Formula 1: esteso fino al 2035 l’accordo col GP di Monaco

A Monza, Stefano Domenicali, presidente e direttore generale di Formula 1, e Michel Boeri, presidente dell’Automobile Club Monaco (foto di apertura) hanno firmato e ufficializzato il nuovo accordo che prolunga la collaborazione storica fra il Principato e la F.1 fino al 2031.

Questa estensione fa seguito al precedente prolungamento concluso nel 2024, che assicurava la presenza in calendario del GP di Monaco fino al 2031.

Sport et Collection al Mas du Clos

Il circuito del Mas du Clos, nel dipartimento francese della Creuze, non ha certo bisogno di presentazioni. Fatto costruire negli anni ’60 da Pierre Bardinon, ha ospitato eventi di ogni tipo, oltre ad essere stata la pista privata della collezione dell’imprenditore francese, grande estimatore di Ferrari.

Dopo la morte di Pierre Bardinon, nell’agosto 2012, il Mas du Clos ha vissuto diversi problemi amministrativi, chiudendo tra l’altro al pubblico per ragioni di sicurezza. Il nipote di Pierre, Alexandre Bardinon ha voluto rilanciare la vocazione sportiva del luogo, rendendo di nuovo agibile alle vetture il Mas du Clos che dal 2023 ha ripreso la propria attività, costituendo un polo di attrazione non trascurabile nel contesto dell’offerta turistica della regione. Il Mas du Clos resta un posto affascinante, immerso nel verde, con il suo tracciato unico e dal sapore antico.

In questo weekend è in corso la seconda edizione di Sport et Collection, una manifestazione che ha riunito diverse decine di auto d’epoca e contemporanee; alcune saranno impegnate in un itinerario di duecento chilometri sulle alture circostanti. La manifestazione, i cui proventi saranno devoluti in beneficenza, si concluderà domani pomeriggio con una maxi-sfilata in circuito.

Oggi la mia giornata è stata migliore

Perché un comunicato pieno di pittogrammi mi ha detto che finalmente stanno arrivando la Viad Gubé Durbo, l’Alva Romeo Sbider Tuin Sbargh e la GTV 16 valvoleh!!! Yuhuuuu! E come se non bastasse posso preordinare l’Abard 031 e la Seddandagingueh Evoluzioneh piccole con le quali giocare sulla spiaggia!!

Non è fantastico il mondo dei geroglifici che mi fanno capire cose che se fossero scritte in italiano non capirei?

Parole biascicate

“Sto cercando un libro ma non ricordo l’autore”.

“Ricorda il titolo?”. “No”.

“Una parte di titolo”. “No”.

“Una o due parole del titolo”. “No”.

“Il colore della copertina, quanto era grande, quanto era spesso, quanto costava?” “No”. “No”. “No”. “No”.

“Non ricordo nulla. Mi può aiutare?”.

Dialoghi così, un commesso di una libreria potrebbe raccontarvene quanti ne volete. A volte i libri cadono nell’anonimato per la leggerezza di lettori amnesici, che alla fine lasciano perdere la loro vana ricerca; altre volte, invece, l’oblio ha le sembianze di una giustizia che qualche volta ci vede bene e provvede a eliminare dal consorzio letterario qualche volume inutile quando non dannoso.

Leggere un libro (anche senza arrivare in fondo) e dopo mezz’ora dimenticarne completamente l’autore e il titolo. Mi è accaduto un paio di settimane fa, quando mi sono ritrovato a dover deglutire una specie di raccolta di ultime memorie di un autore francese morto di recente. Già il fatto che ci avessero schiaffato in copertina il suo ritratto mi aveva mal disposto. Se non sei Virgilio o Dante, la tua faccia in copertina stona. Ma lasciamo stare, quella è una trovata da pubblicitari, che sono i veri capi dell’editoria.

Dentro, una massa di capitoletti stile prosa d’arte che a tratti vorrebbe essere poesia in prosa. Studi a guazzo, prodotto di una decadenza mentale e linguistica. Un cumulo di rottami sonori slegati e quasi marci. Penso che ogni autore, dopo una certa età, inizi a fare il verso a se stesso in forma melensa e semplificata. Un birignao di facili paroline e di stordita mancanza di significato. Ogni tot pagine emergeva il nome di un pianista che nel corso della vita lo aveva segnato. Era stato non so a quanti suoi concerti. Un cognome slavo, diciamo Cippirik. “Ho bevuto un gin e mi è tornato in mente Cippirik”. “Oggi è primavera e io ricordo le dita di Cippirik che suonano Liszt sulla tastiera di uno Steinway”. “Cippirik sarebbe piaciuto a Wagner”. “Cippirik mi ha mostrato l’essenza delle cose”.

Ho scordato – penso definitivamente – l’autore e il titolo. Il libro l’ho buttato via e credo sia la seconda o la terza volta che mi capita da quando ho imparato a leggere. Per rispetto filologico e anche superstizioso, i libri, anche quelli più insulsi, non li getto mai. Li conservo o li regalo ma a tutto c’è un limite, non necessariamente oggettivo, per carità. Ma pur sempre un limite.

Col sangue avvelenato da Cippirik e dal suo rimbambito ammiratore, sono rientrato in una libreria, e chissà perché mi sono tornate in mente le parole di Calvino sull’esattezza del linguaggio (rileggetevele, le Lezioni Americane, senza limitarvi alle citazioni di Facebook da buongiornissimo che peraltro fanno sempre e solo ricorso a quella sulla leggerezza).

Ne sono uscito con Une vie di Maupassant. Si denigrarono questi romanzi perché apparivano popolari ma “popolari” non erano considerati anche i romantici dai quali i cosiddetti naturalisti volevano allontanarsi? Del resto, allora come oggi, in giro c’è sempre gente che perde puntualmente l’occasione di tacere, come quella massaia pseudo-letterata su YouTube che commenta i romanzi e a proposito di Un amore di Dino Buzzati è stata capace di dire che si tratta di un testo misogino. In questo clima di devastante inettitudine critica sto cominciando a rivalutare gli scritti della Tamaro e non è una battuta.

La precisione della prosa non è diversa da quella della poesia.

Inizi del romanzo, la carrozza della ricca famiglia di Jeannette parte tutta insieme per visitare uno dei suoi manieri rimesso a nuovo. C’è anche la loro inserviente, Rosalie.

Rosalie, un paquet sur le genoux, songeait de cette songerie animale des gens du peuple. La songerie animale des gens du peuple. Una frase rapida e profonda come una lama. E’ questa la precisione che evocava Italo Calvino. La songerie animale: nascono le parole, tutt’altro che spontanee, dall’officina del romanzo. Lontane dalla vita reale per loro natura ma allo stesso tempo così vicine.

Tameo annuncia il kit della Ferrari 312T del 1975 in scala 1:24

In occasione del Gran Premio di Italia si celebrerà l’anniversario del primo titolo di Niki Lauda con il Cavallino, conquistato a Monza nel 1975, anno in cui la casa di Maranello si aggiudicò anche il campionato costruttori. Una data ancor più speciale se si considera che il GP di quest’anno si disputerà il 7 settembre, esattamente cinquant’anni dopo quel 7 settembre che vide la vittoria in gara di Clay Regazzoni.

Anche Tameo Kits ha voluto celebrare questo evento annunciando il progetto del kit di montaggio in scala 1:24 della Ferrari 312 T.

Non si tratta di un’avventura nuova per Tameo in questa scala dato che, all’inizio degli anni 2000, erano stati realizzati quattro kit riproducenti le monoposto di Michael Schumacher.

La 312T sarà un modello interamente in metallo bianco, con tutte le parti apribili.

Patrick Dempsey presenterà la nuova Porsche 911 top di gamma

ll nuovo modello di punta della serie 911, che debutta come coupé e cabriolet, è ai blocchi di partenza. Verrà presentato in un’anteprima mondiale digitale dall’attore e pilota Patrick Dempsey, che guiderà il pubblico in un viaggio attraverso le varie fasi di sviluppo dell’auto – dalla galleria del vento allo sviluppo del motore fino alla pista di collaudo di Weissach. Incontrerà il responsabile della gamma 911 Frank Moser, il collaudatore Jörg Bergmeister, lo YouTuber tech Jason Fenske di Engineering Explained e molti altri ingegneri di Weissach.

In diretta su Porsche Newsroom
La prima mondiale del modello di punta della 911 sarà trasmessa il 7 Settembre alle ore 15:00 CEST all’interno della Porsche Newsroom su newsroom.porsche.de, oltre che sul canale Youtube e su LinkedIn di Porsche, e sarà disponibile successivamente anche on demand. Dal 9 settembre, il nuovo modello di punta della 911 sarà esposto all’Open Space dell’IAA Mobility nel centro di Monaco, in Wittelsbacherplatz.

nonomologati: si arricchisce la linea degli accessori in 1:87

Si arricchisce la linea degli accessori di nonomologati per modelli di mezzi pesanti in scala 1:87 (H0). Come novità segnaliamo due tipi di traverse posteriori, retrovisori esterni, fari, frecce e pannelli materiale infiammabile e TIR (con i giusti colori e font). Tutte queste referenze, insieme a quelle già uscite nelle settimane scorse, possono essere acquistate qui: https://www.geminimodelcars.com/shop/55177743/nonomologati-187-scale

Come eravamo: l’Italia da corsa, la mostra nel Comune di Vedano

L’Italia, terra di motori e passione per le corse, ha scritto pagine indelebili nella storia dell’automobilismo sportivo, dominando con le sue vetture e i suoi piloti le competizioni più prestigiose, dalle maratone dell’Endurance ai Gran Premi di Formula 1. Gli anni ’50, ’60 e ’70 rappresentano un’epoca d’oro per l’Italia da corsa, un periodo di innovazione tecnica, sfide e trionfi indimenticabili che hanno forgiato la leggenda di marchi come Ferrari, Maserati, Alfa Romeo e Abarth.

I piloti italiani in Formula 1 oggi sono una vera rarità, ma c’è stato un periodo, tra gli anni ’70 e la fine del secondo millennio, in cui il tricolore aveva un suo peso tra i personaggi del mondiale, con piloti del calibro di Michele Alboreto e Riccardo Patrese.

Nella mostra, realizzata dalla Sezione Cultura del M.A.M.S. sono esposti i disegni di Luigi Ubezio con le immagini fotografiche di Massimo Campi e Raul Zacchè inerenti alla storia dell’automobilismo sportivo italiano e ai piloti italiani che hanno corso in Formula 1, iniziando dal monzese Vittorio Brambilla per finire a Kimi Antonelli.

L’inaugurazione ha visto la presenza delle autorità del Comune di Vedano e la sala rimarrà aperta per tutto il periodo del Gran Premio d’Italia 2025.