XV Rievocazione Storica della Coppa della Presolana

Sta per entrare nel vivo il weekend della 15ma Rievocazione Storica della Coppa della Presolana – Trofeo Banca Patrimoni Sella, in programma sabato 29 e domenica 30 novembre.

Un evento, quello organizzato dal Club Orobico Auto Moto d’Epoca di Pedrengo (BG), che si consolida sempre più quale appuntamento invernale di riferimento, capace di unire la passione per le vetture storiche alla scoperta della cultura e dei panorami montani bergamaschi.

Oltre a essere entrata nel novero delle manifestazioni più apprezzate di settore, la Coppa della Presolana si distingue per l’atmosfera tipica dei borghi prealpini nel periodo natalizio, con scenari suggestivi e un pubblico sempre partecipe. Una formula che combina sport, turismo e socialità.

All’evento prenderanno parte auto d’epoca e d’interesse storico collezionistico immatricolate entro il 2005, in possesso di Certificazione ASI-Automotoclub Storico Italiano, in un gruppo eterogeneo e variegato di glorie dell’automobilismo del secolo scorso, dalle più anziane Fiat Balilla e Bugatti fino alle BMW Z3 e Lancia Delta Integrale.

DUE PROPOSTE DI PARTECIPAZIONE

Sulla base del successo dell’edizione 2024, anche nel 2025 la manifestazione prevede due modalità di partecipazione:

Formula “Regolarità, rivolta agli equipaggi orientati alle prove di precisione e alla componente sportiva, con attività concentrata nella giornata di sabato 29 novembre.

Formula “Relax”, destinata a chi preferisce un’esperienza turistica e conviviale, articolata sulle giornate di sabato 29 e domenica 30 novembre.

PROGRAMMA 2025

Sabato 29 novembre

Il ritrovo è previsto alle ore 8.30 in Piazza Donatori del Sangue a Seriate peraccoglienza, iscrizioni e verifiche tecniche. La prima vettura partirà alle ore 10.00, seguendo un percorso panoramico attraverso le vallate bergamasche e affrontando le prime prove di abilità presso il Ciclodromo di Cene.

Dopo il pranzo, la carovana arriverà a Castione della Presolana (località Dorga), dove le auto saranno protagoniste tra le casette dei Mercatini di Natale, in un contesto particolarmente apprezzato dal pubblico.

Alle ore 16.00 il Club offrirà a tutti vin brulé e bevande calde; successivamente passerà alle premiazioni della Coppa della Presolana per la categoria Regolarità.

Gli equipaggi iscritti alla Formula “Relax” invece, proseguiranno verso l’Hotel Milano di Castione della Presolana, con accesso alla Spa e alla piscina, cena informale e pernottamento.

Domenica 30 novembre

La giornata conclusiva prevede la partenza della prima vettura alle ore 10.30 in direzione del Passo della Presolana e della Valle di Scalve, per le prove di abilità previste la domenica.

Il programma si chiuderà all’Hotel Milano con il brunch e le premiazioni del Trofeo Banca Patrimoni Sella, momento ufficiale di conclusione dell’anno sociale 2025 del Club Orobico.

La Coppa della Presolana conferma il proprio ruolo di iniziativa che unisce sport automobilistico, promozione culturale e valorizzazione delle eccellenze locali. La manifestazione offre ai partecipanti l’opportunità di scoprire borghi, tradizioni e prodotti tipici, inserendo l’esperienza motoristica in un contesto naturale e storico di grande rilievo.

Il 3 maggio 2026 la 16ma edizione della Borsa a Montbrison

Si svolgerà domenica 3 maggio 2026 la 16ma edizione della Borsa di scambio di Montbrison (vicino a Saint Etienne), organizzata dal Montbrison Maquett’Club (sito per l’iscrizione: https://www.montbrison-maquette-club.fr/).

Espace Guy Poirieux (avenue Charles de Gaulle, Montbrison), orario 8.30-16.30.

Concorso di restauro Porsche Classic 2025: premiata una 912 Targa del 1969

Il Concorso di restauro Porsche Classic è ormai un appuntamento fisso nel calendario di Porsche Italia.

Quest’anno, nella cornice del Porsche Experience Center Franciacorta, la nona edizione del concorso dedicato ai restauri delle vetture Classic ha assunto un valore ancora più speciale: ha infatti chiuso l’anno del 40° anniversario di Porsche Italia, rendendo omaggio alla tradizione della Casa di Stoccarda e al legame profondo con il suo patrimonio storico.

Dal 2015, il Concorso di restauro Porsche Classic valorizza il lavoro dei Centri Porsche e Centri Assistenza Porsche d’Italia che nei mesi precedenti – fino a un massimo di due anni – si dedicano con meticolosa passione al restauro di un modello storico Porsche.

Nel corso della giornata di premiazione, la giuria – composta da Pietro Innocenti, Amministratore Delegato di Porsche Italia, Andrea Gruppach, Presidente della Federazione Italiana Porsche Club, e David Giudici, Direttore delle riviste ACI – ha selezionato e premiato i restauri che si sono distinti per eccezionale qualità degli interventi, autenticità dei componenti e fedeltà alle specifiche originali.

Ad aggiudicarsi il podio della nona edizione del Concorso di restauro Porsche Classic sono state:

Prima classificata: 912 Targa del 1969 in colorazione Ossi Blau. Una vettura che ha percorso un lungo viaggio nella stessa famiglia dal 1976, testimone di avventure memorabili fino a Capo Nord. Il Centro Porsche Roma ha riportato il suo spirito audace all’antico splendore.

Seconda classificata: 911 Targa America del 1973 in Silber Metal, restaurata dal Centro Assistenza Porsche Padova Est. Nata per il mercato americano, si differenzia rispetto all’analoga versione europea perché dotata di un sistema di alimentazione ad iniezione meccanica e non a carburatori come l’omologa europea.

Terza classificata: 911 2.0 S del 1969 in Blut Orange. Un esemplare ingegneristico di grande valore: è la prima Porsche ad aver introdotto di serie l’iniezione meccanica. Il Centro Assistenza Porsche Catania ha saputo salvaguardare con maestria l’originalità della vettura.

In questa edizione dal livello straordinario, hanno partecipato anche altri eccezionali pezzi unici, ciascuno portatore di storia, personalità e tecnica di restauro di altissimo livello:

356 SC Cabrio del 1964, nella sua colorazione originale Bali Blau, considerata la più celebre della sua serie. Il Centro Porsche Milano Est l’ha riportata allo splendore, arricchendola con un tocco distintivo di personalità grazie a interni in pelle e capote marrone, in sostituzione del nero originale, realizzati su richiesta del cliente.

911 2.4S del 1973, nel vibrante Blut Orange, simbolo dell’epoca d’oro di Stoccarda. Il Centro Assistenza Porsche Padova Est ne ha preservato l’originale, inconfondibile fascino attraverso un restauro meticoloso.

911 2.2 T del 1971, nell’accesa tonalità Kondagruen (Verde Anaconda). Il Centro Assistenza Porsche Padova Ovest si è distinto per averne mantenuto intatte tutte le caratteristiche distintive.

993 RS del 1995 in Speed Yellow, prodotta in un numero estremamente limitato di esemplari e presentata dal Centro Porsche Alessandria, un vero pezzo da collezione.

I quarant’anni di Opel Combo

Dalla Opel Kadett Station Wagon alla Kadett Van per arrivare al Combo (quello, per intenderci, con il tetto rialzato nella parte posteriore per aumentare ulteriormente la capacità di carico): una caratteristica fondamentale di due derivati commerciali di grande successo come erano alla metà degli anni ottanta, Opel Kadett Van e Kadett Combo, derivati dalla quinta generazione di uno dei modelli-chiave della gamma della Casa di Rüsselsheim.

Un’evoluzione quasi naturale che quaranta anni fa, a fine estate 1985, fece la sua prima apparizione pubblica in occasione del Salone di Francoforte. E poco importa se quella prima edizione si chiamasse Kadett Combo (Vauxhall Astramax sul mercato britannico) e successivamente diventasse poi Combo-A per distinguerla dalle successive generazioni di questo veicolo commerciale.

1993: seconda generazione – Un moderno veicolo commerciale

Otto anni dopo, sempre al Salone di Francoforte, ne fu presentata infatti la seconda generazione ovvero Opel Combo-B, un veicolo completamente diverso, realizzato sulla piattaforma della Corsa-B, ma meno derivato commerciale ed un po’ più furgone leggero, ma soprattutto dotato di innovative soluzioni come lo scomparto portaoggetti ricavato davanti agli occupanti nello spazio del cupolino nero anteriore. Non a caso ancora oggi è probabilmente la generazione più originale di Combo. La seconda generazione non era più una station wagon priva dei finestrini laterali posteriori, ma un piccolo furgone vero e proprio, disponibile anche in versione Tour multispazio per trasporto persone.

2001: terza generazione – Compatto, comodo, sicuro, versatile

Nel 2001 il Salone di Francoforte ospitò il lancio della terza generazione realizzata sulla base della berlina Corsa-D che si andava a collocare in un segmento molto competitivo ed in grande espansione quale era quello dei piccoli veicoli commerciali e dei multispazio a 5 posti. Prodotto, come la generazione precedente nello stabilimento portoghese di Azambuja, era disponibile un’ampia gamma di motorizzazioni a benzina, gasolio, metano e poteva avere una doppia porta posteriore oppure, nella versione passeggeri, un ampio portellone.

Gli spazi destinati alle persone ed alle merci si presentavano otticamente come una sola cosa, una sorta di “monocabina” che comprendeva il vano di carico nel progetto generale, mentre il parabrezza spiovente creava un elemento dinamico di transizione con la linea convessa del tetto. «Questa forma insolita» spiegava Thomas Welsch, all’epoca responsabile marketing della linea Combo «ricorda la testa del delfino e, proprio come il delfino, ha un aspetto elegante ed una forma aerodinamica, nonostante la carrozzeria relativamente grande».

2011: quarta generazione – Una piattaforma inedita

Dieci anni dopo, sempre a Francoforte, debuttò il Combo-D, un veicolo visivamente imparentato con la seconda generazione del Fiat Doblò. Caratterizzato da un corpo vettura molto più grande delle precedenti versioni, era in grado quindi di offrire più spazio per merci o passeggeri (a seconda dell’allestimento). Il Combo-D condivideva anche gran parte dei propulsori presenti già nella gamma del furgone di Fiat Professional che lo produceva nei propri stabilimenti.

Hannover 2018: quinta generazione – Furgone dell’anno

Nell’estate 2018, in occasione del Salone di Hannover, fu introdotta la generazione oggi sul mercato. Opel Combo-E nasceva utilizzando pianale e scocca delle nuove generazioni di Citroën Berlingo e Peugeot Rifter con passo normale oppure lungo. Premiato come International Van of the Year 2019, il Combo-E Cargo, doveva questo risultato al piacere di guida, agli innovativi sistemi di assistenza alla guida, ai bassi costi di gestione. La giuria aveva apprezzato anche i numerosi sistemi di assistenza alla guida  come l’indicatore di sovrappeso con sensori e l’eccellente visibilità: la seconda telecamera nello specchietto retrovisore esterno lato passeggero, per esempio, riduce l’angolo cieco del veicolo. Opel Combo Cargo ricevette molti apprezzamenti anche per il nuovo sistema di protezione della fiancata Flank Guard, anch’esso basato su sensori.

Le Mans Classic: apertura della biglietteria on-line il 27 novembre

Apre il 27 novembre la biglietteria on-line della Le Mans Classic 2026, in programma dal 2 al 5 luglio.

Co-organizzata dal 2002 da Peter Auto insieme all’Automobile Club de l’Ouest, la Le Mans Classic ha assunto cadenza annuale, con la Le Mans Classic Legend che si aggiungerà al programma nel 2026 e con la Le Mans Classic Heritage dal 2027.

Link della biglietteria: https://www.lemansclassic.com/fr/billetterie/

Il 29 marzo la 48ma edizione di AutoMiniaTours

E’ programmata per il 29 marzo 2026 la 48ma edizione di AutoMiniaTours (parc des expo de Tours, Avenue Camille Chautemps), borsa di scambio riservata a modelli nuovi e antichi. Orario della manifestazione: 9-16.30. Per ulteriori informazioni: mail autominiatours@orange.fr, Facebook autominiatours club.

Borsa di scambio a Novegro, 23 novembre 2025

Testo e foto di Riccardo Fontana

È andata in archivio anche l’edizione invernale della consueta mostra scambio dedicata al giocattolo ed al modellismo di Novegro per questo 2025, contraddistinta dall’opinabile scelta della data, concomitante con quella del salone Autoclassica in quel di Rho, che se non ha rappresentato un problema per l’affluenza di pubblico – che spesso ha potuto anzi godere della possibilità di prendere due piccioni con una fava, o con un viaggio, a scelta – lo ha certamente rappresentato per gli espositori, che non potendo ancora disporre del dono dell’ubiquità tipico di certi abitanti del Gargano hanno dovuto fare delle scelte: Novegro oppure Autoclassica?

Pro e contro vari, ciascuno ha tratto le sue conclusioni e così non tutti gli habitué erano al loro solito posto.

Ciononostante la qualità di modelli è stata comunque buona, mantenendosi su standard elevati per quanto comunque distanti da quanto ci aveva abituati il recente passato: di fatto credo dipenda unicamente dal suddetto accavallamento, perché in giro per l’Europa continuano a spuntare collezioni di assoluto rilievo – verosimilmente appartenenti a collezionisti defunti per età – a cadenza incessante, creando un surplus di offerta non trascurabile, che inevitabilmente influenza i prezzi.

C’era bella roba comunque, a prezzi tendenzialmente alti: i soliti giocattoli in scala grande, e poi una bella Renault 8 Gordini della Dinky Toys France in condizioni più che buone ad un prezzo decentissimo, e un cofanetto Mercury relativo alle Fiat 850 in condizioni pari al nuovo, oltre alla solita “doccia” di Mebetoys in scatola bianca ed altri obsoleti in condizioni di assoluto pregio: se non altro, l’abbondanza leggermente meno estrema ha portato a trascurare meno i singoli pezzi d’eccezione presenti, che non sono più stati fagocitati dal baratro del tutto tipico delle ultime tre edizioni novembrine.

La parola alle immagini dunque, e appuntamento alla prossima edizione.

Milano Auto Classica alla Fiera Milano Rho

Si svolge in questo weekend Milano Auto Classica, presso la Fiera Milano Rho, un appuntamento sempre interessante nella ricca offerta delle manifestazioni a tema storico. Ringraziamo Stefano Parisi per le foto.

Photo copyright Stefano Parisi

Borsa di scambio a Saint-Germain-des-Fossés (Vichy)

Si svolge oggi a Saint-Germain-des-Fossés (dipartimento dell’Allier, non lontano da Vichy) la tradizionale borsa di scambio di novembre. Si tratta di un evento incentrato sul fermodellismo ma negli anni scorsi non sono mancate sorprese: ricorderete ad esempio, nel 2023, la comparsa di una bella collezione Dinky in condizioni eccellenti.

Quest’anno, dal punto di vista automodellistico, non si è visto gran che ma guardando bene qualche bella occasione si poteva trovare, come un bel lotto di mezzi pesanti 1:87 Wiking anni ’70 e ’80 oppure alcune Renault Fuego Production 1982 di Top43. Diversi libri e riviste, soprattutto a tema ferroviario, e poi accessori, figurini e pezzi di ricambio.

Buona l’affluenza per un evento che non può essere definito come “maggiore” ma che si è saputo ritagliare il proprio spazio nell’affollato calendario autunnale delle borse di scambio.

A Valencia per le Finali Mondiali Ferrari 2010

La notizia che le Finali Mondiali Ferrari 2026 si svolgeranno – dopo una lunga pausa – di nuovo in Spagna mi ha fatto ripercorrere le tante trasferte laggiù. Viaggi mai banali, dai tempi della Le Mans Series di cui conservo tanti ricordi – alcuni davvero “da film” – al Montmeló. Ed è proprio a Barcellona che sono programmate le Finali 2026, ma in un periodo ormai lontano la manifestazione di fine stagione del Cavallino fu organizzata al Ricardo Tormo di Valencia. Sono passati quindici anni da una di quelle tre edizioni (2009, 2010, 2012), certamente suggerite al marketing dalla presenza di Fernando Alonso nella Scuderia.

Il Ricardo Tormo andrà anche bene per le moto – non lo discuto – ma per le auto è una vera schifezza, Binetto o Lombardore erano quasi meglio. In compenso il viaggio, in auto da Firenze, fu appassionante, con la sensazione di andare all’altro capo del mondo. Attraversare la Spagna – in lungo, in largo o in diagonale – è un’esperienza molto profonda che consiglio a tutti. Quella volta, quindi, niente Montmeló. Il tempo autunnale, abbastanza cupo, non aiutava troppo l’umore. Del Montmeló avevo un ricordo primaverile, gioioso, quasi selvatico. Qui invece Valencia nella sua modernità – neanche fredda ma un po’ distaccata sì – ti metteva addosso una sensazione di leggera e indefinita inquietudine.

I clamori delle Finali Mondiali dell’era schumacheriana al Mugello erano già un lontano ricordo. Il 2010 ti urlava addosso che il 2000, il 2001, il 2002 o il 2003 erano acqua passata, e non lo dico da tifoso Ferrari che non sono mai stato, ma da persona che invecchia e già allora le avvisaglie di un certo declino dell’anima si facevano sentire.

Lasciai presto perdere le gare del weekend, assai poco interessanti a dir la verità, per concentrarmi sul contorno e sui personaggi. Nel paddock erano parcheggiate diverse vetture di un certo rilievo e visto che proprio in quel periodo mi rigiravo tra le mani un kit X-AMR della 348 TS da far montare ad Alberca, ne trovai una nera in una combinazione di colori (nero metallizzato con interi in cuoio chiaro) che mi parve originale. Su quel modello, Alberca autocostruì il tettuccio amovibile, che venne parecchio bene, a dire la verità. Il modello, poi ha fatto chissà quanti giri e sappi tu in casa di quale collezionista sarà finito. Io lo vendetti verso il 2013 a Hervé Crozier di Modelart111 (vedete qui sotto la foto dell’auto a Valencia e del modello).

Un pomeriggio arrivai dal circuito a Cheste, affamato come un lupo. Saranno state le una e di mangiare non se ne parlava neanche. Inutile ricordare le abitudini dei pasti in Spagna. Entrai in un ristorante, c’era un corridoio lungo lungo, illuminato bene, che sbucava su un’altra strada. Chiesi in inglese se fosse possibile mangiare qualcosa. “In Spagna non si parla inglese, parliamo spagnolo”, mi dissero. Giusto. Scartata per varie ragioni l’ipotesi di ricorrere al mio scarsissimo catalano, provai (un po’ per celia, direbbe qualcuno, e un po’ per sfida) col latino.

Aliquid edere vellem. L’essenziale della frase lo afferrarono, invitandomi a ripresentarmi dopo non meno di tre quarti d’ora. Ne valse la pena. Credo di non aver mai mangiato gamberi e fritture varie così buone.

Erano arrivati Alonso e Felipe Massa, in circuito potevi incrociare anche Marc Gené. I piloti effettivi partecipavano ancora alle Finali Mondiali. Il calendario della Formula 1 si era già allungato a sproposito ma nulla in confronto a oggi che ti ritrovi l’ultimo GP trasmesso durante il veglione di San Silvestro.

Di quel weekend a Valencia restano tante foto, qui ne trovate qualcuna. Al ritorno, partito la domenica pomeriggio, mi fermai a dormire a Perpignan dove, dopo una buona cena al Courtepaille dall’altra parte della piazzetta, guardai alla tv Bienvenue chez le Ch’tis, il modello – per chi non lo sapesse – di Benvenuti al Sud. E’ bello viaggiare, anche durante un autunno triste. Ma il Montmeló mi era mancato.