Renault Master T30 VSAB Pompiers 1980 di OttOmobile

OttOmobile ha appena annunciato l’uscita del Renault Master T30 VSAB Pompieri in scala 1:18. Il modello (catalogo OT1107) è in edizione limitata a 999 esemplari e le spedizioni degli ordini inizieranno il 25 aprile.

Scheda: Aston Martin Valkyrie Hypercar

L’Aston Martin Valkyrie, che in questo weekend fa il proprio debutto europeo alla 6 Ore di Imola, è l’unica vettura della classe Hypercar derivata dalla produzione di serie, secondo lo spirito originario del regolamento, andato quasi subito perduto. Equipaggiata con un V12 Cosworth aspirato capace di un migliaio di cavalli a 11000 giri e con un sistema ibrido sull’asse posteriore, la Valkyrie da competizione conta su un’aerodinamica particolarmente elaborata e su un sistema di sospensioni sulla cui regolarità sono stati sollevati dubbi.

Per la stagione del WEC sono stati iscritti due esemplari, per Harry Tincknell / Tom Gamble e per Alex Riberas / Marco Sorensen. La Valkyrie corre anche in IMSA insieme alle LMDh nella categoria GTP.

foto copyright David Tarallo/pitlaneitalia.com

Scheda: Porsche 911 (992) GT3-R classe LMGT3 Iron Dames

La vocazione documentaria di PLIT non la dimentichiamo mai. Del resto il vecchio blog era nato, nell’ormai lontano gennaio del 2012, anche con lo scopo di proporre quanto più materiale “di servizio” possibile. L’attività era proseguita anche durante tutta la mia collaborazione con Modelli Auto, dal 2014 al 2023.

Ecco una serie di foto di una Porsche dalla livrea abbastanza accattivante, quella del celebre trio delle Iron Dames che corrono nel FIA-WEC 2025. Quest’anno l’equipaggio del mondiale endurance è composto da Célia Martin, Rahel Frey e Michelle Gatting. Per la gioia dei MDF che popolano Facebook buttiamo dentro anche due fotine delle dirette interessate. Tornando seri, la vettura è una 911 (serie 992) GT3-R ottemperante al regolamento della classe LMGT3 dell’ACO. Il telaio dell’esemplare della 6 Ore di Imola è WP0ZZZ99ZRS299531.

A proposito di GT3-R, sarà presto svelata la versione EVO della GT3 da competizione della 911, dopo i tre anni di blocco delle evoluzioni, imposti dalle normative tecniche. La GT3-R attuale era stata presentata nel 2022 e debuttò in gara nel 2023. La prima uscita della EVO è prevista questo weekend alla 12 Ore di Spa, gara valida per il campionato organizzato da Creventic.

FIA-WEC a Imola: giovedì mattina

Le verifiche tecniche per la 6 Ore di Imola, seconda prova del FIA-WEC 2025, si svolgono oggi dalle 8.30 alle 19. Il programma odierno prevede altre attività, come la drivers’ walk track, dalle 14 alle 16. Stasera, nel centro di Imola, ci sarà una presentazione dei piloti, che durerà tre ore (16-19).

foto copyright David Tarallo/pitlaneitalia.com

FIA-WEC: note da Imola

Non amo particolarmente il circuito di Imola. Non ci sono legato per motivi particolari e mi è capitato tutto sommato di frequentarlo in modo abbastanza sporadico. Certo, è una pista particolare, vecchio stile, e questo è bello. Dà degli spunti che altri autodromi non danno. E’ una via di mezzo fra una pista tradizionale e una pista cittadina (lo so, la definizione è tirata un po’ per i capelli, ma avete capito il concetto) e per chi ci deve lavorare le difficoltà pratiche a volte sono superiori alla media.

Il giovedì, se si è arrivati in tempo, è l’occasione per fotografare a fondo le auto durante le verifiche tecniche. Nessuno, se non ti sdrai nudo in mezzo alla pitlane, ti dice niente. L’atmosfera è quella di sempre. Oggi, come attività per la stampa, ci si è limitati a un incontro nel team hospitality della Toyota. L’attività sportiva inizierà domani con il primo turno di prove libere dalle 11.15 alle 12.45.

Solido, Ferrari 330 P3 Spyder Le Mans 1966

testo e foto di Riccardo Fontana

E venne dunque l’ora di un’altra perla in tema elaborazioni vintage, sempre su base Solido, e sempre recuperata nelle medesime modalità (cassette della frutta da Tiny Cars, vera miniera di stranezze di qualità annidate tra edicolosi e modelli da poco).

Questa bella P3 Spider, che riproduce la vettura numero 27 iscritta dal NART di Luigi Chinetti per Pedro Rodriguez e Richie Ginther alla 24 Ore di Le Mans 1966, è – come negli altri casi fin qui esaminati –  frutto di un’abile ed anonima elaborazione di un Solido della Serie 100 (uno dei più belli e pregiati, nonché longevi, com’è la 330 P3 coupé), ed ancora una volta i risultati sono stati ottimi.

Il modello è stato trasformato tagliando il tetto, togliendo il vetro dal cofano posteriore (incollato e non più apribile, d’altronde le cerniere non esistono più per la mancanza del tetto) e curando molto bene la verniciatura ed i dettagli dell’insieme: bellissime ad esempio le coperture dei fari anteriori, davvero si buon livello.

Mancherebbe il tergicristallo, d’altronde nelle cassette o si fa presto ad arrivare o si finisce per incazzarsi per il trovare i modelli rotti/sbeccati/incompleto, ma anche questo è uno dei belli del negozio, che è un po’ tipo la scatola di cioccolatini di Forrest Gump: non sai mai quello che ti capita.

A parte l’essere belli, perché sono bellissimi, questi modelli sono una testimonianza vivente di come e quanto sia stata importante Solido nel mondo dell’1:43, e di quanto in un certo senso continui ad esserlo, perché una realtà come Spark, che è a sua volta figlia (è proprio il caso di dirlo) di Record e di tutto il filone del modello artigianale alla francese, in Solido ha molte delle sue radici, almeno a livello “ideologico”.

??????

Il lato negativo del trovarsi ad ammirare un simile piccolo capolavoro lo si ha solo quando il cervello, opportunamente ammaliato dal mix di semplicità e precisione tipico di queste realizzazioni personali di chissà chi, si affronta solo quando affiora una semplice domanda: quante di queste elaborazioni del tempo che fu sono andate irrimediabilmente perse negli anni? E quante ancora ci andranno?

FIA-WEC, 6 Ore di Imola: gli orari del weekend

Inizia domani il programma della 6 Ore di Imola, che entrerà nel vivo giovedì con le prime sessioni di libere. Qui sotto gli orari della seconda gara del FIA-WEC 2025 (pdf scaricabile).

La Lotus 49 di… Solido

Testo e foto di Riccardo Fontana

Il modellismo è un fenomeno che è molto cambiato nel corso dei decenni, trasformandosi da fatto intrinsecamente correlato alla passione degli adepti verso le discipline motoristiche più svariate, che inevitabilmente li spingeva a cercare di allineare una piccola collezione di automodelli suggellanti le più belle vicissitudini umane e sportive di questa o quella categoria, a costume maggiormente votato all’accumulo, con forse minor “trasporto” viscerale verso il soggetto riprodotto ma, come contraltare, una disponibilità di soggetti impensabile anni addietro, e soprattutto una necessità nulla o quasi di inventare o modificare l’esistente, data proprio la disponibilità estremamente vasta di modelli.

Non è sempre stato così, anzi c’è stato un tempo in cui molti soggetti, anche riguardanti auto decisamente importanti storicamente, non venivano minimamente curati dai produttori canonici di automodelli in scala 1:43, che rilasciavano novità col contagocce, che gli appassionati dovevano farsi bastare per magari due o tre anni.

Pensiamo ad esempio alle formula uno di Solido di fine anni ’60: dopo l’infornata dei primi anni ’60, riguardante le monoposto di F1/F2 del triennio 1960-1962, se escludiamo la bella Alpine di F3 uscita nel ’65 le uniche F1 a catalogo del più grande produttore di modelli da competizione del periodo erano la Ferrari 312 – uscita prima in versione 1967 e poi modificata nel modello dell’anno successivo – e la Matra MS10 motorizzata col Ford Cosworth DFV di Jackie Stewart, sempre del 1968.

Poi il nulla più assoluto, e guardando agli altri produttori di modelli in quarantatreesimo la situazione non appariva di certo migliore: Dinky France deliziò gli appassionati con un bel trittico di monoposto, tra cui una Ferrari 312/68 esattamente nella stessa versione (Rouen ’68 di Ickx) del modello Solido ma decisamente meno fedele, una straordinaria Matra MS11 V12 da 10 e Lode, ed un’altrettanto bella Surtees TS5, che uscì nel 1970 ed era però… una F5000, e non una vera e propria F1.

Restarono escluse auto fondamentali, come ad esempio la Lotus 49, che a parte l’essere un’auto straordinariamente competitiva, era stata anche la prima auto dotata di motore Cosworth DFV, montato oltretutto con funzione portante.

Una delle tantissime trovate rivoluzionarie di Colin Chapman dunque, che se escludiamo il Dinky in scala 1:32 (non bellissimo ma che esula comunque il discorso legato all’1:43 che stiamo facendo) passò completamente sotto traccia da parte dei produttori, ma… non degli appassionati.

Già, come poteva fare un appassionato del 1968 ad allineare in collezione una Lotus 49 in scala 1:43?

Così come per quasi tutti gli altri soggetti, l’Average Joe in questione aveva ben due strade: o autocostruirsi da zero il modello, recuperando solo pochi pezzi da qualcosa di già esistente e completando il tutto con materiali di fortuna e decals Solido e/o trasferibili da colorificio (sto pensando alla famigerata Ferrari 312B autocostruita nel 1970 da Alberto Patrese, ingegnere, collezionista, e fratello maggiore del mio omonimo pilota di F1, che vidi sul suo libro dedicato al modellismo quando ero piccolo e che ancora mi turba da tanto è bella) o modificare pesantemente qualcosa di “pronto” per arrivare al risultato desiderato.

Ora, siccome Tiny Cars è una vera miniera di pezzi da novanta da questo punto di vista (che passano completamente inosservati perché l’utente medio – per fortuna – è troppo intenta a sbavare sul centesimo inutile resincast italiota in scala 1:18) oggi prendiamo in esame un modello appartenente alla seconda categoria, quella cioè delle elaborazioni spinte.

Siamo dunque di fronte ad una Lotus 49 – versione condotta al GP di Germania 1967 da Jim Clark – nella sua prima declinazione, ottenuta mediante un lavoro di modifica allucinante operato sulla Matra MS10 Cosworth Solido Serie 100, che in quel periodo era l’unico 1:43 dotato del DFV in circolazione: modello di partenza in scala lievemente abbondante (ed è risaputo per gli amanti di Solido, tanto è vero che la dicitura “1:43” non è riportata da nessuna parte) e modello di arrivo naturalmente un po’ grande, ma linee e dettagli assolutamente conformi ad un Solido standard, e cioè ancora ottimi nel 2025.

Chiunque sia stato a fare questo modello ha modificato tanto pesantemente il telaio da renderlo praticamente irriconoscibile (arrivando a fresare le scritte sul fondino per non far comparire il nome della macchina di partenza), e deve aver faticato non poco vista la proverbiale durezza dello zamak Solido.

Le ruote sono state sostituite da quelle della McLaren Can Am sempre della Serie 100, e sono perfette sia per disegno che per proporzioni, veramente un gusto ed un equilibrio assurdo sia nelle scelte che nel risultato.

La livrea è stata fatta invece a pennello, e completata da trasferibili e da loghi ricavati dai normali carnet supplementari Solido del tempo, una vera miniera di dettaglio utili ad elaborazioni di questo tipo.

Un modello veramente clamoroso, oseremmo dire definitivo per questo tipo di vetture, che forse descrive e cattura l’auto originale come nient’altro che sia venuto dopo.

Quanti modelli così ci saranno ancora in circolazione? Probabilmente molti: ogni tanto capita di trovarne, e non è nemmeno la prima volta che, trovandoci a poterne acquistare, ve li presentiamo su PLIT1, certamente molti sono andati persi o rovinati, ma moltissimi devono ancora uscire allo scoperto.

Certo, spesso vanno leggermente ripresi: come si può vedere, alcuni dettagli come il colore dei braccetti, dei cornetti di aspirazione del DFV, o il numero e la relativa tabella sul lato sinistro sono stati ritoccati a pennellino, ma è veramente meno del minimo per un modello così bello, ed è quantomeno dovuto per ridargli lo splendore che si merita.

Resta, alla fine di queste righe, un senso di vaga contentezza per via della quasi certezza di ritrovarsi ancora in futuro dinnanzi a lavori di questo tipo che, proprio per il carattere unico che li anima, sono e saranno sempre insostituibili.

  1. Si veda ad esempio https://pitlaneitalia.com/2024/03/01/alfa-romeo-33-3-brands-hatch-1971-elaborazione-solido/ e https://pitlaneitalia.com/2022/07/13/echi-dagli-anni-settanta-matra-ms670c-spa-1974/ ↩︎