Da Raceland la BRM P167 V8 Interserie di Howden Ganley

E\’ disponibile un nuovo modello nato dalla collaborazione fra Raceland e Spark nella serie Gold Edition: si tratta della BRM P167 nella versione vincitrice al Nürburgring Easter weekend 1972 con Howden Ganley. La BRM, in scala 1:43, è stata prodotta in serie limitata a 300 esemplari ed è disponibile a € 69,95 direttamente sul sito www.raceland.de
Per il prossimo futuro, nella gamma Gold Edition, sono previste due Gruppo 5: la Ford Escort Mk.II Kuemmerling DRM Norisring 1980 Wolfgang Boller e la BMW 320 Warsteiner-GS Tuning DRM Norisring 1980 Joerg Obermoser.

Test su strada: Audi S4 di DNA Collectibles (1:43)

Col numero di catalogo DNA000017, l\’Audi S4 è uno dei
modelli finora inediti proposti da DNA Collectibles. 
Un modello di grande equilibrio, che riproduce perfettamente
un\’icona fra le berline prestazionali di fine anni novanta. 

Abbiamo già recentemente parlato di DNA Collectibles, un nuovo produttore di resincast in 1:43 e 1:18 con sede a Losanna. Abbiamo ora la possibilità di valutare direttamente uno dei loro modelli, e la scelta è caduta sull\’Audi S4 in 1:43. La S4, versione di punta della fortunata serie B5 (1997-2002), è un modello inedito in scala 1:43, e DNA Collectibles la presenta in uno dei colori esclusivi di questa versione, il Nogaro blue, un blu violaceo metallizzato che si adatta in modo particolare alle linee della vettura. Per ora non ne sono stati annunciati altri, ma pare probabile che lo stampo del modello possa essere sfruttato per altre combinazioni.

Il Nogaro blue dona particolarmente all\’Audi S4. 

Ma andiamo con ordine e iniziamo dai metodi di vendita di DNA Collectibles: come saprete già, l\’acquisto si può fare direttamente sul sito www.dnacollectibles.com e la spedizione avviene per tutto il mondo dal magazzino di Hong Kong, con pacco EMS, veloce ed economico. Il modello, dal sito, costa 59.00 franchi svizzeri, l\’equivalente di circa € 52,00.

La scatola di cartone che contiene ciascun modello DNA. 
Spedite da Hong Kong con EMS, le DNA Collectibles
raggiungono i clienti di tutto il mondo in pochi giorni. 

Già la confezione si distingue dal resto della produzione dei resincast per originalità e ricercatezza: una robusta scatola esterna in cartone contiene la vetrinetta integrale in plexiglass, avvolta da un panno nero che funge allo stesso tempo da protezione e da strumento di pulizia e lucidatura del modello. Una soluzione che ricorda piuttosto certi modelli in 1:18.

Tutta in plexiglass la teca, che permette di ammirare il modello
senza alcun problema. 

La S4 era quanto di meglio si potesse chiedere in tema
di berline \”estreme\”. Ancora oggi è una vettura di tutto rispetto. 

Dal punto di vista qualitativo, le linee sono perfettamente riprodotte; il modello in questione è prodotto con licenza ufficiale Audi. Quello che colpisce maggiormente ad una prima visione è l\’eccellente livello di verniciatura e la precisione del montaggio dei vari particolari, che si pone probabilmente un gradino sopra agli Spark, ai TSM e ai Neo. Anche negli ingrandimenti fotografici il modello non \”soffre\”, e sorprende la quantità di piccoli dettagli che ormai sono la norma, ma raramente li abbiamo visti sistemati con tale precisione. Tutto è pulitissimo e fatto con grande cura; il prezzo competitivo è dato ovviamente dalla possibilità di organizzare direttamente la vendita, come accade con altri marchi, da OttOmobile a GT-Spirit.

Ricerca del dettaglio e qualità di montaggio. 
Le varie modanature laterali sono applicate con grande precisione. 

Ogni esemplare è numerato individualmente. L\’Audi S4 è stata prodotta in soli 320 esemplari, e si accompagna ad altri soggetti inediti, accuratamente scelti e individuati in modo da andare a colmare certe lacune che ancora esistono nelle varie scale. Ottimi i cerchi così come gli pneumatici, con la scolpitura e la spalla esatta. Degni di nota anche gli interni e anche il fondino, del tutto visibile grazie alla base trasparente, mostra una buona riproduzione delle principali parti meccaniche e telaistiche.

Grande qualità di verniciatura: la metallizzazione del \”Nogaro
blue\” è assolutamente perfetta. 
Il fondino, con la numerazione progressiva. La S4 di DNA
è prodotta in 320 esemplari. 

Con l\’Audi S4 si ha l\’impressione esatta della collocazione del mercato di questi DNA Collectibles: modelli dal costo contenuto, ma nettamente di nicchia, rivolti a un pubblico di intenditori che si sentono quasi privilegiati ad acquisire un certo modello. Certe scelte di marketing e di prodotto sono quindi assolutamente azzeccate e anche il \”nodo\” rappresentato dalla spedizione da un luogo remoto per l\’Europa quale Hong Kong sembra non porre particolari problemi.

Particolarmente ben riusciti i gruppi ottici.
Il montaggio delle parti vetrati è molto preciso e privo
di certe sbavature che rovinano modelli della stessa
categoria. 
Ancora un particolare che mette in evidenza la precisione
delle linee generali e la qualità della verniciatura.

Questa S4 supera dunque a pieni voti la prova su strada, e ci auguriamo di poter presentare presto altre realizzazioni di DNA Collectibles.
Il modello può essere acquistato direttamente a questo link:
https://www.dnacollectibles.com/collections/1-43-scale/products/audi-s4

DNA Collectibles: una nuova frontiera nel marketing dei resincast?

Un nuovo marchio di resincast in scala 1:43 e 1:18 si affaccia sul già affollatissimo mercato. Si tratta di DNA Collectibles, che fa capo a una società di Losanna (Svizzera). I modelli proposti sono già parecchi e sono tutti soggetti inediti e abbastanza particolari, che spaziano da configurazioni particolari della Golf e dell\’Audi A4 a varie concept car, fuoristrada rare e altre curiosità. Non abbiamo ancora potuto visionare i modelli dal vivo, ma la qualità sembra in linea con gli altri fabbricanti, se non addirittura superiore.

Due elementi caratteristici del nuovo marchio, che ovviamente si appoggia a maestranze cinesi, sono un marketing molto moderno e un packaging raffinato, anche per gli 1:43. Per quanto riguarda il primo aspetto, il sito ufficiale (https://www.dnacollectibles.com/) è molto semplice e lineare, e consente di ordinare direttamente i modelli, che vengono spediti tutti dalla Cina. I prezzi sono piuttosto competitivi, e la strategia di vendita è praticamente la stessa applicata da un marchio come Ottomobile, salvo che i modelli di quest\’ultimo marchio vengono spediti dall\’Europa. Ancora per quanto riguarda il marketing, le pagine sui social sono molto curate, così come il canale Youtube. E\’ prevista una sorta di raccolta punti, anche in funzione dei like e delle condivisioni, che dà diritto a una serie di sconti, andando a incrementare i punti guadagnati con gli acquisti sul sito. 

Dicevamo in secondo luogo del packaging: basi e vetrinette di livello migliore di una Spark o di una Neo, scatola accattivante e altri piccoli accessori danno un\’idea di una certa esclusività e di un lusso studiato. E\’ presto per giudicare se queste strategie si riveleranno durature e vincenti. Sicuramente, per ora, la battaglia della comunicazione è vincente. Speriamo di avere quanto prima a disposizione alcuni modelli da esaminare direttamente nello spirito del blog. 

Die Revell-Story: un libro di Ulli Taubert e Andreas A. Berse

L\’editore tedesco Delius Klasing ha al suo attivo diversi libri sulla storia delle marche di modellismo, dalla Faller alla Wiking, dalla Herpa alla Carrera. Il titolo più recente è uscito alla fine del 2018 e percorre le vicende della divisione tedesca della Revell, nata nel 1956. Ne sono autori due esperti del marchio, il giornalista Andreas Berse e Ulli Taubert, che dal 1968 ha lavorato per Revell nel settore commerciale. Il libro, dalla copertina rigida, si compone di circa 180 pagine, ricche di documenti e foto inedite. Una gran parte è dedicata alla cronologia con i fatti salienti anno per anno, dal 1956 al 2018, ma vi sono anche capitoli approfonditi sulla nascita e lo sviluppo della filiale tedesca e sui suoi rapporti con la Revell-USA. La vicenda commerciale della Revell è piuttosto complessa e gli autori la ricostruiscono con una più che soddisfacente dovizia di dettagli. Di grande interesse i capitoli che approfondiscono determinati aspetti, dalla prototipazione alle tecniche di stampaggio dalla descrizione di come funziona la sezione ricambi per i clienti alle strategie di marketing. Succoso il capitolo su come nacque una pietra miliare della produzione Revell, quella Mercedes 300 SE W111 Heckflosse nera in scala 1:18 che fabbricata in Cina, arrivò nelle case dei collezionisti nel Natale del 1995.

Questo modello ha una storia a parte che meriterebbe di essere raccontata e ulteriormente approfondita, visto che si tratta di un passo importante nella storia delle strategie dei marchi di modellismo in Cina. Ma questo è solo uno degli argomenti stuzzicanti trattati nel libro: possiamo citare la storia del primo kit della Trabant, approntato in pochissimi mesi contro i dodici che normalmente erano necessari per produrre da zero un modello in plastica, la storia dei kit della serie Star-Wars o la testimonianza di Mario Falconi, il tecnico italiano che ha sviluppato e disegnato tante scatole di montaggio, con un occhio sempre attento all\’innovazione. Di questo libro esiste la versione tedesca, ma è anche disponibile la traduzione inglese.

Ulli Taubert – Andreas A. Berse, Die Revell-Story. Bauanleitung zum Erfolg, Delius Klasing, Bielefeld 2018, pagg. 176, 476 immagini col. e b/n, € 29,90
(Titolo della versione inglese: The Revell Story. A model of success) 

Una buccia di banana: la targa della Ferrari 275 GTB/4 di Corentin

Il modello 1:18 di BBR nella foto del comunicato ufficiale. 

Da sempre le targhe sono un terreno sdrucciolevole per i produttori di modelli. E dire che a volte basta un minimo di intuizione per capire se la strada presa è quella buona oppure no. E\’ stata da pochissimo annunciata da BBR l\’uscita in 1:18 della Ferrari 275 GTB/4 molto particolare, quella di Corentin e Prevost del Tour de France Auto 1970. Un bel modello, con tutti i crismi delle migliori BBR in quella scala. Solo che le foto inviate per il comunicato ufficiale mostrano una targa con soli numeri: 3400054. Macchina francese, qualcosa non quadra.

Il modello BBR in scala 1:43 con la targa corretta, fonte Carmodel. 

Prima dei due numeri finali, indicanti il dipartimento (54), debbono esserci per forza una o due lettere. In realtà non è un mistero, visto che il modello in 1:43 della stessa BBR, uscito tempo fa, aveva la targa corretta: 3400QB54. Sulla buccia di banana era scivolata – almeno in parte – anche Best, che sulla stessa versione aveva riprodotto una targa 3400Q854, scambiando la \”B\” per un \”8\”. Sui dettagli di questa targa potrete leggere qualche utile nota a questo link: https://forums.motorlegend.com/vb/showthread.php?t=28486&page=39 .

Il Best, con la targa parzialmente errata (fonte http://www.alpimodel.com). 

Si tratta quindi di un errore banale, tanto più irritante quanto facilmente evitabile. In ultima istanza non resta che sperare che le foto fornite da BBR siano quelle del classico \”pre-serie\”…

St.Martin Accessories: addio dopo cinquant\'anni

La vetrina di St.Martins Accessories,
al 95 di St.Martins Lane a Londra. 

A Covent Garden era una fermata obbligata per gli appassionati. Una puntata a St.Martins Accessories, in St.Martins Lane, accompagnata ovviamente da una visita presso Motor Books, era fissa nei programmi di chi andava a Londra. Dal 1969, St.Martins Accessories era un bel negozio di modellismo, dove negli anni d\’oro degli speciali era possibile trovare cose che nel continente arrivavano col contagocce, esattamente come da Grand Prix Models, che comunque era ben fuori città. Prendevi la metropolitana, scendevi a Leicester Square e St.Martins non era lontano. Come tanti, ho ricordi personali di quel negozio. La prima volta lo visitai nel luglio del 1992, quando probabilmente già le cose stavano cambiando e un principio di omologazione investiva anche l\’anticonformista Gran Bretagna. Ero a caccia di modelli inglesi e ci trovai tre Lotus Elite di SMTS montate, che conservo ancora oggi: quanto di più inglese si potesse immaginare, una bianca con striscia verde del Team Elite, la famosa DAD10 rossa con le bande bianche e una verde di Le Mans. Il titolare si sorprese che un italiano acquistasse delle Lotus e gli spiegai che la storia degli inglesi a Le Mans era un argomento che mi affascinava molto. Proprio in quei mesi avevo preso il libro British Cars at Le Mans, che anche se non era una novità assoluta costituiva pur sempre una bella documentazione in un\’epoca in cui Internet te lo sognavi. Tornai a St.Martins nel 2009, e ci trovai altri SMTS, e un paio di Alvis di J&M Classics, giusto per rispettare le tradizioni britanniche.

Nel 2011 il negozio si trasferì da St.Martins Lane al numero 15 di Cecil Court.
Da Google Maps, questa è la vetrina più originale, con i
modelli fatti in Inghilterra, fra pile e pile di Spark. 

Ma già molto era cambiato: la gestione non era più la stessa e gli Spark e vari modelli industriali avevano occupato gran parte degli scaffali. Agli speciali montati era riservata una limitata parte delle vetrine di fronte al banco. St.Martins continuerà on-line (http://www.stmartinsmodels.co.uk/), e questa è una naturale conseguenza di uno stato di cose inevitabile. Il mondo va così e più che rimpiangere un negozio che se ne va, si rimpiange una parte di noi e del nostro passato che si allontana inesorabilmente.

Intermezzo (quasi) storico: le Formula 3 di Onyx

Tranne alcune eccezioni, le Formula 3 non hanno mai goduto di troppo successo fra i produttori di modelli in scala 1:43. Un pioniere in tal senso fu Alberto Patrese, fratello di Riccardo, che sotto il marchio Pat43 produsse una serie limitata di Chevron-Toyota B34 con la quale il pilota padovano aveva vinto l\’europeo del 1976. Successivamente ci fu la Provence Moulage con la Ralt di Senna e la Reynard di Michael Schumacher, e ben poco altro, fra cui un paio di Dallara prodotte da alcuni oscuri marchi artigianali.

Dallara-Opel Spiess F397 del campione italiano 1997
Oliver Martini, fratello del più famoso Pierluigi. In
quegli anni l\’Italiano F.3 era già declinante. 
Tra i diecast, ancora meno, o meglio il nulla… finché alla fine degli anni novanta, la Onyx, marchio del gruppo Vitesse che già produceva in Cina, introdusse sul mercato una serie di Dallara molto ben fatte per l\’epoca. In questo thread vi presentiamo alcune vetture della stagione 1997. Le Dallara uscite in quegli anni (F396, 397, 398) sono molte, anche se i soggetti che \”tiravano\” per la maggiore restavano le monoposto di Formula 1 e anche le protagoniste del Superturismo, che viveva ancora stagioni entusiasmanti. 
Campione britannico F.3, Johnny Kane con la
Dallara F397 motorizzata Mugen Honda. 
Propulsore Renault per la Dallara F397 del
francese Nicolas Minassian, destinato a una
brillante carriera. Minassian si classificò secondo
nel campionato inglese, battuto dal solo Kane. 

Queste Formula 3 si caratterizzavano per il figurino del pilota, abbastanza fedele, col casco dalle livree esatte, specchietti retrovisori riportati, appendici aerodinamiche in plastica piuttosto fini, cerchi e gomme di ottima qualità. Non erano modelli costosissimi e ancora oggi si possono trovare molto facilmente a prezzi più che abbordabili. Agli inizi degli anni duemila, ulteriori Dallara furono commercializzate dal marchio Sunstar. In un periodo successivo, prima Minichamps, poi Spark avrebbero introdotto nei loro cataloghi modelli di Formula 3 soprattutto contemporanei. Ma la tematica è stata appena sfiorata: manca praticamente tutto o quasi, dagli anni settanta agli anni ottanta fino agli anni novanta. Chissà che qualcuno non pensi finalmente a tutta quella schiera di Chevron, March, Martini e Reynard rimaste finora inedite, senza contare le Dallara dei primi anni.

André Couto, nato in Portogallo ma con la cittadinanza di Macao, si classificò secondo nel Campionato
italiano F.3 del 1997 al volante di una Dallara-Novamotor F397. Onyx
dedicò una serie speciale alle vetture di Couto.  

Una versione rara per la Corvette di Remember Models: Le Mans 1972 #71

La serie delle Corvette C3 di Remember Models si arricchisce di una versione poco conosciuta, prodotta in edizione estremamente limitata. Si tratta della vettura numero 72 della 24 Ore di Le Mans 1972 (piloti Aubriet / \”Depnic\”). Iscritta dall\’Ecurie Léopard, la Corvette blu non riuscì a completare la gara.
Il modello è disponibile a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/675717829/chevrolet-corvette-c3-le-mans-1972-71

Lungo il Circuito del Mugello stradale: un libro di Luca Raddi

E\’ uscito ormai da un po\’ di mesi (maggio 2018) ma vale ugualmente una recensione il libro scritto da Luca Raddi e pubblicato da Noferini. Di volumi sulla storia del Circuito stradale del Mugello e sulle tradizioni motoristiche mugellane ce ne sono ormai parecchi. Dopo l\’ultima edizione del \”Circuito\” del 1970 il silenzio calò su questa corsa così simile per difficoltà e per fascino alla Targa Florio. Finalmente si ricominciò a parlarne alla metà degli anni novanta, anche per merito della rievocazione storica organizzata dalla Scuderia Biondetti come gara di regolarità. Fu l\’editrice fiorentina Alinea a pubblicare un paio di volumi non certo completi né tanto meno sistematici, ma che contribuirono a far rinascere l\’interesse nei confronti di questa gara; un interesse che aumentò anche grazie ad alcuni articoli su riviste specializzate e non, apparsi fra il 1995 e il 1996. Non è bello autocitarsi, ma personalmente in quel periodo, armato di ingenuo entusiasmo, pubblicai una serie di pezzi, anche sulla rivista Toscana Qui, diretta da Giorgio Batini, che poteva contare sull\’archivio di Italfotogieffe, uno dei cui soci, Orlando Orlandini, era fotografo dell\’editore Bonechi.

Poi, negli anni duemila, i due libri di Andrea Marsili-Libelli hanno contribuito non poco alla sistematizzazione della storia del Mugello stradale, seguiti da un bel quaderno contenente le foto di Nedo Coppini. Oggi, quindi, ci troviamo in una situazione ben diversa da quella degli anni novanta, in cui le immagini note del Mugello stradale erano limitate a quelle solite cinque o sei foto diffuse e stra-diffuse sui libri non specializzati. Questo di Luca Raddi è invece un caso particolare. Il titolo è indubbiamente intrigante e mantiene le promesse. Si tratta di una sorta di guida turistica e culturale sulla vallata a nord di Firenze, che abbina la storia dei motori a possibili percorsi artistici e naturali. Le foto di ieri si giustappongono a quelle di oggi, in un\’idea di continuità che non tante altre zone montane possono vantare. E\’ un libro che emana le suggestioni di un almanacco, da leggere e rileggere, pieno di foto fatte con passione percorrendo le strade laterali che numerose si dipartono dalle regionali accompagnandoti a una badia, a una pieve, a un rudere, a una casa \”da signore\” o a un antico monastero.

Le famose curve delle corse del tempo che fu sono ancora lì, a testimoniare che tutto sommato nel Mugello si respirano ancora i motori, insieme alla straordinaria ricchezza paesaggistica. Perché poi per capire il Mugello dei motori bisogna amare anche il Mugello delle pievi e delle foreste che cambiano tanti colori col passare della stagione. C\’è oltretutto un\’annotazione modellistica, poiché Luca Raddi è l\’autore di due bei diorami in scala 1:43 aventi come tema il celebre passaggio dello \”stradale\” dall\’Osteria di Nandone nel 1968 e nel 1969.

Luca Raddi, Lungo il Circuito del Mugello stradale. Itinerario storico-sportivo, Edizioni Noferini, pagg.114, brossura, € 18,00.

Imminente l\'uscita di un libro sulle Bugatti di Alain Bouissou

Nel 2017 Alain Bouissou, universalmente riconosciuto per le sue eccezionali Bugatti in scala 1:43, è stato costretto a interrompere l\’attività per gravi motivi di salute. Bouissou aveva iniziato nel 1980 e in trentasette anni di lavoro aveva stupito la comunità dei collezionisti per una produzione del tutto sui generis, basata sull\’autocostruzione completa di ogni pezzo. Oggi la moglie Bénédicte e i suoi familiari hanno deciso di rendergli omaggio pubblicano un libro che ripercorre la sua straordinaria carriera di modellista. Al costo di €45, il libro sarà pubblicato in una prima edizione di cento esemplari e le sottoscrizioni per l\’acquisto sono già aperte. Ne sapremo di più a Rétromobile, dove si spera che tutte le copie della prima tiratura saranno disponibili. Se la risposta del pubblico sarà adeguata, avremo poi anche una seconda edizione. In ogni caso un\’anteprima del libro sarà visibile a Rétromobile nello stand di Michel Stassart (1C014).