Oggi Fiat ha svelato la nuova serie speciale Fiat Pandina. La data di presentazione del 29 febbraio rende omaggio allo storico lancio della prima Panda nel 1980, che fu presentata al Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini nella stessa data. La conferenza stampa, trasmessa su YouTube (LINK), è stata tenuta da Olivier Francois, CEO FIAT e Global Stellantis CMO, presso lo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d’Arco, nel Sud Italia, dove la Panda viene prodotta dal 2011.
Olivier Francois, Amministratore Delegato di Fiat e Direttore Marketing Globale di Stellantis, ha commentato: “La nuova Fiat Pandina è un omaggio all’amore degli italiani per la Panda. In effetti, “Pandina” è il soprannome con cui gli italiani l’hanno sempre chiamata. Sono orgoglioso di presentare questa serie speciale in un giorno speciale, infatti, posso anche annunciare che Panda continuerà a essere prodotta a Pomigliano d’Arco almeno fino al 2027. La storia d’amore tra Panda e l’Italia continuerà così ancora per molti anni grazie ai nuovi investimenti che l’hanno resa la più tecnologica e sicura di sempre. Oggi c’è anche un altro motivo per celebrare la Panda: abbiamo infatti deciso di aumentare la produzione del 20% per soddisfare la domanda dei clienti in Italia e in Europa. Panda continua a essere leader di mercato in Italia e leader di segmento in Europa: ed è anche l’unica ibrida di segmento A del Gruppo“.
Da quarantaquattro anni Panda significa divertimento e socialità, l’iconica e frizzante Fiat Panda è leader di mercato in Italia e in Europa, con oltre 8 milioni di unità vendute durante la sua storia. Come ogni Panda, anche la serie speciale Pandina è l’auto sociale per eccellenza, e si ispira ai valori unici di semplicità, creatività e funzionalità. Il nome è un omaggio all’amore delle persone per questa “compagna di vita” che da sempre viene chiamata con affetto “Pandina”.
Dotata di nuovi Sistemi Avanzati di Assistenza alla Guida, di un nuovo quadro digitale e di un nuovo volante, questa serie speciale è la Panda più tecnologica e sicura di sempre. Con il lancio della nuova Pandina, Fiat compie un enorme salto nel futuro, migliorando l’esperienza del cliente attraverso importanti sviluppi in termini di sicurezza e tecnologia, pur mantenendo la versatilità e l’accessibilità tipiche del suo modello iconico. La serie speciale Pandina presenta importanti aggiornamenti in termini di ADAS, come di consueto per Fiat offrendo soluzioni semplici alle esigenze del cliente, non per la ricerca della tecnologia come è sempre stato per la Panda.
La dotazione di serie comprende nuovissime funzioni pensate per assistere il guidatore sia in città che fuori: il sistema di Frenata automatica d’emergenza, per ridurre i tamponamenti, come ad esempio nel traffico cittadino; il sistema di mantenimento della carreggiata; il Rilevatore di stanchezza per avvisare il guidatore quando è stanco. È incluso anche il Riconoscimento della segnaletica stradale, che rileva e riconosce i segnali stradali visualizzandoli sul nuovo quadro strumenti da 7 pollici completamente digitale. Passando dalla sicurezza alla praticità, i sensori di parcheggio posteriori assicurano la massima semplicità durante i parcheggi nelle affollate strade cittadine, mentre il cruise control mantiene la velocità impostata – a partire da 30 km/h – senza premere il piede sul pedale dell’acceleratore. Gli abbaglianti automatici, poi, adattano automaticamente l’illuminazione alle condizioni del traffico, facilitando la guida notturna al guidatore. Inoltre, 6 airbag completano la dotazione di sicurezza di serie. La maggior parte delle funzionalità è gestita da una telecamera montata sullo specchietto retrovisore interno.
La serie speciale offre ai passeggeri un nuovo quadro strumenti da 7” completamente digitale con tre diverse modalità grafiche e un volante rinnovato. La Pandina è inoltre dotata di un nuovissimo touchscreen radio DAB da 7” con Apple CarPlay e Android AutoTM.
Dal punto di vista del design, presenta una nuova fascia della plancia verniciata di bianco e nuovi sedili con monogramma e logo “Pandina” in rilievo, doppie cuciture gialle, dettagli bianchi e filato Seaqual contenente una materia prima sostenibile e completamente tracciabile ricavata da rifiuti marini.
Gli esterni sono arricchiti da dettagli giocosi come il musetto di un panda sul coprimozzo, le calotte degli specchietti retrovisori gialli, la scritta Pandina sulle modanature laterali e la serigrafia “Pandina” sul finestrino posteriore. Oltre ai colori già esistenti – Bianco Gelato, Nero Cinema, Rosso Passione e Blu Italia – Pandina offre il nuovo Giallo Positano e nuovi abbinamenti bicolori (tetto nero a contrasto).
La nuova serie speciale Pandina sarà disponibile a partire da quest’estate nei principali Paesi europei.
A 40 anni esatti dalla presentazione della Ferrari GTO, avvenuta il 28 febbraio 1984 al Salone dell’automobile di Ginevra, Ferrari è lieta di annunciare il GTO Legacy Tour 2024, evento esclusivo che celebra il quarantennale di una vera leggenda. La Casa di Maranello organizzerà dal 1 al 5 ottobre 2024 un’esperienza di guida riservata ai possessori della prima supercar del Cavallino Rampante nell’affascinante cornice delle Dolomiti.
Quella dedicata alla Ferrari GTO sarà la seconda edizione del Legacy Tour, dopo la prima esperienza a tema F40 svoltasi nel 2023. L’evento ha visto coinvolti 39 equipaggi in un itinerario che da Forte dei Marmi, attraverso le Alpi Apuane e le campagne toscane, è giunto a Maranello.
Il Legacy Tour 2024 avrà invece inizio in Val Rendena. L’elegante scenario delle Dolomiti accompagnerà gli equipaggi fino all’ultimo giorno, che vedrà l’arrivo dei partecipanti a Maranello. Le GTO saranno accolte nello stabilimento del Cavallino Rampante, dove i partecipanti scopriranno alcuni segreti della vettura direttamente dagli esperti di Ferrari Classiche, nonché da alcuni componenti del team di sviluppo della GTO. Le vetture saranno esposte all’interno della fabbrica e, in seguito, una parata sul Circuito di Fiorano chiuderà il GTO Legacy Tour 2024.
I possessori di GTO che desiderassero partecipare al GTO Legacy Tour possono contattare il proprio concessionario di riferimento entro fine aprile.
FERRARI GTO
La Ferrari GTO venne presentata al Salone dell’automobile di Ginevra nel 1984. La potenza del motore V8 sovralimentato, le linee muscolose scolpite da Pininfarina e la scocca in materiale composito incontrarono da subito il favore del pubblico. La GTO è stata la prima auto stradale della Casa di Maranello a montare il motore V8 in posizione longitudinale. Il propulsore è anche il primo a essere dotato di due turbocompressori. La cilindrata di 2,8 litri abbinata al numero dei cilindri le è valsa la denominazione non ufficiale di “288”, mentre il nome è un riferimento alla leggendaria 250 GTO dei primi anni Sessanta. Inizialmente, si puntava a produrne 200 esemplari volti a ottenere l’omologazione per le competizioni rallistiche dell’allora “Gruppo B”; il regolamento sportivo del campionato subì poi notevoli variazioni e la Ferrari decise di non prendervi parte. La GTO resterà per sempre nella storia come la capostipite del segmento delle supercar Ferrari che ha accolto negli anni F40, F50, Enzo Ferrari e LaFerrari, e fu apprezzata a tal punto che a fine produzione si contarono 272 unità consegnate.
Ferrari GTO – Scheda tecnica
MOTOPROPULSORE
Tipo V8 – 90° – Biturbo – Posteriore – Longitudinale
La soffitta è quel luogo oscuro dove riponiamo tutto ciò che non è più utile o presentabile ma da cui non vogliamo separarci per chissà quale motivo. Nel mio caso è anche una galleria di orrori modellistici. Seguendo questo pensiero, l’altro giorno son salito su con l’intento ti tirarli fuori e fotografarli. Sono masochista.
Un insieme di metalli e plastiche opache, pezzi sparsi e gomme deformate che mi guardavano come se fossi il salvatore o il giustiziere definitivo. Mi sono seduto sul tavolo da lavoro e maneggiandoli (con cautela, sono fragili) è accaduta la magia: un salto indietro nel tempo che mi ha inondato di ricordi ed emozioni rintanati nella mia soffitta mentale. Ognuno di loro mi ha riportato al momento esatto in cui l’ho acquistato, l’ho montato o ci ho giocato sul pavimento; sensazioni, odori, sentimenti sono riemersi limpidi come cristalli provocandomi una sorta di commozione mista alla consapevolezza degli anni passati, al ricordo di chi ero e cosa pensavo all’epoca e a come si è sviluppata la mia vita. Una riflessione profonda veicolata da un semplice modellino, guarda un po’. Il ricordo di mia madre che strillava per la puzza delle vernici, le difficoltà nel montaggio, all’epoca non esisteva il cianocrilato, l’emozione di andare a comprare un modellino solo uno che agognavo da tempo, il regalo di qualche parente…tutto così, tutto di botto, tutto inaspettato.
La Matra 530 Vignale di Mebetoys presa nel 1970 a San Marino in occasione di una vacanza a Riccione, andammo con la Giulia e mi ricordo ancora la stanza dell’albergo. Mi affascinò il colore e la forma mai vista prima, fu il mio preferito per tanto tempo e guardate come l’ho ridotto. La Guzzi 8 cilindri, risento perfettamente la musica che ascoltavo mentre cercavo di ricostruire tutti i cavi e i collegamenti che riuscivo ad interpretare dalle foto sull’Enciclopedia della Moto -2 Ruote, tuttora in mio possesso. La 512 S Politoys-M regalatami da uno zio che poi a Pasqua del 1968 mi regalò anche un uovo tutto rotto perché dentro ci aveva infilato un’Alfa33. La Mini che verniciai a pennello per riprodurre quella vera dell’altro zio che lavorava al concessionario Innocenti/Mercedes. L’Abarth 2000 che sognavo anche di notte. La Kawasaki 900 regalatami dai miei compagni di scuola per il compleanno del 1978, le verniciature con il mio primo aerografo da 15.000 Lire…potrei continuare all’infinito. Troppe sono andate perdute, come una Connaught degli anni ’60 che chiamavo GonnaGut o una Jaguar E-Type rossa con un meccanismo che se la premevi a destra le ruote sterzavano a sinistra e viceversa, simulando perfettamente la dinamica vera. Non mi ricordo neanche più che marca fosse ma sicuramente era in scatola di montaggio.
Mi piange il cuore vederli così ridotti ma sono testimoni delle infantili elaborazioni di dubbio gusto e dei primi montaggi approssimativi senza internet e senza documentazione. Le smanettavo, incollavo le gomme all’esterno dei cerchi, le verniciavo, ci giocavo, le sbattevo, non avevo il concetto del collezionismo, dovevo maneggiarle e farle vivere con l’immancabile “brummmm brummmm” di accompagnamento. Ero un altro io che vive ancora dentro di me, un bambino piccolo dentro un bambino grande.
Non ho scoperto nulla di nuovo perché il vero modellismo è questo, custode di emozioni e sentimenti perduti nel tempo, fotografia di momenti, colla del puzzle della vita e se ogni scarafone è bello a mamma sua io me li tengo ben stretti insieme al mio passato.
Olivier Francois, Amministratore Delegato di FIAT e Direttore Marketing di Stellantis presenta la nuova serie speciale Fiat Pandina dallo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d’Arco.
Qui il LINK per seguire la conferenza il 29 febbraio alle ore 12.00.
Oltre 500 nuovi articoli sono disponibili sul sito GeminiModelcars (https://www.geminimodelcars.com/). Si tratta di uno stock di accessori 1:43 che comprende decals (alcune molto rare, fra cui numerosi foglietti AMR), ruote, fotoincisioni, transkit e particolari in resina e metallo bianco. Fra i marchi compresi in questo lotto figurano Cartograf, Tron, Meri Kits, Robustelli e Mini Racing.
Prendendomi la mia dose di acqua sulle alture del Forez (famose per il rally e il circuito dei tempi che furono) riflettevo un po’ dopo la borsa di Brignais, l’altra domenica. Da solo in macchina, la mente andava all’ennesimo bell’avvenimento della Francia provinciale – e le borse del lionese, così come quelle d’Alsazia o di Orléans, sono particolarmente ricche, anche quelle classificate come “medie”.
Acqua a orci verso Lione e dignitosissima quiche lorraine sulle alture del Forez. Non è il bistrot parigino del post-Rétromobile e a proposito di… acqua, siamo passati dalla “nobile” Perrier alla Badoit ma qui ci troviamo in una semplice area di servizio!
Fra i più bei pezzi a Brignais vi era un’Alpine A310 della Mont Blanc, di quei modelli in grande scala, a volte a frizione, altre volte filoguidati. L’avevo ammirata a lungo, in fondo a uno dei due saloni della borsa, apprezzandone la fedeltà delle linee e il generale realismo. In quel vecchio giocattolo, con tutti i limiti dei vecchi giocattoli, ravvisavo la scintilla dell’auto vera. “In una vetrina insieme a un dépliant d’epoca ci starebbe benissimo”. E molti dei visitatori che si fermavano ad ammirarla per diversi minuti, commentandone le caratteristiche col venditore dovevano pensarla come me. Pochi dettagli e un interno serigrafato, colorato e fantasioso ma anche realistico, con la valigia scozzese nel bagagliaio a ravvivare il tutto. Le gomme ancora morbide con la scritta Michelin; i fari traslucidi, la finezza dei montanti e delle prese d’aria.
Ci ho riflettuto. Dietro quel modello, principalmente destinato ai bambini (ma se ne vedevano anche nelle concessionarie e c’erano adulti che le acquistavano per sé, non per figli e nipoti, me lo ricordo bene) si nasconde il lavoro di prototipisti coi fiocchi. Gli stessi che facevano uscire i modelli Solido nello stesso periodo. Molto spesso artisti che avevano un’attività di scultori, oltre che di modellisti professionali. Lavoravano sui disegni originali, certamente. Ma il risultato finale era anche frutto della loro interpretazione, della loro visione generale dell’oggetto. Stava a loro catturare quelle due, tre o quattro linee fondamentali per non “perdere” l’auto quando sarebbe stata ridotta in scala. Un lavoro, dunque, creativo, non solo dal punto di vista tecnico e manuale ma anche intellettuale: ogni auto del passato (quelle di oggi no perché sono ormai degli squallidi elettrodomestici privi di personalità) avevano degli stilemi che le rendevano riconoscibili al primo colpo. Se in una riproduzione sbagliavi quelli, ossia se li esageravi o al contrario li sottovalutavi, ne usciva un modello caricaturale e non è che nel passato questo non sia mai successo, anzi. La storia è piena di modelli brutti quando non grotteschi, ma i casi di eccellenza sono rimasti stampati nella memoria di generazioni di collezionisti.
E quindi, che fascino quell’Alpine A310 in plastica, così come tanti modelli simili che alla borsa di Brignais non mancavano. Oggi in quelle scale – 1:18 per generalizzare – hai i Laudoracing, gli OttOmobile, i GT-Spirit e in diecast i Solido, i Norev e decine di marche e sottomarche che stanno facendo praticamente tutto, dalla Fiat Uno alla Ferrari F40, dall’Ape alla Porsche di Formula Indy. Con quali esiti? Non amo l’1:18 e non vi sto a spiegare il perché; ma il risultato della maggior parte di questi sforzi titanici, in questo instancabile via vai di container dalla Cina è una massa enorme di modelli più o meno buoni, che sembrano buoni a distanza e che se li guardi da vicino hanno una marea di errori, anche gravi. Non sto parlando tanto di chi ha service in loco (i già citati Laudo o il gruppo Solido sviluppano i modelli internamente, spedendo poi i file fuori dalla Francia solo per la produzione) quanto di chi, per varie ragioni, fa sviluppare la produzione a distanza, nella pia illusione di poter seguire tutto nel migliore dei modi. Dalle foto inviate, da tutta la documentazione, per quanto accurata, nasceranno quando andrà bene modelli senz’anima. Magari apparentemente corretti ma intrinsecamente sbagliati. Questo per vari motivi: primo perché i service cinesi lavorano all’insegna del far presto, passando con disinvoltura dal prodotto per collezionisti al bicchiere di plastica; il loro obiettivo è quello di produrre, produrre, produrre e non vogliono – o non possono – capire che per un collezionista uno o due millimetri possono fare un mondo di differenza; in secondo luogo, proprio perché delle auto vere non hanno alcuna conoscenza, non sono in grado di dare un’impronta emozionale al modello. Può farlo, molto parzialmente e per interposta persona, il povero capo-progetto che sta in Italia, in Francia o in Germania, ma si capirà con quali risultati limitati e sempre insoddisfacenti. Alla fine di una sequela atroce di errori, ci si avvicinerà in qualche modo a un qualcosa di decente e per esasperazione i responsabili del marchio approveranno la produzione con la morte nel cuore ma incontrando per le scale il coniglio che gli urla “è tardi, è tardi!”
E anche in presenza di modelli sviluppati da qualcuno che ne capisce, il risultato sarà spesso piatto e poco emozionante, anche se clinicamente ottimo, se si eccettuano certi orrendi compromessi comuni un po’ a tutti – bravi e meno bravi – come le modanature o i deflettori plotterati anche su modelli in 1:12, che sono ignobili su un 1:43, figuriamoci su un modello grande. Il motivo è legato a esigenze produttive di vario tipo, che portano inevitabilmente verso la banalità e l’omologazione tecnica ed esecutiva, anche nel caso di modelli “nati” qui. Tanto per fare un esempio, numerosi “esecutori” cinesi ragionano, come colori, con la sola mazzetta RAL K5, che com’è noto comprende una scelta tutto sommato limitata di tonalità, con conseguenze facilmente immaginabili in termini di diversificazione e ricchezza.
Però questa roba si vende e quotidianamente viene spedita dai siti mainstream per essere stipata in vetrine, scaffali, armadi, camere da letto e sottoscala. Le abitazioni diventano sempre più piccole e i modelli sempre più grandi. Una specie di paradosso. Si vende, questa specie di ciarpame di lusso, perché la maggior parte di ciò che esce da quei laboratori sembra buono. Come succede con le rosticcerie cinesi che hanno cinquanta o sessanta piatti diversi. Buttano dentro e producono. Hai tutto e subito, arriva tutto ciò che hai ordinato, anche ciò che sembrava complicato. La forza della cottura ha ragione dell’indocilità della materia. Ma quando, dopo cinque minuti, il piatto si fredda diventa indigesto. La produzione di massa e pseudo alto di gamma cinese ha dato l’illusione di vincere il tempo, di aver ragione sul lavorio faticoso e sapiente dell’artigiano (di certi artigiani, d’accordo). Ha creato l’illusione dell’onnipotenza collezionistica sostituendo il modello con la sua sottospecie, il simulacro.
Si svolgerà a Cannes il prossimo 12 marzo la vendita all’asta della collezione di Patrick Herrou, noto appassionato francese che nel corso di una vita aveva accumulato oltre quattromila modelli, soprattutto in scala 1:43. Lo hanno deciso i due figli Mathieu e Laurent.
Nato a Coray in Bretagna nel 1942, Patrick Herrou si appassionò alle auto fin dalla sua più tenera infanzia. Dal 1974 si trasferì a Nizza, dove esercitò la sua professione di ispettore dell’agenzia delle entrate, consigliere giuridico e poi avvocato. A 80 anni era ancora in attività ed era sempre appassionato di auto e automodelli. Herrou è morto il 29 ottobre 2023.
Ora la sua raccolta si disperderà, ma con dignità. Tutto sommato ci piace pensare che per una collezione di questo tipo, la fine migliore sia con un’asta apposita e non svenduta a qualche squalo per quattro lire. Il valore (probabilmente basso in assoluto, questo lo sappiamo bene) lo deciderà la richiesta dei collezionisti, fra cui indubbiamente ci saranno dei rivenditori, che dovranno comunque sudarsi i pezzi più interessanti. Quasi tutti i modelli in vendita sono privi di scatola e questo ne diminuisce notevolmente il valore ma non mancano pezzi degni di attenzione; i lotti comprendono più modelli.
Qui di seguito trovate il catalogo in pdf della vendita, scaricabile direttamente. Attenzione perché nascoste magari in lotti apparentemente meno intriganti si nascondono delle vere e proprie perle. Le riconoscete?
Citromini, il club francese dedicato agli appassionati di modelli Citroën (https://citromini.fr/) fu fondato nel 2004 e quest’anno celebra i vent’anni di attività. Il modello promozionale 2024 è quindi ispirato all’anniversario. Si tratta di un Berlingo bianco in scala 1:64 decorato in tampografia. Ogni anno Citromini diffonde un modello promozionale, per lo più in 1:43. La lista delle ultime edizioni è consultabile a questo link: https://citromini.fr/les-miniatures-citromini/ .
Di questi tempi capita sempre più spesso di imbattersi negli unifauni: il progressivo smantellamento di importanti collezioni accumulate nel corso di decenni di passione, o più semplicemente il caso, portano alla luce modelli sulla cui stessa reale esistenza, a volte, aleggia il dubbio.
Tempo fa, nel corso di una lunga ed articolata dissertazione in più puntate sulla Porsche 917/10 di Solido e sulle sue derivate (prima fra tutte la famigerata 908/04 di Porsche Story), noi di Pitlaneitalia avevamo affrontato il tema delle versioni “normali” della 917 Can Am – referenza 18 – che nacque come L&M, evolse in Bosch, e finì come Uniroyal, la versione certamente più rara delle tre1.
La 917 Uniroyal, condotta da Wilson Fittipaldi nella tappa di Hockenheim del campionato Interserie 1973, è stata l’ultima versione “canonica” del montato Solido, ed è fondamentalmente sbagliata: arrivo in produzione in livrea completamente rossa, quando la versione reale aveva la parte inferiore della carrozzeria nel canonico colore alluminio comune, peraltro, alla L&M.
Il modello, dopo essere stato annunciato da un disegno coi colori corretti sul catalogo del 1977, e addirittura da una foto sempre coi colori corretti sul catalogo successivo, arrivò effettivamente nei negozi nella livrea totalmente rossa, che certamente ne fece decadere un minimo l’appeal, mentre del modello fotografato sul catalogo 1978 – con la parte inferiore grigia – e di eventuali altri modelli analoghi si persero le tracce per molto tempo.
Recentemente, Giovanni Botta – tenutario del Museo Botta – sta mettendo in vendita alcuni modelli della sua collezione, ed uno degli ultimi esempi in questo senso è stato proprio un esemplare perfetto di 917 Uniroyal con la parte inferiore grigia, un qualcosa di decisamente molto raro, irrinunciabile per un cultore di Solido e di vetture sport in generale.
Il modello, corredato da una scatola irreprensibile (che è quella della versione L&M, esattamente come per la Uniroyal tradizionale) e da un foglietto di decals in perfetto stato, ha velocemente raggiunto la collezione di chi scrive: un modello sicuramente non economico in senso stretto, ma sicuramente di grande importanza e grandissima soddisfazione.
L’esistenza ed il ritrovamento di questo modello porta inevitabilmente a porsi tutta una serie di domande per così dire “esistenziali”, di quelle che sempre vengono spontanee all’atto del ritrovamento di un modello così particolare: quanti ne saranno stati prodotti? E per quale scopo? Forse come campioni per cataloghi e rappresentanti? E quanti ne saranno arrivati in condizioni “da vetrina” come questo ai giorni nostri?
Tutte domande cui, francamente, non è dato fornire una risposta, certa è comunque l’assoluta autenticità di questo modello, comprato all’epoca in un negozio francese dallo stesso Giovanni Botta che l’ha poi conservato per quasi cinquant’anni.
Il bello del collezionare automodelli, in fondo, è anche questo: la caccia per così dire decontratta al modello d’eccezione, una mentalità distante anni luce dalla febbrile corsa all’accaparramento dell’ultimo Spark, che si è ormai impossessata delle menti dei collezionisti, ormai quasi avulsi da ogni altra considerazione differente in questo senso.
Certo è, ancora una volta, come i tempi in tema di obsoleti siano particolarmente fertili, ed assai facilmente portatori di buone novelle.
Apre alle 17.30 di lunedì 26 febbraio la biglietteria della prima edizione di AMTS – Auto Moto Turin Show, dal 19 al 21 aprile a Lingotto Fiere di Torino, un momento di incontro per appassionati, collezionisti, curiosi e professionisti del settore automobilistico e motoristico. L’evento, organizzato da GL events Italia, nasce dal gemellaggio con l’omonimo show ungherese, AMTS – Auto Moto Tuning Show.
AMTS – Auto Moto Turin Show si propone come un’esperienza immersiva dedicata alla passione per le auto e le moto, per la guida, per i gioielli storici e i modelli “unici” customized. AMTS si presenta non solo come momento di incontro per appassionati e professionisti, come un vero e proprio festival che reinventa la vocazione automobilistica della città di Torino.
Negli iconici spazi dell’ex stabilimento Fiat e all’interno dell’Oval si incontreranno auto classiche e new car, supercar e autopreparate da tuners, moto e youngtimer, vetture che oggi sempre di più coinvolgono e appassionano le nuove generazioni. Durante l’evento si alternano anche momenti di entertainment e pura adrenalina, con gare ed esibizioni in pista, a momenti di approfondimento e formazione con conferenze moderate da esperti del settore.
Ad AMTS quindi la celebrazione della cultura motoristica va oltre la mera esposizione: l’evento si posiziona come spazio dinamico e interattivo, capace di offrire ai visitatori l’opportunità di vivere in prima persona il brivido e l’innovazione del mondo delle due e quattro ruote in un contesto unico e coinvolgente.
“Siamo particolarmente orgogliosi di aver portato a Torino AMTS – Auto Moto Turin Show che, rispondendo all’auspicio espresso dal territorio, ci consente di celebrare la storica vocazione di Torino per l’automotive, rinnovandola attraverso uno sguardo innovativo, inclusivo e globale, che contraddistingue le proposte di GL events Italia” – afferma Gabor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia. “La collaborazione con AMTS Ungheria, evento di punta nel nostro portfolio, sottolinea l’importanza di creare ponti internazionali che arricchiscano e valorizzino ulteriormente il patrimonio e l’offerta della città”.
“Siamo molto felici che una città come Torino torni a credere nel settore automotive – è il commento di Alberto Scuro, Presidente Automotoclub Storico Italiano – e soprattutto sulla grande passione che anima espositori, partecipanti e visitatori di eventi come il nuovo Auto Moto Turin Show. Il Lingotto si conferma una location significativa e suggestiva, dove la storia dei motori è davvero di casa. Per questo abbiamo deciso di aderire con entusiasmo alla prima edizione della kermesse. ASI, ente di riferimento nazionale per il settore del motorismo storico, sarà rappresentata dai propri club federati, veri custodi della cultura e dei veicoli più prestigiosi, che saranno esposti all’Auto Moto Turin Show in un grande spazio dedicato.”
Expo Tuning Torino: l’evento, il concorso e gli ospiti
AMTS è organizzato in collaborazione con Expo Tuning Torino, l’evento di tuning indoor più conosciuto in Italia, punto di riferimento per tutti gli appassionati e le aziende di settore anche a livello europeo. Lingotto Fiere ospita l’undicesima edizione di Expo Tuning Torino, una vetrina delle novità stilistiche e di elaborazione estetica, info entertainment e meccanica delle vetture di serie e punto di riferimento per le numerose attività che ruotano intorno al settore. Grazie a questa collaborazione, è presente a Torino, per la prima volta in Italia, unaselezione di vetture provenienti da Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Svizzera e Ungheria, e dalle migliori fiere europee, quali il Tuning World Bodensee e AMTS Ungheria.
Sempre all’interno dell’evento tuning viene organizzato il contest Be bETTer – giunto alla quarta edizione – per dare spazio a tutti i professionisti operanti nel settore del mondo auto che vogliano mettere in gioco le loro qualità e le loro capacità d’inventiva e competenze, mostrando al pubblico come si possa creare un’auto modificata di altissimo livello. Partecipano al contest otto aziende che si sfidano a colpi di creatività e abilità costruttiva: tra i partecipanti, alcuni veterani presenti dalla prima edizione, come la Carrozzeria Brocanelli, vincitrice dell’edizione del 2023, e nuove realtà alla loro prima partecipazione. Le vetture in concorso sono svelate al pubblico durante la prima giornata di evento. La giuria internazionale è composta da esperti del settore, quali Sven Shultz e Julien Boyer; nella giornata di domenica 21 aprile è in programma la proclamazione della vettura vincitrice del contest.
Ancora grazie alla collaborazione con ExpoTuning, sono presenti a Torino due degli automotive influencer più interessanti d’Italia: Passione Motori, videomaker & Youtuber con oltre 430 mila iscritti su youtube e 200 mila su instagram, protagonista di una trasmissione di personalizzazione auto sul canale TV Motor Trend; beFuel performance, alias Federico Perlam e Ginevra Del Lago, proprietari di un canale youtube con oltre 230 mila iscritti e di una pagina instagram con più di 180 mila follower.
Youngtimer, i gioielli del passato recente
Per seguire la tendenza di questi tempi, grande spazio è dedicato alle Youngtimer, le automobili dai 20 ai 30 anni di vita, non ancora riconosciute auto storiche. Grazie alla partnership con Bartolini&Mauri assicuratori, agenzia torinese leader nell’assicurazione di auto storiche, vengono accolti a Torino i più rappresentativi player nazionali, che partecipano all’evento con contenuti culturali e formativi per comprendere meglio il valore e il posizionamento sul mercato di queste auto. Questi modelli infatti vantano un fascino intramontabile e spesso sono dotati di tecnologie innovative per l’epoca. Il loro valore è in continua crescita: per questo, per i prezzi più accessibili rispetto alle classiche Oldtimer sia per l’acquisto che per la manutenzione, anche i collezionisti più giovani si stanno avvicinando e appassionando alle Youngtimer. Tra i modelli più celebri e ricercati? La Aston Martin DB7, un vero mito con dati di valore in netto rialzo: la Fiat Barchetta, affusolata e suggestiva, perfetta per la “Dolce Vita”; e la Fiat Coupè, giunta al suo trentennale.
I ricambi
Grazie alla collaborazione con Estrela Fiere, player con esperienza quarantennale nell’ambito del modellismo del collezionismo e delle auto e moto d’epoca, è allestita un’area mercato dedicata ai ricambi di auto storiche e da collezione, per soddisfare le esigenze di collezionisti e proprietari che cercano ricambi originali e pezzi unici.
Guida sicura, simulatori e attività per bambini
Tra i partner dell’evento, Automobile Club Torino partecipa promuovendo l’educazione stradale e la sicurezza al volante. Nei piazzali esterni di Lingotto Fiere vengono organizzati corsi di Guida Sicura per neo patentati e attività educative rivolte a bambini fino a 11 anni (alla presenza e previa autorizzazione da parte dei genitori).
Nello stand dell’A.C. Torino il pubblico avrà la possibilità di provare il nuovo simulatore di guida in uso presso le Scuole del circuito ACI Ready2GO: un’occasione di informazione e sensibilizzazione sui principali temi della sicurezza e sul rispetto del Codice della Strada.
Auto ma non solo; perché l’esperienza e la passione per la guida e per i motori può essere espressa anche attraverso il gioco e la simulazione. Ad AMTS è allestita un’area videogames che offre un’esperienza immersiva grazie a simulatori di guida di ultima generazione. Lo spazio è il risultato di una collaborazione speciale con l’evento Torino Comics e crea un ponte tra il mondo dell’automotive e quello del gaming. Qui, visitatori di tutte le età possono mettere alla prova le proprie abilità di guida virtuale, sfidando amici e altri appassionati in gare emozionanti che promettono adrenalina e divertimento.
Innovazione e sostenibilità nell’ E-Mobility & Green Innovation Hub
L’E-Mobility & Green Innovation Hub si presenta come un punto di riferimento sulle macchine ibride ed elettriche. Questo spazio, realizzato in collaborazione con la fiera Restructura, è una vetrina delle ultime innovazioni nel campo della mobilità sostenibile. I visitatori hanno l’opportunità di esplorare le più recenti infrastrutture per la ricarica, indispensabili per supportare la transizione verso un futuro più verde.
Ad AMTS in palio una Fiat 500 Hybrid con il concorso a premi Win AMTS & go.
Win AMTS & go è il concorso a premi con estrazione finale con un montepremi totale di €14.400 e in palio una Fiat 500 Hybrid. Per partecipare al concorso a premi è necessario acquistare un biglietto intero per l’ingresso alla manifestazione (sono esclusi dall’estrazione i biglietti scontati, omaggio o convenzionati) e, entro il 21 aprile, inserire il codice univoco del biglietto su https://amtstorino.it/102727/concorso-wingo.
Entro il 30 aprile verrà sorteggiato il biglietto vincente: in palio una Fiat 500 Hybrid Hatchback My23 Hybrid. Il regolamento completo è disponibile alla pagina https://amtstorino.it/102727/concorso-wingo.
Nella pista drift allestita nelle aree esterne, i visitatori possono assistere a dimostrazioni eseguite da piloti esperti che sfidano le leggi della fisica con le loro abilità di controllo del veicolo.
Non manca inoltre un palinsesto di incontri culturali, tavole rotonde, mostre e attività sul palco: confermato il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino tra i partner; presente inoltre come ospite l’Heritage Hub di Stellantis (Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth).
Le aree tematiche
L’evento si articola in quattro aree principali:
area expo – mercato, con le più prestigiose vetture da collezione, gli ultimi modelli e le innovazioni del settore automobilistico, con focus sulle tendenze per i giovanissimi e le proposte green in campo automotive con la possibilità di testare in loco le auto del momento;
area tuning: dedicata alle auto modificate a livello estetico, meccanico, elettronico, motoristico e tanto altro.
area eventi, con spazi di approfondimento e incontro, per ascoltare storie e scoprire il dietro le quinte da piloti, meccanici, ingegneri, designer e personaggi del settore e incontrare esperti a cui chiedere informazioni e curiosità;
area experience, uno spazio esterno che si trasforma in un’arena dove la maestria dei piloti si unisce alla potenza delle macchine. Test drive, drifting, racing e spettacolari show acrobatici per emozionare il pubblico di appassionati.
Appuntamento a Lingotto Fiere dal 19 al 21 aprile 2024.
Info
Auto Moto Turin Show
Lingotto Fiere Torino, via Nizza 294, 10126 Torino
Dal 19 al 21 aprile 2024
orari: dalle 9.30 alle 19.30
Biglietti
Online: early bird fino al 12 aprile
Intero €15
Ridotto €12 (6-15 anni compiuti; persone con disabilità)
Ridotto convenzioni €12
Online da sabato 13 aprile
Intero €18
Ridotto €15 (6-15 anni compiuti; persone con disabilità)
Ridotto convenzioni €15
In cassa nei giorni di evento
Intero €20 (da 16 anni compiuti in su)
Ridotto convenzioni €17
Ridotto generico €15 (ragazz* 6-15 anni compiuti; persone con disabilità)
Ingresso gratuito: bambini 0-5 anni, accompagnatori persone con disabilità, accompagnatori scolaresche