Atelier Alpine Paris

Dopo il primo centro a Barcellona, allestito nel giugno 2024, Alpine apre il proprio concept store a Parigi. Situato al numero 35 di boulevard des Capucines nel secondo arrondissement, l’Atelier Alpine Paris è visitabile da oggi e sarà ufficialmente inaugurato la sera del 9 ottobre alla presenza di invitati e di ambasciatori del marchio.

Sul oltre 650 metri quadri, l’Atelier offre un viaggio attraverso il mondo Alpine, con esposizione di vetture, un motorsport bar, dei simulatori di guida e spazi vendita.

Rassegna stampa: Autodiva n°65

Autodiva, rivista edita e diretta da Gérard Gamand, è una delle più interessanti realtà del panorama storico europeo. La cadenza è trimestrale, con una foliazione di cento pagine. Giunta ormai al numero 65, la testata propone argomenti sempre originali, con testi competenti e foto di notevole interesse.

Il numero che esce in questi giorni conferma la sempre crescente qualità dei contenuti: una retrospettiva di una quindicina di pagina ripercorre la storia del team ATS di Formula 1 dal 1977 al 1984, una vicenda poco brillante ma che nasconde diverse intriganti implicazioni.

Una delle rubriche più sorprendenti di Autodiva è “Impressions d’un spectateur”, dove vengono pubblicate immagini relative a una gara del passato scattate da semplici appassionati. E’ l’occasione per scoprire foto completamente inedite e spesso di grande valore documentario. Stavolta tocca all’ultima gara dell’europeo di Formula 2 del 1977, a Donington Park.

Per quanto riguarda la tecnica, troviamo la storia dei motori Repco di Formula 1 dal 1966 al 1968.

Passando all’endurance troviamo la storia delle due Viper di Le Mans 1994 (ricordate? La gialla e l’arancione fluorescenti) e quella della partecipazione dell’Inaltera alla 24 Ore di Daytona 1977 attraverso le testimonianze di tecnici, piloti e meccanici. Davvero eccellente.

Autodiva ha un prezzo di copertina in Francia di € 11 (€ 11,30 nel Benelux, 17,60 franchi in Svizzera).

Opel storiche al Museo della Barca Lariana

Opel Fans Italy ed Opel Manta Fans Italy hanno tenuto il loro tradizionale raduno storico-tecnico e culinario, convocando sul Lago di Como le Opel storiche con più di 30 anni per l’evento “Le Opel Storiche al Museo Barca Lariana” al quale hanno aderito quasi 50 veicoli storici provenienti non solo da tutta Italia, ma anche da Austria, Croazia, Germania, Olanda e Svizzera.

Dalla Svizzera, ad esempio, è arriva un’Olympia Rekord del 1953, la vettura più anziana presente all’evento, mentre le più giovani sono state un’Omega-B ed una Vectra-B. Presenti una bella rappresentanza di Ascona-B e Manta-B delle quali si festeggia quest’anno il 50° anniversario dal lancio avvenuto nel 1975. Sempre ammirate le Manta-A e le GT 1900 con quella linea di ispirazione Corvette che sono parte del loro successo commerciale. Presenti anche due Senator-B 3.0 dall’Olanda, varie Opel Rekord-C berlina, coupé e Caravan, Ascona-A, Kadett-C tra le quali una GT/E 1900 in livrea stradale gialla e nera.

La parola a Jens Cooper

All’evento lariano era presente anche Jens Cooper, responsabile tecnico dell’Opel Classic Museum di Rüsselsheim, che ha condiviso con i presenti una parte delle storiche fotografie che ha raccolto in molti anni all’interno della Casa madre Opel, spiegando in particolare l’evoluzione dei modelli Ascona e Manta, divulgando al folto pubblico interessanti aneddoti e rivelando anche un’anteprima su un libro attualmente in lavorazione.

Opel e le sue imbarcazioni

In questo contesto, Marco Biondi, presidente del Comitato Tecnico Scientifico del Museo Barca Lariana nonché amico-socio di Opel Fans Italy e del suo presidente Luciano Checcanin, ha risolto il mistero del perché il connubio: vetture Opel ed imbarcazioni. Prima di concentrarsi dal 1899 sulla produzione di automobili e di motociclette Opel si era dedicata a quella di macchine da cucire e biciclette. Non stupisce più tanto che nella seconda metà degli Anni ‘20 si sia cimentata anche con alcune particolari imbarcazioni come, ad esempio, Opel II un’imbarcazione planante monostadio lunga 10 metri con scafo in legno, spinta da due motori Maybach da 22,8 litri da 260 CV cadauno. Con questa imbarcazione, costruita nel 1926 nel cantiere navale Lürssen, il 14 luglio 1927, Fritz von Opel trionfò in una gara a Parigi e il 2 ottobre dello stesso anno si aggiudicò il campionato tedesco di motoscafi ADAC CV sul lago Templin. Avvalendosi proprio della foto di questa imbarcazione, sono state realizzate due targhe ricordo che sono state omaggiate al presidente del Museo Barca Lariana, Ferdinando Zanoletti ed a Jens Cooper.

Berline Fiat anni ’20-30

testo e foto di Marco Nolasco

Insieme alla 501 torpedo già presentata su queste pagine ho recentemente acquisito altri modelli di Officina 942, tra cui la berlina Fiat 515 del 1931. A mio parere è il migliore tra quelli che ho visto, forse perché è chiusa e non si notano gli spessori della fusione.

Realistica la combinazione cromatica, blu e nera, ripresa da un catalogo d’epoca e che, da quello che si legge su Milleruote, era l’unica disponibile per questo modello, come anche il tipo di carrozzeria, in un tentativo di standardizzazione rimasto fine a se stesso e realistici anche i cerchi pieni, come quelli della vera. La mancanza dei vetri è una scelta precisa dell’azienda.

Con la velleitaria 520 Super Fiat a 12 cilindri del 1921 e la sua erede 519 del 1922 a 6 cilindri, meno pretenziosa, ma più gestibile commercialmente, l’azienda torinese introduce un rinnovamento stilistico che abbandona il radiatore tondeggiante ancora presente sulla 501 per adottare i nuovi e più economici radiatori a timpano e linee più rette e spigolose che arriveranno al decennio successivo.

Mi risulta che Officina 942 abbia intenzione di sviluppare questa tematica, intanto confronto il nuovo arrivato con altri modelli del passato di berline Fiat di quel periodo.

In ordine temporale:

-Fiat 519S 1922, con radiatore a spartivento, modello Rio n. 59 del 1973, con cofano motore asportabile (non apribile perché non è incernierato sulla mediana) e buona riproduzione del 6 cilindri in linea.

-Fiat 509 1924, modello Dugu n. 14 del 1967. Modello a parer mio molto riuscito e delicato. Nelle foto si intravede la carta che frapposi a suo tempo tra gomme e cerchi per cercare di impedire il famigerato fenomeno di scioglimento di quest’ultimo.

-Fiat 521 1928, modello Eligor per la serie edicola francese “Voitures d’exception” di Atlas del 2007. In realtà il modellino, che ha il corpo vettura in comune con le varie Rolls Royce, Talbot e Mercedes di Eligor e che credo derivi dal Norev in plastica, è denominato Fiat 525, ma, dalle dimensioni delle luci laterali, soprattutto la terza (vedere le foto delle vere), e dal passo mi pare proprio una 521. Il passo del modellino misura infatti circa 74 mm che in scala 1/43 corrispondono a circa 3180 mm al vero; la 521 ha un passo di 3140 mm e la 525 di 3400. Come spesso capita con questa tipologia di modelli la vernice è punteggiata di bolle, ma, essendo ormai passati quasi vent’anni, spero che il degrado non aumenti oltre il livello attuale.

-Fiat 515 1931, modello Officina 942 n. SB02 del 2025, di cui ho già parlato in apertura. Anche in questo caso, come nella 501, migliorabile il montaggio dei fari.

-Fiat 508 3 marce “Balilla” 1932, modello Rio n. 13 del 1964. Riproduce la versione lusso, con i paraurti. Le portiere sono apribili, ma per mezzo di due enormi cerniere che alterano la linea del tetto. A parte questo il modellino è curato e ben riuscito, soprattutto in relazione all’epoca di realizzazione.

Anche in questo caso non si può che accogliere con molto favore la scelta di Officina 942 di riprodurre vetture altrimenti dimenticate, evitando quelle di cui esistono già modellini di buon livello realizzati in un passato più o meno prossimo.

Il BMW Art Car World Tour a Rétromobile

L’edizione 2026 di Rétromobile, in programma al Paris Expo Porte de Versailles a Parigi dal 28 gennaio al 1° febbraio, costituirà una delle tappe del BMW Art Car World Tour. Saranno esposte tutte le sette BMW art car che hanno preso parte alla 24 Ore di Le Mans tra il 1975 e il 2024.

Tutto – come sapete – iniziò con un’idea di Hervé Poulain, che inizialmente aveva proposto un progetto di far decorare una vettura da competizione alla Renault, che non si mostrò troppo interessata all’iniziativa. Fu Jean Todt a indirizzare Poulain a Jochen Neerpasch, direttore sportivo della BMW, che fu molto attratto dalla prospettiva pubblicitaria, anche in considerazione che la casa di Monaco stava lanciando la Serie 3 e aveva bisogno di una certa visibilità. La prima art car, iscritta alla 24 Ore di Le Mans 1975 dallo stesso Poulain, venne concepita da Alexander Calder, che realizzò un primo bozzetto su un giocattolo in plastica.

Hervé Poulain a Parigi in occasione di un’asta Artcurial, febbraio 2021

La 3.0 CSL fu pilotata dallo stesso Poulain insieme a Sam Posey e a Jean Guichet, vincitore della 24 Ore nel 1964. La BMW assicurò l’appoggio tecnico e logistico. La vettura, molto appariscente nella sua colorazione in rosso, giallo e blu, non passò certo inosservata e il ritorno mediatico fu quello sperato. La vettura fu costretta al ritiro ma questo era un elemento tutto sommato secondario.

L’iniziativa venne ripetuta nel 1976, stavolta con Frank Stella, che decorò una 3.0 CSL Gruppo 5 con un originale motivo che imitava i disegni su carta millimetrata. Poco affidabile, la vettura abbandonò abbastanza presto la gara.

Nel 1977 venne il turno di Roy Lichtenstein, che decorò una 320 Gruppo 5, presentata al Beaubourg il 6 giugno alla presenza di un pubblico selezionato. I motivi dell’alba e del tramonto richiamavano i momenti caratterizzanti della 24 Ore di Le Mans. Dopo due ritiri, una BMW art car vedeva la bandiera a scacchi, in nona posizione assoluta, vincendo oltretutto la classe.

Per la vettura del 1978 fu contattato Andy Warhol, che accettò di buon grado anche se non riuscì a completare il progetto in tempo per la gara di giugno. Il progetto fu quindi rimandato al 1979, con Warhol che si recò a Monaco dipingendo personalmente una M1 (le altre art car sono invece tutte dei “concept”, non colorate direttamente dall’artista). La M1 si classificò al sesto posto, in una gara segnata dalla pioggia che ne alterò i colori e la decorazione.

Nell’inverno 1979-1980 due rinunce, quelle di Jasper Johns e Niki de Saint Phalle, bloccano ogni iniziativa. Altra grande figura artistica, James Rosenquist, propone alcuni bozzetti, fino ad un’idea quasi definitiva, ma BMW rinuncia alla 24 Ore di Le Mans non avendo a disposizione una vettura adatta. Hervé Poulain abbandona la collaborazione con la casa tedesca, continuando a correre a Le Mans con altre vetture, mentre la serie delle art car sarà arricchita da ulteriori opere, ma su auto non destinate alle competizioni.

Si dovette attendere il 1999 per rivedere una BMW art car a Le Mans. La BMW era tornata alle competizioni endurance col prototipo V12 LMR. Per la decorazione fu interpellata Jenny Holzer, che immaginò alcune delle sue celebri frasi (i “truisms”) stampate con caratteri cromati sulla carrozzeria bianca. L’effetto fu affascinante e scioccante allo stesso tempo. Purtroppo la BMW della Holzer non disputò che le prequalifiche, eliminata dopo un incidente con Yannick Dalmas.

Altra lunga pausa fino al 2010, quando nel 35° anniversario della CSL Calder e in occasione del proprio impegno nell’American Le Mans Series con la M3, la BMW incaricò a Jeff Koons di decorare una vettura per la 24 Ore di Le Mans. La M3 si ritirò alla settima ora ma resta una delle più originali e particolari art car, trasmettendo un’idea di velocità e dinamicità senza pari.

Un’art car è tornata a Le Mans nel 2024. La BMW ha aderito al regolamento LMDh costruendo il prototipo M Hybrid V8. Julie Mehretu, incaricata già nel 2018 dopo una riunione a Basilea presieduta da Hervé Poulain e da una dozzina di direttori di musei e gallerie. La forza di questa realizzazione consiste in una gioiosa combinazione di forme e di colori, incluso un vistoso rosso fluorescente. La BMW non è andata molto lontano, abbandonando la gara dopo aver coperto 96 giri.

FIA-WEC: vittoria al Fuji per l’Alpine

Con Milesi, Habsburg e Chatin, l’Alpine ottiene la sua terza vittoria nel WEC alla 6 Ore del Fuji, dove è stata celebrata anche la centesima gara del campionato, dal 2012 a oggi. L’Alpine numero 35 è partita dalle posizioni di rincalzo, perdendo ulteriore terreno a causa di penalizzazioni per un contatto e per un’irregolarità al pit-stop. Beneficiando di una neutralizzazione della corsa, però, la vettura francese ha recuperato in classifica, anche grazie al notevole ritmo in regime di bandiera verde. Milesi si è trovato così al secondo posto, lottando con la Peugeot di Jensen. A un’ora dalla fine, l’Alpine ha guadagnato la testa della gara, con una mossa che ha fatto risparmiare tempo, ossia cambiando solo le gomme sinistre, mentre la Peugeot e la Porsche effettuavano un cambio completo. Poca fortuna per le Ferrari, relegate a posizioni di margine.

In classe GT3, vittoria per la Corvette della TF Sport, che ha beneficiato di una penalizzazione post-gara inflitta alla Ferrari del team Vista AF-Corse.

La scomparsa di Enzo Osella

E’ morto ieri all’età di 86 anni Enzo Osella, uno dei personaggi più importanti del nostro automobilismo. Preparatore, tecnico e costruttore, Osella è stato apprezzato in tutto il mondo soprattutto per gli infiniti successi nella categoria prototipi.

Hobby Model Expo a Novegro: novità ABC

Immancabile all’HME di Novegro lo stand ABC, dove abbiamo ritrovato Laura Brianza.

Fra le novità presentate, la Lagonda già pubblicata su PLIT alcune settimane fa1 e il motoscafo San Marco 800kg motorizzato Ferrari (catalogo 388), di cui era esposto il kit. Ovviamente sarà disponibile l’edizione factory built. ABC aveva recentemente realizzato un altro motoscafo, il Molivio-Alfa Romeo (catalogo 386) che vedete nelle foto. Sul Molivio montato è stata adottata una tecnica particolare di verniciatura che consente di rendere fedelmente l’effetto legno sulle ampie superfici piatte dell’imbarcazione, grazie alla competenza tecnica di una specialista di queste procedure.

Ricordiamo che dall’inizio del 2025 tutti i modelli ABC sono realizzati direttamente in 3D e in futuro anche le referenze meno recenti saranno scansionate per essere ristampate con questa procedura.

  1. https://pitlaneitalia.com/2025/08/21/una-lagonda-fra-le-piu-recenti-novita-abc/ ↩︎

Hobby Model Expo a Novegro: l’H0 di nicchia

Esiste tutta una serie di marchi specializzati nella scala H0 che producono modelli di alta gamma, in resina, in ottone e ora anche in 3D. Sono spesso realtà piccole, alle quali fanno capo persone competenti, con una vasta cultura nell’ambito del trasporto urbano, dei mezzi pesanti o della storia dei rotabili. E’ una tradizione ormai lunga: basti pensare ai tram della Elfer, ormai storici e rarissimi. Alcuni si sono persi per strada, altri si sono aggiunti in questi ultimi anni. Il mercato offre molte possibilità, dato che i soggetti inediti sono ancora molti. Innumerevoli, ad esempio, le varianti di carrozzeria degli autobus o le configurazioni dei mezzi pesanti.

All’Hobby Model Expo di Novegro abbiamo ritrovato alcune vecchie conoscenze, come N3C o Alpen Modell (sempre magnifici i loro rotabili in ottone). Allo stand di Model Center si sono rivisti gli autobus di Real Dreams Model.

Nuove realizzazioni di nonomologati: OM 170/180 e OM 50 Forese

Sono disponibili ulteriori novità di nonomologati: segnaliamo un OM 170 pianale e rimorchio in verde acido con rivestimento in vero legno; dello stesso colore (tra l’altro originale Iveco), un OM 180 pianale con rivestimento in fotoincisione, effetto mandorlato.

Un’altra versione dell’OM 50 si aggiunge alla serie dei telonati, nei colori Forese (argento con particolari rossi).

Infine, la gamma accessori si arricchisce della fotoincisione per i pianali utilizzata ad esempio sull’OM 180 di queste foto.

Tutte queste novità sono acquistabili al seguente link, dove troverete altri mezzi e l’intera gamma accessori di nonomologati: https://www.geminimodelcars.com/shop/55177743/nonomologati