E\’ il weekend del Gran Premio di Monza (infatti a Novegro furbescamente fanno la borsa) e tutti i tifosi sono in fibrillazione. Per me che non seguo più con costanza la Formula 1 da almeno dodici anni è un fine settimana come un altro. Del resto non sono neanche mai stato tifoso della Ferrari – lo ero di Patrese – e che la Ferrari vinca o perda per me è del tutto indifferente. L\’ultimo Gran Premio di Monza cui ho partecipato da giornalista è stata l\’edizione del 2008, quella della prima vittoria di Sebastian Vettel in F.1, con la Toro Rosso sotto una pioggia torrenziale. Un Gran Premio per certi versi memorabile e quindi una fortuna che i ricordi diretti più recenti della Formula 1 siano legati a quella gara dove sbagliarono tutti tranne Vettel. Logico che in questi giorni parlino tutti di Monza. Sportweek, l\’allegato settimanale della Gazzetta dello Sport, esce oggi con una bella edizione, incentrata sull\’automobilismo e sul Gran Premio d\’Italia. Lo segnalo qui in rassegna stampa perché ci sono articoli di un certo interesse: simpatico il reportage sulla fabbrica Ferrari a Maranello, con l\’inviato di Sportweek \”operaio per un giorno\”. Un viaggio dentro alcuni aspetti meno conosciuti della produzione delle vetture stradali. Per gli appassionati di storia, i ricordi di Emilio Giletti, ora novantenne, eccellente pilota anni cinquanta (fece la Mille Miglia con la Maserati, tanto per fare un esempio) e padre di Massimo, conduttore TV. Letture gradevoli e foto interessanti per questo allegato che insieme alla Gazzetta dello Sport costa solo 2 euro. Se vi capita prendetelo, ne vale la pena.
Rassegna stampa: Auto Modélisme n.259 (settembre 2019)
C\’est la rentrée e arriva il numero di settembre di Auto Modélisme, che propone una serie di articoli incentrati sul marchio Citroen che nel 2019 festeggia il centenario della fondazione. Può essere considerato un buon numero, questo di autunno, con la seconda parte della saga Porsche 917, incentrata stavolta sulle vetture Can-Am e Interserie. L\’impronta nell\’articolo di Jean-Marc Teissèdre, che riesce sempre ad aggiungere qualcosa di originale e interessante anche in testi su temi apparentemente triti e ritriti come appunto la Porsche 917: a pagina 43, ad esempio, si rievoca l\’uscita, nel settembre 1972, di un numero della rivista Model Cars nella quale era presente un documentatissimo (per l\’epoca) pezzo sulla gara Interserie di Silverstone che si era corsa a maggio. Immaginiamo l\’effetto che poté esercitare sui collezionisti anche solo una copertina con quattro fotocolor, una manna per gli appassionati dell\’elaborazione.
Irrinunciabile, poi, in questo numero di settembre, l\’omaggio a Jean-Luc Thérier, recentemente scomparso, giusto un flash di una pagina ma doveroso. Interessanti anche gli articoli sulle slot, con la 917LH di Le Mans 1971 prodotta in 1:32 da Le Mans Miniatures in bella evidenza con un test molto dettagliato.
Grazie ai lettori del blog: agosto 2019 miglior risultato dal dicembre 2016
Il blog esiste dal gennaio 2012; nacque in un\’uggiosa domenica pomeriggio dalla quale sembrava irragionevole chiedere alcunché di minimamente originale e divertente. Ho sempre cercato, nei limiti del possibile, di tenere vivo questo spazio, anche in periodi in cui tenere dritta la barra della continuità era oggettivamente difficile. Nello scorso agosto il numero delle visite è stato il migliore dal dicembre 2016 ed è sicuramente un ottimo risultato, uno dei migliori in assoluto in quasi otto anni di attività. In un\’era dominata dalla comunicazione (?) su Facebook ho deciso di non cambiare, anche se in questi ultimi due-tre anni i blog possono essere già considerati roba del passato, ma trovo che i social siano troppo effimeri per gli argomenti trattati e che non si adattino a certe esigenze documentarie e editoriali. Sui nuovi modi di fare comunicazione ci sarebbe da parlare per ore, e del resto proprio in questi giorni stavo leggendo un interessante volume di Stefano Bartezzaghi dedicato a queste tematiche, dal quale ho tratto diversi spunti di riflessione. Ne riparleremo, anche perché il blog non vuole confinarsi alla pura enumerazione o sommatoria di modelli come accade invece in molti gruppi di Facebook in cui la novità viene presentata con una foto e una scarna didascalia e poi commentata nei modi che conosciamo dai primi che passano. Qui troverete anche storia, commenti, personaggi e – ebbene sì – opinioni, spesso in contrasto con il pensiero comune ma mai tali per il puro gusto di essere controcorrente. A volte è bello essere d\’accordo con la maggior parte del resto del mondo, ma bisogna esserne convinti. Quando non lo si è, meglio andare per la propria strada. Le opinioni sono a senso unico, è vero, ma l\’idea della comunicazione totalmente orizzontale perpetrata dai social stessi è una pura chimera. Tanto vale restare su modelli più tradizionali ma anche più chiari e più leggibili. Intanto grazie a tutti i lettori (che ci sono anche se non si fanno sentire troppo, lo dicono le statistiche di Google Analytics) e continuate a seguirci. Al prossimo thread.
BBR presente in veste ufficiale al Gran Premio d\'Italia a Monza
Da oggi fino a domenica 8 settembre, BBR sarà presente nel paddock di Monza con un proprio negozio ufficiale, in occasione del Gran Premio d\’Italia di Formula 1. Sarà disponibile in anteprima mondiale la SF90 in scala 1:43 di Vettel e Leclerc, con confezione speciale dedicata all\’evento. Inoltre tutti coloro che acquisteranno in loco un modello 1:18 riceveranno in omaggio un ombrello grande personalizzato BBR. Speriamo non serva nel corso del weekend…
Nuovi mezzi dei Vigili del Fuoco italiani da Tommasoner Art Models (1:87)
Tommasoner Art Models ha appena annunciato l\’uscita di sei automezzi dei Vigili del Fuoco italiani in 1:87, che saranno presentati al prossimo expo di Novegro alla fine di settembre. I modelli, artigianali in resina con diversi dettagli in fotoincisione e vari altre rifiniture, sono disponibili montati.
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| ABP 160 Vigili del Fuoco Livrea 3 € 99,90 |
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| ABP 160 Vigili del Fuoco Livrea 2 € 99,90 |
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| Fiat 639 N3 Telone Vigili del Fuoco € 69,90 |
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Bobcat Montato Vigili del Fuoco
€ 24,90 |
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| APS 160 Vigili del Fuoco Livrea 3 € 99,90 |
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| Fiat CP70 2 assi Telone Vigili del Fuoco € 69,90 |
La Porsche 911 Carrera RSR di Peter Seikel (Global Endurance Series 1995) nei programmi di Eliomodels
Riceviamo da Eliomodels un aggiornamento che crediamo potrà essere interessante per tutti gli appassionati di Porsche e di gare GT in generale:
Questa Porsche 911 Carrera RSR venne iscritta da Peter Seikel alla 4 Ore di Silverstone, decima prova della Global Endurance Series (17 settembre 1995). Pilotata da Hermann Bilz, Manfred Jurasz e Jonathan Baker, si classificò al 26° posto e terzo di classe BPR-GT4, dietro una Porsche 911 Carrera 2 e una 911 Carrera Cup, entrambe iscritte da Rudolf Bernt.A proposito delle Porsche 935 di Georg Loos: un\'eco del passato
Nel thread di ieri ci siamo occupati della nuova edizione limitata della Porsche 935/77A Gelo realizzata da Madyero in versione 1000km del Nurburgring 1978 (vedi qui). A volte questi modelli sono l\’occasione per riprendere il filo di discorsi perduti che a volte riportano un po\’ indietro nel tempo. Ne approfitto quindi per presentare un paio di realizzazioni meno recenti di Juergen Renardy su base Record che si avvicinano come tema al modello Madyero. E\’ praticamente la stessa vettura, telaio 930 890 0020, ma stavolta in configurazione DRM Eifelrennen Nuerburgring 1978 (pilota Klaus Ludwig) e 6 Ore di Silverstone 1978 (piloti Ludwig, Derek Bell e Hans Heyer). I modelli furono realizzati per il sito loosfahren.de , che vi invito a visitare perché contiene molta documentazione interessante sul team di Georg Loos, dalle origini fino al 1981.
Georg Loos Racing: la Porsche 935 vincitrice della 1000km del Nurburgring 1978 in edizione limitata da Madyero
La produzione Madyero si compone anche di piccolissime serie (che probabilmente non verranno mai ripetute) di modelli basati sui kit della gamma \”normale\”. Della Porsche 935 IMSA Momo della 24 Ore di Daytona 1979 abbiamo parlato in un post recente. Oggi è la volta di un\’altra 935, questa volta \”europea\”. Si tratta della vettura tipo 935/77A che vinse la 1000km del Nurburgring 1978. Abbastanza stranamente, di questa particolare versione, pur importante, non esiste una documentazione molto ampia. Si è dovuto quindi ricorrere a riviste d\’epoca e ai libri che Internet non è arrivato a sostituire del tutto, né ci arriverà forse mai. Nel 1978, la 1000km del \’Ring si disputò su due manche di 22 giri ciascuno e la classifica venne redatta per somma di tempi. Il risultato finale fu abbastanza a sorpresa, con la vittoria della meno accreditata delle due auto del Gelo Racing di Georg Loos, pilotata da Hans Heyer, Toine Hezemans e Klaus Ludwig (nelle prove era salito anche Derek Bell).
Il modello Madyero, in resina con particolari in metallo bianco, fotoincisi e torniti, ha tutte le consuete caratteristiche del marchio fiorentino. Il lavoro sulla livrea è stato notevole: le strisce gialle in decals sono state ottenute con delle dime visto che non ne esistevano di già pronte, fatte con questa foggia particolare. Solo due esemplari sono disponibili a questo link:
https://www.geminimodelcars.com/listing/719750846/porsche-935-gr5-georg-loos-racing-1000km
Ovviamente non è un modello per chi si pone l\’obiettivo di non andare mai oltre i 50-60 euro per un montato, ma quegli acquirenti direi che non fanno parte del target di queste serie e non sarebbe neanche giusto cercare di accontentarli.
A proposito di AMR: una Ferrari 365 GT/BB verde metallizzato
Non parlo troppo volentieri di AMR, per varie ragioni. Ormai è una tematica che non mi appartiene più ma in quasi dieci anni di studio approfondito e di collezionismo accanito, ho avuto l\’opportunità di assimilare alcune conoscenze che di tanto in tanto mi tornano utili, non foss\’altro che per offrire qualche parere o consulenza ad alcuni appassionati che ancora oggi raccolgono quel tipo di modelli. Un passo fondamentale per la conoscenza del marchio è stata come sapete l\’uscita del libro distribuito da Miniwerks, e – li dico senza falsa modestia – anche quella del catalogo ragionato sulla produzione Le Phoenix, redatto non mi ricordo neanche più in quale anno dal sottoscritto e da Bertrand Bigaudet. Malgrado questa \”rimozione\” del tema AMR, di tanto in tanto mi torna la voglia di parlare di qualche aspetto molto particolare, magari aneddotico ma forse utile a capire quanto sia complessa e ricca di sfaccettature la storia dei modelli di André-Marie Ruf.
| Una parte della collezione di AMR venduta tramite Interenchères nel luglio 2011. In basso a destra si intravede la BB verde metallizzato. |
Nel luglio del 2011 si svolse a cura di Interenchères (Francia) una vendita all\’asta di una collezione dalle vicende talmente romanzesche e rocambolesche che meriterebbe una storia a parte che forse un giorno racconterò. In questa raccolta vi erano modelli molto particolari, alcune varianti di colore rare e altre pressoché uniche. Molti lotti furono aggiudicati a un noto commerciante, che li mise in parte su eBay e in parte li vendette direttamente. Fui sufficientemente fortunato a venire in possesso di una delle dieci Ferrari 365 GT/BB marchiate HS (Hors-Série). Tutti conoscono i colori della celebre serie montata negli anni settanta da AMR: rosso (il più comune, nero, giallo, bianco). Ma pochi sanno che esiste una serie di almeno dieci esemplari HS, di cui credo che per ora l\’unico noto sia lo HS10, di colore verde metallizzato. La scatola è quella caratteristica della produzione anni settanta ma è quella della Jaguar berlina, sulla quale è stata applicata direttamente da AMR un\’etichetta bianca. Non ricordo se qualcuno individuò anche il colore esatto utilizzato per questa BB, lo stesso forse di qualche altra serie ufficiale che con la Ferrari non aveva niente a che vedere.
E\’ un po\’ come quando alla Fiat si verniciava una serie di poche centinaia di vetture con un colore non previsto in catalogo, solo perché ne avanzava una partita da qualche altra gamma, oppure, per avvicinarci di più al mondo del modellismo, come quando in Dinky, in Solido o in Politoys ci si comportava esattamente alla stessa maniera, dando vita a rarità oggi contese a suon di migliaia di euro.
La Porsche Taycan e i suoi record: una luce nella generale follia?
Il mondo dell\’automobilismo non ha forse mai conosciuto maggiore incertezza come in questi ultimi anni, se si eccettuano i tempi pionieristici quando la strada definitiva da percorrere era ancora un\’incognita. Paradossalmente anche un secolo fa la partita si giocava fra petrolio ed elettricità: vinse il petrolio grazie ai costi bassi della materia prima. Ai nostri tempi viviamo un momento in cui i costruttori, spesso bloccati dall\’incapacità di fare previsioni certe con un minimo di margine, si accontentano di tirare a campare proponendo soluzioni ora obsolete, ora apparentemente \”moderne\”, finendo comunque per aumentare i pesi e di conseguenza le potenze, le misure dei cerchi, dei freni e delle gomme, finendo per creare mostri su mostri che non stanno in strada se non grazie all\’ausilio dell\’elettronica. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, con una Mercedes che ha perso se stessa, la Ferrari SF90 da 1600 kg, la BMW Serie 1 a trazione anteriore e una miriade di altri mezzi inutili, ibridi o elettrici, costosissimi, irrazionali e sostanzialmente pleonastici. In tanto guazzabuglio, qualcuno per fortuna ci azzecca ancora. La Porsche è uno dei pochi marchi in grado di innovare davvero, magari percorrendo in chiave moderna strade che la fisica da sempre indica come quelle giuste.
La prossima uscita dalla Cayman GT4 stradale lo sta a testimoniare. Potremmo dire che, paradossalmente, la Cayman GT4 è la vera 911, visto ormai come hanno conciato la loro icona: bel prodotto, forse ancora uno di quelli che esteticamente si salva, ma cos\’ha dell\’idea primigenia della 911? Niente. In compenso la GT4 promette bene e recupera quell\’idea di sportiva stradale a motore centrale che fu la 904 Carrera GTS, un concetto che Porsche, nel lontano 1964, non ebbe il coraggio di sviluppare a dovere per il mercato di serie, preferendo la 911. Poi sappiamo tutti com\’è andata, fino a far divenire la 911 un\’icona talmente inattaccabile che ha rischiato a più riprese di far fallire tutta la baracca e altrettanto a più riprese è stata in grado di risollevarla. Oggi sembra che la Porsche abbia fatto pace tirando fuori una generazione capace – almeno apparentemente – di mettere d\’accordo puristi e futuristi. Però chi vuole una 911 vera (quindi con i suoi difetti) non butta 100000 euro o quelli che sono in una 992, ma si va a cercare una S del 1971 o una Turbo del \’75 e ci si diverte imparando a guidare quel compendio di irrazionalità che è quella macchina.
Intanto la Taycan elettrica, dopo aver affrontato positivamente una prova endurance a Nardò, ha battuto il record della categoria auto elettriche a 4 porte sul Nurburgring, girando in 7\’42\”. Abbiano o non abbiano un futuro, per lo meno i veicoli elettrici impongono una sfida tecnologica e Porsche si sta preparando a far concorrenza alla Tesla. Presto probabilmente ne farà un sol boccone, ammesso che ci sia mercato per questo genere di prodotto. La Taycan sarà supportata mediaticamente dal programma in Formula E. Tutte le tempistiche sono state studiate con attenzione e l\’operazione di marketing non si discute. Personalmente se penso che fino a due anni fa stavamo commentando le vittorie delle 919 mi viene un po\’ da vomitare, ma del resto anche il sistema ibrido favorito dai regolamenti FIA e montato sulle LMP1 serviva a promuovere la vendita delle auto di serie, facendo credere alla gente che quello era il futuro della mobilità intelligente.
Quella dei progressi della Taycan è in ogni caso una buona notizia, perché dimostra se non altro una ricerca della novità. Se Ferrari o Alfa Romeo avessero deciso di imporsi con qualcosa di veramente avanzato concependo un veicolo simile, o se l\’avesse fatto Maserati, magari con una Quattroporte in chiave post-moderna anziché continuare a propinarci cadaveri come la Ghibli, non sarebbe stata questa la vera svolta per la tanto decantata tradizione italiana? Abbiamo iniziato con la Porsche e siamo finiti al gruppo FCA. Ci sarà pure un motivo.












