Una pseudo rassegna stampa: Collectionneur & Chineur n.302 (20 settembre 2019), ma soprattutto una scusa per parlare di informazione

Collectionneur & Chineur, edita da LVA, è una rivista che mi piace molto, e che in Italia probabilmente avrebbe meno di quei venticinque lettori di manzoniana memoria. Ma in un paese collezionisticamente evoluto come la Francia, forse ha ancora un suo senso. Anzi, senza forse, ce l\’ha e basta. L\’editore fa spesso pubblicazioni specialistiche sull\’automodellismo, di cui ho parlato con regolarità in questo blog, e la rivista stessa si occupa, in modo più o meno esauriente, delle marche del passato che vanno per la maggiore fra i collezionisti di oggi, da Norev, a Dinky, da Corgi a Solido. Proprio a proposito di Solido, l\’uscita recente della riedizione della serie 100 e la riproposizione dello storico club (di cui ho già parlato, non in termini esattamente entusiastici, nel blog, vedi qui) ha ispirato un\’intervista con i titolari dell\’impresa bretone Z-Models Distribution (alias OttOmobile) che ha rilevato il marchio nel 2015. Dopo aver cercato di ridefinire e risistemare le varie gamme diecast attuali, soprattutto quella in 1:18, Frédéric Guillier, direttore di Z-Models e Nicolas Dréo, capo del progetto legato al revival della serie 100, hanno presentato l\’iniziativa nelle pagine di Collectionneur & Chineur. Come al solito, pagine acritiche, dove i redattori della rivista hanno comunque timidamente azzardato un punto interrogativo alla fine del sottotitolo: \”un retour vers le succès ?\”. Beh, almeno hanno lasciato il beneficio del dubbio. Apprendiamo che, come era accaduto con altre collezioni pseudo-storiche, gli stampi originali erano inutilizzabili o perduti, e si è dovuto procedere a una completa scansione dei modelli d\’epoca. Di qui, le differenze rispetto alle vecchie serie anche dal punto di vista di qualche particolare della fonderia. E\’ tutto geniale, tutto ottimo, una sicura operazione-nostalgia che delizierà gli ex-bambini che negli anni cinquanta e sessanta avevano giocato con le Solido serie 100. Bene. Peccato che questa roba fatta in Bangladesh (con tutto il rispetto per il Bangladesh) non abbia un minimo di valore, né collezionistico, né storico. E\’ il mio parere, certo, ma qui casca l\’asino. Oggi l\’informazione, totalmente in mano ai ricatti della pubblicità, non può permettersi di analizzare. Quella che il giornalista debba limitarsi a dare le notizie è una balla colossale e già potremmo stare ore a discutere su cosa sia una notizia e sui criteri da utilizzare per selezionarla. E se per la stampa la cosa può apparire motivata (non giustificata) visti i costi di edizione, anche i siti internet stanno obbedendo alle stesse logiche, in quanto spesso direttamente collegati a siti di vendita, a distributori, a importatori o ad altre realtà commercialmente interessante. Non vi fa venire in mente nulla tutto questo? Come accade nel mondo dell\’automobile, raramente leggerete, sulla stampa specializzata o su un sito Internet, una critica che venga da dei professionisti. Internet non ha liberato l\’informazione; ha liberato la caciara che si scatena sui social (prima si scatenava sui forum), ma spesso quelle critiche sono immotivate, irrazionali, del tutto prive di metodo o di esperienza.

La libertà di informazione è un\’utopia o un pio desiderio legato di qualche sito che possa dirsi del tutto indipendente, quindi non influenzabile. Le riviste ora fanno la furbata di scansare roba veramente brutta, in maniera da togliersi l\’imbarazzo alla radice. E quando un modello sbagliato viene imposto dagli importatori/distributori/produttori, si debbono fare i salti mortali per non distruggerlo e allo stesso tempo per non passare da incompetenti, incapaci di distinguere una buona riproduzione da un carciofo. Da questo sistema è impossibile uscire: ci sono riviste più oneste e altre meno; alcune riviste vere e altre che non sono che degli house organ di grandi gruppi travestiti da testata giornalistica, il fatto è che tutto il sistema dell\’informazione è viziato alla base. Se fai ufficio stampa, il tuo lavoro è quello di comunicare e in qualche modo hai la coscienza tranquilla. Ma se vuoi fare informazione, allora l\’unica alternativa sarebbe disporre di abbastanza soldi da comprare qualsiasi cosa (roba bella, mediocre, spazzatura) aprire un sito indipendente e scrivere quello che ti pare, purché sia ben documentato e supportato da ogni tipo di evidenza documentaria. La soluzione di andare a far casino su Facebook non la prendo neanche in considerazione. Alcuni, di recente, hanno cercato di aprire delle pagine dedicate alle uscite di varie tematiche (modelli italiani, determinate marche, ecc), ma i risultati sono ampiamente insufficienti: si passa da aride sommatorie di foto seguite da commenti di ogni genere ad articolini effimeri destinati a passare in secondo o terzo piano col susseguirsi dei nuovi thread, il tutto senza una possibilità di ricercare, di recuperare o di meditare più di tanto su ciò che è stato scritto anche solo in un recente passato.
Ma a pensarci bene, l\’idea di giornalismo informativo, anche nel nostro settore, forse non è neanche mai esistita. Ci sono stati esempi di belle interviste, di ottimi approfondimenti, ma mai delle prese di posizione o delle inchieste veramente scomode. Chi ha mai parlato su una rivista dello scandalo dei modelli cinesi che cascano a pezzi? Dei prezzi sempre più alti? Chi si è occupato davvero delle infinite diatribe per le royalty? Chi ha mai provato a dire che certe tendenze tecniche intraprese dai produttori di resincast sono semplicemente sbagliate? Tutto questo finirà quando la carta stampata tramonterà definitivamente? Ho i miei dubbi.

Sui kit Tameo della prima ora: la persistenza nella memoria (e anche – per fortuna – nella realtà)

Cambia solo la scatola: i kit Tameo dei primi anni ottanta
sono ancora disponibili. Questa è la Ferrari 312P di Brands
Hatch 1969. 

Uno dei tanti pregi della produzione Tameo è la persistenza nel tempo delle vecchie referenze. Esistono ancora in catalogo alcune delle vecchissime pietre miliari della gamma, sulle quali si sono formate generazioni di montatori di kit. Già alla metà degli anni ottanta alcuni di questi modelli erano diffusissimi e rappresentavano quanto di meglio si potesse trovare in tema di metallo bianco. I kit Tameo non avevano nulla da invidiare agli AMR, né quanto a prototipazione, né quanto a fusione. Da quegli anni, Luca Tameo ne ha fatta di strada, fino a diventare leader incontrastato nella produzione di Formula 1 di ogni epoca, da quelle degli anni cinquanta a quelle di oggi. Personalmente ho diversi ricordi legati ai kit Tameo dell\’epoca. Ancora prima che uscisse la versione Targa Florio della Ferrari 312 PB, ad esempio, avevo acquistato da Tron, nel marzo 1986, un bellissimo montato, basato sull\’elaborazione della versione TMK018; ancora, nel settembre 1992, trovai presso lo stesso Paolo Tron, a Milano 43, un altro bel montato, stavolta la versione di Monza, realizzata dal kit di cui sopra. Sono ricordi indelebili, così come l\’arrivo della Ferrari 126 C3 in versione presentazione, che era possibile, con un bel po\’ di lavoro di taglia-incolla, trasformare nella configurazione Gran Premio di Germania 1983. Anche questo kit mi arrivò a suo tempo dall\’Equipe Tron di Loano, e toccò a Mario Carafa fare la trasformazione della carrozzeria, stampata in versione presentazione, togliendo le pance laterali per sostituirle con quelle più lunghe, assomiglianti al modello 126 C2B che aveva iniziato la stagione 1983.

Ferrari 126 C3 Formula 1 Presentazione e GP
di Germania 1983. Tameo, come Meri Kits, era rapidissimo nel far uscire
le proprie F.1 pochi mesi dopo l\’apparizione della vettura reale. 
I pezzi tolti nel 1983 da Mario Carafa al mio kit, col
quale volevo fare la versione gara (la presentazione
non mi interessava troppo!). Un lavoro non facilissimo. 

Altri arrivi di quei kit semplici furono quelli delle Ferrari 275 GTB/4 di Le Mans, modelli con dei fogli decals che allora sembravano semplicemente bellissimi (e lo sono ancora). Erano kit che si ordinavano tranquillamente, come ho detto, insieme a degli X-Nostalgia senza che potessero temere di sfigurare. Oggi molto, anzi, tutto è cambiato ma se vuoi ordinare un kit della Ferrari 312P di Brands Hatch, della 312PB del 1971 o del 1972, oppure una Formula 1 del 1983 o 1984, Tameo ha tutti i pezzi e quelle referenze sono praticamente sempre in produzione. Oggi come oggi sono necessari aggiornamenti e penso che in pochi vorrebbero montarle da scatola, ma con qualche particolare aggiuntivo assente nella confezione (alcune non hanno le cinture, a volte mancano le scritte degli pneumatici e certi altri dettagli allora non erano conosciuti) si riescono a ottenere dei risultati all\’altezza di kit molto più recenti. L\’importante è non stravolgere lo spirito del kit originario, ma sono comunque modelli che \”reggono\” bene a tante piccole modifiche, senza che poi esse sembrino posticce.

La Ferrari 312 PB del 1971 (qui in versione Buenos Aires)
uscì dopo quella del 1972. 
Il TMK068 (Ferrari 312 PB Targa Florio 1972) seguì
la versione che permetteva la realizzazione di altre gare del 1972,
quando alcuni montatori si erano già arrangiati da soli!

Oltretutto, e questa è una nota a latere del tutto soggettiva, maneggiare oggi queste carrozzerie in metallo bianco, simulare l\’incastro dei pezzi, giocare con queste fusioni così nette fa tornare indietro in un tempo che siamo sempre in meno a poter ricordare. Ma si sa, questo è un blog fuori stagione, così come fuori stagione sono tanti dei thread che leggete.

Da OttOmobile la Renault Clio 16S phase-1 1995 in 1:12

OttOmobile ha appena annunciato la disponibilità della Renault Clio 16S prima versione del 1995, prodotta per ora in rosso, in serie limitata di 999 esemplari. Il modello costa € 129,90 sul sito di OttOmobile. 

A Prato la 47ma edizione della Mostra di modellismo ferroviario organizzata dall\'AFP

La borsa pratese era abbinata ad un
concorso che prevedeva il sorteggio di
un modello di locomotiva. 

Si è svolta oggi la 47ma edizione della Mostra di modellismo ferroviario, organizzata dall\’AFP (Associazione fermodellistica pratese) nei locali del DLF in Piazza della Stazione a Prato. Il blog si è occupato talvolta di questa manifestazione, che se si è in zona rappresenta pur sempre un evento simpatico dove fare un giro. Oltretutto, fra i banchi, non è raro imbattersi in qualcosa di interessante per collezioni automobilistiche, seppure la maggior parte dei pezzi esposti sia in scala 1:87. In ogni caso, guardando bene, un occhio allenato avrebbe potuto trovare delle cosette abbastanza insolite, a iniziare dagli accessori artigianali per i plastici, che possono avere un loro impiego anche in piccoli diorami di soggetto automobilistico. 

Materiale vario in vendita oggi a Prato. 
Modelli nuovi e usati, soprattutto in scala H0. 

In altre edizioni gli artigiani erano forse in numero maggiore (si segnalava stavolta la mancanza delle bellissime creazioni di Alpenmodel), ma borsa pratese merita sempre e comunque un\’occhiata, non foss\’altro che per ammirare ancora una volta il plastico della direttissima Bologna-Prato (ultima foto in basso). 

Un\’interessante selezione di accessori vari, in scala
H0 e N, utilissimi anche per piccoli diorami automobilistici. 
Come sempre, nelle borse occorre sapere guardare bene. 


L\’alternanza borsa di Prato – borsa di Calenzano (per il giocattolo d\’epoca e gli automodelli) è ormai una cadenza familiare della zona fiorentina, e anche se non si tratta praticamente mai di eventi di assoluto rilievo, queste manifestazioni attirano puntualmente molto pubblico, alla ricerca di qualcosa di interessante e magari a buon prezzo.  

Una vista del plastico della direttissima
Bologna-Prato, visibile nei locali del DLF, sede
della borsa pratese. 


Com\'è fatto un modello Officina942: Fiat 1100S tipo Mille Miglia (art.1002)

 Alla fine di settembre ci siamo occupati di una produzione un po\’ particolare di modelli in scala 1:76, denominata Officina942. I perché di questo nome e di questa gamma potete quindi rileggerli a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2019/09/lo-spirito-del-tempo-e-officina942.html .
Vediamo invece più da vicino uno dei primi tre modelli della marca, la Fiat 1100 S tipo Mille Miglia, disponibile in tre colorazioni: rosso (art.1003/A), celeste (1003/B) e verde chiaro (1003/C). Ciascun modello è ben confezionato in una scatolina di cartone che richiama suggestioni del tempo, inclusi i font delle scritte. I modelli Officina942 sono interamente in zamac, composti da due pezzi: la carrozzeria e il pianale, col quale sono state stampate anche le ruote, che quindi non girano (non potete quindi giocarci sul tavolo di cucina, come siete soliti fare con i Laudoracing).

Che dire? L\’idea è simpatica, ed è stata accompagnata da una campagna di informazione sapientemente condotta sui social, che ha creato curiosità e ha attirata collezionisti e semplici appassionati. Non siamo in presenza di modelli veri e propri, anche se le linee e le forme delle prime tre vetture riprodotte (oltre alla 1100S ci sono anche la Fiat 500B Topolino e il furgone 1100 BLR) sono giuste e ben proporzionate.

Ci troviamo piuttosto di fronte a degli \”oggetti\” decorativi di una certa raffinatezza, pensati anche per fungere da piccoli soprammobili o magari per essere inseriti in mini-diorami autocostruiti con cartone e compensato. La serie dovrebbe andare avanti con altri soggetti che comprenderanno automobili, veicoli commerciali e autobus: in preparazione ci sono l\’Alfa Romeo 6C 2500 Freccia d\’Oro, la Fiat 1500D, la Siata Amica 49 e il Fiat 626 RNL. Vedremo quindi l\’accoglienza che questi automodelli troveranno; si tratta di una scommessa non priva di incertezze, in un settore, quello del new vintage, che può premiare molto ma può anche riservare delle brutte sorprese. Tutto dipende da come ci si colloca sul mercato, dal prezzo (in questo caso piuttosto competitivo: € 12,00) e dal marketing.

Rassegna stampa: Auto Modélisme n.260 (ottobre 2019)

I mesi sono fitti e per la redazione di Auto Modélisme non dev\’essere facile confezionare dei numeri interessanti con un ritmo così serrato. Con una foliazione di 52 pagine, Auto Modélisme continua il proprio percorso in un mondo in cui l\’informazione passa sempre meno attraverso la carta stampata. Ci sarebbe da chiedersi per chi siano ormai queste riviste: per un pubblico di persone più anziane che non hanno dimestichezza con internet? Per gli appassionati della stampa? Premesso che pur non essendo Matusalemme, anch\’io sono un nostalgico della carta, sarebbe interessante sapere se Auto Modélisme vende anche tra un pubblico di collezionisti più giovani. In ogni caso, per il momento, la rivista regge, e propone in ottobre un numero dignitoso, anche se la sezione delle novità è probabilmente pleonastica; del resto sono non più di sette le pagine dedicate alle uscite. Ormai si può parlare solo di selezione o di segnalazioni più che di una rassegna completa. Fra gli articoli vi è una retrospettiva delle Ford Capri in scala 1:18 e una visita a un collezionista di modelli di Ronnie Peterson. Una rivista come questa, ormai, può soddisfare o non soddisfare più in un mondo in rapida evoluzione, ma tutto sommato può costituire sempre un legame con un passato che sembra svanire in maniera inesorabile.

Da edo3000v6 le cornici fotoincise per prese NACA anche in scala 1:18

Dopo aver presentato un utilissimo set di cornici fotoincise per prese NACA in scala 1:43, ora Edoardo Gallini di edo3000v6 ha disponibile anche una versione adatta per modelli in 1:18 e scale similari. Diverse fogge e misure. Il set fotoinciso è disponibile a questo link:
https://www.geminimodelcars.com/listing/729946478/high-quality-naca-inlets-photoetched

Fiat 124 Special T Rallye Elba 1976 di Eliomodels: le foto finali

Pubblichiamo le foto del modello di Eliomodels, su base Arena, pronto da qualche giorno. Come potete vedere, il risultato finale è molto convincente e i modelli sono davvero ben montati, puliti e senza quei difetti tipici di certe realizzazioni analoghe. Un plauso va quindi a Eliomodels per questa nuova realizzazione. Per i vari thread precedenti che hanno descritto il montaggio, potete fare una ricerca nel blog utilizzando le parole chiave nello spazio apposito.

Le tre Ferrari 512BB European University di Le Mans 1980, una riedizione Remember (con set completo)

Le tre Ferrari 512BB-LM iscritte alla 24 Ore di Le Mans 1980 da Charles Pozzi-JMS sono celebri e non certo inedite nel modellismo. Nondimeno, la livrea giallo-blu European University resta una delle più amate e continua a \”tirare\” bene. Remember ha appena prodotto una riedizione delle tre vetture che, ricordiamo, differiscono fra loro per alcuni dettagli, il più importante dei quali è quello legato alla differenza di carrozzeria (tipo 1979) della vettura numero 75 rispetto alle altre due (tipo 1980). 

E\’ disponibile anche un cofanetto comprendente le tre vetture, montate su una lussuosa base in ecopelle nera e con copertura in plexiglas. Tutti i modelli sono disponibili a questo link: 
https://www.geminimodelcars.com/search?q=University


Da Remember la Ferrari 250 GTO seconda assoluta al Tour Auto 1963

Sembra incredibile ma nella gamma Remember esistono ancora versioni non ancora realizzate, e anche importanti. La realizzazione più recente è la vettura 5095GT iscritta al Tour Auto 1963 dalla Scuderia Serenissima per Bianchi e Abate. La prima serie di montati è andata esaurita molto velocemente…