PAS: Personalizzazione Automodelli in Scala

PAS è l’acronimo di Personalizzazione Automodelli in Scala. Dalla passione di Benny Cangialosi per le auto sportive ed il modellismo, nel 2019 per mero caso nasce PAS, riproducendo in scala 1:18 una Porsche 911 modello 997 Turbo S di un amico prendendo come base un modello Norev, smontato, riverniciato utilizzando colori originali, con interni esatti, cerchi identici alla vettura reale con stampante 3D e applicazione di targa di immatricolazione. Risultato, una miriade di richieste dagli altri porschisti appartamenti a svariati club, dalla Sicilia e, adesso, in tutto il mondo.

Non contento nel 2022 Benny parte con l’acquisto del progetto di Zeta Kit e la realizzazione nel proprio laboratorio di un prodotto artigianale marchiato PAS, la famosissima Dune Buggy del film “Altrimenti ci arrabbiamo” in scala 1:43, riprodotta e commercializzata nel 2023 in soli 99 esemplari.

Il team di PAS: al centro Benny Cangialosi con Pino (a sinistra), modellatore che esegue le modifiche e perfeziona i modelli che escono dalla stampa in 3D e Marco, che si occupa di progettazione e stampa in 3D. Tutti e tre eseguono le operazioni di assemblaggio

E’ un successo di dimensioni inaspettate; tutti i modelli vanno esauriti nel giro di un paio di giorni dal lancio. Nello stesso anno PAS prova con la scala 1:18, sempre su progetto Zeta Kit, della Autobianchi Y10 Turbo, in quattro varianti di colore, 40 pezzi numerati per tinta. Il prodotto va esaurito in breve ma Benny non è soddisfatto; prova con la progettazione, attingendo da un modellatore 3D in forza al suo studio di ingegneria e dalle strutture in cemento armato si passa agli automodelli.

“Abbiamo fatto il pieno!”. Bruno Romano dell’Aquilone di Torino posa con un bello stock di Fiat Coupé Zender

Nasce il progetto Coupe 16v, si lavora nel totale silenzio tra metà del 2023 ed i primi del 2024. La motivazione di tanto riserbo è di evitare colpi bassi da parte di altri produttori con una capacità produttiva superiore con manifattura fosse in oriente. Nel febbraio del 2024 Benny si presenta con una valigia presso il negozio Tiny Cars di Milano; il titolare Enrico Sardini la apre e con grande stupore tira fuori le tanto attese Coupé, che sono commercializzate in cinque colorazioni diverse, quaranta esemplari per ciascun colore. Le reazioni sui social sono migliaia e immediate. I modelli sono totalmente e rigorosamente Made in Italy, alcune chicche degne di prodotti artigianali: dischi in fotoincisione, ganci delle cinture di sicurezza, scarico in alluminio e non nella solita plastica. Il successo è notevole: duecento modelli si vendono nel giro di poche ore. Nel settembre 2024, sempre presso Tiny Cars, a totale sorpresa arriva un’altra primizia, l’Alfa Romeo F12 con livrea Autodelta, bel successo e altro “sold out” in poche ore. Nell’ottobre 2024 il lancio degli F12 con livrea Agip e Fiat 900 panorama e furgonato, nel classico colore grigio dell’epoca.

L’ultima novità è la Fiat Coupé Turbo Plus con body kit Zender, sempre in 1:18, un modello che non è certo passato inosservato sul web, scatenando la stizza di alcuni concorrenti che si contraddistinguono non certo da oggi per scarsa sportività.

La Ford Escort L di Solido (n.45)

L’interesse del collezionare consiste anche nella classificazione delle varianti, in modo analogo a ciò che accade con la numismatica o con la filatelia, tanto per fare un paio di esempi. Nel nostro settore ci sono già collezionisti sensibili a questo tipo di approccio, che è fondamentalmente un atteggiamento storico e filologico. Individuare differenze e caratteristiche di un modello significa inquadrarne la produzione e cercare di ricostruire le sue vicende non solo commerciali ma anche tecniche, esercizio affascinante e per nulla pedestre.

La Ford Escort Mk.II nel catalogo Solido del 1977. Resistevano nella produzione alcuni serie 100. Notare come nei cataloghi alcuni modelli erano migliorati e abbelliti (chissà da chi), come ad esempio la Golf in alto a sinistra

La gamma Solido è ricchissima di piccole e grandi varianti, non solo di colore ma anche di stampi, di scatole e di altri dettagli, trascurati dalla maggior parte dei collezionisti. Anche modelli apparentemente banali come certi Gam1 possono offrire inaspettati spunti di approfondimento, anche basandosi esclusivamente sull’osservazione critica dei vari esemplari.

Prendiamo la Ford Escort Mk.II L, uscita nel luglio 1976. Contrassegnato col numero di catalogo 45, questo modello è un tipico prodotto della serie Gam1: linee esatte ma finiture semplici, pianale in plastica, ruote unificate in plastica con pneumatici separati.

Come consuetudine di Solido all’epoca, furono due i colori proposti al momento dell’uscita: nel caso della Escort furono un giallo chiaro e un verde smeraldo. Successivamente arrivarono il rosso e l’argento (non fotografato in questo articolo).

Le scatole della Gam1. Notare l’adesivino circolare applicato successivamente, dopo l’entrata in vigore delle norme francesi sulla sicurezza del giocattolo

Il modello era inizialmente dotato di cerchi cromati, che come sappiamo davano problemi di reazione e che furono quindi aggiornati con una finitura alluminio satinato o opaco. Sugli esemplari della Escort, per fortuna, anche i cerchi cromati hanno retto bene, senza fondersi o reagire col pneumatico.

Va quindi individuato un primo discrimine di produzione: cerchio cromato / cerchio alluminio.

A sinistra, i cerchi cromati della prima serie. Il problema delle gravi reazioni chmiche, che portavano allo scioglimento di ruote e pneumatici, venne risolto da Solido adottando un particolare colore argento opaco o satinato (seconda serie, a sinistra)

All’interno del lotto di modelli con cerchi cromati, esiste altre due varianti, meno conosciute: i vetri con o senza numerazione stampata. Guardando all’interno del modello, si noteranno infatti alcuni numeri stampigliati, che vennero eliminati già nella prima produzione. Esistono quindi modelli a ruote cromate con o senza numeri stampigliati all’interno del blocco vetri. I modelli con ruote alluminio ne sono sempre privi.

Ultima variante, il colore degli interni: esistono un grigio chiaro, un grigio più scuro e il nero, che sembrano essere stati utilizzati nell’arco di tutta la produzione. Nelle sue opere, Azéma non accenna né alla stampigliatura dei vetri né al colore degli interni.

La Escort Mk.II, uscita di produzione nel 1981, fu poi ripresa più volte e la ritroviamo ad esempio nella gamma Verem, con una leggera differenza di stampo che si può notare solo smontando il modello: dietro il paraurti, infatti, il Solido ha un’unica grossa “bocca”, mentre il Verem presenta un dente al centro dell’apertura, forse come rinforzo.

La Escort Rally annunciata nel catalogo 1977 aveva una livrea diversa dal modello poi effettivamente prodotto. Notare in alto la Renault 5 Alpine, mai realizzata. Lo stesso disegno compare, in bianco e nero, sul retro della scatola

Accenniamo alla disgraziata variante rally, ricavata dalla numero 45: col catalogo 61, nel giugno del 1977 Solido produsse una versione competizione, che fece imbufalire non solo gli snob parigini ma anche tutti i collezionisti in generale.

Si trattava di un modello completamente falso, con decals del tutto inadatte a una versione “stretta”. Solido si era accontentata di aggiungere un paraurti provvisto di quattro fendinebbia rotondi, da cui aveva eliminato gli indicatori di direzione.

La Ford Escort Rally in versione RAC 1976 (Vatanen), che avrebbe richiesto una carrozzeria con parafanghi allargati

Della Escort Rally, Solido annunciò un kit (61K) che non venne mai prodotto forse perché ci si rese conto del limite legato alla forma della carrozzeria, che permetteva comunque la realizzazione delle versioni “strette”.

La Escort Solido è rimasta nel cuore dei modellisti grazie ai molti kit, transkit e variokit prodotti da AMR, Tron, MRF, CG Hobby e così via, tema che meriterà una trattazione specifica.

Giornate promozionali su GeminiModelcars

Da oggi fino a mercoledì 3 settembre potrete beneficiare di interessanti riduzioni sul sito https://www.geminimodelcars.com/ . Troverete come sempre modelli montati, kit, decals e accessori.

nonomologati: Fiat serie 50 telonato Fercam

Qualche giorno fa abbiamo presentato l’OM 50 telonato Bartolini di nonomologati, in scala 1:871.

E’ disponibile ora anche una versione Fercam, sempre con cabina 50 ma stavolta Fiat.

  1. https://pitlaneitalia.com/2025/08/28/om-50-corriere-bartolini/ ↩︎

Inaugurata oggi la mostra Piloti Italiani ad Arcore

E’ stata inaugurata oggi presso le scuderie di Villa Borromeo ad Arcore la mostra “Piloti Italiani”, che sarà visibile fino al 7 settembre.

La mostra si colloca nell’iniziativa Fuori GP, organizzata grazie alla partecipazione dei comuni brianzoli di Monza, Arcore, Biassono, Lesmo, Lissone, Vedano al Lambro e Villasanta, che offriranno appuntamenti gratuiti tra spettacolo, cultura e intrattenimento nella settimana del Gran Premio di Formula 1 a Monza.

Concerti, raduni di auto d’epoca, mostre fotografiche, talk show, street food, spettacoli, DJ set, simulatori di guida, laboratori e contest costituiscono l’ossatura dei programmi dei vari FuoriGP. Venerdì 5 settembre, inoltre, si terrà una parata di auto storiche, organizzata da Monza Auto Moto Storiche: un corteo che partirà da Villasanta alle ore 18:30 per concludersi a Lissone, attraversando anche i comuni di Arcore, Lesmo, Biassono e Vedano.

Non mancheranno i maxischermi per permettere a tutti di seguire in diretta le fasi salienti e la gara di domenica, vivendo le emozioni della pista anche fuori dall’autodromo.

I Fuori GP, che godono del sostegno della Confcommercio di Milano, Lodi, Monza e Brianza, permetteranno agli appassionati di vivere un’intera giornata dedicata ai motori anche fuori dal Parco di Monza e dall’Autodromo, grazie a un’offerta di eventi diffusi che accompagneranno il pubblico dalla mattina fino a sera, con proposte pensate per ogni età e gusto.

Foto gallery di Raul Zacchè (Actualfoto)

Delta Force: il libro di Sergio Remondino al weekend con Andrea Aghini

Due presentazioni in Toscana

In occasione dell’evento “Weekend con Andrea Aghini”, Sergio Remondino presenterà in anteprima il suo ultimo libro Delta Force – I grandi piloti della Lancia Delta (https://www.giorgionadaeditore.it/catalogo/piloti_personaggi.html?p=2142-delta-force-i-grandi-piloti-della-lancia-delta).

Due gli appuntamenti: sabato 6 settembre alle 19 presso l’Agriturismo Tenuta i 4 venti in Via Casabianca 10, 56046 Località Fauglia (PI) e domenica 7 settembre alle 12.45 presso il Ristorante Pia Para Ti, Beach club (ristorante sul mare) in Via Litoranea 16 a Pisa.

Palestrati devastati

di Riccardo Fontana

Dopo un discretamente lungo oblio, dovuto più a stanchezza ed a cambiamenti – di impiego, principalmente – che ad altro, sono finalmente tornato per il vostro tedio di lettori ad allietarvi con tutto ciò che di più fetido si annida nella mia torbida mente.

Parleremo senz’altro ancora di modelli, di corse e di bei gesti di grandi piloti, ma parleremo anche di costume e di società, secondo quella tradizione per così dire “fuori argomento” fatta di commenti alla vita in generale, che fa di PLIT un luogo di lettura diverso da tutti gli altri consacrati meramente al motorismo.

In questi mesi di relativa lontananza, tra le varie cose che ho fatto, c’è stato anche il rimettermi in forma, resomi conto che a poco più di trent’anni non fosse possibile continuare ad avere il fiatone per fare una rampa di scale e vedere il culo allargarsi a vista d’occhio, morendo cioè lentamente di squallida e miserabile routine impiegatizia: sono ben oltre il metro e novanta, ho le spalle che fanno regione già di default, gli occhi azzurri, e mi sono reso conto che nonostante tutto con la moto da enduro vado ancora come una spada: vogliamo provare a fare qualche gara e magari, se non è chiedere troppo, intrattenerci molto di più carnalmente con valide esponenti del genere femminile?

Detto fatto, alimentazione sana, corsa – molta corsa – camminata – moltissima camminata – e palestra – moltissima (ahimè) palestra.

Ora, i più perspicaci mi diranno “perché ahimè? Sei tu che vuoi farlo, mica te lo ha ordinato il dottore”.

In teoria sì, non me l’ha ordinato il dottore ma, in questo caso, l’ho semplicemente anticipato (anticipata, visto che tengo la dottoressa femmina) di qualche anno, e soprattutto… Sono felice di come evolve frequentando la palestra, ma sarei ancora più felice di non averci niente a che fare.

I frequentatori tipici delle regie palestre sono degli autentici… Vorrei trovare un termine maggiormente aulico per portarvi un contenuto giornalistico più di classe, purtroppo però la parola più calzante non può che essere una: cazzoni.

E cazzone, certamente, non saremo certo noi a comportarci da squallidi servi del patriarcato (!!1!!!1) adottando un linguaggio poco inclusivo nei confronti del gentilsesso (che nel 2025, spesso e volentieri, di gentile non ha proprio nulla, ma è un altro discorso).

Signori, chi frequenta quegli scatoloni del dolore fisico (cit. Corrado Guzzanti/Gianni Minoli, Avanzi 1991) SA, e SA molto bene ciò che intendo, ma visto che devo comunque riempire lo spazio dell’articolo completo ora vi beccate un po’ di appunti, poi deciderete se io abbia ragione o meno.

Chi sono i frequentatori under 50 dei suddetti scatoloni noti all’ordinamento civile occidentale come “palestre”?

Qui, signori miei, occorre basarsi sulla cara vecchia suddivisione in categorie: ci sono le galline, che si riconoscono dalle labbra pompate, l’aria da fighe di adamantio (spesso non suffragata da un’adeguata struttura fisica, ma d’altronde c’è fame e loro sanno di disporre di un prodotto che comunque sia resta ambitissimo da legioni di sfigati) e dai leggins talmente stretti e piantati nella nespola da essere perfettamente confondibili col body painting, poi ci sono i cosiddetti Gym Bro, ovvero quelli grossi, ma grossi esagerati, riconoscibili da due cose principalmente: l’altezza che non supera il metro e sessantacinque, ed il fatto che in caso di blackout risultino fosforescenti e perfettamente visibili per tutte le sostanze che si calano: non passerebbero l’antidoping neanche al campionato di briscola del Circolo Grassi di Pavia.

Poi ci sono i narcisisti, che passano più tempo davanti allo specchio in posa (solitamente al primo mezzo muscolo che spunta dopo anni di vita di sterco e papponi proteici, anch’essi tutt’altro che favoriti da madre natura esattamente come i Gym Bro, e spesso pure affetti da calvizie incipiente prematura).

E poi ci sono gli pseudo-normali, che frequentano magari controvoglia perché non vogliono arrivare a cinquant’anni a rischio cardiovascolare e diabetici (vedi me), o per ragioni di sport-miglioramento fisico ma non patologico (sempre me), e gli over-50, che sono anche loro rientranti nella categoria degli pseudo-normali e sono stati mandati a forza dal medico, proprio perché a trenta non gliel’aveva ordinato il dottore.

A parte le ultime due categorie, tutte le altre sono accomunate da un unico, devastante, tratto in comune: sono idioti come delle vongole del golfo di Napoli.

Immaginate un idiota, focalizzatelo nella mente: fatto? Ecco, dovete moltiplicare come minimo ancora per tre solo avvicinarvi ad uno dei più intelligenti.

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, gente di trent’anni non essere in grado di rimettere i manubri con scritto “10 kg” nelle rastrelliere con scritto “10” (in grosso) ma depositarli sul “4” o sul “26”, oppure lasciarli in giro, e poi correre dall’alto del loro metro e dodici con plantare a farsi i selfie davanti allo specchio che neanche Schwarzenegger o Lou Ferrigno in Pumping Iron avrebbero potuto competere: più che Mr. Olympia 1975 sembra una reclame darwinista sulla denutrizione ed il nanismo dei popoli sud-europei, ma sono talmente convinti che sarebbe un peccato disilluderli.

A volte, quando sono particolarmente nervoso per la giornata di lavoro appena trascorsa, li costringo a mettere i pesi nei posti giusti, anche con maniere poco belle, essendo maledettamente urtato dalla cretineria e dal fatto che certa gente goda dei miei stessi diritti davanti a un tribunale.

Poi ci sono le donne, quasi immancabilmente a forma di ampolla, con un’aria strafottente e superiore che la metà basta, col body painting dei leggins che fanno le scandalizzate se qualcuno le sbircia: sono quelle che si daranno alla pazza gioia (quanta democrazia cristiana in un solo termine, vero?) fino a 35 anni, poi resesi improvvisamente conto dell’implacabile trascorrere del tempo abbasseranno di colpo le pretese stellari che le hanno sempre accompagnate accasandosi col primo geometra calvo col maglioncino di cachemire che, noncurante dei quasi due decenni di “cazzosello” (originale trademark L.B., un genio del pensiero contemporaneo) alle spalle se le prenderà e se le manterrà a vita.

O fino al divorzio, poi dipende, ma anche in questo caso sempre di mantenimento a vita si tratterà.

In ogni caso, lo schema è sempre lo stesso: una serie di esercizi, e un quarto d’ora di chat/storie/foto in posa (davvero un quarto d’ora, a fronte di uno/due minuti di recupero consigliato).

Ora, il più cretino dei personal trainer lo potrà confermare: fermarsi un quarto d’ora tra una serie e l’altra è perfettamente assimilabile allo stare a casa sul divano a vedere Temptation Island, e questo vale sia per gli uomini che per le donne, con gli uomini che tendono ad essere ancora più insopportabilmente narcisisti delle donne, in realtà.

Poi, dulcis in fundo, c’è l’ultimo bias di questa gente, c’è IL Bias: i versi, e questa invece è una cosa tipicamente maschile.

Come si svolgono solitamente i fatti? Tu stai facendo i tuoi esercizi, metti caso i rematori manubrio, coi tuoi manubri da 16 kg, una cosa forte ma fattibile.

Li fai, non emetti rumori, sei tarato per non farti male.

Arriva il classico Gym Bro: alto come il figlio di Renato Brunetta, gambette grandi come il mio polpaccio post-ingessatura di due settimane (tanto le gambe mica si vedono nei selfie), asciuganano (non è un refuso) sulla spalla… Si mette davanti a due ragazze a fare i rematori anche lui: prende i 20 kg, per far vedere che è più di te.

Parte, ed emette dei versi a metà tra il sonoro di un porno gay (la parte passiva) ed un’intossicazione da cozze avariate.

Una roba devastante, ti imbarazzi tu per lui.

Cosa succede solitamente? Le tipe si alzano e se ne vanno sghignazzando (e te credo…), e lui corre a mettere giù i manubri da 20 kg per prendere quelli da 8 o da 10, e seppur a volume abbassato, continua col porno gay coprofago in sottofondo: ad avere un tommy gun per le mani saprei benissimo cosa fare, per fortuna non ce l’ho mai, e va bene così.

Penso che mi iscriverò in piscina da ottobre, almeno non ci sono strumenti in condivisione ed è una cosa molto più personale ed ovattata.

Ricordatevi però sempre una cosa: come ho già scritto, voi siete considerati esattamente alla pari di questi personaggi dallo stato o da un giudice.

Ora rileggete, pensateci, ed affermate in tutta coscienza e sincerità che la cosa non vi turba nemmeno un po’.

Il furgone MAN di Tekno in 1:50

Tekno ha annunciato per il primo quadrimestre 2026 la riproduzione (nella tradizionale scala 1:50) del furgone MAN in servizio presso l’azienda.

Questo il link con tutti i dettagli per il pre-order: https://www.tekno.nl/mod-bus-tekno-bus.html?goal=0_5448b2c9df-6a340e8801-111928077&mc_cid=6a340e8801&mc_eid=e395d83dd1

Karosa B-732 Liberec di SDV Model (1:87)

Sono fra i molti a deplorare la sparizione della sezione automodellistica dal vecchio forum Duegi. Del resto quando si ha a che fare con gestioni del tutto incompetenti, i risultati non possono essere che pessimi.

Risale a circa quindici anni fa una serie di montaggi da kit in plastica in H0 che pubblicai sul forum Duegi. Nulla di eccezionale, beninteso, giusto qualcosa per divertirmi senza tante pretese. Reperivo in quel periodo quelle scatole di montaggio da Delle Piane in Via Gordigiani a Firenze, negozio ormai chiuso dalla fine del 2018. Era un modo per tenere in esercizio la mia pur scarsa manualità. L’originalità dei soggetti, comunque, attirò l’attenzione dei frequentatori del forum che mi trattarono – bontà loro – con encomiabile benevolenza. M’è venuta voglia di riproporre alcuni di quei montaggi che documentai scrupolosamente, per la pubblicazione sul forum ma anche per il mio archivio.

SDV Model è un produttore ceco tutt’oggi esistente, specializzato in kit in piccola scala. Da Delle Piane trovai il Karosa B-732 linea urbana nella livrea della città di Liberec e decisi che mi sarebbe piaciuto tentare la fortuna in un montaggio che si annunciava tutt’altro che riposante. Questi “kittini” prodotti nell’est europeo sono adorabili ma chi si aspetta l’ingegnerizzazione e la precisione di un Tamiya è bene che lasci perdere.

La scatola, molto carina nella sua semplicità, ricordava quelle produzioni underground che fiorirono tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80. Tra l’altro, in questo caso, si trattava di una serie limitata con tanto di certificato che riportava numero progressivo e data di confezionamento. In Italia gli SDV Model erano distribuiti dalla DOC Models di Borgo San Dalmazzo fondata da Claudio Sturzi, scomparso nell’aprile del 2016 (poco dopo la DOC fu acquisita dalla Black Star).

L’intera carrozzeria era da comporre, e già quella non fu certo un’impresa facile, almeno per un dilettante come il sottoscritto. Ma in quel periodo cercavo proprio kit che mi occupassero più a lungo rispetto ad un tradizionale modello occidentale. L’esito finale avrebbe contato fino a un certo punto, l’importante era l’impegno.

Le fasi di preparazione e di verniciatura (con fondo e bomboletta Tamiya) furono tutto sommato divertenti anche se non prive di momenti “pericolosi” in cui rischiai di dover gettare tutto nella pattumiera. Da tutte queste manipolazioni, complice anche una buona dose di fortuna, ne uscì una carrozzeria tutto sommato dritta, simmetrica e senza troppi scompensi.

Ancora più divertenti furono il montaggio e la rifinitura, per la quale usai anche alcuni aggiuntivi, come dei tergicristalli piccoli di Tameo, che si adattavano bene alla scala dell’autobus.

Il tutto si completò con la sistemazione del modello su una basetta di legno, con tanto di asfalto fermodellistico e di mini-transenna, giusto per dare un po’ di ambientazione all’insieme. Conservo ancora quel modello, che ha affrontato bene gli anni, segno che i materali di base – e anche quelli utilizzati per il montaggio – erano validi.

E’ buffo ritrovare in queste foto il vecchio Minidrill comprato da Rocchi intorno al 1981, che mi accompagnava ancora dopo trent’anni. Successivamente avrebbe reso l’anima, sostituito da un più moderno e versatile Proxxon, ma non l’ho certo buttato via. Ora riposa in un cassetto a ricordo di tante ore di divertimento.

Aston Martin, Pagani e Lamborghini Paris annunciano la loro partecipazione all’Ultimate Supercar Garage

Ultimate Supercar Garage è il nome della nuova rassegna riservata alle vetture d’eccezione contemporanee che si svolgerà dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026 in occasione della cinquantesima edizione di Rétromobile. L’organizzatore dell’evento, il gruppo Coméxposium, organizza un appuntamento del tutto inedito, presso la hall 4 del Paris Expo Porte de Versailles, giusto a qualche metro dalla hall 4, che ospiterà Rétromobile. Il lancio di questo salone parallelo si colloca nella continuità della presenza costante di supercar di oggi a Rétromobile, soprattutto nell’ambito delle vendite all’asta che vi si svolgono ogni anno.

I primi nomi ufficiali annunciati alcuni mesi fa sono stati Bugatti, Koenigsegg e Ferrari, rappresentata dal gruppo Charles Pozzi. E’ stato inoltre messo a punto un accordo di collaborazione con il Supercar Owner Circle, che riunisce circa 150 proprietari di supercar nel mondo, che si attiverà per rendere la manifestazione ancora più ricca e interessante.

Oggi l’organizzatore ha annunciato l’arrivo di altri tre marchi al vertice della categoria: Aston Martin, Pagani e Lamborghini, col suo concessionario di Parigi.

L’Ultimate Supercar Garage si aprirà il 29 gennaio 2026 ma una serata di anteprima è stata programmata per mercoledì 28 gennaio; la giornata del 29 gennaio sarà riservata ai VIP e ai media, mentre la manifestazione verrà aperta al pubblico il 30 gennaio e il 1° febbraio.

Nell’immagine di apertura potete vedere il manifesto ufficiale di Ultimate Supercar Garage 2026, svelato oggi.