Renault 5 Alpine di GTS Séries Le Mans Miniatures (slot 1:32)

La Renault 5 Alpine di Le Mans Miniatures
ha dettagli comparabili con i resincast statici. 

In un precedente thread ci siamo occupati della produzione slot 1:32 di Le Mans Miniatures, ricordando come non siano pochi i collezionisti che decidono di conservare questi modelli come delle riproduzioni statiche. Si tratta comunque di riproduzioni che consentono di divertirsi abbastanza con una pista elettrica, anche se necessitano di alcuni accorgimenti per essere utilizzati con piena soddisfazione. 

Azzeccate le forme e molto pulito il montaggio in generale. 
Sulla versione blu la targa (fotoincisa) è del dipartimento
13, Bouches du Rhone. I tergi, molto ben disegnati,
sono in fotoincisione. 


Il livello di dettaglio, in ogni caso, è quasi quello di uno Spark in 1:43. Il concetto è lo stesso: carrozzeria in resina, fotoincisioni, elementi in plastica, dettagli cromati e tutto quello che caratterizza i moderni resincast. Uscita qualche tempo fa nella serie GTS, la Renault 5 Alpine stradale ha avuto un buon successo di vendite, che conferma l\’interesse generale nei confronti di questa vettura. Le Mans Miniatures ha scelto di riprodurre la prima versione del 1976, che è disponibile in due colorazioni: nero Renault 699 con interni rossi e blu metallizzato Alpine 462 con interni neri. 

I vetri sono incollati con sufficiente cura. Notare la doppia
guarnizione plotterata col parabrezza. Corretta la
forma dello specchietto retrovisore esterno. Gli esemplari blu
Alpine potevano avere in similpelle nera o blu oppure
in stoffa blu. Le Mans Miniatures ha scelto il nero. 
Molto buoni i gruppi ottici. Manca purtroppo il doppio
listello che delimitava i due lati più lunghi della parte
inferiore della calandra, elemento che sarebbe stato facile
riprodurre con una tampografia o con una fotoincisione. 


Provvisti del loro bravo guidatore (una ragazza nel caso della vettura nera, un distinto signore in giacca nel caso della blu), questi modelli hanno un indubbio fascino e possono sicuramente tentare un appassionato di modelli statici, visto che nessun elemento legato alla motorizzazione del modello altera l\’esattezza delle linee all\’esterno e la completezza dei vari dettagli all\’interno. Presentiamo qui una gallery del modello blu (art.132002). 

L\’assetto è realistico; i pneumatici scolpiti sono ben
realizzati e consentono anche un uso dinamico su una pista
elettrica: basta carteggiarli un po\’. 
Il modello è montato su una base simil-carbonio
col logo della serie e la dicitura: l\’anno è errato perché
la 5 Alpine fu prodotta dal 1976 e non dal \’73. 
Molto bello il cerchio, che riproduce con esattezza
il Fergat montato su questa prima serie. Esso ricordava
nel disegno i cerchi già impiegati sulle prime Renault 12
e sulle 17 TS. A partire dai modelli 1978 sarebbero stati
disponibili anche i caratteristici cerchi pieni con i tre occhielli,
ispirati da quelli dell\’Alpine A310. 

La confezione è sobria ed elegante. Il modello ha un prezzo
di vendita ufficiale di € 75,00. Il motore è longitudinale, gli
elementi meccanici sono di Slot.it. 


Il tema Ferrari 488 non si esaurisce: la GT3 2020 e la 488 Pista Spyder Lauda edition, due modelli 1:43 di BBR












La Ferrari 488 è una miniera inesauribile di versioni, fra competizione, allestimenti speciali, prototipi e così via. BBR ha appena realizzato altre due configurazioni di questa vettura. La prima è piuttosto importante, perché l\’allestimento GT3 in versione 2020, presentato ufficialmente al Mugello lo scorso autunno in occasione delle finali mondiali del Ferrari Challenge; la seconda è più stravagante perché fa riferimento a una 488 Pista Spider stradale fatta decorare da un cliente nella livrea della Ferrari 312 T2 che Lauda guidò nel 1976. Contento lui… Il modello è disponibile con tetto chiuso o aperto. Entrambe le edizioni sono molto limitate e possono essere preordinate sul sito BBR. 



Tre rare varianti della McLaren M6A Can-Am di Marsh Models

Il telaio 03 della McLaren M6A Can-Am fu ceduto dal team Penske e continuò per alcune stagioni la propria carriera sportiva. Marsh Models, che aveva già realizzato il modello della versione Penske Sunoco di Mark Donohue, esce ora con tre versioni montate della \”03\”, apparsa in mano a privati fra il 1968 e il 1970. 

In particolare: 
Watkins Glen 1968, Fred Baker #29
Road America 1969, Jerry Hansen #44
Road Atlanta 1970, Gordon Dewer #47

John e Pam Simons hanno poi comunicato che, disponendo ancora di alcune decals, sarà presto realizzata una piccola serie montata anche della M6A Sunoco. 

"nonomologati" special gallery: Fiat 691 4 assi con rimorchio a 2 assi (1:87)

Negli scorsi thread abbiamo presentato alcune recenti realizzazioni di \”nonomologati\”. Chiudiamo questa prima serie di modelli con un Fiat 691 con allestimento pianale a sponde basse in fotoincisione per la motrice; il rimorchio è invece un\’elaborazione piuttosto radicale su base Herpa, completo come sempre dei trilex in resina e pneumatici artigianali in vera gomma. Speriamo di tornare presto sul marchio \”nonomologati\” con nuovi mezzi. Ricordiamo che un\’ampia scelta di modelli \”nonomologati\” è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=nonomologati

Renault 5 Alpine Turbo Gr.N Rallye Monte Carlo 1984 Chauche/Teyssier di Spark (S3868)

Col numero di catalogo S3868, Spark ha
commercializzato proprio in questi
giorni la Renault 5 Alpine Turbo Gruppo N
pilotata da Chauche al Monte Carlo 1984. 

Avendo già a disposizione la Renault 5 Alpine nella gamma MileziM, Spark ha avuto gioco abbastanza facile a programmare una serie di versioni competizione. Il primo modello della serie, annunciato alla fine di settembre, è uscito in questi giorni: si tratta della versione Turbo (Gruppo N), portata in gara al Rally di Monte Carlo 1984 dall\’equipaggio francese Chauche/Teyssier. Come la Renault 11 Turbo di Oreille che abbiamo già recensito sul blog (articolo disponibile a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/04/renault-11-turbo-gruppo-n-rally-monte.html ) il modello è fabbricato non in Cina ma in Madagascar e condivide con tutto il resto della produzione Spark di quella zona imperfezioni di montaggio abbastanza evidenti e incompatibili con la fama che il marchio di Ripert si è costruito in oltre vent\’anni di produzione.

Il modello è parente stretto della Renault 5 Alpine 1976
di MileziM (catalogo Z0076).
La vettura in azione al Monte Carlo 1984. 

Al di là di questo, la Renault 5 Alpine Turbo di Spark è piuttosto deludente anche sotto l\’aspetto della fedeltà storica. Se, come detto, Spark, aveva già a disposizione la 5 Alpine del 1976 (la primissima versione), prodotta da MileziM, per ottenere una 5 Alpine Turbo del 1982 sarebbe stato necessario modificare il cruscotto, che in tutta la gamma a partire dal 1980 si fece più spesso e fu caratterizzato dagli inconfondibili \”lobi\” verticali; nel modello Spark, invece, il cruscotto è quello di una 5 Alpine aspirata prima serie.

Rétromobile 2012: la 5 Alpine Turbo di Chauche, oggi
appartenente a un collezionista privato, nello
stand di Renault Classic [foto David Tarallo].

La vettura reale esiste ancora: proprietà di un collezionista, è stata a volte esposta nello stand Renault Classic a varie manifestazioni, fra cui l\’edizione 2012 di Rétromobile a Parigi. Quella vettura, tuttavia, è stata restaurata e non rispecchia la configurazione originale. Sembra che per il modello, Spark si sia ispirata all\’auto nelle condizioni attuali, cadendo così in tutti quei trabocchetti che una scelta di questo genere inevitabilmente implica. In ogni caso, senza specificare quali errori sono mutuati dalla vettura restaurata e quali altri siano dovuti ad una erronea interpretazione della documentazione originale, ecco una lista, ahinoi neanche completa, delle incongruenze presenti nel modello Spark. Prima, però, ricordiamo anche un articolo scritto per il blog da Umberto Cattani nel gennaio 2013 sulle piccole Renault turbocompresse, dove compariva la foto del modello montato dal kit fatto a suo tempo da Mini Racing: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2013/01/le-piccole-renault-turbate.html .

Il modello Mini Racing che compare nell\’articolo scritto
per il blog da Umberto Cattani (vedi link nel testo). 

In breve, la lista di ciò che \”non torna\” sul recente modello di Spark:

1) Del cruscotto si è già detto. 
2) Assenza di un\’antenna supplementare lato pilota. 
3) Assenza dei ganci fermacofano anteriori.
4) I fendinebbia (e credo anche i fari) dovrebbero essere gialli, non bianchi. 
5) Assenza di alcune piccole decals sui vetri laterali posteriori. 
6) La parte posteriore del rollbar sembra alluminio e non bianca. 
7) Spark riproduce questa 5 Alpine con il divano posteriore della vettura di serie, mentre il kit Mini Racing propone una configurazione più corsaiola, senza divano e con ruota di scorta; chi ha ragione?

Divano o no? Lo Spark presenta una configurazione
molto Gruppo N… forse troppo. Forse l\’esemplare
restaurato ha tratto in inganno. 
La verniciatura, come di consueto sugli Spark, è
leggera e uniforme. 

 Di altre piccole incongruenze facciamo grazia al lettore. Non è la prima volta che nel settore rally Spark dia il semaforo verde a modelli decisamente insoddisfacenti dal punto di vista storico (ricordo una A112 che dovetti recensire per Modelli Auto qualche anno fa). Questi scostamenti dalla realtà si notano in misura molto minore sulle auto da pista, segno che all\’interno delle varie divisioni di ricerca di Spark vi sono delle discrepanze a livello di preparazione documentaria.

Le decal del Rally Monte Carlo sono applicate
anteriormente e posteriormente su una
vera placca in fotoincisione. 
Per alcuni dettagli, quali il rollbar, si è seguito
integralmente l\’esemplare restaurato. 

In conclusione, questa Renault 5 Alpine Turbo Monte Carlo 1984 è un modello piuttosto deludente, al netto di alcune caratteristiche decisamente positive, come i bellissimi cerchi e la cura in alcuni dettagli \”oggettivi\”, tipici della produzione Spark.

Una menzione speciale la meritano i cerchi, che riproducono
esattamente gli originali, che costituivano la dotazione di serie
della Renault 5 Alpine Turbo, in produzione dal 1982. 

Ancora un\’ìmmagine della 5 Alpine Turbo al
Rally Monte Carlo 1984. 

Speriamo che le prossime 5 Alpine siano più giuste e speriamo anche che non mancherà qualche versione del mitico monomarca, disputato con le 5 LS \”kit\” nel 1975-1976, con le Alpine aspirate dal 1977 al 1981 e infine con le Alpine Turbo dal 1982 al 1984.

"nonomologati" special gallery: OM 150 trattore (1:87)

Un numero limitato di pezzi per questa produzione \”nonomologati\”: trattore OM 150, cabina in resina e chassis in metallo bianco che dona al modello un peso insolito per questa scala, dove dominano materiali più leggeri. Il modello si contraddistingue per la ricostruzione dei tipici flessibili dell\’aria compressa per l\’aggancio al semirimorchio, realizzata mediante tubetto di ottone e fili di rame. 

"nonomologati" special gallery: Fiat 300 3 assi betoniera, un\'elaborazione su base Kibri (1:87)

E\’ stata utilizzata una base Kibri per questo Fiat 300 betoniera, che presenta comunque un\’infinità di parti in resina e fotoincisione, esclusive della produzione \”nonomologati\”. Questo veicolo è stato poi sporcato ad aerografo con una leggerissima patina a simulare la polvere. Come al solito i trilex, in resina, sono di produzione \”nonomologati\”. Ricordiamo che una scelta di modelli di questo produttore è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=nonomologati

"nonomologati" special gallery: Fiat 180 4 assi telonato Corriere De Santis Novara (1:87)

\”nonomologati\” offre la possibilità delle tre combinazioni Fiat 691 / Fiat 180 / OM 180. Pubblichiamo alcune immagini del Fiat 180 nei colori Corriere De Santis Novara, scala H0. 
Il modello, insieme a tutte le altre attuali realizzazioni di \”nonomologati\”, è disponibile a questo link: 
https://www.geminimodelcars.com/search?q=nonomologati



"nonomologati" special gallery: Fiat 619 telonato Fercam (1:87)

I mezzi di \”nonomologati\” sono il frutto di una passione per i mezzi pesanti italiani, in particolare per la classica cabina tipo H, un cavallo di battaglia di questo piccolo produttore. Questi camion nascono dalla collaborazione fra due amici modellisti, Massimiliano e Marco, rispettivamente nei ruoli di \”carrozziere\” e \”meccanico\”. 

Tutti i mezzi sono verniciati con colori alla nitro e rifiniti con trasparente bicomponente normalmente utilizzato nelle carrozzerie. Ogni assemblaggio è fatto a mano ed essendo una produzione altamente artigianale, ciascun modello risulta essere alla fine un pezzo unico. Tanti sono i dettagli che possono differenziare un esemplare da un altro all\’interno della stessa produzione, peraltro estremamente limitata. Si è fatto largo utilizzo di fotoincisioni per ridurre al minimo i ritocchi a pennello che mai possono essere netti e precisi come un pezzo riportato. 


Maniglie, fanali, tergi vetro vanno quindi ad arricchire il già considerevole numero delle parti fotoincise: calandre, traverse posteriori, loghi, numeri di serie, specchi laterali, cerniere, dettagli dei portelloni posteriori…
I finestrini sono realizzati in acetato già decorato con la cornice, così da risultare perfettamente a filo. \”nonomologati\” è sicuramente il pioniere di questa tecnica nella scala 1:87. I copertoni dei mezzi sono in gomma vera, di produzione italiana, e nel tempo stanno garantendo un\’ottima qualità, senza fenomeni di rottura o di perdita di olio. I trilex sono realizzati in resina e sono di produzione interna. Ogni mezzo ha la cabina completata di cuccetta con copertina in vero tessuto e fogli di marcia poggiati sul cruscotto. Le targhe vanno poi a completare i mezzi, scegliendo reali immatricolazioni compatibili con l\’entrata in produzione del camion vero. Presentiamo in questo thread il Fiat 619 telonato in livrea Fercam. Disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/800005645/fiat-619-fercam-special-handbuilt-model

"nonomologati" special gallery: OM 150 Coop Bologna (1:87)

Pubblichiamo alcune immagini supplementari dell\’OM 150 Coop di \”nonomologati\”, già presentato recentemente sul blog. A mio avviso si tratta di una delle migliori realizzazioni di \”nonomologati\”, resa ancora più interessante dal forte richiamo locale, nel solco di una tradizione che vede le marche artigianali italiane all\’avanguardia nella scala 1:87. 


Una delle particolarità di questo OM 150 è l\’allestimento, realizzato partendo da una barra in alluminio fresata e lisciata: è la prima applicazione di questa tecnica nell\’1:87. Nella cabina è presente la cuccetta in posizione di riposo con la rete in fotoincisione a vista. Il logo Coop è quello pre-1973.