Agostino Barlacchi e i quaderni da mezza lira: questione di buon gusto!

Di Agostino Barlacchi il blog non si è occupato che sporadicamente, soprattutto in qualità di organizzatore della Borsa di Calenzano, che ha raggiunto il quarto di secolo, con diverse edizioni all\’anno. Ovviamente tutti conoscono Barlacchi come grande collezionista e uno dei massimi esperti del giocattolo antico. Stavolta, però, dedichiamo due righe ai suoi \”quaderni da mezza lira\”, delle edizioni di poche decine di pagine dedicate per lo più all\’abbinamento fra il giocattolo antico e la storia e la preparazione del cibo. Sono ricette, commentate con arguzia tipica fiorentina, che vengono appunto da Firenze e dintorni, portandosi dietro quei sapori mai dimenticati di una vita fatta di botteghe e di pasti preparati in casa. L\’accoppiata col giocattolo antico è tanto semplice quanto felice, perché ogni oggetto viene abbinato tematicamente alle ricette. Ma c\’è un risvolto più profondo: il collezionare stesso, il ricercare un pezzo e poi gustarselo con calma non implica forse un \”gusto\” tutto sommato non molto diverso dall\’assaporare un piatto cucinato con sapienza? Il gusto del collezionare è vicino alla percezione degli odori, dei colori, perfino dei sapori (non assaggiate uno Spark altrimenti la colla che usano da quelle parti vi uccide in due balletti).

E\’ un modo di collezionare dal vago sapore autunnale, un po\’ aneddotico. Io questi libretti li abbinerei anche col nostro calendario Sesto Caio Baccelli; è lo stesso spirito. Oggi lo chiamano slow food, ma credo che un certo modo di intendere la cucina non abbia bisogno di tante definizioni, se non quelle che servono a contrapporlo alla smodata velocità, alla disattenzione e alla superficialità. Perché in fondo, se esistono i McDonald\’s o i Burger King, esiste anche il fast collecting.

Porsche 934 Gr.4 VSD-Gaban Le Mans 1978 di Madyero

Questa Porsche 934, preparata da Jean-Pierre Gaban, prese
parte alla 24 Ore di Le Mans 1978. La stessa macchina aveva
partecipato anche alla 24 Ore dell\’anno precedente. 

Madyero si sta focalizzando su piccole serie basate sui ben noti kit, dai quali ricava versioni inedite, rare o particolari in edizione limitata. Dopo alcune Porsche 935, di cui vi abbiamo parlato sul forum, è la volta di una 934 Gruppo 4. Questa versione è diventata famosa per essere stata quella prescelta da Solido quando realizzò la 934. La decorazione del Solido era incompleta, e forse non tutti si ricordano che la marca francese ne ricavò anche una serie di colore bianco, che non corrisponde alla realtà. Successivamente le varianti si sarebbero moltiplicate, ma la VSD resta la capostipite. Il modello Madyero si contraddistingue per una ricerca particolarmente attenta del particolar: la vettura aveva, come tutte quelle che correvano a Le Mans, varie lucine supplementari (in questo caso in coda) e si differenziava per alcuni ganci e supporti, oltre che per due megafoni – sembrerebbero davvero due megafoni – sistemati nell\’abitacolo, probabilmente per amplificare le voci che dai box pervenivano via radio al pilota. Sul parafango di destra è sistemata un\’antenna.

Nell\’abitacolo si intravede il megafono fissato sulla
cappelliera. Al momento di pubblicare questo articolo
un solo esemplare è ancora disponibile.  

Molto curata come sempre la verniciatura, realizzata da Remember, e le cornici vetro: quella anteriore è di doppio colore nero-argento. I cerchi sono in alluminio tornito e le cinture sono in stoffa con fibbie e ganci fotoincisi. In questo momento solo un modello è ancora disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/726317538/porsche-934-gr4-gaban-vds-le-mans-1978

Porsche Cayman Cup Suisse al Mugello: un po\' di psichedelia

Una decina di anni fa la Cayman Cup fu una brillante idea degli organizzatori della Targa Tricolore Porsche, che fece scuola. La vettura era competitiva, divertente da guidare e relativamente economica. Le stagioni in cui la Cayman Cup divenne la classe di punta della Targa Tricolore furono caratterizzate da un successo di partecipanti e da un livello tecnico dei piloti degni dei migliori monomarca. Purtoppo l\’idea non poteva trovare troppo favore presso la casa madre che oltretutto stava progettando l\’introduzione della Carrera Cup ufficiale in Italia e il tutto finì nel giro di un paio di anni. La Cayman non poteva (e non può neanche oggi) rappresentare l\’immagine di punta del GT nei programmi Porsche Motorsport, che puntano da sempre sui modelli 911. Restano comunque altri trofei che orbitano nella sfera dei club, come la Cayman Cup Suisse, che vede oltre venti iscritti al volante delle GT4 Clubsport e Clubsport MR. Particolarmente colorate le vetture schierate dall\’Orchid Racing Team, che si ispirano alle vecchie decorazioni psichedeliche della Porsche 917. Alcune combinazioni di colore sono nuove, altre sono storicamente più giuste, ma le vetture, nel loro insieme, presentano un colpo d\’occhio davvero simpatico. 

(foto David Tarallo)

Porsche Sports Cup e GT3 Cup Suisse al Mugello: una citazione americana

Si svolge questo fine settimana al Mugello il penultimo appuntamento della Porsche Sports Cup Suisse / GT Cup Suisse, che si concluderà su un\’altra pista italiana, Misano Adriatico. Al via molte vetture interessanti, in un clima che ricorda quello della Targa Tricolore Porsche dei tempi migliori. Pubblichiamo le immagini di una 911 GT3 R che potremmo definire una vettura-citazione perché si rifà alle livree celebrative Brumos viste quest\’anno nell\’IMSA e a Le Mans. Dalle strisce è sparito però il numero-feticcio 59 per lasciare il posto al 54 e al 55. Una variante interessante che potrebbe magari interessare qualche artigiano. 
(foto David Tarallo)





Disponibile a novembre il kit Tameo della Ferrari 312 B2 F.1 GP d\'Inghilterra 1972

Tameo Kits ha appena reso diffuso i rendering del kit 1:43 Silver Line SLK127, la Ferrari 312 B2 Formula 1 del Gran Premio d\’Inghilterra 1971 (Jacky Ickx o Clay Regazzoni). Nel riquadro a sinistra potete osservare due viste principali della prototipazione. 

Hai detto 500? Le elaborazioni di Fabrizio De Gennaro (parte 2, le Abarth e la Fiat 500L)

Ecco il secondo capitolo sulle Fiat 500 – Abarth 500 elaborate da Fabrizio De Gennaro su base Cararama. Presentiamo qui le Abarth in alcune serie limitate o celebrative esposte ai vari saloni e particolarmente complesse a livello di rifinitura. Tanto per fare un esempio, la Hype, vista al Salone di Ginevra 2013, ha lo scorpione a contrasto lucido-opaco sul tetto; nel modello la decorazione è stata realizzata in verniciatura con l\’aiuto di una dima. 
Ecco il dettaglio dei modelli in ordine di apparizione: 
Abarth 695 Hype Salone di Ginevra 2013
Abarth 595 Pista bicolore
Abarth 695 Tributo Maserati
Abarth 695 Cabrio bicolore
Abarth 500SS 2008
Fiat 500L Living (la versione allungata)
Fiat 500L Trekking

Hai detto 500? Le elaborazioni di Fabrizio De Gennaro (parte 1, le Fiat)

Nella sua già ultradecennale carriera, la Fiat 500 e la sorella sportiva Abarth hanno conosciuto un tale numero di varianti, versioni speciali e one-off originali che quasi si è perso il conto. Purtroppo fra i vari produttori di modelli, in tema Abarth solo BBR tra gli speciali ha azzardato qualcosa, per poi lasciar perdere, almeno per ora; quanto alla 500 normale, le cose non sono andate tanto meglio, nonostante in grande successo della vettura reale che praticamente sta tenendo in piedi da sola le sorti della scalcinatissima Fiat. Oltretutto la 500 restyling è ancora inedita, per non parlare della versione americana. Non resta quindi che arrangiarsi utilizzando alcune basi cinesi come i Cararama, che presentano linee corrette e possono quindi dare discrete soddisfazioni se si ha buona tecnica e manualità. In due puntate presentiamo alcune delle elaborazioni di De Gennaro, includendo anche un paio di varianti della 500L, che possono ugualmente interessare gli appassionati del gruppo FCA.
Ecco le prime versioni. In ordine di apparizione: 
Fiat 500 TwinAir tetto apribile
Fiat 500 by Diesel
Fiat 500 Lounge Open Edition 2007
Fiat 500 Lounge bicolore

Da Looksmart prevista una serie di Ferrari 312 B2 del 1972 in 1:43

Per il secondo trimestre 2020 Looksmart ha annunciato quattro versioni della Ferrari 312 B2 Formula 1.
Questo il dettaglio:
LSRC014 GP di Germania 1972 Jacky Ickx
LSRC015 GP del Sudafrica 1972 Mario Andretti
LSRC016 GP di Argentina 1972 Clay Regazzoni
LSRC017 GP di Francia 1972 Nanni Galli

Fiat 124 Special T Gr.2 Rally Elba di Eliomodels: il modello vicino al completamento

Sono arrivate oggi da Dalla Rosa alcune foto dei progressi sul montaggio del prossimo Eliomodels che come avevamo già più volte ricordato sul blog, è la Fiat 124 Special T Gruppo 2 Rally dell\’Elba 1976. Ecco alcune foto che mostrano la scocca già verniciata, gli assetti fatti e alcuni particolari già ultimati. Il modello dovrebbe essere completato tra la fine di questa settimana e l\’inizio della prossima. In ogni caso alcuni ritardi sono praticamente inevitabili ma non appena avremo aggiornamenti li pubblicheremo volentieri.


Ancora sulle targhe e una buccia di banana svizzera: la Ferrari 250 LM del Tour Auto 1969 di Looksmart

Decisamente il Tour Auto non porta bene a chi si accinge a riprodurre le targhe delle vetture partecipanti. Qualche tempo fa sul blog avevo ricordato la storia (tormentata) della targa di una Ferrari 275 GTB francese (articolo a questo link). Stavolta tocca a un\’altra Ferrari, quella di Rouget e Depret partecipante all\’edizione del 1969. La vettura aveva una targa svizzera (cantone di Vaud) molto particolare: la sigla cantonale e i numeri, infatti, erano rossi e non neri. I tanti produttori che hanno messo in catalogo questo modello in varie scale, compreso la 1:32 delle slot, hanno interpretato la composizione della targa, soprattutto quella posteriore, in vari modi, alcuni abbastanza fantasiosi, altri meno.

Vaud, Liberté et patrie: lo stemma è biancoverde…
…e non biancorosso. Questo casomai sarebbe lo stemma
del cantone di Solothurn, ma alla rovescia!
(Foto presa da http://www.carmodel.it). 

L\’uscita recente del Looksmart in 1:43 avrebbe dovuto mettere un punto definitivo nella questione, visto che foto dell\’auto, ormai completa, non mancano: si è per esempio avuta la conferma definitiva che lo specchio di coda era nero opaco e non rosso. Invece Looksmart ha rifatto un errore, certo piccolo, ma è uno di quei tanti scherzi da prete che artigiani, produttori di resincast, diecast e chi più ne ha più ne metta non riescono a evitare, e sono quei particolari che più si alza il prezzo più fanno la differenza. Sul modello Looksmart si sono giustamente riprodotte la sigla cantonale e le cifre della targa posteriore in rosso, ma in monocromatico rosso è andato anche lo stemma del cantone, che dovrebbe avere la parte inferiore verde, non rossa. Certo, è una questione di lana caprina, e anche facilmente rimediabile; per i più pigri vi è addirittura una decal generica per le targhe svizzere prodotta da Tin Wizard, tanto per fare un esempio. Un dettaglio quasi trascurabile, che dimostra però come spesso ci si perda in piccole cose in grado comunque di stemperare l\’entusiasmo per un modello (entusiasmo peraltro abbastanza difficile da provare osservando come Looksmart si ostini a montare gallettoni orientati tutti da una sola parte sulle 250LM, mentre su altri modelli per fortuna il problema è stato eliminato). E\’ che a volte, anziché andare avanti si va indietro, e non è solo una questione di fascia di prezzo. Del resto le targhe sono state storicamente maltrattate un po\’ da tutti, da Ruf a Piranha, da BBR a Bang/Best, da Looksmart a Provence Moulage. L\’arrosto della targa è democratico.