La prossima guida di AutoForever sarà una monografia sull\'Alfa Romeo Spider

Sarà consacrata all\’Alfa Romeo Spider, dalle prime versioni osso di seppia fino alla quarta serie \”Ultima\” la prossima guida di AutoForever. Il volume, in uscita a giugno, sarà redatto da Julien Lombard. In oltre 200 e con circa 550 documenti tra foto, disegni e schemi, verrà tracciata in maniera dettagliata tutta la storia della vettura dal 1966 al 1994. Non mancheranno approfondimenti sui modelli e sugli studi che hanno condotto alla progettazione della Spider. Come di consueto per le guide AutoForever, sarà riportata col massimo della precisione ogni variazione conosciuta delle carrozzerie, degli accessori, dei colori e di quant\’altro possa essere utile a classificare correttamente un esemplare. Il volume sarà arricchito dai disegni di Piero Stroppa, designer di Bertone e Pininfarina. Questa sull\’Alfa Spider sarà la settima guida pubblicata da AutoForever. 



Assistenza rally ma non solo. Una serie di elaborazioni di furgoni Fiat 238 e 242 a cura di "nonomologati"

Il marchio romano “nonomologati” sta viaggiando a pieno regime e non tarderemo di aggiornarvi con le loro novità in materia di autocarri. Pubblichiamo intanto qualche immagine di mezzi di assistenza rally 1:87 ottenuti riverniciando, elaborando e migliorando basi industriali: Fiat 242 Lancia Martini e Lancia Marlboro (entrambi derivati dal vecchio Praliné) e Fiat 238 Servizio Corse Clienti (Brekina). Nelle foto il furgone Martini è stato abbinato a una Lancia Delta di Ricko purtroppo non conforme al periodo, ma questo è tutto ciò che passa il convento! Ancora su base Praliné è stato poi realizzato un Fiat 242 pickup generico, disponibile nel solo colore rosso. In questo caso, \”nonomologati\” si è concesso una licenza: il Fiat in questo allestimento era proposto solo con la prima serie. Il modello di Praliné esiste solo in seconda serie, con i fascioni paracolpi laterali in plastica nera. Si è quindi cercato di superare il problema facendo una livrea monocolore; cancellare quei particolari per tutto il perimetro del mezzo sarebbe stato impensabile. Il modello, come negli altri casi, è stato aggiornato con tanti dettagli quali calandra, fanali, tergicristalli, maniglie e fanali di posizione. Nel caso del pick-up, al taglio netto e preciso della carrozzeria è seguito tutto un lavoro di ricostruzione con plastica e listelli di evergreen. 


Un 2021 ricco di novità per Le Mans Miniatures che celebra i trent\'anni di attività

Le Mans Miniatures, che nel 2021 celebra i trent\’anni di attività, ha comunicato i programmi per i prossimi mesi. Si tratta di un\’agenda molto densa, che purtroppo però dovrà rinunciare alla partecipazione a numerose attività dal vivo, dato che la tenuta di eventi come Rétromobile o la Le Mans Classic è tutt\’altro che certa e altri saloni come Auto Moto Rétro a Le Mans, previsto per i primi di aprile e già cancellato. A breve è prevista una nuova produzione della Bugatti T59 slot 1:32 che ha conosciuto un notevole successo; nel frattempo è stato commercializzato di nuovo il set di ruote in alluminio e fotoincisione. 

La prossima novità, sempre in 1:32, sarà il furgone Peugeot J7 nei colori Matra; il modello si presenterà con la porta lato guidatore aperta e verrà proposto in versione statica, ossia senza motore e pick-up, con fondino piatto in resina. 



Chi lo desidererà potrà adattarvi un fondino slot appositamente stampato a richiesta. Nella serie dinamica sono previste invece la Ferrari 250 TR60 vincitrice di Le Mans 1960, e LMM ne approfitterà per fare una riedizione della TR61 vincente nel \’61. Sarà poi la volta della CD-Peugeot di Le Mans 1966, iniziata nel novembre scorso da uno stagista e portata a termine dal titolare Benoit Moro. Sul fronte dei figurini, sono tante le novità: abbandonata per il momento l\’idea di proporre una riedizione dell\’Enzo Ferrari 1:18 appoggiato al muretto, si è fatta una versione senza accessori in una diversa posa, compatibile con l\’Alfred Neubauer, primo figurino della serie nel 2011, che era fuori produzione e che verrà prodotto di nuovo. Alla serie si aggiungerà anche un Ferdinand Porsche senior, riprodotto con un modellino della Porsche 356 tra le mani. 


Nel corso del 2021 dovrebbe vedere la luce un altro progetto cui Le Mans Miniatures sta lavorando da tempo, un modello resincast 1:18. La prima vettura sarà la Bugatti Type 59 che includerà il figurino del pilota. La fabbricazione è in fase abbastanza avanzata e si sta studiando già l\’imballaggio, che in questo caso non è una cosa semplice. A proposito di confezioni, quelle dei modelli slot 1:32 e quelle degli accessori prodotti nel laboratorio di Yvré-le-Polin vicino a Le Mans avranno presto una nuova grafica 

Per quanto riguarda l\’1:43, è previsto un quarto coffret di figurini dipinti, dopo i piloti, i team manager e le ragazze Hawaiian Tropic. Sarà di nuovo un quartetto di piloti, diversi da quelli dei primo set. 


Un 2021 ricco di novità per Le Mans Miniatures che celebra i trent\'anni di attività

Le Mans Miniatures, che nel 2021 celebra i trent\’anni di attività, ha comunicato i programmi per i prossimi mesi. Si tratta di un\’agenda molto densa, che purtroppo però dovrà rinunciare alla partecipazione a numerose attività dal vivo, dato che la tenuta di eventi come Rétromobile o la Le Mans Classic è tutt\’altro che certa e altri saloni come Auto Moto Rétro a Le Mans, previsto per i primi di aprile e già cancellato. A breve è prevista una nuova produzione della Bugatti T59 slot 1:32 che ha conosciuto un notevole successo; nel frattempo è stato commercializzato di nuovo il set di ruote in alluminio e fotoincisione. 

La prossima novità, sempre in 1:32, sarà il furgone Peugeot J7 nei colori Matra; il modello si presenterà con la porta lato guidatore aperta e verrà proposto in versione statica, ossia senza motore e pick-up, con fondino piatto in resina. 



Chi lo desidererà potrà adattarvi un fondino slot appositamente stampato a richiesta. Nella serie dinamica sono previste invece la Ferrari 250 TR60 vincitrice di Le Mans 1960, e LMM ne approfitterà per fare una riedizione della TR61 vincente nel \’61. Sarà poi la volta della CD-Peugeot di Le Mans 1966, iniziata nel novembre scorso da uno stagista e portata a termine dal titolare Benoit Moro. Sul fronte dei figurini, sono tante le novità: abbandonata per il momento l\’idea di proporre una riedizione dell\’Enzo Ferrari 1:18 appoggiato al muretto, si è fatta una versione senza accessori in una diversa posa, compatibile con l\’Alfred Neubauer, primo figurino della serie nel 2011, che era fuori produzione e che verrà prodotto di nuovo. Alla serie si aggiungerà anche un Ferdinand Porsche senior, riprodotto con un modellino della Porsche 356 tra le mani. 


Nel corso del 2021 dovrebbe vedere la luce un altro progetto cui Le Mans Miniatures sta lavorando da tempo, un modello resincast 1:18. La prima vettura sarà la Bugatti Type 59 che includerà il figurino del pilota. La fabbricazione è in fase abbastanza avanzata e si sta studiando già l\’imballaggio, che in questo caso non è una cosa semplice. A proposito di confezioni, quelle dei modelli slot 1:32 e quelle degli accessori prodotti nel laboratorio di Yvré-le-Polin vicino a Le Mans avranno presto una nuova grafica 

Per quanto riguarda l\’1:43, è previsto un quarto coffret di figurini dipinti, dopo i piloti, i team manager e le ragazze Hawaiian Tropic. Sarà di nuovo un quartetto di piloti, diversi da quelli dei primo set. 


Rassegna stampa: AutoModélisme n.273 (febbraio 2021)

AutoModélisme riprende il proprio cammino, dopo essere passato dal gruppo Michel Hommell all\’editore belga Caira Edition di Bruxelles. Il direttore Alain Geslin ha lasciato il posto a Arnaud Dellicour. Alcuni dei vecchi collaboratori di AM, come Jean-Louis Blaisius, sono rimasti ed altri torneranno nei prossimi numeri. La ripresa non dev\’essere stata certo facile. AutoModélisme conserva una cadenza mensile, con otto uscite standard e tre \”Hors-Série\” (Youngtimers, Le Mans, Natale & Rally). Non si sa ancora se l\’Hors-Série su Le Mans 2020, saltato dalla vecchia gestione, sarà ripreso per mantenere la continuità con un\’edizione 2021. 

Completamente nuova l\’impaginazione e la veste grafica. Difficile formulare un giudizio dopo un solo numero, e probabilmente sarebbe anche ingiusto esagerare con le osservazioni critiche, ma non posso non dire che il nuovo AutoModélisme per ora non mi convince troppo. 

Foto enormi (soprattutto inutili quando si pubblicano immagini di 1:43 di mediocre fattura) e argomenti un po\’ banali sono due aspetti che emergono quasi a una prima occhiata. Si torna sempre al vecchio discorso: va benissimo sostenere l\’editoria tradizionale, della quale io stesso sono un fan sfegatato, ma a patto che essa proponga qualcosa che sul web non si trova. Se gli argomenti sono la storia dell\’Alpine raccontata attraverso qualche Spark e Trofeu o le Porsche vincenti a Le Mans con le foto dei Brumm e dei CMR, che senso ha spendere sei o sette euro per una rivista? Molti continueranno ad acquistare AutoModélisme per inerzia, perché l\’hanno sempre preso, ma sono le generazioni che presto spariranno. Le nuove non hanno alcun motivo di farlo e vanno stimolate in altro modo. AutoModélisme è nata vecchia e se presto non sarà trovata la quadra, è destinata a sparire nel volgere di pochi mesi. Altro che \”dateci tempo\”. Il tempo non c\’è. 

Un mossa azzeccata è stata quella di ridimensionare notevolmente il fardello delle pagine consacrate alle novità, una delle eredità più anacronistiche di un passato che non tornerà. Lo spazio dei lettori è forse interessante, ma vanno scelti dei lavori degni di una rivista, non delle realizzazioni dilettantistiche che, per carità, possono costituire la ragione di vita di tanta gente, ma che non vanno oltre l\’interesse che potrebbero suscitare su una pagina personale di Facebook. La foliazione passa a 68 pagine ma è davvero necessaria vista l\’impaginazione dispersiva che dà un senso di precarietà e di scarsa credibilità. Non resta che sperare in un numero 274 più serio e consistente, atteso nelle edicole il 29 marzo prossimo. 

Rassegna stampa: DTCA, The Journal, issue no.80 (Gennaio 2021)

Il Journal, notiziario del Dinky Toys Collectors\’ Association, affronta un altro anno con la pubblicazione del primo dei quattro quaderni, uno per ogni stagione. Questo numero di gennaio è particolarmente ricco, con articoli monografici oltremodo dettagliati sulle evoluzioni della serie 24, dell\’autobus a due piani 29c e dei piccoli Bedford 25m/410, 25v/252, 26w/411 e 640. Di che restare a leggere con attenzione per un paio d\’ore e più, imparando cose nuove, sulla base di collazioni e ricerche recenti. Il tema Dinky non si esaurisce mai, e un\’associazione come il DTCA contribuisce in modo decisivo alla divulgazione della conoscenza di questi modelli eccezionali. 

Ricordiamo che il modello annuale del DTCA, che sarà un Austin Van nella leggendaria livrea Omnisport in serie limitata a 100 esemplari numerati, uscirà verosimilmente in autunno (gli ordini si concluderanno il 31 maggio 2021). Il modello, contrassegnato dal numero di catalogo 470c, vuole essere un omaggio in chiave moderna alla serie degli Austin pubblicitari, in una colorazione che gli appassionati del marchio Dinky già conoscono ma di cui varrà la pena raccontare la storia una volta che il modello del DTCA sarà uscito. 

Ferrari annuncia l\'avvio dal programma Le Mans Hypercar

 

Ferrari entra nell’era delle Le Mans Hypercar

Ferrari annuncia l’avvio del programma Le Mans Hypercar (LMH) che porterà la Casa del Cavallino Rampante ad affrontare dal 2023 il campionato mondiale FIA WEC nella nuova top class.

Dopo una fase di studio e analisi, Ferrari ha dato il via allo sviluppo della nuova vettura LMH che nelle scorse settimane è già entrato nel vivo con l’avvio delle fasi di progettazione e simulazione. Il programma di collaudi in pista, il nome della vettura e quello dei piloti che costituiranno gli equipaggi ufficiali saranno oggetto di future comunicazioni.

A cinquant’anni dall’ultima partecipazione ufficiale nella classe regina del Mondiale Sport Prototipi nel 1973, la Ferrari scenderà in pista nella classe Hypercar del FIA World Endurance Championship, un campionato che contribuì attivamente a creare. Le vetture a ruote coperte di Maranello hanno riportato grandi successi, come testimoniano i 24 titoli mondiali conseguiti, l’ultimo dei quali conquistato nel 2017, e le 36 vittorie alla 24 Ore di Le Mans.
 

John Elkann, Presidente di Ferrari, ha commentato: “In oltre 70 anni di competizioni abbiamo portato le nostre vetture a ruote coperte a trionfare sulle piste di tutto il mondo, sperimentando soluzioni tecnologiche d’avanguardia: innovazioni che nascono dai circuiti e rendono straordinaria ogni auto stradale prodotta a Maranello. Con il nuovo programma Le Mans Hypercar, Ferrari rilancia il suo impegno sportivo e conferma la volontà di essere protagonista nei campionati di eccellenza dell\’automobilismo sportivo mondiale”.

Com’è fatto il kit Tameo TMK440 Ferrari 400 Superamerica 1961

C’era molta attesa attorno a questo kit, i cui primi esemplari i rivenditori hanno ricevuto in questi giorni. La storia del modello è almeno particolare quanto l’auto vera. Non molto tempo fa, Luca Tameo trovò in un cassetto un master abbandonato da una trentina d\’anni: la Ferrari 400 Superamerica utilizzata come auto personale dal Commendatore. Negli anni ottanta Tameo Kits era un marchio giustamente famoso anche per alcuni bei modelli di vetture GT e Sport-Prototipo, prima che Luca si dedicasse esclusivamente alle monoposto. 

Giusto l’anno scorso, la serie delle Sport è ripresa con l\’uscita di un modello della nuova gamma Montegrosso, la Ferrari 512S, cui seguirà la 512M. Quanto alla Superamerica, l\’idea si fece presto strada nella mente del modellista ligure: far uscire il modello senza troppe modifiche, anche per non stravolgerne irrimediabilmente il concetto originario. Ecco quindi un kit in bilico fra passato e presente, che va apprezzato e giudicato in funzione delle sue origini lontane. 

Ormai Tameo è uno dei leader del metallo bianco. E\’ stato uno spettacolo ammirare su Facebook la foto di tutte le carrozzerie allineate dopo la fusione. Il kit si compone di pochi pezzi: oltre alla carrozzeria, un pianale (semplice, senza scritte o graffiti… peccato!), un cruscotto, il gruppo sedili-tunnel centrale, paraurti e poco altro. A proposito dei paraurti, peccato non averli previsti nichelati, come si faceva un tempo. Pazienza, le vernici oggi a disposizione dei modellisti fanno miracoli. 

Molto raffinate le fotoincisioni (incluse quelle dei raggi); non tantissime, com\’è giusto che sia, e la loro qualità è fuori discussione. Fotoincise sono le cornici dei vetri laterali, mentre per quelle del parabrezza e del lunotto si è scelta la fusione nella carrozzeria, una soluzione ibrida che secondo me ha sempre le sue ragioni. Di ottimo livello, trasparenti e senza alcun difetto, gli acetati dei vetri. 

 

Due foglietti di decals (in doppio esemplare) di cui uno con fregi cromati corredano il kit. Qualcuno, secondo me poco opportunamente, ha criticato la scelta di simulare le grigliettine laterali con delle “semplici” decals, suggerendo che esse avrebbero potuto essere meglio copiate con una fotoincisione. Ora, a parte l\’esiguità dei pezzi – le griglie sono davvero piccole – la loro forma si presenta piuttosto adatta ad essere riprodotta con una decal. 

Scegliere il metodo della fotoincisione avrebbe implicato uno scasso nella carrozzeria e la necessità di adattarvi perfettamente un pezzo “estraneo”. Tutto questo sforzo supplementare avrebbe portato a un maggior realismo?

Completano il kit le istruzioni “high tech” cui Tameo ci ha abituato da tempo. Non saranno pochi i montatori top o presunti tali che metteranno mano a questo kit. 

Personalmente rimpiango che Jean-Paul Magnette non sia più troppo attivo, altrimenti penso che un modello come questo avrebbe potuto interpretarlo di par suo. E invece ci toccherà assistere alle varie evoluzioni di più o meno sedicenti nuove promesse, più attente alla sofisticazione del microdettaglio che all\’equilibrio d\’insieme. Magari uno come Denis Carrara potrebbe pensare ad un\’edizione limitata di 5 o 10 montati. 

La 400 Superamerica telaio 3097SA fu utilizzata come vettura personale da Enzo Ferrari tra il 1961 e il 1962. Doveva trattarsi di una specie di auto sperimentale, viste le tante particolarità che la distinguevano dagli esemplari \”standard\” (per quanto standard possa essere ogni singola 400 Superamerica). Differenze si trovavano a livello di telaio, di sospensioni e anche di motore. L\’auto era verniciata in un bellissimo \”Verde Dora\” con interni beige, che diventarono neri quando la 3097SA fu rivenduta attraverso il concessionario Crepaldi. In quell\’occasione, chissà perché, si provvide anche a cambiare il numero di telaio in 4031SA (ma la traccia del numero 3097SA si intravede ancora sotto la nuova cifra). La vettura ebbe una storia abbastanza misteriosa negli anni che seguirono. La si ritrova poi negli Stati Uniti dove passò di mano due o tre volte; si ha traccia di una revisione totale del motore eseguita a Maranello nel 1974. Dal 2001 la 3097SA/4031SA è di proprietà della Miles Colliers Collections, che l\’acquistò all\’asta Christie\’s di Pebble Beach. 

La collezione di Yann Richard in vendita in un temporary shop nel centre Jacobins a Le Mans

Yann Richard e sua moglie Michelle
con lo stock di modelli in vendita a Le Mans. 

Le borse sono vietate? I saloni un lontano ricordo dei tempi pre-dittatura sanitaria? Chi può si organizza, e non è detto che lo faccia solo on line. L\’idea di un temporary shop modellistico non è stata forse ancora sfruttata e chissà che non possa costituire una valida soluzione per chi abbia molte cose da vendere, anche quando – si spera – tutta questa sceneggiata del Covid sarà finita. Ammesso che finisca. Da ieri Yann Richard, collezionista di lunga data, ha affittato i locali ex-Celio nel centre Jacobins a Le Mans. Sono in vendita soprattutto modelli in 1:18 ma anche giocattoli vintage in latta e altro ancora. Il negozio, che resterà aperto sei settimane, ospiterà anche i quadri a tema 24 Ore di Le Mans di François Bruère. La boutique sarà visitabile il mercoledì pomeriggio e nell\’intera giornata del venerdì e del sabato. 



Nuovo accessorio di Marsh Models: un set di ganci fermacofano in fotoincisione (1:43)

Prosegue la rinnovata gamma di accessori Marsh Models. Il secondo articolo ad essere presentato proprio in questi giorni è un set di ganci fermacofano fotoincisi in scala 1:43 (catalogo n. MMA022).