Mugello Speed Sound Festival: non solo MotoGP

Sembra ormai passata la tendenza a criticare sempre e comunque le attività dell\’Autodromo del Mugello. Forse la gente si è resa conto che quello che rappresenta il primo evento per affluenza in Italia, qualche beneficio deve pure portarlo. Allora si iniziano a tollerare due o tre giorni di confusione, che tutto sommato è una confusione disciplinata e controllata. In fondo non arrivano gli hooligans degli anni ottanta, eh. Giunto alla sua ottava edizione, ha preso il via oggi alle 18.00 il Mugello Speed Sound Festival, una rassegna musicale, gastronomica e ludica che si svolge nel centro di Scarperia, il paese a fianco dell\’autodromo. Nello storico Palazzo dei Vicari è visibile una bella esposizione di moto d\’epoca, mentre tutt\’intorno ci sono concerti, sfilate di moda, street food e molto altro ancora. Tutto sommato si è capito che eventi come la MotoGP servono anche per promuovere e valorizzare i centri abitati nei dintorni, che non di rado presentano anche motivi d\’interesse storico e culturale. All\’estero l\’hanno capito da tempo (basta andare ad Adenau nel weekend della 24 Ore del Nurburgring o ovviamente a Le Mans per la parata dei piloti); qui da noi c\’è voluto di più ma finalmente qualcosa si muove. Ben organizzato, il Mugello Speed Sound Festival entra stasera nel vivo. Vi proponiamo alcune immagini scattate nella prima serata, poco dopo l\’apertura.

Alcune nuove realizzazioni di Autodelta43: tre Alfa Romeo storiche in 1:43

Era un po\’ di tempo che non ricevevamo notizie da Maurizio Sabatini di Autodelta43. Del modellista pisano ci eravamo occupati anni fa anche sulla rivista Modelli Auto, pubblicando una visita al suo laboratorio. Presentiamo qui le tre più recenti realizzazioni, in scala 1:43, vendute solo montate al prezzo di € 230,00. Si tratta dell\’Alfa 24Hp serie D in versione torpedo, che sui libri è datata 1910 ma che dopo opportune ricerche è risultata essere del \’13, dell\’Alfa Romeo G1 in versione quatres baquets (quattro posti) del 1921 e dell\’Alfa Romeo 6C 2500S Ghia del 1947, opera di Mario Felice Boano, che aveva rilevato la carrozzeria dopo la morte di Giacinto Ghia.

Il Greg e la controinformazione su YouTube: le puntate dal garagino

L\’altro giorno, al comitato di un\’associazione di cui faccio parte, mi arriva uno dei componenti del gruppo e mi dice con aria a metà fra il pomposo e il casuale: \”sai, mio figlio si è comprato la Maserati Levante\”. Creanza e sano menefreghismo avrebbero forse suggerito di abbozzare una risposta vaga del tipo: \”ottima scelta\”, perché la ragione, come si dice a Firenze, va data \”ai pazzi e ai ragazzi\”, e chiuderla lì. Invece ho avuto come un moto di ribellione e mi sono scorse davanti agli occhi tutte le macchine che si sarebbero potute comprare con la cifra necessaria per portarsi a casa uno di quei bidoni. Era chiara, poi, l\’intenzione di impressionare non con la classe e la raffinatezza, ma con la mole, l\’aggressività e l\’inutile sfarzo tipici di ogni SUV, di lusso o meno. Segno plebeo di questi tempi. \”Davvero?\”, gli ho risposto. \”Pessima scelta. Ah, a proposito, di\’ a tuo figlio che se vuole impressionare me deve presentarsi come minimo con una McLaren F1 papaya orange o roba del genere. Il resto sono elettrodomestici\”. Mi ha guardato con aria stranita, forse un po\’ deluso o semplicemente disorientato. La mia era ovviamente una battuta, un\’esagerazione. Già pensare di guadagnarsi l\’ammirazione della gente con un\’auto (qualsiasi tipo di auto) è da sottosviluppati; sbattergli in faccia la Levante, la Cayenne, la Stelvio o altre amenità simili è semplicemente naif. Certo, sono tendenze, sono mode, che peraltro indicano il livello di competenza e di maturità automobilistica della maggior parte dei guidatori. E che c\’entra quel Greg nel titolo del thread? C\’entra. Ormai l\’informazione specializzata, italiana e non, è totalmente nelle mani delle case automobilistiche e questa non è certo una novità. Quattroruote fa copia-incolla dei comunicati dei costruttori, i giornalisti \”veri\” non hanno più uno straccio di potere contrattuale, figuriamoci se possono permettersi di condurre inchieste degne di questo nome o scrivere articoli in completa onestà e buona fede. Qual è la soluzione a questa deriva dell\’informazione, che tende a identificarsi sempre di più con la comunicazione pubblicitaria? Il giornalismo fai da te dei social e del bimbominchia che si fa i filmati guidando la Abarth del fratello maggiore non sono una soluzione qualitativamente accettabile. Alla base non c\’è una vera deontologia e una vera – ma sì, usiamola questa parola – professionalità. Oggi chiunque con un semplice smartphone può comunicare a mezzo mondo. Già, ma dire cosa? La maggior parte parla del niente e infatti mai come ora siamo sommersi da qualsiasi notizia o da foto che un giornalista serio non si sognerebbe mai di pubblicare. Nel nome della pluralità è finito tutto in vacca. Fine del pistolotto.

Il Greg

Però c\’è chi con intelligenza, pur senza essere un professionista dell\’informazione, ha saputo sfruttare le tante opportunità che la tecnologia offre a tutti. In Italia c\’è il quasi deserto ma in Germania o in Inghilterra esistono già parecchi canali Youtube che fanno una controinformazione del tutto vicina alla vera vocazione del giornalismo. Da qualche mese ne abbiamo uno anche in Italia (anche se tecnicamente è iscritto alla piattaforma spagnola, abitando a Tenerife). Si tratta di Greg Garage, che quotidianamente sforna filmati semplicissimi e lineari sugli argomenti più vari del mondo dell\’auto. Non c\’è montaggio, non ci sono spezzoni storici: ogni puntata è un monologo dai toni schietti, talvolta controversi, ma sempre basati su ragionamenti coerenti, che si possono condividere o no, ma che indubbiamente non lasciano indifferenti. Con le sue inquadrature semplici (dal \”garagino\”) il Greg (ossia Gianluca Gregis) ha il coraggio di dire cose che la maggior parte dei giornalisti non direbbe mai, ammesso che arrivasse ad elaborarle. Fra storia, attualità, economia e una viscerale passione per l\’auto, i filmati di Greg arricchiscono e fanno pensare. Il canale Youtube di Greg dedicato alle auto (ne ha anche altri) sfiora ormai i 20.000 iscritti, ed è il primo in Spagna come rapporto iscritti-visualizzazioni nella sezione motorismo. Lo sarebbe pure in Italia se fosse iscritto qui, come ho già detto. Il mio consiglio è di spendere qualche ora a guardare alcune delle sue puntate dal \”garagino\”. Ne vale davvero la pena. Il canale potete trovarlo a questo link:
https://www.youtube.com/channel/UCcbmyqhzxR3SLbMrBicYTUw
E mi raccomando, mettetegli \”like, stralike, megalike\”. Su Gregis, cercando su Google e altrove, troverete pareri contrastanti, alcuni anche molto negativi su aspetti che non riguardano la rilevanza del lavoro che sta svolgendo oggi su YouTube. Ognuno avrà la propria opinione, su tutto. Concludo giustapponendo il Greg a Davide Cironi, un altro che ha rivoluzionato un certo modo di fare YouTube con l\’automobilismo. I due non potrebbero essere più diversi, ma entrambi, e questo è ciò che conta, stanno lasciando un segno. Chi desideri attingere da fonti alternative per guardare le cose con un\’ottica diversa non dovrebbe trascurare quanto stanno producendo.

Nota del 18 dicembre 2019: a causa dei continui commenti di maleducati, incompetenti e trogloditi vari sono stato costretto a eliminare la possibilità di postare interventi in calce a questo thread. Mi dispiace molto per quelli che erano intervenuti in modo civile (lascio comunque leggibili tutti i loro commenti). Evidentemente qualcuno non capisce neanche il senso dei video del Greg, figuriamoci se è capace di postare interventi costruttivi e articolati secondo una logica argomentativa.

OttOmobile: grande successo di pubblico per la festa del decennale


Si è svolta lo scorso weekend la rassegna organizzata da OttOmobile in occasione del decimo anniversario dalla fondazione. L\’appuntamento era nella zona industriale di Josselin, in Bretagna, dove OttOmobile ha sede. Erano in programma diverse attività legate al mondo del modellismo ma anche delle vetture reali. Oltre 4000 visitatori sono intervenuti all\’evento. E dire che gli organizzatori ne avevano previsti un migliaio…! Nell\’occasione è stato riedito un modello storico di OttOmobile, la Renault Clio Williams 1:18 in serie limitata. 
Una gallery di foto è visibile direttamente sul sito ufficiale: 
http://10ans.otto-models.com/home/?utm_source=sendinblue&utm_campaign=Remerciement_prsence_10_ans_OttOmobile__EN&utm_medium=email

"Modern Specialist" motorizzato Porsche 356: un\'autocostruzione di Massimo Martini

I lettori del blog hanno mostrato di apprezzare alquanto le creazioni di Massimo Martini, le cui ultime opere sono delle autocostruzioni complete, come l\’hot rod del Pikes Peake che abbiamo già presentato in queste pagine. 

Stavolta vi proponiamo le immagini relative del Modern Specialist, un dragster motorizzato Porsche 356 che venne impiegato nei primissimi anni sessanta. Fu pilotato da Doug Church soprattutto nella striscia di asfalto di Blackbushe e malgrado la modestia del motore, il veicolo era capace di una velocità massima di circa 115 miglia orarie, vale a dire oltre 180 km/h. 



Il modello, in scala 1:43 come tutte le creazioni di Massimo Martini, è stato autocostruito in plasticard, stucco e materiali vari (alluminio, resina e pezzi di recupero). Diverse problematiche si presentano nella realizzazione di questi progetti, ma Martini è in grado di risolverli brillantemente in corso d\’opera. Insomma, Massimo è uno che prende e parte, senza avere tutte le idee precise su come certi nodi potranno essere sciolti. Anzi, è proprio la necessità di risolvere i problemi che lo separano dal completamento del progetto che sembra suggerirgli le idee più semplici e brillanti (l\’uovo di Colombo?). Questo dragster ha richiesto anche l\’autocostruzione dell\’intero motore e la realizzazione di cerchi anteriori e posteriori specifici. 


Le ruote anteriori, tanto per fare un esempio, derivano da una vecchia motocicletta della Britains, alle quali sono stati abbinati degli o-ring per simulare le strettissime gomme. Insomma, è una sfida continua e il risultato appaga pienamente l\’occhio. 

Ora che il secondo mostriciattolo americano è stato completato, non resta che sperare nella realizzazione del proverbio \”non c\’è due senza tre\”…

Storia della Scuderia Biondetti – Sessant\'anni di automobilismo sportivo a Firenze, un libro di David Tarallo

Fondata nel 1956 a Firenze per raccogliere l\’eredità sportiva lasciata dal campione automobilistico Clemente Biondetti, la Scuderia Biondetti (negli anni settanta rinominata Firenze Corse – Biondetti) conobbe una lunga e non sempre facile storia che s\’interruppe nel 1976. Per il sodalizio, che si avvalse anche di sedi distaccate a Livorno e a Borgo San Lorenzo nel Mugello, corsero svariati piloti di livello internazionale al volante di vetture di pregio, fra cui Ferrari 250 GT SWB, Alfa Romeo Giulia TZ2, Porsche 904 e Carrera 6. Alla fine degli anni ottanta, su iniziativa di un gruppo di appassionati fiorentini, la Scuderia Biondetti rinacque per arrivare fino ai nostri giorni. Nei trent\’anni del periodo “moderno”, la Biondetti si è fatta apprezzare anche per il suo ruolo di ente organizzatore di gare ed eventi automobilistici, quali la Coppa della Consuma, la Scarperia-Passo del Giogo, la Firenze-Fiesole o il Circuito Stradale del Mugello. Questo libro, curato da David Tarallo, giornalista e storico, ripercorre oltre mezzo secolo di vicende che hanno legato la Scuderia all\’automobilismo italiano e internazionale. Circa 440 foto e riproduzioni di documenti quasi tutti inediti caratterizzano questo volume che vuole portare un ulteriore contributo alla ricerca sulle tante realtà dell\’automobilismo toscano.
Per info e acquisti: 

Le ipercorse, la noia e un passato che non esiste. Le Mans 1970 come paradigma

Steve McQueen ora pro nobis. Tabernacolo
ad acquerello, inizio sec. XXI.

La Formula 1, la Formula E, le auto sportive moderne sono noiose? Anzi, mortalmente noiose e politicamente troppo corrette per voi che siete cresciuti guardando Takaya Todoroki su Telelibera Firenze? Vi capisco. Anch\’io provengo da lì. Rimpiango la Brabham BT49 e la Williams FW07. Ok, fin qui ci siamo. Ma questo corto circuito di mancate emozioni genera mostri. Questi mostri si chiamano le ipercorse. Cosa sono le ipercorse? Sono le gare del passato rivisitate con le suggestioni della nostalgia, anzi, del disadattamento al presente, di per sé spiegabilissimo. Ma se il livello di esagerazione ha un limite, le ipercorse lo oltrepassano. Con l\’avvento di Internet e dei social le ipercorse si sono radicate nell\’immaginario degli appassionati, assumendo connotati mitici alla stessa stregua delle antiche agiografie. Steve McQueen, Le Mans 1970, la Porsche 917 e la Ferrari 512S, il Nurburgring e Spa sono fra i temi preferiti dell\’iconografia delle ipercorse. Le ipercorse, lo avrete già capito, non sono mai esistite. Esse albergano nella mente di quelli che vanno a Le Mans vestiti da Porsche 917 o col giubbottino di McQueen, sperando di ritrovare nelle asettiche LMP di oggi emozioni probabilmente neanche mai esistite. Si riconoscono fra loro: io ho la T-Shirt rosa con i tagli dei maiale, tu hai quella viola con i ghirigori verdi e il numero 3, lui quella da benzinaio, celeste con la strisciona arancione. Roba che se le usi per andare in giro tutti i giorni ti bloccano subito e ti rinchiudono per un TSO (che non significa in questo caso Thierry Sabine Organisation). Nelle ipercorse non piove, diluvia. C\’è tanta di quell\’acqua che la 24 Ore di Le Mans 1970 sembra svolgersi in Piazza Santa Croce durante l\’alluvione di Firenze, col Cristo del Cimabue che fa da starter. I bardi di queste vulgate drammatizzate sono quegli pseudo-pittori di croste che vedi a Rétromobile nel cosiddetto padiglione degli artisti o nel villaggio di Le Mans. Non faccio nomi, tanto sono tutti uguali.

Siamo a Le Mans 1970 e nevica. Buon Natale.

Su Facebook i nostalgici della nostalgia si tengono bordone pubblicando foto che ormai non si sa più se siano originali, taroccate o se addirittura derivino da quei giochi per PC dove puoi utilizzare la Lotus di Clark o l\’Alfa Romeo di Nino Farina. Al Nurburgring ormai non si salta più, si vola, che a confronto i botti tirati da Webber o Dumbreck a Le Mans (quelli, ahiloro, veri) fanno ridere. Così vedi Clark o Stewart librarsi nell\’aere leggeri come farfalle, con le macchine che assomigliano più a palloni aerostatici che a Formula 1.

Palloncini alla sagra del prugnolo.

Questo gusto è kitsch e grottesco allo stesso tempo, ed è strettamente imparentato con i divani a forma di muso di Porsche 917 o agli sgabelli con i colori del casco di Pescarolo. Quella è però roba da ricchi, che magari possono infilarla nella loro stanzetta dei giochi, accanto ad un pacchiano modello montato da One Man Factory o da Fred Suber, magari col figurino di Mike Hawthorn che assomiglia più che altro a Popeye. Oppure insieme al clone (perché pensate che ci siano ancora kit originali?) della Ferrari AMR di Rossellini, scritto puntualmente Rosellini o Rosselini. Scrivere Rosselini sulla targhetta di un modello montato da uno dei guru dell\’1:43 fa figo.

Tazio Nuvolari, il figurino in scala 1:18 da Le Mans Miniatures

Le Mans Miniatures arricchisce la sua gamma di figurini in resina scala 1:18 con il mitico Tazio Nuvolari. Annunciato oltre un anno fa, il Nuvolari di Le Mans Miniatures ha seguito un percorso abbastanza particolare. L\’idea è stata quella riprodurlo, a partire da una foto originale d\’epoca, con la sigaretta in mano, alla 24 Ore di Le Mans del 1933. La foto era bella e sul soggetto inutile spendere parole inutili. Se non ché, c\’era un dubbio, ossia il colore della tuta. Rossa? Blu? O altri colori. Scartando altre possibilità, Le Mans Miniatures ha lanciato alla fine del 2018 un sondaggio su Facebook, che ha decretato, seppur con un margine non troppo significativo, la supremazia del blu. E così il figurino di Nivola arriva in questi giorni con una bella tuta blu e con tutte le finezze che caratterizzano la produzione di Le Mans Miniatures in questa scala.

La visiera degli occhialoni è in plastica trasparente e tutta la colorazione è stata realizzata a mano (in Cina). Il figurino è in resina ed è stato prototipato con grande cura, da modellisti esperti nella realizzazione di opere di questo genere. Anche la somiglianza del viso è notevole. Fra le altre novità di Le Mans Miniatures possiamo aggiungere altri due figurini che completeranno in modo simpatico ed efficace molte vetrine: Ferdinand Porsche e Gérard Ducaruge in tenuta Matra.

Per chi fosse interessato, il Tazio Nuvolari di Le Mans Miniatures è reperibile a questo link:
https://www.geminimodelcars.com/listing/692670202/tazio-nuvolari-at-le-mans-1933-with-alfa

Novità di "nonomologati" parte 3: è la volta della scala 1:43

 Pur essendosi dedicato fino ad ora esclusivamente all\’1:87, il marchio \”nonomologati\”, a partire dalla sua riorganizzazione avvenuta qualche anno fa, non ha mai nascosto di puntare anche ad altro, soprattutto la scala 1:43. Dopo diverso tempo, ecco che si è presentata l\’occasione giusta, col recupero di materiale della Gamma Models, che sarà riproposto al pubblico a prezzi competitivi. I modelli saranno commercializzati solo montati (a tempo debito vi forniremo tutte le indicazioni utili), rifiniti ad un ottimo livello. Per il momento abbiamo potuto visionare alcune Alfa Romeo Arna e Alfasud, in livree Vigili Urbani di Roma e Milano, Polizia e Vigili del Fuoco. 

Sono previste anche altre vetture e altre versioni. Nelle foto potrete ad esempio vedere alcune carrozzerie di altri modelli già verniciate e pronte per il montaggio. Vi presenteremo presto anche le immagini delle versioni definitive delle Arna e delle Alfasud montate, cui al momento delle foto mancavano le targhe e alcuni altri piccoli dettagli restavano da perfezionare. Sulla basetta in plastica nera comparirà come d\’abitudine il logo \”nonomologati\”.

Novità di \'nonomologati\' parte 2: un Astra prototipato e realizzato in 3D

Fra le prossime novità in 1:87 del marchio \’nonomologati\’ figura un camion Astra che sarà stampato direttamente in 3D, quindi senza il classico passaggio master-stampaggio. Tutto ciò è consentito dai progressi delle ultime stampanti 3D, che assicurano una pulizia di esecuzione impensabile fino a poco tempo fa. Ciò che esce dalle stampanti è ormai pronto per la verniciatura, senza quelle zigrinature alla superficie che rendevano complicata l\’applicazione di queste tecniche. Solo chi aveva a disposizione apparecchiature professionali poteva ottenere risultati di un certo tipo. Del resto anche un produttore come Spark, per la produzione MileziM, ha scelto lo stampaggio diretto di tutte le componenti del modello. Con questa tecnica è possibile raggiungere un grado di dettaglio soddisfacente anche su un 1:87; sul camion Astra, ad esempio, la griglia anteriore è passante, con le aperture di diversa dimensione. Altre varianti dell\’Astra sono previste, per un soggetto praticamente inedito, che si presta peraltro a tante configurazioni.