Le due Porsche 911 RSR ufficiali con i colori Coca Cola a Road Atlanta

Il 2019 ha segnato il cinquantesimo anniversario dell\’IMSA e la Petit Le Mans a Road Atlanta, in chiusura di stagione, è uno degli appuntamenti più attesi del calendario americano. Per concludere degnamente i festeggiamenti del mezzo secolo dell\’IMSA, la Porsche ha deciso di celebrare un\’altra livrea storica, scegliendo stavolta i colori Coca Cola che per tanti anni hanno contraddistinto le vetture del team di Bob Akin. 


 Già nel 2018 la Porsche aveva portato alla PLM di Road Atlanta una livrea storica, che ricordava le 911 GT1 nei colori Mobil. Nel 2018 si festeggiavano i settant\’anni del marchio e tutti ricordano le due vetture iscritte a Le Mans, nei colori della 917/20 Pink Pig e delle 956/962C Rothmans. Il 2019 si è aperto con un ricordo del team Brumos, con i caratteristici colori bianco-rosso-blu visti a Le Mans su due delle quattro 911 RSR ufficiali. 
Quella in Georgia sarà l\’ultima uscita delle 911 RSR ufficiali modello 991 negli Stati Uniti. La 911 RSR modello 992 farà il suo esordio in IMSA nella prossima 24 Ore di Daytona.   


Il Club Solido e la riedizione della serie 100: a cosa serve?

Mi hanno chiesto cosa ne penso del nuovo club Solido e della tanto strombazzata riedizione della serie 100. Risposta: una bidonata e scusate il tono forse poco degno del blog, ma stavolta non trovo altre parole. La risposta è abbastanza semplice e non è necessariamente collegata al fatto che in genere non ami molto le riedizioni di modelli d\’epoca, siano essi Dinky, Mercury o chissà quali altri. Il proprietario di Solido, OttOmobile, cerca di ottenere il massimo dal momento in cui ha ottenuto la concessione dell\’utilizzo dello storico marchio: è comprensibile, del tutto normale. Ma è altrettanto vero che questa riedizione non è come le altre. Certo, stavolta rispetto ad altre uscite di riedizioni Solido del passato c\’è una parvenza di metodicità, di omogeneità. Alla fine della fiera avrete… quante? Cinquanta o più miniature tutte prodotte nello stesso periodo senza che dobbiate sbattervi a fare migliaia di chilometri cercando gli originali. Vuoi mettere la comodità? Se non che.

Il primo modello della serie, la Peugeot 403 Cabriolet

Se non che, il sistema dei pagamenti non è che sia un affare. Se volete abbonarvi per sei mesi fanno € 334,80 da sborsare anticipatamente in soluzione unica, il che corrisponde a €27,90 per modello incluse spese di spedizione (che ammontano a € 4,95 a uscita). Se invece scegliete altre formule meno impegnative (ossia 6 mesi, 3 mesi o un pagamento mensile), l\’offerta si fa ovviamente ancora meno vantaggiosa, dai 28,9 euro ai 29,9 a modello. Avrete poi quei tipici regali che queste raccolte prevedono, ossia i soliti specchietti per le allodole, dei must per il collezionista come il kit per pulire i modelli (ma dove dovete tenerli, in cucina mentre preparate le salsicce?) o la candela Club Solido che farebbe schifo a qualsiasi negozio indiano di Via dell\’Oriuolo a Firenze.

Ora: a parte la genialata di riscoprire la Serie 100, cos\’ha di speciale questa raccolta? Se prenderete tutti i cinquanta modelli optando per la soluzione di pagamenti semestrali, avrete cinquanta macchinine fatte in Cina e le avrete pagate 1395 euro. Millequattrocento euro per cinquanta modelli da edicola che non varranno mai una beneamata mazza. Ovvio che queste osservazioni non le troverete mai scritte nelle riviste (che da Solido ricevono regolarmente modelli da recensire) né nei siti Internet ufficiali, dove ci si limita a fare i copia-incolla dei comunicati stampa.

Dico la mia: se le riedizioni di Dinky e Mercury, al limite, potevano avere anche una parvenza di senso, vista la rarità dei modelli originari, Solido ha avuto una vita molto più lunga e piena, fin dagli anni ottanta, di riedizioni più o meno ufficiali. Se proprio avete in uggia l\’idea di avere una collezione fatta di pezzi originali, sappiate che certi Verem potete trovarli a 10 euro e avete comunque dei modelli di trent\’anni, fatti in Francia, che rappresentano tutto sommato qualcosa.

Il secondo modello della serie, la Ami 6

Altrimenti, ma questo nessuno ve lo dirà perché vogliono propinarvi questa roba dozzinale, con 1400 euro ci comprate già un discreto gruppetto di modelli col loro perché. E non andate a cercarli nei negoziacci che comprano la spazzatura dalle famiglie dei collezionisti morti: quelli spesso hanno modelli mediocri e raramente provvisti di scatola. Andate a cercare questi modelli da specialisti seri che sapranno trovarvi esemplari in condizioni eccezionali, con scatole in ottime condizioni e con decals e accessori ancora da applicare. Perché forse molti ignorano che anche i vecchi serie 100 avevano spesso stickers con le targhe autoadesive da staccare e sistemare sulla carrozzeria. Esigete modelli come questi: con un budget di 1400 iniziate a poter avere aspirazioni di un certo tipo…
Un altro brutto, inutile, irritante remake plasticoso di un bel film del passato.

Da Remember Models un nuovo tipo di specchietto retrovisore in 1:43

La gamma di accessori Remember Models si arricchisce di un nuovo articolo: un particolare in metallo bianco che riproduce un tipo di specchietto triangolare dalla base piatta, adatto a vari tipi di vetture, dalle Gruppo C degli anni ottanta alle GT, fino ad alcune monoposto. Venduto in confezioni da sei coppie, è disponibile a questo link: 
https://www.geminimodelcars.com/listing/723204872/pack-of-12-white-metal-triangular

Trattori e macchinari agricoli d\'epoca nella rievocazione storica della battitura del formentone. La chiusura delle celebrazioni del Diotto a Scarperia.

Oggi si chiudono le celebrazioni del Diotto di Scarperia, iniziate lo scorso 18 agosto e che hanno avuto il loro culmine con le giornate rinascimentali il 31 agosto-1 settembre e con la finale del palio, che si è giocata domenica 8 settembre. Oggi pomeriggio, nella piazza dei Vicari di Scarperia, si è svolta come di costume ormai da oltre vent\’anni la rievocazione della \”battitura del formentone\” (spiga del granturco). Ogni volta è l\’occasione per ammirare macchine agricole e trattori d\’epoca perfettamente funzionanti. La sfogliatura e la sgranatura delle spighe viene eseguita con un\’apposita macchina, che collegata ad un trattore trasferisce l\’adeguata potenza per la lavorazione. Si procede gettando dentro la tramoggia, con un canestro, le spighe del granturco complete di \”cartocci\”. Il macchinario separa la granella dai cartocci e dai torsi in tre mucchi separati. Dai due lati escono il formentone e i torsi, mentre i cartocci vengono espulsi dal retro della macchina.

Il formentone ormai battuto veniva lasciato per almeno tre giorni steso nell\’aia a seccare al sole. Poi lo si spulettava, sempre nell\’aia, per eliminare le impurità del chicco e successivamente lo si sistemava in un apposito staio. La dimostrazione a Scarperia consiste nel mostrare alcune delle fasi più importanti della battitura nel XIX secolo. Come allora, a fine giornata si festeggiava il pesante lavoro con una merenda in piazza fra contadini, dove si serviva polenta al sugo di carne accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso.

In memoria di Bruno Brida

Bruno Brida a Le Mans, giugno 2014

E\’ mancato oggi pomeriggio Bruno Brida. Giornalista specializzato nel settore dell\’automobile, Bruno aveva avuto una più che quarantennale carriera. Laureato in ingegneria, era stato redattore di Quattroruote, caporedattore di Autoruote 4×4 e caporedattore in alcune testate quotidiane locali come la Gazzetta di Crema e la Gazzetta di Monza. Personalmente l\’avevo conosciuto nel 1997, all\’inizio della mia lunga collaborazione con Paddock. La sua esperienza superiore alla media si rivelava in ognuna delle lunghissime telefonate che ci scambiavamo periodicamente per decidere gli articoli e fare il punto sulle idee per i numeri a venire. Aveva una visione larga delle cose, era spesso avanti coi tempi. Voleva innovare ma senza sacrificare la tradizione del buon giornalismo. Se in una delle chiacchierate riuscivi a fare tuoi almeno due o tre spunti, potevi essere a posto per i mesi successivi. Osservava e sapeva analizzare con una chiarezza che non ho ritrovato spesso in altri giornalisti del settore. Al Motor Show di Bologna lo seguivi e ti bastavano due o tre sue commenti per capire che aria tirava. Nel 2008 la redazione per la quale lavoravo si accordò per una collaborazione con una grande casa che correva a Le Mans; ogni anno, puntualmente, era il caos. L\’edizione in cui fu presente in loco – nel 2011 – faticammo un terzo e ottenemmo risultati nettamente migliori perché aveva saputo allontanare dalla nostra postazione tutte le inutili complicazioni che ci assorbivano energie fisiche e mentali, sapendo mediare in modo efficace con la redazione in Italia. Gliela ricordai spesso, l\’utilità di quel suo intervento, e mi viene in mente una sera spensierata del giugno 2014 in cui festeggiamo il mio compleanno in un bistrot di Mulsanne. Forse non ha avuto il tempo di mettere in pratica alcune sue intuizioni; forse non ha neanche trovato chi potesse o volesse rischiare qualcosa in più rispetto ai compassati compitini dell\’informazione tradizionale (\”con quello che ti permetterebbe Internet!\”, diceva), ma notavi sempre in lui l\’entusiasmo di imboccare strade nuove.

Sul campo di gara, nel 2011

Una persona segna la tua vita quando sei in grado di ricordare esattamente certe frasi, che si conficcano come frecce in un tronco d\’albero. \”La Formula 1 è uno spettacolo ormai decotto\”, commentò dieci anni fa in una delle nostre riunioni. \”Decotto\”. Era l\’aggettivo giusto che mi risuonò nel cervello per giorni e che ancora oggi ricordo in maniera limpida. \”Bella questa nuova Honda; ok ma di nuovo che apporta? I costruttori non hanno più idee\”. E questa fu la sua chiosa a uno scenografico stand di uno dei tanti saloni in cui i giornalisti più che alle auto erano interessati a conoscere l\’orario dei cocktail previsti per le varie presentazioni. Di sicuro Bruno era stato uno dei primi a rendersi conto, in Italia, che il \”sistema\” dell\’informazione automobilistica (e non solo) andava cambiato, e che non si trattava di un lusso ma di una necessità. Alla sua famiglia vanno le mie più sincere condoglianze.

Calenzano, si cambia: dal 17 novembre la borsa abbandona la sede del Delta Florence per il centro St.Art

Gli organizzatori della borsa scambio a Calenzano hanno diffuso un comunicato che riguarda lo spostamento della sede già a partire dal prossimo 17 novembre:

La ruota dello scultore israeliano Dani Karavan,
uno degli inconfondibili simboli di Calenzano. 


Dopo 25 anni la tradizionale Borsa del giocattolo si sposta con gli appuntamenti già in programma per il 2019 del prossimo 17 novembre dall\’Hotel Delta Florence al Centro Eventi ST.ART di Via Garibaldi 7 rimanendo sul territorio dove era nata e anzi si colloca nel centro della sua cittadina di Calenzano. Uno spostamento che non farà sentire minimamente il rimpianto del quarto di secolo trascorsi al Delta Florence, l\’albergo ormai conosciuto da tutti, all\’uscita dell\’autostrada A1 e divenuto un\’icona del collezionismo con la Borsa del giocattolo d\’epoca. Gli organizzatori della borsa hanno voluto trovare una soluzione alternativa logisticamente interessante e di facile reperibilità sia da parte degli affezionati espositori e pubblico formato da collezionisti o semplici curiosi che ogni anno affollano per ben quattro appuntamenti la Borsa chiamata e conosciuta come la \’Wall Street\’ del giocattolo (addirittura…, n.d.r.). Il centro eventi ST.ART si trova a un chilometro dall\’uscita autostradale A1 per coloro ch arrivano dal nord o dal sud, è servito dalla linea tranviaria n°1 da Piazza Stazione a Firenze fino a Rifredi Via Vittorio Emaniele e poi proseguendo con la linea Ataf n°2 fino al capolinea di Calenzano a due passi dalla sede del Padiglione ST.ART di Via Garibaldi. La nuova sede di grande prestigio e fornita di ampi locali, è collocata nel centro di Calenzano con numerosi comfort con la vicinanza di parcheggi, bar, ristoranti, negozi, alberghi e si pone al servizio anche di coloro che vorranno trascorrere un fine settimana nella cittadina della piana fiorentina ricca di storia e di risorse enogatronomiche. Certi non mancherete di seguirci, vi ringraziamo e vi aspettiamo già il prossimo 17 novembre 2019 nella nuova sede e con gli appuntamenti del 2020 che riportiamo di seguito: 

  • CONCORSO INTERNAZIONALE riservato al soldatino \”Frammenti di storia\”, 14-15/3/2020
  • SALONE DEL SOLDATINO E DELLA BAMBOLA, 15/3/2020
  • BORSA DEL GIOCATTOLO D\’EPOCA, 10/5/2020
  • BORSA DEL GIOCATTOLO D\’EPOCA EDIZIONE STRAORDINARIA 13/9/2020
  • BORSA DEL GIOCATTOLO D\’EPOCA, 15/11/2020

Borsa scambio a Calenzano, 15 settembre 2019


La borsa di settembre a Calenzano, definita \”straordinaria\” (ma in realtà la fanno ogni anno) non è mai stata il massimo della vita e neanche quest\’anno le cose sono andate diversamente. Nonostante ciò, per chi abita dalle parti di Firenze, un salto all\’Hotel Delta Florence non è mai sconsigliato, perché si possono sempre trovare alcune cose interessanti nascoste fra molti oggetti poco significativi. Non molti giocattoli d\’epoca (praticamente assenti i pezzi in latta di un certo pregio), obsoleti pochi – con l\’eccezione di alcuni Politoys, Mercury e Dinky, non troppi diecast d\’epoca e scarsa scelta di soggetti realmente rari e/o in ottime condizioni. 

La borsa di Calenzano ha forse bisogno di essere riconsiderata e pensiamo che gli organizzatori, vista la loro serietà e competenza, staranno già pensando a qualcosa di diverso per il prossimo futuro. 

Del resto un tavolo a € 60,00 non è proprio economico, se si considera che una per borsa come quella di Aachen, per uno spazio di superficie analoga sono sufficienti 36 euro. Giusto per fare un esempio. In ogni caso, a ben guardare, a Calenzano si potevano concludere affari interessanti, stando però molto attenti all\’autenticità di certi modelli, perché a un certo punto c\’è venuto un sospetto piuttosto fondato, che stavolta lasceremo cadere, in attesa di affrontare l\’argomento in un thread più generico, dedicato a questo tema. 


Che dire? Calenzano, a prescindere, è sempre una bella occasione per incontrare Agostino Barlacchi, una persona di grande cultura e raffinatezza di gusti, vera e propria autorità nel settore del giocattolo d\’epoca. Di lui e dei suoi simpaticissimi quaderni gastronomico-modellistici riparleremo forse a breve.  


I cinquant\'anni della Michelotto festeggiati al Mugello nel weekend del 14-15 settembre

Fondata a Padova nel 1969, la Michelotto è ormai riconosciuta come una realtà di punta nel panorama mondiale delle competizioni. Nel 1978 la Michelotto presentò la sua prima vettura da competizione, la Ferrari 308 GTB preparata in Gruppo 4 e destinata ai rally. Da allora è stato tutto un succedersi di auto di grande successo e competitività, dalla F40 alla 333SP, per proseguire con la lunga teoria delle Ferrari GT che da anni corrono a Le Mans e nei principali campionati endurance. Nel 2017 è stata creata \”Solo Michelotto\” una particolare organizzazione destinata a promuovere attività in pista e a mettere in contatto fra di loro piloti, collezionisti e team manager legati al marchio. 

Il mezzo secolo dell\’azienda viene festeggiato questo weekend al Mugello con un raduno che vede la partecipazione di diversi esemplari, inclusa la 308 GTB Gruppo 4 nei colori Pioneer. 


Diverse 333 SP presenti, e poi 360 Modena, 430 GT, 458 Italia, 488 e così via. Un colpo d\’occhio eccezionale, in un evento comunque non aperto alla stampa (vi saranno immagini ufficiali diffuse da un\’unica agenzia designata dall\’organizzatore). E\’ stato comunque possibile scattare alcune foto per documentare un evento importante nella stagione dell\’autodromo toscano. 
(foto David Tarallo)


Lungo il Circuito del Mugello: un giro con le autostoriche nella campagna toscana

Il Mugello, si sa, è terra di motori e praticamente non passa weekend senza qualcosa d\’interessante dentro o fuori il circuito permanente. In questo weekend, ad esempio, si svolge all\’autodromo il raduno per i cinquant\’anni di Michelotto, evento chiuso alla stampa, ma gli appassionati hanno altre possibilità per ammirare auto interessanti: è in corso oggi un giro organizzato da alcuni amatori, fra cui Luca Raddi e il Ruote Classiche Club Prato, che prevede un percorso lungo il vecchio tracciato del Circuito Stradale del Mugello (abbiamo già avuto modo di parlare di un bel libro dello stesso Raddi, uscito qualche tempo fa, di cui potete leggere la recensione a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2019/01/lungo-il-circuito-del-mugello-stradale.html ).
Le autostoriche iscritte all\’evento hanno ripercorso stamani le storiche strade del Giogo e della Futa, facendo varie soste per ammirare panorami bellissimi e monumenti importanti. Piace notare come la partecipazione sia stata molto \”democratica\”, con vetture più o meno costose, ma tutte tecnicamente e storicamente degne di nota. Purtroppo accade spesso che in alcune associazioni si facciano antipatiche discriminazioni fra auto da ricchi e auto da poveri; viene in mente un famoso club storico fiorentino, il decano nel settore, di cui vi risparmiamo il nome ma che forse non faticherete a identificare. E\’ ormai costume che chi possiede una Fiat degli anni sessanta o settanta non venga considerato degno di partecipare a manifestazioni di un certo livello, il che è un peccato per varie ragioni. Tornando al raduno di oggi, pubblichiamo una gallery gentilmente fornita da Fabrizio De Gennaro, che ringraziamo per la collaborazione.


 

La Toleman del 1984 di Senna, novità nella gamma montata di Tameo

E\’ disponibile da pochi giorni un altro modello montato di Tameo (art.TMB053). E\’ la Toleman-Hart TG184 Formula 1 pilotata da Ayrton Senna al GP d\’Inghilterra 1984. La gamma TMB si arricchisce così di un\’altra monoposto importante nella storia della Formula 1. Speriamo di poter recensire presto uno di questi modelli, perché, ad un prezzo piuttosto contenuto, rappresentano una buona alternativa ad altri prodotti forse più economici ma leggermente meno curati ed esclusivi.