Accordo a Daytona fra IMSA e ACO: le LMDh potranno correre nel FIA WEC insieme alle Le Mans Hypercar

Jim France, presidente IMSA e Pierre Fillon,
presidente ACO, firmano l\’accordo di massima sulla
nuova classe LMDh (credit: Mike Meadows / IMSA)

In occasione della 24 Ore di Daytona, ACO e IMSA hanno svelato i tratti salienti di una piattaforma regolamentare comune concernente i prototipi. La nuova categoria LMDh sarà estesa anche al FIA WEC, oltre a rappresentare la classe di punta nell’IMSA WeatherTech Sportscar Championship. Questa piattaforma comune risponde – così dicono i legislatori tecnici – a numerose richieste dei costruttori. ACO e IMSA hanno pertanto stabilito un insieme di normative per la LMDh, con l’obiettivo di essere pronti a partire dal settembre 2021 nel FIA WEC e dal gennaio 2022 per il campionato IMSA. Le due associazioni si sono ispirate ad alcune direttive presenti nei rispettivi campionati (regolamento Hypercar per l’ACO, regolamento DPi 2.0 per l’IMSA. In virtù di queste premesse, il nuovo regolamento LMDh si presenta con queste caratteristiche fondamentali: chassis comune ispirato al concetto delle Hypercar Le Mans e delle LMP2, costruito dai quattro marchi che attualmente hanno l’esclusiva di fornitura della LMP2: Dallara, Ligier, Multimatic e Oreca. Questo nuovo telaio sarà anche utilizzato nella classe LMP2. La vettura sarà dotata di sistema ibrido monotipo, agente sull’asse posteriore, di tipologia KERS. La silhouette delle vetture sarà adattata alla marca del costruttore che fornirà la motorizzazione. Maggiori dettagli saranno forniti a marzo, in occasione della 12 Ore di Sebring. Per ora si sa che un balance of performance è già programmato per equiparare le prestazioni delle LMDh con quelle delle Le Mans Hypercar. Le LMDh potranno quindi correre indistintamente nel WEC e nell\’IMSA, facilitando l\’ingresso di nuovi costruttori e rimpolpando le griglie di partenza in modo – così almeno sembra – razionale. Del resto le lotte e i periodi di guerra fredda tra ACO e IMSA sono noti a tutti, ma stavolta pare che il buon senso abbia prevalso, con una normativa che consentirà ancora più varietà. 

Stefano Adami torna a realizzare serie limitate in scala 1:43. Due Porsche 934 IMSA.

Erano molti anni, credo, che Stefano Adami non usciva con qualcosa di proprio; alcuni ricorderanno le sue serie limitate in 1:43, intorno al 2005 o 2006 se non andiamo errati. Ne è passato di tempo, e ora Adami propone due Porsche IMSA su base Arena. 

Come suo solito, molte le modifiche apportate per queste versioni che interesseranno sicuramente diverse fasce di appassionati. Si tratta della 934 numero 03 che prese parte alla 5 Ore di Riverside 1980 con Werner Frank e Roger Schramm e della 934 numero 91 del team Electrodyne che partecipò alla 6 Ore di Mosport con Chester Vincentz e Derek Bell. Sicuramente non ce ne sarà per tutti, visto che la tiratura è limitata a tre pezzi per ciascuna versione. Questi modelli escono sotto il marchio USA43. 


Spark annuncia la riedizione (1:43) di quattro storiche Ford del 1966. Le Mans, Daytona, Sebring

Forse anche sull\’onda del successo del film Le Mans \’66, Spark ha annunciato per il secondo trimestre dell\’anno l\’uscita di quattro modelli di Ford già realizzati a suo tempo e ormai esauriti. Ecco il dettaglio delle referenze: 
S4075 Ford Mk.II Le Mans 1966 #1 Miles/Hulme
S4076 Ford Mk.II Le Mans 1966 #5 Bucknum/Hutcherson
43DA66 Ford Mk.II 24h Daytona 1966 #98 Miles/Ruby
43SA66 Ford GT-X1 12h Sebring 1966 #1 Miles/Ruby

Questi ultimi due modelli rientrano nella serie delle vetture vincenti di Daytona e di Sebring. 

Il secondo Tokoloshe della nuova serie: Ferrari 412P Ecurie Francorchamps prove Daytona 1967

Dopo la Ferrari 250 GTO 4491GT della 1000km del Nurburgring 1965 che vi abbiamo presentato sul blog qualche tempo fa, è la volta di un altro modello della serie Tokoloshe (catalogo TOK22), proposto ovviamente montato come da tradizione e a un prezzo molto competitivo, € 59,95. 
La versione prescelta è il telaio 0850 della Ferrari 330 P3/P4, altrimenti detta 412P, schierata alla 24 Ore di Daytona 1967 dall\’Ecurie Francorchamps per Willy Mairesse e \”Beurlys\”. 

La peculiarità di questo modello è che riproduce la versione prove, ovvero quella con i numeri di gara tutti neri e non ancora scontornati di rosso. Il modello è acquistabile al seguente link: https://www.geminimodelcars.com/listing/772810023/ferrari-330-p34-ch0850-ecurie

Tommasoner Art Models realizza il veicolo trasporto truppe Puma in 1:87

Le creazioni di Tommasoner Art Models (Tommaso Venturato) in scala 1:87 sono ampiamente apprezzate. Si tratta di modelli artigianali in resina concepiti e montati con grande cura ed esattezza storica e sul blog ci siamo già occupati di altre uscite. Ora Tommasoner propone il veicolo Puma per trasporto truppe, già disponibile in tre diverse livree: bianco, verde NATO, mimetico. Per l\’acquisto il sito di Tommasoner è www.tommasonerartmodels.com

Focus su Alfa Romeo Tipo 33/1967 di Patrick Dasse e Martin Übelher e sulla serie Alfa Romeo di Dingwort Verlag

In molti mi hanno chiesto, nel corso di questi mesi, un parere sulla serie dei titoli Alfa Romeo usciti presso la casa editrice Dingwort. Dalla Giulia alla Junior Zagato, dalla Montreal alla Giulia GT fino alla fabbrica Alfa Romeo di Arese, questi volumi raccolgono documentazione per lo più inedita dell\’epoca, con moltissime foto e pochi testi (peraltro validi, in inglese e in tedesco). 

Dico subito che varrebbe la pena averli tutti. Ringrazio la libreria Gilena per avermi spedito il volume forse più interessante per gli appassionati di corse, quello sulla Tipo 33 del 1967, scritto da Patrick Dasse e Martin Übelher. Dai primi prototipi fino alle ultime apparizioni a saloni, è ripercorsa in oltre 300 pagine l\’intera annata 1967, evento per evento, con una dovizia di particolari e di immagini che finora non si era mai vista. Non mancano naturalmente il coupé di Scaglione o l\’Osi Scarabeo, né la Brabham BT23 che montò una versione portata a 2.5 litri del V8 Alfa Romeo alla Tasman Cup nel novembre-dicembre 1967 (la versione da 2500cc di questo propulsore, poi montata anche sulle 33 prototipo, continuò ad essere chiamata \”Tasman\”). 

Un volume quindi prezioso, non solo per le gare famose, ma anche per quelle meno conosciute e per le apparizioni che la 33 fece in test, esposizioni e premiazioni. Agli inizi di dicembre 1967 iniziarono a circolare le prime immagini di quella che sarebbe stata la 33/2 del 1968, e il volume termina, prima di occuparsi della Scarabeo, con le foto della vettura destinata ad esordire alla 24 Ore di Daytona. 


La serie di questi volumi è destinata a continuare e l\’editore ha già annunciato l\’uscita di un volume proprio sulla 33/2 del 1968. 

Truescale annuncia le due BMW M8 GTE ufficiali di Le Mans 2018 in 1:43

Per il secondo trimestre 2020, Truescale ha annunciato l\’uscita delle due BMW M8 GTE classe LMGTE-Pro del BMW Team MTEK che hanno preso parte alla 24 Ore di Le Mans 2018: la numero 81 di Tomczyk/Catsburg/Eng e la numero 82 di Farfus/Félix da Costa/Sims. 

[foto David Tarallo]

Inizio anno e Spark si risveglia: una valanga di novità annunciate per il secondo trimestre 2020

Le novità annunciate oggi da Spark nelle sue varie circolari per il secondo trimestre 2020 confermano come il marchio di Ripert sia intenzionato a conservare la sua posizione di predominanza nel mercato dell\’1:43 (e anche, in parte, in quello dell\’1:18 ma questa è un\’altra storia). Le Mans, turismo, rally, Formula 1, vetture stradali, niente è lasciato al caso.

Fra le novità più importanti, le due Porsche 917LH di Le Mans 1970, la psichedelica numero 3 e la numero 25 del team austriaco. In questo caso, anche se si tratta di soggetti visti e stravisti, il fatto che li faccia Spark dà interesse ai modelli, permettendo ai collezionisti di aggiungere delle riproduzioni coerenti con tutte le altre realizzate da questo marchio. Interessanti anche le Sauber C9 di Le Mans 1987, la Spice 88C vincitrice del Gruppo C2 a Le Mans 1988 e – nella serie belga – la BMW 3.0 CSL della 1000km di Spa 1973 (Lauda/Stuck), quindi una versione del campionato del mondo Sport e non dell\’Europeo Turismo. Sempre in tema BMW, la 320 del Rally Monte Carlo 1980, che alcuni ricorderanno oggetto di un transkit su base Schuco uscito quasi contemporaneamente alla vettura reale. Interessante anche la Porsche 936/80 della 9 Ore di Kyalami 1982, pilotata da Bob Wollek e Giorgio Francia: assicurato il successo fra i collezionisti delle auto dell\’alsaziano.

Il ristorante "Il Cavallino" dice addio alla famiglia Neri per passare a Massimo Bottura

L\’entrata storica della Ferrari in Via Abetone Inferiore
a Maranello. 

In questi giorni sono circolate foto su Facebook dell\’entrata del famoso ristorante \”Il Cavallino\” a Maranello chiuso e priva delle insegne esterne. Mi hanno anche chiesto se ne sapessi qualcosa e questa domanda mi è tornata in mente passando sabato 18 gennaio davanti all\’entrata storica della Ferrari e girando al semaforo in direzione delle Gestione Sportiva. Ebbene, non ci voleva tanto per informarsi, ma riporto la notizia sul blog, visto che il ristorante Il Cavallino è una specie di istituzione nel mondo ferrarista ed è stato anche immortalato in certi diorami – mi viene in mente quello di Microworld con una Ferrari 330 GTC della Best e il figurino di Enzo Ferrari. Ebbene, la famiglia Neri ha reso l\’attività alla Ferrari dopo ben trentasei anni, per passare a un nuovo progetto, un ristorante che si chiamerà giustappunto \”36\”. Ma \”Il Cavallino\” di Maranello, come era stato già annunciato all\’inizio di novembre 2019, passerà in gestione a Massimo Bottura, grazie ad un accordo già pensato all\’epoca di Sergio Marchionne, concepito in origine per Maserati ed esteso poi a Ferrari. Cosa diventerà il ristorante è abbastanza facile congetturare, viste le caratteristiche del pluristellato chef. Sarà peggio o meglio del vecchio Cavallino? Sicuramente sarà molto diverso. La struttura riaprirà alla fine del 2020.

Ristorante Il Cavallino: fine di un\’epoca dopo 36 anni
di gestione della famiglia Neri. 

Memorabilia al Museo Ferrari di Maranello: caschi, modelli, brochures

E\’ un paradosso, certo, ma visitando il Museo Ferrari di Maranello, si rischia di non notare alcune \”perle\”, ignorate peraltro dalla più parte dei visitatori. Mancavo dal museo Ferrari da qualche anno. C\’ero andato più volte per le premiazioni di Ferrari Corse Clienti, per le presentazioni delle Formula 1 e per altri eventi, e ne avevo conservato una memoria abbastanza precisa. 

Non è un museo grandissimo, come quasi tutti gli appassionati sapranno. Delle auto si occupano tutti e degli esemplari esposti trovate molte immagini in rete. 

Certe auto esposte sono di grande valore, certamente. Ma soffermiamoci per una volta sul contorno. Davvero straordinarie alcune brochure esposte insieme ad alcuni disegni originali (fra cui uno della Dino 206S Sport-Prototipo). 

Nella sala principale troviamo una raccolta di trofei, coppe, e premi vari della Formula 1, i caschi dei campioni del mondo F.1 piloti con Ferrari, e una bella collezione di Formula 1 in scala 1:43, ben montate, esposte grazie alla collaborazione di Giorgio Giochi di Maranello. Bello che siano rappresentate anche le marche artigianali nostrane del passato e del presente, come MG, Tron, FDS, Meri Kits, Tameo e altre. 
[foto David Tarallo]