Una collezione… sintetica. Alcune idee per qualcosa di un po\' fuori dagli schemi (o no?)

In questi giorni mi diverto con i video del canale Youtube di Greg dedicati ciascuno alla storia di un modello particolare di auto. In dieci-quindici minuti si spiegano i come e i perché, le caratteristiche fondamentali e l\’evoluzione di vetture che in un modo o nell\’altro hanno fatto la storia dell\’automobilismo. Sportive e non sportive, europee, americane, giapponesi… insomma quelle che hanno lasciato una traccia, anticipato una tendenza, inaugurato una moda, innovato tecnologicamente. Macchine iconiche, si potrebbe dire, dalla Mini alla Mazda Mx-5, dalla Honda Integra alla Dodge Viper. Guardando questi video mi sono chiesto: e se uno decidesse di allestire una vetrina di modelli (rigorosamente 1:43, l\’1:18 è per i trogloditi moderni) che ripercorressero un po\’ la storia dell\’automobilismo, diciamo dal dopoguerra a oggi? Sarebbe un\’opera di estrema sintesi ma straordinariamente pregnante. L\’esatto contrario di certe collezioni dove vedi duecento modelli con la stessa livrea o centocinquanta Porsche 911 Carrera RS (se collezioni solo Porsche magari una selezione molto larga è giustificata, anche per rappresentare l\’attività degli innumerevoli team privati, una storia nella storia; ma intendevo il caso in cui si oltrepassano i limiti per sforare nel parossismo). Una volta su Facebook mi imbattei nelle foto della collezione di un matto che aveva diverse centinaia di Ferrari 360 Modena, in tutte le salse. Ma che senso ha? Secondo me queste sono degenerazioni patologiche, di qualcosa – il collezionismo – che già di per sé indica che tanto a posto non sei. Figurati se ti metti ad accumulare centinaia di modelli tutti uguali, perdendo di vista, in questo caso, l\’idea generale. Poi ognuno fa come gli pare, eh. Ci mancherebbe.

Però forse non è inopportuno a volte tentare operazioni che invece che verso la moltiplicazione molecolare di un tema, cercano di riassumere e di dare un senso a una raccolta. Del resto è quello che la maggior parte dei musei fa, anche quelli più specialistici. Al museo Porsche di Zuffenhausen c\’è una sola 935, mica quaranta (anche perché lo spazio non basterebbe, ma anche se bastasse penso che gli allestitori lo riempirebbero con altro). Sono i collezionisti ad essere ossessionati dalla sommatoria come se fossero classificatori di insetti. Tornando all\’idea originaria, perché quindi non tentare di chiudere il cerchio scegliendo ed esponendo trenta, quaranta, cinquanta modelli al massimo che rappresentino l\’evoluzione tecnologica, sociale e culturale dell\’era contemporanea? Delle auto più famose ci sono tante riproduzioni. Proverò in futuro a buttar giù una lista di una possibile collezione-tipo, dalla duplice funzione modellistica e decorativa. Qualcosa di \”universale\”, tale da attrarre l\’attenzione anche di ospiti o amici che magari non hanno mai degnato di uno sguardo un modello in scala ridotta. Una campionatura dove l\’occhio non si disperda ma venga attirato dalla pluralità di forme e di funzioni. Un ritorno alle origini? Forse.

Da Hachette il Fiat 682 N2 in scala 1:14 in edicola



Hachette ha annunciato nei giorni scorsi l\’uscita dei fascicoli per costruire, settimana dopo settimana, il camion Fiat 682 N2 in scala 1:14. Per gli abbonati sono previste come al solito scontistiche e alcuni omaggi, fra i quali il modello in 1:43 del Fiat 682 N2 a due assi, previsto in concomitanza con il settimo invio. Tutte le informazioni sono disponibili a questo link: 
https://www.costruisciilcamionfiat682.it/?cmp=NLHF1_D400_334&cookieLawRefresh=1

Le autostoriche non esistono: riflessioni su gare, auto e vecchi tubi

Sì, va bene, titolo un po\’ esagerato, Non esistono, per come le intende la maggior parte della gente, fra cui molti appassionati. Non mi sono mai piaciute le autostoriche perché non rappresentano quello che ci si vorrebbe vedere. Amo la storia dell\’auto e per questo benedico la grande messe di libri uscita in questi anni, Internet e più recentemente Youtube dove si possono trascorrere ore di puro divertimento guardando praticamente qualsiasi cosa venga in mente, dal DTM al BTCC, dalle salite anni sessanta al Mondiale Marche. Poi ci sono gli eventi per auto d\’epoca, alcuni dei quali ormai dei classici alla loro maniera (basti pensare alla Mille Miglia), altri più squisitamente competitivi come la Le Mans Classic o il Monaco Historique.

Eventi di prestigio che si sono affiancati alle numerose manifestazioni come cronoscalate, rally o gare in pista. E paradossalmente sono proprio gli eventi di punta a deludermi, ormai è una costante. Se nella cronoscalata sotto casa vedi Fiat 127 Sport, Renault 5 Alpine Turbo e Peugeot 205 GTi, non sei tutto sommato lontano dall\’originalità assoluta. Quelle macchine hanno smesso di correre nelle gare moderne dieci, venti, trent\’anni fa e hanno conservato molto del loro aspetto originario. Al massimo saranno state rabberciate o restaurate. Alla Le Mans Classic, invece, trovi le Ferrari 250 GTO, le Ford GT40, le Porsche 917. O meglio, trovi i loro simulacri. Una Ferrari 250 GTO quante volte sarà stata ricostruita nella sua storia? Sono vetture da competizione che i piloti utilizzavano senza risparmio. Ed erano molto semplici: quattro tubi e un motore.

Con quale criterio si decreta l\’originalità di un\’auto? Si sentono paragoni con l\’arte, con i pittori, gli scultori e via dicendo, senza considerare che un\’opera d\’arte (e una vettura a mio modo di vedere non lo è, nemmeno la più affascinante) normalmente si conserva. Può danneggiarsi poco o molto a causa di eventi esterni e del decadimento di certi materiali, ma non sarà mai trasformata o sostituita da imitazioni. Quale auto da corsa degli anni sessanta può dirsi oggi originale? Le Pietà di Michelangelo restano originali, al massimo un po\’ sbrecciate e opacizzate dai secoli. Con un\’auto ci si sposta, si corre, si fanno le gare.

Gli appassionati vanno alle manifestazioni per autostoriche con la speranza di trovare un po\’ di loro stessi, salvo poi essere ulteriormente delusi dalle scarsissime performance di piloti di mediocre livello amatoriale.

Anche i professionisti ai quali essi di tanto in tanto affidano le loro vetture si guardano bene dall\’utilizzarle al limite. Un Pirro che corre a Montecarlo con una Martini di Formula 3 non la sfrutterà mai come avrebbe fatto negli anni ottanta quando una vittoria avrebbe potuto aprirgli le porte della Formula 1.

Una monoscocca in alluminio durava poche gare. Oggi i collezionisti pagano milioni per che cosa? Per la targhetta del telaio, che già all\’epoca passava con disinvoltura da un tubo all\’altro. E così si va avanti, fra un rally farlocco (dove si vedono le Stratos con i colori Martini e quella specie di Fiat 131 Abarth con le strisce fluorescenti guidata come se fossimo al circo Togni) e una gara di \”alto livello\”, popolata da Formula 1 che di originale avranno tre o quattro pezzi del telaio a andar bene.

Se poi ci si mettono anche i costruttori con le loro certificazioni ufficiali, il quadro è completo. Una Ferrari modificata negli anni sessanta e conservata (ammesso che esista) dovrà essere riportata alle condizioni in cui uscì di fabbrica per godere dell\’avallo del costruttore? Questo è un discorso di metodo che ci porterebbe troppo lontano. Resta il fatto che un\’auto storica, si deteriora come nessun altro bene di valore. L\’originalità assoluta esiste sono in rari casi: mi viene in mente, tanto per citare un esempio recente, la Serenissima Sport di Le Mans 1966 battuta all\’asta a Rétromobile di quest\’anno, presa dopo la gara e messa in un garage, dove ha passato cinquantatre anni senza mai più fare un metro.

Ma se vuoi conservare l\’originalità non dovrai toccarla, e invece il riccone di turno la farà restaurare a puntino per correre nel mondo nei weekend liberi dal suo stressante lavoro di CEO in un\’azienda da un miliardo di dollari. Speriamo si ricordi, fra un contratto e l\’altro, di salvare i pezzi originali, anche magari solo per costruirci l\’auto a pedali al figliolo. L\’effetto paradosso nelle autostoriche è dappertutto, anche quando fai le foto: ho immagini di gare in salita degli anni novanta. Come vogliamo chiamarle? Le storiche delle storiche? Per quanto mi riguarda, preferisco le gare moderne, attingendo, per il passato ai ricordi e alle tante opportunità che ci dà il mondo on-line.

L\’ultima volta che sono stato alla Le Mans Classic, nel 2016, non credo di aver fatto neanche una sola foto in pista: meglio il museo di Le Mans e i tantissimi raduni di club intorno al circuito, dove magari vedi auto interessanti in condizioni spesso più oneste, perché meno rare o meno critiche rispetto a una Lotus 25 o a una Lola T298, dove cambiando quattro cose cambi tutto, ed è quello che accade nel corso del tempo con questo tipo di vetture. Ecco perché a chi mi chiede se mi piacciono le autostoriche spesso rispondo che non esistono. E non è una semplice provocazione.
(foto di questo articolo: David Tarallo)

Non solo prototipi. Alcune riedizioni di Formula 1 Spark

Abbiamo sempre detto che è un errore cadere nella trappola degli speculatori acquistando gli Spark delle serie standard a prezzi elevati. Non c\’è nulla che impedisca a Spark di realizzare delle \”ristampe\” di referenze esaurite da più o meno tempo e per le quali c\’è ancora domanda. Del resto è normalissimo: se alcuni modelli vengono contesi su eBay o altrove a centinaia di euro, la soluzione più razionale per il produttore che ha tutti gli stampi i pezzi e le decals necessarie qual è? Ovviamente rifarne altri due o trecento in modo da soddisfare il mercato, magari migliorando anche il prodotto com\’è accaduto con la Porsche 962C di Le Mans 1988 (vedi thread dedicato). Per le serie limitate e numerate, il discorso è diverso; esse non saranno più rifatte, ma anche qui, a meno che non vogliate per forza una determinata versione, c\’è una scappatoia: trovare varianti molto simili, che si differenziano a volte per il solo numero di gara o per qualche decalsina secondaria. Insomma, Spark sta facendo quello che Minichamps non fece ai tempi della bolla speculativa delle varie Porsche 911 GT3 R/RS/RSR. All\’epoca, si parla degli anni dal 2001 al 2006/2007, internet non era ancora così diffuso e non erano rari i collezionisti/commercianti che acquistavano dei lotti da inconsapevoli negozianti \”fisici\” in Francia o altrove e li rivogavano su eBay guadagnando centinaia di euro a modello. Oggi Spark, nello spazio di una settimana, ti può fare la riedizione di tutte le Porsche 917K Gulf di Le Mans 1970, calmierando dall\’alto un mercato che è sempre suscettibile di prendere fuoco (non è vero che non girano i soldi; i soldi ci sono, forse sono i compratori ad avere comportamenti diversi rispetto a dieci o venti anni fa). Oggi Spark ha annunciato la riedizione di una serie di Formula 1 che erano molto ricercate, ed è giusto così. Ne seguiranno molte altre, anche perché per moltissime versioni esaurite da diversi anni c\’è ancora tanta richiesta. Tutto sommato in queste riedizioni i collezionisti, quelli che non speculano, hanno solo da guadagnarci. Non diamo la descrizione di ciascun modello previsto in riedizione; trovate tutti i dettagli nelle immagini di questo thread.

La Porsche 718 Cayman GT4 dell\'Italiano GT 2019 nei programmi di Eliomodels

Una delle due 
Cayman GT4 di Autorlando impegnata 
al Mugello (foto David Tarallo)

Neanche a farlo apposta, qualche ora dopo l\’uscita del thread sulle Porsche 718 Cayman GT4 modello 982 dell\’Italiano GT 2019, Eliomodels ci ha anticipato che intende realizzare qualche versione di questa vettura (se di Ebimotors o di Autorlando non l\’ha ancora specificato) partendo da una base Spark, come già avvenuto tempo fa. E\’ una bella notizia che seguiamo con interesse. Appena avremo aggiornamenti non tarderemo a pubblicarli. 

Le Porsche 718 Cayman GT4 Clubsport Competition (tipo 982) nel Campionato Italiano GT

Tre anni dopo la prima Cayman GT4 Clubsport, Porsche ha presentato per la stagione 2019 la 718 Cayman Clubsport modello 982. La vettura è già molto diffusa a livello internazionale e presenta una serie di interessanti innovazioni, fra cui un\’ampia parte della carrozzeria in materiale composito in fibra naturale. A livello meccanica, rispetto alla precedente versione, il motore dà una quarantina di cavalli in più, raggiungendo la bella cifra di 425 (pari a 313kW). La Cayman GT4 è fornita dalla Casa già col rollbar montato sulla scocca. Il sistema di sospensioni anteriori deriva dalla 911 GT3 Cup. Della GT4 sono disponibili due configurazioni, la Trackday pensata per piloti dilettanti che hanno per lo più l\’intento di partecipare a test privati e eventi amatoriali, e la Competition, con ammortizzatori regolabili, freni specifici, serbatoio da 115 litri per gare endurance e altre caratteristiche più spiccatamente competitive. Nel Campionato Italiano GT due storici preparatori, Ebimotors e Autorlando, schierano quattro vetture. Pubblichiamo alcune immagini sperando che possano essere fonte di ispirazioni da parte di piccoli produttori modellistici, che potranno partire senza problemi dalla base Spark.
(foto David Tarallo)











Campionato Italiano Gran Turismo Sprint al Mugello: spotter guide

Il Campionato Italiano Gran Turismo, organizzato da Acisport, arriva in questo fine settimana al Mugello per una delle gare della serie sprint. Com\’è spesso costume del blog, pubblichiamo una panoramica di tutti i partecipanti, che hanno disputato questo pomeriggio la prima delle due gare in programma (la seconda si correrà domani). Il GT Italiano resta un campionato molto interessante, caratterizzato da una varietà di concorrenti e da un ottimo livello di squadre e piloti.
(foto David Tarallo)

Mann/Cioci (Ferrari 488 GT3)
Chodzen (Maserati Gran Turismo MC GT)
Larini (Mercedes AMG GT3)

Cuneo/Magnoni (Lamborghini Huracan GT3 Evo)

Magnoni (Ginetta G55 GT4)

Agostini/Rovera (Mercedes AMG GT3)

Piccioli/Costa (Porsche 718 Cayman GT4)

Fascicolo/Guerra (BMW M4 GT4)

Riccitelli/De Castro (Porsche 718 Cayman GT4)

Ghezzi/Camathias (Porsche 718 Cayman GT4)

Postiglione/Mul (Lamborghini Huracan GT3 Evo)

Baldan (Mercedes AMG GT3)

Perolini/Gersekowski (Lamborghini Huracan GT3 Evo)

Di Amato/Vezzoni (Ferrari 488 GT3)

Fontana/Kaffer (Audi R8 LMS)

Fuoco/Hudspeth (Ferrari 488 GT3)

Veglia/Casè (Ferrari 488 GT3)

Comandini/Johansson (BMW M6 GT3)

Lippi/Sernagiotto (Ferrari 458 GT3)

Cerati/Chiesa (Porsche 718 Cayman GT4)

Paolino/Jirik (Lamborghini SuperTrofeo Evo)

Michelotto (Lamborghini Huracan GT Cup)

Marchetti/Mantori (Ginetta G55 GT4)

Scarperia saluta i protagonisti del Campionato Italiano Turismo Endurance alla vigilia del weekend all\'Autodromo del Mugello

 Una volta si diceva che l\’autodromo del Mugello era una realtà svincolata dal territorio, quasi una cattedrale nel deserto. Da vent\’anni a questa parte molte cose sono cambiate, almeno per quanto riguarda le aree adiacenti alla pista. Basti pensare alle tante iniziative organizzate nella settimana della MotoGP, ma le attività non si limitano al mondiale delle due ruote. Si cerca di rendere partecipi i centri attorno alla pista (Scarperia in primis, ma anche Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve) in occasione delle varie gare. Certo, al Mugello ormai gli eventi di primissimo piano sono pochi ma ci sono sempre i campionati italiani e quest\’anno tornano dopo alcuni anni di assenza le finali mondiali Ferrari in autunno. 


Questo weekend è in programma il Campionato Italiano GT, il TCR, la Carrera Cup e altre serie. I protagonisti dell\’Italiano TCR hanno sfilato oggi alle ore 18 con le loro auto per Via Roma a Scarperia, arrivando davanti al Palazzo dei Vicari dove le vetture sono rimaste esposte per un paio d\’ore. I piloti sono stati accolti dalle chiarine del comune e poi dalle autorità comunali all\’interno del Palazzo dei Vicari. Questo è un modo come un altro, semplice ma efficace, per avvicinare lo sport motoristico alla gente, attirando anche i turisti che in questo periodo dell\’anno non mancano. 


E\' scomparso Georges Harris, decano dei piloti belgi

E\’ mancato all\’età di 98 anni Georges Harris. Nato il 7 maggio 1921, era il decano dei piloti belgi. Soprannonimato \”Monsieur Trajectoire\” dai suoi conterranei per la puntigliosità della sua tecnica di guida, si era espresso ai massimi livelli sia in pista sia su strada nei rally. Si fece notare per la prima volta nel 1956, allorché batté un record sul giro stabilito da un altro pilota belga, allora di riferimento: Paul Frère. Da quel momento entrò nell\’orbita dell\’Equipe Nationale Belge, con i cui colori disputò la 24 Ore di Le Mans 1957 con una Ferrari 500 TRC insieme a Lucien Bianchi, conquistando una settima posizione assoluta e la vittoria nella categoria 2 litri. 

Ripeté l\’exploit a Le Mans nel 1962, allorché concluse in quattordicesima posizione e prima di categoria 1300cc al volante di una Simca-Abarth condivisa con Claude Dubois. Vincitore nel 1961 della Liège-Sofia-Liège insieme a Lucien Bianchi, era stato anche compagno di equipaggio di Jacky Ickx al Tour de France Auto 1963.

Raceland Gold Edition di Spark: le prossime uscite, fra cui la Konrad e la Brun Gruppo C

Pubblichiamo le anteprime delle prossime uscite dei modelli 1:43 e 1:43 della serie Gold, realizzata da Spark in esclusiva per Raceland. Spiccano, come vedete, la Konrad e la Brun Gruppo C, cui dedicheremo, al momento della commercializzazione, dei thread a parte.
Questo il dettaglio dei singoli modelli. La data di uscita è una stima. Le foto dei modelli in 1:43 corrispondono al pre-serie definitivo, già approvato.

Opel Kadett C GT/E Gr5 Div.II Zolder Guenther Knippschild (1:43, sett./ott. 2019)

Konrad-Lamborghini KM011 Gr.C Magny Cours 1991 Johansson/Konrad (1:43, fine luglio 2019)



Brun-Judd C91 Gr.C Repsol Magny Cours 1991 Larrauri (1:43, fine luglio 2019)

Penske-Cosworth PC4 Formula 1 ATS Racing GP Germania 1977 Heyer (1:43, fine luglio 2019)

Ford Mustang Zakspeed Turbo Miller 200 Miglia di Norimberga Norisring 1981 J.Paul jr (data di uscita non specificata)

Eurobrun-Judd ER189 Formula 1 JSK GP San Marino 1990 Roberto Moreno (settembre 2019 circa)

Ecco infine alcune immagini del prossimo modello 1:18 (configurazione non definitiva, soggetta a modifiche).

Bmw 320 Turbo Gr.5 Sachs Sporting DRM Div.II Norisring 1978 Ertl (data di uscita non ancora nota)