Rassegna stampa: Quattroruotine n°286 (ottobre/dicembre 2013)

In un recente passato ci si era occupati di Quattroruotine, segnalando come alcuni contenuti sembrassero in leggero miglioramento, nella direzione di una maggiore originalità e verso una ricerca più approfondita. In estate le voci sulla chiusura della rivista, insieme ad altre testate dello stesso gruppo (di cui leggete qui ) hanno fatto il giro dei forum e dei siti specializzati. Il destino di Quattroruotine non è ancora chiaro. Nel numero che in teoria avrebbe dovuto essere l\’ultimo non c\’è alcun cenno ad una cessazione delle pubblicazioni. Certo, al di là di tutto, pensare che Quattroruotine è l\’unica rivista di automodellismo sopravvissuta in Italia porterebbe a delle considerazioni piuttosto amare che forse sarebbero pleonastiche. Come pleonastici sono quasi tutti i contenuti di questo numero dell\’ultimo trimestre 2013: forse le due cose vagamente interessanti potrebbero essere gli articoli sulla Ferrari 250 GTO autocostruita in scala 1:8 dall\’avvocato milanese Giorgio Valli e il servizio sulla collezione di modelli Citroen di Renzo e Roberto Di Pietro.

Il cinquantenario della Porsche 911 secondo lo stile di Quattroruotine. 

Il resto è il regno della superficialità e della mancanza di interesse: pezzi brevissimi, con didascalie insignificanti, argomenti triti e forse molta stanchezza. La sezione delle novità è del tutto inutile, specie per una rivista che esce ogni tre mesi, e sulle poche recensioni è opportuno stendere un velo pietoso.

La Ferrari 250 GTO riprodotta in scala 1:8 da Giorgio Valli. 

A questo punto, ciò che non si deve fare con una rivista è abbastanza evidente, e ci è stato dimostrato a più riprese; speriamo che nel prossimo futuro qualcuno abbia il coraggio di proporre qualcosa di più degno per i collezionisti di casa nostra.

I fratelli Di Pietro e la loro collezione dedicata alla Citroen. 

Jérôme Douzet e l\'AC Bristol Cegga di Le Mans \'60: una storia svizzera (e anche francese)

Princess of Tumult è un nuovo marchio promosso da Jérôme Douzet, un francese di Saint-Etienne, che gli appassionati conoscono bene per i suoi lavori di montaggio ed elaborazione aventi come soggetti principali le sport anni cinquanta. Di recente, Jérôme ha deciso di fare il grande passo e di produrre in proprio una piccola serie di kit e montati in scala 1:43 di gamma alta, dopo aver realizzato alcuni master per conto di Renaissance. Il primo soggetto prescelto farà felici i cultori di Le Mans e della storia dell\’automobilismo elvetico: si tratta dell\’AC Ace Bristol modificata da Claude e Georges Gachnang, creatori della CEGGA, per la 24 Ore di Le Mans 1960. Così Jérôme racconta la genesi del modello: \”è stato il mio amico svizzero \’Lilip\’ a farmi venire la voglia di riprodurre questa vettura. Aveva appena terminato il montaggio dell\’AC Ace-Bristol BEX399 n°27 di Le Mans 1958 (un vecchio kit Automany!). Conoscevo assai poco questo genere di vetture ma avevo un kit Renaissance in attesa di essere montato (BEX1192 Le Mans 1962 n°60). E\’ stato allora che mi sono reso conto che la CEGGA non era mai stata riprodotta. Il mio kit Renaissance diventò quindi la base di partenza di un prototipo che avrebbe viaggiato fra la Francia e la Svizzera per dar vita a un nuovo kit, che permette di realizzare l\’AC Ace-Bristol CEGGA nella configurazione \”pesa\” o \”corsa\” (senza vetri laterali, con un retrovisore supplementare, delle estensioni dei passaruota posteriori più larghe e non dipinte e con un\’immatricolazione diversa, con la targa di André Wicky che aveva preso il posto di quella dei Gachnang probabilmente per ragioni assicurative\”. Ne è venuto fuori un kit complesso, non certo per principianti, con tantissimi dettagli e sullo stile dei migliori Renaissance. Di questo modello è stata realizzata una serie di soli 10 montati, presentati su una basetta specifica con lo stemma del fabbricante e in una bella scatola di cartone.
Aspettiamo ora le prossime uscite, che dovrebbero essere una Lister-Maserati e un paio di Simca-Gordini. Avanti così.

Un po\’ di storia

Per l\’edizione 1960 della 24 Ore di Le Mans, i fratelli Gachnang prepararono un\’AC Ace-Bristol (telaio BEX289) alla loro maniera: chassis e sospensioni modificate, freni a disco anteriori e una carrozzeria dalla parte frontale più profilata e dotata di un hard top speciale. I piloti iscritti furono André Wicky e Georges Gachnang. La vettura venne dipinta nei colori nazionali svizzeri, rosso e bianco. Dopo una partenza un po\’ travagliata (e alcuni problemi al filtro dell\’aria), la vettura sembrò intenzionata a marciare decentemente, fino a quando, di notte, Georges Gachnang non uscì di pista ad Arnage ferendosi alla fronte contro il motorino del tergicristallo supplementare (fedelmente riprodotto nel modello…!) e impiegando un\’ora per disinsabbiare la macchina. Nella parte finale della corsa subentrò come terzo pilota John Gretener, iscritto come riserva. Pur terminando la prova, la vettura non percorse una percentuale sufficiente di chilometri per essere classificata.

In configurazione gara, la AC Cegga è sprovvista dei finestrini laterali. 

La versione montata del kit, disponibile a 250 euro, è un modello di grande qualità, montato in modo impeccabile secondo uno stile che ricorda molto da vicino i vecchi MPH. 

Da quest\’angolazione è possibile osservare alcune componenti dell\’abitacolo. 

Il modello è fissato con una vite (sarebbe stato meglio due) a una basetta in plastica con teca in plexiglass. 

Di grande finezza le ruote a raggi (dipinte in alluminio come dovrebbero essere!); il gallettone riporta lo stemmino AC. Il modello sorprende per l\’abbondanza e la precisione di dettagli, che saltano fuori ogniqualvolta lo si guarda. 

La placca che accompagna i modelli della serie montata. 

Ancora una vista che permette di apprezzare i dettagli e la pulizia di montaggio. 

Un piccolo capolavoro la targa del canton Vaud, in fotoincisione con le lettere in rilievo e la decal applicata sopra. Meglio di così…

Da questa foto si può apprezzare il livello di verniciatura, fine e della giusta lucentezza. Niente caramelle, siamo negli anni sessanta!

Ancora alcuni particolari. 

Qui quasi non si direbbe che siamo in presenza di un piccolo 1:43…

Il modello come viene presentato nella versione factory built. 
Il kit non è certo cosa per principianti…

…ma le istruzioni sono comunque di grande chiarezza. 

Varie dall\'HME di Novegro: un po\' di personaggi e qualche notizia

In bella mostra le Alfa Romeo 33TT12 di AutoArt in scala 1:18. Cinture rosse?

Novità di Matimodel, dopo le Uno Turbo test e Totip, ecco la Grifone. 

Un bel modello inedito di Matimodel (uscito da un po\’ di tempo), la Stratos della Targa Florio 1974 (Pregliasco/Paleari). A sinistra un\’altra interessante versione della Stratos, la Memphis da rallycross (chi ricorda un vecchio foglio di decals della stessa vettura?). 

BBR particolarmente \”in palla\”, con tutta una serie di novità, fra cui queste Alfa Romeo 4C in 1:18. 

Il ritorno della Pocher con la sua Lamborghini Aventador in 1:8. 

Presenza fissa a Novegro per gli HME, lo stand di N3C, che presentavano diverse novità e riedizioni (modelli montati in scala 1:87). Una manna per gli appassionati del trasporto pubblico italiano. 

Le De Tomaso Pantera di Arena, fresche fresche. 

Due personaggi toscani a caccia di utensili! Alberto Gianfrancesco e Pier Luigi Madiai \”Madyero\”. Altro che conventicole. 

La Ferrari 312 P del \’69 di CMC in 1:18. 

BBR & giallo tristrato: un binomio col suo fascino. 

Quasi una guerra: i modelli curbside in resina scala 1:18. Laudoracing Model rilancia a Novegro

Gli osservatori più attenti avranno potuto scorgere nella gallery dell\’HME di Novegro pubblicata ieri lo stand di Laudoracing Model, un\’azienda francese (ma con… testa italiana) che fino ad oggi si era fatta notare per le originali riedizioni in chiave moderna di modelli in resina (scala 1:24) montati con un gusto retrò che ricordava i vecchi Polistil.

La versione montata della Fiat 128 Coupé Gr.2 Scuderia Filipinetti in scala 1:24 di Laudoracing, esposta a Novegro. Si tratta di uno sviluppo più dettagliato della prima 128 Coupé prodotta dalla casa francese, che ha sede a Hagenthal le Haut, nel dipartimento dell\’Haut-Rhin, in Alsazia. 

Nel 2011, Laudoracing riprodusse la Fiat 128 Coupé Gruppo 2 in svariate versioni corsa e stradali, fra cui anche quella della Scuderia Filipinetti, modello la cui produzione in serie montata è ormai cessata per far posto al più pratico kit. Ebbene, a Novegro Laudoracing ha sorpreso un po\’ tutti presentando due modelli in scala 1:18, completamente nuovi e del tutto simili per concezione agli OttOmobile o ai GTS.

Il pre-serie dell\’Alfa Romeo 75 3.0 V6 di Laudoracing. 

Dell\’Alfa Romeo 75 3.0 V6 era presente un pre-serie praticamente definitivo, mentre del secondo soggetto, la Fiat Uno Turbo i.e., era esposto solo il master, seppur completo di tutti i pezzi e montato.

La Fiat Uno Turbo i.e. di Laudoracing a Novegro. 

A molti sarà tornata in mente la famosa notizia di Topmarques e la domanda sarà sorta spontanea: esistono connessioni fra questi due modelli di Laudoracing e i Topmarques, annunciati ormai qualche mese fa? E mettiamoci pure OttOmobile che presto inaugurerà tutta una serie di modelli italiani. I titolari di Laudoracing negano ogni legame con Topmarques (relata refero), confermando oltretutto una filosofia commerciale abbastanza simile a quella di OttOmobile: vendita diretta, indiscriminatamente ai privati o ai rivenditori, al prezzo di euro 65. \”Naturalmente – dicono – preferiremmo aver esaurito la pre-vendita (già possibile a Novegro) a favore dei negozianti. Starà a loro essere abbastanza rapidi, perché il cliente privato che vorrà accaparrarsi il modello potrà farlo lui stesso acquistando direttamente da noi. Le prime spedizioni avverranno a gennaio, per evitare problemi postali nel periodo natalizio\”. Piaccia o non piaccia, è questa una tendenza che sta facendo scuola.

Maggiori dettagli potranno essere letti sul sito http://www.laudoracing-models.com ; per quanto riguarda alcuni fra i progetti per il 2014, dovrebbero esserci in cantiere la Ritmo 125 TC, la Fiat 127 Sport, la Lancia Thema Ferrari 8.32, la Fiat Coupé Turbo, l\’Autobianchi A112 Abarth, la Fiat 128 Coupé, l\’Alfa Romeo Alfetta: come si vede, vi è parte del programma già annunciato a suo tempo da Topmarques, i cui prezzi, però si attestavano su valori ben più alti. Indubbiamente quello dei modelli in resina 1:18 chiusi è un business che inizia a far gola a molti e dopo il successo indiscutibile di OttOmobile si sono aperte delle vere e proprie praterie, visto che il terreno, per i soggetti prescelti, è quasi del tutto vergine.

Novegro Hobby Model Expo: gallery mezzi delle forze dell\'ordine

Pubblichiamo una gallery, speriamo sufficientemente completa, dei mezzi delle forze dell\’ordine esposti nel piazzale di Novegro in occasione dell\’ultimo Hobby Model Expo, svoltosi dal 27 al 29 settembre scorso.

Novegro logora chi non ci va: XXXVII Hobby Model Expo, settembre 2013

E per aggiungere luogo comune a luogo comune, gli assenti hanno sempre torto. Un\’edizione (piovosa) dell\’Hobby Model Expo sicuramente da ricordare, dopo alcuni appuntamenti alquanto sciapi nei mesi scorsi, fra borse di scambio desolanti e prospettive poco allegre. Invece, ancora una volta, Novegro ha tirato fuori dal cilindro un bel coniglio, complice certo il settore fermodellistico e dinamico, ma in ogni caso fa piacere notare come il pubblico abbia risposto in massa al tradizionale weekend di fine settembre. Forse la gente, in questi periodi poco allegri, ha voglia di \”staccare\” e di dedicarsi a qualcosa in grado di far passare qualche ora in serenità (non tutti in effetti possono contare su altre risorse come una Porsche vera in garage, ad esempio, sulla passione per il bridge o su un gatto, meglio se bicolore o… tricolore). Nel nostro piccolo stagno delle rane, ossia il modellismo in scala 1:43, le novità non erano moltissime, ma si è respirato fra gli operatori del settore un certo ottimismo che fa tornare a casa più tranquilli. BBR, Ripa, Tron e altri parevano abbastanza (o decisamente?) soddisfatti, a testimonianza che sapendo mirare giusto, qualcosa si ottiene sempre. Per il resto, il solito HME, nel senso buono. Intanto eccovi una carrellata di foto generiche, in attesa di altre news più mirate, perché l\’evento merita una trattazione a parte di alcuni temi. 

 

Un paio di ritrovamenti storici: Porsche 936 e 944 Carrera GTP

Spesso con i collezionisti più “anziani” si parla dell’importanza dei ritrovamenti di modelli particolarmente significativi, che possono entrare a buon diritto in ogni raccolta che voglia ripercorrere la storia degli speciali. In un periodo in cui il mercato è fortemente condizionato dall’offerta di Spark da una parte e da una fascia altissima di speciali più o meno prestigiosi ma comunque costosissimi, il vecchio kit montato – si sa – segna il passo e si avvia forse verso un inesorabile declino.

Le occasioni non mancano ma c’è da chiedersi quanto in futuro modelli di questo tipo saranno capiti e apprezzati. La comprensione del valore storico di un oggetto è una condizione essenziale per la sua conservazione. Non era in questa sede che volevo introdurre un tema così particolare, che riguarda da vicino molti di noi; volevo piuttosto mostrare cos’è ancora possibile trovare in giro (in questo caso su ebay), a prezzi bassi o addirittura bassissimi – si parla di 30-40 dollari. Dallo stesso collezionista americano, mi sono arrivati nei giorni scorsi due pezzi che ovviamente solo un appassionato di lunga data può capire, escludendo tutti coloro che hanno come scopo principale quello della massima accuratezza, indipendentemente dall’importanza storica di un modello. La ricerca di questi modelli può dare altrettante soddisfazioni di altri tipi di tematica, con costi ragionevoli e la garanzia di accrescere le proprie conoscenze in materia.
Questo è un factory built MRE di fine anni settanta, contraddistinto, come spesso nel caso dei modelli francesi (viene in mente Manou), dal numero progressivo di serie inciso sul fondino. Si tratta della Porsche 936 vincitrice a Le Mans nel 1976, in metallo bianco, conservata in modo perfetto.

Insieme alla 936, è arrivata questa 944 Carrera GTP di Le Mans 1981, kit Record montato nei primissimi anni ottanta da John Simons, futuro creatore di Marsh Models. Su questo montaggio si riconoscono alcune prerogative dei Marsh Models, come il “lining” alle aperture, o la particolare tecnica di realizzazione a pennello, molto precisa, che si sarebbe riscontrata sui successivi factory built. Modelli, come si è detto, ormai appartenenti ad una categoria passata, testimonianze di un periodo fortunato e forse irripetibile.

Una specie di passaggio al Nuerburgring

Il Nuerburgring è impossibile descriverlo, quindi non ci proviamo neanche, tanto chi c\’è venuto lo sa e chi non c\’è mai venuto non saprà mai di cosa si tratta davvero fino a quando – appunto – non ci sarà venuto. Appurato questo, al di là dell\’interesse peraltro più che discreto della manifestazione che vi si svolge in questo weekend, mi andava di buttar giù un paio di righe, magari desultorie, ma che sono il risultato di una giornata passata, per una volta, ai margini della pista.

Almeno una sosta al Doettinger Hoehe ci vuole.

Perché qui è pieno di tracce che negli anni passati ho avuto la fortuna di raccogliere grazie a un paio di colleghi tedeschi, uno dei quali cresciuto a Kelberg, a due passi dalla pista (un giorno vi racconterò di quando siamo andati nel bosco a cercare i resti dell\’anello Sud). Molti, in ogni caso, conosceranno il negozietto del Doettinger Hoehe, lungo la strada che costeggia il rettifilo dell\’anello nord. Là dentro, oltre una vasta scelta di modelli (soprattutto Minichamps, Spark e derivati) è sempre necessaria un\’occhiata più approfondita all\’offerta di libri perché vi si trovano titoli legati alla pista e alla sua storia che non è facile reperire altrove. E\’ il caso di qualche volume quasi prodotto in proprio o da piccole case editrici, come i due \”Hallo Fahrerlager\” di Rainer Braun, la voce storica del Nurburgring, che ha racconto molti succosi aneddoti, riservati però solo a chi conosce il tedesco. Così come è affascinante \”Nuerburgring… bei Nacht un Nebel\” di Dieter Gartmann, vincitore assoluto di una vecchia edizione della 24 Ore insieme a Klaus Ludwig e Klaus Niedzwiedz.

Se siete appassionati del Nuerburgring questi libri vi ci vogliono, non ci sono versi. 

Ed è proprio questa l\’occasione per ricordare che lo stesso Gartmann ha pubblicato la storia dell\’Eichberg Racing, una banda di folli che negli anni che furono era protagonista delle gare turismo, quelle veraci, con le Gruppo 1 e le Gruppo 2. I ricordi di chi scrive vanno a quella strana edizione della 24 Ore del Mugello del 1981, vinta proprio da una Ford Capri dell\’Eichberg, dipinta nei colori dello storico sponsor Gilden-Koelsch.

Adenau!

Venendo a cose meno esotiche, sarebbe stato un peccato lasciare lì il volume sulla storia dei 40 anni della 24 Ore del Nuerburgring, scritto da Wilfried Mueller e Joerg Ufer, davvero imperdibile. Andando già verso Adenau, le tracce del passato sono sempre più visibili, tanto ché non ho resistito alla tentazione di andare a rivedere il vecchio concessionario BMW che era la sede della squadra di Willy Martini.

La vecchia sede del concessionario di Willy Martini, Oggi c\’è un rivenditore di auto sportive. 

Ora, vicino c\’è un ristorante cinese e nemmeno dei peggiori (giudizio aggiornato al 2004 o giù di lì). Beh, direte voi, vai al Nuerburgring e ci parli del ristorante cinese dove sei stato per l\’ultima volta 10 anni fa? Sì.

Borsa di Calenzano del 15 settembre 2013

Si è svolta oggi dalle 10 alle 17 l\’edizione settembrina della Borsa di scambio del giocattolo d\’epoca a Calenzano, abituale appuntamento organizzato nei locali dell\’Hotel Delta Florence. Diciamo pure che non si è trattato di un\’edizione memorabile. Verso le tre erano già molti gli espositori che se n\’erano andati e fra ciò che rimaneva era davvero difficile individuare qualcosa di appena interessante. Se non fosse stato per l\’ampio spazio occupato da Kings and Country e da Rhino (siamo nel settore dei figurini e dei war games) il panorama sarebbe stato ancora più triste. Pochi e malconci i modelli obsoleti (praticamente inesistenti gli esemplari nuovi in scatola), qualche vecchio kit in plastica di quasi nessun interesse, di poco conto i giocattoli in lamiera. Nella stanza di destra scendendo le scale, erano sistemati gli espositori del fermodellismo, sui quali per manifesta incompetenza risparmio il giudizio. Arrivando da Firenze, la borsa di oggi poteva essere l\’occasione per farsi un giro, stare una mezzora e tornare a casa. Chi sia venuto da più lontano avrà molto probabilmente rimpianto i chilometri percorsi. 

Appuntamento fisso nel corso dell\’anno, la borsa scambio di Calenzano è un\’occasione d\’incontro per molti collezionisti. 

Obiettivamente difficile trovare qualcosa in condizioni davvero perfette. 

Come più spesso accade, sono i war games a costituire la parte più notevole delle novità. 

I due fondatori di Rhino e alcune delle recenti realizzazioni di Kings & Country. 

Per i war games una delle scale di riferimento è la 1:30. Recentemente alcuni soggetti sono stati affrancati dai contesti dei war games per assumere una loro indipendenza. Questo è il VW di Rhino con tanto di figurino di Porsche…

Ancora accessori per war games

Qualche vecchio kit in plastica 

Pochi e di scarso interesse gli automodelli. 

Un\'occhiata al CRAME di Imola, sabato 14 settembre 2013

Il CRAME di Imola resta sempre un appuntamento importante nel ricchissimo e spesso anche dispersivo calendario di eventi legati all\’auto d\’epoca in Italia. Il colpo d\’occhio è sempre suggestivo e l\’ambientazione è unica, con l\’autodromo preso d\’assalto da migliaia di appassionati, alla ricerca del pezzo mancante, sia esso un ricambio, un libro, una foto, un libretto d\’uso e manutenzione o un modello in scala. Il CRAME ha sempre avuto il pregio di saper affiancare l\’oggetto raro e costoso all\’accessorio alla portata di tutti. Insomma, il giusto equilibrio fra quantità e qualità. Per i collezionisti di modelli, l\’occasione per fare un bel giro era più che valida: oltre ai soliti partecipanti delle borse tradizionali (in primis la F1 del Modellismo), vi erano diversi stand con cose piuttosto interessanti. Si è rivisto il collezionista di Forlì che sta alienando la sua collezione di kit e di modelli speciali montati. Certo, partiti i primi pezzi più interessanti, ora diventa più complicato trovare qualcosa di assolutamente particolare, ma le occasioni giuste ci sono ancora. Lo spettacolo offerto dalle decine di kit montati era davvero unico e merita un posto di rilievo in questa gallery. A rendere il tutto ancora più gradevole, una splendida giornata col tempo tipico di inizio settembre (caldo ma ventilato, con un bel sole e una luce ideale per ammirare gli oggetti in esposizione).