Nuove realizzazioni di Madyero

Sono disponibili alcune novità di Madyero (speciali montati 1:43). Nella serie delle Ferrari 512S si è aggiunta una delle pochissime versioni principali che mancava: si tratta della vettura della Scuderia Filipinetti pilotata da Parkes e Müller alla 1000km del Nürburgring 1970.

Nella tematica Porsche, due 934 dalla decorazione Momo: la vettura della 6 Ore di Silverstone 1979 (Brambilla/Moretti) e quella della 500 miglia di Mid-Ohio 1979 (Vincentz/White).

Questi e altri modelli Madyero si possono acquistare al seguente link: https://www.geminimodelcars.com/

Le novità Marsh Models

Marsh Models ha annunciato il completamente delle prime versioni della Porsche 908/2 Flounder (MM351), disponibili in kit o montate. Si tratta della prima versione con muso più arrotondato. Il kit comprende cinque versioni:

#1    Siffert/Redman Watkins Glen 1969

#3    Nuerburgring prove 1969

#4    Nuerburgring 1969 Stommelen/Hermann

#4    Nuerburgring 1970 Gregor/Leuze

#48  Sebring 1970 Revson/McQueen

Per l’estate sono attese alcune Lotus 19B e 23, oltre ad ulteriori versioni della Porsche 908/2 Flounder:

MM345K        Lotus 19B Dan Gurney 3 options

MM345B3              ”      Nassau Classic 1963

MM345B19            ”      Mosport 200 1964

MM345B21            ”      Daytona 250 1964

MM346K        Lotus 23 3 Options

MM346B44            ”    Frank Monise Pomona 1962

MM346B95            ”    Skip Hudson – Arciero Bros. Laguna Seca 1962

MM346B99            ”    John Morton – Shelby American Riverside 1964

MM347K        Porsche 908/2 Flunder 8 versioni

MM347B5NB              ”    Martini Racing von Hohenzollern/von Bayern Nuerburgring 1000k 1971

MM347B5S                ”    Martini Racing Marko/Dechent Spa 1970

MM347B6S                ”                    ”     Larrousse/Lins Spa 1970

MM347B21                ”     Niki Lauda Hockenheim 1970

MM347B28                ”    Ballot-Lena/Chasseuil Le Mans 1971

MM347B40                ”    Capello/Weigel Buenos Aires 1000k 1971

MM347B53                ”    Weigel/Spoerry BOAC 1000k 1971

MM347B58                ”    De Cadenet/Del Rio BOAC 100k 1970   

In montaggio una serie di Lotus 23. Nelle foto vedete le versioni pilotate da Jim Clark.

Flash news: FIA-WEC, 6 Ore di Imola, la Ferrari vince una gara combattuta

Dopo una corsa appassionante e combatuta, Pier Guidi/Calado/Giovinazzi ottengono la vittoria alla 6 Ore di Imola, seconda prova del FIA-WEC 2025. La Ferrari 499P ha preceduto una BMW e un’Alpine, marchio che ha confermato una netta crescita tecnica.

In GT prevale la Porsche 911 GT3 R del team Manthey, pilotata da Hardwick, Pera e Lietz. La BMW di Valentino Rossi si è giocata la vittoria dopo un contatto con una Ferrari.

Tecnologia e sportività: la Giulietta berlina compie 70 anni

Il 20 aprile 1955, al Salone dell’Automobile di Torino, Alfa Romeo presenta la Giulietta Berlina, una vettura destinata a cambiare per sempre il panorama automobilistico italiano. Elegante, tecnologicamente avanzata, accessibile e dal carattere sportivo, la Giulietta Berlina ha incarnato il sogno di un’intera generazione, diventando simbolo della rinascita del Paese che cominciava ad entrare nel “boom-economico”. A settant’anni esatti da quel debutto, Heritage Stellantis e Alfa Romeo celebrano un modello che ha segnato anche la transizione definitiva dalla produzione artigianale a quella industriale. Infatti, se la 1900 del 1950 aveva tracciato un primo sentiero, è con la Giulietta che l’Alfa Romeo si proietta nel futuro, industrializzando l’eccellenza tecnica e portandola su scala più ampia.

Dichiara Roberto Giolito, Head of Heritage Stellantis: “La Giulietta Berlina portò il DNA sportivo Alfa Romeo nel quotidiano degli italiani, rendendo ingegneria e aspirazioni alla portata di un ceto medio emergente. Questo modello riuscì a fondere il prestigio delle vetture sportive del Biscione con la funzionalità di un’auto familiare, affermandosi come simbolo di progresso e rinascita nell’Italia del dopoguerra.”
All’inizio degli anni ’50, Alfa Romeo – fresca di due titoli mondiali consecutivi in Formula 1 conquistati con l’Alfetta guidata da Farina e Fangio, rispettivamente nel 1950 e 1951– sente l’esigenza di ampliare la propria produzione e rivolgersi a un pubblico più vasto, pur mantenendo intatti stile, tecnologia e prestazioni. Nasce così il progetto Giulietta: un’auto compatta, moderna e accessibile, ma capace di conservare lo spirito competitivo e raffinato delle vetture del Biscione.

A sorprendere, però, è che a esordire per prima non fu la berlina, ma la coupé, la Giulietta Sprint, presentata al Salone di Torino del 1954. Disegnata da Franco Scaglione per Bertone, la Sprint – coupé compatta ad alte prestazioni con motore sotto i 1500 cm³ – viene accolta con entusiasmo travolgente.

Va ricordato che è lo stesso designer della quasi contemporanea “2000 Sportiva”, della successiva “Giulietta Sprint Speciale” e della meravigliosa “33 Stradale” del 1967. Nata sulla scia del successo della 1900, l’Alfa Romeo presenta al Salone di Torino del 1954 una coupé dalle dimensioni contenute e con prestazioni superiori, che segna l’ingresso del Biscione in una categoria inedita per l’Alfa, quella delle vetture compatte equipaggiate con propulsori inferiori ai 1500cc, oltre ad essere la prima volta che di un nuovo modello veniva presentata prima la versione coupé invece della berlina.
Fascino e sportività, quindi, per una vettura che nei piani della Casa deve creare la giusta curiosità in vista dell’arrivo della Giulietta Berlina, programmata per l’anno successivo, tanto è vero che è prevista una produzione assai limitata. Ma l’accoglienza ricevuta dalla Giulietta Sprint cambia completamente le carte in tavola: infatti, dopo il Salone di Torino i concessionari Alfa Romeo sono letteralmente presi d’assalto e bastano pochi mesi per fare della Giulietta Sprint un vero e proprio successo commerciale, tale da spingere Alfa Romeo ad accelerare lo sviluppo della berlina.

Così, il 20 aprile 1955, fa il suo debutto la Giulietta Berlina: è la prima volta che un modello compatto dalle prestazioni brillanti viene proposto in un product package adatto per le famiglie: dopo la 1900 la Casa milanese sviluppa il concetto di berlina sportiva in dimensioni più contenute. L’Alfa riconferma “l’auto per la famiglia che vince le corse”: nelle mani dei gentlemen-drivers e dei futuri campioni taglia i traguardi più ambiti mentre, come sintetizza bene uno slogan del tempo, “la guida anche la mamma”. Si apre così un’epoca e Alfa Romeo è precursore nel rendere concreto “il piacere della guida sportiva alla portata di tutti”.

Si può affermare, quindi, che la Giulietta ha inventato una nuova classe, quella delle vetture di cilindrata 1300, destinata a diventare ben presto una formula europea. Senza contare che nel 1955 non esisteva al mondo una berlina di serie con le caratteristiche meccaniche e le prestazioni della Giulietta. Per questo ha fatto scuola.

In particolare, il design è sviluppato dall’Ufficio Stile Alfa Romeo e richiama sul frontale gli elementi della Sprint, anticipando l’identità estetica della gamma futura, quello che oggi chiamiamo “family feeling”. Tecnicamente avanzata, inoltre, la Giulietta Berlina si avvaleva di soluzioni all’avanguardia per l’epoca. Ad esempio, sotto il cofano spicca un motore a 4 cilindri bialbero di 1.290 cm³, capace di erogare 53 CV e spingere la vettura a 140 km/h di velocità massima, un risultato eccezionale per l’epoca, ottenuto anche grazie al peso contenuto di soli 870 kg.

Il propulsore della Giulietta è realizzato in alluminio (una prima assoluta nelle auto di grande produzione) come anche la scatola del cambio e quella del differenziale; le canne dei cilindri sono riportate in ghisa speciale; la distribuzione è a doppio albero a camme in testa (è l’unico fra i propulsori di piccola cilindrata di quegli anni) mentre l’albero a gomiti è montato su cinque supporti.  

A trazione posteriore, la vettura si segnala anche per il cambio al volante (a partire dal 1957 sarà disponibile in alternativa la leva a cloche) e il freno a mano “a tirante”, posto sotto la plancia a sinistra del volante. Inoltre, le sospensioni anteriori sono “a ruote indipendenti” con molle elicoidali, quadrilateri trasversali e barra stabilizzatrice; quelle posteriori sono “indipendenti” con molle elicoidali, triangolo superiore e puntoni. La frenata è garantita da quattro tamburi realizzati con un particolare procedimento di fusione dell’Alfa Romeo.

La produzione della Giulietta Berlina segna una svolta industriale epocale per Alfa Romeo. Se la 1900 aveva introdotto la produzione in serie, è con la Giulietta che lo stabilimento del Portello si trasforma davvero in una fabbrica moderna.

All’inizio degli anni Cinquanta, il sito milanese era ancora legato a una logica produttiva artigianale, capace di sfornare non più di 50 vetture al giorno. Con la Giulietta, e con l’intervento dell’ingegnere austriaco Rudolf Hruska, l’intero processo viene ripensato: nascono nuove linee di montaggio, si riorganizzano i flussi, si razionalizzano le fasi produttive. Nel giro di pochi anni, il Portello arriva a produrre fino a 200 vetture al giorno, quadruplicando la sua capacità. Un salto quantitativo che racconta anche un salto culturale: l’Alfa Romeo non è più solo un marchio d’élite, ma una protagonista dell’industria automobilistica europea.

La Giulietta entra anche nell’immaginario collettivo italiano, diventando un’icona di stile e progresso. Appare in film come I mostri di Dino Risi, accanto a miti del cinema come Marcello Mastroianni, Sophia Loren e Vittorio Gassman. Nel 1960, l’esemplare numero 100.001 viene celebrato da Giulietta Masina, musa di Fellini, suggellando il legame tra l’auto e la cultura italiana.

Una curiosità: la prima copertina della rivista “Quattroruote”, datata febbraio 1956, è dedicata proprio alla Giulietta Berlina, testimonianza del suo valore tecnico e simbolico. Il nome stesso “Giulietta” contribuisce al mito, con due versioni che ne raccontano l’origine. Una narra che il suggerimento arrivò da Madame De Cousandier, moglie del poeta Leonardo Sinisgalli; l’altra, racconta di un principe russo che, durante un evento parigino del 1950, si rivolse ai dirigenti Alfa Romeo con la battuta: “Siete otto Romeo e non c’è neanche una Giulietta?”.

Quattro anni dopo, la risposta fu pronta: era nata la Giulietta Sprint, la prima della famiglia, alla quale nel corso degli anni le furono affiancate numerose altre versioni come la Berlina, la Spider disegnata da Pinin Farina pensando al mercato USA (come per la Sprint, disponibile anche in versione Veloce), la Sprint Speciale, ancora di Bertone e la Giulietta SZ di Zagato. Non mancherà neppure una versione station wagon denominata Promiscua. Dal 1954 al 1965 sono state prodotte 177.690 Giulietta in tutte le sue declinazioni, di cui oltre 130.000 in versione Berlina.

Insomma, prestazioni da primato, comportamento su strada ispirato alle piste e un design inconfondibile fanno della Giulietta non solo una pietra miliare della storia Alfa Romeo ma anche un manifesto dell’identità italiana, capace di coniugare tecnica e poesia, velocità e grazia, sogno e concretezza. E la sua eredità sarà raccolta nel 1962 dalla Giulia, che perfezionerà le doti della Giulietta in termini di prestazioni e innovazione, portando avanti la tradizione Alfa Romeo di realizzare vetture compatte di categoria superiore.

FIA-WEC, 6 Ore di Imola: pole position per la Ferrari 499P

C’è molto d’italiano nei risultati della Hyperpole valida per lo schieramento di partenza della 6 Ore di Imola, seconda prova del FIA-WEC 2025, in programma domani.

Antonio Giovinazzi (nella foto di apertura, insieme a Valentino Rossi) ha qualificato la Ferrar 499P ufficiale in pole position, col tempo di 1’28″920. Al secondo posto la 499P dell’AF Corse di Kubica/Ye/Hansen (1’29″678) che giusto nel corso del terzo turno di libere stamani era stata bloccata dal cedimento del motore. Terzo tempo per la BMW di Vanthoor/Marciello/Magnussen (1’29″885).

In grande evidenza la BMW in classe LMGT3, con la pole di Valentino Rossi / Al Harthy / Van Der Linde (1’42″355).

Qui sotto i pdf dei risultati completi delle qualifiche.