Spark ha appena annunciato una serie di riedizioni in scala 1:43, nella gamma dei vincitori a Le Mans. Nel secondo trimestre 2020 saranno riproposte le seguenti referenze:
43LM66 Ford MkII McLaren/Amon
43LM68 Ford GT40 Rodriguez/Bianchi
43LM70 Porsche 917K Herrmann/Attwood
43LM81 Porsche 936/81 Ickx/Bell
43LM82 Porsche 956 Ickx/Bell
43LM91 Mazda 787B Weidler/Herbert/Gachot
43LM98 Porsche 911 GT1 McNish/Aiello/Ortelli
Una Plymouth Plaza molto particolare di Dinky Toys (numero 178)
Osservate questa Plymouth Plaza di Dinky (numero di catalogo 178): presente la scatola, il modello ha evidenti anche se non disastrosi segni del tempo. Qualche scrostatura, vernice rovinata qua e là, seppure le condizioni restino eccellenti. Di questo modello, uno degli squali che circolano in Italia e all\’estero, soprattutto quelli a caccia di raccolte di collezionisti morti o moribondi, vi offrirebbe una cinquantina di euro e dovreste pure ringraziarlo. Senonché… guardate meglio le foto. Se conoscete un minimo la produzione Dinky, vi sarete sicuramente accorti che c\’è qualcosa di strano. Questo modello ha gli interni! La Plaza di Dinky, anche nelle ultime versioni, non li ha mai avuti. L\’esemplare proviene da una collezione del Berkshire ricca di stranezze, come un\’Ac Aceca gialla con interni rossi. A quanto pare, questa Plymouth è l\’unico esemplare conosciuto con gli interni (la versione taxi, catalogo 265, li ha). Prova di pre-produzione oppure una piccolissima serie effettivamente entrata in commercio? Il mistero rimane e chissà se un giorno sarà chiarito. Una prova in più che su questi vecchi marchi resta ancora tanto da scoprire e da imparare.
Fiat 238 E Panorama: una trasformazione di Fabrizio De Gennaro
Molti hanno apprezzato le elaborazioni di Fabrizio De Gennaro, prima sul blog, poi sull\’ultimo numero di Modelli Auto (uscito poco prima di Natale) dove sono stati presentati i suoi lavori sul tema Fiat. Restando sul tema Fiat, presentiamo qui la sua ultima trasformazione, un Fiat 238 E Panorama ricavato da un camper uscito in una delle tante serie da edicola. La scala è ovviamente 1:43. In questo caso non abbiamo immagini del corso del lavoro, ma già il confronto tra la base e il modello definitivo può rendere l\’idea della complessità dell\’elaborazione.
Hawaiian Tropic girls 1:43, un nuovo set da Le Mans Miniatures
E\’ appena uscito un nuovo set di personaggi in scala 1:43 di Le Mans Miniatures. Dopo i piloti e i team manager, è la volta delle Hawaiian Tropic girls di Le Mans, che sicuramente completeranno in modo degno una vetrina o un diorama. A differenza dei due set precedenti, questi figurini sono disponibili sia in kit (da assemblare e verniciare) sia completi.
La Parnelli F.1 del 1976 di TWU entra nella gamma dei kit Tameo
La storiografia della Porsche 917: alcune note su un recente libro di Jay Gillotti
A che punto siamo con la storiografia della Porsche 917? Approfitto della domanda che mi ha fatto nelle settimane scorse un conoscente, che mi ha chiesto quale fosse secondo me il libro \”da avere\” sulla Porsche 917. La risposta non è facile. Ne esistono in quantità, usciti soprattutto in occasione del quarantesimo e del cinquantesimo anniversario della vettura (2009 e 2019). Proprio nel 2009 è uscito un volume che reputo ancora fra i migliori almeno a livello iconografico, Porsche 917 – The complete Photographic History di Glen Smale (Haynes Publishing), che propone una completa carrellata di immagini anno per anno, gara per gara. Spesso è tutto ciò che ci vuole per i modellisti. A proposito di modellisti, uno dei titoli in assoluto più utili (oggi introvabile) è Porsche 917: esquisses d\’un succès, Reynald Hézard, con disegni documentatissimi di ciascuna livrea e gara. Per i nostalgici, consiglierei due monografie molto meno recenti, che hanno comunque segnato un notevole progresso nella conoscenza della storia della vettura: Porsche 917 – Super Profile di John Allen (Foulis/Haynes Publishing, 1986) e Porsche 917 – The ultimate weapon Ian Bamsey e Bill Oursler (Foulis/Haynes Publishing, 1987). Un altro progresso è stato compiuto con l\’uscita, nel 2009, di Porsche 917 – Archive and Works Catalogue, 1968-1975) di Walter Näher, edito da Delius Klasing. Per la stesura di questo volume, Näher, che ha lavorato in Porsche e in particolare al progetto 917, ha potuto attingere a materiale di prima mano e a fonti dirette. Ne è venuta fuori una monografia di notevole autorità, che ha tolto dubbi, forse ne ha creati altri (ma questo è positivo) e ha posto le basi per altre ricerche, sebbene certi interrogativi siano destinati a permanere. Poco prima del cinquantesimo anniversario è stata la volta di un corposo volume sulle sole vetture utilizzate dal team Gulf di John Wyer, scritto da Jay Gillotti e pubblicato nel 2018 dalla Dalton Watson Fine Books.
Fiat Abarth Reparto Corse Rally: un libro di Emanuele Sanfront
Navigatore rally e giornalista, Emanuele Sanfront aveva già all\’attivo alcuni libri, fra cui Rally \’70. Una storia, tante storie, Rally (scritto insieme a Maurizio Verini), Reparto Corse Lancia (in collaborazione con Gianni Tonti) e Rallies, redatto insieme al fotografo Manrico Martella. Quest\’ultima sua opera, uscita nel settembre 2019 per i tipi Giorgio Nada, traccia la storia del reparto corse Fiat rally, un argomento che in anni recenti è stato affrontato anche con dovizia di particolari da svariati autori, nella sua interezza, ma soprattutto per quanto riguarda modelli singoli. Ben venga quindi una sintesi dell\’attività che arriva al 1977, anno in cui al reparto corse Abarth subentrò l\’A.S.A.
Il libro di Sanfront merita tempo e approfondimento. Con 244 pagine è un volume abbastanza imponente, ma non dà subito l\’idea della sua importanza e della sua qualità. I testi, a una prima occhiata, sembrano un po\’ poveri, e le foto, chissà perché non riescono a imporsi più di tanto. Poi scatta una molla: lo si riprende in mano, lo si sfoglia di nuovo, per la seconda, la terza, la quarta volta e allora lì, poco a poco, il libro inizia a rivelare i propri meriti, che sono tanti. A una cronologia anno per anno seguono i ritratti tecnici delle varie vetture utilizzate: Fiat 124 Sport Spider e Abarth, X1/9 Prototipo, 131 Abarth, ossia i mezzi impiegati ufficialmente nelle varie competizioni, incluse gare non propriamente da classificare come rally quali il Giro d\’Italia o il Tour de France Auto.
Già però il primissimo capitolo, dopo le eccellenti introduzioni, è tutto da leggere, perché tratta un argomento ancora semioscuro, ossia l\’attività dei clienti sportivi Fiat nel periodo precedente all\’istituzione nel 1970 della squadra ufficiale Fiat; una storia che naturalmente s\’intreccia con quella dell\’Abarth, ma non necessariamente: basti pensare alle tante 124 berline, le 124 spider di serie, le 125, le 850 Coupé e addirittura le Autobianchi Primula utilizzate da scuderie e piloti privati. Dicevamo dei testi: non amplissimi, certo, e forse un po\’ troppo legati al fatto sportivo, seppur lontanissimi dalle illeggibili colonne di un libro non più recentissimo che rappresentò sostanzialmente un\’occasione perduta, Fiat da rally, della stessa casa editrice.
Qui siamo due o tre gradini sopra, non mancano le testimonianze dirette, ma azzarderei – nonostante la parte scritta sia eccellente nella documentazione e nella precisione del racconto – nel dire che il pregio principale del libro sta nelle foto e nei documenti pur senza nulla togliere allo sforzo di scrittura fatto dall\’autore. E\’ un libro che sotto questo aspetto andrà integrato con un volume come Le Abarth dopo Carlo Abarth, di Sergio Limone e Luca Gastaldi, che alla fine del 2017 è stato fatto oggetto di una seconda edizione riveduta e ampliata, dopo la prima del 2010. Eccellenti anche le appendici, con i numeri di targa di ciascun telaio portato in gara dalla squadra Fiat, le note sui collaudi e tanti altri dettagli tecnici accompagnati da documenti di prima mano, spesso rari e del tutto inediti. Come in ogni libro di livello, troviamo nascoste qua e là diverse perle, che meritano di essere scoperte con tutto il tempo a disposizione.
Come dicevo, non è un libro adatto a una rapida scorsa, e più lo si sfoglia più soddisfazione dà al lettore. Non è un pregio comune. Se vi capita, acquistatene una copia e avrete arricchito la vostra biblioteca di un volume di tutto rispetto.
Emanuele Sanfront, Fiat Abarth Reparto Corse Rally, Giorgio Nada Editore, Vimodrone (MI) 2019, pagg. 244, cartonato, con centinaia di foto e documenti b/n e col., ISBN 978-88-7911-755-5, € 50,00.
Stanchi delle riviste specializzate di automobilismo? Abbonatevi al canale Greg Garage, costa anche meno
In un post di alcuni mesi fa avevo commentato il fenomeno di Greg (Gianluca Gregis) e del suo \”garagino\” da Tenerife, vero fenomeno di Youtube. In quasi un anno, il canale Greg Garage è diventato quasi irrinunciabile per gli appassionati di automobilismo. Sono oltre 62.000 gli iscritti, ma soprattutto essi sono incredibilmente attivi: il numero di visualizzazioni di ciascun video è altissimo, a differenza di altri youtuber che hanno tonnellate di iscritti (magari comprati) e poche visualizzazioni. I concetti è inutile che stia a ripeterli; sicuramente non piacciono alle case costruttrici, ai giornalisti prezzolati e alle riviste che stanno in piedi con la pubblicità dei marchi. La portata degli argomenti la reputo di notevole interesse, e il tempo che Gianluca dedica ai suoi filmati è ormai notevole nell\’arco della giornata. Normale, quindi, pensare di sfruttare questa notorietà (del resto non è a questo che punta chiunque scriva, parli, reciti, canti, balli o suoni su Internet?). E la qualità dei filmati, dei loro contenuti giustifica tale notorietà.
Voglio dire che la fama è ben meritata e non era necessariamente il fine principale del canale di Greg. Essa è venuta in un secondo momento; magari presto, ma è arrivata in virtù dell\’originalità e della vivacità degli interventi. Era quindi l\’ora di monetizzare, e dal primo gennaio il canale Youtube del Greg presenta l\’opzione di abbonarsi a dei contenuti criptati: per € 2,99 o € 4,99 al mese (dipende dal livello di abbonamento) è possibile interagire ancora meglio col titolare del canale e guardare contenuti riservati ai soli iscritti. Resteranno i video di stampo abituale, che Greg continuerà a mettere a disposizione di tutti. In un paio di presentazioni, Greg ha descritto con chiarezza di particolari la sua futura linea editoriale (chiamiamola così). E\’ una scelta che condivido in pieno, a dispetto di chi ha gridato alla speculazione, allo sfruttamento degli utenti, all\’ingiustizia nei confronti di chi l\’aveva sempre seguito fin dall\’inizio. Ebbene, vi piacciono certi filmati? Costa tempo e fatica farli; costa tempo parlare ogni giorni, trovare nuovi argomenti, e l\’esperienza accumulata nel corso di una vita non sempre è etico metterla a disposizione di tutti gratuitamente. Grazie agli abbonamenti sarà possibile a Greg Garage di muoversi con più agio e magari di fare delle cose che i migliaia di follower pretendevano senza sganciare un euro, perché Internet deve essere gratuito.
Questa scelta consentirà di fare una bella scrematura, e in questo caso è un bene. Chi è seriamente interessato avrà l\’opportunità di ascoltare cose ancora più interessanti ed esclusive. Gli altri si accontenteranno dei contenuti in chiaro. D\’altra parte una rivista specializzata mensile costa meno di tre o cinque euro? Non mi pare. E non mi pare neanche che nessuna di queste (almeno in Italia) possa vantare una particolare credibilità. Si pagano quindi sei, sette, otto euro per riviste finanziate dai costruttori automobilistici. Almeno Greg Garage si finanzia con gli abbonati, restando non dico oggettivo (perché l\’oggettività non esiste) ma almeno lontano dalle squallide pressioni e dai ricatti degli inserzionisti.
N.B. I commenti per questo post sono disattivati.
Ferrari 333SP, a pictorial history 1993-2003 di Terry O\'Neil
In un passato più o meno recente sono state numerose le monografie dedicate alla Ferrari 333 SP, ma forse nessuna era abbastanza completa da coprire la storia di tutti gli esemplari che hanno effettivamente corso durante il decennio di attività in vari campionati, americani ed europei. Terry O\’Neil propone ora una retrospettiva, prevalentemente iconografica della vettura costruita grazie a grandi nomi come Dallara e Michelotto. Nessuna delle quaranta 333 SP fu mai ufficialmente portata in gara dalla Ferrari, e di questi quaranta esemplari ne gareggiarono soltanto ventisette, ottenendo ben quarantanove successi in centoventisei gare disputate. Questo libro traccia la storia di ciascuno di questi ventisette esemplari, e penso che si tratti davvero di un volume da non perdere. Terry O\’Neil è già noto per altre opere di ottima qualità soprattutto sull\’automobilismo americano e questo volume, come concezione e come intenti, fa il paio con un altro imperdibile titolo, The Ferrari 550 and 575 road and race legends di Nathan Beehl.
Nota: alcune pagine di saggio sono visibili a questo link:
https://www.dropbox.com/s/pd0f8mb18qpgeso/333SP%20sample%20pages%20-%20low%20res.pdf?dl=0
Buon anno a tutti i lettori del blog
Nel 2020 il blog entra nel suo nono anno. Credo che sia già un bel risultato raggiunto, col 2019 che è stato l\’anno record per numero di articoli (quasi una media di uno al giorno), con alcune novità introdotte e un\’intensificazione degli argomenti relativi all\’automobilismo reale, che i lettori hanno dimostrato di apprezzare. Per il 2020 non ho particolari obiettivi, se non quello di continuare a rendere il blog attuale e interessante nei limiti delle mie possibilità. A tutti coloro che mi hanno seguito durante questi anni un caro augurio di ogni successo e un sincero ringraziamento per il loro supporto.












