Sabato 18 ottobre alle ore 15 si svolgerà presso il Centro Culturale Franzoni Auto Divisione Classic in Via Val del Caffaro 19 a Brescia la presentazione del volume Tutto Lamborghini, scritto da Marco Visani e edito da Giorgio Nada. Sarà presente l’autore. L’evento è a numero chiuso e occorre confermare la propria presenza all’indirizzo mail divisioneclassic@franzoniauto.it . Registrazioni degli ospiti in loco dalle ore 14.30. Seguirà firma copie.
Documentazione d’epoca: Catalogue Mondial des Modèles Réduits Automobiles
Già dagli anni ’60 l’esigenza di catalogare e sistematizzare la già amplissima produzione automodellistica iniziò a farsi sentire tra i collezionisti. Uno dei libri che marcarono un’epoca fu il Catalogue mondial des modèles réduits automobiles, redatto da Jacques Greilsamer1 e Bertrand Azéma con la collaborazione dei soci del Mini Auto Club e pubblicato da Edita di Losanna. Era il 1967 e il volume venne accolto con grande interesse a livello europeo.
Gli autori non erano certo degli sconosciuti: Greilsamer era titolare del negozio Multisports in boulevard de Sébastopol, nel 3° arrondissement parigino; rivenditore autorizzato di Dinky Toys, aveva un accesso privilegiato alle tante realtà modellistiche che afferivano alla capitale francese e non solo. Azéma era già uno stimato modellista, che si era fatto conoscere anche per diversi modelli autocostruiti in grande scala. In seguito, a livello editoriale, sarebbe diventato il punto di riferimento per il marchio Solido.






Il Catalogue mondial si presentava come una piccola encoclopedia in volume unico. Copertina cartonata con elegante sovraccoperta, trecento pagine in carta di ottimo livello (ancora oggi la maggior parte degli esemplari non presenta alcun ingiallimento o altri segni tipici di invecchiamento) con inserti fotografici in bianco e nero e a colori.
Il libro traccia brevemente la storia dell’auto in miniatura accompagnandola a quella dell’origine e del primo sviluppo del collezionismo fino alla diffusione degli anni ’60: e sono proprio queste parti ad essere oggi le più interessanti, perché a parte considerazioni di metodo, di scelta e di criterio di raccolta – innovative all’epoca – si presentano decine di modelli rari, come i Jouets Citroën in condizioni pari al nuovo (chissà dove saranno finiti dopo sessant’anni?) o le realizzazioni di Manuel Olive Sans, di Claude Thibivillers (che lavorava dal 1965 alla Dinky France di Bobigny) o di Michele Conti.





Gran parte del volume è occupata da liste di fabbricanti di diecast, modelli artigianali e kit in plastica, che notoriamente non piacevano gran che agli autori del libro, i quali consideravano i materiali plastici meno nobili della zamac o della lamiera. Quelle liste, per la verità non troppo dettagliate sulle varianti ma complete nei loro elementi essenziali, costituirono per anni un punto di riferimento: nel libro sono elencati circa settemila modelli, con 485 foto in bianco e nero e 16 illustrazioni a colori. Oggi pare incredibile ma all’epoca già avere a disposizione una lista completa dei Solido serie 100 o dei Dinky era tutt’altro che scontato.
La prima parte (Catalogue mondial des miniatures) enumera 4000 modelli montati prodotti dal 1914 al 1967, secondo criteri di nazionalità e di marchio, con l’indicazione dell’anno di uscita e della loro scala. La seconda parte (Catalogue mondial des maquettes à construire) riunisce circa 3000 kit dalle origini alla pubblicazione del libro, elencati secondo gli stessi criteri della prima parte. Effettivamente non sempre è facilissimo ritrovare un modello e magari la sua foto, pubblicata altrove all’interno del volume, ma il merito di questo catalogo di Greilsamer e Azéma fu indubbio e da quel momento in poi le pubblicazioni di questo tipo aumentarono di numero, con sempre maggiori dettagli e documentazione.
Del Catalogue del ’67 non vennero pubblicati aggiornamenti2. Nel frattempo uscirono i preziosi fascicoli di Ma Collection, a cura di Michel Sordet. Intorno al 1980 un gruppo di modellisti e collezionisti ebbe l’idea di riprendere il lavoro dove Greilsamer e Azéma l’avevano lasciato, pubblicando L’année automobile des modèles réduits, appoggiandosi sempre a Edita di Losanna. Facevano parte del comitato redazionale Jean-Rodolphe Piccard (direttore), Alain van den Abeele (redattore capo) e vari collaboratori i cui nomi nomi vi saranno noti: possiamo citare Yves de Vooght o Bruno Godaert. Diversi corrispondenti furono interpellati, fra cui il nostro Aldo Zana ma anche Junichiro Hiramatsu, Brian Harvey, Hans Peter Lang o Jean-Michel Roulet. Insomma un comitato di veri esperti che dette vita, nel 1982, al primo volume, che ripercorreva le uscite automodellistiche dell’anno precedente. In appendice veniva pubblicata una sorta di continuazione-aggiornamento delle liste del 1967, in ordine alfabetico per marca. L’Année automobile des modèles réduits non ebbe molta fortuna, concludendo le proprie pubblicazioni col terzo volume, uscito nel 19843.
Tornando al libro di Greilsamer e Azéma, esso merita un posto nelle biblioteche dei collezionisti per il suo significato documentario: oggi nessuno andrebbe a consultarlo per cercare un Dinky o un Corgi ma le foto di modelli di un remoto passato ritratti in un tempo a sua volta ormai lontano non sono certo prive di fascino. Così non sono privi di fascino i capitoli in cui si tracciano le origini del collezionismo con uno stile che sembra provenire da un altro mondo. L’interesse di questo tipo di pubblicazioni è anche filologico perché consente di rendersi conto di come determinati modelli venivano percepiti nel passato, tema questo su cui ritorneremo con considerazioni più approfondite.
Oggi il volume è di facile reperibilità a prezzi bassissimi. Se non l’avete, cercatelo, vi piacerà.
- Su Greilsamer creatore qualche anno dopo del marchio Eligor si veda https://pitlaneitalia.com/2025/07/03/fra-evrat-ed-eligor-le-matra/ ↩︎
- Della rivista diretta da Greilsamer ci siamo occupati in un articolo del 2013: https://pitlaneitalia.com/2013/04/01/un-po-di-storia-modelisme-automobile-international/ ↩︎
- Ne leggete qui: https://pitlaneitalia.com/2025/10/15/documentazione-depoca-lannee-automobile-des-modeles-reduits/ ↩︎
Nuovo stock di decals rare su Geminimodelcars
Massiccio rinnovamento dello stock sul sito Geminimodelcars. Sono state aggiunte diverse decals (Meri e Robustelli) in scala 1:24 e 1:18, fra cui dei fogli per la Ferrari F40 Competizione.
Aggiunti molti altri accessori in 1:43: ruote, fotoincisioni, parti in metallo bianco.
Indirizzo web: https://www.geminimodelcars.com/






























Alfa Romeo GTV Spider (1999) in Giallo Zoe
E’ disponibile un nuovo modello Norev serie Excluweb in 1:18, l’Alfa Romeo GTV Spider 1999 in Giallo Zoe. Edizione in 150 pezzi numerati, catalogo 187855. Col numero di catalogo 187855 sarà invece commercializzata a fine ottobre, nella serie standard, una versione in Rosso Proteo.




Aperti i preorder per l’Alfa Romeo Giulia Super 1969 di Laudoracing in 1:18
La loro strategia comunicativa può piacere o non piacere ma è indubbio che dal 2013 a oggi Laudoracing abbia saputo imporsi a livello internazionale con una gamma di prodotti a prezzi competitivi, in grado di entusiasmare tutta una fascia di collezionisti che fino a quel momento erano rimasti a bocca asciutta. Che poi questi collezionisti meritino uno studio antropologico, è un’altra storia. Laudoracing ha magnificamente individuato una florida prospettiva di mercato riuscendo ad alternare modelli del tutto inediti ad altri meno nuovi ma riproposti con maggior fedeltà storica rispetto al passato. Si potrà discutere all’infinito sul reale “valore” di questi oggetti ma va riconosciuta a Laudoracing la capacità di lavorare rapidamente e con una grande competenza sui singoli soggetti. Ormai gli affezionati del marchio sono tanti, così come molti sono i collezionisti che acquistano solo modelli Laudoracing, segno che l’azienda italo-francese sta lasciando una traccia concreta nel panorama automodellistico dei nostri tempi.


In questi giorni, Laudoracing ha annunciato il preorder dell’Alfa Romeo Giulia (1:18, art. LM218), in versione Super del 1969: sette colorazioni civili – con tre varianti d’interni – e cinque Carabinieri/Polizia. Un imponente gruppo di tredici modelli diversi, per una serie alquanto limitata: saranno infatti solo 350 gli esemplari complessivi prodotti. Il preorder è possibile a questo link: https://laudoracing-models.com/it/jolisearch?s=LM218 . Fino al 24 ottobre è previsto uno sconto di € 10 sul prezzo di listino. Data indicativa di uscita: maggio 2026.





Ferrari SF-25 Formula 1 2025 di Amalgam
Sarà disponibile nei prossimo giorni il modello 1:18 della Ferrari SF-25 Formula 1 2025 prodotta da Amalgam. Verranno commercializzate le vetture di Lewis Hamilton e Charles Leclerc, nella versione GP d’Australia.





























Filetti di lana caprina: la Porsche 908/2 Sebring 1970 di Marsh Models
Sono probabilmente dettagli. Piccoli dettagli. Eppure diventano rilevanti su modelli di cosiddetta fascia alta che riproducono auto famose, così famose che dovrebbero essere arcinote a tutti gli appassionati, compresi ovviamente coloro che si mettono a riprodurle in scala.
Tra le Porsche 908/2, una delle più celebri è senz’altro quella iscritta dalla Solar Production alla 12 Ore di Sebring del 1970, con Steve McQueen e Peter Revson. Una macchina talmente famosa da essere stata adottata a simbolo da quelli che hanno nello studio la poltrona con i colori Gulf e mettono il giubbotto che fa il verso alla tuta di McQueen sperando che qualcuno nella vita reale lo riconosca. A parte la stucchevole agiografia fiorita in decenni di narrazione stile Michel Vaillant, quella è una macchina davvero importante, su questo non ci sono discussioni. E’ naturale, quindi, che sia stata riproposta a più riprese un po’ da tutti, dai primi marchi di speciali (Modélisme in testa, ai tempi dei tempi) ai recenti diecast cinesi.






Quando Marsh Models ha deciso di riprendere l’evoluzione della 908 Spyder (lasciata interrotta da anni dopo la vettura del ’69), e di fare finalmente le Flounder nelle diverse varianti, la macchina seconda a Sebring nel 1970 con Revson e McQueen è stata inserita di diritto. “Che bello, un Marsh Models di un’auto ultrafamosa, e anche esteticamente gradevole nella sua semplicità”, ho pensato all’annuncio della lista delle versioni.

Semplicità, appunto. Ma una semplicità solo apparente, visto che quella 908 è caratterizzata da tutto uno sviluppo di finissimi filetti che evidenziano con discreta eleganza le linee principali della carrozzeria. Furono applicati nel corso del weekend di gara: in alcune foto delle prove, la macchina appare completamente bianca, e per giunta con un rollbar più fine rispetto a quello visto il sabato della 12 Ore.




Il problema delle recenti realizzazioni di Marsh Models consiste nella scarsa accuratezza di certi dettagli, che come abbiamo detto, diventano “pesanti” nel caso di modelli di un certo prezzo. A quei livelli tutto è importante, altrimenti tanto vale acquistare un diecast. Nel disegnare le decals sono stati fatti due errori principali: il filetto che circonda i fari anteriori termina con una punta nella parte superiore, mentre sul modello l’andamento resta arrotondato. E – cosa ancora più evidente – si è completamente omesso il filetto che segue la linea del cockpit. Interpellato a riguardo, John Simons ha ammesso l’errore dichiarando che le foto che attestano queste evidenze sono venute fuori dopo la preparazione dell’impianto delle decals. Allora, errare è umano, per carità, ed è già apprezzabile che non ci si sia arrampicati sugli specchi appellandosi a chissà quali “configurazioni intermedie”, come spesso fanno altri marchi in casi come questo. In gara i filetti attorno alla linea dell’abitacolo c’erano e basta. Chi ha comprato il kit potrà arrangiarsi in qualche modo, ma chi ha preso il montato, le cui decals sono sotto trasparente, cosa dovrà fare? Attaccarsi al tram.
E’ vero che nelle foto la vettura appare con i fari coperti da nastro adesivo bianco, che impediscono di capire l’andamento dei filetti intorno agli alloggiamenti. Ma tu sei Marsh, non sei il primo che passa, e in teoria dovresti avere – in assenza di riferimenti sul web – una biblioteca cartacea all’altezza della situazione. Bastava infatti dare un’occhiata a qualche libro di riferimento, neanche troppo peregrino, come Sebring 12-Hour race 1970 photo archive di Robert C. Auten per dissipare in pochi secondi ogni dubbio. E invece pare che Marsh si sia limitata a copiare l’AutoArt in 1:18 che ha gli stessi errori. Ma se queste stupidaggini le puoi trovare in un giocattolo cinese (i diecast in 1:18 non sono modelli, sono giocattoli), uno speciale in 1:43 deve essere esente da certe approssimazioni. Spiace dirlo e alcune recensioni di modelli Marsh le abbiamo saltate proprio per evitare di accanirci contro errori spiegabili – ma non accettabili. Stavolta segnaliamo quest’occasione perduta che vale come ennesima prova di una mancanza di controllo finale che contraddistingue la produzione recente del marchio britannico. Sono cose da poco, si dirà. Certo, e con le tecniche odierne proporre un correttivo/aggiuntivo nelle decals è facile. Ma i montati? Chi li ha presi (e ce ne sono in giro almeno una decina) potrà sempre rimandarli indietro facendoseli rimborsare.
Novità di ottobre da Marsh Models (1:43)
Marsh Models ha appena terminato la seconda versione della Porsche 908/2 Flounder, quella con frontale più squadrato. Di seguito la lista delle versioni del factory built:
MM356B5/71 Nuerburgring 1000km 1971 Von Hohenzollen/Von Bayern Martini
MM356B5/70 Spa 1970 Marko/Dechent
MM356B6 Spa 1970 Larrousse/Lins
MM356B21 Hockenheim 1970 Lauda
MM356B28 Le Mans 1971 Ballot-Lena/Lins BP
MM356B40 Buenos Aires 1000km Capello/Weigel
MM356B53 Brands Hatch BOAC 500 1971 Spoerry/Weigel
MM356B58 Brands Hatch BOAC 500 1970 De Cadenet/Del Rio
Nelle prossime due settimane usciranno le seguenti versioni della 908, oltre ad ulteriori modelli:
MM357K Porsche 908/2 Flunder LH
MM357B5 #5 Elford/Herrman Imola 500 1969
MM357B7 #7 Ahrens/Lins ” ”
MM357B20 #20 Redman/Siffert Le Mans 1969
MM357B27 #27 Marko/Lins Le Mans 1970
MM357B50 #50 Larrouse/Lins Monza 1000km
MM358K Maserati 200S
MM358B15 #15 Jo Bonnier Elaintarhanajo 1957
MM358B23 #23 Ulf Norinder Nassau 1958
MM358B24 #24 Lundgren/Hammarlund Swedish GP 1957
MM358B504 #504 Pagliarini Mille Miglia 1957
MM358B508 #508 Pagliai ” ”
In preparazione anche il master della Lotus 30:
MM359K Lotus 30 kit con 7 versioni
MM359B1 Jim Clark Mosport 1964
MM359B4 ” Guards Trophy Brands Hatch 1964
MM359B15 ” Silverstone 1965
MM359B82 ” Riverside 200 1964
MM359B10 Frank Gardner Guards Trophy 1965
MM359B19 Bondurant Silverstone 1965
MM359B20 D. Prophet ” ”
La gamma Fiat Panda si rinnova e si completa
Diverse novità nella gamma Fiat Panda per il model year 2026. Con l’aggiornamento della gamma, la famiglia Panda conta su due modelli complementari: la Pandina, che ora porta ufficialmente il suo nome affettuoso, e la Grande Panda, più spaziosa. Grande Panda e Pandina saranno disponibili con una gamma completa di motorizzazioni – ibrida, 100% elettrica e benzina per Grande Panda, solo ibrida per Pandina – e con una logica di tre allestimenti coerente che garantisce accessibilità su tutta la gamma.

Grande Panda
La Grande Panda è la base di una nuova famiglia di veicoli globale. POP rappresenta la semplicità e la praticità per la mobilità quotidiana: climatizzatore manuale, quadro strumenti digitale da 10″, smart station con riconoscimento vocale, sicurezza garantita da ADAS completi e sei airbag. ICON è il cuore della gamma, con design distintivo, comfort e tecnologia avanzata: fari e fanali posteriori LED, specchietti e maniglie verniciati nero lucido, spoiler posteriore, touchscreen da 10,25″ con mirroring wireless e sei altoparlanti. LA PRIMA è il vertice della gamma Grande Panda: cerchi in lega da 17″, barre sul tetto, skid plate, vetri oscurati e dettagli esterni raffinati. Gli interni offrono rivestimenti in tessuto premium, volante soft-touch, cruscotto “Bambox” e pannelli porta con inserti in tessuto. La tecnologia è centrale: navigazione integrata, ricarica wireless, climatizzatore automatico, sensori di parcheggio completi, retrocamera e sensore pioggia.

Pandina
Continua l’evoluzione del modello più vecchio con Pandina, prodotta nello stabilimento italiano di Pomigliano d’Arco, da anni l’auto più venduta in Italia.
Tutta la gamma presenta la serigrafia “Pandina” sul terzo finestrino per rafforzarne l’identità, mentre la versione Cross aggiunge dettagli ancora più evidenti, con il nome del modello riportato su entrambi i sedili e sulle modanature laterali.
Pandina è disponibile esclusivamente con motorizzazione ibrida. La gamma è semplificata in tre allestimenti (POP, ICON e CROSS). POP cattura il carattere essenziale del modello, per chi cerca funzionalità e praticità. ICON è il giusto equilibrio tra comfort e connettività. CROSS è l’interpretazione più audace della Pandina. La sicurezza è stata oggetto di particolari attenzioni su tutta la gamma, con sistemi avanzati di assistenza alla guida come riconoscimento segnali stradali, mantenimento corsia, frenata automatica d’emergenza, rilevamento stanchezza del conducente e sensori di parcheggio posteriori. Con l’introduzione del MY26, nuova Pandina è in grado di rispettare già ora la più recente norma antinquinamento Euro 6e-bis, in vigore dal prossimo 1° gennaio.
La nuova personalizzazione (FIAT)RED
Per celebrare il quarto anniversario della collaborazione tra Fiat e RED, nell’anno modello 2026 ogni Grande Panda e Pandina presenterà due distintivi badge laterali (RED) sui montanti B, quando ordinate nella colorazione rossa.
Pandina Hybrid e Grande Panda elettrica sono offerte ad ottobre allo stesso e straordinario prezzo promozionale di 9.950 euro. Inoltre, anche Grande Panda con motorizzazione turbo benzina da 1.2L e cambio manuale è in offerta a 14.950€ grazie ad un finanziamento Stellantis Financial Services Italia con una rata mensile a partire da 141€ (**), mentre la versione Hybrid da 110 CV, abbinato a una batteria agli ioni di litio da 48 volt e a una trasmissione a doppia frizione elettrificata (eDCT) è in offerta a 16.950€ grazie ad un finanziamento Stellantis Financial Services Italia con una rata mensile a partire da 149€ (***).
BBR conferma la partecipazione ad Auto & Moto d’Epoca di Bologna
BBR ha confermato la propria presenza ad Auto & Moto d’Epoca a Bologna, in programma dal 23 al 26 ottobre. Il marchio italiano avrà lo stand B36 nel padiglione 26.
Nella foto, lo spazio di BBR alla scorsa edizione di Auto & Moto d’Epoca, ottobre 2024.
