Parigi val bene una Matra: la MS670 del 1972 venduta da Artcurial a 5 milioni di euro

La Matra vincitrice a Le Mans 1972, 
esposta nei locali di Artcurial, pomeriggio
del 5 febbraio 2021 (foto D.Tarallo)

Scusate il titolaccio, ma a quest\’ora dopo una due giorni piena di chilometri e di acqua a catinelle non mi è venuto in mente nulla di meglio. Dopo tanto clamore, la vicenda della Matra della collezione di Romorantin si è conclusa con un bel duello fra due acquirenti che hanno fatto salire il prezzo finale a 5 milioni di euro più spese. Tanto? Poco? Sui social c\’è la solita guerra dei tuttologi che non mancano di suggerire soluzioni poco realistiche. Il gruppo Lagardère si era trovato, nel gennaio del 2020, a dover pagare qualcosa come 4.200.900 euro a 296 ex-dipendenti licenziati diciassette anni prima \”senza giusta causa\” – questo il verdetto definitivo. Soluzione: far fuori la Matra vincitrice di Le Mans 1972 con Henri Pescarolo e Graham Hill che costituiva il fiore all\’occhiello del museo della casa francese. L\’asta avrebbe dovuto svolgersi nel weekend di Rétromobile. Annullato il salone parigino, Artcurial ha proceduto ugualmente alla vendita, che si è tenuta ieri pomeriggio nei locali della casa d\’aste presso gli Champs-Elysées. Il blog era presente all\’evento come testata accreditata. Pare che la MS670 lascerà la Francia, ma non è ancora noto il nome del collezionista (o dell\’investitore?) che se l\’è aggiudicata. Si tratta in ogni caso di una vettura \”difficile\”, la cui quotazione è probabilmente destinata ad oscillare ben più di quella di una Porsche o di una Ferrari, magari stradali. Già mesi fa Henri Pescarolo, insieme ad ex-tecnici e meccanici del team Matra, era stato molto critico nei confronti di questa operazione. 

La carrozzeria è quella del 1973
(foto D.Tarallo)

La levata di scudi in Francia è stata vivace, pur in un periodo in cui il pensiero della gente potrebbe indugiare su ben altre emergenze, non ultima la privazione delle libertà che continua a infierire in Europa e altrove. Sia come sia, gli appassionati d\’oltralpe hanno vissuto la vendita della Matra come un affronto. L\’attaccamento a questo marchio è profondo e lo dimostrano anche i molti volumi usciti negli anni, il più recente dei quali scritto da Joly, Ronga e Cailler e edito nel 2020 da ETAI. 

Nuova gamma di accessori 1:43 di Marsh Models

Marsh Models ha in programma diversi accessori 1:43, in fotoincisione, decals e altri materiali. Il primo articolo consiste in quattro set di cavi fotoincisi per i motori Cosworth, ideali ad esempio per completare gli Spark che ne sono sprovvisti, ma anche i Tameo delle serie montate. Nella foto, i cavi sistemati su una McLaren M7A di Formula Models.

Asta Artcurial a Parigi, 5 febbaio 2021: un\'anteprima

Si è svolta oggi pomeriggio l\’asta Parisienne 2021 nei locali di Artcurial a Parigi. Il blog partecipava come testata giornalistica e ha potuto documentare l\’avvenimento, al centro del quale vi era la vendita della Matra vincitrice di Le Mans 1972. 

Ma l\’evento, che originariamente era stato programmato nella settimana di Rétromobile, ha riservato diversi altri motivi d\’interesse. Seguite il sito perché nei prossimi giorni pubblicheremo alcuni approfondimenti.

Foto David Tarallo

Ferrari FXX-K Evo Burago-Carmodel 1:18, gallery supplementare

Pubblichiamo le foto del campione definitivo, pronto per la commercializzazione, della Ferrari FXX-K Evo di Burago (1:18), realizzata in serie limitata per Carmodel. Vedi anche questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2021/02/burago-realizzera-in-esclusiva-per.html


La Ferrari 250 GTO 3607GT Tour Auto 1964 di AMR, serie montata (storie di modelli, episodio 12)

Nella produzione montata di AMR ho sempre avuto un debole per i primi modelli, quelli nella scatola piccola. Non solo perché rispecchiano l\’inizio di un\’attività destinata a fare la storia dell\’automodellismo speciale, ma anche perché sono il simbolo di un\’epoca ancora pionieristica, che essi stessi contribuirono a superare, anticipando periodi già più evoluti. L\’ultima esponente di questa serie iniziale apparve un po\’ a sorpresa nel 1981: Ruf decise di produrre un\’edizione di 350 esemplari numerati della Ferrari 250 GTO 3607GT in versione Tour de France Automobile 1964 (Philippe de Montaigu / Claude Dubois). Il kit della 250 GTO aveva già fatto parlare di sé. 

Gli appassionati non avevano tardato ad apprezzarne le finezze, che nel corso di poco tempo andavano aggiungendosi alla dotazione iniziale. La versione montata fu la prima serie affidata almeno ufficialmente a Jean-Paul Magnette, che poté così mostrare la sua grande abilità di \”realizzatore in serie\”. La sua particolarità era – e sarebbe sempre stata – una costanza di qualità che probabilmente non ha mai avuto eguali. In una serie montata da lui, ogni modelli era esattamente uguale all\’altro, il primo come l\’ultimo, si trattasse di un\’edizione in dieci esemplari come di una in trecento. Diciamo che era uno che si esaltava nella continuità, nella costanza. Una specie di maratoneta, e anche di alta precisione. Posso consigliare di cercare uno dei 350 esemplari del Tour a chi desideri mettersi in collezione un modello che possa rappresentare lo stile AMR, marchio che deve molta della sua fama proprio alla GTO. Successivamente il tema GTO venne ripreso varie volte, con kit sempre più raffinati, ma non necessariamente più riusciti come interpretazione delle forme. 

La serie 5000 è probabilmente la più ambita, ma l\’importanza storica di questa edizione montata di quasi quarant\’anni fa è fuori discussione. Il numero di serie era punzonato sul retro del fondino. Non ci fu mai una confezione specifica per questa GTO: Ruf utilizzò la scorta di scatole della Porsche 917/20 Pink Pig che aveva ancora a disposizione, dopo un rapporto di collaborazione non proprio sereno con Grelley. Si accontentò quindi di attaccare su ogni lato un adesivo bianco scritto di suo pugno col pennarello, \”Ferrari GTO n° XXX/350\”. Altri tempi davvero. Visto con gli occhi di oggi, il modello evidenzia qualche errore che sarebbe stato corretto più o meno rapidamente in uscite successive: prima di tutto, sulla targa fu preso un granchio. La vettura era targata PR62849, ossia Parma. La sigla PR venne interpretata come \”Prova\” e fu così che sulla placca nera si stampò un bel \”Prova 62849\”, oltretutto completamente errato come font e distribuzione delle cifre. 


Solo diversi decenni dopo si sarebbe scoperto che i filetti gialli e neri proseguivano anche sulla coda, lungo il bordo dello spoiler posteriore, ma all\’epoca nessuno si sarebbe sognato di supporlo. I tergicristalli erano ancora quelli in metallo bianco. Ben presto nei kit sarebbero apparsi i tergi in fotoincisione. 

I cerchi furono lasciati grezzi, ossia di quel colore nichelato tendente al giallino. Magnette sarebbe poi stato uno dei primi a verniciare i cerchi delle vetture da corsa in alluminio opaco. Inutile dire della precisione di montaggio: i famigerati contorni faro, da abbinare alle carenature in acetato, erano applicati con una pulizia e un\’esattezza che in pochi avrebbero potuto avvicinare. Già notevole lo sforzo di allineare il meglio possibile i cerchi nei passaruota, senza asimmetrie o approssimazioni, un tratto che sarebbe diventato tipico nell\’attività di Magnette e cosa tutt\’altro che facile in modelli prototipati del tutto a mano come gli AMR. Negli anni successivi sarebbero apparse altre serie montate AMR, ma non ufficiali. Per una ripresa in grande stile si sarebbe dovuto attendere il 1984, con la nuova serie dalle scatole più grandi, il cui primo soggetto fu la Ferrari 250 GT California passo corto, altra pietra miliare nella vicenda di AMR. 

Red Bull ritorna nel DTM con la Ferrari 488 GT3 Evo 2020 di AF Corse

Dopo due stagioni di assenza, Red Bull farà il suo ritorno nel DTM nel 2021 con due Ferrari 488 GT3 Evo-2020 preparate da AF Corse. Ricordiamo che proprio a partire da quest\’anno il DTM apre alla categoria Gran Turismo con la classe GT3. A partire dal suo debutto nel 2016, la 488 GT3 è una delle vetture più vincenti della storia della Ferrari come testimoniato dalle 355 vittorie e 640 podi in 636 apparizioni. AF Corse, da par suo, ha ottenuto numerosi titoli nel FIA World Endurance Championship e le tre vittorie alla 24 Ore di Le Mans. “Questa sfida è iniziata grazie a Gerhard Berger, l’idea è nata da lui”, ha dichiarato Amato Ferrari, team principal e proprietario della squadra. “In poco tempo e con grande entusiasmo abbiamo trovato l’accordo per lavorare con Red Bull. L’obiettivo è uno solo: vincere. Considerando i marchi coinvolti, ci sono tutte le condizioni per ambire al successo”. L’ultima stagione disputata da Red Bull nel DTM aveva visto impegnato il due volte campione Mattias Ekström. Per questa nuova campagna, il neozelandese Liam Lawson disputerà l’intera stagione con la vettura con i colori Red Bull, mentre Alexander Albon e Nick Cassidy si alterneranno al volante della seconda Ferrari, che sarà sponsorizzata da AlphaTauri.

Burago realizzerà in esclusiva per Carmodel la Ferrari FXX-K Evo 2017 in 1:18

Da fine maggio Carmodel commercializzerà in esclusiva la Ferrari FXX-K Evo 2017 prodotta da Burago in edizione limitata a 3000 pezzi nell\’inconfondibile Rosso Corsa. Il modello, scala 1:18, avrà un prezzo al pubblico molto competitivo: € 49,95. La FXX-K Evo Burago-Carmodel è un \”Race&Play\” ma con ruote e gomme Signature. Non è la prima volta che Carmodel si assicura una produzione esclusiva di Burago: ricordiamo la recente Ferrari SF1000 Formula 1 in versione GP d\’Austria 2020 (Vettel e Leclerc). 


Aggiornamento del 4 febbraio 2021: una gallery supplementare del modello definitivo è visibile a questo link: https://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2021/02/ferrari-fxx-k-evo-burago-carmodel-118.html

La FXX-K Evo, che sarà dotata di parti apribili, è già preordinabile sul sito di Carmodel: https://www.carmodel.com/it/burago/bu16012car/1-18/ferrari/fxx-k-evo-hybrid-6-3-v12-1050hp-2018-exclusive-carmodel/142292


La storia della Porsche 917 Weissach Taxi attraverso un\'elaborazione di Nicola Lettieri

Il modello della serie limitata Brumm, 
duecento pezzi numerati

Nicola Lettieri, collezionista di lunga data e appassionato del marchio Porsche, mi invia un\’interessante corrispondenza che pubblico con grande piacere. Recentemente Nicola ha collaborato con Brumm alla realizzazione della Porsche 917 utilizzata come \”taxi\” a Weissach, ma oltre a ciò mi ha voluto raccontare i retroscena di questa esperienza e anche come ha proseguito nello sviluppo del tema con un\’ulteriore elaborazione. Lasciamo a lui la parola.

Partendo dalla base della Brumm, ho realizzato la Porsche 917 Weissach Taxi (ex JWA Gulf) con telaio 015-035 utilizzata per scarrozzare VIP e gente comune lungo la pista di prova presso l\’impianto di Porsche Engineering di Weissach. La vettura era guidata dal collaudatore Herbert Mimmler ed era dotata di loghi Shell, due sedili, specchietti retrovisori esterni, paraspruzzi immediatamente dietro le ruote posteriori e silenziatori agli scarichi. 

Per contro, la Weissach Taxi realizzata da Brumm è la versione priva di loghi Shell e quant\’altro utilizzata per alcuni test a Weissach e a Le Mans ad inizio anni \’70, verniciata con il bellissimo \”dayglo red\”. Dopo la morte di Siffert, infatti, la Porsche ridipinse la 917 K # 015-035 in dayglo red proprio in memoria del pilota svizzero. Il colore era esattamente lo stesso del casco di Siffert, nonché identico a quello usato sulla 917 / 10-002 Can Am 1971. 

Il modello Brumm è in commercio da alcuni mesi e si sta difendendo bene, anche se con il limite del prezzo (secondo me, e l\’avevo pure detto a Rio….) troppo alto. 

Ancora il Brumm \”originale\”

In tutta sincerità, non ero molto d\’accordo con la decisione di Rio di riprodurre la versione \”liscia\” dei test privati, anche perché la vera \” Weissach Taxi” era proprio quella che portava i fortunati passeggeri in giro per la pista della Porsche. 




Aprile 2020, prove di colore
nella fase di pre-produzione

Però, non ho insistito più di tanto, anche perché Rio cercava una versione celebrativa per festeggiare i cinquant\’anni della 917 e, a suo dire, la voleva senza sponsor. 

Per questa 917, Brumm ha modificato lo 
stampo ottenendo la presa d\’aria NACA
supplementare. 

Siccome sono rimasto con il \”pallino\” della WT con tutti gli annessi e connessi, ho deciso di realizzarla io, utilizzando le mie (assai) limitate capacità modellistiche. 

Il modello di serie e, più
in basso, alcune fasi
dell\’elaborazione

Ho comprato un secondo modello e ho iniziato con le modifiche. Ho applicato le decals con i loghi Shell, gli specchietti retrovisori esterni (trovati nella cassettina dei ricambi e adattati) dipinto i cerchi, realizzato gli scarichi muniti di silenziatori utilizzando dei capicorda \”a bussola\”, ed infine ho realizzato i paraspruzzi posti immediatamente dietro le ruote posteriori con del plasticard opportunamente sagomato e verniciato. Purtroppo la documentazione è abbastanza scarsa e tutto va un po\’ interpretato. 


In alcune foto la WT compare con i loghi Shell ma senza specchietti e con lo stemma Porsche sul muso; in altre foto compare con i loghi Shell, con gli specchietti e senza stemma Porsche sul muso; in altre ancora compare con tutti i cerchi neri ma con il canale verniciato in argento; in altre ancora compare con soltanto i cerchi posteriori con il canale argento e con quelli anteriori neri…

Il risultato della trasformazione di 
Nicola Lettieri

Insomma, essendo una vettura utilizzata anche per scopi promozionali, a Weissach le cambiavano spesso d\’abito.

Porsche 911 Carrera RSR Le Mans 1975 e 1000km Nurburgring 1976: una nuova serie limitata Madyero

Sono appena uscite due serie limitate della Porsche Carrera RSR 3,0 di Madyero, versioni Le Mans 1975 (Waugh/Rulon-Miller/Godard e 1000km del Nurburgring 1974 (Kelleners/Stocks). Il modello di Le Mans è già esaurito mentre la vettura del Nurburgring è ancora disponibile in pochissimi esemplari a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/951548647/porsche-911-carrera-rsr-hahn-sportwagen

Un nuovo Tokoloshe: la Ferrari 250 GTO 4153GT Ecurie Francorchamps 500km di Spa 1965

E\’ da oggi disponibile il Tokoloshe numero 26. Si tratta della Ferrari 250 GTO telaio 4153GT dell\’Ecurie Francorchamps che partecipò alla 500km di Spa del 1965 con Langlois van Ophem. Il modello ha tutte le caratteristiche dei normali Remember ma è proposto a un prezzo molto competitivo. La GTO gialla di Tokoloshe può essere acquistata a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/936887158/ferrari-250-gto-4153gt-efrancorchamps