| Il Gran Premio del Messico 1986 fu la quindicesima gara del campionato di Formula 1 del 1986 e venne vinto da Gerhard Berger su Benetton-BMW. Si trattò della prima vittoria in F.1 del pilota austriaco e del primo successo del team. La Benetton B186, equipaggiata col BMW 4 cilindri, si ricorda per la livrea molto particolare con delle “fiamme” multicolori sulle fiancate ed il cofano motore. Per la gara, viste le temperature elevate e il rischio di avere problemi di surriscaldamento, il team eliminò le caratteristiche griglie laterali dalla fiancata destra lasciando in evidenza il radiatore, il motore e tutti i cablaggi interni. Il compagno di Berger era, nella stagione 1986, il nostro Teo Fabi. Entro il mese di marzo sarà disponibile il kit Tameo di questa particolare vettura, nella serie standard (numero di catalogo TMK445). |
Charbojouets, 44ma edizione
Organizzata dal Miniatures Auto-Club Lyon Charbonnières, Charbojouets è una delle più importanti e interessanti borse del lionese. La quarantaquattresima edizione si svolgerà domenica 24 novembre, presso la Salle Sainte-Luce in avenue Lamartine a Charbonnières-les-Bains, non lontano da Lione. Orario 9-16, per informazioni: email charbojouets.mclc@gmail.com.
Salone di Ginevra 2024, le cifre dell’edizione del ritorno
Il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra (GIMS) ha chiuso la sua 91a edizione domenica sera, 3 marzo. Più che di un ritorno si dovrebbe parlare di una vera e propria start-up, considerando tutti i cambiamenti avvenuti nel mondo automotive, ma anche all’interno della struttura organizzativa del GIMS.
Il nuovo format adottato proietta GIMS in una nuova era, dove la situazione di rapido mutamento del settore e delle sue esigenze richiedono maggiore flessibilità e agilità.
Nel dettaglio, GIMS 2024 ha ospitato 23 anteprime mondiali ed europee, accogliendo 37 espositori, tra cui 19 costruttori, che hanno svelato 23 anteprime: 13 mondiali e 10 europee.
World Premieres Premieres Europee
Dacia Duster BYD Seal U DM-i
Dacia Sandrider BYD Tang
Dacia Spring Denza N7 (BYD)
IM L6 Yangwang U8 (BYD)
Kimera Automobili EVO38 Erreerre Fuoriserie
MG Motor MG3 Hybrid LMI Beeway
Microlino Lite Lucid Air Pure RWD
Motosacoche Type A Lucid Air Sapphire
Pininfarina/Foxtron Model B Lucid Gravity
Renault 5 E-Tech 100% Electric Shenzer Shooting Star SZ200
Shenzer Royal Palace SZ600
Silence Ecosystem
Totem Automobili GTA Modificata
L’affluenza del pubblico
Sono stati 168.000 i visitatori che hanno percorso i corridoi della fiera nel corso della settimana di apertura. Con una tendenza in aumento, per raggiungere il picco nelle giornate di venerdì e sabato, con 40.000 ingressi, la capacità massima dei padiglioni del Palexpo.
Questo dato ribadisce la volontà del pubblico di incontrare direttamente espositori e produttori per scoprire le ultime novità, metterle a confronto e vivere le emozioni che sono una componente essenziale della passione per l’automobile.
Alexandre de Senarclens, Presidente della Fondazione Comitato Permanente del Salone Internationale dell’Automobile di Ginevra, ha dichiarato: “Sono convinto dell’importanza e della necessità di GIMS. Data la grande importanza dell’automobile nella nostra società, ora e in futuro, l’industria ha bisogno di una voce e di una piattaforma comuni per tutti i costruttori, per interagire con il pubblico e i clienti finali nel mondo reale. Alla luce dell’incoraggiante affluenza registrata in questa 91a edizione, sia da parte dei visitatori che dei rappresentanti dei media, il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra può e deve ricoprire questo ruolo”.
Il palcoscenico automobilistico mondiale
La giornata dedicata alla stampa, iniziata con la cerimonia di premiazione del premio Auto dell’Anno 2024 assegnato alla Renault Scenic E-Tech Electric, e anche quella successiva, hanno riunito 2.000 giornalisti generando un impatto mediatico significativo in ambito internazionale. Ad oggi, più di 60 canali televisivi globali hanno fatto eco allo svolgimento di GIMS 2024 e alle novità presentate in fiera.
Il Forum “Auto.Future.Now” 2024, che si è svolto martedì 27 febbraio, ha accolto sul suo palco figure di spicco dell’industria automobilistica e degli sport motoristici, tra cui tre Amministratori Delegati di marchi presenti al Salone. Di fronte a un pubblico attento e qualificato, il futuro dell’automobile è stato discusso dal punto di vista industriale, tecnologico e sportivo.
Il traffico social di GIMS ammonta a 4.320.000 impressioni, 2.000.000 visualizzazioni video e un numero di follower e abbonati pari a 271.500. GIMS TV, canale lanciato durante GIMS Qatar 2023 con il programma quotidiano “The Daily Show”, è stato un grande successo con 230.000 visualizzazioni.
Una piattaforma unica che connette i marchi e il pubblico
Al centro di questa edizione, l’incontro tra espositori e pubblico ha assunto una nuova dimensione, più stretta e interattiva. I visitatori hanno avuto l’opportunità unica di confrontarsi direttamente con dirigenti, designer e ingegneri di un brand, scoprendo così nel dettaglio le novità dei modelli presentati e “il dietro le quinte” del settore. Questa vicinanza ha arricchito l’esperienza dei visitatori, trasformando ogni stand in uno spazio di scoperta e condivisione.
Zone tematiche che stimolano la curiosità e l’esperienza
Le quattro zone tematiche, Adrenaline Zone, Design District, Mobility Lab e Next World sono state epicentro di curiosità e hanno suscitato un forte interesse tra i visitatori. Ogni spazio, dedicato ad un particolare aspetto dell’automotive, offriva una dimensione informativa, ludica o esperienziale.
Progettata in collaborazione con il franchise di e-gaming Gran Turismo e Lamborghini, la zona Next World ha permesso ai visitatori di provare a battere il tempo stabilito dal pilota Campione Europeo di Gran Turismo, Giorgio Mangano. Più di 5.000 giocatori, di età compresa tra i 16 e gli oltre 80 anni, hanno provato le loro chance per tutta la durata del Salone.
Anche le masterclass di design automobilistico, condotte dal designer Frank Stephenson, hanno riscosso un grande successo di pubblico. Le sessioni programmate prima dell’apertura del GIMS 2024 sono state tutte prenotate in anticipo, richiedendo l’organizzazione di sessioni aggiuntive.
A queste zone tematiche si è aggiunta la “Classics Gallery” dedicata a “100 anni di icone”: un viaggio attraverso un secolo di storia automobilistica per mezzo di 40 modelli iconici, la maggior parte dei quali fu a suo tempo presentata in anteprima mondiale a Ginevra.
Sandro Mesquita, CEO del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, ha affermato: “Il nostro evento ha dimostrato la propria importanza, sottolineando la necessità che professionisti e pubblico si incontrino per scambiare, scoprire e vivere un’esperienza comune. Il concept espositivo, che mescola stand tradizionali e zone tematiche, è stato particolarmente apprezzato per la sua capacità di offrire un’esperienza ricca e diversificata. Questo nuovo format consente inoltre una maggiore flessibilità nell’offerta agli espositori, consentendo loro di partecipare al GIMS attraverso uno stand tradizionale personalizzato o all’interno di una determinata zona tematica, in base alle proprie necessità”.
Le date di GIMS 2025
Le date della prossima edizione del Salone di Ginevra sono già definite: dal 17 al 23 febbraio 2025. Le iscrizioni per gli espositori sono già aperte. Numerosi rappresentanti di marchi non presenti all’edizione 2024 hanno visitato il Salone e si sono confrontati con la Direzione GIMS per uno scambio di opinioni e visioni del mondo automotive, al fine di poter valutare una partecipazione il prossimo anno.
Gli organizzatori promettono un’edizione ancora più ricca e immersiva, sempre più da vivere e scoprire.
Per quanto riguarda invece GIMS Qatar, tornerà a Doha nel quarto trimestre del 2025, con date che verranno comunicate più avanti.
Austin Maestro di Hastings Classics
Il Regno Unito è probabilmente uno dei luoghi in cui una certa tradizione modellistica resta dura a morire. Il “cottage model” è nato lì, e per esso intendo il classico modello in metallo bianco prodotto da marchi artigianali quando non del tutto casalinghi. Certo, da quel filone si sono sviluppate realtà che alla fine di artigianale in senso stretto hanno conservato ben poco, ma resta uno spirito che in altri paesi è difficile trovare. Del resto il Regno Unito è sempre rimasto abbastanza separato dal resto d’Europa e in un’epoca di massima omologazione è normale che i prodotti più “esotici” arrivino da lì.
Il marchio Hastings Classics è nato nel 2019 e designa una serie di edizioni montate in 1:43 sulla scia di quelli che potrebbero essere i Pathfinder o i più recenti Crossway Models: soggetti di tradizione inglese, montati con cura ma nella classica scuola – appunto – del “cottage model”: metallo bianco, zero resina e pochissime fotoincisioni.
La concezione e la produzione degli Hastings Classics si deve a SMTS, altro marchio storico del modellismo britannico, che negli ultimi anni ha vissuto alcune difficoltà ma che è rimasto in piedi anche grazie all’acquisto nella primavera del 2020 da parte di Nicola Bulgari, proprietario dal 2015 del marchio Brooklin Models (che sta vivendo momenti ben peggiori, come molti sapranno). SMTS ha continuato a proporre kit e montati del proprio marchio, insieme ai vecchi stampi di Scale Racing Cars (SRC), che aveva rilevato nel 2003 alla chiusura del marchio, esplorando in parte anche l’1:18 (rigorosamente in metallo bianco: delle armi improprie!) e inventando qualche novità come la gamma Hastings Classics, che aveva esordito con la Hillman Hunter prima versione del 1966, auto che più inglese non si potrebbe.
Il secondo modello della serie – qualcuno riderà ma ogni paese ha i propri scheletri nell’armadio – è nientemeno che l’Austin Maestro. Saranno anche auto un po’ ridicole la cui memoria è destinata a non scindersi mai più dai loro difetti meccanici e dalle rifiniture “da venerdì pomeriggio”, come direbbero in Inghilterra ma sono soggetti che mancano. In Inghilterra un produttore può tranquillamente pensare di fare una Maestro, una Montego o una Rover 214 esattamente come qui da noi si fanno le Arna, le Duna o come in Francia si potrebbe fare una Citroën Axel. Giusto per rendere l’idea. E magari le comprano, anzi ne comprano a decine come avviene con i vari marchi che soprattutto in 1:18 vanno per la maggiore.

L’Austin Maestro di Hastings Classics – che è in configurazione HL – è per ora disponibile in due colorazioni, Azure blue (metallizzato) con blu e Targa red con interni tabacco. La prototipazione è stata fatta al computer ma rigorosamente lontano dai pastrocchi che un qualsiasi server orientale rischierebbe di farti ed è stata poi perfezionata con l’occhio del modellista sul primo prototipo uscito dalla stampa 3D. Si è poi – come d’abitudine – ricavato il master in ottone e da quello si sono fabbricate le “pizze” per la fusione in centrifuga del metallo bianco.




Per alcune osservazioni più specifiche, vi rimandiamo alle didascalie che accompagnano le varie foto di questo servizio. Basti dire che i risultati delle vendite sono stati più che soddisfacenti e i vari lotti di questo modello sono partiti via via senza grande fatica.




La disponibilità non è costante; inizialmente il prezzo al pubblico si aggirava sulle 100 sterline ed è poi salito a 120 a causa dell’aumento dei costi dei materiali. L’Austin Maestro si può reperire direttamente presso SMTS, che dispone di un eccellente servizio di vendita, spedizione e assistenza clienti.



Annunciato da tempo, il terzo modello della gamma Hastings Classics tarda ad arrivare. L’unica cosa che si sa è che sarà un’Austin Metro, non è ancora chiaro quale versione o millesimo. Tornando alla Maestro, c’è da chiedersi se non sarebbe una buona idea proporre anche alcune versioni Rover (a partire dal 1988, anno della fine di British Leyland) e la sportiva della gamma, commercializzata sotto il marchio MG dal 1982 al 1991 con motorizzazioni 1600-2000 aspirato e 2000 turbo.
Il 7 aprile la 38ma edizione della Bourse de Belfort

Si svolgerà presso la sala comunale di Trévenans (Bourgogne-Franche-Comté, Francia) la 38ma edizione della Borsa di Belfort, organizzata dall’associazione Petites Autos de Belfort-Montbéliard.
In occasione sarà visibile un’esposizione di automodelli per in novant’anni della Traction Avant. Orario della manifestazione: 9-16. Ingresso €3.
FIA-WEC, esordio stagionale difficile per le 499P in Qatar
La squadra Ferrari – AF Corse conclude il primo round del FIA World Endurance Championship con un ottavo e un 14esimo posto alla 1812 KM del Qatar (diventati rispettivamente settimo e tredicesimo dopo la squalifica della Peugeot 9X8). Il risultato è stato ottenuto rispettivamente dalle 499P numero 50 e 51, guidate da Antonio Fuoco-Miguel Molina-Nicklas Nielsen, Alessandro Pier Guidi-James Calado-Antonio Giovinazzi.
Alla bandiera a scacchi, dopo aver completato 334 tornate, il miglior piazzamento è della 499P del team AF Corse, quinta al traguardo, condivisa dagli ufficiali del Cavallino Rampante Yifei Ye e Robert Shwartzman – entrambi al debutto nel Mondiale endurance con la Casa di Maranello – con Robert Kubica. La Hypercar Ferrari in livrea gialla, in virtù del risultato a fine gara, ha conquistato il secondo posto nella classifica FIA World Cup for Hypercar Teams, e i tre piloti hanno così potuto festeggiare salendo sul podio. Il risultato è valso all’equipaggio, iscritto con il numero 83, 15 punti per la classifica Piloti e 27 per quella riservata alla graduatoria Team.
La prova sul tracciato mediorientale, come da previsioni della vigilia, si confermava complessa per le Hypercar del team Ferrari – AF Corse. I contatti subiti, che hanno costretto i meccanici a richiamare ai box le 499P per gli interventi necessari, e le penalità comminate per alcuni errori, hanno compromesso per gli equipaggi ufficiali la possibilità di lottare per le prime posizioni, nonostante un’ottima partenza firmata da Molina e Calado.
Il team Ferrari – AF Corse saluta il Qatar con nove punti ottenuti in classifica Piloti e 12 tra i Costruttori. Il FIA WEC tornerà sotto i riflettori il 21 aprile all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola con la 6 Ore, seconda gara stagionale.
Antonio Fuoco: “La prima prova dell’anno non è stata positiva. Dobbiamo innanzitutto lavorare su noi stessi perché oggi abbiamo commesso troppi errori. Ora l’obiettivo deve essere di ripartire ancora più forti, pensando già alla prossima gara a Imola nella quale mi auguro che potremo tornare a dimostrare il nostro valore”.
Miguel Molina: “La 1812 KM è stata molto lunga e nel corso delle dieci ore sono successi tanti fatti. Siamo partiti bene, pur sapendo che il nostro passo non ci avrebbe dato molte possibilità di lottare per il podio. Alla fine siamo riusciti a conquistare dei punti che saranno preziosi nell’arco della stagione, ma in vista di Imola spero che sapremo fare di meglio per fare un grande risultato davanti ai nostri tifosi”.
Nicklas Nielsen: “Non possiamo essere soddisfatti dell’ottavo posto, anche se nel finale siamo riusciti a risalire alcune posizioni guadagnando dei punti importanti per la squadra e, forse, abbiamo concluso nella migliore posizione possibile date la circostanze. Peccato perché Miguel aveva fatto un’ottima partenza, ma nel corso della gara non siamo in grado di poter ambire a un piazzamento nelle posizioni di vertice”.
Alessandro Pier Guidi: “Prima del via sapevamo di non avere il passo per competere con le vetture in lizza per le prime posizioni e la gara ha confermato questo. Speravamo comunque di poter concludere in zona punti, ma per come si è sviluppata la corsa non è stato possibile”.
James Calado: “Concludiamo una gara difficile nella quale abbiamo commesso alcuni errori e siamo stati un po’ sfortunati a dire il vero, ma eravamo consapevoli, dopo le sessioni di prova e le qualifiche, che su questa pista non avremmo avuto molte possibilità per fare un grande risultato. Ora guardiamo al futuro sperando di tornare in pista a Imola con altre ambizioni”.
Antonio Giovinazzi: “Sin dall’inizio la gara è stata complicata e quando abbiamo perso l’ala posteriore in seguito a un contatto, a un’ora e venti minuti dalla partenza, tutto è diventato ancora più difficile. Qui a Lusail ci mancavano velocità e passo, ma abbiamo commesso anche alcuni errori, quindi nelle settimane che ci separano dalla 6 Ore di Imola l’obiettivo sarà quello di lavorare duramente per tornare in pista con ambizioni maggiori”.
Antonello Coletta, Global Head of Endurance and Corse Clienti: “All’interno di un weekend complicato e non esente da episodi che analizzeremo accuratamente al nostro ritorno a Maranello, la prova della 499P di AF Corse rende meno amaro l’esito della gara in Qatar. Il secondo posto nella classifica per team indipendenti è un ottimo punto di partenza per la stagione e saprà dare la giusta motivazione alla squadra. Per quanto riguarda la prova delle 499P ufficiali, invece, abbiamo visto confermati i timori della vigilia, ossia l’elevata incidenza sul piano della competitività del rapporto peso-potenza che ci ha posto in una condizione d’inferiorità che ha precluso, di fatto, ogni chance di lottare per il podio. Guardando agli aspetti positivi, anche in questo caso abbiamo portato al traguardo tutte e tre le vetture, accumulando ulteriori dati e chilometri che saranno utili già a partire da Imola”.
Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars: “Il risultato della gara ha confermato quanto emerso già durante il Prologo e nelle simulazioni, ossia la grande differenza rispetto ad altre vetture che non ci avrebbe consentito di lottare per il podio e così è stato, al netto della splendida partenza di Molina. La gara non è stata esente da sbavature e da episodi sfortunati ma non avremmo avuto alcuna possibilità di lottare per il podio. Nonostante questo abbiamo cercato di ottenere il miglior risultato possibile per le nostre vetture anche adottando una strategia aggressiva. La gestione delle gomme, pur su una pista decisamente impegnativa, è stata ammirevole considerando che, nonostante i numerosi doppi e tripli stint sugli pneumatici, non abbiamo sofferto né degrado né usura.”


FIA-WEC in Qatar, Peugeot beffata all’ultimo giro
Il destino ha inflitto al Team Peugeot TotalEnergies un duro colpo nelle fasi finali della gara al Losail International Circuit del Qatar. La 9X8 numero 93 guidata da Jensen/Müller/Vergne ha percorso 334 dei 335 giri tra i primi tre, finendo il carburante all’inizio del penultimo giro, concludendo la gara al settimo posto. La vettura numero 94 di Di Resta/Duval/Vandoorne, invece, ha tagliato il traguardo in diciassettesima posizione.
Le 9X8 hanno avuto un inizio di gara radicalmente diverso. Dopo essersi schierato sesto sulla griglia di partenza, Nico Müller (n. 93) è risalito al terzo posto alla fine del primo giro, mentre il suo compagno di squadra Paul di Resta (n. 94) è stato mandato in testacoda alla prima curva da un altro concorrente.
Dopo due sorpassi magistrali, Nico Müller ha preso il comando della 1812 km del Qatar al sedicesimo giro. Ne è seguita una battaglia incredibilmente intensa tra la 9X8 numero 93 e la Porsche numero 6. Per quasi mezz’ora, raramente c’è stato più di un secondo tra le due Hypercar.
Mikkel Jensen, Jean-Eric Vergne e Nico Müller si sono alternati al volante per mantenere la 9X8 numero 93 in seconda posizione fino al penultimo giro, quando improvvisamente “JEV” ha rallentato in pista. La numero 93 ha continuato a procedere con l’energia elettrica per tagliare il traguardo, cosa che ha causato la sua squalifica, proprio quando il Team Peugeot TotalEnergies era sul punto di registrare la sua migliore prestazione nel FIA World Endurance Championship dopo una prestazione molto solida per tutto il fine settimana.
Al volante della numero 94, Paul di Resta ha completato uno stint di 82 giri per cercare di rientrare nella top ten. “Ho forato lentamente dopo essermi scontrato con un’altra macchina all’inizio. È deludente perché avevamo un ottimo passo”. Purtroppo, a metà gara, la numero 93 ha dovuto fermarsi ai box per 30 minuti per sostituire la batteria. Questo non gli ha impedito di concludere la gara al sedicesimo posto, raccogliendo nel frattempo alcuni dati molto utili per il futuro.
Dopo aver completato una distanza di 30.970 km e un incredibile lavoro da parte di tutto il team, la versione 2023 della Peugeot 9X8 cederà ora il passo alla versione 2024, a partire dalla 6 Ore di Imola (21 aprile), fortemente determinata a sfruttare il potenziale della vettura.








Per il 20° anniversario del concept, Heritage presenta la “500 Tributo Trepiuno”
Vent’anni fa, al salone dell’auto di Ginevra 2004, il marchio FIAT stupì tutti con la spettacolare presentazione della concept Fiat Trepiuno, una rivoluzionaria idea di mobilità urbana ideata dall’Advanced Design Studio del Centro Stile FIAT. Acclamata dal pubblico e dalla critica internazionale, la piccola vettura rappresentava un “ritorno al futuro”, reinterpretando in chiave moderna la leggendaria Fiat 500 del 1957, e al tempo stesso anticipava forme e volumi che, di lì a poco, avrebbero dato vita alla terza generazione del “cinquino”.
Per celebrare l’importante anniversario, il team di Heritage ha deciso di realizzare la 500 Tributo Trepiuno, destinata ai collezionisti di tutto il mondo, che sarà prodotta, certificata e venduta dal dipartimento che tutela e conserva il patrimonio storico dei marchi italiani di Stellantis.
L’annuncio del progetto, parte integrante del programma Reloaded by Creators di Heritage, avviene oggi attraverso una clip dove Roberto Giolito, allora a capo dell’Advanced Design Studio del Gruppo FIAT e attualmente Head of Stellantis Heritage (Alfa Romeo, FIAT, Lancia, Abarth), svela i dettagli della nuova creazione e ripercorre la sua genesi, che parte dalla 500 del 1957, passa dal concept Trepiuno del 2004 e sfocia nella 500 del 2007, uno dei più grandi successi del marchio, anche grazie al nuovo modello 100% elettrico del 2020.
“La 500 Tributo Trepiuno è il nostro omaggio a un concept che ha giocato un ruolo chiave nell’evoluzione della storia contemporanea di FIAT. E proprio per celebrare questo importantissimo anniversario, il team Heritage mette al mondo un numero limitato di esemplari da collezione che riportano, a bordo di una 500 Hybrid moderna, l’immediatezza di quel design che fu il primo Big bang della 500 contemporanea, autentica pietra miliare nella storia ultracentenaria di FIAT e simbolo della creatività e dell’ingegno italiano entrato nell’immaginario collettivo”, dichiara Roberto Giolito.


500 Tributo Trepiuno del 2024
Nell’ambito del progetto “Reloaded By Creators”, la nuova creazione firmata Heritage nasce sulla base dell’attuale 500 Hybrid, con il chiaro obiettivo non di replicare in modo asettico forme e contenuti del concept originale, ma di realizzare una 500 speciale. Una vettura che, attraverso interventi mirati su colori e materiali, possa far rivivere quell’atmosfera magica di 20 anni fa, quando le porte del concept più accattivante del salone si aprirono al pubblico invitandolo a salire a bordo del futuro del brand e dell’intero Gruppo FIAT. All’esterno, la 500 Tributo Trepiuno si caratterizza per il candore della sua livrea bianca, ispirata alla colorazione del concept del 2004, su cui spiccano i fari posteriori con inserto rosso e i loghi con la scritta “FIAT” su sfondo blu. E il ricordo non può che andare al logo del 1999, che venne creato per celebrare il 100° anniversario del marchio. A completare la silhouette i cerchi Sport a cinque razze sdoppiate con coppetta dedicata. In un rimando cromatico di forte impatto, l’abitacolo della nuova Limited Edition di Heritage riprende il sofisticato abbinamento bicolore del concept originale. Lo dimostrano i sedili anteriori rivestiti in pelle pieno fiore bicolore bianco / rosso bruno con sellatura specifica. Lo stesso tema si scopre nei sedili posteriori, dove il rivestimento in pelle pieno fiore è di colore bianco nella seduta mentre è rosso bruno per lo schienale. A risaltare su tutti e quattro i posti il logo “Trepiuno XX” ricamato, proprio ad enfatizzare il 20° anniversario. Infine, sono di colore rosso bruno i rivestimenti dei pannelli interni, che richiamano la fascia 360° del concept, e la plancia, quest’ultima con una preziosa fascia istoriata con i disegni originali del concept Trepiuno, realizzati allora da Roberto Giolito. Ogni esemplare sarà un pezzo da collezione, tanto che ciascuna vettura sarà corredata da Certificazione di Autenticità rilasciata da Heritage.
Per maggiori informazioni è possibile scrivere al seguente indirizzo mail: heritage@stellantis.com o visitare il sito web al seguente link.




Concept car “Fiat Trepiuno” del 2004
Il 4 marzo del 2004, al Salone di Ginevra, va in scena la spettacolare presentazione della Fiat Trepiuno, una concept car compatta che svela le future scelte stilistiche del marchio. Il successo è così grande che la 500 diventa realtà nel 2007. Autentico simbolo del Made in Italy, il concept Trepiuno attingeva dal glorioso passato di FIAT, proiettando il brand italiano nel nuovo millennio e dando speranza all’intero Gruppo in un momento storico particolarmente complesso. Alla base del progetto, denominato “Small and Safe”, vi era la volontà di ricercare una sicurezza incrementata in un package ridotto. Ispirata alle forme della Nuova 500 del 1957, infatti, la Trepiuno è una moderna citycar lunga solo 3,3 metri e realizzata su un inedito e sofisticato pianale che unisce acciai alto-resistenziali all’alluminio, che assicurano una nuova concezione di assorbimento di energia in caso di urto, riducendo tutto il volume posto davanti alle ruote anteriori.
Innovativa anche nel colore di presentazione, un pionieristico bianco dedicato, e unica anche negli accostamenti interni, la Trepiuno si caratterizzava per un abitacolo dominato dal bianco con una fascia rosso bruno che avvolgeva a 360° lo spazio interno.
Ricorda Giolito: “A quella epoca la mia idea e del mio team di “Advanced Design”, nato nel 2002 e composto da giovani designer provenienti da diversi ambiti, era quella di asciugare qualsiasi forma di decorazione e portare la lettura essenziale della 500, sostanzialmente legata a piani sovrapposti come la 500 di Giacosa. Ecco allora un body inferiore bombato, un anello che circonda tutto il volume che comprende il cofango, ossia il cofano avvolgente sui fianchi, e poi una bolla vetrata, che addirittura non lascia soluzione di continuità tra il parabrezza e il tetto vetrato o apribile”.
Il nome Trepiuno deriva dalla versatilità degli interni che offrono due comodi posti nella fila anteriore, un posto posteriore che guadagna spazio con l’avanzamento del sedile anteriore del passeggero più un quarto posto d’emergenza dietro al conducente. I richiami alla gloriosa Nuova 500 del ’57 sono molti ma tutti rivisitati in chiave non solo moderna ma anche futuristica, come i fari anteriori rotondi “multifunzione” accompagnati da due fanalini ulteriori con funzione di indicatori di direzione. I fari posteriori sono realizzati con schermi a cristalli liquidi che disegnano le funzioni. Il successo supera le aspettative e spinge il management FIAT ad evolvere la Trepiuno in una vettura di produzione creando così la nuova generazione del mitico “cinquino”.





Commenta Giolito: “Tra il 2004 e il 2006 avviene una grande chiamata di tutto il team di FIAT per lavorare sull’ingegneria e sul design di questo prodotto. A scendere in campo è lo stesso gruppo di designer del concept Trepiuno, sempre più coeso, che disegna una vettura di produzione che supera il prototipo in termini di piacevolezza estetica, cura dei dettagli e proporzioni generali, pur crescendo di qualche centimetro”.
Così quella concept che nell’intento del Centro Stile FIAT doveva servire per lo studio delle nuove tecnologie e degli stilemi delle future FIAT, diventa il prototipo del più grande successo commerciale di FCA del XXI secolo.
Il 14 aprile la III Borsa di Louhans
Si svolgerà domenica 14 aprile 2024 la terza edizione della borsa di automodelli di Louhans, organizzata presso la Salle de la Grenette dall’ACEVA (Association Centre Est du Véhicule Ancien), con orario 9.30-17.30.
Per ulteriori informazioni: www.aceva.fr
FIA-WEC in Qatar, la Porsche domina la gara di apertura












