"nonomologati" special gallery: Fiat e OM 180 4-assi e rimorchio, due elaborazioni su base Brekina (1:87)

Presentiamo qui due realizzazioni di \”nonomologati\” sull\’ormai famosa base Fiat 690 \”Millepiedi\”. Del modello originale c\’è rimasto solo il pianale e poco altro. Tutto il resto è frutto dell\’elaborazione di questo marchio romano, specializzato in veicoli industriali italiani. Le versioni di questa gallery sono una configurazione a sponde rialzate (OM 180) e a sponde basse (Fiat 180). 

L\’allestimento dei pianali comporta elementi in plasticard e fotoincisi, con vero legno a simulare la base di carico. Naturalmente si è fatto abbondante uso di accessori supplementari, come fotoincisioni, fari ottici, decals e pezzi aggiuntivi. Il risultato è davvero convincente per questi due mezzi dalla caratteristica colorazione verde e arancione. Una selezione di modelli \”nonomologati\”, comprese alcune edizioni in scala 1:43 su base Gamma Models, è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/search?q=NONOMOLOGATI

"nonomologati" special gallery: OM 180 quattro assi cisterna GasolFina (1:87)

Iniziamo oggi una serie di gallery speciali dedicate al marchio \”nonomologati\”, con la quale GeminiModelcars ha iniziato una collaborazione per la vendita dei modelli. Inizialmente sarà proposta una selezione che spazia dai più piccoli OM 150 fino ai vari Fiat 300, e Fiat/OM 691/180. Altri modelli arriveranno presto. 
In questo thread pubblichiamo le immagini di una spettacolare cisterna nei colori GasolFina, nella configurazione OM (quindi 180). 


Come di costume, il modello è in resina con particolari in metallo bianco, torniti e fotoincisi. 
Sono riportati tutti i tipici pannelli identificativi del trasporto combustibili. I dettagli si rifanno alle foto disponibili del mezzo vero.Notare i particolari fotoincisi come la scaletta. 


La verniciatura della cisterna è satinata, com\’è corretto su questo tipo di veicolo. Il modello è venduto provvisto di vetrinetta in plexiglass con il loto \”nonomologati\”. Le foto di questo articolo sono nuove, oggi al momento dell\’arrivo. Chi fosse interessato all\’acquisto potrà trovare l\’OM 180 GasolFina a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/785873268/om-180-4-axles-tank-truck-gasolfina



Renault 11 Turbo Gruppo N Rally Monte Carlo 1985 Oreille/Oreille di Spark (S5566, scala 1:43)

La Renault 11 Turbo Gruppo N di Spark
è un modello che deriva dalla versione stradale
già nel catalogo MileziM (referenza Z0035). 

L\’annuncio delle versioni competizione della Renault 11 Turbo di Spark ha scatenato l\’interesse dei collezionisti: si tratta infatti di una vettura \”minore\”, ma proprio per questo tutt\’altro che banale e soggetta a un\’ampia scelta di succose varianti, sia Gruppo N sia Gruppo A che non mancheranno di arrivare col tempo. Intanto si inizia con la vincitrice del Gruppo N del Rally Monte Carlo 1985 con Alain e Sylvie Oreille, una variante importante nella storia rallystica della 11 Turbo, ma altre ne seguiranno, come le vetture pilotate al Monte Carlo e al Rally del Portogallo 1987 da Jean Ragnotti (S5567 e S5568). Come al solito, Spark ci ha messo tutto l\’impegno nel realizzare una riproduzione più corretta possibile: si comprende bene lo sforzo di riportare anche il dettaglio meno evidente, dal cavo dell\’antenna principale alla ruota di scorta all\’interno con tanto di fermi colorati in giallo, dai sedilli rossi e blu fino alla strumentazione specifica con tanto di tripmaster sul lato navigatore. Ma stavolta c\’è un però: ricevuta l\’ultima ordinazione da parte del distributore francese, che comprendeva anche altri modelli di cui parleremo presto, mi sono accorto che qualcosa non andava. Tutte le auto avevano un\’aria stranamente scarruffata, sicuramente diversa dall\’impressione di pulizia e precisione che uno Spark è capace di dare a una prima occhiata. Analizzando meglio i singoli pezzi, l\’impressione non era che confermata: tracce di colla qua e là, piccole ditate, asimmetrie nei montaggi, assetti approssimativi…

Le particolarità di questa vettura, come le due antenne
(di cui quella centrale col cavo) non sono sfuggite a Spark. 
Notare il corretto colore dei sedili: rosso e blu. 

Tutto questo si accompagnava con alcune imprecisioni nella posa delle decals, cosa che sugli Spark non si vedeva da svariati anni. Strano. Rigiro la scatola e mi salta all\’occhio la dicitura \”Made in Madagascar\”. Ecco svelato l\’arcano: Spark sta trasferendo una parte della produzione laggiù dove sono già fabbricati i modelli della gamma MileziM, venduta direttamente dal circuito BAM senza mediatore alcuno. Tentativo di rimediare al ritardo accumulato dalla produzione cinese in gennaio e in febbraio, quando buona parte del paese era bloccato dal coronavirus?

Molti i dettagli (notare la scritta Turbo cromata) ma
il livello di montaggio non è in linea con la consueta
qualità Spark. 
Ben posizionate le decals, ma tracce di colla e piccole
ditate sciupano un po\’ questo modello. 

Volontà di tagliare i costi di produzione? Forse Spark si è trovata di fronte a un bivio: aumentare il prezzo finale o cercare maestranze meno onerose di quelle cinesi, ormai interessate da un incremento notevole del costo del lavoro. Inizialmente ho pensato che si trattasse di una razionalizzazione dovuta alla particolarità dei soggetti: tanto per restare sulla Renault 11 Turbo in questione, MileziM ha in catalogo la versione stradale; in un primo momento quindi ho congetturato una sovrapposizione per certi modelli che Spark e MileziM hanno in comune.

Le gomme non calzano alla perfezione i cerchi, che
su questa vettura restano quelli di serie. 
Le cinture di sicurezza su \”appoggiano\” alla
traversa del rollbar con un
effetto non troppo realistico. 

Ma la produzione made in Bangladesh riguarda anche un modello che con la gamma MileziM non è assolutamente imparentato, ossia l\’Alpine A440 di Magny Cours 1973, uscito or ora nella serie francese (codice SF137). Da Mix Diffusion non ho per ora ricevuto risposte definitive e se avrò qualche dichiarazione da parte loro ve la girerò. Il modello delle foto resta comunque una bella riproduzione, con un appeal (involontario) che ci riporta ai tempi dei kit montati di Starter e Provence Moulage. Ma a parte le considerazioni nostalgiche, siamo davvero curiosi di capire come si evolverà la strategia di Spark in un prossimo futuro.

Anche da questa vista si può notare un certo
disallinamento di cerchi e gomme, ancora più evidente
su altri esemplari. 
Tracce di colla sulla caladra, allineamenti non perfetti dei
vari particolari, sbaffi di vernice: la produzione ricorda
i piccoli difetti caratteristici dei MileziM. 
La scatola svela l\’arcano: \”made in Madagascar\”.
Curiosamente la confezione di questa Renault 11 Turbo
è leggermente più grande rispetto al formato standard di Spark. 

Una certa idea di rally: Spark e le Renault Gruppo N. Prossimamente sul blog.


Nei prossimi giorni non perdetevi alcune recensioni dei nuovi Spark, in particolare di un paio di Renault Gruppo N sulle quali si scopriranno alcune sorprese. Stay tuned!

Decals Provence Miniatures sul sito www.geminimodelcars.com

Un accordo con Provence Miniatures ci ha permesso di inserire sul sito http://www.geminimodelcars.com quasi cento decals differenti in scala 1:43, relative soprattutto ai rally, al Tour Auto, alle Alpine A110/310, Le Mans, Renault e a gare particolari come la Ronde Cévenole (di cui guarda caso si è parlato abbastanza diffusamente in thread recenti del blog). Le decals sono tutte serigrafate professionalmente e in condizioni perfette. Potrete trovarle a partire da queste ore al link seguente: 
https://www.geminimodelcars.com/shop/22043910/143-decals


Corgi, una Mini molto particolare: 321 o 226?

La Mini della Corgi è uno dei modelli del passato che ha avuto più varianti, sia come numeri di catalogo sia come colorazioni e versioni. Ed è anche uno dei modelli di cui spuntano, abbastanza frequentemente, varianti particolari, che fanno pensare a dei pre-serie o a delle produzioni limitatissime di cui si erano perse le tracce. E\’ apparsa di recente una stranissima configurazione ibrida, con carrozzeria del numero di catalogo 321 (la vettura da rally \”autografata\” da Timo Makinen e Paul Easter, vincitori del Rally Monte Carlo 1966) e fondino utilizzato normalmente sulla 266, vale a dire la Morris Mini. Il modello è verniciato in grigio chiaro e presenta, visto che come si è detto la carrozzeria è quella della 321, la calandra provvista dei due fendinebbia a brillantino gialli. 


La scatola, che è quella del numero di catalogo 226, riporta il timbro di una data, 22 maggio 1968. 
Che cosa rappresenti esattamente questo modello è difficile dire. L\’attuale venditore afferma di averla acquistata insieme ad altri Corgi anni fa dal primo proprietario, un ambasciatore di stanza in Belgio. 

Ronde Cévenole, chi era costei? Sulle tracce di un ricordo d\'infanzia (storie di modelli, episodio 6)

La scatola del kit dell\’Opel Kadett GT/E di Solido
(dal sito http://www.carmodel.com). 

L\’articolo di Elio Venegoni sulla Ronde Cévenole pubblicato oggi stesso sul blog (e che potete leggere a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/04/come-una-targa-florio-elio-venegoni.html ) ha fatto riemergere ricordi sopiti ma sempre vivi, come il colore della pubblicità Philips dei tempi andati. Per molti di noi i kit Solido sono stati una scuola, non solo di modellismo, ma – nei limiti del possibile – di storia dell\’auto. Eravamo in tanti a guardarci e a riguardarci per ore le foto sulle scatole di montaggio che permettevano di realizzare una delle tre versioni raffigurate, e in alcuni casi di doppio kit, tutte e due le versioni. Piloti, gare, sponsor, anche gli sfondi: le strade polverose dell\’Acropoli, la Le Mans ancora selvatica, il Tour che si avventurava nella Francia interna, il Monte Carlo innevatissimo e fangoso. La mente immaginava gare in parte sconosciute, galoppando felice magari mentre arrivava al naso l\’odore caratteristico della coppale delle decals e del metallo ancora grezzo. \”Ronde Cévenole\”: due nomi sconosciuti a un ragazzino di dieci anni che acquistava i kit Solido da Dreoni a Firenze. Ricordo bene la GT/E, di cui realizzai la versione Mille Pistes 1978.

Le decals per realizzare le tre versioni, con le
istruzioni del kit Solido 70K. 

In realtà la vettura della Ronde 1976 mi attirava molto di più ma mi fermò la prospettiva di modificare l\’anteriore, diverso dalle altre due alternative proposte. Se non ricordo male, questa trasformazione era anche suggerita nelle istruzioni, peraltro in modo generico e poco chiaro. Lasciai perdere; oltretutto la verniciatura bicolore avrebbe posto problemi insormontabili per le mie scarsissime competenze tecniche. Però certi nomi continuano a frullare nella memoria per anni, per decenni interi e ancora oggi se sento \”Ronde Cévenole\” mi viene in mente l\’Opel Kadett GT/E gialla e verde di Solido. Considerando le volte in cui episodi di questo tipo tornano alla mente vividi e cristallini come se fossero accaduti ieri, penso che i kit Solido abbiano avuto sui modellisti di almeno due generazioni un potere quasi magico, ma questa è un\’altra storia che meriterebbe comunque di essere approfondita. Nel frattempo mi è quasi venuta la voglia di trovare un vecchio kit della Kadett e di montarlo nella versione Ronde Cévenole…

PS: Quasi senza accorgermene, è venuto fuori un altro episodio di \”Storie di modelli\”. Abbiate pazienza.

Come una Targa Florio: Elio Venegoni ricorda la Ronde Cévenole

Riceviamo da Elio Venegoni questo interessante contributo, che traccia la storia della Ronde Cévenole, una gara ingiustamente dimenticata dagli appassionati di casa nostra. Ricordando che il blog continua a essere aperto agli interventi di tutti (basta che siano argomenti originali con testi scritti in un italiano corretto), ringraziamo pubblicamente Elio, ideatore, per chi non lo sappia della gamma 1:43 Eliomodels, e speriamo di ospitare presto altri suoi articoli. 


LA RONDE CEVENOLE
[di Elio Venegoni, foto sua g.c.]


Esistono, nella storia più che secolare delle corse automobilistiche, diverse competizioni che hanno scritto pagine importanti, forse non più ripetibili al giorno d\’oggi ma che sono purtroppo cadute un po\’ nel dimenticatoio. Nei tempi odierni Internet la fa da padrona e, con i suoi contenuti spesso usa e getta, non aiuta la conservazione della memoria storica, quella memoria storica che invece è essenziale per fare cultura e non solo mera cronaca.

Ecco quindi che navigando in Rete si possono trovare facilmente informazioni, immagini e filmati dell\’ultimo rally disputato magari in Mongolia ma latitano in maniera preoccupante documenti relativi alla mitica Ronde Cévenole, per fare solo un esempio…

Una corsa che è entrata di diritto negli annali dell\’automobilismo ma della quale i più giovani non hanno mai sentito parlare… e questo è davvero un peccato!

Esiste sì un lunghissimo thread dedicato alla Ronde, su quell\’impareggiabile luogo di aggregazione – virtuale – che è il francese Forum Auto, ma altro non si trova o quasi…

La gara transalpina si è disputata dal 1959 al 1979 ed ha fatto parte del campionato francese rally a partire dal 1970 fino al 1979; il 1980 è l\’anno nel quale è stata soppiantata dal Rallye des Garrigues.
Il percorso si srotolava nell\’entroterra di Vigan, piccolo comune del dipartimento del Gard, regione dell\’Occitania (è in quei posti che si diffuse la lingua d\’oc) e percorreva le pendici del Mont Aigoual.

Le prime edizioni si corsero come un normale rally ma dal 1967 la formula variò, andando a ricalcare quella della più celebre Targa Florio, ovvero si disputò su un percorso di 42 chilometri da percorrere più volte, in entrambi i sensi di marcia.

Questa spettacolare corsa attirò i più famosi piloti francesi e non solo (nel 1969 fu vinta da Ignazio Giunti, alla guida di un\’Alfa Romeo 33/2) nonché automobili di ogni genere, prototipi compresi, che le Case automobilistiche testavano a dovere in condizioni limite proprio su queste strade.

Si gareggiava in pieno giugno ed il caldo metteva a dura prova i concorrenti, già impegnati da un percorso quanto mai tecnico e decisamente vario.
L\’albo d\’oro registrò la presenza di corridori di altissimo livello: da Jean Rolland al nostro Giunti, da Bernard Darniche a Jacques Henry, dal normanno Jean-Luc Thérier (purtroppo scomparso nel mese di luglio dello scorso anno) a “Cavallo Pazzo” Jean-Claude Andruet, più volte vincitore e – perdonatemi la nota personale – autentico idolo di chi vi scrive…

Particolare il fatto che la gara si svolgesse senza la presenza del navigatore a bordo della vettura, negli anni della formula Targa.

Si sarebbero poi disputate altre edizioni di questa corsa, negli anni novanta, ma la “vera” Ronde Cévenole è stata indubbiamente quella che si è svolta negli anni sessanta e settanta.
In questi ultimi tempi, nei quali ormai la ricerca della massima sicurezza è imperante, una competizione di questo tipo sarebbe impossibile; non ci resta quindi che affidarci ai ricordi, per riviverla, ed ovviamente ai nostri amati modellini…


Da Remember una riedizione della Fiat Abarth 1000 TCR: 24 Ore di Spa 1970 e Imola 1971

L\’Abarth 1000TCR è uno dei classici della produzione Remember. Per un lungo periodo la disponibilità di questi modelli si è interrotta ma ora è stata avviata un\’edizione limitata con le versioni più conosciute. Si inizia con la vettura Gruppo 2/I Divisione della 24 Ore di Spa 1970 (Johannes Abt/Umberto Grano) e con l\’esemplare Brescia Corse preparato da Garavello per Rino Amighini (Imola 1971, Campionato italiano). I due modelli sono disponibili a questo link: 
https://www.geminimodelcars.com/search?q=Factory+1000TCR


L\'Alpine A110 di Neyret del Rally del Marocco 1975: le foto del modello Eliomodels

Agli inizi di aprile avevamo dato annuncio di una piccola serie di Alpine-Renault A110 in versione Rally del Marocco 1975 realizzate da Eliomodels su base Trofeu. Potete leggere l\’anteprima a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/04/da-eliomodels-una-serie-limitata.html
Ecco ora alcune immagini del modello appena completato.