photo copyright David Tarallo/pitlaneitalia.com

























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Si svolgerà l’8 e il 9 giugno prossimi presso la Salle du Grand Marais et gymnase Galliéni a Riorges (Loira, Francia) il Salone del Modellismo organizzato dal Club des Modélistes Ferroviaires du Roannais.
La manifestazione è riservata a tutte le discipline del modellismo: treni, aerei, navi, auto e così via.
Carrellata di foto della pitlane (e del paddock) di Imola, 6 Ore del WEC. Fra i personaggi, si è visto Stéphane Ratel, a colloquio con Amato Ferrari. E’ stata anche l’ora delle verifiche tecniche a cura dei commissari e dei delegati della Commissione Internazionale.
Foto copyright David Tarallo / pitlaneitalia.com
































La Peugeot 9X8 in configurazione 2024 (con ala posteriore…!) farà il proprio esordio alla 6 Ore di Imola, seconda prova del WEC. In Qatar aveva corso ancora la prima versione che – lo ricordiamo – aveva esordito alla 6 Ore di Monza 2022 dopo essere stata presentata l’anno precedente. Foto del giovedì pomeriggio.
foto copyright David Tarallo / pitlaneitalia.com



























Quando arrivi in pista non è mai un pomeriggio qualunque anche se di per sé potrebbe esserlo. Il giovedì è il giorno in cui non succede nulla ma è sempre bene essere lì. Primo perché puoi incontrare un po’ di gente (Valentino Rossi che esce dall’hospitality, Buemi che fa le prove del sedile), secondo perché se sai rimanere discreto metti del fieno in cascina: particolari tecnici, curiosità, tutto materiale che nel corso della stagione potrà risultarti utile.
Non vado volentieri a Imola. Non che non mi piaccia il tracciato – ci mancherebbe – ma per giornalisti e fotografi è un posto dove si fa una gran fatica e non è neanche detto che ti vada bene. Del resto il circuito è affascinante per la sua unicità: non è un circuito cittadino ma è un po’ come se lo fosse. La sala stampa ha chiuso presto, alle 18 (e domani apre abbastanza tardi, alle 9). Per fortuna ho potuto scaricare le foto all’hospitality Porsche e sto facendo la post produzione nella birreria dietro le tribune, quella che si chiama “Un posto felice”. Un buon augurio alla fine di una giornata non proprio bellissima, in tutti i sensi.
La calma del giovedì è quella piena di promesse. Preferisco quella di Spa. A Imola l’endurance della categoria top non si vedeva dal 2011 e fa sempre un certo effetto rendersi conto che son passati tredici anni. Strano, 2011 mi sembrava ieri. C’erano ancora le Peugeot 908, le Audi e si preparava il ritorno del Mondiale endurance, l’odierno WEC. Nel corso del decennio è arrivata la Porsche, se n’è andata ed è pure tornata. E’ arrivata la Toyota ed è rimasta per tutto questo tempo. Oggi diventa nera, non il massimo dell’originalità ma si sa che le livree delle auto da corsa contemporanee non sono fatte per garbare ai vecchi.
Domani, almeno dal pomeriggio, si inizia a fare sul serio. E’ bene arrivare preparati perché tra procedure di accredito, parcheggi, posti in sala stampa e roba varia, partono delle ore. Due, tre, come nulla. E se sei a Le Mans, anche quattro. Non è che i pass ti arrivino dal cielo, neanche se lavori dentro il circo.
Ah, una foto di omaggio al gran lavoro del personale della CEA mi pareva doverosa.











testo e foto di Marco Nolasco
Il 14mo (o 15mo) Edil Toys.
Tutti gli appassionati conoscono i 13 modellini Edil Toys, compreso il rarissimo n. 11, la Mercedes 250 realizzata in Italia in pochissimi esemplari e qualcuno di più in Turchia. Molti sanno che fu annunciata anche una Opel, che non vide la luce perché nel frattempo l’ azienda cessò la fabbricazione di automodelli.
Nella mia collezione esiste però un altro Edil Toys, la cui storia attraversa 55 anni della mia vita di collezionista, affiorando e scomparendo nei decenni come un fiume carsico che scorre nel tempo invece che nello spazio.

La vicenda nasce nell’estate del 1969, quando vidi sul n. 4 di Quattroruotine, nella pagina dedicata alle elaborazioni, le foto dei lavori di Angelo Cavalli, un ragazzo di 21 anni che trasformava con grande maestria i modelli industriali in inediti, soprattutto versioni familiari da berline, ma anche vetture da corsa. In particolare mi colpì una riuscitissima, a giudicare dalla foto, Ferrai 312P spider ricavata da una Panther della Mercury! Quello era un lavoro fuori dalla mia portata, ma in un’altra foto comparivano due elaborazioni che mi sembrarono più abbordabili, erano due Fiat familiari, come si chiamavano allora le station wagon, una 1100 D di Norev e una 124 Mebetoys ricavate dalle berline.
Avevo in collezione due 124 Edil Toys, una intonsa e una rovinata da un tentativo di elaborazione in versione rally poi abortito e decisi di seguire le orme di Cavalli trasformandola nella familiare, allora inedita. Ricordo che incollai il cofano posteriore al tetto per allungare il padiglione e iniziai a costruire i montanti posteriori con del lamierino, ma nemmeno quel lavoro si rivelò alla mia portata e dopo qualche mese il tutto fu abbandonato in uno scatolone.


Circa otto anni fa riemerse dall’oblio e mi rimisi all’opera. Per vostra fortuna non ho più fotografie dei lavori, ricordo che ne pubblicai alcune sul forum di Modelli Auto, ma non ne conservai le copie ed ora sono offline.
Comunque lasciai il cofano a completare il tetto, aggiungendo le nervature di irrigidimento che Cavalli non aveva previsto, costruii il portellone posteriore in lamierino di ottone, apribile per mantenere lo “spirito” degli Edil Toys, spostai lo sportello del bocchettone del serbatoio dal fianco destro al sinistro e modificai gli interno nella parte posteriore, aggiungendo un bagaglio per mascherare la vite di fissaggio, come era d’uso fare all’epoca. Miscelando del rosso, dell’arancio e del bianco, per tentativi, mi avvicinai alla tinta originale degli interni.
Finalmente rimontai il tutto, operazione non semplicissima per un Edil Toys, ma la mascherina era rovinata dal mio primo tentativo di elaborazione, quando praticai due fori per aggiungere due fari supplementari.



Quindi mi fermai nuovamente finché, poco tempo fa, riuscii a recuperare una mascherina di ricambio da un noto collezionista che realizza particolari per il restauro degli obsoleti quindi ecco il modello finito a fianco di quello originale e a due analoghe versioni russe, i Saratov n. A-9, la VAZ Lada 2101 e n. A-11, la VAZ Lada 2102 combi, entrambe del 1970 mentre i modellini uscirono nel 1974.




La targa è una foto di quella originale e i fanali posteriori sono decals, sempre per rispettare lo stile Edil Toys.
E’ programmata per il prossimo 28 aprile la Journée Nationale des véhicules d’époque, organizzata dal Club Auto Rétro des Monts du Soir (CARMS) presso l’Espace Guy Poirieux a Montbrison (Loire, Francia), lo stesso luogo dove viene organizzata la borsa di scambio modellistica.
La manifestazione si svolgerà dalle 8.30 alle 17, con ingresso gratuito.
E’ in programma questo weekend la 6 Ore di Imola, seconda gara del FIA-WEC 2024.
Qui di seguito trovate in formato pdf scaricabile l’intero programma del WEC. L’attività in pista inizierà venerdì.