Dal 23 al 25 settembre, l’Alto Adige è stato teatro della Cavalcade Classiche, che ha visto 60 storiche Ferrari attraversare i paesaggi più suggestivi delle Dolomiti.
Le vetture hanno formato un corteo straordinario, dalla Ferrari 166 MM del 1948, alle GTO, F40 e F50, fino alla Dino 246 GT.
Il viaggio, riservato ai proprietari di Ferrari, si è svolto su un percorso dove non sono mancate le occasioni di incontro con un ampio pubblico.
La Cavalcade Classiche è organizzata da Ferrari secondo i più alti standard di eccellenza, nel pieno rispetto delle regole e dei luoghi attraversati. Per garantire la massima attenzione alla sicurezza, il convoglio è stato accompagnato dal servizio di scorta della Polizia Stradale.
Il viaggio della Cavalcade Classiche ha preso il via il 23 settembre da Bressanone, con la prima tappa a Bolzano, dove le Ferrari sono state esposte in Piazza Walther. Da qui, il corteo ha attraversato alcuni dei paesaggi più suggestivi delle Dolomiti, passando per il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio e la Val di Fassa, fino al Passo Sella. Nel pomeriggio, destinazione Bressanone, attraversando la Val Gardena e il borgo di Chiusa.
Nella seconda giornata, il 24 settembre, i partecipanti hanno percorso l’Alta Badia e il Parco Naturale di Fanes Sennes Braies, per poi affrontare il Passo Giau. Le Ferrari si sono fermate presso il lago di Mosigo a San Vito di Cadore, prima di ripartire verso Cortina d’Ampezzo, il Lago di Misurina e l’esposizione a San Candido.
Il 25 settembre, ultima giornata di viaggio, con i partecipanti impegnati sul Passo delle Erbe e in Val Pusteria, passando per Brunico, fino all’Abbazia di Novacella. Una cena di gala si è tenuta nella cornice di Piazza Duomo a Bressanone.
Patrick Modiano (che, ricordiamo, fu insignito del Nobel per la letteratura nel 2014) fa il proprio ritorno con un libro pubblicato da Gallimard. Stavolta in collaborazione con Christian Mazzalai, chitarrista del gruppo rock Phoenix (che nel 2010 ricevette un Grammy Award per l’album Wolfgang Amadeus Phoenix), Modiano ripercorre la storia di un immobile situato nel quartiere di Montparnasse, cuore della bohème parigina dei tempi che furono.
Intitolato 70 bis entrée des artistes, il volume è una specie di racconto-inchiesta, che mescola testi, foto, documenti, quadri e memorabilia su uno stabile dove abitarono o transitarono artisti, attori, pensatori, scrittori e varia umanità fra la metà del 19° secolo e gli anni ’50 del 20°. Vi lavorarono Pablo Picasso, Auguste Rodin, Ezra Pound e Robert Louis Stevenson, tanto per dare un’idea della portata internazionale di quello stabile, con la Boite à thé, le stanze, i depositi e le cantine.
Patrick Modiano e Christian Mazzalai, che condividono una grande passione per Parigi e anche per gli archivi, hanno condotto un’inchiesta che parte dal Secondo impero e che arriva alla metà del Novecento. Ritroviamo personaggi stravaganti e echi di un passato semidimenticato, grottesco, bizzarro o a volte semplicemente geniale. Troviamo un capitolo sulla scimmia Jacques, diventata la mascotte di quei luoghi negli anni ’50 del Secolo XIX, un altro su Maria Latini, giovane italiana arrivata a Parigi per fare la modella, o un altro ancora sullo stravagante cow boy di Montparnasse, che girava a cavallo con indossando un grande cappello texano.
Oggi il 70 bis è divenuto una residenza e Montparnasse ha nel frattempo perduto gran parte dei suoi laboratori d’artista. Questo è un viaggio nella memoria che farà la felicità di pensa che i luoghi abbiano un’anima, da leggere e rileggere più volte senza noia, immergendosi nelle numerosissime immagini dal grande potere evocativo.
Patrick Modiano – Christian Mazzalai, 70 bis entrée des artistes, Editions Gallimard 2025, copertina in brossura, € 25,00 [ISBN 978-2-07-312363-3]
Sabato 4 ottobre è stata la giornata nazionale di ASI Solidale e Lega del Filo d’Oro grazie al coinvolgimento dei Club Federati che con i sidecar e le spider storiche hanno raggiunto i centri residenziali e le sedi territoriali della Lega del Filo d’Oro in tutta Italia.
L’iniziativa, che rientra nella campagna “Un mondo di sì” promossa dalla Lega del Filo d’Oro, è stata battezzata “SideCare” per evidenziare l’assonanza del termine sidecar, che identifica le moto dotate di carrozzino laterale per trasportare un passeggero con maggiore comodità, con “care”, ovvero “cura” in inglese.
Anche i motori, in particolare quelli storici, sono capaci di trasmettere emozioni e sensazioni positive, proiettando la persona diversamente abile in una dimensione nuova e stimolante.
Nella gallery, l’incontro con i mezzi dell’AMB (Antiche Moto Brianza) e del MAMS (Monza Auto Moto Storiche – Amici dell’Autodromo) al centro residenziale di Lesmo. Foto Raul Zacchè
Sono in line i biglietti della Mostra Scambio di Novegro (9-11 novembre).
Lo sconto in prevendita del 20% del ticket giornaliero rispetto al prezzo in cassa sarà valido fino a venerdì 31 ottobre. Dopo questa data, il prezzo del biglietto online salirà da 12 euro a 15 euro.
Italeri presenta un kit in 1:24 dell’Iveco 190.28 Turbostar CowBoy. Il Turbostar fu un successo commerciale di Iveco. Grazie alle sue caratteristiche di robustezza, affidabilità e performance conquistò una significativa posizione sul mercato europeo dei camion e divenne il veicolo industriale più diffuso in Italia alla fine degli anni ’80. Fu prodotto in numerose versioni e allestimenti per rispondere in modo puntuale e preciso alle richieste delle aziende utilizzatrici. Il Turbostar ebbe il maggior successo commerciale grazie alla versione trattore stradale a due assi, segmento in cui diventò un punto di riferimento del trasporto su gomma degli anni ’80. Nel 1983 Iveco presentò il 190.38 “Cowboy”, caratterizzato dai vistosi scarichi “American Style”, spoiler sul tetto e numerosi dettagli estetici ma anche volti a migliorare il comfort di bordo.
Qui sotto una gallery che illustra la livrea e le parti di cui si compone il kit. Da notare purtroppo la targa anteriore italiana, completamente sbagliata: dal 1976, con l’introduzione della sigla della provincia in colore arancione, la targa anteriore non cambiò, continuando a presentare tutte le lettere e numeri in colore bianco e la sigla della provincia collocata dopo la serie numerica. Errate anche le dimensioni, troppo grandi. O sbaglio?
Nell’agosto 2021, il pilota francese Esteban Ocon ottenne la sua prima vittoria in Formula 1 al GP di Ungheria, con l’Alpine A521.
Norev ha riprodotto in serie limitata Excluweb l’Alpine A110 Trackside Esteban Ocon che celebrava la vittoria (venne diffusa anche la versione dedicata ad Alonso).
Il numero di gara 31 di Ocon figura sull’anteriore e sul paraurti posteriore. La targa è fedele a quella di un esemplare realmente esistente.
Numero di catalogo 185332, serie limitata a 110 esemplari numerati.
La Citroën DS festeggia i settant’anni nel 2025; all’anniversario è stato già dato ampio risalto (basti pensare all’ultima Rétromobile) ma a Lione, in occasione di Epoqu’Auto, si farà qualcosa di diverso: dimenticando per una volta i colori più tradizionali della déesse, si lascerà spazio alle tinte meno comuni e più particolari, come l’orange capucine per una ID19 del 1957 (foto di apertura), che sarà esposta nel contesto di una mostra tematica con undici vetture in rappresentanza di tutte le serie.
Due pezzi eccezionali arricchiranno la retrospettiva: la DS21 Pallas personale del generale de Gaulle, esposta per la prima volta in un salone e restaurata con rigore storico, e l’ID “Analytique” Michelin, laboratorio viaggiante unico, proveniente dalla collezione del produttore di pneumatici, anch’essa ripristinata di fresco.
A ciascuna vettura sarà abbinato in esposizione un abito di alta moda, nella stessa tinta della carrozzeria, firmato dallo stilista lionese Nicolas Fafiotte.
Questa la lista delle DS visibili nella Hall 5 e nella Place des Lumières a Epoqu’Auto dal 7 al 9 novembre:
Ha trovato un compratore il 97% dei lotti della vendita Artcurial dello Château de Vernon, che includeva anche la collezione di Jean-Pierre Nylin1.
Davanti a una sala strapiena e più di duemila acquirenti on line, la vendita ha dato ottimi risultati: una Bentley 3 litri Tourer carrozzata Harrison & Sons del 1923 ha raggiunto i 168.560 euro, mentre una Maserati 3500 GT del 1959 ha spuntato 125.216 euro.
Un altro paio di esempi: € 150.500 per un’Alfa Romeo 1900 CSS del 1957, € 46.956 per una Martini Mk49 di Formula 3 del 1986.
La 6 Ore del Fuji termina con le 499P della squadra ufficiale Ferrari – AF Corse in 11esima e 15esima posizione rispettivamente con gli equipaggi numero 50 e 51, formati da Antonio Fuoco-Miguel Molina-Nicklas Nielsen, e da Alessandro Pier Guidi-James Calado-Antonio Giovinazzi.
Decima al traguardo la 499P del team privato AF Corse, affidata al pilota ufficiale del Cavallino Rampante Yifei Ye, insieme a Robert Kubica e Phil Hanson.
La trasferta giapponese, penultimo atto del FIA WEC 2025, si è confermata molto difficile per le Hypercar della Casa di Maranello, come dalle attese della vigilia. Ferrari si conferma comunque leader nel Campionato del Mondo Costruttori, e Pier Guidi, Calado e Giovinazzi rimangono in testa alla graduatoria del Mondiale Piloti.
I titoli iridati verranno quindi attribuiti nell’ultimo atto stagionale che andrà in scena in Bahrain, con la 8 Ore in programma sabato 8 novembre.
La gara. Scattate dalla sesta e dalla 15esima posizione, con Giovinazzi e Nielsen al volante, le due 499P in livrea rossa erano autrici di un ottimo avvio, grazie alla strategia messa a punto dalla squadra, risalendo fino alla terza e all’ottava posizione con gli equipaggi numero 51 e 50.
Diverse neutralizzazioni causate da alcuni incidenti – il primo fuoripista di una Hypercar concorrente, poco dopo la prima ora, ha determinato un danno alla fiancata destra per la 499P numero 83 obbligando i vincitori della 24 Ore di Le Mans 2025 a una prova sempre in salita – hanno interrotto più volte la corsa permettendo al gruppo di ricompattarsi.
Nel tentativo di esprimere al massimo il potenziale delle 499P a disposizione al Fuji, in una prova che ha costretto le Ferrari a ricercare sempre il proprio limite, un Drive Through e uno Stop and Go – per superamento del numero di track limits – hanno condizionato definitivamente la rincorsa dell’equipaggio numero 51, mentre i compagni della numero 50 – che hanno effettuato solo 4 pit-stop, nel tentativo di sfruttare al massimo gli pneumatici riducendo le soste – hanno lottato concludendo immediatamente fuori dalla zona punti.
Le classifiche. Ferrari rimane in testa al Campionato del mondo Costruttori con 204 punti, 39 di vantaggio sul più immediato inseguitore. Nella graduatoria Piloti, Pier Guidi-Calado-Giovinazzi sono primi con 115 punti; secondi a quota 101 Ye-Kubica-Hanson, quinti con 75 lunghezze Fuoco-Molina-Nielsen.
Nicklas Nielsen, 499P #50: “Abbiamo cercato di sfruttare appieno il potenziale a disposizione. La gara è stata davvero dura e non potevamo ambire a un risultato di alta classifica. Tante interruzioni, inoltre, hanno condizionato la corsa e cercare di recuperare posizioni è diventato impossibile. In Bahrain dovremo fare sicuramente di meglio, dando il nostro contributo alla Ferrari nella lotta per il Campionato del Mondo Costruttori”.
James Calado, 499P #51: “Questo è stato un fine settimana complesso e non possiamo esserne soddisfatti. Dobbiamo voltare pagina, cercando di pensare positivamente al prossimo round, la gara in Bahrain, dove ci presenteremo ancora da leader sia del Mondiale Costruttori sia del Mondiale Piloti. Abbiamo un grande obiettivo e cercheremo di coronarlo all’ultima gara”.
Antonello Coletta, Global Head of Ferrari Endurance and Corse Clienti: “Alla partenza della gara e nelle prime due ore siamo stati autori di un’ottima prova con Giovinazzi e Nielsen, un avvio che ci aveva fatto ben sperare, arrivando sino alla terza posizione con la 499P numero 51. Poi sono successi tanti episodi che hanno causato interruzioni della corsa, complicandola e cambiandone la storia. Episodi che non siamo stati abili a sfruttare come hanno fatto altri avversari. In vista dell’ultimo round in Bahrain dovremo tornare in pista determinati per disputare una gara all’altezza delle nostre aspettative, per concludere al meglio un campionato del mondo che ci vede in testa sin dal primo round”.
Ferdinando Cannizzo, Head of Ferrari Endurance Race Cars: “Sapevamo fin dal principio che sarebbe stata una gara difficile, ma con una prova attenta e grazie ad un assetto che ci ha permesso di sfruttare al meglio il grip offerto dagli pneumatici nelle fasi iniziali e centrali della corsa, eravamo riusciti a portare le vetture nelle posizioni di vertice. Purtroppo, le fasi di Full Course Yellow e le Safety Car hanno cambiato completamente il volto della classifica e l’inerzia della gara che, unite ad alcune sbavature, hanno vanificato l’ottimo lavoro svolto fino a quel momento. Abbiamo perso punti importanti rispetto ai nostri inseguitori, dunque dobbiamo rapidamente analizzare ciò che non è funzionato, voltare pagina e preparare bene l’ultima gara in Bahrain”.
Si è svolta nei giorni scorsi, presso la pista del Museo Storico Alfa Romeo di Arese, la cerimonia di consegna della prima Alfa Romeo 4C Collezione GT “Nicola Larini” da parte del dipartimento Heritage di Stellantis. Realizzata nell’ambito del programma Reloaded by Creators, la vettura celebrativa rende omaggio a un campione che ha fatto la storia dell’Alfa Romeo, campione del DTM 1993 al volante della 155 V6 TI, e prevede la realizzazione di tre esemplari unici basati sulla 4C.
La giornata ha visto Nicola Larini tornare in pista con l’Alfa Romeo 4C Collezione GT “Nicola Larini” per un giro dimostrativo prima di consegnare personalmente le chiavi al nuovo proprietario. Un incontro tra passato e presente che riafferma il legame tra il pilota toscano e il Marchio che con lui ha scritto pagine leggendarie della storia dell’automobilismo sportivo.
L’esemplare consegnato permette di ammirare il risultato di un percorso iniziato mesi fa con bozzetti e rendering. Colpisce la cura dei dettagli, a partire dalla livrea, sviluppata dal Centro Stile Alfa Romeo e in particolare dal designer Alessandro Maccolini e ispirata alle leggendarie Giulia GT degli anni Sessanta e Settanta. In particolare, le tonalità tono su tono di carrozzeria e cerchi evocano quell’epoca gloriosa reinterpretandola con raffinatezza contemporanea, mentre la firma autografa del pilota, applicata sul cofano, sulla targhetta in plancia e ricamata sui sedili, suggella l’unicità del progetto.
La matrice corsaiola si ritrova anche negli interni, con plancia rivestita in microfibra nera per eliminare riflessi, e sedili in microfibra nera con inserti in tinta carrozzeria, così come il mirino del volante. Il vistoso logo Alfa Romeo che capeggia sul cofano verrà riproposto con leggere differenziazioni anche sui prossimi due esemplari, un modo per enfatizzare ulteriormente l’unicità di ciascuna delle tre vetture.
Come tutte le realizzazioni del programma Reloaded by Creators, anche questa 4C gode del Certificato di Autenticità di Stellantis Heritage – Alfa Romeo Classiche, consegnato al Cliente da Alessandro Ravera, Special Vehicles Manager.
Con la consegna odierna si concretizza il primo dei tre esemplari previsti dalla 4C Collezione GT “Nicola Larini”, un percorso che comprende anche altre due vetture: dopo la versione “Giallo Ocra”, infatti, anche quella “Verde Pino” e “Rosso Prugna” saranno messe a disposizione di collezionisti interessati attraverso i canali di vendita Stellantis Heritage (heritage@stellantis.com).