Da Paolo Tron ricevo oggi una sorpresa, la seconda parte della sua storia dei costruttori di modelli speciali, che si riallaccia al suo pezzo pubblicato qualche tempo fa, che trovate a questo link:
http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2012/03/le-origini-dellautomodellismo-speciale.html
Come ricevo, copio, visto che il pezzo va goduto cotto e mangiato, altrimente perde il suo \”spirito\”.
…eccetera eccetera… e dopo fu la luce…
Per aspera sic itur ad astra…
Per raccontare il \”secondo periodo\” (diciamo 1976/1987? mah si!) … devo forzatamente
ripartire da questo: … dalla luce … e dagli astri … citati in modo molto ironico…
Partendo sempre da un punto di vista auto-referenziale, del quale mi scuso ma dal
quale non posso prescindere… (e so che mi perdonerete questo aspetto)…
In realtà, come in qualsiasi attività che si rispetti i primi tempi, se non i primi anni, furono
bui e difficili.
Noi ri-investivamo sistematicamente tutto, salvo i soldi per sopravvivere:
fuegassa e salopette di jeans…
Non c\’è mai stato un momento nel quale non credevamo in quello che stavamo facendo.
Anche se, in un certo periodo, ci voleva un gran coraggio per \”buttarsi\” come abbiamo
fatto.
In questo ci ha molto aiutato quella fantastica persona che era mio padre — pur non
capendo assolutamente nulla dell\’attività che stavamo intraprendendo, non ha
mai avuto il minimo dubbio e questo non poteva non darci la spinta necessaria.
Non ho ancora incontrato un uomo come lui.
Dopo la realizzazione dei primi \”TSSK\” alcoolici (ciclostilati) e dopo la presentazione del
\”TSSK\” #1 e quelli immediatamente successivi, abbiamo capito che prima di cercare
l\’espansione dovevamo cercare di informarci e di trovare delle giuste collaborazioni.
E la cosa è avvenuta giustamente in quest\’ordine: viaggi/informazioni = contatti/collaborazioni.
E così accadde che andando in giro per l\’Europa abbiamo conosciuto un sacco di persone e,
udite! udite!, un sacco di persone hanno conosciuto noi.
Nel vedere quel vecchio numero di Minis mi sono ricordato che, per un breve periodo, siamo
stati i distributori dei prodotti di Carlo Brianza in Francia (me ne ero scordato) — così come
dalla Francia abbiamo iniziato la collaborazione/distribuzione degli AMR con Andrè Marie Ruf,
dei transkits HOBBY 2000 dal Belgio, dei TOP 43 Solido e con, molto dopo, anche con
Le Phoenix/AMR di B.Bigaudet.
Insomma, cercavano di cogliere le occasioni che ci si presentavano.
Non ultima fu quella di iniziare una sinergia con il franco-portoghere Bernard Peres
(poi ideatore dei Vitesse prima in Portogallo e poi in Cina) con una ricca serie di transkits 1/43
prodotti in esclusiva.
I transkits erano una idea nuova con accessori e decals da utilizzare su un automodello
base \”di serie\”.
In quel di Loano sono quasi subito partite le collaborazioni con la ME.RI. Kits di Silvano Menato
e Claudio Riva (miei amici); successivamente con quel \”gran genio\” di Luca Tameo.
Ho già raccontato del mio incontro con Luca — aveva praticamente ancora il pannolino e
da subito ha mostrato l\’ora famigerato X-factor.
Devo dire che in quegli anni molti automodellisti mi colpirono particolarmente e, fra i tanti,
proprio Luca Tameo, Jean Pierre Viranet e, anche, Alberto Balestrini.
Allora, le mie grandi passioni erano la F.1 e i Rallies — e vedere i primi \”lavori\” dei tre ragazzi
quì citati fu una grande emozione.
A modo loro e in modo diverso uno dall\’altro, erano degli innovatori e, guarda caso, tutti i
tre hanno fatto una \”discreta carriera\”.
Successivamente gli incontri si susseguirono con altri personaggi mica male che andavano
ad arricchire la squadra dell\’Equipe Tron … e per squadra intendo \”collaboratori\” e non certo
dipendenti…
Fra i tanti Franco Morelato… ex-alcoolista che noi abbiamo fattivamente aiutato a uscire da
quel vortice, per poi tornarci pesantemente procurandoci guai indimenticabili… Franco
meriterebbe, lui solo, un piccolo romanzo, perchè la sua vicenda racchiude tutti gli ingredienti
giusti… creativi e drammatici …
Noi abbiamo aiutato Morelato e lui ha aiutato noi perchè ci ha permesso di aprire ulteriormente
i nostri orizzonti — fu lui a spingerci a fare il primo Motor Show a Bologna nel 1976, organizzato
allora da Mario Zodiaco — partecipammo anche nel 1977/78 e 1979 — fummo i primi a realizzare
una griglia di partenza di F.1 del GP d\’Italia in soli tre mesi … fu un impresa titanica … ricordo
ancora con una certa ansia quella idea realizzativa e la fatica che feci nell\’auto-costruire la
Hesketh 308 \”Heyco\” di Harald Ertl e altre F.1 per quella griglia di 26 monoposto.
Oltre a tutti questi non posso non citare l\’incontro con Umberto Codolo che ci permise, con
il suo dinamismo e la sua serietà (a vederlo non sembra ma è un grande professionista)
di arricchire la nostra gamma di accessori e pneumatici in modo quantitativo e qualitativo.
Non cito i tanti, tantissimi artigiani che contattavamo e che ci contattavano in Italia e fuori
per pubblicare le loro produzioni sul nostro catalogo.
Fra i tantissimi mi piace citare: Giorgio D\’Antonio, Umberto Cattani, Marcello Giorgetti, Rino
Robustelli (un fenomeno vero), Valerio Barnini e, come non citarlo, l\’immenso Vincenzo Bosica.
E ne dimentico chissà quanti… e chiedo scusa …
Questo limitatamente al suolo patrio mentre all\’estero gli incontri furono, forse, ancora più
stimolanti.
Anche perchè l\’approccio, le strategie, la visione erano del tutto diverse… soprattutto la
Francia fu la vera locomotiva di quel periodo … come spesso accade, gli Inglesi avevano
buttato il sasso nello stagno … ma chi ha sviluppato in maniera innovativa il settore furono
i Francesi e, per certi versi, anche noi ItaGliani…
Inutile forse ricordare i tanti personaggi straordinari che resero unico il panorama dell\’1/43 in
Francia con Andrè, la cricca di Marsiglia (quello che fece M.R.F. fu incredibile), Jean Liatti,
Francis Bensignor, J.P. Viranet, Jean-Yves Puillet, Gerard Dahinden, Jean Marc Teissedre, gli Alsaziani
(David ne ha appena parlato), Esparcieux, Jean Paul Schwarz, Ilario, la cricca di Annecy… etc etc ..
E come non citare Michel ElKoubi ! Personaggio veramente interessante che iniziò la sua
avventura con Andrè Marie Ruf, litigandoci dopo qualche nano-secondo e iniziando una
produzione comunque interessante con i suoi M.R.E. che datano 1976/1977…
Non vorrei citare Jacques Simonet (Manou Auto Sport) ma lo cito per un motivo semplicissimo:
! che occasione perduta, amico !
Fu il primo a realizzare \”modelli speciali\” già alla fine degli Anni Sessanta (resinacce scomode)
non sapendo, per varie ragioni, concretizzare questa opportunità — ebbi modo di conoscerlo
personalmente e ne ebbi una impressione non del tutto lusinghiera… probabilmente scrive
ancora oggi le sue lettere con una bic … per usare un eufemismo: non una persona che
ha saputo adeguarsi ai tempi…
Ho parlato di tanti personaggi e non degli automodelli.
Mi pare scontato sottolineare il fatto che l\’ingresso di molti artigiani nel settore 1/43 costituì
un grande progresso per la \”specialità\”.
Molti copiavano, certo … ma molti portarono nuove idee … con gli altri che poi seguivano
(se volevano) … per arrivare alla fine degli anni Ottanta con alcuni automodelli di una qualità
davvero straordinaria …
Il decennio successivo, 1990/2000, l\’ultimo di … successo per gli \”speciali\”… ci portò a una ulteriore
evoluzione con l\’apertura di atelier specializzati (A.C.B.), con la consacrazione di automodellisti di
altissimo livello con, in ordine di apparizione: Brauer, Barnett, Goepfert (OMF) e altri … che sfruttarono
quei momenti per imporsi nelle vendite con automodellli (quando si e quando no) di grande livello
qualitativo.
Non voglio ovviamente citare quelli che definisco: \”i farlocchi\” (le sole)… cioè quelli che non sapevano
fare ma sapevano intortare…
Non ci saranno altre puntate della \”storia\” perchè non credo vi siano altre cose da dire.
Nel nuovo Millennio, il web e i kiosks hanno totalmente rivoluzionato il settore; nel bene
e nel male e del futuro sapete quello che penso…
Che la Vita vi Sorrida ora e Sempre.
Paolo