Domenica 25 febbraio è in programma la prima edizione 2024 della Borsa di scambio a Novegro.
ORARI INGRESSO
Domenica: 9.30-16.30
PREZZI
Giornaliero online: 6,70 euro + 1,30 euro (commissione di servizio). Giornaliero in cassa: 8 euro. Ridotto: 5 euro (militari muniti di tesserino e disabili con invalidità tra 40% e 79%, previa esibizione del relativo documento). * Omaggio: ragazzi fino ai 18 anni non compiuti e disabili con invalidità tra 80% e 100%, previa esibizione del relativo documento*
*I biglietti ridotti e gratuiti sono acquistabili unicamente in loco presso le biglietterie del Parco Esposizioni Novegro.
Accompagnatori: Nei casi in cui è previsto il biglietto gratuito per disabili con invalidità dall’80% al 100% (vedi casi sopra riportati) verrà concesso l’ingresso gratuito agli accompagnatori.
L’Automobile Club de l’Ouest ha diramato stamani la lista ufficiale della 24 Ore di Le Mans 2024, in programma dal 12 al 16 giugno.
Tra le Hypercar si affronteranno nove marchi diversi: Ferrari, Toyota, Cadillac, Peugeot, Porsche, Alpine, Lamborghini, BMW e Isotta Fraschini. Dopo aver segnato il suo decimo successo nell’edizione del centenario lo scorso giugno, la Casa di Maranello si prepara ad affrontare una concorrenza agguerrita.
In LMP2, assente da quest’anno nel FIA-WEC, sono presenti 16 equipaggi, fra cui 6 misti di piloti professionisti e dilettanti.
Novità del 2024, la LMGT3 che rimpiazza la LMGTE. Per l’occasione, la GT3 proporrà una griglia davvero notevole, composta di 23 vetture: Aston Martin, BMW, Corvette, Ferrari, Ford, Lamborghini, Lexus, McLaren e Porsche.
Le vetture di riserva sono sette.
Ecco il documento ufficiale in pdf (scaricabile qui sotto):
Solido non fece mai l’Alfa Romeo 33/3 in versione corta e i collezionisti ci restarono male, dovendo i meno dotati accontentarsi della coda lunga di Le Mans 1970, uscita nella serie 100 col numero di catalogo 187. I più facinorosi, però, non restarono con le mani in mano, cimentandosi in elaborazioni sempre molto coraggiose partendo dalla 33 lunga del ’70.
Abbiamo recentemente trovato un modello (bisognoso di restauri, peraltro non complicati), che testimonia in modo emblematico la capacità e anche la creatività di certi collezionisti degli anni ’70. La miniatura che vedete nelle foto fu realizzata con tutta probabilità in Francia in un periodo che ci piace immaginare immediatamente successivo alla vittoria di Henri Pescarolo e Andrea De Adamich alla BOAC 1000 km di Brands Hatch, che si disputò all’inizio di aprile del 1971 – curiosamente proprio nel periodo in cui la 33/3 coda lunga di Solido veniva commercializzata.
Malgrado ciò che potrebbero far credere le apparenze, il modello delle foto utilizza in toto gli elementi di carrozzeria della Solido 187. Il collezionista che eseguì l’elaborazione tagliò il cofano posteriore, tappando le uscite d’aria e ricavando in modo veramente mirabile la presa d’aria sul cupolino, cosa tutt’altro che facile, vista la proverbiale durezza della zamac Solido. Il cofano posteriore è stato fissato in posizione chiusa. Centralmente, rimosse la copertura del “lato passeggero” dell’abitacolo; anche per quanto riguarda la parte frontale il lavoro dovette essere lungo e complesso, con l’eliminazione dei fari, la riproduzione delle griglie sui passaruota e con la configurazione diversa della zona della presa d’aria, che richiese ovviamente una modifica – peraltro facile in questo caso – del fondino in plastica.
La decorazione venne realizzata con le solite decals di fortuna (ma il simbolo della BOAC è riprodotto a pennello), alcune delle quali sono andate perdute ma non sarà impresa ardua ricostruirle, con foglietti simili, risalenti a quegli anni. Dovranno anche essere riposizionati lo specchietto a treppiede e il gruppo delle alette posteriori, con tutta probabilità quelli del Serie 100.
Chi avrà eseguito questa elaborazione? Non ne abbiamo idea. Il modello non è firmato e proviene da una collezione nella quale si trovavano pezzi simili, che sono stati conservati abbastanza male (alcuni sembrano addirittura alluvionati). Speriamo di pubblicare qualche foto quando l’Alfa 33/3 sarà stata ripulita e restaurata come merita.
Nel giorno in cui ricorre il compleanno di Enzo Ferrari, che nacque a Modena il 18 febbraio 1898, la Casa di Maranello svela la livrea della Ferrari 499P che sarà impegnata nel FIA WEC 2024 nella classe Hypercar. Si accendono così i riflettori sulla seconda stagione iridata, che si avvierà il 2 marzo, in Qatar, che avrà protagonista la squadra Ferrari – AF Corse con le vetture numero 50 e 51.
Tradizione e innovazione dialogano nella nuova livrea della Hypercar della Casa di Maranello, un “abito” che, mentre richiama da vicino la storia recente di una stagione 2023 che ha visto la squadra italiana conquistare la 24 Ore di Le Mans del Centenario e concludere al secondo posto in classifica Costruttori, guarda al futuro introducendo elementi innovativi.
L’immancabile rosso, sinonimo nel mondo dell’italianità sportiva rappresentata da Ferrari, e il giallo sono i colori che enfatizzano le linee scultoree e dinamiche della vettura.
Sul corpo della vettura prevale un rosso racing studiato ad hoc per la nuova stagione, dal tono intenso e profondo, abbinato al Giallo Modena, quest’ultimo già presente sulla livrea del 2023. Il rosso della Ferrari 499P per l’imminente stagione agonistica rielabora quello già visto sulla monoposto F2007 con quale la Scuderia Ferrari affrontò l’impegno in Formula 1 nel 2007, ma rispetto all’originale introduce elementi di novità: il risultato è una versione lucida che meglio si adatta alle esigenze di visibilità della vettura in gare che, spesso, si svolgono anche in condizioni di scarsa luce e in notturna.
Nuovo rispetto alla precedente annata è anche lo schema compositivo studiato per le 499P numero 50 e 51. L’obiettivo principale è quello di esaltare il corpo della vettura e l’abitacolo con due blocchi di colore sfalsati, che creano un ritmo compositivo fluido, e con un design che, mescolando le due tonalità indicate, sappia esaltare linee e tridimensionalità delle geometrie.
Aspetti ben evidenti osservando lateralmente la Hypercar: il Giallo Modena “abbraccia” per intero l’abitacolo, sottolineandone la centralità da un punto di vista fisico e simbolico, mentre linee, stilemi grafici inediti e bande orizzontali del medesimo colore contribuiscono a enfatizzare il concetto di dinamismo e velocità espandendosi sia nella parte bassa della linea – in prossimità dei passaruota posteriori – sia sulla parte superiore della pinna centrale, sia all’interno delle piastre di chiusura dell’ala posteriore.
Il risultato è sicuramente valido. E’ necessaria comunque una puntualizzazione: nella comunicazione ufficiale Ferrari si continua a parlare di Giallo Modena a celebrare la 312 PB, il che è una specie di forzatura. In realtà la Ferrari adottava sulle 312 PB vari colori secondari per facilitare il riconoscimento delle differenti auto in corsa: nel 1973 furono utilizzati il blu, il verde e il giallo. Se si fosse realmente voluto ricordare le 312 PB sarebbe stato forse più opportuno (e storicamente corretto) servirsi del giallo – sempre di grande effetto – su una vettura e magari del verde o del blu sull’altra. Ma questo interessa probabilmente a una ristretta cerchia di fissati dell’endurance, lontani da certe logiche di marketing più che di informazione.
Sarà una delle novità del FIA-WEC 2024: l’Alpine A424, ottemperante al regolamento LMDh, esordirà in Qatar. Costruita con molta cura, sarà la sola auto del FIA-WEC a utilizzare il telaio Oreca, che ha mostrato di essere molto competitivo nell’IMSA, vincendo con l’Acura ARX-06 la 24 Ore di Daytona nel 2023. Il motore è un V6 monoturbo da 3,4 litri, progettato da Mecachrome, che la squadra diretta da Bruno Famin conosce molto bene. La base del progetto è l’unità monoturbo di Formula 2, e l’Alpine non ha voluto alterare più di tanto il concetto originario raddoppiando le turbine; ciò avrebbe costretto Mecachrome a ridisegnare l’intero sistema di aerazione. In ogni caso, all’Alpine sono fiduciosi che la potenza erogata dal V6 Mecachrome sarà comunque sufficiente. Il cambio è lo Xtrac a sette rapporti.
La gestione delle vetture è assegnata alla Signatech di Philippe Sinault, squadra che nel 2023 non ha certo brillato in LMP2, ma alla quale non manca l’esperienza, avendo tra l’altro vinto tre volte la classe alla 24 Ore di Le Mans. L’obiettivo per il 2024 non è quello di infastidire le vetture di punta dell’Hypercar, ma piuttosto quello di accumulare esperienza e terminare il maggior numero di gare.
Per quanto riguarda gli equipaggi, sulla vettura numero 35 si alterneranno Paul-Loup Chatin, Ferdinand Habsburg e Charles Milesi; sulla 36 saliranno Mick Schumacher (e c’è molta curiosità su quello che il figlio di Michael potrà fare), Nicolas Lapierre e Matthieu Vaxivière.
Si ripresenta ai nastri di partenza del FIA-WEC la Cadillac V-Series.R LMDh schierata ufficialmente. La vettura, che gli appassionati amano moltissimo per l’inconfondibile suono del V8 da 5,5 litri, aveva iniziato la stagione 2023 come miglior concorrente della LMDh: quarta a Sebring e in Portogallo, poi quinta a Spa, aveva completato il podio di Le Mans dietro le imprendibili Ferrari e Toyota di classe LMH. Poi, il resto dell’anno si sarebbe trasformato in una specie di incubo, con l’equipaggio Earl Bamber / Alex Lynn / Richard Westbrook mai oltre il decimo posto negli ultimi tre appuntamenti della stagione. Con una sola vettura a disposizione, il compito del Chip Ganassi Racing, che gestisce la squadra ufficiale, è sempre stato complesso, dato che in queste condizioni è impossibile raddoppiare i programmi di lavoro nel corso delle prove. In effetti, la Cadillac del FIA-WEC ha dato il meglio di sé proprio quando era presente almeno un altro esemplare non iscritto per tutta la stagione, vale a dire a Sebring e a Spa in preparazione di Le Mans e ovviamente alla 24 Ore. Tra i punti forti della V-Series.R, una buona affidabilità e un consumo mai eccessivo delle gomme.
Anche nel 2024, però, ci sarà una sola V-Series.R nel FIA-WEC, come deciso dai piani alti. Il compito della squadra americana sarà reso ancora più complesso dal fatto che solo due piloti, Earl Bamber e Alex Lynn, si alterneranno sulla vettura, tranne in Qatar, alla 24 Ore di Le Mans ed eventualmente in Bahrein (in Qatar saranno coadiuvati da Sébastien Bourdais).
A Le Mans la Cadillac saranno probabilmente tre: quella dell’Action Racing Express è invitata d’ufficio per il titolo conquistato nell’IMSA e dovrebbe essere pilotata da Jack Aitken, Pipo Derani e Tom Blomqvist. L’iscrizione dell’auto del Chip Ganassi Racing per Sébastien Bourdais, Scott Dixon e Renger van der Zande dovrà essere valutata dal comitato di selezione dell’ACO che si riunirà in questi giorni.
PLIT non ha seguito il Salone di Norimberga, scegliendo come sapete Rétromobile, che offriva secondo noi molti più spunti in generale. Questo non significa ovviamente che Norimberga fosse un evento da snobbare. Ci viene in aiuto Bruno Boracco, che ha appena inviato una gallery sul salone che pubblichiamo volentieri, ringraziandolo per la gentilezza. Non mettiamo didascalie per ragioni di tempo ma speriamo riuscirete a individuare gran parte dei modelli. Dei reportage molto completi su Norimberga potrete trovarli sul blog di Bruno, aperto nell’aprile del 2020 e che regolarmente continua a fornire notizie e informazioni spesso difficili da trovare altrove: https://thesmallbigwheels.blogspot.com/
Si cambia molto, in casa Peugeot, in vista della terza stagione nel FIA-WEC per la 9X8 Hypercar, la seconda completa. Il 2023 non ha certo portato i risultati sperati, e un podio a Monza e 34 giri in testa alla 24 Ore di Le Mans sono un ben magro bottino per la squadra diretta da Jean-Marc Finot (direttore Stellantis Motorsport), Olivier Jansonnie (direttore tecnico) e Christian Deltombe (team manager). Già in occasione della 8 Ore del Bahrein, Finot aveva preannunciato importanti modifiche sulla 9X8 Hypercar che – lo ricordiamo – era stata presentata a Monza nell’estate del 2021.
La 9X8 nella nuova configurazione ha completato i primi test agli inizi di dicembre al Paul Ricard. Per ragioni di omologazione, la vettura non sarà portata in pista prima della seconda prova del FIA-WEC 2024, a Imola, saltando quindi la gara inaugurale in Qatar. Dal cambiamento delle misure degli pneumatici deriverà tutta una serie di modifiche abbastanza vistose. Si passerà dalla combinazione 31/31 alla 29/34: perché le gomme possano lavorare al meglio, sarà necessario più peso sul posteriore, con l’esigenza quindi di far arretrare il centro di gravità dell’auto adattando anche l’aerodinamica. In pratica i tecnici della Peugeot ridurranno il carico generato sull’anteriore per rafforzarlo sul posteriore, anche grazie all’aggiunta di uno spoiler, seppure di dimensioni ridotte rispetto a quelli della concorrenza. E se il telaio non subirà variazioni, il fondo piatto dovrà essere riprogettato. Soggetta a modifiche anche la trasmissione Sadev a 7 rapporti, uno dei punti deboli della 9X8 fin dal debutto, avvenuto a Monza nel 2022.
Quanto agli equipaggi, vi è da registrare un solo cambiamento, ossia la sostituzione di Gustavo Menezes (che comunque non aveva affatto demeritato) col belga Stoffel Vandoorne, fino a questo momento pilota di riserva. Il ruolo di riservista sarà invece occupato dal danese Malthe Jakobsen. Sulla vettura numero 93 saliranno quindi Jensen, Di Resta e Vergne, mentre sulla 94 si alterneranno Duval, Müller e Vandoorne. Alla 6 Ore di Spa in maggio, a causa della concomitanza con l’ePrix di Berlino, Vandoorne e Vergne saranno sostituiti.
Il 17 febbraio del 1984 alle 17.08 un’Audi Quattro col numero otto sulle portiere scattava sulla prova speciale di Condado Jaruco, la più breve di tutto il Rally Costa Brava coi suoi 4 chilometri scarsi. Al volante c’era Michele Cinotto e si trattava dei primi metri percorsi in gara da un team che domani spegnerà quaranta “candeline”: Audi Sport Italia. Sul sedile di destra della Gruppo B tedesca c’era Emilio Radaelli: co-pilota di un’accoppiata che avrebbe concluso in bellezza la gara di esordio tornando prima sul palco di arrivo a Lloret de Mar e anima della nuova squadra, da quel giorno e fino ad oggi.
A distanza di tanto tempo il manager monzese ricorda: “malgrado quella prima presenza fosse frutto di un mix di collaborazioni, dall’officina a Vienna dei fratelli Schmidt a furgoni noleggiati alla Tamauto, quel primo risultato dava motivo a Roland Gumpert, allora a capo di una Audi Sport impegnata a tempo pieno nel Mondiale Rally, di ritenere che non fosse stata una cattiva idea spronarci e sostenerci nell’avviare una squadra che affrontasse le gare dell’Europeo”. Pochi mesi dopo, nel 1985 e 1986 sarebbero arrivati i primi titoli, gli “scudetti” italiani riservati ai migliori piloti del Gruppo A, con le 80 Quattro e Coupé Quattro.
Quella conosciuta nel primo decennio di vita come Audi Sport Europa Team e che aveva operato soprattutto anche se non esclusivamente nei rally, 10 anni dopo, 30 anni fa, cambiava nome diventando Audi Sport Italia. Radaelli ricorda il dietro le quinte della nascita di quell’impegno: “la partecipazione al Superturismo e la denominazione Audi Sport Italia è nata durante un viaggio invernale con Antonio Cerlenizza, allora a capo della marca Audi per l’importatore italiano, che si chiamava ancora Autogerma. Gli avevano appena consegnato una delle primissime Audi A8 uscite e la battezzava praticamente con quel viaggio. Quando siamo arrivati a destinazione, aveva preso forma la partecipazione con due 80 Competition al Campionato Italiano Superturismo ed era stata decisa la denominazione che usiamo ancora oggi. Cerlenizza avrebbe poi sostenuto il nostro ingresso anche nel campionato Superstars con le Audi RS4”.
Dopo tante vittorie e titoli nei rally e gare turismo con piloti i cui nomi son finiti nei più prestigiosi albi d’oro, gli ultimi cinque lustri sono invece stati monopolizzati dalla presenza nello spazio del Gran Turismo. E anche in quegli inizi c’è stato un viatico da parte di un nome la cui carriera è stata collegata indelebilmente ai quattro anelli: “oggi siamo senza dubbio la squadra con la più lunga partecipazione continuativa alle competizioni con Audi. Ma lo eravamo già nel 2009. Infatti il Dottor Wolfgang Ullrich, capo di Audi Motorsport e in quel periodo fresco di vittorie alla 24 Ore di Le Mans, consegnò proprio ad Audi Sport Italia la prima R8 LMS allestita per la categoria GT3”.
Nel 2024 la squadra con sede nel novarese continuerà in quella attività arrivata al quarantesimo compleanno partecipando al Campionato Italiano Gran Turismo, ma prima il suo fondatore è atteso da un fuori programma. Dal 14 al 16 marzo tornerà a far coppia con Cinotto su una Audi Quattro nel 72° Rally Costa Brava. Ormai diventata gara parte integrante del Campionato Europeo FIA dei rally storici, come ai tempi della prima vittoria della squadra richiamerà una folla di tifosi catalani, questa volta all’insegna non solo della passione ma (anche) della nostalgia per il periodo d’oro delle gare su strada.
Nel corso dell’inverno 2022-2023 il Toyota Gazoo Racing lavorò parecchio sulla GR010 Hybrid di classe Hypercar, ottenendo come risultato un buon guadagno in maneggevolezza, efficienza aerodinamica (con alcuni dettagli rivisti in modo abbastanza radicale), riduzione del peso e miglior rendimento sia in termini motoristici sia di telaio. Il risultato ormai lo conoscono tutti: dominio per tutta la stagione, tranne nell’evento più importante dell’anno, la 24 Ore di Le Mans. La Toyota ha totalizzato nel WEC ben 45 vittorie, ottenendo il titolo mondiale nel 2014, 2018-2019, 2019-2020, 2021, 2022 e 2023. Quest’anno, tranne la livrea che vira ad un ben poco eccitante nero opaco (che secondo i responsabili del marketing dovrebbe richiamare il diuturno “work in progress” di una vettura da competizione) le novità tecniche sono limitate. Ricordiamo che secondo il regolamento, ogni costruttore ha a disposizione, dal 2021 alla fine del 2027, solo due omologazioni più cinque “bonus” di evoluzione. La Toyota GR010 conta su un’affidabilità ormai consolidata e rispetto alla concorrenza ha mostrato di non essere eccessiva nel consumo delle gomme. Il team, poi, è uno dei più esperti della categoria. Quanto agli equipaggi, l’unico cambiamento è rappresentato dall’arrivo dell’olandese Nyck De Vries, che sostituisce José María López, che passa alla Lexus nella categoria GT3. Sulla vettura numero 7 si alterneranno quindi Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck De Vries, mentre sulla numero 8 ci saranno ancora Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa.