Tutto, ma proprio tutto, sulla Renault 5: un hors-série della rivista Gazoline

Gazoline è una delle tante riviste a tema motoristico del gruppo Michel Hommell e a intervalli abbastanza regolari pubblica dei fascicoli \”hors-série\” a loro volta divisi in gruppi tematici. Una serie recente prende il nome di Votre auto, e si focalizza via via su un modello di vettura particolarmente popolare e amata dai collezionisti. Nel numero uscito a fine febbraio, che è il secondo della serie, si parla di Renault 5, che è il secondo modello considerato, dopo la classicissima Mini. Come format, \”Votre auto\” è un fascicolo di cento pagine in cui si narra la storia completa dell\’auto in esame, dai primi progetti fino alla fine della carriera, passando per le versioni speciali, le produzioni estere, l\’eventuale attività agonistica, aggiungendo anche consigli sull\’acquisto e sulla manutenzione e una simpatica carrellata degli automodelli in tutte le scale. Ogni quaderno costa € 9,90. 

Questa monografia sulla Renault 5 è davvero ben fatta: in ordine cronologico, anno per anno, si registra l\’evoluzione della vettura, con dati preziosi anche per i modellisti, corredata di tutti i dettagli sulle combinazioni di colori-tessuti interni e sull\’evoluzione degli allestimenti. Procede parallelo al racconto storico il caleidoscopio delle strategie di comunicazione per i clienti e i rivenditori, un elemento in grado di dare l\’idea delle trasformazioni, nel breve spazio di un decennio, in fatto di pubblicità e promozione. 

Difficilmente troverete del materiale così utile a un prezzo così competitivo. Tutti i documenti sono d\’epoca, molti dei quali inediti, come alcuni bozzetti pubblicitari. 
Gli hors-série sono molto diffusi fra le riviste francesi e se il momento non fosse tutt\’altro che adatto per criticare il nostro paese, verrebbe facile fare alcune basilari osservazioni. Certo, con questi chiari di luna la gente ha altro a cui pensare, ma non è forse proprio per questo che è meglio angosciarsi in compagnia di una monografia ben fatta piuttosto che di una delle nostre banali riviste piene di cose già fritte e rifritte?

Rassegna stampa: AutoModélisme n.265 (marzo 2020)

Tradizionalmente il numero di marzo di AutoModélisme è consacrato alla sezione 1:43 del salone di Norimberga e a Rétromobile. Queste due manifestazioni sono state anche le ultime d\’interesse per i collezionisti ad essersi salvate prima del pandemonio del Covid-19. 

La parte del leone la fa Norimberga (e il prossimo numero di aprile della rivista del gruppo Hommell, in edicola in Francia il 30 marzo, sarà dedicato alle grandi scale) e si tratta di una lunga teoria di piccole foto con qualche commento. C\’è da dire che a parte la diserzione di alcuni importanti marchi, a Norimberga si presenta solo una parte di quello che andrà effettivamente in produzione, per non scoprire troppo le proprie carte davanti alla concorrenza. 

Interessante l\’editoriale del direttore Alan Geslin sulla \”schizofrenia\” delle scale: un\’occasione per meditare sull\’attuale stato dell\’arte della produzione modellistica globale, almeno prima di questa storia del virus. 

Rinviata al 19-20 settembre la 24 Ore di Le Mans 2020

La partenza della 24 Ore di Le Mans 2019 (foto David Tarallo)

La 24 Ore di Le Mans 2020, in programma per il 13-14 giugno, è stata rinviata, come era prevedibile. La nuova data è il 19-20 settembre, abbastanza lontana, almeno nelle speranze dell\’ACO, per permettere un normale svolgimento della gara dopo l\’esplosione della pandemia di Covid-19. Per la cronaca, l\’ultima volta che la 24 Ore di Le Mans venne riprogrammata fu nel 1968, a causa delle agitazioni del maggio francese. In quell\’anno la gara slittò dal 15-16 giugno al 28-29 settembre. 

Due Simca Rallye: una connessione casuale? (Storie di modelli, episodio 3)

A volte i modelli si richiamano, si attraggono, si cercano. E\’ il caso di un paio di Simca Rallye che ho trovato qualche giorno fa in un negozio nel centro della Francia.

Prima però una veloce precisazione: il blog continua, anche perché in molti me l\’hanno chiesto. Pubblicherò articoli anche in questo periodo così difficile per il mondo intero, per intrattenere i modellisti e i collezionisti con temi (spero) abbastanza interessanti e per tenere viva la passione che mi auguro continuerà a covare come il fuoco sotto la cenere, pronta a riprendere con vigore una volta che tutto sarà passato (ammesso che passi; se non passerà, il collezionismo sarà l\’ultimo dei nostri problemi).

Torniamo alle Simca. In questo negozio, che ho fatto in tempo a visitare prima della serrata imposta dal governo francese a partire dal mezzogiorno di ieri, vi erano diversi modelli di un passato prossimo e anche remoto, fra cui due Simca Rallye che hanno attirato la mia attenzione di collezionista atipico che tende a ignorare il mainstream per correre dietro alle stranezze.

Uno degli ultimi Norev di produzione francese, prima
del made in China (a sinistra). A destra, la Simca
Rallye 2 stradale di Mini Racing. Della versione SRT, il
modello ha conservato il rollbar, oltre che i fendinebbia. 

La Simca Rallye 1 di Norev è abbastanza nota: non è un modello rigoroso dal punto di vista storico perché l\’auto vera, pilotata da Fiorentino al Monte Carlo del 1973, era una gruppo 2 e come tale aveva i codolini allargati. Il Norev però mi ha richiamato alla memoria un bel periodo della mia vita in cui mi ero procurato non pochi di questi modelli, gli ultimi della produzione francese, che erano per lo più in plastica col pianale in diecast. Eravamo agli albori di Internet, e un negozio di Ginevra aveva sul suo sito uno stock notevole, a differenza dei negozi italiani, in cui questi Norev circolavano pochissimo. Ligio alla sua condizione di commerciante elvetico, alla mia ordinazione, il venditore mi inviò il pacco pieno di modelli indicandone il valore totale, ma ahimè fece anche alcuni errori formali nella compilazione dei moduli con la conseguenza di creare un mix esplosivo (alto valore + CN22 errato) facendo così stazionare lo scatolone per diverse settimane alla dogana di Livorno. Finalmente dopo tanto tribolare, il pacco arrivò a Firenze, e l\’attesa venne ripagata da tanti modelli che cercavo da tempo – e tutti insieme! Fra questi c\’era anche la Simca Rallye 1 del Monte Carlo, che avrei venduto anni dopo per poi pentirmene quasi subito dopo. Rieccola apparire quindi nel 2020 in una boutique francese, di quelle stile Manou, per intenderci: impossibile lasciarla sul posto.

Il Norev era un po\’ approssimativo nella carrozzeria (i
codolini sono ancora quelli della versione stradale), ma
il fabbricante aveva aggiunto la batteria dei fendinebbia. Sul
Mini Racing la sola concessione alla modernità sono due
(molto discreti) tergicristalli di colore nero. 

Accanto, nella vetrina, un\’altra Rallye, una \”2\” montata da un kit Mini Racing in metallo bianco, che definire vecchio sarebbe fargli un complimento. Vecchio e quindi molto approssimativo. Credo che la versione standard fosse la SRT, che il montatore ha trasformato in stradale, affinando tra l\’altro non poco la grezza natura della carrozzeria e degli altri pochi pezzi che componevano il kit.

Negli anni settanta, il dettaglio andava ottenuto in modo
molto \”artigianale\”, dopo aver lottato a lungo con
stampi e fusioni approssimativi.
La decorazione del Norev era completa. Se non sbaglio
questa versione è stata ripresa di recente in una serie
da edicola.

Anche qui, una questione di nostalgia: un kit montato secondo gli standard degli anni settanta, un periodo in cui la cura del dettaglio dipinto, in mancanza di accessori specifici, poteva fare tutta la differenza. Me lo sono immaginato subito esposto in una vetrina nel corso di una di quelle mostre di modellismo che erano quasi le uniche occasioni per mettere in contatto gli appassionati. Il circuito dell\’emozione si è chiuso e i due modelli sono ripartiti con me, rifrangendo tra le pieghe delle loro carrozzerie squadrate tante storie dette e non dette.

Chi non molla: Tameo e la vera eccellenza italiana

Spesso si parla a sproposito di eccellenza italiana. Tameo è un\’eccellenza italiana, ma di quelle vere. Il marchio di Borgio Verezzi, in provincia di Savona, ha saputo costruirsi negli anni una reputazione che ormai lo pone al vertice del modellismo artigianale in scala 1:43. E\’ stato bello stamani ricevere un corriere DHL, partito ieri, contenente diversi ordini per i miei clienti. Un segnale che in Italia non tutto è morto. La creatività e la sapienza tecnica di Luca e del suo team continuano ad essere motivo d\’orgoglio del modellismo italiano. 

Spark conferma la ripresa completa della produzione

In questi giorni non è per niente facile scrivere qualcosa sui nostri amati modelli; ma il blog deve andare avanti, così com\’è andato avanti in altri momenti difficili, anche se questo è di gran lunga il più critico. Le notizie di cronaca si affastellano creando nella mente dei fruitori della rete una confusione che alimenta il senso di precarietà e di incertezza, senza parlare di quelli che sono colpiti direttamente da questo maledetto virus. Aggiungiamo oggi una notizia che può portare una certa speranza: direttamente da Mix Diffusion ci confermano che da tre-quattro settimane la produzione è ormai operativa al cento per cento. Un segnale di rinascita, al netto di tutti i dubbi che si possano nutrire sulla completezza e sulla correttezza delle informazioni che arrivano dalla Cina. Questo però è un dato oggettivo che testimonia il ritorno alla normalità nel paese in cui il virus ha colpito per primo. C\’è da sperare che quando le cose torneranno accettabili anche qui da noi, i collezionisti avranno ancora la voglia e i mezzi di riprendere le loro antiche passioni. Mix Diffusion ha anche ufficialmente annunciato ai rivenditori che per il momento le spedizioni (con GLS e con la posta francese) potranno continuare ma saranno limitate a una/due volte alla settimana. Contrariamente a quanto si legge su certi post dei social, la posta in Francia continua a funzionare, anche se diversi uffici hanno chiuso fino a nuovo ordine. La battaglia, in ogni caso, in Francia come nel resto dell\’Europa è ancora lunga e non abbiamo idea di cosa ci attenda nel prossimo futuro. Stiamo comunque attenti a non credere a tutto ciò che ci viene propinato su internet e sui media tradizionali. 

Intanto Spark ha annunciato la riedizione di un modello che deve essersi venduto molto bene, la Porsche 911 RSR Pink Pig di Le Mans 2018 in scala 1:12. 

Rinviata a metà novembre la 12 Ore di Sebring

Con un comunicato diramato pochi minuti fa, l\’IMSA ha annunciato di aver rimandato la 12 Ore di Sebring a novembre. 
Ecco il testo ufficiale: 

The International Motor Sports Association (IMSA) announced today that the 68th Mobil 1 Twelve Hours of Sebring Presented by Advance Auto Parts scheduled for March 18-21 has been postponed due to the recent United States ban on travel from Europe, which will prevent a number of drivers, teams and key personnel from participation.
The rescheduled race will now become the season-ending event of the 2020 IMSA WeatherTech SportsCar Championship and will be run Nov. 11-14 at Sebring International Raceway. The weekend will also feature the rescheduled IMSA Michelin Pilot Challenge – Alan Jay Automotive Network 120 and the IMSA Prototype Challenge season-ending races.
The annual WeatherTech Night of Champions awards banquet will take place on Nov. 15 at the Seven Sebring Raceway Hotel. In addition, the season-ending Championship Awards for both the IMSA Michelin Pilot Challenge and IMSA Prototype Challenge will be held in conjunction with the Sebring race event weekend.
Previously purchased 2020 admission tickets and parking will be honored at the above rescheduled Sebring International Raceway event.

Annullata anche la gara del WEC nel weekend della 12 Ore di Sebring

Ormai gli appassionati già sapranno che la gara valida per il WEC, prevista nel fine settimana della 12 Ore di Sebring, è stata annullata. La stagione 2020 è già ampiamente compromessa e a mio parere rischia parecchio anche la 24 Ore di Le Mans, prevista a metà giugno. Sarà poi difficile recuperare tutto quanto è stato perso fino a questo momento, per due ragioni: primo perché nessuno sa minimamente quando questo stato d\’emergenza finirà; secondo perché ammesso che si riprenda un\’attività accettabile, i calendari saranno talmente pieni che non sarà immaginabile recuperare alcunché. Un evento prestigioso come la 24 Ore troverà forse posto \”per forza\”, ma credo che purtroppo nei prossimi mesi l\’Europa e il mondo intero saranno alle prese con problemi ben più gravi. Riceviamo dall\’ACO questa intervista con Gérard Neveu, amministratore delegato del WEC:

Il paddock deserto del WEC a Sebring in questi giorni. 

Q&A with Gérard Neveu on cancellation of the 1000 Miles of Sebring

Following the decision taken last night by the FIA World Endurance Championship promotor in Sebring, we spoke to CEO Gérard Neveu in Florida to find out some more details about the decision.
When did you make the decision to cancel the race? 
As you know we had been monitoring the situation closely but, as soon as President Trump made the announcement about the ban on flights from mainland Europe (9pm EST, 11 March 2020), we knew that we had little choice but to cancel immediately. So many members of our paddock come from within the Schengen zone that it would be impossible to hold the race without them. We acted quickly as so many team members – our own within the WEC and our competitors – were about to get on planes to come to Florida. We released the news as early as possible in Europe to give people warning to cancel or change plans. 
Could you have made the decision earlier? 
Working in conjunction with IMSA and Sebring Raceway, and taking into consideration the advice from the World Health Organisation and US federal and state health authorities that we had on each day leading up to 11th March, it wasn’t necessary to take this decision any earlier. We were going ahead. There were concerns, of course, especially regarding the situation in Italy which we were evaluating but, at 5pm yesterday, it was still possible at that time to race. 
Will the race be run at a later date? 
With our season being run over two calendar years this option is more difficult for us than, say, IMSA which could feasibly postpone a race to later in the year. 
It’s difficult to say more on this right now. At this point it probably doesn’t need to be said but we are all desperately disappointed. SuperSebring was not just a hugely important event for sports car racing, as far as visibility in the USA and results are concerned, but on a personal level it was a favourite for almost everyone involved. We are facing a very challenging situation that is totally unprecedented and unpredictable, and one that is changing every day. 
What happens to all the freight and infrastructure already in place? 
Our WEC logistics and sporting team were already on site in Florida for the set up. They, together with our logistics partner DHL Global Forwarding, will ensure that the freight is all safely packed up and shipped back to Europe. It is a huge job, but we have an excellent team working on this. I would like to use this opportunity to say a big thank you to the whole organisation team and the different suppliers involved in this very difficult situation who are working day and night to resolve matters. Very sincere thanks too to our partners from IMSA, all the WEC competitors for their full support in these unique and challenging circumstances. 
What implications does this have for the WEC? 
Before answering this, our first and biggest concern is about the people affected by the virus, wherever they are. Firstly, we have to look after each other and stand together, supporting each other, to overcome the coronavirus pandemic. 
Having said that, like so many other racing championships, companies and organisations, the commercial, sporting and human impact this will have for the future is considerable so we must work even harder to adapt, refine, renew or revitalise our championship. We are not saying that it will be easy, but this is what we have to do. 
In the short term, what we must remember, however, is that we are in the middle of a transitory situation – even if it is one without a definitive end. We must stay calm, take care of those we are closest to, and take each day’s challenges as they come. 
Will other races be cancelled? 
We are very, very aware that this is a rapidly changing situation, and one that none of us have faced before. Honestly, right now, we can’t answer that question because it’s not just our decision to take. We will keep you all informed as soon as possible. Of course, we will maintain our existing Covid-19 monitoring group and will continue to keep our paddock informed of any developments.

Ferrari Challenge: due posticipi per il campionato europeo e quello del Regno Unito

La partenza di una delle gare delle finali mondiali del
Ferrari Challenge al Mugello nello scorso autunno. 

Il primo round del Ferrari Challenge Europe, in programma sul circuito del Mugello dal 3 al 5 aprile, è stato posticipato a data da destinarsi in ottemperanza alle disposizioni ricevute a causa della situazione collegata al Covid-19 e al fine di garantire la sicurezza di piloti, clienti, lavoratori e partner.
Analogamente, il prologo del Ferrari Challenge UK che si sarebbe dovuto svolgere sul circuito di Donington il 17 marzo è stato rinviato e si svolgerà sul tracciato di Snetterton, sede del primo round della serie, il 17 aprile.
\”Ferrari – dichiara il comunicato stampa diramato da pochi minuti – resta in costante collegamento con le autorità ed è pronta ad adeguare le misure di sicurezza adottate in funzione dell’evolversi della situazione\”.

Alpine Renault A110 Groupe F: un\'elaborazione di Jean-Jacques Perdrizet su base Solido 1:18

Di Jean-Jacques Perdrizet, modellista francese, avevamo già pubblicato in un recente passato un\’elaborazione su base Progetto K in scala 1:43. Adesso Jean-Jacques ci invia le immagini conclusive di un lavoro che è durato alcune settimane e ha riguardato un\’Alpine A110 Solido da trasformare in versione Groupe F, una categoria molto popolare in Francia. La trasformazione ha riguardato molti dettagli, fra i quali i cerchi Gotti autocostruiti, lo spoiler posteriore, anch\’esso fatto da zero, e la decorazione, realizzata a pennello. Il colore è lo stesso della vettura originale, un beige dorato Lancia. Il risultato finale è convincente, per un modello che sarà donato al proprietario dell\’A110 vera da parte dei figli.