1978, montava il motore 1050cc, cosiddetto \”Brasile\” ad albero a camme in testa, potenziato mediante un nuovo rapporto di compressione (da 9,3:1 della 127 standard a 9,8:1), distribuzione modificata, valvole maggiorate e carburatore a doppio corpo. La potenza passava così da da 50 a 70 cavalli a 6500 giri. L\’impianto frenante fu potenziato, aggiunta una barra stabilizzatrice anteriore più grossa, e fra le modifiche vi furono l\’allargamento del canale ruota e l\’accorciamento del rapporto al ponte. Quasi completamente nuovi gli interni, di foggia spiccatamente sportiva. La 127 Sport è uno dei simboli della motorizzazione dei primissimi anni ottanta, e penso che molti avrebbero degli aneddoti da raccontare su questa macchina che non era raro incrociare nel traffico di tutti i giorni.

Il modello

L\’arrivo del Neo Scale non poteva lasciare indifferenti i collezionisti e già da qualche tempo nei vari forum sono sorte discussioni sulla sua riuscita. Che dire? Iniziamo da qualche dato oggettivo, ossia le misure, ben consapevoli che il dato numerico a sé non costituisce una garanzia assoluta di esattezza né, d\’altra parte, a volte squalifica completamente un modello che nell\’insieme potrebbe apparire lo stesso ben riuscito anche in presenza di risultanze non proprio compatibili con la scala. Nel nostro settore vale ancora ciò che il vecchio Brian Harvey usava dire quando lavoravo per FSW: \”if it looks alright, it is probably alright\”. Bei ricordi. Torniamo al modello. Ecco cosa esce fuori dalle misurazioni, non certo precise al decimo di millimetro, ma comunque condotte con una certa precisione:

Passo: mm 2225 (1:1), mm 51,74 (1:43), mm 51,25 (NEO)
Carreggiata anteriore: mm 1280 (1:1), mm 29,77 (1:43), mm 32,00 (NEO)
Carreggiata posteriore: mm 1295 (1:1), mm 30,12 (1:43), mm 32,00 (NEO)
Lunghezza: mm 3645 (1:1), mm 84,77 (1:43), mm 84,70 (NEO)
Larghezza: mm 1527 (1:1), mm 35,51 (1:43), mm 35,50 (NEO)
Altezza: mm 1358 (1:1), mm 31,58 (1:43), mm 31,00 (NEO)

La prima cosa che balza all\’occhio da queste misurazioni, è l\’eccessiva larghezza delle carreggiate. In pratica il modello Neo avrebbe le ruote troppo a filo del passaruota. Sostanzialmente le altre risultanze sono abbastanza corrette, e anche il dato sull\’altezza andrebbe verificato con la presenza o meno dello spoiler sul tetto, ma in ogni caso ci siamo. Sulle proporzioni, il discorso è naturalmente più sfumato e può dare adito a qualche interpretazione più libera. E\’ stato detto che la linea di coda non è convincente, altri affermano che l\’andamento dei finestrini laterali ha qualcosa che non quadra. A me personalmente il modello sembra corretto, potendo oltretutto esaminarlo dal vero.
Lasciamo la parola alle immagini, che commenterò dettagliatamente.

Correttamente riprodotta la striscia decorativa (non riesco a capire come qualcuno si sia inventato che sia sbagliata). Molto belli i cerchi stampati in plastica col logo centrale Fiat. 

Mi pare che la parte più controversa del modello siano i gruppi ottici, anteriori e posteriori, che in effetti risultano leggermente troppo grandi. Giusta l\’inclinazione della calandra. 

Il modello è molto ben rifinito. Nell\’1:43 esistono quelli che nel fermodellismo si chiamano i \”contachiodi\”? Se esistono, sappiano che gli occhielli della calandra sono 19, esattamente come sull\’auto vera. A proposito di chiodi e simili, mancano i rivetti sui paraurti, particolare che poteva essere facilmente riprodotto. 

La targa non è di fantasia (come per esempio sui Kess) ma rappresenta un\’immatricolazione del 1979. Non troppo convincente il font della sigla della provincia. I fari posteriori sono davvero un po\’ grandi (forse solo in altezza). 

I vetri e le cornici fotoincise sono applicati dall\’esterno, con un lavoro direi molto pulito. Purtroppo esistono esemplari \”bacati\” sui quali la cornice anteriore si stacca, sia a destra sia a sinistra, probabilmente per un incollaggio insufficiente, visto che il modello è appena uscito. Da tenere d\’occhio anche qualche altro difetto di montaggio: è consigliabile acquistare il proprio esemplare scegliendolo di persona.  

Particolare della fiancata, con le cornici laterali, anch\’esse fotoincise, e lo specchietto della forma corretta con la superficie interna riflettente applicata. 

Sotto, il modello è completamente anonimo, con la meccanica riprodotta in modo sommario. Quattro viti tengono unito il fondino alla carrozzeria. Per rimuovere una delle quattro viti è necessario togliere il terminale di scarico. 

Da qui si vede bene la cura con la quale è stato realizzato il cruscotto, con le due uscite di ventilazione fotoincise. 

Non credo si possano imputare eccessivi difetti alla 127 Sport di Neo. 

Altra vista del fondino, dopo l\’asportazione del terminale di scarico, che nasconde una delle quattro viti. 

Le filettature arancioni dei sedili (celesti invece sulla versione silver commercializzata da Model Car World) sono ottenute con una decal, soluzione intelligente e veloce, che garantisce un ottimo risultato finale. 

Il divano posteriore e gli altri elementi dell\’abitacolo sono saldamente incollati alla carrozzeria. 

Altra vista della carrozzeria smontata, che evidenzia anche i bei pannelli delle porte. 

Anche il lunotto posteriore è riportato dall\’esterno, con la cornice fotoincisa. Belli e applicati correttamente i tergi anteriori e posteriori. 

Le proporzioni della 127 sembrano essere state rispettate, nonostante qualche perplessità permanga, ma potrebbe trattarsi di un effetto visivo. Contrariamente a quanto si pensi, vetture di questo tipo sono tutt\’altro che facili da riprodurre. Oltretutto la grande familiarità che i collezionisti italiani hanno con queste auto può paradossalmente far sorgere qualche critica fuori luogo, cui si tende a lasciarsi andare quando si conosce qualcosa \”a memoria\”. O no?

Le gomme sono correttamente riprodotte, con una scolpitura sufficientemente realistica. Corretta anche la spalla. 

Fiat 127 Sport di Neo Scale Models: una prima presentazione

L\’avvio da parte dei produttori di resincast (Spark, NEO, Kess…) di un numero sempre maggiore di vetture italiane finora trascurate dai marchi di speciale e proposte soltanto in anni passati nelle collezioni da edicola è destinato a scatenare discussioni a non finire fra i collezionisti di casa nostra. Questo aspetto sarà forse interessante affrontarlo in altra sede. Per ora, come annunciato, dedichiamoci alla Fiat 127 Sport, recentemente uscita nella gamma di NEO Scale Models. Ecco una prima presentazione del soggetto; seguirà un post dedicato ad un\’analisi più approfondita.

Con la sigla 45120 è identificata la versione standard di NEO Scale Models, nera con la striscia arancione. La confezione è quella abituale. 

Alcune viste della Fiat 127 Sport nera. 

La base è di plastica grigia. Il modello è fissato mediante due viti e relativi distanziali in gomma. 

Parallelamente alla versione nera, il negozio Model Car Worls di Floersheim (Germania) ha commercializzato la variante argento con striscia nera. 

In questo caso si tratta di una serie limitata (ma non numerata singolarmente) a 300 esemplari. Il numero di catalogo è 45122.

Targa tedesca (di Monaco) per ottenere la sigla di Model Car World e le ultime tre cifre che contraddistinguono il numero di catalogo della 127 tedesca. 

Il fondino della versione di MCW reca stampigliata la dicitura \”Exclusive for http://www.ModelCarWorld.com – Limited Edition 1 of 300\”. Fra il numero di catalogo della vettura nera (45120) e quello della vettura argento (45122) manca per ora il 45121: facile immaginare che si tratti della terza variante prodotta, in colore arancione, che verosimilmente farà presto la sua comparsa sul mercato. 

Model Game a Bologna, 15-16-17 novembre: worth a visit

D\’accordo, non è l\’evento dell\’anno né punta ad esserlo. Il Model Game di Bologna è una rassegna onesta, organizzata bene, in un ambiente spazioso (i padiglioni 29 e 30 della Fiera), dove ci si orienta bene e si possono fare attività collaterali e didattiche. Oggi la rassegna modellistica ha aperto i battenti e resterà visitabile per l\’intero weekend. Per quanto riguarda il nostro settore automodellistico, naturalmente nulla di nuovo: tutto ciò che trovate a Bologna potrete rivederlo tranquillamente il prossimo 1° dicembre a Novegro. Pubblichiamo una breve gallery per rendere l\’idea del contesto. Domani e dopodomani ci sarà da prevedere un massiccio afflusso di famiglie annoiate da un fine settimana quasi invernale, desiderose di passare qualche ora insolita. Ed è per questo che in concomitanza col Model Game, nei padiglioni adiacenti è stata allestita una bella edizione del \”Mondo creativo\”, con tante iniziative soprattutto per il pubblico femminile. Così, mentre gli uomini giocano con le macchinine, le donne possono sfogarsi con le torte e i centrini. E poi dice che ci sono tanti cornuti a giro. Sfido. A volte mi chiedo che ci andiamo a fare là, io mi vedo da fuori e due domande me le faccio. Anche tre. Prossima settimana passo ad altro, giuro. Ok. Detto questo guardatevi le foto e attenti agli stipiti delle porte.

Model Game e Il mondo creativo. Un esempio di economia di scala che funziona. Una giornata piovosa per l\’inaugurazione del doppio appuntamento bolognese. 

Razionale e pulita l\’organizzazione degli stand, con molto spazio intorno, ideale anche nel caso di sovraffollamento. 

Ben rappresentato naturalmente il settore dinamico. 

Le aree degli workshop ospiteranno nel weekend svariate dimostrazioni pratiche. 

L\’ampiezza dei padiglioni facilita il montaggio di opere di una certa complessità…

…come questo plastico. 

La Max Model di Bagno a Ripoli, con – tra l\’altro – le sue interessanti elaborazioni \”locali\” su basi industriali in scala 1:87. 

Alcuni tram di N3C, peraltro non presente ufficialmente a Bologna. 

Ampia scelta di vernici, colori e utensili vari. 

Presenze classiche: Il maggiolino…

…e Lorenzi Modellismo. 

Lo stand di Revival, che ha sede proprio in provincia di Bologna, nella non lontana Baricella. 

Si monta lo stand di Tron: Angelo e signora all\’opera (a sinistra)!

Qui e sotto: una campionatura del bello stand di Revival. Di questi modelli in scala 1:20 si parla poco ma meriterebbero certamente più attenzione. 

Atelier Car Models ha fatto della partecipazione a più manifestazioni possibile una precisa politica commerciale. 

Immancabile lo stand della F1 del Modellismo. Ma come faranno a montare sempre tutto con questa precisione?

Alcuni factory built Alezan (1:43) nello stand di Tron. 

Un\’altra vista dello spazio di Lorenzi. 

La varietà dei partecipanti è una delle caratteristiche principali di Model Game. 

Mattina del venerdì, al lavoro nello stand di Italeri. 

Il clan dei Loanesi: dopo Tron ecco Meri Kits. Molto bella la panoramica di vetture da rally offerte montate da kit. 

La Duegi Editrice era presente con l\’intera produzione editoriale e anche fermodellistica e documentaria. 

Ben rappresentato il settore fermodellistico. 

Ancora una panoramica dello stand Duegi. 

Ancora treni…

Queste mi ricordano delle riproduzioni che si trovavano negli anni settanta alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze. 

Amici della scala N: gli esperti potranno dire come se la cava nei confronti della sorella maggiore H0. 

Immancabile un omaggio alla storica tratta appenninica. 

Il venerdì è stata sicuramente l\’occasione per visitare il Model Game in santa pace. Domani e domenica penso che sarà molto più difficile. 

Mauro Nesti 1935-2013

Purtroppo stanotte Mauro Nesti ci ha lasciato. Su di lui è stato scritto molto e molto ancora si scriverà. La sua figura è una delle più importanti dell\’automobilismo italiano (e anche internazionale) degli ultimi cinquant\’anni. Il blog vuole semplicemente salutare un grande pilota e un grande sportivo, ricordandolo con un soggetto modellistico, la sua mitica Osella celeste chiara.