The Ferrari 550 and 575 Road and Racing Legends, un libro di Nathan Beehl

Nathan Beehl non ha bisogno di tante presentazioni: storico della Ferrari, specialista anche nella classificazione dei memorabilia legati al marchio, esperto di modelli, è sulla breccia da decenni e tutt\’oggi continua nella sua attività di ricerca. Quello di cui vi sto parlando è un volume uscito nel 2019 sotto il suo marchio e che tratta la storia di un modello di Ferrari fra i più affascinanti degli ultimi trent\’anni, la 550 Maranello/575. Devo dire che fa un po\’ impressione trovare un libro di \”storia\” di un\’auto che ho visto correre praticamente per tutta la sua carriera, dai primi esperimenti con la 550 Maranello nel 2000-2001 fino alle versioni più perfezionate della 575. Beehl ha ripercorso in questo libro tutta la storia della 550/575, includendo anche lo sviluppo delle versioni stradali, delle concept car e della \”letteratura\”, dai cataloghi ai dépliant, senza dimenticare gli accessori forniti insieme alle vetture. Si è trattato di uno sforzo pluriennale, che ha portato ad un\’opera di quasi 270 pagine, corredata da centinaia di immagini, schemi, disegni e tabelle.

Per quanto riguarda le vetture da competizione, a ogni telaio è riservata una storia specifica, con tutti gli aggiornamenti ricevuti, le immagini e spesso anche i commenti dei vari piloti e preparatori. E\’ un lavoro di eccellente fattura, che entra nel dettaglio con spiegazioni approfondite accompagnate da una documentazione d\’epoca inedita e di ottimo livello. \”The Ferrari 550 and 575 Road and Race Legends\” può essere di grande interesse per chi si occupa di storia dell\’auto, di modellismo ma anche per il semplice appassionato che troverà testi sempre gradevoli e di grande competenza. Questo titolo resterà a lungo il punto di riferimento per la 550/575. Una curiosità: il libro è disponibile con doppia copertina, una dedicata alla 550 Maranello, l\’altra alla 575.

Brumm annuncia la Fiat 127 NP Giannini del 1971 in due colorazioni

Fra i modelli programmati da Brumm per il 2020 figura la Fiat 127 NP Giannini del 1971. La marca italiana sfrutta così al meglio lo stampo della 127, modello uscito ormai diversi anni fa ma che può essere utilizzato ancora per delle configurazioni interessanti e semplici da realizzare come appunto la NP, che sarà disponibile in due colori, rosso (R644-1) e blu (R644-2). Il modello avrà i caratteristici antinebbia della versione Giannini, i vari fregi e i cerchi speciali Cromodora. Non si può parlare di novità assoluta (Brumm non presenta un nuovo stampo proprio dai tempi della 127 standard), ma sicuramente si tratta di un\’uscita interessante per gli appassionati dell\’automobilismo degli anni settanta. Non è la prima volta che Brumm si occupa delle Giannini: basti pensare alle varie versioni su base Fiat 500 viste nel corso degli anni, fra cui la 500 TV, la 590 GT Vallelunga o la 590 GTR realizzata per De Agostini.

Antivirus? Una simpatica iniziativa di Duegi Editrice

In questo clima di diffusa incertezza non sempre resta la voglia di fare acquisti modellistici. Duegi propone oggi e domani un attraente sconto del 25% sul materiale editoriale video e sui kit TTM. Riportiamo qui la locandina ufficiale dell\’offerta, pensando che sia giusto e doveroso dare un po\’ di risalto a questa iniziativa. 

La scomparsa di Jacques Simonet

Giugno 2012: Jacques Simonet (al centro) nella sua
boutique Manou a Le Mans. A destra, la moglie Liliane
(foto David Tarallo). 

Alla fine di gennaio ci ha lasciati a 73 anni Jacques Simonet. Fondatore e titolare del marchio Manou, Simonet aveva un famosissimo negozio nel Passage du Commerce a Le Mans, vero punto di riferimento per gli appassionati. Avevo visitato per l\’ultima volta Manou nel giugno del 2012, durante la settimana della 24 Ore. Manou avrebbe chiuso di lì a breve. Nel blog pubblicai un\’ampia gallery le cui foto però non sono state conservate dal server, probabilmente per ragioni di incompatibilità col tablet Apple: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2012/06/le-mans-passage-du-commerce.html . Prima o poi le ripristinerò. In calce al thread si era sviluppata anche un\’interessante discussione, sull\’importanza e sul senso dell\’attività di Simonet, che è stato in ogni caso un pioniere del modellismo speciale. Condoglianze del blog alla famiglia di Jacques, in particolare alla moglie Liliane, sua preziosa collaboratrice.

Una parte della vetrina centrale nel negozio Manou
(foto David Tarallo). 

Storie di modelli (episodio 2): la Porsche 911 Carrera RSR di Gamma Models

Di Gamma Models mi sono occupato abbastanza in un passato ormai non più recentissimo. Ricordo una visita divertentissima fatta a Roma che divenne un articolo per la rivista Four Small Wheels, ancora diretta da Brian Harvey. Si parla ormai di anni ormai lontani: 1999 o 2000? Un altro articolo uscì su Auto Modélisme qualche anno più tardi. I \”Gammari\” (Gambari e Martella) erano allora una presenza costante nelle borse di scambio e furono anche tra i primi a mettere in commercio modelli speciali montati a prezzi contenuti, con i vari nomi Pinko, Simple Gamma eccetera. Il marchio però esordì nel 1985-86, con una serie di kit della Porsche 911 Carrera RSR 3000 Gruppo 4. Un soggetto che oggi può sembrare scontato, ma allora era quasi una novità. \”Quasi\” perché fra i kit era da tempo in circolazione il modello della BAM in varie versioni, naturalmente in metallo bianco. La Carrera di Gamma era in resina e l\’idea vincente fu quella di proporla fin da subito in tante versioni, tutte di Le Mans: Gelo, HCC, Harley Davidson, Toblerone, Tissot e così via.

Non fu un modello che lasciò indifferenti i collezionisti e da subito ottenne buoni successi di vendita. La fusione non era sempre perfetta, ma arricchivano il modello dei particolari validi come delle bele ruote tornite con parte centrale fotoincisa.
Paolo Tron, nel suo TSSK dette ampia visibilità alla Carrera Gamma, anche con una copertina dedicata, se non ricordo male. Nell\’inverno 1985/86 da Paolo arrivarono molti modelli che all\’epoca erano particolarmente appetibili: una bella collezione di elaborazioni su base Solido della Porsche 911 Carrera RS e della 934. Era un periodo in cui già conoscere tutti i partecipanti alle varie edizioni della 24 Ore di Le Mans era prerogativa di pochi, soprattutto al di fuori della Francia. Si scorrevano le colonne del TSSK contenenti lo stock dei montati disponibili in negozio affidandosi per lo più all\’immaginazione. Nascoste fra le righe di quelle lunghe liste dattiloscritte scovai alcune Carrera RSR di Gamma, montate. Un\’occasione ghiotta per chi come me aveva il pallino delle 911 e specialmente di quelle di Le Mans. Telefonai tempestivamente a Paolo e riuscii ad accaparrarmene una, la Gelo di Le Mans 1975, col numero 58.

Si trattava con tutta probabilità di un pre-serie montato dalla stessa Gamma. Le finiture erano un po\’ semplificate: le cornici dei vetri, ad esempio, erano rimaste rosse, ma complessivamente il modello faceva la sua figura, specie accanto ad altri accrocchi delle mia collezione. Quelle versioni di Gamma avevano acceso la mia fantasia, esattamente come era avvenuto con l\’uscita delle Porsche 914/6 e le 908/2 di Pit. Altri tempi, in cui un kit sembrava arrivare da un mondo misterioso. Nel tempo, di Carrera RSR di Gamma ne avrei avute in collezione altre, fra cui quella di Robert Buchet, la Tissot e la Vaillant. Ma quella Gelo rossa fu uno dei primi modelli speciali acquistati, che mi accompagnò per molto tempo. Fu rivenduta nel luglio del 2007 senza troppi rimpianti. Di questa, come di tante altre, restano le foto scattate al tempo della vendita, capaci di tener viva la memoria di un periodo ormai lontano.

Storie di modelli: visto che vi è piaciuto…

Qualche tempo fa avevo pubblicato sul blog un breve racconto su un modello del mio passato collezionistico, la Ferrari 512S Spyder Brands Hatch 1970 di Classic Car (http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/01/la-ferrari-512s-spyder-brands-hatch.html ). Il pezzo ha avuto tante visualizzazioni, a testimonianza che la storia (e le storie) di modelli collegate al loro tempo, direi allo spirito del loro tempo, possono avere un pubblico di lettori interessati. Ecco quindi la decisione di aprire una serie di thread che saranno raggruppati, per facilitarne il reperimento, sotto il titolo \”Storie di modelli\”. Saranno storie minori, non necessariamente collegate al produttore, ma piuttosto legate a doppio filo con sensazione e suggestioni di un passato più o meno lontano. Appuntamento quindi nei prossimi giorni per la seconda puntata. La prima puntata è diventata automaticamente l\’articolo dedicato alla 512S. Avventure, disavventure, rievocazioni di fatti ora strani, ora buffi, ora paradossali non mancheranno di certo. In un periodo in cui il presente non sembra regalare troppe prospettive cerchiamo di riprendere le fila di un discorso che per il sottoscritto data ormai dalla fine degli anni settanta. Con la speranza che tempi migliori possano presto far riprendere un po\’ di ottimismo.

Qualcosa si muove: gli Spark 1:43 arrivati in questi giorni


La produzione e gli arrivi dalla Cina sembrano riprendere gradualmente, anche se trovano un\’Europa e in genere un mondo fortemente preoccupato dalla crisi del coronavirus e alle prese con problemi che a volte sembrano oscurare tutto il resto. Qualcosa, comunque, si muove e questo arrivo di modelli Spark 1:43 annunciati nel corso del 2019 conferma che la vita, seppure a volte faticosamente, può e deve andare avanti. 

Come al solito, la varietà dei soggetti non potrebbe essere più ampia. Abbiamo selezionato alcuni modelli lasciandoci guidare più dalla nostalgia e dalle suggestioni personali che dalla logica.



Del resto, questo blog rappresenta un percorso personale che non è mai staccato dall\’esperienza diretta. Inizierei con un modello sul quale tornerò perché per me rappresenta quasi il non plus ultra della fascinazione dell\’infanzia: la 24 Ore di Spa corsa con le turismo. Nella serie belga ecco la 530i vincitrice dell\’edizione 1977, alla quale spero seguiranno altre versioni, fra le quali, spero, la UFO o la Tin-Tin. Già i colori Juma sono altamente evocativi.



Non possono mancare le Porsche, fra cui tre edizioni limitate della serie americana: la 914/4 IMSA 24h Daytona 1980, la 962 IMSA 2h Del Mar 1987 e la 935/L pseudo-Moby Dick Riverside 1983 nei colori Ditzler. Proseguendo, troviamo due Alfa Romeo 33/2 coda lunga di Le Mans 1968 e finalmente un\’altra edizione italiana, la Porsche 911 GT3 Cup Monza 2019 Diego Bertonelli. Un ennesimo segnale che Spark non ha per nulla abbandonato la tradizionale scale 1:43 né i soggetti storici, che continuano ad accompagnare la stretta attualità.


La Lancia Delta Integrale Evo1 di Norev: una buona occasione?

La Lancia Delta Integrale Evo1 riappare nella
serie economica di Norev. 

Da qualche tempo Norev ha rilanciato il marchio Jet Car, che gli appassionati di obsoleti conoscono bene. Con l\’etichetta Jet Car vengono commercializzati oggi dei Norev in 1:43 a prezzi particolarmente bassi (sui dieci euro, dipende dai siti e dai negozi), con finiture semplificate ma con alcune caratteristiche indubbiamente interessanti. Ne vale la pena? Non ne vale la pena? Difficile dare un giudizio definitivo, considerando anche la varietà di soggetti, storici o di maggiore attualità, francesi e del resto d\’Europa. In Francia la serie ha avuto un discreto successo, specie per quanto riguarda vetture come la Peugeot 205 GTI col tetto apribile o la Citroen 2CV6. E\’ apparsa di recente anche la Lancia Integrale Evo, indubbiamente un\’auto destinata a far discutere gli appassionati ogni volta che esce un modello nuovo o una riedizione (basti pensare alle accanite dispute sui Kyosho in 1:18 su Facebook, tanto per fare un esempio). La Norev si presenta in un classico colore rosso.

Le forme sono corrette, le finiture semplificate
nonostante qualche sforzo di dettaglio. 

Piuttosto belle le ruote, validi i gruppi ottici. 

Le finiture di questi modelli sono semplificate non al livello dei Mondo Motors ma a qualcosa si deve rinunciare; non che l\’aspetto generale sia necessariamente povero: c\’è qualche tampografia, i gruppi ottici, soprattutto quelli posteriori, sono più che accettabili, le ruote sono valide e la qualità della verniciatura è al livello dei Norev di gamma alta. La Norev aveva già in catalogo l\’Integrale, in versione Club Lancia. Sempre dovuto a Norev era il modello di Hachette nella serie Lancia Story Collection (colore giallo, venduta come Evo2, poi anche Martini 6). L\’attuale Jet Car deriva da questi due modelli?

Il colore rosso dona alle forme della Delta Integrale. 

Lo stampo sembra leggermente diverso. In ogni caso il Norev standard e l\’Hachette avevano i tergi riportati mentre il Jet Car li ha stampati direttamente sul parabrezza; la vetratura del Jet Car è integrale e comprende anche le portiere anteriori, mentre gli altri due avevano i cristalli aperti sulle portiere. Spesso è complicato ricostruire le parentele di queste produzioni, che di tanto in tanto riemergono sotto forme e marchi diversi. Il fondino del Jet Car, che è venduto in una semplice scatolina in acetato, presenta due fori che tradiscono una presentazione su basetta, come era il caso del Norev e anche dell\’Hachette. Le proporzioni generali del Jet Car sembrano corrette e il modello si presenta nel complesso bene.

La scatola è semplice e a misura del modello, qui
fotografato insieme a un\’Alfa Romeo 33 di Alezan. 

Il consiglio, forse non troppo originale, è quello di prenderne un paio: uno da conservare così com\’è, per amore di collezionismo, e l\’altro su cui divertirsi aggiungendo dettagli e modificando qua e là secondo le possibilità e gli accessori a disposizione. Opinioni?

Un nuovo utile accessorio da Tameo: copertura tromboncini di aspirazione in 1:43

Col numero di catalogo PG39 è ora disponibile un set di dodici coperture per i tromboncini di aspirazione in scala 1:43. Come di costume, la qualità è elevata per questo marchio italiano che continua a sfornare modelli e accessori di sicuro interesse. 


Looksmart annuncia le tre Ferrari 330 P3 ufficiali di Le Mans 1966 in scala 1:43


Non sapremmo dire se si possa ancora parlare di effetto film ma Looksmart annuncia per il terzo trimestre 2020 l\’intero schieramento delle Ferrari 330 P3 di Le Mans 1966 in scala 1:43, ovvero i due coupé di Scarfiotti/Parkes e Bandini/Guichet e lo spyder di Ginther/Rodriguez. La qualità complessiva sembra buona e sarà interessante, al momento dell\’uscita dei modelli, un confronto con i meno recenti Red Line, che potrebbero rivelarsi \”parenti stretti\” di questi nuovi Looksmart. Vedremo.