24 Ore di Le Mans 2022, verifiche tecniche in place de la République

La pesa e le verifiche tecniche aperte al pubblico prima della 24 Ore di Le Mans sono ormai una tradizione nella tradizione, che meriterebbe forse un approfondimento. Place de la République ha sostituito place des Jacobins, che nel 2012 fu impraticabile per degli importanti lavori e che successivamente è stata giudicata meno pratica. Da place des Jacobins partirà comunque la Parade des pilotes venerdì prossimo. Pubblichiamo una gallery della seconda giornata di oggi, in cui sono transitate alcune delle vetture più importanti, come le due Toyota, le Ferrari 488 GTE Evo di AF Corse e le Porsche 911 RSR-19 ufficiali.

La guida completa alla 24 Ore di Le Mans 2022

Oggi e domani sono in programma le verifiche tecniche e la pesa delle vetture in place de la République a Le Mans. La giornata test si svolgerà domenica 5 giugno. Nel documento pdf scaricabile qui sotto trovate tutte le informazioni pratiche sulla prossima 24 Ore di Le Mans.

Oreca alla 24 Ore di Le Mans 2022

Alleghiamo il presskit diffuso da Oreca in occasione della 24 Ore di Le Mans 2022. Un documento utile per storici, modellisti e appassionati in genere.

La Lancia Flaminia Presidenziale accompagna il Presidente della Repubblica Italiana alla celebrazione del 2 giugno

Dopo due anni di assenza, si è svolta oggi a Roma la Festa Nazionale della Repubblica, una giornata celebrativa che ricorda la nascita della Repubblica Italiana nel 1946, un omaggio ai suoi valori e a quei simboli della storia, della bellezza e della cultura che rendono l’Italia famosa ovunque nel mondo.

Come da tradizione, la Lancia Flaminia Presidenziale ha accompagnato il Presidente della Repubblica nel percorso di apertura della parata militare, attraverso alcuni dei luoghi simbolo di Roma Capitale e lungo Via dei Fori Imperiali.

È dal 1961 che la Lancia Flaminia Presidenziale è la vettura ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana, diventando ambasciatrice dell’italianità nel mondo in occasioni istituzionali come la Festa della Repubblica del 2 giugno e l’insediamento del Presidente al Quirinale, oltre ad aver accompagnato politici, capi di Stato e sovrani, quali la regina Elisabetta II d’Inghilterra o il Presidente John Fitzgerald Kennedy.

Presentata al Salone di Ginevra del 1957 e dotata di motore V6 da 2,5 litri, la Lancia Flaminia aveva il compito di sostituire la Lancia Aurelia e in breve tempo vennero realizzate diverse versioni speciali della vettura, tra cui quella prodotta nel 1961 da Pinin Farina e chiamata “335”, sigla che indicava la misura del passo in centimetri. Si trattava di una decappottabile a passo lungo che, l’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi scelse come vettura di rappresentanza. Ne vennero realizzati quattro esemplari, a cui furono assegnati, seguendo una consolidata tradizione, i nomi propri di cavalli purosangue delle scuderie del Quirinale: Belfiore, Belmonte, Belvedere e Belsito.

Verniciate nel caratteristico blu notte, tutte le vetture dispongono di una selleria in pelle Connolly nera, interfono per comunicare con l’autista, cinque sedute posteriori con ampio divano e due strapuntini. Sottoposti a restauro nel 2001, attualmente due degli esemplari, Belfiore e Belvedere, sono affidati alle Scuderie del Quirinale. La Belsito è invece visionabile presso il museo storico della Motorizzazione Militare di Roma, mentre la Belmonte è esposta dal 2001 al Museo dell’Automobile di Torino.

foto Media Stellantis

Ferrari 308 GTB IMSA Huffaker 1990

Pubblichiamo una nuova gallery di un montaggio di Gualtiero Negri, la Ferrari 308 GTB realizzata da Huffaker per Bill Freeman in vista di una partecipazione al campionato IMSA del 1990. Il cambio dei regolamenti mise termine al progetto, ma restò la testimonianza di un impiego abbastanza originale di un modello che non era nato per le competizioni.

Domenica 5 giugno torna la borsa di scambio a Novegro

Domenica 5 giugno torna Novegro Borsa Scambio.

La manifestazione presenta un’ampia varietà di giocattoli d’epoca per collezionisti proposti da espositori italiani ed europei: bambole, miniature, action figure, modellismo, videogiochi, giochi da tavolo, mattoncini Lego e molto altro.

I cancelli saranno aperti dalle 9:30 alle 18:30.

La prevendita è aperta fino alle ore 18:00 di giovedì 2 giugno e i biglietti verranno erogati via e-mail entro 48 ore.

Ferrari 365 GTB/4 Daytona Le Mans 1973 n.33

Presentiamo un altro montaggio di Gualtiero Negri, stavolta su base Le Phoenix (metallo bianco 1:43). Si tratta della Ferrari Daytona iscritta a Le Mans 1973 dalla J.C.Bamford Excavators Ltd per Neil Corner e Willie Green. La vettura abbandonò alla 18ma ora per guasto alla trasmissione. Fra le sue peculiarità vi era la guida a destra e la sponsorizzazione della Corgi Toys, che non si lasciò sfuggire la ghiotta occasione promozionale, dotando la propria Daytona (in 1:36 e per di più stradale!) di qualche adesivo semplificato che ricordava la livrea della vettura di Le Mans.

Tornando alla gara del ’73, l’ambito trofeo di categoria GTS (Gran Turismo Speciale) andò comunque a una Ferrari, quella dell’importatore francese Charles Pozzi, condotta da Vic Elford e Claude Ballot-Léna, sesta assoluta, che ebbe la meglio sulla Porsche 911 Carrera RSR 2.8 di Erwin Kremer, Paul Keller e Clemens Schickentanz.

Rassegna stampa: Auto Modélisme n.283

Il numero 283 (maggio 2022) di Auto Modélisme conferma la china che la rivista ora in mani belghe ha intrapreso dai tempi del passaggio di consegne: un prodotto povero, mal concepito, privo di spunti, senza vitalità. Le foto, enormi, cercano di nascondere testi superficiali e svogliati e gli articoli restano sostanzialmente asettici e privi di un reale approfondimento. Questo lo scrivo nella piena coscienza del fatto che pubblicare una rivista cartacea, con gli stretti tempi a disposizione e le rogne tecniche costantemente in agguato, sia sempre qualcosa di stressante e complesso. Però, santa pace, non ve l’ha ordinato il medico di farlo. C’era bisogno di proporre l’ennesimo articolo sulle vetture sponsorizzate Jägermeister? Il famoso digestivo col cervo servirebbe probabilmente a metabolizzare le tante altre brutture presenti in questo numero, di cui vi facciamo grazia. Se avete avuto il coraggio di comprarlo potrete constatarlo di persona. Altrimenti non vi sarete persi niente.

Motor Racing in Colour e un mondo in bianco e nero

Flashback 1: Ero a Monza verso l’inizio degli anni duemila e Mario Acquati organizzava una delle sue vendite promozionali nella leggendaria bottega nel paddock dell’autodromo. Fra i tanti volumi proposti a prezzi bassissimi ve n’era uno, inglese, di fine anni settanta, che stupidamente non presi e che non ho più ritrovato. Era una specie di guida ragionata a tutti i libri di automobilismo usciti fino a quel momento.

Oggi un volume così sarebbe impensabile ma all’epoca non lo era affatto, in un periodo in cui Internet ce l’aveva solo l’esercito americano, le foto quando uscivano su un settimanale stavi una settimana a guardartele e la maggior parte degli archivi era praticamente irraggiungibile.

In un contesto simile, una guida come quella poteva essere indispensabile per qualsiasi ricerca storica. Era un mondo in cui le squadre di Subbuteo erano ancora meno di duecento, in cui nessuno probabilmente aveva sotto mano la lista completa della Serie 100 della Solido e in cui se volevi un John Day o un Auto Replicas dovevi andare a Radlett da GPM. All’epoca i libri e i modelli più che rari erano rarefatti. Ma era proprio tale rarefazione a dar loro un peso specifico particolare.

Flashback 2: Primi anni novanta, all’università decisi che i libri che mi piacevano di più erano quelli della Oxford University Press perché erano quelli che avevano il miglior odore. Quasi di pane fresco ancora caldo. Per l’automobilismo, non erano male quelli di P.S.L., guarda caso ancora inglese.

Girando si fanno strani incontri. Ho recuperato di recente in Germania un volume di Doug Nye, certo non uno dei suoi più conosciuti, ma ugualmente degno di considerazione. S’intitola Motor Racing in Colour e uscì nel 1978 edito da Blandford. Di piccolo formato, in quel tempo aveva un suo senso: è una specie di compendio di storia delle competizioni, arricchita da una straordinaria appendice fotografica, per lo più a colori, come promette il titolo, con immagini che credo siano anche rimaste inedite dopo quell’uscita. Penso al ruolo di un libro come questo oltre quarant’anni fa.

Oggi sembra una cosa scontata, ma quanto doveva essere complicato procurarsi un’immagine del motore della prima Renault di Formula 1 o della gara di F.3 a Monte Carlo? Tutto era meno banale e molto più disconnesso, almeno parlando di connessione fra appassionati. Ci si scriveva, ci si telefonava ma le domeniche pomeriggio – io me lo ricordo appena anche se ho fatto in tempo a viverne una parte – erano lunghe e mortalmente noiose.

Tutto si diluiva e si prolungava e nessuno aveva da ridire perché non c’erano alternative. Se ti arrabbiavi ti cantavano Voglio l’erba voglio dei Gatti di Vicolo Miracoli e zitto.

Potevi passarle con un kit o con un libro, quelle domeniche. Oggi trascorrere una giornata all’antica, staccati da tutto e da tutti può costituire una scelta snob o una sana reazione all’esposizione mediatica. Quando ti sei stancato del silenzio, riattacchi l’USB e ti getti di nuovo della mischia globalizzata. Allora no. Allora dopo una giornata appiccicosa guardavi il TG1 delle otto e mangiavi con le posate dal manico di plastica verde acqua.

Non necessariamente quel passato va rimpianto, ma va ricordato. E va ricordato anche quando si giudicano gli oggetti che da quel passato arrivano. Il libro di Doug Nye oggi non avrebbe senso, questo è ovvio, ma apporta molte più informazioni a proposito della sua epoca di quante non si potrebbe immaginare ed è bello farlo rivivere.

Il libro è inglese, l’odore è buono. Se lo sai ascoltare ti racconterà dei regolamenti del Campionato europeo turismo e dei vincitori della 500 Miglia d’Indianapolis, di Mario Andretti recente campione del mondo di F.1 e ti fornirà l’indirizzo postale della Arrows, della Hesketh e della Copersucar.

Forse altrove in questo sito scrissi che il libro di Jess Pourret sulle Ferrari 250 GT va assaporato con una GTO di AMR davanti. A ogni volume corrispondono determinati modelli, noi collezionisti siamo fortunati. Accanto a questo di Nye metterei le vituperate March 761 della John Day, di quelle in diecast, vendute solo montate. L’abbinamento può avere un senso. Saponette colorate e giacche con le toppe; moquette in bagno e piatti con steak ricoperto di crema di whisky fino all’orlo. Le liste dattiloscritte di Brian Harvey e l’adesivo del BRDC.

“Today, motor racing at all its many levels is one of the most popular spectator sports in the world. More than a million people flock to watch the World Championship races of each year, fought out by highly sophisticated Formula 1 cars and the most talented drivers of their day in circuits from Buenos Aires in Argentina, through Long Beach on America’s West Coast, across to Europe and the classical venues such as Monte Carlo, then back to North America in the autumn”.

Rassegna stampa: Minauto Mag’ n°86

Con un AutoModélisme che non riesce a sollevarsi da una triste mediocrità, Minauto Mag’ resta, in ambito francese, una delle pochissime letture esclusivamente automodellistiche. Il numero 86 di maggio/giugno 2022 strizza l’occhio al cinema, con la recensione di alcune vetture celebri quali la nuova Batmobile prodotta in 1:18 da Jada. Non manca, a latere, una bella carrellata di novità che spaziano da Fast & Furious a Frankestein, dai Muppets a Stolen Harmony. E’ tutto molto vario e colorato. Tornando più coi piedi per terra, segnaliamo come sempre le recensioni, che in Minauto Mag’ sono oneste e ben documentate. Un reportage su Rétromobile completa un numero che vale la pena acquistare.