Appena uscita la Porsche 911 GT1 Le Mans 1996 di Eidolon

Era un modello molto atteso, e ora è finalmente disponibile: la Porsche 911 GT1 di Eidolon esce nella doppia versione di Le Mans 1996, vettura numero 25 (Stuck / Boutsen / Wollek) e numero 26 (Wendlinger / Dalmas / Goodyear). Come al solito la finitura di questi montati in resina 1:43 è molto alta, resta aperta la discussione se sia il caso di spendere quattro volte un modello Spark per avere qualcosa che… Qui si spalancano praterie? Ne vale la pena? Non ne vale? Torneremo forse in futuro sull\’argomento. I modelli delle varie serie Eidolon / Vision restano eccezionali per alcuni aspetti, meno convincenti per altri, come la riproduzione di alcune forme, ma non pensiamo sia il caso della 911 GT1, che pare un modello valido anche come aspetto generale ed equilibrio nelle dimensioni.

Fu proprio nel 1996 che iniziò la corta ma gloriosa storia di questa Porsche, una delle 911 (si fa per dire…) più estreme. Tornando a Spark, per ora è stata fatta solo la versione Evo, di Le Mans 1998, che poi fu l\’anno della vittoria con McNish / Aiello / Ortelli. Stiamo parlando di due vetture molto differenti – la 911 GT1 conobbe uno sviluppo piuttosto radicale per tenere il passo con una concorrenza spietata. Però il paragone con Spark, per quanto provocatorio, potrebbe avere un senso \”dialettico\” nel caso di altri modelli comuni ai due produttori, dalla Porsche 934 alla 935, fino alle varie versioni stradali della 911. Qualcuno se la sente di andare a ricercare il sasso nello stagno, o di lanciarne un altro dopo che il primo è già stato gettato?

Continua la collaborazione fra Spark e Pescarolo (con BAM distributore unico)

Dopo il coffret dedicato a sei vetture che hanno caratterizzato gli inizi della carriera di Henri Pescarolo, diffuso da Spark attraverso canali propri l\’anno scorso, la collaborazione fra il campione francese e il marchio di Ripert continua con una serie di auto più recenti, realizzate in serie limitata a 300 esemplari e contenenti il figurino del pilota stesso. La serie è in vendita presso la BAM, al prezzo di € 59,95 per modello.

La prima referenza dopo il coffret, siglata HP07, è la Porsche 911 (964) Biturbo iscritta da Freisinger alla 4 Ore di Monza 1995 per Pescarolo e Bruno Giacomelli. Per qualche monomaniaco, la vettura sarà interessante per i colori Martini, e in generale possiamo dire che si tratta di un soggetto intrigante, anche per la particolarità dell\’evento (la gara monzese) e l\’originalità della vettura, che non si è vista tanto spesso riprodotta in scala. Alla 911 Biturbo faranno seguito altri modelli indubbiamente simpatici, ripresi (e/o modificati) dalla produzione Spark e Bizarre.

Rassegna stampa: AutoModélisme n. 254 e 255 (marzo e aprile 2019)

Una rapidissima occhiata agli ultimi due numeri di Auto Modélisme, occupati per la maggior parte delle pagine da un ampio reportage su Norimberga: nel numero 254 di marzo abbiamo la panoramica sull\’1:43, mentre sul 255 di aprile l\’attenzione si rivolge alle scale più grandi. Non c\’è molto altro, tranne un buon articolo sugli artigiani di Rétromobile 2019 (numero 254) e un\’interessante recensione parallela (ancora il 254) per due modelli Solido 1:18 recentemente usciti e che hanno riscosso un ottimo successo di pubblico: la Peugeot 205 GTI e la 205 Rallye 1300. Certi stampi hanno fatto il giro del mondo, e ci riferiamo soprattutto alla GTI, mentre la 205 Rallye dovrebbe essere inedita come diecast, essendo uscito soltanto un resincast di OttOmobile, peraltro molto apprezzato e ricercato.

Ancora Porsche: alcune recenti elaborazioni di Massimo Martini

Visto il successo che hanno avuto i thread con le elaborazioni di Massimo Martini, pubblichiamo altri soggetti, fra le realizzazioni più recenti. Evidentemente l\’imperversare di Spark con le versioni più astruse non turba più di tanto il Nostro, per il quale la priorità è il divertimento. Si tratta di un modo di collezionare più sano di molti altri, lontano da una idea di accumulo indiscriminato che guasta le esistenze di tanti collezionisti. Le basi utilizzate da Massimo Martini sono le più eterogenee: si va dai vecchi Burago, Solido, Politoys, Mebetoys ai Brumm fino ai modelli da edicola, tutti pezzi che chiunque può reperire per pochi euro ai mercatini rionali o alle borse di scambio. Il resto lo fa tutto l\’inventiva e la manualità.

Base edicola con decals Arena: la Porsche di \”Apache\” della
Targa Florio 1973. 
Porsche 917K prove Targa Florio 1970: base Solido. 
Un paio di 911: la numero 23 ha decals Arena,
la numero 40 ha decals MRE. 

Un Burago è diventato la vettura di Kauhsen e Kremer
della 1000km di Monza 1970. 
Sembrano dei Pit ma non lo sono…
Quarant\’anni di distanza. Stavolta non si tratta di
una elaborazione recente, ma di una
trasformazione fatta negli anni 70: la Porsche 908/3 Joest,
elaborazione su base Solido 917/10 e il modello Spark, uscito
qualche tempo fa. 

Una Ferrari 250 GTO da rally: la 4153GT di Remember (Rallye Lorraine 1965)


Le Ferrari 250 GTO hanno partecipato di tanto in tanto anche ad alcuni rally. Sebbene non fosse la vettura ideale per certi tipi di percorso, la GTO ha fatto la propria apparizione in manifestazioni di questo tipo, soprattutto in Francia. La vettura con chassis numero 4153GT, acquistata dall\’Ecurie Francorchamps, affrontò qualche rally nella stagione 1965, con vari piloti. E\’ recentemente uscito un modello di Remember relativo al Rallye de Lorraine 1965 (Mairesse/Lambrecht). Il modello è disponibile anche nelle versioni più conosciute (Mont Ventoux, 500km Nurburgring, Marathon de la Route, 12h Reims). Il modello è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/682493258/ferrari-250-gto-4153gt-ecurie

Rassegna stampa: Modelli Auto n.135 (primo trimestre 2019)

Modelli Auto, a dispetto di qualche buontempone che aveva pronosticato la rapida fine del nuovo corso, prosegue felicemente il proprio cammino. Non è mai facile recensire una rivista per la quale si collabora, ma penso che molti saranno d\’accordo col mio giudizio, ovvero che il primo numero del 2019 è uno dei migliori della storia recente della pubblicazione. Ha avuto un indiscusso successo l\’articolo sulla collezione di modelli 1:43 della Brescia Corse (anche se ne mancano alcuni piuttosto importanti), un argomento che mi propose dieci anni fa (!) Jean-Marc Teissedre per Auto Modélisme ma che non venne mai affrontato per mancanza di… materia prima. Ora la materia prima, evidentemente, c\’è e ne è venuto fuori un ottimo pezzo con foto di macchine indubbiamente interessanti. Anche l\’attualità è affrontata con dovizia di particolari, dal Salone di Norimberga, come sempre tema caro al nostro Bruno Boracco, a Rétromobile, che torna sulla rivista dopo un anno di assenza. Molte e tutte originali le recensioni dei modelli.

Ovviamente lo spazio riservato al salone tedesco di inizio anno ha finito per occupare anche qualche pagina dedicata di solito ad altri temi (come il montaggio del kit in plastica). L\’articolo monografico sui modelli di una determinata vettura tocca stavolta alla Simca 1000, mentre per la serie dei montaggi \”top\” Piero Tecchio descrive la costruzione – o meglio la ricostruzione – della STP Paxton Indianapolis 1967 su base SMTS in metallo bianco. Ergo non fate i tirchi, tirate fuori i sette euro e novanta e andate a comprarvi Modelli Auto numero 135. Appuntamento il 20 giugno con l\’uscita del 136.

La macchina del tempo: Porsche Story e la 908/3 Martini

La 908/3 Martini 1975 di Porsche Story. Sullo sfondo
la 908/3 Egon Evertz di Le Mans 1976 (Record). Si
intravede anche una 917/10 elaborata da un Solido. 

La Porsche 908/3 Martini di Porsche Story è una sorta di animale mitico di cui di tanto in tanto si parla ma che in pochi, veramente pochi, possono dire di aver visto dal vero. Inutile dilungarsi troppo sull\’origine di questo modello, proveniente dal laboratorio del \”solito\” Phil Roche e uscito in kit o montato nel 1979. Ogni tanto Massimo Martini, noto collezionista fiorentino, apre un po\’ dei suoi scaffali da cui riemergono memorie di un tempo passato, e se il paragone non fosse francamente piuttosto forzato, si potrebbero scomodare concetti vicini all\’archeologia. Bene, qualche giorno fa sono riemerse diverse Porsche anni cinquanta-sessanta-settanta, fra cui un bel gruppo di 908 e indovinate cosa c\’era? La 908/3 di Porsche Story ovviamente, un modello di cui avrò visto non più di due esemplari factory built nel corso di una vita intera. Solo che c\’è un piccolo particolare: questo modello sembrava montato ai nostri giorni. Impressionante lo stato di conservazione: decals perfettamente bianche, vernice senza un segno del tempo, senza schegge, crepe o difetti vari che quasi sempre (anzi sempre) affliggono modelli di altri collezionisti.

Il blu intorno all\’abitacolo e al cupolone posteriore
era realizzato a pennello, con un blu che doveva
essere il più simile possibile a quella della decal. 
Si trattava di un modello di grande finezza ma anche
di grande fragilità. Quanti esemplari saranno arrivati
a destinazione con pezzi più o meno irrimediabilmente
rotti o scheggiati? I factory built non avevano né basette
né altre protezioni particolari. 

D\’accordo, questo è rimasto in una scatola per decenni, ma è una prova che i criteri di stoccaggio sono fondamentali. Stiamo parlando ovviamente di persone alle quali non interessano vetrine o scaffali con modelli a vista. Se si sa rinunciare a questo, si è ripagati con esemplari ancora perfetti dopo tanti e tanti anni, Questione di scelte. Al di là di questo, mi è parso interessante mostrarvi questo modello, che così raramente appare in vendita sui siti specializzati o alle borse di scambio.

Un trio che condivide diversi elementi. In un certo senso
si può parlare della stessa famiglia modellistica, di
mamme, figlie e nipoti…
Niente cinture di sicurezza sul Porsche Story, e
credo che all\’epoca ben pochi ne sentissero la mancanza. 

Ignoro il numero degli esemplari costruiti. Riguardando il modello, Martini mi ha fatto notare la sua stretta parentela con la Porsche 917/10 Can-Am di Solido, da cui il produttore è evidentemente partito per fare il prototipo. All\’epoca la Porsche 908/3 di Porsche Story era un signor modello, e ancora oggi conserva un fascino particolare per la sua finezza, comune poi a tutte le varie produzioni MRF e Record coeve.

Così non l\’avevate mai vista, eh? Pulizia e
semplicità: un modello firmato Roche. 

Siamo nell\’era pre-Starter e pre-Provence Moulage, un\’era comunque in cui la scuola francese aveva già raggiunto livelli di dettaglio e di fedeltà notevolissimi, grazie all\’utilizzo della resina poliestere (poi c\’era Ruf col metallo bianco, ma questa è tutta un\’altra storia). La 908/3 di Porsche Story è un modello che a suo modo ha fatto epoca e che curiosamente non venne mai ripreso nelle produzioni di kit successivi.

La Vanwall F.1 di Stirling Moss e Tony Brooks in 1:18 per SMTS

La Vanwall di Formula 1 era ancora un soggetto inedito in scala 1:18 e, in maniera abbastanza sorprendente, un marchio artigianale storico come la SMTS ha annunciato l\’uscita della vettura con la quale Stirling Moss e Tony Brooks vinsero il GP d\’Inghilterra del 1957 ad Aintree. Il modello, stavolta, non sarà in metallo bianco (per ragioni abbastanza ovvie) ma in resina, con particolari di ottimo livello. Disponibile in kit e montata, la Vanwall è senz\’altro un\’ottima idea, che va a completare un\’importante lacuna in questa scala. Va comunque riconosciuta a SMTS una buona dose di coraggio per essere scesa in campo in un settore dominato da marchi industriali.

Nuova serie di Ferrari Dino 206S Spyder di Remember Models

Assente nella gamma da diversi anni, la Dino 206S Spyder di Remember Models fa la sua ricomparsa nella produzione, con una serie di versioni abbastanza originali, quando non completamente inedite. Il modello è in resina con particolari in metallo bianco, torniti e completato da fotoincisioni.

Questo il dettaglio delle versioni uscite per il momento:

1000km Monza 1967 #14 Scuderia Sant Ambroeus Biscaldi/Pianta
1000km Monza 1967 #18 Scuderia Brescia Corse Casoni / “Shangry-là”
1000km Monza 1967 #19 Scuderia Sant Ambroeus Facetti / Nicodemi
Targa Florio 1967 #186 Latteri/Capuano
Targa Florio 1968 #206 Christofferssen/ Wangstre

Starter, una storia di tanti anni fa: un\'intervista del 1985 fra antico e moderno

Lo staff di Starter nel 1985: da sinistra, Calligaro,
Roche e Carpena. 

I lettori più assidui del blog ricorderanno alcuni articoli sulla storia e le fortune di alcune fra le più note case produttrici di modelli speciali, uscite ormai diversi anni fa a cura di Umberto Cattani e del sottoscritto. Fu una bella collaborazione, che ricordo con piacere, nella quale affrontammo diversi argomenti e nomi ormai mitici in questa nicchia dell\’1:43, da MRF a Record, da Starter a Provence Moulage. Fu fatto molto, ma molto ancora resterebbe da fare e non è escluso che si possa tornare su questi argomenti in un futuro speriamo non troppo lontano. Da quegli anni, Modelli Auto ha ripreso le pubblicazioni (nel 2014) e per fortuna le occasioni di scambio di idee e di opinioni con Umberto non sono mancate. Proprio qualche giorno fa, cercando la foto della 908/4 di Porsche Story (strettamente imparentata con le marche succitate) mi sono soffermato una mezz\’oretta a rileggere quegli articoli e sono orgoglioso che siano ospitati in questo blog. Oggi pomeriggio, senza esserci sentiti, una sorpresa: Umberto m\’invia la scansione di un articolo che non conoscevo, uscito su AutoHebdo nel numero del 23 maggio 1985. Si tratta di un\’intervista all\’équipe di Starter, composta da Calligaro, Roche e Carpena. Difficile resistere alla tentazione di tornare sull\’argomento con un\’aggiunta, ma come? La scansione del testo era troppo piccola per pubblicarla come immagine, mentre le foto erano leggibilissime e le pubblichiamo a parte.

Calligaro con alcuni modelli Starter. 

E visto che abbiamo fatto trenta facciamo trentuno, traducendo in italiano il testo originario in francese, così da completare la storia della Starter con una testimonianza d\’epoca di prima mano. In questa intervista, scritta da René Alezra, ciascuno troverà delle notevoli discrepanze col presente, ma altrettanti – impressionati ed eclatanti – punti in comune. E\’ passato del tempo, tanto tempo, ma stavolta, più che evidenziare le differenze, porrei l\’accento su tanti aspetti che i decenni non hanno alterato. Ai lettori il giudizio.

Starter non è l\’ultima novità di Renault, né una nuova radio libera o una rivista sportiva, ma una delle rare imprese francesi di modellismo, specializzata in vetture da competizione, il cui dinamismo l\’ha portata a occupare la pole position in questo mercato. Questo fabbricante di modelli, con sede a Marsiglia, ha saputo conquistare, nel corso di un anno e mezzo di esistenza, la passione di migliaia di collezionisti, grazie alla qualità e alla serietà della produzione. La gamma è incentrata principalmente sulle vetture da corsa impiegate in pista, nei rally o nelle gare americane (IMSA et NASCAR). Questo \”costruttore\” fabbrica quindi miniature da collezione di elevata qualità, vendute principalmente come Kit Starter (che rappresenta la continuità di MRF e Record Diffusion), ed è diretto con maestria dal signor Calligaro. Questi, esponendosi a rischi finanziari e tecnici tutt\’altro che trascurabili, ha anche creato in parallelo \”Calligraphe\” (serigrafia di precisione), per offrire alla clientela decals di qualità, prodotte in grande numero. Per inciso, Calligraphe è il solo fabbricante francese di questo tipo di calcomania. \”Quando ho messo su Starter\”, racconta Calligaro, \”mi sono reso conto che era indispensabile creare parallelamente una fabbrica di decals per tenere il passo della realtà e dell\’attualità. A partire dalle foto, Calligraphe si occupa di realizzare tutta la decorazione della vettura, con la precisione e la fedeltà dei colori che tutto questo implica. Quest\’azienda, che lavora al 100% per Starter, conta quattro persone, fra cui Carpena, disegnatore-serigrafo. Starter è invece composta da nove collaboratori, fra cui Roche, direttore commerciale e Rizzi, responsabile della documentazione e del montaggio dei modelli\”. Fatto non trascurabile per i collezionisti, Starter è la sola azienda a far uscire una mezza dozzina di novità al mese. 
Siete quindi sempre di corsa, alla Starter…
Bisogna tener dietro all\’attualità e realizzare il modello il più rapidamente possibile, a un prezzo competitivo e senza far pastrocchi. I nostri vari punti vendita desiderano una produzione regolare, e ovviamente delle miniature che possano vendersi bene. Grazie a un gruppo di persone molto dinamico, si cerca sempre di essere i primi a realizzare le vetture che vincono nelle grandi competizioni, insieme a tutte le altre novità interessanti. Ci rechiamo frequentemente sui campi di gara, ma soprattutto, per la documentazione, possiamo contare su tutta una rete di corrispondenti. Si parte quindi da delle foto e se possibile da disegni di fabbrica, e il modellista realizza così un prototipo il più esatto possibile. Vengono quindi gli stampi che servono alla produzione. Immettiamo sul mercato circa 60-70 modelli differenti all\’anno. Un modello come la vettura vincente di Le Mans, ad esempio, può raggiungere da sola i 2500 esemplari prodotti. 
Quali sono i tempi di realizzazione di un modello prima che possa essere commercializzato?
In periodi normali, ci vuole un mese per realizzare un prototipo, un mese per produrre il modello, quindici giorni per l\’imballo e la spedizione; in totale, quindi, fanno due mesi e mezzo per che un nuovo modello appaia sul mercato. Ma a volte le esigenze dell\’attualità impongono dei salti mortali al prototipista, che deve a quel punto lavorare quindici ore al giorno per quindici giorni di fila! A volte è capitato di fare uscire un modello in tre settimane, com\’è accaduto con la Ferrari Testarossa del Salone di Parigi. 
Qual è il modello che ha ottenuto maggior successo e invece quello che ha venduto meno?
C\’è un modello che si distingue davvero su tutti, ed è la Porsche 956 di endurance. Questa ha battuto tutti i record, visto che attualmente siamo a circa 18.000 esemplari prodotti. D\’altra parte non parlerei mai di \”fiaschi\”, ma determinati modelli non raggiungono che 300 o 400 potenziali appassionati, e questo è comunque previsto. In questi casi si lavora più per la soddisfazione del collezionista che per un reale guadagno finanziario. 
Non esiste alcuna Formula 1 nella vostra gamma?
No, e questo per due ragioni. La prima di ordine tecnico: la resina è troppo fragile per realizzare certi pezzi finissimi che compongono le Formula 1. La seconda, che ala Starter non siamo attirati dalla Formula 1\”. 

L\’articolo apparso su un AutoHebdo del 1985. 

L\’intervista finisce qui, i commenti da fare sarebbero tanti. Eppure… tante osservazioni non vi ricordano qualcosa? Grazie ancora a Umberto Cattani per avermi fatto conoscere questo vecchio articolo. La traduzione, lo ripeto, è la mia e ho cercato di restare il più possibile fedele al testo originale.