Rétroforézien il 19 maggio

Nel ventennale del Rétromobile Club Forézien, si svolgerà domenica 19 maggio all’Ippodromo di Feurs (dipartimento della Loira) la rassegna Rétroforézien, dedicata all’automobile, alla moto ma non solo: sono infatti in programma un’esposizione agricola e animazioni varie. Per informazioni: https://www.retroforezien.fr/

L’Alpine A290 sarà presentata in occasione della 24 Ore di Le Mans

Se la notizia fosse stata diramata ieri, qualche inguaribile ottimista avrebbe potuto pensare a un pesce d’aprile e invece è tutto vero: Alpine presenterà presto la A290 completamente elettrica e lo farà il prossimo 13 giugno in occasione della 24 Ore di Le Mans. Si tratterà di una piccola vettura a 5 posti, il cui concept, denominato A290_β, era stato svelato il 9 maggio 2023 a Bristol. E’ un altro squallido tassello che si aggiunge al desolante panorama dell’auto contemporanea. Non resta che sperare che i vari politicanti capiscano che il loro nuovo giocattolino, ossia la guerra, è incompatibile con la cosiddetta transizione ecologica e decidano quindi di allentare la presa su percorsi e scadenze varie. E’ peraltro questa l’idea di alcuni analisti più indipendenti dal mainstream.

Qualcuno ha già scritto “meno green deal e più security deal”. E se la candidatura della stessa Von der Leyen per un secondo mandato alla guida della Commissione europea ha nei suoi programmi il riarmo, si capirà come una rimodulazione delle risorse e un rilassamento delle tappe forzate del programma verde sui vari settori possano diventare una concreta eventualità. Intanto godiamoci questo ennesimo aspirapolvere col nome di auto vera. Chi può comprarsi una A110 lo faccia prima che tolgano di mezzo anche quella.

Il servizio clienti on-line di BBR

BBR ha annunciato un nuovo servizio per rendere l’esperienza sul BBR Model Store ancora migliore. L’azienda di Saronno sta introducendo un sistema di assistenza più veloce, dettagliato e personalizzato.

Come funziona:

Ora, per ottenere assistenza, non si dovrà più aspettare al telefono o attendere una risposta via e-mail. Il processo è stato semplificato in modo significativo secondo le seguenti modalità.

Nuovo servizio di assistenza:

  • Accedere al proprio account su www.bbrmodelstore.com.
  • Nell’area personale si troverà una nuova sezione chiamata “Assistenza“: https://www.bbrmodelstore.com/PageContacts.aspx Cliccarci sopra.
  • Una finestra si aprirà e chiederà di “Mostrarci la tua richiesta per il tuo ordine.” È qui che si potrà riportare dettagliatamente la richiesta di assistenza.

Vantaggi del nuovo servizio di assistenza:

  • Tempestività: Il team di assistenza sarà in grado di rispondere più rapidamente alle esigenze dei clienti.
  • Personalizzazione: Si potrà selezionare il tipo di assistenza necessario, consentendo allo staff di essere più preciso nel soddisfare le richieste.

Sono sempre on-line le FAQ, utili a chiarire i dubbi di base sul funzionamento del sito e degli ordini:

https://www.bbrmodelstore.com/PageFAQ.aspx

A proposito di Ford GT J Politoys: un’elaborazione recente

Decisamente le elaborazioni “d’epoca” suscitano l’interesse dei lettori di PLIT, e anche dei suoi collaboratori. L’apparizione della Ford GT J elaborata al tempo che fu su base Politoys presentata oggi da Riccardo Fontana1 è stata l’occasione per Marco Nolasco di inviarci le immagini di un’altra GT J Politoys trasformata, che Marco così descrive: “E’ un lavoro di qualche anno fa che riprende uno analogo dell’epoca. Feci diverse modifiche, tra cui l’aggiunta di una presa NACA sul padiglione”.

  1. https://pitlaneitalia.com/2024/04/01/ford-gt-j-di-politoys/ ↩︎

Ford GT J di Politoys

testo e foto di Riccardo Fontana

Ormai sta diventando un filone abituale per PLIT: gli obsoleti elaborati all’epoca, del resto, sembrano interessare molto i lettori, e certamente si portano dietro un carico di fascino non indifferente, simboli di un’epoca che era più semplice in tutto (ci torneremo), più spensierata, più economica, ma non meno soddisfacente, per molti aspetti.

Si elaborava di tutto, anche i modelli apparentemente più improbabili: facile – tutto sommato – ricavare qualcosa di ottimo da un Solido o da un Dinky, ma da un Politoys Export?

In realtà, un Politoys Export era solo molto meno rifinito di un Solido o di un Dinky, ma spesso aveva linee esatte e, almeno nelle sue prime declinazioni, ottime ruote, e quindi nulla vietava di elaborarne uno per ricavare un modello particolare non reperibile altrimenti, com’è stato per la Ford GT 40 “J-Car” che potete vedere nelle immagini.

La J-Car, nelle intenzioni della Ford, doveva essere l’estremo sviluppo dello sport prototipo destinato a vincere la cosiddetta Guerra Ferrari-Ford, e della GT 40 ben poco aveva effettivamente: aveva il motore 7000 V8 da 520 CV derivato NASCAR che equipaggiava le MK II, accoppiato ad un cambio a sole due marce (d’altronde, con la coppia spaventosa che aveva…) ed inserito in un telaio monoscocca in alluminio molto avanzato. L’aerodinamica era molto carente, tanto è vero che l’auto non corse mai: venne presentata ai test preliminari della 24 Ore di Le Mans del 1966 che venne poi completamente dominata dalle GT 40 MK II artefici del celeberrimo e controverso arrivo in parata, e poi costò la pelle a Ken Miles nel corso di un test privato condotto da Shelby American sul circuito di Riverside.

Un fallimento di auto, dunque? Non proprio: con coda e muso ridisegnati e poche altre modifiche (il cambio) la J-Car divenne la MK IV che vinse comodamente le uniche due corse cui prese parte, la 12 Ore di Sebring 1967 con Mario Andretti e Lucien Bianchi, e la 24 Ore di Le Mans dello stesso anno con Dan Gurney e A.J. Foyt, terrorizzando la FISA per le velocità spaziali che il suo grosso V8 da sette litri le permetteva di sviluppare sull’Hunaudières (e non avevano ancora visto le 917 a coda lunga…), tanto da indurre un rapido e molto discusso cambio di regolamenti per la stagione successiva.

La J-Car, essendo una macchina praticamente misconosciuta, non vincente e francamente nemmeno molto bella, non ha mai goduto particolarmente dei favori dei produttori di automodelli: se le GT40 tradizionali, MK II o IV che fossero sono state riprodotte molto ed a tratti molto bene, lei com’è anche ovvio che sia è passata praticamente inosservata, se non per il modello Politoys della serie Export che mi stato la base di questa elaborazione.

La GT-J Politoys così come da produzione appare grossolana (anche nella prima versione con le ruote in gomma), ma in realtà ha delle evidenti qualità di forma: in pratica, è grossolana e sgraziata, ma è la vettura reale ad esserlo, quindi tutto sommato a linee si difende, mentre i dettagli sono molto poveri e giocattoleschi, con una verniciatura bianca uniforme, nessun dettaglio colorato a parte, e solo alcune grosse decals generiche di carta a completare una decorazione di pura fantasia.

Eppure c’era, e con poco era possibile ricavarne un signor modello, sicuramente più bello in proporzione di quanto non fosse la GT 40 MK I Solido (abbastanza terribile).

Ecco, questo modello – recuperato in settimana da un lotto di vecchi modelli elaborati da Tiny Cars, contenente alcune stranezze su cui forse sarà il caso di tornare – nasce proprio da questa filosofia, dall’ottimizzazione di quel poco che il mercato poteva offrire nei primi anni settanta, le elaborazioni personali con Autosprint aperto sulle ginocchia, che così tanto aggiungevano alla passione ed alla competenza dei collezionisti.

Il modello non si presentava in ottime condizioni: aveva qualche chip di troppo e, soprattutto, a fronte di una decorazione perfetta (la cui origine mi sfugge, ma certamente sono decals prodotte da qualcuno) aveva alcuni dettagli verniciati a pennello come la presa d’aria anteriore o le tre superiori, mentre altri come i grossi fari rettangolari o la parte inferiore del cofano posteriore erano totalmente bianchi come da modello Politoys.

Erano stati anche aggiunti i finestrini, un particolare che sicuramente fa a pugni con il fatto di non aver neanche dato un punto di rosso ai fari.

Detto fatto, per prima cosa sono state ritoccate le piccole chippature che qua e là affioravano un po’ dappertutto, e poi sono stati aggiunti i ritocchi di colore su fari, sfoghi e meccanica che ancora mancavano, oltreché sulla scritta Ford in rilievo sull’anteriore.

Il risultato è questo: non sarà uno Spark, ma ha indubbiamente il suo significato e possiede una sua resa.

Continueremo, per il vostro tedio, a proporvi modelli come questo: saremo strani, ma tutto ciò ci piace, e dal gran numero di contributi analoghi che arrivano dai lettori, siamo in buona compagnia.

Nota: un’elaborazione più recente dello stesso modello l’ha presentata su PLIT Marco Nolasco. Link: https://pitlaneitalia.com/2024/04/01/a-proposito-di-ford-gt-j-politoys-unelaborazione-recente/

Alfa Romeo: elaborazioni Solido degli anni ’70 (e altre)

Come spesso succede, gli articoli sui Solido storici riscuotono parecchio interesse, lo confermano ampiamente i dati di Google Analytics. Anche l’ultimo, sull’Alfa Romeo 33TT12 Redlefsen1 , non ha fatto eccezione. Ci ha scritto Riccardo Dietrich da Milano, inviandoci alcune foto di bellissime elaborazioni fatte su base Solido negli anni ’70, fra cui la famosa 33TT12 Redlefsen.

Solido kit, Alfa Romeo 33TT12 Redlefsen 1000km del Nürburgring 1975, Scheckter/Mass

“La 33TT12 di Mass/Scheckter – ci dice – l’ho fatta pure io. Ma per il bianco ho usato la vernice. Mio grande errore: lasciare i cerchi nichelati. Pazienza. Ma ogni sfogo del cerchione ha un punto nero di inchiostro all’interno, fatto con il “rapido” da 0.3 (…una follia???). Mi sono divertito un sacco!!!! Le decals sono gialle. Del resto era il 77. Ne ho fatte altre, tra le quali una elaborazione della Solido della spettacolare Fernet-Tonic turbo (M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-A, ma venduta ad una delle tante borse di fine anni settanta, assieme a quattro 908 di Monza, le quattro Matra di Le Mans 72 e tutte le Ford Capri di Kranefuss di Le Mans 1973)”.

Foto in apertura: elaborazione Solido, Alfa Romeo 33TT12 coda corta 1975

  1. https://pitlaneitalia.com/2024/03/30/modelli-del-passato-alfa-romeo-33tt12-1000km-del-nurburgring-1975/ ↩︎

Modelli del passato: Alfa Romeo 33TT12 Redlefsen 1000km Nürburgring 1975

Del primo transkit MRE su base Solido abbiamo parlato lo scorso gennaio1 ricordando come una parte rimanente dei modelli destinati a quella produzione fosse stato commercializzato senza decals e con la scatola standard.

Il secondo transkit di Michel Elkoubi fu l’Alfa Romeo 33TT12 in versione Redlefsen 1000km del Nürburgring 1975 (piloti Jody Scheckter e Jochen Mass), sicuramente una delle livree più interessanti per una vettura che normalmente si presentava rossa con qualche scritta e poco più.

Il transkit si componeva del modello Solido, uscito nel giugno del 1976, con decals ad acqua serigrafate e un foglio d’istruzioni. Era compreso nella confezione anche il foglietto originale del Solido numero 41, che veniva fornito esattamente come quello commercializzato dalla casa produttrice, ossia con una parte della decorazione già applicata.

Stampigliato su un lato della scatola si legge: Alfa-Romeo 33 TT 12 Fabrication exclusive pour B.A.M. avec l’aimable autorisation de SOLIDO

La scatola era quella rossa dei kit della serie MRE, con un timbro su un lato che ringraziava Solido per la collaborazione, formula che non può non ricordare quella che si legge sull’etichetta delle Alpine-Renault A110 1800 di X-AMR uscite proprio in quel periodo. Evidentemente Solido collaborava volentieri direttamente con gli artigiani, che le assicuravano un discreto smercio di modelli addizionali.

La distribuzione del transkit dell’Alfa 33TT12, uscito nei primi mesi del 19772, avveniva tramite la BAM, di recente apertura. La 33TT12 Solido-MRE è anteriore all’uscita del kit ufficiale Solido, che fra le tre versioni comprendeva anche la Redlefsen del Nürburgring 1975 ma i modellisti meno giovani si ricorderanno sicuramente quanto fosse difficile (eufemismo) far tornare quelle decals sul modello.

La plancia di MRE, pur non essendo di qualità eccelsa – ma a quei tempi ci si accontentava – era studiata con maggior cura e ogni tanto è possibile, specie nelle borse di scambio in Francia, imbattersi in esemplari montati, più o meno ben conservati. L’interesse del modello di queste foto consiste nell’essere rimasto nelle condizioni di origine, con tanto di foglietti di protezione delle decals.

Le accomuna il fatto di essere due sport-prototipo, di essere state prodotte dallo stesso marchio praticamente negli stessi anni (la Porsche è del luglio 1975), di non essere edizioni “ufficiali” e di avere lo stesso sponsor. Vi pare poco? Della Porsche 917/10 Redlefsen vi racconteremo la storia in un prossimo articolo
  1. https://pitlaneitalia.com/2024/01/18/modelli-del-passato-porsche-911-carrera-rs-solido-per-mre/ ↩︎
  2. Si veda anche https://pitlaneitalia.com/2022/11/06/le-alfa-romeo-33-competizione-di-solido/ ↩︎

Novegro Model Contest il 6-7 aprile

Sabato 6 e domenica 7 aprile, il padiglione D del Parco Esposizioni Novegro darà spazio alla terza edizione di Novegro Model Contest, il concorso di modellismo statico.

In associazione con le più importanti realtà di modellismo italiano, sarà aperto a diverse categorie.

Il biglietto intero ha un costo di 5 euro e sarà disponibile esclusivamente in cassa.

Orari di apertura (padiglione D):
– sabato 6 aprile: 9:30 – 18:30
– domenica 7 aprile: 9:30 – 18:30

L’attività 2024 del circuito di Charade

Abbastanza intensa l’attività 2024 del circuito di Charade, un luogo storico che rischiava anni fa di sparire del tutto e che invece ha saputo in qualche modo resistere e riorganizzarsi con una proposta di eventi non di primissimo piano ma comunque abbastanza interessanti. Si inizierà il 7 aprile, con la prima delle cinque edizioni annuali di Charade Classic, rassegne a tema che di volta in volta propongono raduni su determinate marche e modelli. Qui di seguito il programma dell’anno, maggiori informazioni a questo link: https://www.charade.fr/evenement/