Come BMW, Ford ha annunciato il proprio ritiro dal WEC dopo Le Mans 2019. Pubblichiamo una gallery \”tecnica\” un po\’ insolita. Le immagini sono state scattate oggi pomeriggio durante la pit walk di Le Mans (ma dall\’altra parte…).
Foto copyright David Tarallo
Speciale Le Mans parte 10: anteprima della Porsche 911 RSR Team Project1 di Spark
Per Spark, Le Mans è il momento delle anteprime. Una delle tante livree fantasiose presenti alla 24 Ore è quella della Porsche 911 RSR numero 56, iscritta nella classe AM della categoria LMGTE. Pilotata da Bergmeister, Lindsey e Perfetti, la vettura è stata da Richard Phillips (\”artist\”, recita il comunicato ufficiale) con l\’assistenza di Andy Blackmore.
| La Porsche 911 RSR del Team Project1 (foto David Tarallo) |
Cose simili si erano già viste in anni passati e oggi col wrapping si fanno miracoli, almeno a livello tecnico. L\’assistenza ufficiale della Porsche ha facilitato il lavoro di decorazione. Durante il weekend di gara il modello 1:43 della vettura, già in configurazione Le Mans con tanto di loghi e numeri di gara corretti, è in vendita presso i punti Spark a €75.00. Questa referenza ha il numero di catalogo (fuori dalla serie standard) SP276 ed è stranamente in zamac anziché in resina. La livrea è davvero ben fatta; in questi casi Spark fa mostra di tutta la sua abilità nel riprodurre decorazioni \”impossibili\”.
Aggiornamento del 14 giugno ore 16.00: il modello è ufficialmente esaurito. Naturalmente uscirà nella serie normale di Spark. Dicono che ne siano stati fatti per ora solo cento, ma non essendo numerato, non è dato saperlo con esattezza.
Speciale Le Mans parte 9: il primo modello in scala di una Hypercar Le Mans!
No, tranquilli, Spark non ha ancora fatto uscire niente. E\’ una battuta per mostrare un simpatico gadget distribuito dall\’ACO alla stampa in occasione dell\’annuncio di stamani sul lancio della nuova categoria il cui regolamento entrerà in vigore a partire dalla stagione 2020-2021. E\’ una chiave USB in gomma con le forme del concept utilizzato per promuovere la nuova categoria. Beh, si tratta pur sempre di un modello, no? A proposito, non è in resina ma in gomma…
Speciale Le Mans parte 8: immagini della conferenza stampa dell\'ACO
Una nuova era si apre per la endurance. Alcune considerazioni si impongono ma ci sarà tempo per analizzare gli elementi fondanti di questo cambiamento. Pubblichiamo una serie di foto della conferenza stampa dell\’Automobile Club de l\’Ouest che si è appena conclusa. Presenti diversi personaggi che hanno un ruolo più o meno ufficiale in questa 24 Ore di Le Mans, dal grand marshall Hurley Haywood a Patrick Dempsey (che ha ricevuto il riconoscimento Spirit of Le Mans), da Ickx a Pescarolo, da Ullrich a De Chaunac.
Speciale Le Mans parte 7: Hypercar, il futuro di Le Mans
| Un momento della conferenza stampa dell\’ACO di stamani. |
A parte la fuffa tipica di questi eventi, finalmente siamo arrivati un po\’ al dunque. L\’ACO ha appena concluso la conferenza stampa di presentazione dei campionati futuri e possiamo vederci più chiaro. La superseason dell\’anno prossimo, la 2019-2020 sarà l\’ultima con i vecchi regolamenti e servirà essenzalmente a non perdere continuità prima della stagione 2020-2021, quella che vedrà l\’introduzione della nuova normativa tecnica. Ford e BMW se ne vanno dal GT Pro, ma ci si salverà con l\’arrivo in delle due Ginetta-AER G60-LT-P1 in classe LMP1 e altre novità, fra cui l\’arrivo del Cetilar Racing che schiererà la Dallara-Gibson P217 utilizzata nella serie europea. In un modo o nell\’altro, nelle gare corte si resterà sul filo dei 33 partenti, il che è già un risultato più che discreto. Salvata la pagnotta per il 2019-2020, veniamo ai programmi a lunga scadenza: la regina del WEC (e quindi di Le Mans) sarà la HyperSport, che darà la possibilità di due piattaforme diverse: una coincidente con progetti del tutto ex-novo (in pratica prototipi con la forma di Hypercar), l\’altra a partire da una vettura stradale, di cui dovranno essere costruiti almeno 20 esemplari.
| Richard Mille, presidente della commissione FIA Endurance, e Pierre Fillon, presidente dell\’ACO. |
Speciale Le Mans parte 6: A proposito di Spark
Premesso che l\’ultima volta che ho scritto qualcosa che iniziava per \”A proposito di…\” qualcuno ha preso parecchio d\’aceto, riprendiamo il filo parlando di Spark. Inutile dire che ormai è l\’unica cosa modellistica che sopravvive, a parte qualche sporadica presenza di basso ordine di cui vi daremo notizia in uno dei prossimi post. La poca gente che c\’è quest\’anno a Le Mans sembra entrare tutta nei vari punti vendita Spark, tanto sono affollati. Soprattutto quelli con lo zaino da Everest che si girano di scatto rischiando di darti un colpo che neanche Tyson se gli dicessi che ha la mamma introcchia. Spark domina e non potrebbe essere altrimenti. Hanno ovviamente portato tutte le novità e anche di più, comprese alcune edizioni limitate per paesi esotici, come la Porsche 917K Gulf del film di McQueen o un\’incredibile Martini-Renault Mk22 Formula 2 di una gara giapponese del 1978 (pilota il campione europeo Arnoux). Il modello, oltre ad assomigliare in modo abbastanza impressionante al vecchio ma bellissimo X-Tenariv, e del resto non c\’è nulla di cui sorprendersi, prelude forse al fatto che Spark stia finalmente prendendo in considerazione tutta quella generazione di Formula 2 che appunto Viranet aveva toccato ai tempi, con risultati di grande livello (March, Martini, Chevron, Kauhsen). A parte questo, abbondano nelle vetrine gli 1:18 e anche gli 1:8, che costituiscono l\’élite della produzione Spark. Accanto, l\’entry level, ossia i MileziM che hanno definitivamente preso piede, anche se con scadimenti qualitativi abbastanza preoccupanti: le idee sono originali, ma basti osservare i parabrezza che si staccano sulle Renault 8.
D\’accordo che sono fatti in Madagascar, ma ci vorrebbero dei controlli un po\’ più rigorosi. L\’esigenza di contenere il prezzo finale sotto i 40 euro impone delle scelte produttive che finiscono per andare in contrasto con gli standard del collezionista medio.
Speciale Le Mans parte 5: Un altro po\' di ipercorse e qualche crosta
Se il regno di questa roba è la Le Mans Classic, anche la 24 Ore è abbastanza fornita di pseudo-arte, che attira molto un certo tipo di pubblico. I lettori hanno apprezzato molto un recente articolo sulle \”ipercorse\”. Qui potete ammirarne un esempio tipico, che dovrebbe raffigurare il Nurburgring, diventato improvvisamente il Gran San Bernardo.
Speciale Le Mans parte 4: strisce, ritagli e frattaglie
Parafrasando il titolo di una popolare trasmissione di Renzo Arbore, pubblichiamo un\’altra selezione di livree che vorrebbero essere un po\’ originali. Alcune ci riescono anche, altre meno; i fissati dei colori Gulf sono tanti e usano andare in giro vestiti con magliette celesti e arancioni sperando nell\’ammirazione di chi incontrano. Accostandosi ad altri personaggi vestiti con altri motivi (Shell, Pink Pig, Ligier, Arrows, Ford, Token, Simtek…) vorrebbero fare anche il rumore con la bocca, ma spesso la fidanzata che tengono per mano, già incacchiata di suo perché in quel momento preferirebbe essere a fare shopping sugli Champs Elisés, li incenerisce con uno sguardo che prelude a turbative di una certa gravità.
Tornando alle auto, c\’è chi si è sforzato di fare un occhiolino alla storia, come la Ford, che a Le Mans lascia ufficialmente la categoria GT dopo tre anni, mentre altri si sono accontentati di motivi fantasia o ispirati al motorismo. I risultati sono eterogenei. Giudicheranno gli osservatori.
Speciale Le Mans parte 3: RocketByz?
Confesso di aver sentito parlare per la prima volta di RocketByz quando ho letto il comunicato della Rebellion. Del resto, dopo qualche ricerca, ho scoperto che questo tizio (per la precisione \”RocketByz by Tomyboy\”) ha 173.000 follower su Instagram, quindi devo essermi perso qualche passaggio intermedio. Magari avrà anche dei fake su Twitter.
Del resto oggi se non hai almeno due o tre fake su Twitter non sei nessuno. Anche il team svizzero Rebellion ha voluto esibire le sue brave art car per la 24 Ore di Le Mans 2019 e il risultato sono due macchine che sembrano essere state imbrattate da un pazzo uscito da un campo di paintball. Sono vere art car queste? Lo sono a confronto con quelle di Alexander Calder, Frank Stella, Andry Warhol o Roy Lichtenstein? Lo era a sua volta quella di Jeff Koons comparata alle performance precedenti degli anni settanta? Boh. Sta di fatto che a mio avviso (a mio avviso, eh. Adesso arriveranno decine di Vittori Sgarbi che mi urleranno \”capra! capra!\”) qui manca qualcosa. Forse il concetto potrebbe essere esteso in maniera speculare a tutta l\’arte contemporanea, ma qui all\’alta fantasia mancherebbe la possa, come diceva Dante. Non ho la competenza specialistica per sostenere un ragionamento di questo genere fino in fondo; non perché non conosca la storia dell\’arte, ma perché non ho studiato marketing. Oggi un artista, che piaccia o no, è un brand.
| Materiale stampa diffuso ai giornalisti. |
Ed è inutile che diciate che in fondo è sempre stato così, perché sarebbe una semplificazione storicamente inaccettabile. Comunque. Torniamo alle auto da corsa. Qualche anno fa ci fu quello che aveva decorato una LMP2 con i segnali stradali, non ricordo chi era e mi fa fatica andare a cercare. Lo trovate forse anche sul blog perché Spark ne aveva fatto un modello speciale, con tanto di scatolina in tema. Era un\’art car, quella là? Non lo so. Intanto prendiamoci qualche spruzzata di vernice dal campo di paintball.
[foto: David Tarallo]
Speciale Le Mans parte 2: un\'inattesa Porsche 912
Per la Porsche il numero 912 è tornato un po\’ di moda da quando le vetture ufficiali corrono nell\’IMSA. Con il 911 assegnato ad un equipaggio, l\’altro deve accontentarsi del 912, che comunque corrisponde ad un modello che con la \”11\” è strettamente imparentato. Il 911/912 sono diventati numeri popolari anche in altre gare come la 24 Ore del Nurburgring o nei vari monomarca Carrera Cup. Ma la \”vera\” 912 continua a essere un oggetto semisconosciuto, almeno da parte dei non fissati della Porsche. Intonandosi quasi perfettamente alla tonalità delle sedie del bar Moet a Le Mans, fa bella mostra di sé una 912 color mostarda. Data la (relativa) rarità del modello, pubblichiamo una scheda a uno dei modellisti/smanettoni che desiderino mettere in collezione qualcosa di più insolito, magari partendo da una normale 911.
