Seconda recensione a cura di Claudio Govoni; stavolta l\’attenzione è rivolta alla Ferrari F430 Scuderia 16M Spyder di Tecnomodel, un modello che ha trovato diversi concorrenti ma che sembra cavarsela piuttosto bene, col pregio di essere disponibile anche in forma di kit, cosa non certo scontata di questi tempi.
Il secondo kit che ho esaminato dal vero riguarda la Ferrari F430 Scuderia 16M.
La confezione si presenta elegante, inusuale per un kit.
Carrozzeria, ruote e parti in resina e metallo bianco trovano alloggio in appositi scomparti realizzati nella gommapiuma, che assicura un ottimo livello di protezione.
Fotoincisioni e decals sono riposte sotto la gommapiuma, sul fondo della scatola.
In totale il modello consta di circa 120 pezzi, compresi quelli in fotoincisione.
La resina della carrozzeria appare di ottima qualità, senza segni di bolle o ritiri.
Le linee sono interpretate in maniera esemplare, probabilmente partendo dalle matematiche dell\’auto originale. Al calibro, il modello appare forse appena un filo generoso come proporzioni, particolarmente come larghezza. L\’asticella di misura, sui fianchi, si ferma infatti su mm 45,4, che corrisponderebbe, in realtà, a una scala 1:42,3. Beh, la signora emiliana è di fianchi un po\’ forti… L\’effetto è comunque quasi impercettibile e otticamente può contribuire a enfatizzare l\’aggressività di una vettura già bassa e larga di natura. Gli interni sono ben dettagliati, particolare importante trattandosi di una vettura spyder, che, di conseguenza, non lascia nulla all\’immaginazione.
Sul cruscotto spiccano particolari come le bocchette d\’aerazione simulate con attenzione al disegno delle alette. Anche il motore risulta visibile attraverso il cofano trasparente.
La metà superiore del propulsore è riprodotta in resina, separata dal vano, in maniera da poterla dipingere ed eventualmente superdettagliare più agevolmente.
L\’estrattore posteriore presenta le alette stampare direttamente in resina, ma, fortunatamente, non troppo spesse.
Una certa cura deve essere eventualmente posta nel ripassare le incisioni della carrozzeria che non sono sempre particolarmente profonde e potrebbero parzialmente scomparire sotto la verniciatura.
Magistrali i cerchioni, con le razze che appaiono più fini e sottili di quelle offerte dai modelli della concorrenza.
I pneumatici riproducono fedelmente il disegno del battistrada, peccato che lo stesso sia un po\’ troppo pronunciato, regalando alla gomma un certo look da “gomma termica”.
Un po\’ in contrasto con la generale ricchezza del kit il fondino, che appare come una semplice lastra di metallo bianco con inciso (a mano!) “Tecnomodel”.
Ottima la scelta offerta dalle decals, tutte stampate perfettamente a registro, che consentono di realizzare pressoché qualunque combinazione di colore della vettura reale.














