GTO bresciana: la 4675GT di Oddone Sigala, un modello Remember

Carrozzeria \”tetto lungo\”: una caratteristica della
Ferrari 250 GTO telaio 4675GT ricarrozzata dopo
l\’incidente al Tour Auto 1963. 

Remember Models ha recentemente realizzato una versione poco conosciuta della Ferrari 250 GTO 64 telaio 4675GT. Come molti sapranno, la 4675GT ricevette la carrozzeria stile 1964 dopo un incidente al Tour Auto nel 1963 con Fossati/Francolini. Dopo diverse gare con altri piloti nel corso del 1964, nel mese di luglio di quell\’anno passò a Oddone Sigala, dove ricevette la targa BS-157747. Sigala debuttò con questa vettura al Circuito Stradale del Mugello, per poi disputare altre corse in circuito e in pista. La versione Remember si riferisce alla 1000km di Parigi, corsa a Montlhéry l\’11 ottobre 1964, dove lo stesso Sigala e Edoardo Lualdi-Gabardi ottennero un dodicesimo posto assoluto. Nell\’autunno del 1964 la vettura fu poi ceduta a Vincenzo Nember. Il modello Remember si caratterizza per tutti i più recenti aggiornamenti di questa produzione, a cominciare dai cerchi modello W15, provvisti di gallettoni in alluminio con il corretto orientamento. La produzione è estremamente limitata. Il modello è in vendita a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/692548853/ferrari-250-gto-64-4675gt-1000km-paris

Lo sponsor Amoco caratterizzava la GTO di Oddone Sigala. 
La GTO telaio 4675GT fu targata Brescia nel luglio \’64. 

Abarth il mito dello scorpione. Autosprint Gold Collection vol.2

E\’ in questi giorni nelle edicole il secondo quaderno dell\’Autosprint Gold Collection, la speciale serie dedicata ad alcuni aspetti di grande impatto dell\’automobilismo sportivo. Dopo la prima uscita, dedicata ai settant\’anni di Niki Lauda, è la volta di un\’altra celebrazione dei settant\’anni, stavolta in onore del marchio Abarth. In 132 pagine (e per soli € 5,00) i lettori hanno a disposizione un ritratto dei personaggi e delle macchine più rappresentative dello Scorpione. La figura di Carlo Abarth è ben tratteggiata attraverso la ristampa di articoli dell\’epoca e di vari contributi moderni. Stesso dicasi per piloti quali Arturo Merzario, ma anche per il meno conosciuto (ma non meno importante) Guido Scagliarini, tanto per citare uno dei nomi più rappresentativi dell\’automobilismo del periodo delle origini del marchio. La storia e le storie ci sono; nulla di eccezionale, ma per lo meno decoroso, anche per chi non ha sotto mano gli Autosprint degli anni sessanta e settanta. E\’ ben raccontato un periodo chiave della storia di Abarth, quella del passaggio alla Fiat, ufficializzato nel 1971. Anzi, proprio questo aspetto è sviscerato in modo soddisfacente. Particolare non trascurabile, la storia arriva ai giorni nostri, con la descrizione delle Abarth dopo Carlo Abarth (per parafrasare un bel libro scritto da Sergio Limone qualche anno fa). Si passa quindi dai rally degli anni settanta ormai sotto l\’egida della Fiat, per arrivare alle vicende anni novanta e primi anni duemila che non sono abbastanza antiche per scatenare particolari emozioni e non sono ormai abbastanza recenti per dar vita a ricordi freschi: insomma, un periodo dell\’automobilismo che per ragioni storiche è ancora nel limbo e paradossalmente è meno conosciuto perché ancora poco… studiato! Succedeva la stessa cosa con gli anni sessanta negli anni settanta, e negli anni ottanta col decennio precedente. Oltretutto, essendo il periodo 1995-2005 un\’era a cavallo della diffusione di massa di Internet e della fotografia digitale, le immagini di questo speciale Autosprint relative alle varie Panda, Punto e Stilo rally sono particolarmente utili e interessanti. La storia si chiude coi giorni nostri, trattando dei vari monomarca e delle varie attività sportive promosse dall\’Abarth attuale.

Uno strumento di consultazione per chi voglia saperne di più sull\’Abarth del passato, su cui ormai esistono peraltro innumerevoli pubblicazioni, alcune molto valide, altre parecchio meno, ma paradossalmente questa pubblicazione sarà di particolare utilità per chi desideri un rapido riassunto su argomenti più recenti ma che – come si è già detto – non sono ancora entrati di diritto nella storia dell\’automobilismo per mancati raggiunti limiti di età e che all\’epoca di Internet non erano già più di attualità per apparire nelle varie cronache e gallery dei siti: tanto per fare un esempio, potremmo citare il Trofeo Fiat 2000, la Punto del Mondiale Junior, la Stilo Abarth, la Panda Trofeo, la Punto IRC, il Trofeo Selenia, la 500 Abarth 500 R3T o la Formula Abarth.

Troppi nomi, troppe sigle? Bene, questo Autosprint Gold fa per voi. E in più ripercorrerete la gloriosa storia di un marchio che per fortuna è ancora vivo nonostante in passato sia stato fatto di tutto per cancellarlo dalla memoria. Ma, come diceva Carlo Abarth, \”sono fiero di aver creato questo nome che solo con l\’ignoranza potrà essere dimenticato\”. D\’ignoranza ce n\’è stata parecchia, ma grazie al cielo non abbastanza per fare danni irreparabili, com\’è invece accaduto con altri marchi.
Appuntamento ad aprile col terzo numero, dedicato al venticinquesimo anniversario della
scomparsa di Ayrton Senna.

Rassegna stampa: Model Collector, n.382 (marzo 2019)

Leggevo regolarmente Model Collector all\’inizio degli anni novanta. Era una rivista che arrivava regolarmente da Tron a Milano, ma la si poteva trovare anche altrove in Italia. Preferivo Modelauto Review (ancora più \”inglese\”), ma anche MC costituiva un utile strumento d\’informazione su produttori e realtà che era difficile conoscere in quegli anni in cui il mondo era ancora offline. Model Collector era stato fondato nel 1987 e ospitava anche una selezione di articoli storici su modelli obsoleti, alternati a recensioni piuttosto puntuali su modelli che nel resto d\’Europa non godevano magari di grande fortuna, come gli EFE, ma che nel Regno Unito erano molto popolari e seguiti. Model Collector esiste tutt\’oggi, e nella zona di Firenze, tanto per fare un esempio, si può trovare nella fornitissima edicola all\’interno del centro commerciale I Gigli non lontano dalla zona di Prato-Calenzano. Cos\’è rimasto del vecchio spirito di Model Collector e più in generale delle riviste britanniche? Modelauto Review non esiste più, per non parlare della più inglese di tutte, Pit Road che fu la prima a lasciare la compagnia – e anche parecchio presto.

Per gli amanti del genere direi in primis la grafica: qualcosa, ancora oggi, si è salvato, anche se i contenuti non sono più approfonditi come un tempo. Va comunque ricordato come Model Collectors, di tutte le riviste inglesi, fosse la più europea, almeno come approccio, stile degli articoli e criteri di giudizio, pur conservando comunque una qualche aura isolana. Oggi è ancora abbastanza così: dicevo della grafica, ancora inconfondibile (così come si riconoscerebbe da lontano una rivista nipponica, anche se fosse scritta con i nostri caratteri). Piuttosto puntuale, competente, chiara, Model Collector costituisce una lettura alternativa per chi voglia avere uno sguardo su mondi collezionistici lontani dal nostro.

Certo, l\’influenza degli inserzionisti si fa sentire: Oxford Diecast è uno degli sponsor della rivista, e le piccole recensioni in apertura risentono notevolmente di questo. Non mancano comunque recensioni molto competenti e approfondite, come quella, nel numero di marzo, sulla Volvo P1800 in 1:18 di DNA Collectibles. Simpatica anche la disamina storica sui Matchbox e sull\’effettiva apparizione del caratteristico nome-logo sui fondini nel corso dei due-tre decenni di maggior gloria del marchio. Oggi Model Collectors fa parte di Mytimemedia Ltd. e in Inghilterra ha un prezzo di copertina di GBP 4,35. Maggiori informazioni sulla rivista potranno essere reperite sul sito www.modelcollector.com.

Sempre Porsche: alcune interessanti aggiunte al programma 1:18 di Spark

Non usciranno che nel corso del quarto trimestre 2019, ma queste tre novità Spark in 1:18 sono particolarmente interessanti. Si tratta di tre vetture che hanno caratterizzato la stagione 2018. Ecco il dettaglio:
18S353 Porsche 911 RSR vincitrice di classe Petit Le Mans 2018 #911 Pilet/Tandy/Makowiecki
18US005 (serie USA, edizione limitata a 300 esemplari) Porsche 911 RSR Petit Le Mans 2018 #912 Bamber/Vanthoor/Jaminet

18S405 Porsche 919 Hybrid Evo Tribute Nurburgring 29 giugno 2018 record 5\’19\”6 Timo Bernhard (con pannello celebrativo).

Streetblisters: una nuova gamma di accessori in scala 1:24

Streetblisters è un nuovo produttore spagnolo che ha al suo attivo una gamma di cerchi, gomme e accessori fotoincisi e in acciaio cromato per kit in plastica in scala 1:24. In questo settore esiste un\’offerta molto varia e completa, ma Streetblisters ha cercato di colmare alcune lacune che ancora restavano. Avendo acquisito la licenza ufficiale Spoon Sports, il marchio, che ha sede a Barcellona, propone alcuni terminali di scarico in acciaio cromato e cerchi che riproducono i prodotti Spoon. In aggiunta è disponibile un set di gomme scolpite Toyo per ruote da 16 pollici, un set fotoinciso per la Honda Civic EK di Fujimi e tutta una serie di altri cerchi particolarmente adatti per vetture sportive da turismo.
Gli articoli Streetblisters sono in vendita a questo link:
https://www.geminimodelcars.com/search?q=Streetblisters

Focus su: Dallara-Volkswagen F317 F.3 Macau GP 2017 Dan Ticktum di Spark 1:18

Dopo aver proposto una lunga serie di Dallara Formula 3 contemporanee in 1:43, Spark ha deciso di inaugurare una serie parallela in 1:18. Il primo modello (catalogo 18MF17) è la vettura vincente del GP di Macao 2017 con Dan Ticktum. La scelta di una vettura della gara di Macao fa pensare che Spark continuerà nella tematica esattamente come ha fatto con una parte della produzione delle Dallara F.3 in 1:43. Spark estende quindi la propria scelta a una categoria che fino a questo momento era stata appannaggio di pochissimi artigiani, e l\’uscita della prima Dallara in 1:18 è uno dei fatti più importanti di questi ultimi giorni. Accanto, Spark sta sviluppando sempre più la tematica delle Formula 1 di fine anni settanta, e non è certo escluso che anche per quanto riguarda le formule minori si possano presto avere Formula 3 e Formula 2 degli anni settanta-ottanta, come Ralt, March, Martini, Maurer, AGS e così via. Le premesse ci sono e le capacità tecniche anche. Ma veniamo a questa Dallara: il modello è fornito con una vetrinetta, cosa assente in altre produzioni in 1:18 dello stesso marchio.

Cosa non trascurabile, l\’imballo è molto semplice ed efficace: non dimentichiamoci che questi modelli di notevole mole e complessità debbono affrontare lunghi viaggi nel corso della loro importazione, distribuzione e vendita. L\’impressione generale è quella di un\’incredibile pulizia: la finitura opaca non perdona e non si trova una macchia di colla o un\’imperfezione neanche a pagarla. Perfetta la resa delle superfici in carbonio e l\’allineamento delle varie sospensioni e appendici aerodinamiche è esente da ogni critica. Anche sulle monoposto in 1:18 il pilota costituisce una scelta che alcuni possono non condividere, ma in questo caso la finitura del figurino è molto convincente, con tanto di cinture di sicurezza in stoffa e fibbie fotoincise, visiera del casco realistica e quant\’altro. Molto bello il volante, completo dei vari comandi.

La scala 1:18 inizia a essere impegnativa per chi voglia riprodurre una vettura di formula ma Spark evidentemente non si scoraggia di fronte a sfide di questo genere. Al pubblico un modello come questo costa circa € 155, un traguardo impossibile per le varie case artigianali. Di fronte a risultati simili ci si rende conto del progresso compiuto dai fabbricanti di resincast in quest\’ultimo decennio. Gli Spark in 1:18 si sono ormai definitivamente liberati di quell\’impressione di giocattolone che modelli di questa scala finivano per dare.

Il dettaglio è notevole e di grande finezza, particolarmente adatto anche alla modernità del soggetto. Forse è proprio su vetture contemporanee che gli Spark in 1:18 danno il meglio di sé, anche se siamo curiosi di recensire alcune delle prossime uscite \”classiche\” in questa scala, come la Williams-Cosworth FW07 Formula 1 il cui pre-order è già stato distribuito durante l\’autunno.

Fiat Ranger Ferves di Mercury: un\'elaborazione di Fabrizio De Gennaro

A volte capita di ritrovare qualche scatola piena di vecchi modelli, magari non in buonissime condizioni ma sufficientemente completi per invogliare a un restauro. E siccome a Fabrizio De Gennaro le idee non mancano, l\’occasione per mettere le mani su vecchi diecast che riposano da decenni in una cantina o una soffitta è sempre buona. In un recente passato abbiamo già presentato alcune elaborazioni di De Gennaro, appassionato di marchi italiani. Stavolta De Gennaro è partito da un rottame di una Fiat Ranger Ferver di Mercury, un bel modello della ditta italiana, uscito col numero di catalogo 41 in tantissime varianti di colore. Stavolta il modellista ha deciso di operare un ripristino generale del modello con tutta una serie di aggiornamenti per valorizzare al massimo la bontà di linee della riproduzione d\’epoca. Non si tratta quindi di un restauro storico, ma di una vera e propria reinterpretazione in chiave moderna, cercando di portare la fedeltà a un livello superiore, come se si trattasse di uno speciale moderno.

Ecco quindi che tutto è stato rivisto e migliorato: dal colore conforme all\’originale agli interni, dal parabrezza ai tergi, dal retrovisore alla riproduzione della ruota di scorta con la sua copertura (l\’originale era andato perduto, ragion per cui De Simone ha simulato la presenza della ruota stessa con la silhouette di una custodia nera). Per il momento manca la scritta Ranger che verrà stampata in decal. Il risultato generale è estremamente gradevole, a conferma che elaborazioni di questo tipo possono riservare molte soddisfazioni con un costo minimo e che gli uffici tecnici delle case di un tempo erano in grado di ottenere modelli dalle dimensioni corrette nonostante non potessero contare su tecnologie digitali e di tutte quelle facilitazioni che i produttori di oggi hanno sotto mano.

Effetto Amazon: i disastri del fast collecting


Fast collecting me lo sono inventato in questo momento, sul calco di fast food. Mi viene da riflettere ogni volta che ricevo uno di quei comunicati di BBR, in cui si raccomanda un po\’ di pazienza a chi ha effettuato dei pre-ordini. Con la consueta educazione ma anche con la dovuta chiarezza, quelli di BBR cercano di spiegare che se fai un pre-order devi tenere presente due cose fondamentali: 1) i tempi imposti dal fabbricante; 2) che non te l\’ha ordinato il medico. Oltretutto come se BBR non fosse un\’azienda sufficientemente seria da tener fede ai propri impegni, questi comunicati, abbastanza frequenti non dimostrano che una sola cosa: la fretta. Ed è la fretta imposta dal famigerato metodo Amazon, del tutto e subito, della spedizione immediata, della priority delle priority e via andare. Se certi comunicati vengono inviati, evidentemente significa che c\’è chi ancora non ha capito nulla e pensa o s\’illude che i modelli nascano così, dal nulla, e in due balletti. Se BBR chiede degli anticipi per i preorder è evidentemente per rientrare subito negli investimenti, e non c\’è assolutamente nulla di male. Nelle clausole c\’è scritto in modo chiaro ed evidente che le caparre non sono rimborsabili e viene anche specificato un periodo minimo e un periodo massimo per la consegna. Credo sia interessante, per chi non lo conosca, riportare il testo integrale del comunicato, tradotto anche inglese (cosa che tralasciamo in questa sede). Domanda: che ne è stata della famosa capacità di attendere del collezionista, dei tempi in cui i modelli si attendevano per mesi senza neanche farci troppo caso? Epoche da dinosauri? Nuovi mercati in cui tutto si consuma con la stessa rapidità di un film o di una canzona da scaricare su Internet? Buona notte a tutti.

Cari Clienti,
vi preghiamo di leggere attentamente questa circolare.
Voi nostri clienti MyWay siete tanti e continuate a crescere.
Le vostre mails di richiesta uscita prodotto sono in continuo aumento, il nostro impegno è di consegnare il prima possibile i modelli da voi ordinati.
Se avete un pre-order in corso non vi preoccupate riceverete il vostro modello: é il nostro lavoro e il nostro impegno.
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In questo modo eviterai di rimanere senza una copia dei modelli in serie limitata.
Il servizio pre-order è facoltativo
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45ma edizione della Mostra scambio di modellismo ferroviario a Prato, 17 marzo 2019

Chi stamani avesse avuto qualche ora di tempo da spendere nel comprensorio fra Prato e Calenzano avrebbe potuto fare un unico giro accoppiando la borsa del soldatino all\’Hotel Delta Florence di Calenzano (di cui leggete a parte), arrivando poi in Piazza Stazione a Prato dove, nei locali del DLF locale, era organizzata la quarantacinquesima edizione della borsa scambio di modellismo ferroviario. Oltretutto, quest\’ultima manifestazione costituisce sempre un ottimo motivo per riammirare il suggestivo plastico della direttissima Bologna-Prato in H0 dell\’AFP (Associazione Fermodellistica Pratese), ospitato presso il Dopolavoro ferroviario. Purtroppo assenti alcuni produttori di automezzi, che costituiscono l\’interesse principale per le visite di chi non è un incondizionato del fermodellismo, il viaggio a Prato era comunque giustificato oltre che dalla bellezza del plastico della direttissima, anche per alcuni modelli civili e militari in esposizione, montati molto bene, fra i quali spiccavano un paio di auto in 1:24 opera di Gianluca Sambo. Per quanto riguarda la borsa, interessante l\’offerta di alcuni artigiani in tema di accessori e rotabili, fra i quali spiccava la vetrina delle creazioni di Alpenmodel. Pubblichiamo una gallery che comprende immagini della borsa, dell\’esposizione di modellismo e del plastico della direttissima.
Le prossime borse-scambio organizzate presso il DLF di Prato avranno luogo il 12 maggio, il 13 ottobre e il 15 dicembre 2019.

Borsa di scambio a Calenzano, 17 marzo 2019: soprattutto soldatini (ed era previsto)

La borsa all\’Hotel Delta Florence di Calenzano tenutasi oggi era incentrata principalmente sui soldatini e gli organizzatori non ne avevano fatto mistero. Tra l\’altro, nell\’ambito della manifestazione fiorentina era inserita la ventesima edizione del concorso internazionale del soldatino da collezione, per la quale erano previsti riconoscimenti, premi e la partecipazione di numerosi e qualificati gruppi modellistici. In effetti per gli appassionati del figurino, a Calenzano oggi c\’era di che guardare, e anche limitandosi ai banchi dei venditori, senza entrare nel merito del concorso, si potevano trovare alcune rarità di tutte le epoche, ben fatte e in condizioni eccellenti di conservazione; per chi era bambino negli anni settanta, emozionavano le scatole tricolori di Atlantic delle rare serie dipinte \”Soldati d\’Italia\” in scala 1:32, tanto per restare sull\’industriale; per gli appassionati dell\’artigianato, figurini da montare o già finiti nelle varie scale offrivano una scelta davvero notevole. E\’ ovvio quindi che in questo festival del soldatino, gli automodelli dovessero recitare la parte dei comprimari. Pochissimi venditori, scelta limitata e qualità difficilmente classificabile. La borsa di Calenzano consacrata a questo settore si svolgerà il 5 maggio e sicuramente chi cerca qualcosa di meglio rispetto a qualche vecchio Politoys ridipinto troverà forse un\’offerta migliore. In ogni caso, per chi sia passato, anche per caso, dall\’Hotel Delta Florence, quella di oggi sarà stata una bella occasione per ritrovare alcuni oggetti della propria infanzia che se tenuti in condizioni pari al nuovo possono arrivare a quotazioni notevoli. Nella parte finale della gallery pubblichiamo alcune immagini relative agli espositori del concorso e ai premi in palio. Ultima annotazione: la Borsa di Calenzano è stata anche l\’occasione per la presentazione di un nuovo quaderno a cura di Agostino Barlacchi, \”Ricette… buone come il pane\”, di cui parleremo forse in un prossimo futuro.