Ritratto di Stefano Adami

Stefano Adami

Da Paolo Tron ricevo questa breve presentazione di Stefano Adami, che introduce una corta autobiografia scritta da Stefano stesso. A corredo alcune foto che illustrano il molteplice lavoro svolto da Adami in tutti questi anni. Colgo l\’occasione per ringraziare entrambi della loro collaborazione e del proprio tempo dedicato a questo blog. Nell\’augurarvi buona lettura non mi resta che da aggiungere che al link  http://www.flickr.com/photos/34367539@N05/sets/72157612776281171/ trovate numerosi esempi dei lavori grafici di Stefano.

Ciao David,
in calcestruzzo la \”storia del nostro\” … avevo intenzione di accorciarla o, in quale maniera
di integrarla al mio racconto — invece penso che sia più interessante pubblicarla
integralmente, utilizzando i miei commenti come presentazione.

… Stefano chiude la \”sua storia\” con \”ma non è tanto facile\”.
Sono d\’accordo.
Non è tanto facile ma fattibile.
Devo onestamente ammettere che ho sempre apprezzato Stefano,
come persona, come \”artista\”, come modellista.
Come è diventato quasi di moda dire oggi: \”mi corrisponde\”.
Un uomo di fatti e non di parole — un po\’ timido — molto modesto —
estremamente in gamba — pesantemente talentuoso nell\’automodellismo
e non solo…
Il suo racconto dice molto sul suo percorso e sulla evoluzione che ha avuto
nel tempo la sua attività.
Non solo nel campo automodellistico.
La sensibilità e il talento che ha nel creare e elaborare delle livree su auto
da competizione è la stessa che utilizza nell\’approccio e nello sviluppo
dei suoi montati.
La mia considerazione nei suoi confronti parte da una situazione \”da fan\”
ma, oggettivamente, non ne risulta deformata per questo.
Quando vedi quello che fa e come lo fa… non puoi non diventare un suo fan.
Stefano è uno dei migliori assemblatori nel nostro Paese — da sempre ha
saputo cogliere l\’importanza delle foto-incisioni (con le quale \”ci sa fare\”)
ora deve semplicemente ulteriormente affinare le sue conoscenze
e, soprattutto, non voler diventare \”giapponese\” a tutti i costi.
Estrarre, apprendere, manipolare, transumare ma rimanere con i piedi
ben piantati nel Suolo Patrio..
Frateeeeelliii d\’Itaaaaliaaaaaa ….

STEFANO ADAMI

“Ragazzo” del ‘66, appassionato di auto da quando ho cominciato a
ragionare. Da piccolo ero l’elaboratore di fiducia degli amici con cui
disputavamo combattutissime gare con modellini di varie scale.
Passata la fase del gioco è subentrata quella del modellista, quando
rimasi folgorato da una scocca della famosa 911 Targa Overby di PIT
esposta nella vetrina del Model Shop di Verona che si trovava
casualmente in prossimità della mia scuola superiore. La mia passione
erano le auto dei piloti privati che riuscivo ad ottenere con un
certosino lavoro di disegno a pennello delle decals. Grazie a questa
mia abilità conobbi Valerio Comuzzi (Arena Modelli) credo, anzi son
convinto, il miglior collaboratore che avrei mai potuto trovare, con
una cultura incredibile del mondo delle auto sia vere che in scala.
Ricordo ancora quando lo conobbi sempre da Model Shop, soprattutto
quando mi chiese di acquistare tutta la serie di modelli (una decina)
realizzati in pezzo unico, e altri modelli che poi mi fece fare anche
dietro sua precisa richiesta.

La \”Ricard\” derivata da un 934 Solido con decals fatte a mano

Non passò molto tempo che su suo invito mi preparai una scocca di una
930 Turbo da far clonare in resina (era il mio primo prototipo!).
Valerio mi spinse a proseguire su questa strada quando gli proposi di
fargli, sempre in pezzo unico, l’Audi 90 Gr.A. Mi consigliò di farne
un kit vero e proprio e l’idea fu azzeccata.

\”I miei primi kits Audi 90 2300 GrA e la Mercedes 190 di Orlando\”.

Ne feci 3 versioni e in totale credo d’averne vendute circa 600 pezzi.
A seguire preparai per Orlando Redolfi una delle sue Mercedes 190 su
base SC Modelli e poi, sempre su spinta di un amico ma, in questo
caso, di Paolo Tron, ne produssi un bel kit, molto dettagliato per
l’epoca.
Erano i primi anni 90 e per assurdo venni aiutato sia dall’Audi Europa
Team sia da Orlando che mi pagarono le decals (poi io in cambio donai
diversi montati…). Erano altri tempi, adesso se fai qualcosa devi
stare attento a non pagare.

\”Un esempio di quello che tiravo fuori da una 934 Solido.
la livrea aveva le decals disegnate a pennello su decal trasparente\”.

Con Valerio ormai si era consolidato il rapporto e divenni il suo
prototipista di fiducia e grazie a lui ebbi l’occasione di lavorare su
una bella varietà di macchine: da prima cominciai con la Kadett GTE,
poi venne la saga delle Stratos, poi la mia opera omnia: l’Audi 4
tutta apribile che realizzai partendo da una carrozzeria Starter.
Dopo l’Audi finalmente la Porsche in tutte le salse, ma prima ancora
la meno cattiva Opel Commodore che comunque ritengo uno dei prototipi
che più mi ha dato soddisfazione dal punto di vista della lavorazione
e del risultato. Altri modelli su cui ho lavorato, la Chevette, la
Mitsubishi Lancer EVO e poi comunque la mia mano c’è su tutta la
produzione dal punto di vista delle fotoincisioni.
Ho avuto modo di collaborare anche con il Lancia Model Club per il
quale realizzai la Delta S4 Marlboro e con BAYMO per cui collaborai
alla realizzazione delle BMW E36 GTR e DTM Jaegermeister (foto seguenti).

Quest’ultima fu giudicata da FourSmallWheels modello dell’anno.
Oltre a tutto questo, 111 numeri fa progettai la testata di Modelli
Auto ed in seguito iniziai la mia avventura di collaboratore come
“raccontatore di montaggi”, articoli in cui illustro di volta in volta
un montaggio con relative modifiche o personalizzazioni.
Tornando indietro nel tempo sviluppai anche la mia passione per il
disegno, il tema ovviamente erano le auto, che immortalai con i
pennelli, cercando di imitare in qualche modo lo stile di Michael
Turner, il mio idolo.
Il primo cliente fu Paolo Tron che mi acquistò in blocco 3 soggetti
(poi ne prese altri).
Non pago di tutto questo iniziai pure una lunga collaborazione con il
settimanale Autosprint diretto da Carlo Cavicchi che, quando fondò
SportAutoMoto mi mise ancora al suo servizio e proprio da quel periodo
iniziai a fare le prime illustrazioni con Photoshop.

Una delle tante suggestive opere grafiche di Stefano.

Pur non avendo titoli di studio particolari ma solo essendomi fatto da
solo, posso vantarmi di aver collaborato direttamente con Ferrari e
Maserati in qualità di illustratore. Ho avuto modo di illustrare una
parte dell’annuario Ferrari del 2004 e ancora oggi si può vedere il
grande parcheggio interno della Maserati decorato con le gigantografie
dei disegni delle loro vetture più famose.

Illustrazione dell\’Annuario Ferrari 2004…

…e gigantografie del garage Maserati a Modena.

In seguito ho avuto la possibilità di creare livree per auto da corsa:
su richiesta diretta di piloti o da parte di Team GT o Superstars. La
Ferrari 430 Motorola ha vinto il FIA GT2 con i miei colori!
Attualmente sono molto impegnato con il Campionato Superstars per
quanto riguarda la realizzazione di pagine pubblicitarie (ah…
normalmente, nelle ore diurne faccio il grafico pubblicitario) e con
alcuni concorrenti che mi hanno affidato il progetto delle livree.
Ma anche Ferrari ultimamente si è di nuovo fatta sotto affidandomi sia
progetti di livree (la 458 GT2 ha corso a Le Mans con i miei colori –
un progetto difficile da fare a causa della posizione degli sponsor
già definita) sia con progetti di altri materiali grafici.
Per quanto riguarda il modellismo, sto con fatica (per problemi di
tempo) tentando di portare avanti un mio progetto per rientrare nel
giro dei kits ma è ancora presto per parlarne.

\”un po\’ di esempi dei miei modelli ArenaMasterPiece in serie limitata
con decals auto prodotte in digitale (Maserati Challenge) o comunque
montate con un po\’ di migliorie rispetto il kit di partenza (RSR Arena
e Oldsmobile Tron)\”.
.

Al momento mi limito a cercare di scimmiottare i maestri Giapponesi
provando a curare di più i montaggi.
Ma non è tanto facile.

Jaguar XJ12 Gr.2 Broadspeed AMR di Antelmi

Con Pier Angelo Antelmi ho un debito di gratitudine per tutti i favori che mi ha fatto e purtroppo devo confessare che è con molto ritardo che pubblico queste foto che mi dette alla borsa di Novegro nel dicembre scorso. Ma spero di recuperare pubblicandole qui nel blog (a dicembre ancora il blog non esisteva), in modo che tutti si possano fare un\’idea. Il soggetto è intrigante: si tratta della Jaguar XJ12 Gruppo 2 preparata Broadspeed per l\’Euroturismo 1977. Il modello è ufficialmente l\’ultimo marchiato AMR, uscito a cura di Mike Craig che aveva promesso al suocero di portare a termine questo progetto. La Jaguar è quindi comparsa sotto il doppio marchio AMR e Piranha, ma mi piace pensare che sia più un AMR che un Piranha. Nel montaggio di questo modello si sono cimentati già Fred Suber e Jean-Paul Magnette. Sull\’esecuzione di Suber è bene stendere un velo pietoso, mentre molto più valido appare il montaggio di JPM. Alcune interessanti considerazioni potete leggerle sul forum Duegi, a questo link: http://www.forum-duegieditrice.com/viewtopic.php?f=10&t=57224&hilit=Jaguar+Piranha+amr

Ecco una serie molto completa di foto del montaggio di Antelmi, che oltre alla consueta qualità, ha in suo favore un costo particolarmente contenuto rispetto alla concorrenza (Euro 650,00 incluso il kit). Buona visione.

Model Expo Verona 2012

Ospitiamo il primo contributo esterno, il reportage sull\’esposizione veronese, con testo e foto di Andrea Rossignoli, un giovane modellista veneto che testimonia che esiste ancora qualche ragazzo interessato al modellismo.

Verona Model Expo 2012: modellismo a 360°

Ormai da otto anni si tiene nella città scaligera questo evento in grado di coinvolgere tutte le declinazioni del modellismo, statico e dinamico, grazie ad una riuscita miscela di automobilismo, nautica, aeronautica e ferroviaria. Svoltosi durante il weekend del 3 e 4 marzo, l’evento ha quindi il proprio punto di forza nel riunire e confrontare diverse discipline così vicine concettualmente eppure così diverse per modalità e clientela. A dirla tutta il modellismo statico automobilistico ha avuto una parte secondaria poichè i marchi presenti in maniera ufficiale non sono stati molti e la maggior parte delle case erano presenti attraverso i commercianti: le uniche novità da citare sono la Fiat 127 di Brumm, effettivamente commercializzata da vari negozianti, e la presentazione nazionale dei modelli orientali  FrontiArt. Da riportare la presenza di alcuni produttori e rivenditori di utensileria molto forniti: in particolare la Dremel ha messo i suoi prodotti a disposizione di chi volesse saggiarne le qualità. Molto più estese d’altro canto le aree navali, ferroviarie, aeree e per l’automobilismo dinamico, in grado quest’ultimo di occupare due padiglioni grazie a tre piste in terra (dedicate rispettivamente ai mezzi da cantiere, alle 4WD “buggy” ed alle 4WD meno estreme) più svariati circuiti (di cui uno per le RC drift). La fortuna di questa manifestazione (55.000 visitatori per la scorsa edizione) sta certamente nel ricercare i punti di contatto tra le diverse discipline con lo scopo di una maggiore condivisione ed espansione, non solo con chi è esperto ma anche con il novellino. A questo proposito è doverosa da segnalare la cospicua presenza di famiglie, bambini e ragazzini: segnale forte per chi crede che il modellismo si spegnerà nel giro di pochi anni.

Produzione FrontiArt, nuovo marchio appena affacciatosi sul mercato con modelli in resina in scala 1/18 ed 1/43. Di questi ultimi alcuni dispongono di porte e cofani apribili: se la Porsche 911 GT3 RS sconta ancora delle cerniere troppo massicce, la Lamborghini Sesto Elemento presenta una fibra di carbonio decisamente sovradimensionata a dispetto della meccanica, riprodotta egregiamente.

Numerosi i rivenditori di mezzi da lavoro in scale vicine all’1/43.

Lo stand di Tron Models, presenza costante alle manifestazioni italiane e non.

Diorama agricolo in scala 1/32.

Stand di Arena Models, azienda che ha giocato in casa data la sua origine veronese. In questa occasione ha portato numerosi kits, transkits e montati in scala 1/43 ed 1/24.

Produzione Arena Models: Porsche 911 Jaegermeister.

Una delle novità Brumm per il 2011 in collaborazione con Old Cars: il Fiat 170 Transporter Set delle Ferrari del Gran Premio di Monaco del 1981.

Un simpatico siparietto di cui sono stato spettatore: uno standista di Noberini (teche in plexiglass) ha approfittato di un momento di assenza del personale Brumm per dare una sconquassata al diorama ambientato al Gran Premio di Monza del 1961.

Solo in Italia possiamo scrivere cartelli del genere…

Spazio espositivo della Italeri che quest’anno compie 50 anni.

Lo stand di HPI Racing, reparto RC. Decisamente uno dei più belli del padiglione.

Circuito dedicato alle RC drift.

Sezione dedicata ai mezzi pesanti dinamici in scala 1/14. Da notare in primo piano la stazione dei Vigili del Fuoco (i camion erano dotati di “idranti” funzionanti) mentre sulla destra (assente in fotografia) era presente un piccolo campo da arare con i trattori.

Scenografico MAN radiocomandato dei Vigili del Fuoco in azione.

Land Rover Defender in scala 1/14 della Tamiya RC impegnato in un passaggio del percorso fuoristrada.

Sottomarino in azione nella vasca dedicata al modellismo nautico.

La vasca con le ventole che generano il vento necessario alle barche a vela.

Un mastodontico quanto meraviglioso Riva Aquarama in scala 1/5 (oltre un metro e mezzo di lunghezza!) costruito da un appassionato francese.

Sul cruscotto si notano tra le altre cose i razzi di segnalazione, il catalogo della Riva ed un giornale di modellismo che parla del modello stesso.

Che fine ha fatto MG Model Plus?

…è una domanda che si fanno molti collezionisti, e addirittura qualcuno ha digitato press\’a poco queste esatte parole su Google, finendo, chissà come, sul blog. Parecchi sapranno già, ma non guasterà ripetere: MG Model Plus non esiste più, almeno come nome. E anche come sede, visto che l\’azienda, che adesso si chiama Atelier Car Models, si è spostata dalla zona industriale di Scandicci a Lastra a Signa, in Via Lungo Vingone.

Gabriele Pantosti fotografato al recente expo di Novegro.

Alla fine del 2011 Gabriele Pantosti ha deciso per una sostanziale riduzione dei locali e per una razionalizzazione della produzione, complice anche la crisi particolarmente dura che ha colpito le scale più grandi. Al momento ci sono in ponte alcuni progetti che potrebbero partire dal molto materiale accumulato durante molti anni di attività e ancora tutto da sfruttare (o da riproporre in veste diversa e aggiornata). Torneremo sicuramente presto su questo argomento. Intanto segnaliamo il sito ufficiale: www.ateliercarmodels.com .

La Lotus F.1 di Clark in 1:12 è una delle novità più recenti di Atelier Car Models; le scale più grandi non verranno abbandonate ma ci sarà comunque una razionalizzazione e una riorganizzazione dei modelli a catalogo.

Lenta evoluzione

Gli oltre 13.000 contatti dal giorno iniziale non sono pochi. Questo blog è migliorabile e sicuramente il passo successivo potrebbe essere quello di un sito indipendente, ma è ancora presto. Spero nei prossimi giorni di avere i primi contributi esterni, che ritengo essenziali, sia per coprire alcuni eventi che normalmente non potrei coprire di persona, sia per avere un apporto diverso da parte di persone che la pensano diversamente e che potrebbero proporre un punto di vista \”alternativo\”. Spero nella partecipazione da parte di molti per cercare di fare ancora qualche passo avanti. Intanto ringrazio tutti quelli che hanno visitato il blog in queste settimane, postando i loro interventi oppure contentandosi di restare in silenzio, come un noto produttore fiorentino, il cui cognome inizia con M e finisce con I. Tutto sommato qualche riga ogni tanto la potresti anche scrivere, anziché far finta di non esserci. Sei lì, ti vedo, esci fuori una buona volta. Fine della comunicazione di servizio.

Il blog cerca collaboratori: fatevi avanti!

Il blog deve crescere ancora e per fare questo ha bisogno di voi lettori. Ecco perché penso che questo spazio dovrebbe ospitare articoli di persone che hanno qualcosa di originale, di interessante e di nuovo da dire. Se siete interessati potete contattarmi; l\’ideale sarebbe avere tre o quattro interventi \”esterni\” al mese, tanto per iniziare. Qualsiasi argomento potrà essere concordato prima; chi se la sente può farsi avanti e avrà come contropartita un modello o qualcosa di simile attinente al settore modellistico. Non certo grandi cose, ma il lavoro va in qualche modo premiato e in Italia sono già così tanti a sfruttare gratuitamente la passione di chi vuole scrivere che non voglio aggiungermi anch\’io. Quindi un piccolo contributo da parte mia ci sarà, in cambio della vostra collaborazione. Iniziamo così e vediamo tutto questo dove porterà. Aspetto le vostre idee. In linea di massima gli articoli potranno essere accompagnati da foto o immagini e potranno essere di qualsiasi genere: interviste a personaggi (modellisti, montatori, prototipisti), wip di montatori poco conosciuti ma bravi, retrospettive storiche, collezioni, recensioni di modelli e così via. Avete idee, vi piace condividerle? Questa è la vostra occcasione.

Breve rassegna stampa: AutoModélisme n.177

La copertina di AutoModélisme n.177 (marzo 2012), dedicata ovviamente al Salone di Norimberga.

Il numero di marzo di AutoModélisme è dedicato naturalmente per buona parte al recente salone di Norimberga. Se non altro, rispetto alla concorrenza bimestrale di Modelli Auto, la rivista francese arriva per forza di cose con una tempistica accettabile. Al di là dell\’interesse assoluto che reportage di questo genere possano rappresentare su riviste mensili o bimestrali, l\’impegno della redazione di AutoModélisme è stato comunque notevole, con un\’abbondanza di foto e di testi che possono giustificare la presenza massiccia di un argomento come il salone. Tutto sommato si tratta dell\’evento modellistico più importante dell\’anno. Un reportage realizzato dal direttore Alain Geslin, Jean-Louis Blaisius e di Benoit Sayze con foto di Christian Bedei particolarmente ben fatto e molto informativo. Da leggere e considerare con attenzione l\’introduzione di Geslin (Pain blanc ? Pain noir ?) su un aspetto che a suo tempo avevo anticipato anche in questo blog: l\’aumento progressivo dei costi di manodopera in Cina e la sempre minore disponibilità delle giovani generazioni per lavori come quello proposte da industrie come Spark (\”al limite, commenta Geslin, meglio lavorare alla Apple\”, anche se tutto questo andrebbe verificato). Certo è che di localizzazione dalla Cina si comincia a parlare in maniera diffusa e non è un caso se qualcuno è già corso ai ripari o si sta organizzando… magari per tornare in Europa. Argomento da seguire e sviluppare… in attesa che i costruttori trovino, per citare l\’articolo di introduzione alla parte riguardante le scale più grandi, la \”pietra filosofale\”, che altro non è se non l\’equilibrio fra la qualità e il prezzo. Grazie.

Non è un lavoro da poco quello a cui si sono sottoposti i redattori di AutoModélisme nel cercare di riassumere le novità del salone tedesco.

Interessante l\’articolo sulle berline sportive Renault (4CV 1063, R8 Gordini, R12 Gordini…), occasione per vedere fotografati alcuni modelli poco noti e poco diffusi.

Simpatico l\’articolo sulle berline sportive Renault.

Modelli del mese fra le vetture turismo, la Ferrari 458 Italia GT2 della Fujimi: ma come \”turismo\”? Va bene che la versione recensita è la \”presentazione\” (o roba del genere), ma si tratta di un\’auto da corsa, punto e basta! Mah. Comunque i commenti sono positivi per un modello che rappresenterà una valida alternativa ad altre proposte più costose ma non necessariamente più valide. Modelli del mese nella categoria \”competizione\”, la Citroen DS3 WRC 2012 di Provence Miniatures e la Mercedes W196 di Spark in versione fine corsa GP d\’Inghilterra 1954.

Non è affatto un brutto numero e lo consiglio senz\’altro.

Targa Florio per la più recente SWB di Madyero

Prosegue la produzione di interessanti (e inedite) versioni della Ferrari 250 GT SWB di Madyero. Il modello più recente, realizzato in pochissimi esemplari, riproduce lo chassis 2807GT che ha corso alla Targa Florio 1962 con De la Geneste e Rolland. Si tratta di un modello II serie. Particolare cura è stata posta nella ricerca della documentazione; ne è uscita una riproduzione completa e assai più valida rispetto a quanto si è visto ogni tanto in giro su qualche forum.

Con la SWB 2807GT della Targa Florio 1962 Madyero ha finalmente attaccato anche il tema Targa Florio ed è molto probabile che prossimamente escano altre versioni della SWB che hanno corso la gara siciliana.

Un interessante ritrovamento: Cadillac 61 di AMR

Tutti o quasi conoscono la Cadillac 61 di AMR nella versione Le Mans montata da Magnette in 55 esemplari nel 1983, a partire dal kit GYL, uscito un paio di anni prima. Molti meno sono al corrente di una produzione factory built stradale in vari colori, inizialmente fatta per una borsa di scambio ad Anversa e successivamente continuata fino a raggiungere i 280 esemplari e forse oltre. Recentemente un mio collega collezionista ha trovato presso un banco a Novegro questo modello che è da considerarsi senza dubbio un esemplare di quella serie, portando la punzonatura al posto giusto; solo la scatola, comunque giusta e originale, sembra appartenere a un modello con una numerazione diversa. In ogni caso complimenti per il ritrovamento e per… l\’occhio lungo. Questo esemplare è di gran lunga il meglio conservato che mi sia capitato di vedere. Altri tre modelli della serie, piuttosto malconci, erano stati acquistati da Bertrand Bigaudet a un\’asta tenutasi a Orléans alla fine del 2011 e visibili ancora su eBay. Ecco le foto del modello in questione, praticamente perfetto e ancora con l\’imballo di gommapiuma originale, dello stesso tipo di quelli impiegati nella produzione AMR fino alla 250 GTO del Tour de France (tutti i factory built con le scatole piccole, per intenderci). Sull\’autore del montaggio non è possibile esporsi più di tanto, ma lo stile assomiglia molto a quello di Magnette.

La maggior parte dei modelli stradali della Cadillac Serie 61 factory built risulta essere bicolore, ma questo esemplare fa eccezione.

Tutto originale, compresa la punzonatura al posto giusto.

Metterci le mani o no? Guida ai factory built da restaurare

Alcune recenti immagini apparse sul forum della Duegi e qualche successivo commento mi hanno indotto a scrivere due righe su come la penso sui restauri dei modelli factory built. Il discorso, come sempre, è molto articolato e le cose andrebbero valutate caso per caso. A questo si aggiunge che ognuno è ovviamente libero di fare come meglio gli aggrada, visto che per fortuna sui modello non c\’è ancora il vincolo delle belle arti! Dunque, riassumendo, come potrebbe essere corretto comportarsi di fronte ad un factory built di un certo valore ma bisognoso di un restauro? Ecco qualche linea guida, con alcune considerazioni che potranno essere riprese prossimamente.

1) Un factory built particolarmente raro smette di essere una semplice riproduzione di un oggetto reale e inizia ad essere una testimonianza di storia del modellismo. Ecco perché in genere i pezzi difettosi o mancanti andrebbero sostituiti con materiale originale o in tutto e per tutto uguale all\’originale. Nel caso dei vetri il discorso è più complesso perché un eventuale ingiallimento potrebbe aver coinvolto tutti i pezzi stampati di quel modello: i più attrezzati potranno in questo caso costruire ex novo una maschera e \”tirare\” i vetri ottenendone di identici ma trasparenti e senza difetti. L\’errore storico su un factory built non dovrebbe essere corretto, a meno che non ci sia la certezza che la casa stessa sia intervenuta successivamente a correggere la produzione successiva. Esistono peraltro modelli in cui l\’errore storico è particolarmente fastidioso, come per esempio nel caso di alcune Ferrari 365 GTB/4 Daytona Carrefour di Le Phoenix, in cui uno dei due stemmi con la \”C\” del Carrefour era stato applicato al contrario su uno dei lati. Esistono modelli errati e altri corretti: non sarà sbagliato in quel caso correggere l\’errore e francamente penso che lo correggerei anche se la casa non fosse mai intervenuta in un secondo momento. Insomma, il limite di tolleranza c\’è e va valutato con grande attenzione.

2) Le decals andrebbero sostituite con pezzi originali; è buona norma provare la consistenza delle decals di rimpiazzo magari mettendo nell\’acqua dei frammenti che non si utilizzeranno e se la prova non dà un buon esito, utilizzare uno degli speciali liquidi di rinforzo per evitare che una decal cercata per mari e per monti non si dissolva in mille pezzi con coseguente crisi di nervi.

3) L\’imperfezione di montaggio va corretta? Anche qui si potrebbero fare delle distinzioni. Dipende da cos\’è. A volte ci sono dei difetti che finiscono per essere \”simpatici\”, come quella volta in cui acquistai da un collezionista pistoiese una Ferrari 250 GTE dell\’AMR che aveva uno sbaffo di pennello color alluminio sulla consolle del cruscotto. Avrei potuto facilmente smontare il modello e utilizzare una decal di rimpiazzo ma non lo feci perché quello sbaffo mi dava la sensazione di un intervento \”umano\”. Altri difetti, come ruote storte, gomme mal \”calzate\” o roba del genere possono essere facilmente corretti, ma è bene prima valutare se un intervento di tal genere non rischi di fare un danno maggiore del difetto che si intedeva eliminare.

Altre cose ci sarebbero da dire, e spero di tornare presto sull\’argomento. Intanto una raccomandazione che vale sempre e comunque: riflettete prima di mettere le mani su un modello, e se non lo sapete fare, affidatelo a qualcuno che ne capisce qualcosa; anche in questo caso sembra una banalità ma non lo è. Assicuratevi sempre che la \”mano\” di chi fa il restauro sia compatibile con lo stile e le tecniche utilizzate dal montatore. Non è facile, lo so, ma vale la pena aspettare prima di combinare (o far combinare) un pastrocchio. L\’esercizio della pazienza non è scontato, specie quando si riceve un modello lungamente atteso e che magari presenta qualche difetto comunque rimediabile. La tentazione sarebbe quella di precipitarsi sopra, eliminando subito ciò che non va. Attenzione! E\’ proprio lì che si nascondono le maggiori insidie.

Mi viene in mente che in un prossimo futuro potrebbe nascere un fiorente mercato di pezzi di ricambio e di decals per restaurare vecchi factory built, un po\’ com\’è accaduto coi vecchi Dinky. Solo che una decal per restaurare un Dinky degli anni 50 non riporta il modello al proprio valore massimo, mentre una decal identica a quella stampata da Cartograf negli anni 80 riporterebbe un AMR sciupato al suo valore top, essendo essenzialmente la stessa decal con le stesse specifiche dell\’epoca.