Edizione speciale per la Fiat Abarth X1/9 Prototipo Giro d\'Italia di Carrara Models


Denis Carrara ha recentemente realizzato una riedizione limitata (special built con maggior cura dei dettagli) della Fiat Abarth X1/9 Prototipo nelle due versioni che corsero al Giro d\’Italia con Fulvio Bacchelli e Clay Regazzoni. 


I modelli sono particolarmente fedeli e Denis Carrara ha individuato altri piccoli particolari che li rendono ancora più realistici, ad esempio lo scotch nero intorno al numero di gara della vettura di Bacchelli e il differente colore degli specchietti retrovisori esterni (rosso su una vettura, nero opaco sull\’altra). In un futuro la X1/9 uscirà anche nella versione Tour de France Auto. 


Le Mans Miniatures: riedizione del kit della Porsche 917/20 di Le Mans 1971

Esaurita dal 2006, la Porsche 917/20 in scala 1:24 di Le Mans Miniatures sarà presto di nuovo disponibile. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il marchio francese, anticipando la riedizione di questo kit in resina che si presenterà con alcuni aggiornamenti. Sarà inoltre compreso nel kit un figurino del pilota seduto e le decals supplementari per ottenere la versione bianca delle prove. Il \”Maialino\” di Le Mans 1971 torna così nel catalogo LMM e tornano anche i caratteristici cerchi a cinque razze e il foglietto di decals, che saranno disponibili separatamente nella gamma degli accessori. 

Un nuovo kit di Yow Modellini: Ferrari Berlinetta Touring



Col numero di catalogo K140 è disponibile un nuovo kit prodotto dalla giapponese Yow Modellini: si tratta della Ferrari Berlinetta Touring, vettura molto particolare che si basa sul telaio della F12. Con questo modello, Yow prosegue la produzione di kit di auto rare o poco conosciute, che anche i marchi di resincast sembrano per il momento ignorare. I kit Yow sono composti da un numero limitato di parti, anche se non sempre sono semplicissimi da montare. Con un po\’ di attenzione e di capacità, in ogni caso il risultato è garantito.


Ramsay\'s British Diecast Model Toys Catalogue, 16th edition (2018)

Tre anni dopo la quindicesima, alla fine di agosto è uscita la sedicesima edizione di una delle più autorevoli guide di modelli d\’antiquariato. La guida Ramsay si basa, com\’è giusto che sia, sui risultati delle recenti vendite realizzate ed è quindi in grado di dare un quadro abbastanza preciso delle tendenze di mercato. Le marche trattate sono esclusivamente inglesi, e non si trovano solo le classiche Dinky, Corgi, Spot On, Britains o Matchbox, ma si va anche su nomi meno noti (almeno fuori dal Regno Unito) come Charbens, Exella, Kembo, Wend-Al, Odgi e via di seguito. In oltre 350 pagine c\’è davvero di tutto. Il criterio della guida è quello di riportare quante più varianti possibile, soprattutto per quanto riguarda i colori e un po\’ meno frequentemente le tonalità degli interni. In questi ultimo 10-15 anni si sono fatti molti passi in avanti nella conoscenza approfondita di tante varianti, anche grazie alle vendite on-line e ai sempre più frequenti scambi di informazioni a livello mondiale. Il compito di chi compila simili liste si è fatto quindi sempre più complicato e il rischio è quello di farsi travolgere dalla miriade di sotto-varianti che spesso influenzano non poco la valutazione economica di un modello. Questo aspetto è ancora un po\’ trascurato in questa guida: ad esempio, consultando la famosissima Mini n.226 di Corgi (pag.48), pur avendo aggiornato le quotazioni, il compilatore non fa distinzioni fra il modello celeste con gli interni rossi e quello con gli interni gialli, molto meno comune.

Oltretutto, sempre a proposito della Mini 226, le differenze di colore \”celeste\” sono qualcosa di più di una semplice questione di sfumature: nel caso di questo modello si va da un semplice blu cielo a tonalità più cariche, passando anche attraverso delle sfumature di lilla, la cui peculiarità si nota anche senza avere sotto mano esemplari color celeste. La questione delle tonalità è abbastanza ingarbugliata: a volte lo stesso colore è semplicemente invecchiato in modo diverso su più modelli originariamente identici, ma in altri (numerosi) casi si tratta di differenze così marcate da non lasciare dubbi sulla differenza di fondo. Con oltre 19.000 modelli classificati, la guida Ramsay è sicuramente uno strumento indispensabile per ogni collezionista, ma necessita dell\’integrazione con altre fonti simili: ad esempio, per quanto riguarda i Dinky francesi è bene fare riferimento al volume di Jean-Michel Roulet e ad altre guide che in questi ultimi anni non sono mancate. Volendo azzardare un giudizio complessivo sulla guida, l\’impressione generale è sicuramente più che positiva, anche perché la Ramsay si è saputa ritagliare uno spazio di assoluto prestigio dal 1983 ad oggi: la prima edizione aveva 168 pagine con appena 39 foto in bianco e nero, quella attuale arriva a 354 pagine con centinaia di immagini a colori. I tempi cambiano, ma è necessario anche che gli strumenti di consultazione si adeguino con essi, e le possibilità per aggiungere ulteriori dettagli ci sono tutte. Contemporaneamente, nasce l\’esigenza di una maggiore razionalizzazione delle classificazioni, piuttosto che continuare ad aggiornare una base di dati la cui struttura non è forse più in grado di \”sopportare\” ulteriori modifiche.

Si impone probabilmente un ripensamento dei criteri di classificazione, e questa non sarà impresa facile, ammesso che i compilatori della guida abbiano la voglia e il tempo di farlo. Oggi uno strumento cartaceo deve essere in grado di proporre qualcosa che sia in grado di fronteggiare la concorrenza di Internet o almeno, su certi aspetti, dovrebbe sfruttare appieno le opportunità che una consultazione dei siti web fornisce. Tanto per fare un esempio, nell\’ultimo biennio si sono registrate molte vendite dei Nicky Toys, i Dinky di produzione indiana, che sembrano godere oggi di maggiore considerazione di quanta non ne avessero negli anni ottanta-novanta. In particolare, nell\’archivio di un sito inglese, decine di queste vendite sono ancora visibili, e sono presenti varianti non registrate dalla guida, che oltretutto nella lista dei Nicky fatica a differenziare i colori metallizzati dai non metallizzati: non troviamo ad esempio la MGB 113 verde metallizzato, la Plymouth Fury 137 blu con interni gialli e argento con interni blu, la Lincoln Continental 170 giallo chiaro con tetto rosso, rossa con tetto nero e così via. In questo caso, l\’archivio on line del sito britannico sarebbe stato utile anche per integrare le informazioni sui colori degli interni.

La completezza assoluta non esiste, né su carta né su Internet, ma forse qualcosa in più questa sedicesima edizione della guida Ramsay avrebbe potuto offrirla. Resta comunque un acquisto \”obbligato\” per chi voglia restare aggiornato, e se non ne avete mai avuta una, questa è l\’occasione per rimediare.

Ramsay\’s Catalogue of British Diecast Model Toys, 16th edition, Warners Group Publication plc, Bourne 2018. Prezzo in Inghilterra: GBP 24,99.

Quattro versioni speciali dell\'Alpine Renault A610 per Le Mans Miniatures

Le Mans Miniatures ha appena sfornato, in quattro versioni, l\’Alpine Renault A610. Si tratta di un modello in scala 1:32 preparato per i circuiti slot, ma il livello del dettaglio lo rende adatto anche ai \”semplici\” collezionisti. L\’A610 è stata realizzata con la collaborazione di Fair Slot ed è disponibile in quattro configurazioni. E\’ l\’occasione per ripassare una parte di storia della A610.

La versione Danielson, gialla, prende il nome del famoso preparatore. La potenza fu portata da 185 a 210 cavalli; la Le Mans, presentata al Salone di Ginevra nel 1991, era caratterizzata dal colore azzurro metallizzato.

L\’Albertville, bianca, uscì in occasione dei giochi olimpici invernali del 1992, mentre la quarta versione, la Magny Cours in verde metallizzato, fu prodotta in onore del titolo 1992 di Formula 1 ottenuto da Nigel Mansell al volante della Williams motorizzata Renault. E\’ appena il caso di ricordare che queste versioni speciali della A610 furono un tentativo di dare un po\’ di appeal a una vettura che non aveva incontrato il favore che la Régie auspicava. Bene ha fatto Le Mans Miniatures a riscoprire queste quattro versioni ormai semidimenticate con modelli fedeli che rispecchiano le varie differenze di carrozzeria. 

Rassegna stampa: DTCA, The Journal issue no.70 (Luglio 2018)

Il notiziario della Dinky Toys Collectors\’ Association (DTCA) è uno strumento indispensabile per tutti gli appassionati di obsoleti. La ricerca, nella fattispecie sui modelli Dinky, è lungi dall\’essere conclusa, anzi oggi come oggi Internet permette di mettere in collegamento realtà e dati che sarebbe stato impossibile confrontare anche solo venti o trent\’anni fa. Il numero estivo della rivista del DTCA è incentrato sui camion, e questo limita forse un po\’ l\’interesse di questo numero – senza dubbio la sua varietà. Malgrado ciò, la pubblicazione offre spunti di interesse, come alcune note supplementari sul 451/449, la famosa spazzatrice stradale Ford. In una nota ricca e documentata, Michael Driver ricorda l\’esistenza dell\’estrema versione di questo veicolo, fotografata nel catalogo Dinky 1979, ma che non vide mai la luce. Si tratta di un esemplare con cabina blu e con una particolare decorazione sul serbatoio.

Altre note dell\’articolo riguardano la distribuzione di alcuni esemplari del n.451 completamente gialli, probabilmente una serie in sovrannumero dell\’edizione promozionale di cui si era parlato nel numero 79 del DTCA Journal. Questo tanto per fare un esempio del livello di molti degli interventi del \”Journal\”, che continua ad essere un riferimento prezioso nel mondo del collezionismo dei modelli d\’epoca. Per fortuna esistono realtà di grande qualità, che fanno un gran lavoro per favorire la conoscenza della storia dei modelli del tempo che fu: possiamo citare l\’eccellente sito di \”Quelli della Polistil\” o anche il blog di Autojaune, redatto da Vincent Espinasse. Il collezionismo non è indiscriminato accumulo ma è (o dovrebbe essere) una forma di cultura.

La Porsche 935 Gr.5 Haldi di Spark, un\'edizione per l\'importatore tedesco

Le uscite di Spark non si contano più, ed è praticamente impossibile stare dietro a tutte le novità che si susseguono settimana dopo settimana. Fra i modelli standard, edizioni nazionali e altre per negozi, team, sponsor e associazioni, centinaia di referenze vanno ad arricchire il catalogo di Spark nel giro di un mese. 


Ci vorrebbe un\’intera sezione del blog per seguire tutto, e ancora non ci sarebbe la certezza di non essersi fatti sfuggire qualcosa. Questo modello, però, è particolarmente interessante: si tratta della Porsche 935 Gruppo 5 col frontale piatto e aerodinamico che corse anche a Le Mans nel 1981, già uscita nel catalogo Spark (S4425). Ora, nella serie tedesca (SG360), Spark ha realizzato la variante rossa sponsorizzata da Meccarillos che prese parte alla gara DRM di Zolder nel 1980 con Claude Haldi. L\’edizione è limitata a 500 esemplari numerati. 


Les rallyes Rhone-Alpes 1965-1976, les albums-photos d\'Adolphe Conrath, Vol.10

Raggiunge il decimo volume la serie di quaderni hors-série editi da Echappement, stavolta con una pubblicazione dedicata a tre rally della regione Rhone-Alpes: Neige et Glace, Lyon-Charbonnières e Mont Blanc. I quaderni di Echappement, fin dalla loro apparizione, si sono contraddistinti per la ricchezza dei materiali, in primis le straordinarie foto di Adolphe Conrath, che dal 1955 al 1966 ha realizzato circa 1800 reportage delle gare più disparate, dai rally alla pista, fino alle salite. Quando nel 1968 Michel Hommell fondò la rivista Echappement, a Nancy, Conrath abitava a pochi metri dalla redazione. Naturale quindi che i destini dell\’editore francese e del fotografo si incrociassero. Dopo la morte di Conrath, avvenuta nel marzo del 1996, Michel Hommell acquisì tutto il materiale a disposizione, composto da circa due milioni di scatti in bianco e nero e un certo numero di foto a colori (nettamente in minoranza). Oggi i \”dossier Conrath\” sono conservati al Manoir de l\’Automobile a Lohéac, nel dipartimento Ille-et-Vilaine.

Da più di dieci anni, l\’uscita dei quaderni Hors-Série di Echappement mettono a disposizione degli storici, dei modellisti e degli appassionati in genere una quantità di documentazione a un prezzo nettamente competitivo: € 25,00 per 244 pagine. In questo volume più recente, uscito da poche settimane, sono pubblicate, a cura di Jacques Privat, le immagini di tre rally che hanno fatto la storia della regione Rhone-Alpes: Neige et Glace, Lyon-Charbonnières e Mont Blanc. Adolphe Conrath ha coperto dieci edizioni del Neige et Glace (1965-1976), sette edizioni della Lyon-Charbonnières (1968-1975) e sei del Mont Blanc (1966-1972).

Com\’è abitudine di questa serie, le storie sono raccontate con grande dovizia di particolari e aneddoti, concentrati sulle vicende di piloti, team, preparatori, senza dimenticare la grande macchina dell\’organizzazione. Una bella opportunità per fare luce su tre rally che hanno visto la partecipazione di concorrente di primissimo piano.

Se il marketing conta: la Porsche 911 (991.2) GT2 RS verde Brewster e Minichamps

Il modello nella newsletter Minichamps
del 17 agosto 2018. 

Confesso di non seguire moltissimo le varie produzioni Minichamps, e questo da quando la marca tedesca è stata rimpiazzata da altri marchi come punto di riferimento dell\’offerta per così dire standard nel mondo dell\’1:43. Certo, anche in questi ultimi tempi, Minichamps ha saputo offrire modelli industriali di prima categoria, comprese le scale più grandi. A parte questo non bisogna dimenticare come il marchio della famiglia Lang sia stato capace di innovare e rivoluzionare il marketing modellistico fin dall\’avvento dei primi diecast nel 1990-91 e poi nei decenni successivi, creando mode e costumi che sono in gran parte ancora quelli attuali e legati a logiche che prima erano applicati a prodotti merceologici differenti rispetto all\’automodellismo. Minichamps è tutt\’oggi un produttore seguitissimo e con una newsletter in grado di influenzare le scelte di decine di migliaia di persone. Forse è stato davvero il primo produttore \”globale\” e continua ad esserlo in tutto e per tutto.

\”Only few left\”: dopo una mezza mattinata e un
pomeriggio erano solo un paio le 911 verdi
rimaste disponibili sul sito Minichamps. 

Oggi per caso ho letto con maggiore attenzione una delle loro mail promozionali, in cui era annunciata la disponibilità di una variante verde Brewster della già notissima Porsche 911 (modello 991.2) GT2RS in scala 1:43. Prodotta in soli 100 esemplari numerati e venduta esclusivamente dalla Casa, questa Porsche è stata messa ufficialmente in vendita alle 10.30 di stamani. Ebbene, verso le sei di sera restavano poco meno di 10 esemplari disponibili, che sono rapidamente scesi a 2 intorno alle otto per poi andare definitivamente a zero dopo una manciata di minuti. Insomma, un centinaio di modelli fatti fuori nel giro di mezza giornata, e il risultato è tanto più impressionante dato che non si tratta di vendite a negozi o a professionisti in genere, che poi rischiano di tenersi sul groppone i modelli per mesi se non per anni (il famoso \”esaurito presso il produttore\” che non è un indice necessario del successo di una referenza), ma di vendite al cliente finale, e per impedire fenomeni di speculazione dal sito era possibile ordinare un solo modello per persona. Limite peraltro abbastanza facile da aggirare, ma non è questo il punto. Il punto è che un costruttore come Minichamps è capace di ottenere questi risultati, mentre altri non ci arrivano. I motivi sono molti e già noti, ma evidentemente il sistema funziona ancora, eccome.

\”Sold out\”, e la 911 in
100 esemplari saluta e se ne va!
C\’è chi riesce a fare questi exploit e chi no. 

Due nuovi modelli da Raceland-Spark: Eurobrun-Judd ER189 e Lola-BMW T102

Sono due vetture a ruote scoperte le ultime novità proposte da Raceland nella serie Gold, realizzata in collaborazione con Spark. Due auto che riconducono alla storia dell\’automobilismo tedeso, dalle fortune nettamente diverse, ma entrambe interessanti. 

La prima è la Eurobrun a motore Judd che prese parte al GP di Germania 1989 a Hockenheim con Gregor Foitek. La particolarità di questa vettura è lo sponsor Jaegermeister, cosa che interesserà gli…specialisti del famoso amaro. 


Il pilota svizzero Foitek non riuscì a prequalificarsi al Gran Premio – ricordiamo che il 1989 fu l\’anno dei venti team e delle trentanove monoposto iscritte. La ricerca di Formula 1 meno conosciute e più particolari è tutt\’altro che conclusa, basti citare l\’imminente uscita dell\’Andrea Moda nella serie standard di Spark, di cui ci occuperemo prossimamente. L\’Eurobrun è stata prodotta in 400 esemplari numerati. 


Il secondo modello di Raceland ci riporta al famoso \”Nebel-Grand Prix\”, quella gara del 1968 al Nuerburgring rimasta famosa per le condizioni meteo proibitive e per la presenza di circa 250.000 spettatori. In quell\’occasione Huber Hahne, alla guida della Lola T102 motorizzata BMW 2000 Apfelbeck a quattro valvole per cilindro fu autore di una prestazione eccezionale che lo portò al decimo posto, fra le Formula 1 con motore tre litri. Sono 300 gli esemplari di questa edizione. 



E\’ possibile visualizzare l\’intera gamma Gold Edition di Raceland a questi linnk: EUROBRUN e LOLA-BMW .