Le craigate. Sublimi ma pur sempre craigate

Che il talento non si trasmetta per matrimonio è ormai un concetto abbastanza assodato. Dei modelli prototipati da Mike Craig abbiamo già parlato in un passato ormai lontano e su alcuni non è neanche più il caso di ritornare. Certi nostalgici continuano ad acquistare i suoi kit in metallo bianco, un po\’ perché di AMR se ne trovano pochi in giro (di quelli buoni, se poi vuoi i cloni sai a chi rivolgerti), un po\’ per voglia di novità. Questi kit in metallo bianco delle generazioni post-Ruf sono stati al centro di alcune speculazioni otto-dieci anni fa, ma adesso sono molto meno richiesti e anche le produzioni sono state drasticamente limitate. Se non altro, se qualche montatore taglincolla vuole fare qualche danno, per lo meno lo fa su kit storicamente poco rilevanti. Ed è buffo vedere come certi collezionisti, pur di fare rivivere i tempi in cui esistevano ancora modelli seri di questo tipo, siano disposti a chiudere un occhio, oppure due, su certe robe che su un kit AMR non troveremmo mai – almeno su quelli classici, perché l\’ultima produzione, quella marchiata André-Marie Ruf è spesso abbastanza scadente su vari aspetti. In quel periodo Ruf recitava se stesso, un po\’ come fanno certi artisti alla fine della loro vicenda. Sui social, di tanto in tanto, continuano i peana verso i montaggi \”definitivi\”, i capolavori giudicati opere d\’arte di montatori più o meno improvvisati. \”Sublime\” è il giudizio dato per questa GTO 64, e chissà quanto sarà costata.

Qui si evidenziano tutti i difetti di modelli di questo genere: linea sempre schiacciata e troppo affusolata, grossi problemi di interpretazione dell\’andamento dei finestrini laterali e del padiglione. Sulla GTO 64 di Craig il finestrino ha una cornice enorme che sulla macchina vera quasi neanche si nota. Le proporzioni fra finestrino stesso e altezza della portiera non sono rispettate, il che altera tutta la percezione della fiancata. Il passaruota anteriore è completamente rotondo, quando invece nella parte superiore si appiattiva, e così via. Gli acquirenti di questa roba sono magari gli stessi che la fanno lunga più della camicia di Meo se vedono una mezza decal storta o criticano certi modelli da 100 euro che nel loro complesso sono ben più equilibrati, pur senza avere raffinatezze quali le valvole di gonfiaggio dei cerchi o il tappo del serbatoio apribile. I criteri di giudizio possono anche essere vari, e questo non lo nego. Ma se andate a cercare bene nelle case di quei collezionisti, forse trovate la poltroncina con i colori Gulf.

La nuova Porsche 911 RSR modello 2019: l\'arma di Stoccarda per il WEC e l\'IMSA

La nuova Porsche 911 RSR serie 911, per il WEC
e il campionato IMSA. 

Porsche ha presentato la nuova generazione della 911 RSR conforme alle norme FIA-GTE, che sostituisce il modello introdotto nel 2017, fresco campione WEC. La 911 RSR modello 2017 ha ottenuto circa venti vittorie di classe, fra cui quella alla 24 Ore di Le Mans 2018. Contrariamente alle aspettative, anche la nuova generazione della 911 RSR ha il motore aspirato. Aumenta la cilindrata, passando a 4194cc e ora l\’unità motrice è in grado di fornire, flangiata, circa 515 cavalli. La vettura ha compiuto i primi metri nell\’agosto del 2018, per poi proseguire in un intenso sviluppo culminato con dei test al Paul Ricard lo scorso marzo, dove sono stati accumulati circa 6000 chilometri. 

L\’abitacolo della 911 RSR modello 2019 
Il team al completo a Weissach con la 911 RSR 2019 ancora
con la carrozzeria da verniciare

Nel WEC la 911 RSR 2019 farà il suo debutto alla 6 Ore di Silverstone all\’inizio di settembre, gara di apertura della superseason 2019-2020. 


Negli Stati Uniti l\’esordio è previsto per la 24 Ore di Daytona 2020, mentre a partire dalla superseason WEC 2020-2021 la vettura sarà disponibile anche per i team privati. L\’omologazione della 911 RSR è andata in vigore dallo scorso 1° luglio. Quasi tutte le componenti sono nuove o modificate rispetto alla RSR 2017, sia sotto l\’aspetto dell\’aerodinamica sia dal punto di 
vista meccanico. 

Nel WEC la squadra ufficiale schiererà come d\’abitudine due vetture, per Christensen/Estre e per Bruni/Lietz. La squadra ufficiale parteciperà al prologo del WEC in programma a metà luglio sul circuito del Montmelo. 


La notte brava parte 2: Porsche RS Spyder 12 ore Sebring 2008 di Spark

In occasione dell\’uscita del modello Spark 1:43, abbiamo rievocato nel thread precedente la vittoria della Porsche RS Spyder alla 12 Ore di Sebring 2008, Passiamo al modello. Come al solito la resina è il materiale prescelto. Ancora una volta mi pare che Spark dia il meglio di sé nelle vetture moderne, che sono meno soggette a soffrire di alcuni difetti cronici di questi modelli, vale a dire le decals stampate a grappoli in un solo film, ruote plasticose e qualche altro vezzo che non ci si decide a risolvere, fondamentalmente perché Spark non ha concorrenza e pensa (a ragione?) che nessuno più le darà noia a questi livelli. La vettura vincitrice a Sebring esce nella serie speciale della 12 Ore, col numero di catalogo 43SE08. Quasi contemporaneamente Spark ha commercializzato anche la vettura del 2007, campione dell\’American Le Mans Series con Dumas e Bernhard (catalogo S4185). Non c\’è praticamente differenza fra una versione e l\’altra, ma scegliamo per questa gallery la vettura di Sebring 2008. La RS Spyder di Spark l\’avevamo già vista in altre versioni. Il modello è verniciato perfettamente e la posa decals è esente da qualsiasi critica. Straordinaria la finezza degli stampi, nella migliore tradizione di Starter e Provence Moulage. I cerchi in questo caso possono tranquillamente permettersi di essere in plastica, vista la verniciature in grigio satinato che non tradisce il materiale d\’origine.

Chi ha il modello Minichamps a casa credo possa rendersi conto dei progressi compiuti da Spark in questi ultimi 10-15 anni: non c\’è un particolare fuori posto e ormai anche il controllo qualità sembra aver fatto dei passi avanti. Difficile trovare l\’esemplare \”bacato\”, cosa che accade (accadeva?) molto più frequentemente sia con i Minichamps sia con gli Spark del passato (diciamo fino a sei-sette anni fa). Colpiscono tante raffinatezze come l\’imitazione del carbonio sullo splitter anteriore: delle righine finissime rendono il tutto estremamente realistico. Ottimo l\’incollaggio delle varie appendici aerodinamiche sulla carrozzeria. La plastica dello spoiler posteriore, purtroppo, si inarca leggermente verso l\’alto, con un effetto non ottimale, ma è questione di poco. Del resto anche sui modelli speciali montati, spesso gli spoiler posteriori tendono a piegarsi o ad inarcarsi inopinatamente: ricordo una serie di kit Marsh Models della Jaguar Gruppo C che erano un\’autentica tragedia. Su questi modelli Spark, almeno, le cose incollate resteranno così negli anni senza dare adito a brutte sorprese. Sia detto per inciso, dal punto di vista della tenuta nel tempo, gli Spark sembrano solidi, a parte alcuni casi di reazione fra la gomma e la vernice del cerchio, osservati su vari modelli (Porsche 908/3, Porsche 917 Can-Am, alcune 956/962C, eccetera).

Le cinture di sicurezza sulla RS Spyder sono in fotoincisione e l\’abitacolo, seppur prevalentemente nero, lascia ammirare tanti piccoli dettagli, dal volante completo di tutti i suoi tastini e manettini all\’estintore, fino alla strumentazione supplementare alla sinistra del pilota. Molto ben fatti e ben applicati i vetri, così come netto è il montaggio delle calotte coprifaro. In coda la dominante nera nasconde in realtà tante griglie, finissime e sistemate con notevole precisione.

Possiamo tranquillamente dire che questa RS Spyder di Spark è un esempio della migliore scuola modellistica odierna. Ripeto che sono pochissimi i montatori che da un kit riuscirebbero a ricavare un modello migliore e più pulito di questo. Sebbene non proponga contenuti rivoluzionari (a parte quelli che stanno alla base della concezione produttiva e distributiva), uno Spark oggi costituisce quasi una scelta obbligata per la media dei collezionisti. Attenzione, non ho detto che ci troviamo di fronte alla miglior soluzione in assoluto; dico solo che se Spark ha conquistato il mercato dei modelli 1:43 (e non solo quelli) una ragione ci sarà.

La notte brava parte 1: la Porsche RS Spyder LMP2 alla 12 Ore di Sebring 2008

Quando mi chiedono quale delle tante gare alle quali ho assistito in tutta la mia carriera di giornalista mi abbia colpito di più, rispondo \”la 12 Ore di Sebring 2008\”. Per tanti motivi, ma soprattutto per il ritorno alla vittoria assoluta di una Porsche dopo vent\’anni (e Roger Penske arrivò trionfante in sala stampa a distribuire un comunicato che celebrava il successo). Il 15 marzo 2008, la RS Spyder di Bernhard/Dumas/Collard batté la concorrenza di Audi e Peugeot, pur essendo iscritta in classe LMP2. Certo, i regolamenti americani concedevano alle LMP2 dei vantaggi che in Europa non erano pensabili, ma fu comunque una corsa magnifica, caratterizzata anche dall\’appassionante duello con le Acura. Ci furono squalifiche a fine gara, ma il primo posto della RS Spyder del team Penske non fu il frutto delle decisioni dei commissari: la Porsche numero 7 aveva tagliato il traguardo in testa, ottenendo una vittoria destinata a restare negli annali dell\’automobilismo. L\’anno precedente, la gara della Florida si era conclusa col pirotecnico duello fra la Ferrari di Jaime Melo e la Porsche di Joerg Bergmeister per la categoria GT e l\’edizione 2008 non fu meno spettacolare, anzi. Con Audi e Peugeot alle prese con fin troppi imprevisti, la gara si giocò sul filo dei secondi, con le RS Spyder ufficiali, quelle private e le Acura grandi protagoniste. Ancora una volta, Sebring si confermava uno dei banchi prova più severi per una vettura endurance. Quell\’anno collaboravo anche per Autosprint e mi fu affidato il servizio per il numero che sarebbe uscito il martedì. Il fuso orario, in quel caso, giocava a mio favore, e potetti seguire senza problemi anche le fasi di premiazione e di conclusione della lunga settimana. Viaggiavo all\’epoca con Udo Klinkel e Jan Hettler, due fotografi tedeschi che stavano tra l\’altro lavorando alla monumentale storia della 1000km del Nurburgring, uscita alcuni anni dopo.

Ne approfittavano per intervistare alcuni protagonisti delle 1000km del passato (ricordo nel 2006 una bella chiacchierata con Phil Hill, proprio a Sebring). Uscimmo dalla sala stampa che erano le due o le tre di notte; per fortuna avremmo avuto tutta la domenica per riposarci e per prendere il volo per la Germania delle 21 (se da Miami o da Orlando non ricordo). Il mio reportage su Sebring uscì su Autosprint col titolo \”La notte brava\”. Un titolo centrato, visto lo spirito della corsa e il modo in cui era maturato quel risultato storico. Porsche aveva sorpreso ancora una volta. Sono passati oltre undici anni da quella \”notte brava\” e a ripensarci mi prende una specie di nostalgia. Quando Spark, nel dicembre del 2018, ha annunciato la RS Spyder protagonista di quella bellissima gara, ne ho preordinati senza esitazione due esemplari. Uno è già venduto, l\’altro lo terrò probabilmente per me. Si tratta di quei modelli che ti ricordano determinati momenti, ed è forse proprio a questo che serve collezionare automobili in scala. Questa RS Spyder farà il paio con un\’altra Porsche protagonista di una vittoria sorprendente, la 911 GT3-RS del Racer\’s Group della 24 Ore di Daytona 2003.

Anche in quell\’occasione ero presente, e vedere quella che era considerata poco più che un \”Ok midfielder\” (per usare l\’azzeccata definizione che ne diede Janos Wimpffen) battere le tanto strombazzate Daytona Prototypes fu una bella soddisfazione per un porschista di lunga data. Minichamps ne fece una riproduzione al livello dei tempi, con le inevitabili semplificazioni che ti impone lo zamac. In tempi recenti, il modello della casa di Lang è stato più degnamente sostituito dallo Spark, uscito nella serie dedicata ai vincitori di Daytona.

Tornando alla RS Spyder, dedicheremo una recensione allo Spark disponibile in questi giorni nel prossimo thread. Intanto un\’introduzione storia (magari forse troppo personale) era necessaria. A presto su questi schermi.

Z-Models: un nuovo marchio di diecast apribili in scale grandi

Z-Models è un nuovo brand che fa capo al gruppo di OttOmobile, GT-Spirit e Solido. L\’intento di Z-Models è quello di proporre modelli diecast apribili in scale in cui non sono mai stati riprodotti. Da fine agosto saranno disponibili le prime due referenze, la Citroen 2CV Charleston in scala 1:12 e il trattore Renault Magnum Phase-2 in 1:18. Il primo modello avrà un prezzo al pubblico di € 129,90 mentre il camion Renault costerà € 149,90. A tutti gli ordini pervenuti prima del 20 agosto 2019 saranno abbuonate le spese di spedizione. 


L\'ultima novità di DNA Collectibles: Volvo V70 Cabriolet 1999 (1:18)

DNA Collectibles predilige la scala 1:18 e annuncia un\’altra novità in preordine: si tratta della Volvo V70 Cabriolet 1999, che sarà prodotta in 320 esemplari. Il modello sarà offerto in un celeste metallizzato con interni bianchi. 



Rassegna stampa: Modelli Auto n.136 (secondo trimestre 2019)

Uscito nella seconda parte di giugno, il numero 136 di Modelli Auto conferma a mio avviso una tendenza della rivista a proporre contenuti in costante miglioramento, seguendo una strada iniziata di nuovo nel 2014 e che ha visto una profonda riconsiderazione di tutta la linea editoriale. Oggi come oggi, a Modelli Auto, ciascuno ha il suo ruolo e mette in campo le proprie competenze come meglio può, cercando (si spera) di tenersi lontano da invidie e assurdi giochetti di palazzo che in queste realtà c\’entrano come il cavolo a merenda. Un ambiente quindi \”pulito\”, che lavora con la costante della ricerca di una qualità che credo non abbia nulla da invidiare a riviste con dei budget ben più sostanziosi. Questo numero estivo propone contenuti molto vari, dalla storia alla tecnica, dagli 1:18 agli 1:43, passando da modelli di pregio (vedi la rubrica di Piero Tecchio) a modelli più a buon mercato, senza trascurare l\’attualità. Modelli Auto, ormai, non è più l\’esile e pedestre rivistina che si legge in cinque minuti; ogni fascicolo contiene foto e informazioni inedite, concepite proprio per fornire al lettore spunti che su Internet non può trovare.

Le idee per l\’immediato futuro non mancano e da partecipante alla preparazione della rivista mi auguro che si possano mettere in pratica senza che inutili complicazioni vengano a rovinare il risultato, che è dato da un equilibrio molto delicato, tanto difficile da raggiungere quanto facilissimo da guastare. Questo non significa che consideri \”arrivata\” la rivista; spero solo che ci sia ancora la possibilità di continuare a lavorare in un certo modo.

Colours of speed. 50 Jahre Porsche 917, Edition Porsche Museum

Della speciale mostra allestita a Zuffenhausen per il mezzo secolo della Porsche 917 abbiamo già parlato in altri thread del blog. In occasione della rassegna, che proseguirà fino al 14 settembre, il Porsche Museum ha stampato uno speciale libro che va ad arricchire la serie di pubblicazioni ufficiali a cura della casa di Stoccarda. Quando si parla di pubblicazioni ufficiali, spesso lo si fa in senso spregiativo, riferendosi a materiale un po\’ banale, ingessato, che raramente è capace di dare qualcosa in più rispetto alla storiografia tradizionale. Nel caso delle pubblicazioni Porsche Museum, invece, la parola ufficiale garantisce un\’autorità quasi fuori discussione e l\’accesso a foto e documenti di non facile reperibilità. Questo volume, di oltre 320 pagine, è ovviamente ispirato alla mostra del museo, ma costituisce anche uno strumento prezioso per ripercorrere la storia della 917 al di là delle celebrazioni del cinquantenario.

I riferimenti principali sono le vetture esposte in questi mesi al museo, ma esse sono solo un punto di partenza per approfondire numerosi temi tecnici, sportivi, di design e anche di costume, che la Porsche 917 ha rappresentato nel corso degli anni. Oltre alle vetture si presentano i piloti più rappresentativi che hanno ottenuto successi con questa vettura in Europa e negli Stati Uniti, oltre ad alcune curiosità, come la famosa officina di Teloché che nei giorni della 24 Ore di Le Mans ha ospitato la squadra ufficiale per oltre trent\’anni.

Imperdibile anche la riproduzione di tutti i poster ufficiali Porsche (a loro volta un tema da collezione non da poco) che ritraggono la 917. Per soli € 19,90 questo libro è praticamente un must per ogni appassionato di Porsche e più in generale di automobilismo sportivo. Libri sulla 917 non mancano di certo, e alcuni titoli recenti sono davvero molto validi, ma questo è un utilissimo complemento, destinato sia al neofita sia a chi pensa di sapere tutto su questa straordinaria macchina.

Colours of speed. 50 Jahre Porsche 917, Edition Porsche Museum (MAP09025119), Motorbuch Verlag, Stuttgart 2019, copertina rigida, pagg. 323, €19,90.

VArtModel e i resincast 1:18 made in Italy: alcuni spunti di riflessione direttamente dal produttore

Il blog si occupa raramente di resincast in scala 1:18, quelli stile OttOmobile, GT-Spirit e compagnia cantata, per intenderci. Un po\’ perché oggettivamente essi hanno sempre qualcosa di stonato, un po\’ perché sono i modelli che sui social scatenano reazioni becere da stadio che aborro e che lascio volentieri ad altri collezionisti. Stasera, però, ho ricevuto – come chiunque si sia iscritto alla loro newsletter, immagino, una specie di notiziario del marchio VArtModel. Ricordate? Il produttore italiano che alcuni mesi fa aveva annunciato la Fiat Croma e che aveva già fatto molto parlare per aver scelto una produzione del tutto made in Italy. Non credo di fare nulla di male (anzi, per loro è tutta pubblicità) nel riportare il testo della newsletter, che tra l\’altro è bilingue, italiano e inglese. Anzi, sia detto per inciso, finalmente abbiamo un inglese leggermente meno sgangherato e non ridicolo come quello che appare nel sito e nelle newsletter di altri produttori di modelli simili, che probabilmente si fanno tradurre i testi per due caramelle dai nipoti con la quinta elementare. Del resto non sanno l\’italiano, figurati se riescono a fare una versione inglese dei comunicati, e se qualcuno pensa che stia parlando di BBR, NON sto parlando di BBR, per quanto neanche le loro presentazioni in lingua straniera brillino per ortodossia grammaticale e sintattica. Questi sono aspetti che molti, anche ad alto livello, pensano di potersi permettere di trascurare nella pratica commerciale e pubblicitaria. Sbagliato.
Tornando a VArtModel (che fatica scrivere queste nuove sigle piene di maiuscole e minuscole), ecco i testi che hanno inviato, nei quali si trovano spunti di riflessione direi piuttosto interessanti. Li copio-incollo qui di seguito, senza alterare alcunché.

Cari lettori,
Aria nuova
Benvenuti tra le righe di Vartmagazine, un giornale ? No.. Un catalogo ? Nemmeno..
Lo definirei un diario di bordo..siamo una azienda tutta italiana, dalle idee alla progettazione, dagli stampi alla verniciatura..niente arriva da altre parti, siano queste in oriente o altrove.
Abbiamo valutato a lungo questa scelta, la volontà di poter scrivere Made in Italy ha prevalso in pieno.
Maggior qualità, artigianalità artistica, certo i guadagni sono decisamente inferiori (nei prossimi numeri vi dettaglieremo i costi di un preventivo cinese e farete i conti nelle tasche di chi vorrete).



Il valore aggiunto è dato dalla grande fiducia che avete riposto nella nostra mano d’opera e nel nostro progetto.
A proposito di progetti..abbiamo anche qui uno studio tutto italiano di progettisti che lavorano a ritmi costanti per favorire l’uscita di render o progetti nuovi …lo so, volete vedere il modello vero..ora vi spieghiamo il motivo per cui i tempi di realizzazione, non possono andare con i tempi delle aspettative del pubblico..
Ecco i marchi con licenza ufficiale concessa a Vartmodel con accordi firmati direttamente dalla casa costruttrice :
Fiat
Fiat Professional
Alfa Romeo
Lancia
Abarth
Marchi in trattativa:
Aston Martin
Dodge
Chrysler
Jeep
Lamborghini
Volkwsagen
Audi
Seat
Skoda
Saab
Plimouth
RAM
Amc
Vogliamo arrivare ad avere le licenze ufficiali dalle case per poter operare al meglio, offrendovi modelli pari al vero.
Nel prossimo numero, aggiorneremo la lista ufficiale e vi spiegheremo i vantaggi di avere una licenza e soprattutto gli svantaggi di chi non ce l’ha.
Lavori in corso:
Le Croma Turbo i.e.
Eravamo indecisi su quale presentare prima…se la versione 1986 o la Restyling serie 2 del 1991, nel dubbio le abbiamo prodotte entrambe, sono auto molto differenti, non solo nelle linee (Le differenze sono in oltre 32 parti) ma anche nelle “Finalità”
La Croma prima serie che alcuni di Voi hanno già preordinato è il “Battesimo” di Vartmodel, uscita originariamente ad un prezzo promozionale di 99,00 euro.
Una scelta molto generosa per un modello dalle alte capacità di vendita, capace di andare esaurita a breve.
La tiratura delle Croma è di 199 pezzi per colore, tra la Bianca, la Grigio Polar, la grigio Quartz e la Blu di Stato.
Render linea post project Croma prima serie
Render interno post project Interno prima serie

Preorder, le regole commerciali Vart Model
Il modellismo in preorder permette diversi sviluppi, l’azienda misura interesse del pezzo dal giorno 1 di produzione, il cliente arriva a risparmiare cifre importanti e la produzione scorre meravigliosamente.
Le regole che adottiamo sono le seguenti:
Prendiamo in esame proprio la Croma 1 serie:
Prezzo di listino: 129.00
Al lancio dell’idea 99,00
Alla presentazione dei render digitali 109,00
Alla presentazione delle prime parti del modello grezzo 119,00
Qualche giorno prima dell’uscita della prima foto ufficiale 129,00 (Prezzo finale)
Tutto questo per dare la possibilità agli “Scommettitori” di risparmiare 30 euro..Ai “tecnici” di risparmiarne 20 ”Agli “Scettici” di risparmiarne 10 ed infine ai “Malfidati” di pagarla a prezzo pieno.
Tendiamo e tenderemo sempre tanto a ripagare la fiducia dei nostri estimatori con alcuni bonus..
La Croma Turbo ie Restyling seconda edizione
Per molti ma non per tutti…almeno a breve
La Croma “Due” non seguirà l’iter della prima, proprio per valorizzare e premiare chi ha ordinato la prima versione (ancora preordinabile per poco tempo) Infatti, la seconda versione è in promo a 125 euro SOLO per chi ha già la prima versione oppure andrà a 149,00 a regime
Render post project Croma restyling
Iveco TurboStar
L’ultimo progetto è frutto di una collaborazione tra VartModel Argo18 ed RMA un gioco a sei mani per un obiettivo comune, rendere al meglio una leggenda della strada come il 190-48 Iveco TurboStar.
Il modello si presenta in maniera imponente, con un peso espositivo di tutto rispetto.
Destinato a seguire le orme dell’introvabile Bartoletti, data l’unicità ed il limitatissimo numero di pezzi prodotti, appunto in soli 190 pezzi.
Il 190-48 è “Il Camion” non ci è venuto in mente nulla di più rappresentativo in questo settore, il trattore stradale del Turbostar sarà un banco di prova nel misurare la reazione del mercato (già soddisfacente ad oggi grazie alla promo di lancio 149,00 anziché 199,00) a questo seguiranno accessori dedicati per chi è in possesso del modello,in un futuro non troppo lontano, rimorchi o bisarche, oggi al vaglio dei disegnatori.
Fiat Tipo 1:18 “Sedicivalvole”
Leggermente più elaborata è la tipo “Sedicivalvole” attualmente in lavorazione, elaborato poiché alcuni aspetti in termini di dettaglio sono da curare particolarmente bene per far si che non sembri una versione minore, la sedici valvole aveva determinate caratteristiche, ne saprete di più nel numero di luglio.
Ancora in preorder a 99,00 €
SupErcar
La E maiuscola non è un errore di battitura..Sono i primi due modelli di Bertone, marchio storico rilevato da una società italiana, auto che usciranno a fine anno prodotte in 9 esemplari dal costo indicativo attorno ai 2 milioni di euro (Parliamo delle auto vere).
La produzione in esclusiva per 2 anni in scala 1/18 ed 1/24 se la sono aggiudicata i ragazzi della Argo18 marchio con cui vartmodel collabora e distribuisce.
I modelli in preorder a 280,00 anziché 350,00 hanno una tiratura limitatissima (99 pezzi per la Sport e 49 per la GTcube) Grado di dettaglio eccelso eccovi i render
GT One GT Cube


Investor Relation
Come funziona economicamente un “modello” e come si può investire su un progetto.
Abbiamo decine di progetti sul tavolo, ogni modello è diviso in quote esattamente in 6 parti.
Di alcuni progetti sono disponibili quote, come funziona :
Se per realizzare un modello, creandone quindi progettazione, prototipo, stampi, montaggio/verniciatura, distribuzione, royalty eccetera ci sono dei costi, i costi vengono divisi in 6 parti, partecipando,ossia investendo in una quota/costo si ha diritto ad una quota incasso.
Per saperne di più puoi scrivere a info@vartmodel.com

Museo Porsche a Zuffenhausen: un\'occhiata all\'interno

L\’edificio, disegnato da Delugan Meissl, è stato realizzato all\’insegna della semplicità costruttiva, ma anche della raffinatezza. La struttura poggia su tre colonne, che conferisce all\’edificio un\’impressione di estrema stabilità e di agilità. Lo studio dell\’illuminazione è stato particolarmente curato. Il risultato di tutti questi sforzi architettonici è un ambiente gradevole, che non mette mai a disagio il visitatore. La struttura è organizzata su due livelli, che ospitano otto sezioni in ordine cronologico più tre stand speciali con materiale vario e interattivo.