Ricorre quest\’anno il quarantennale della vittoria di Jean Rondeau a Le Mans, un avvenimento storico in un\’edizione alquanto atipica della 24 Ore. L\’articolo su Rondeau pubblicato nell\’ultimo numero di Autodiva (di cui leggete la recensione a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/04/come-autodiva-analisi-di-una-rivista-un.html) mi ha spinto a cercare nei miei archivi, fino a trovare alcune immagini dell\’omaggio dedicato presso il museo di Le Mans al costruttore francese in occasione del trentennale della vittoria nel 2010. Ecco quindi una breve carrellata di quello che era possibile ammirare al museo della 24 Ore, in cui alle vetture normalmente in collezione si erano aggiunte altre auto e vari cimeli. La M379B nei colori ITT-Le Point, vittoriosa a Le Mans dovrebbe essere il terzo telaio costruito di questo modello. Dopo la vittoria del 1980, questa M379B, che aveva esordito alla 24 Ore del 1979 con i colori ITT-Oceanic, fu schierata nel 1981 con lo sponsor Otis e poi ancora nel 1982 (Primagaz). Nel giugno 1983 venne venduta a un industriale e poi a un avvocato parigino. Nel 1986 fu esposta in occasione della 24 Ore, di nuovo con la decorazione di Le Mans 1980. Non saprei se la carrozzeria utilizzata fosse una di quelle utilizzate originariamente; essa appare oggi ben vissuta, ma in ogni caso non credo sia la carrozzeria con la quale la vettura, guidata da Jean Rondeau e Jean-Pierre Jaussaud, terminarono la gara.
(foto David Tarallo).
Com\'è Autodiva? Analisi di una rivista un po\' atipica (numero 43, terzo trimestre 2020)
Autodiva ricorda un po\’ il nostro Autocollezioni Magazine: contenuti molto selezionati, direttore-factotum (nel nostro caso Gérard Gamand, pilota, collezionista, esperto di storia). La rivista esce ogni tre mesi e si pone come obiettivo quello di trattare temi particolari, poco conosciuti e comunque sotto un aspetto inedito con documentazione di qualità. In passato, iniziative editoriali di questo genere hanno avuto vita breve (vedi ad esempio Historic Motor Racing all\’inizio degli anni duemila) mentre altre, finanziate in modo adeguato, hanno potuto continuare in modo abbastanza tranquillo la loro vita. Autodiva, in lingua francese, costa € 9,90. La cover story di questo numero è dedicata a Jean Rondeau, di cui quest\’anno ricorre il quarantesimo anniversario della vittoria di Le Mans. Su Rondeau è stato già scritto tanto, compresi alcuni libri molto ben fatti, contemporanei alla sua attività.
Eppure in questo articolo di 15 pagine, qualche cosa di interessante e di inedito si trova, compreso un utile schema con tutta la produzione Rondeau, con un occhio particolare per il modello M379, quello vittorioso a Le Mans. Le foto appartengono all\’archivio di Christian Vignon.
Interessante, nello stesso numero, la prova della Venturi 400 in configurazione monomarca; altri articoli storici raccontano la stagione Can-Am 1966 e l\’evoluzione della prima McLaren di Formula 1.
Davvero intriganti le memorie di Guy Prat, meccanico della Matra, che racconto a Henri Gué la lunga trasferta a Buenos Aires per la 1000km del 1971, gara tristemente passata alla storia per l\’incidente di Ignazio Giunti. In sintesi, Autodiva non è forse una pubblicazione irrinunciabile come potrebbe esserlo Automobilsport, ma merita senz\’altro una certa attenzione per l\’originalità delle scelte e la cura dei testi e della documentazione.
Post-produzione e post-verità: la Porsche 917 a sei ruote (ma il modello è tutt\'altro che un fake)
E\’ di moda sui forum, sui blog e siti vari creare, con l\’ausilio delle enormi potenzialità della post-produzione (ossia il ritocco e la trasformazione a tavolino delle foto), realtà parallele o post-verità, che sconfinano direttamente nella fantasia. Fake? Certamente, ma se sono dichiarati e onesti, perché no?
E\’ il caso della Ferrari 312 T8, mitica monoposto a otto ruote mai esistita, creata non negli uffici tecnici di Maranello, ma in un laboratorio fotografico, della quale Cult Car ha realizzato un simpatico modello in scala 1:43 (foto sotto). E tutto sommato, se una monoposto a otto ruote l\’avevano immaginata i giapponesi per Takaya Todoroki, perché non pensare a un caso omologo ferrarista?
Del resto ricavare modelli da fumetti, film o cartoni animati non è certo una novità; tirarne fuori altrettanti approfittando della fervida fantasia dei photoshoppisti è un\’altra frontiera dell\’immaginazione modellistica.
Fra le tante stranezze che girano in rete vi è una Porsche 917K a sei ruote (lo schema è quello della Tyrrell P34), che avrebbe partecipato alle prove della 24 Ore di Daytona 1970 con Jo Siffert al volante.
Naturalmente questa macchina non è mai esistita: o meglio, è esistito il muletto con la lettera T, ma non certo con quattro ruote anteriori. Ma proprio perché gli amanti di queste bizzarrie sono parecchi, Remember ha pensato di rendere omaggio a questo fake realizzando una serie limitata di questa 917 a sei zampe, sperando che essa venga accolta col giusto spirito.
Del resto, Rino Robustelli non faceva modelli a forma di pallone da calcio, di wurstel o in bianco e nero?
Il modello della Porsche 917K a sei ruote è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/791798801/porsche-917k-gulf-team-wyer-six-wheeler
Aggiornamento: Il modello non è più disponibile, qualcuno è stato molto veloce… Ci sarà forse una seconda serie.
Da Eliomodels una serie limitata dell\'Alpine Renault A110 di Neyret al Rallye du Maroc 1975
Eliomodels produrrà presto una serie limitata (si parla di 5 o 6 esemplari al massimo) dell\’Alpine-Renault A110 1800 pilotata da Neyret al Rally del Marocco 1975. La base prescelta è il Trofeu, modello già ottimo di per sé, che sarà decorato con decals disegnate da Roberto Pigorini e stampate da Fides. Pigorini, ex-manager Pirelli di Bollate (Milano), si occuperà anche del montaggio.
Georges Pont e il master di un\'Alfa Romeo inedita di Le Mans
Un master di un modello può costare svariate migliaia di euro; dietro la prototipazione è spesso sottovalutato da chi non ha mai avuto a che fare, direttamente o indirettamente, con la produzione di modelli. Ecco perché chi ha acquistato per 341 euro su eBay il master dell\’Alfa Romeo 6C 1750 GS Coupé di Le Mans 1933 dovrebbe aver fatto un buon affare. Georges Pont aveva messo in vendita il prototipo di una configurazione inedita, che riproduce la vettura che con i francesi André Rousseau e François Paco concluse all\’ottavo posto assoluto e primo di categoria fino a 3 litri (nella foto sotto).
Per la verità il modello non è proprio del tutto inedito, se si considera una riproduzione di Raymond Daffaure nella serie RD Marmande, ma stiamo parlando di un modello di oltre mezzo secolo fa, autocostruito esemplare per esemplare. Molto probabilmente, chi ha acquistato il prototipo di Pont (che, ricordiamo, è il fondatore del marchio CCC, oggi proprietà di Nils Hévia), cercherà di sfruttare al massimo l\’investimento, replicandolo in serie più o meno limitata.
Da Remember la Porsche 917K Gulf Le Mans 1971 test (vettura con le prese d\'aria)
E\’ disponibile in edizione limitata la Porsche 917 con gli snorkel che prese parte alle prove della 24 Ore di Le Mans 1971. Il modello, montato in scala 1:43, è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/777102528/porsche-917k-snorkel-version-gulf-le
Rassegna stampa: Modelli Auto n. 139 (primo trimestre 2020)
Ha senso andare avanti con rubriche come \”rassegna stampa\” in un periodo in cui il mondo (o una vecchia idea del mondo) sembra in procinto di collassare su se stesso ogni giorno che passa? La risposta è difficile. Ad ascoltare il \”canale unico\” italiano – credete ancora alla pluralità d\’informazione? – siamo alle soglie della catastrofe. Forse sì, forse no; fatto sta che in passato l\’uomo ha subito crisi ben peggiori di questa, solo che non ce ne ricordiamo. E poi cosa dovrebbero dire i dinosauri? Quelli mica te la raccontano, oggi.
Il numero 139 di Modelli Auto, nato e pubblicato in piena era Covid-19, è un signor numero e scusate se lo dice uno che fa parte della squadra dei collaboratori, ma quando ci vuole ci vuole. Non è un momento facile, a meno che non abbiate investito buona parte dei vostri patrimoni in carta igienica, in bitcoin o in armi.
La chiusura dei negozi è una mazzata per molte delle riviste specializzate, e meno male che ci sono le edicole aperte. Gli abbonati stanno ricevendo Modelli Auto in questi giorni, ed è davvero – come dicevo – un numero ricco. Il nostro Bruno Boracco si è come al solito smazzato Norimberga, accompagnato dal Gianfranco Berto, l\’editore, armato di macchina fotografica. Affrontare Norimberga non è semplice: bisogna scarpinare e parlare con tremila persone se si vuole tirar fuori qualcosa di originale che non sappia di comunicato stampa. Molta parte della rivista è occupata dalla Toy Fair 2020 (miracolosamente scampata al ciclone coronavirus) ma non è che il resto dei contenuti sia un mero riempitivo, anzi. Troviamo le solite puntuali e competenti recensioni di Umberto Cattani, la tecnica e alcuni speciali come l\’articolo dedicato a Paolo Mazzoni, creatore del marchio Fast by Ciemme43.
A proposito di tecnica, gustoso il WIP di Alessandro Prini, settima parte di una serie di montaggi dedicati ai protagonisti della Trento-Bondone: stavolta tocca alla Giannini 650NP di Maurizio Leonardelli, elaborazione su base Tamiya. Piero Tecchio completa con ulteriori foto il resoconto del lavoro di Chan Rosso sulla Ferrari 250 GTO di AMR. E non è finita qui: Modelli Auto si conferma un ottimo mix e una delle riviste più varie sulla scena. E siamo sicuri che sconfiggerà anche il Covid-19.
Fiat 691/180, OM 180, Fiat 300 e 619: alcune recenti realizzazioni di "nonomologati"
\”nonomologati\” ha presentato di recente alcune nuove referenze di camion in scala 1:87 (H0). Si tratta di modelli speciali montati in resina oppure di elaborazioni molto articolate su base industriale. Ecco il dettaglio di queste ultime uscite (è bene notare come \”nonomologati\” disponga di una doppia calandra, che permette la realizzazione sia del Fiat 619/180, sia del suo omologo OM, siglato 180):
Fiat 691/180 e OM 180, motrice tre assi con rimorchio a due assi. Allestimento cassone aperto a sponde basse:
Fiat 691/180 e OM 180 cisterna Gasol Fina:
Fiat 619 Fercam, cabina a due toni di grigio:
Fiat 691/180 e OM 180 corriere De Santis (Novara):
Fiat 691/180 e OM 180 allestimento sponde rialzate; base Brekina, porta-telone sulla cabina in fotoincisione, rivestimento pianali in vero legno. Scatolina Brekina ma con logo \”nonomologati\”:
Fiat 691/180 e OM 180, identico al modello precedente ma ma senza porta-telone sulla cabina:
Fiat 300 betoniera, su base Kibri. Ruote posteriori con mozzo maggiorato per presenza del riduttore come nella vera. Modello leggermente impolverato ad aerografo:
Hurley Haywood e la Porsche: breve gallery di una carriera
In un precedente thread abbiamo pubblicato un\’intervista con Nick Tandy e Hurley Haywood, a cura di Porsche Motorsport, che potete leggere qui: https://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/03/nick-tandy-hurley-haywood-il-passato-e.html. Ecco una gallery riassuntiva della carriera di Haywood, un personaggio forse non troppo conosciuto in Europa, ma che negli Stati Uniti è considerato uno dei più forti piloti di endurance. Foto copyright Archivio Porsche Motorsport
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| Con la Porsche 956 Gruppo C a Le Mans nel 1983. |
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| Daytona 1991, Porsche 962 del team Joest. |
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| 24 Ore di Daytona 1991, con la Porsche 962 Joest Racing. |
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| Campionato Can-Am 1973: Porsche 917/10 Turbo. |
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| Riverside, 1973: nell\’abitacolo della Porsche 917/10 della Brumos. |
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| Nel 1994, anno della vittoria a Le Mans con la Dauer Porsche. |
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| Haywood, Stuck e Roehrl a Daytona nel 1994. |
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| Le Mans 1993. |
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| A Le Mans nel 1983. |
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| Ickx, Barth e Haywood, vincitori a Le Mans nel 1977. |
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| 24 Ore di Daytona 1973: con la Porsche 911 Carrera RSR 2.8 Brumos, insieme a Peter Gregg. |
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| Le Mans 1977, al volante della Porsche 936/77 Gr.6 ufficiale. |
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| Le Mans 1983, Porsche 956 Gr.C ufficiale. |
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| Le Mans 1994, alla guida della Dauer-Porsche 962… GT. |
Nick Tandy & Hurley Haywood: il passato e il presente della Porsche parlano della 12 Ore di Sebring

“There sure is a certain flavour to Sebring.”Hurley Haywood
“I really look forward to it as an event.”Nick Tandy




















































