Cosa ci fa la foto di due telefonini qui sotto?
Che senso ha su un blog di modellismo?
Un attimo e ci arrivo.
Ma prima un piccolo ragionamento.
Questi due telefonini sono stati acquistati a circa otto anni di distanza e appartengono allo stesso segmento di mercato, seppure nelle rispettive epoche.
Pochi oggetti hanno subito una trasformazione più radicale dei telefoni cellulari, in questi anni.
Si è passato da un oggetto che, beh, banalmente telefona e fa poche altre cose a un vero e proprio PC palmare, in grado di svolgere diversi compiti che in un passato prossimo erano demandati a più ingombranti notebook.
Se qualcuno ancora ha un cellulare funzionante di otto anni fa, oltre a gridare al miracolo, penso possa cominciare a considerare la sua sostituzione come un atto giustificato e non come un mero gesto consumistico.
Veniamo ora al modellismo.
Questi due modelli sono a loro volta stati acquistati a otto anni di distanza.


Per la cronaca si tratta della BMW 3.5 CSL, nell\’interpretazione di Spark e di Minichamps (in gare differenti, in ogni caso).
La distanza che c\’è fra loro è equivalente a quella che c\’è tra i due telefonini?
Da un punto di vista del collezionismo non è una domanda oziosa.
L\’ampiezza del catalogo Spark, ma anche la nascita di nuovi produttori sia di diecast che di resincast,
fa sì che siano disponibili versioni aggiornate di modelli che molti hanno già in collezione.
Mentre è assodato che un modello di vent\’anni fa, senza nulla togliere al suo valore storico, difficilmente potrà avere l\’accuratezza di un contemporaneo, rispondere alla domanda che ho posto sopra, in un modo o nell\’altro, diventa fondamentale per stabilire se può valere la pena di sostituire -o integrare- i propri 1/43 acquistati tra i cinque e i dieci anni fa con prodotti più recenti.
Cominciamo dalla presentazione.


Non c\’è dubbio che la presentazione di Minichamps sia decisamente più accattivante.
La teca più ampia, con la base dai bordi inclinati, lascia più respiro al modello che, affiancati ad altri suoi simili, non risulterà eccessivamente sacrificato.
La techina di Spark, per quanto curata, risulta leggermente claustrofobica, soprattutto in altezza.
Certo, non tutto il male viene per nuocere: può essere un vantaggio se gli spazi espositivi a disposizione non sono molto grandi.
Passiamo poi all\’esame dei dettagli:






Qui, indubbiamente, il modello Spark mostra di avere un margine di vantaggio.
Mentre nel Minichamps le griglie sono tutte stampate solidali alla carrozzeria e verniciate in nero, i fermacofani sono ottenuti con una decal e il tergicristallo è in plastica, nel modello franco-cinese sono tutti dettagli riportati in fotoincisione, donando all\’insieme un maggior senso di realismo.
Queste foto ci permettono anche di fare qualche prima considerazione sulla fedeltà storica.
La decorazione (in decal in entrambi i casi) presenta tre bande colorate: rossa, blu e azzurra.
Mentre le tonalità di rosso e azzurro sono abbastanza simili, il blu, anche se forse in foto non si nota molto, risulta decisamente più chiaro sul modello Minichamps.
A meno che la BMW non abbia cambiato da una gara all\’altra la tonalità, l\’interpretazione di Spark è più fedele.
Veniamo ora al muso:




In entrambi i casi la tipica mascherina BMW è ben riprodotta.
Sia sul modello più vecchio che su quello più nuovo gli indicatori di direzione sono stati ottenuti con parti in plastica trasparente.
Nel modello Spark spicca il gancio di traino anteriore in fotoincisione, totalmente assente sul Minichamps, oltre alla modanatura cromata, che è ottenuta con un filetto incollato alla carrozzeria, mentre sul modello tedesco è stata riprodotta con una decal, per la verità più color alluminio che cromo.
Grossa differenza anche nella forma del muso e del dam anteriore
Il muso nell\’auto vera è inclinato di circa 30°. Questo è colto fedelmente nel modello più recente, mentre nel minichamps l\’inclinazione risulta più o meno della metà.
Il dam, a sua volta, nel modello Minichamps è decisamente più massiccio e bombato al centro.
Avevo ipotizzato potesse trattarsi di una differenza dovuta alla gara (Daytona nel caso dello Spark, Norisring nel caso del Minichamps), ma una veloce ricerca su Internet mi ha confermato che l\’interpretazione Minichamps della BMW #59 che corse a Daytona nel \’76 ha esattamente lo stesso musetto.
E quindi anche per questa parte, Spark è più accurata.
Veniamo ora all\’analisi del posteriore.






Qui, se di nuovo lo Spark può vantare un margine di vantaggio grazie alla maggior ricchezza di dettagli, il Minichamps si prende, a mio avviso, una piccola rivincita quando si guarda l\’assetto.
Le ruote sono semiaffondate nei parafanghi, cosa che mi pare corrisponda maggiormente all\’auto vera, anche se non ho certezze assolute avendo trovato poche foto d\’epoca e, per di più, in piccolo formato.
I gruppi ottici posteriori sono in plastica cromata dipinta sul minichamps e in plastica trasparente dipinta sullo Spark.
I cerchi non sono scorretti, ma comunque non particolarmente entusiasmanti su nessuno dei due modelli.
Venendo al tetto, si nota sullo Spark la presenza di un\’antennina, che manca invece sul Minichamps.


In questo caso non posso garantire per la fedeltà storica di nessuna delle due interpretazioni, anche se mi pare che l\’antenna fosse presente, dato che nelle foto spesso compare un puntino nero di incerta natura sul tetto.
Sul modello della casa di macao è presente anche un lampeggiatore in plastica arancione.
L\’analogo particolare sarebbe presente anche sull\’omologo modello Minichamps (non su quello in mio possesso, essendo relativo ad altra gara), ma viene riprodotto con una decal.
E sinceramente, se non si sa cosa rappresenta, è un particolare di difficile interpretazione.
Piccola nota di demerito a Spark per un\’imperfezione, sinceramente evitabile, nella verniciatura della linea inferiore nera, mentre risulta regolare quella di Minichamps.
In compenso, se si guarda dentro le grosse prese d\’aria laterali, si vede la rete in fotoincisione, certo non passante, ma comunque più verosimile della soluzione \”solo nero opaco\” adottata da Minichamps.
Decisamente più curati e verosimili anche i tubi di scarico.



Difficile un giudizio sugli interni, dato che non ho trovato molto materiale iconografico.
Il piantone dello sterzo di minichamps mi sembra un pò più fine dello Spark, per il resto si equivalgono.
In conclusione è possibile dire che la distanza tra i due modelli è analoga alla distanza tra i due telefoni? Probabilmente no. Per riprodurre, in altro ambito, la stessa differenza che esiste tra le due periferiche tecnologiche sarebbe stato necessario che il modello Spark montasse anche una riproduzione del motore funzionante.
Ciò non toglie che la differenza sia ampia e, benché il modello Minichamps non sia affatto da buttare, sufficiente a giustificare l\’eventuale sostituzione di quanto abbiamo in vetrina.
In caso di acquisto ex-novo, anche in considerazione dei prezzi d\’acquisto simili (si trovano facilmente a circa 50/55 euro su Internet), la scelta dovrebbe invece essere ovvia.