"La presse" e un paese che legge ancora

Dell\’orrido sfascio nel quale versa la nostrana editoria non è quasi il caso di parlare. Tutte le volte che vado in Francia non posso fare a meno di qualche confronto con un paese in cui, invece, la gente legge ancora e c\’è posto per riviste e pubblicazioni specializzate. Sarà forse una società più legata al vecchio mezzo della stampa, o forse semplicemente un mercato in cui la gente ha maggior potere di acquisto, fatto sta che non è raro trovare nei supermercati e nelle edicole (chi ha familiarità con questo paese riconoscerà facilmente la caratteristica insegna gialla) pubblicazioni anche raffinate come i quaderni hors-série di Echappement e altre cose simili. Tanto per fare un esempio, lo stesso Echappement è uscito qualche settimana fa con uno speciale dedicato alla storia del campionato francese rally. Pensate un\’iniziativa simile in Italia e vi passa ogni voglia di scherzare. L\’unica realtà che tenta operazioni di questo genere è ormai Autosprint con prodotti di qualità certo variabile, ma se non altro hanno il coraggio di buttar dentro qualcosa.

Il gruppo Michel Hommell qui è molto forte e può permettersi iniziative di ottimo livello. In ogni caso la sua presenza quest\’anno a Le Mans è leggermente ridotta, ma la gente dimostra comunque un\’attrazione per la carta stampata che in Italia non c\’è e forse non c\’è nemmeno mai stata.

Quando la comunicazione è tutto: Spark, Porsche e maialini vari (parte seconda)

Kévin Estre, pilota della Porsche 911 RSR
n.92, firma autografi sulle riproduzioni in scala 1:5
del suo casco. A sinistra, Hugo Ripert, fondatore di Spark. 

Non si può dire che le tecniche di marketing e di comunicazione di Spark non siano prive di capillarità e di efficacia. Oltre alla solita massiccia presenza e altre iniziative promozionali, il marchio leader dei modelli in resina ha organizzato a Le Mans alcune sessioni di autografi con i piloti ufficiali della Porsche. Associata a tutto questo, c\’è nel 2018 l\’intelligente operazione Pink Pig, che vede ovviamente coinvolta tutta una serie di articoli di merchandising. Kévin Estre ha partecipato ieri a un incontro col pubblico direttamente davanti alla boutique Spark nella piazza del villaggio dietro al paddock. In questo weekend di gara, Estre utilizzerà un casco con gli stessi colori della vettura, già disponibile come modello in scala 1:5 presso i punti vendita di Spark. Quando il tempismo è tutto…

Un tocco di originalità artigianale: JF Créations-Lyzy Art

Del poco di artigianale che è rimasto a Le Mans, i caschi in scala 1:12 di JF Créations-Lyzy Art rappresentano un bel legame col passato. Questa piccola ditta di Savigny Levescault (dipartimento della Vienne, Nuova Aquitania) da più di trent\’anni fa dell\’originalità e della creatività uno dei suoi punti forti. A Le Mans è sempre presente col proprio stand, in cui i vari caschi occupano la maggior parte dello spazio. Si tratta di riproduzioni molto fedeli, e ormai il catalogo è vastissimo, comprendendo oltretutto varie versioni per ogni pilota, in base all\’anno, alla gara o allo sponsor. 


Sul blog abbiamo già parlato di questa produzione, ma forse è interessante riproporre qualche foto recente, con lo stand della 24 Ore di Le Mans 2018. 


Rassegna stampa (in ritardo): AutoModélisme n.245, maggio 2018

Il venerdì di Le Mans è sempre un giorno relativamente tranquillo, anche se passa veloce con le tante conferenze stampa (importante quella di stamani dell\’ACO sui regolamenti futuri del WEC) e la parata che si svolge in città nel tardo pomeriggio. La rassegna stampa del blog recupera il numero di maggio 2018 di AutoModélisme. Ovviamente a Le Mans è presente Jean-Marc Teissedre, e sempre ancora più occupato di quando non era in pensione. Il numero di maggio di AutoModélisme è un altro numero di ottimo livello, che non vorresti più posare finché non l\’hai finito. Va detto che quando ci si mettono d\’impegno, i vari collaboratori del gruppo Michel Hommell riescono a fare cose egregie. Si va da una recensione piuttosto approfondita della Ferrari 250 LM Spyder recentemente proposta da Best a un interessante riassunto dello sviluppo della Citroen GS-GSA attraverso i modelli in 1:18.

C\’è poi un bel reportage sui diorami di argomento circense (stavolta finalmente l\’hanno smessa con Le Mans 1970) e il test di montaggio dell\’Opel Manta 400 di Belkits in 1:24. E non è finita qui. Un numero bello denso, e dal cartaceo è forse impossibile pretendere di più, soprattutto se si esce ogni mese. Chi vuole ancora di più da riviste che debbono arrivare in edicola e accontentare un pubblico tutto sommato generalista non ha capito nulla di come gira oggi l\’editoria tradizionale.

Come sempre Le Mans: ma i modelli che fine fanno?

Lo stand di VPC (Voitures pour circuits) è sempre
presente sotto la tribuna Michelin. 

Oggi come oggi, Facebook fagocita la maggior parte dei commenti a caldo, in un flusso quasi indefinito di foto e di notizie. I blog che fine faranno? Aspettando la risposta a questa e ad altre domande, questo spazio continua la sua vita approfittando anche degli spostamenti professionali del suo curatore. A Le Mans è impossibile non parlare anche di modelli, e per alcuni commenti rimando già a quello che era stato scritto negli anni scorsi. La tendenza per il 2018 non è cambiata, anzi: se per Spark la 24 Ore di Le Mans è l\’occasione per vendere un bel po\’ di modelli (compresa l\’1:43 che se non altro è molto più maneggevole…), per altre realtà la situazione è parecchio più critica. 

Lo spazio di RS-Automobiles: vi si trova ogni genere di diecast a prezzi
accettabili. 
Uno dei punti vendita Spark, al di là delle tribune. 

Sono rimasti qua e là alcuni negozi ma altri sono spariti, non si sa se per sempre o se per ricomparire per la 24 Ore Classic, prevista agli inizi di luglio. Uno degli assenti è Angers Miniatures, e vedere diversi spazi rimasti chiusi sotto la tribuna Michelin e nel villaggio fa riflettere abbastanza. 

Ancora un\’immagine di VPC, incentrato per lo più sulle slot. 

Alcuni modelli 1:32 di Le Mans Miniatures
in vendita da VPC. 


Prima di Toyota, a Le Mans vince Spark

Il negozio principale Spark in circuito, il 13 giugno sera

Possiamo azzardare un pronostico certo, ossia la vittoria di una Toyota a Le Mans. Detto questo, modellisticamente parlando, a Le Mans c\’è già un vincitore ed è Spark, che da anni domina la scena e mai come quest\’anno è il protagonista pressoché incontrastato del settore. I prezzi sono peraltro abbastanza competitivi, visto che le edizioni standard vengono proposte a € 60, vale a dire quanto un Carmodel ma senza le spese di spedizione. Come possa l\’importatore ufficiale pensare di proporle ai rivenditori a € 40,40 + IVA (vale a dire €49,29) resta un mistero, visto che chi le compra per commercio dovrebbe metterle in vendita a oltre 72 euro.

Il logo è parzialmente nascosto. 
Scooter Spark…

A parte ciò, a Le Mans Spark attira sempre molto pubblico, anche con iniziative promozionali, come quella di offrire un modello 1:64 per ogni acquisto superiore i 120 euro e, a scelta un casco in 1:5 o una maglietta per ogni acquisto superiore ai 160 euro. Un modo come un altro per conquistarsi una fetta di pubblico sempre più ampia.

Oltretutto presso il negozio Spark nella piazzetta del villaggio adiacente al paddock è possibile vedere lo speciale cofanetto con sei modelli che hanno caratterizzato gli esordi di Henri Pescarolo, dalla Grac MkI alla Matra Djet V-S, dalla Lotus 7 alla Matra MS5 passando per la 8 Gordini e per la Dauphine 1093. Chi acquista il cofanetto, al prezzo di € 300, riceve in omaggio un settimo modello, la Courage-Peugeot C60 del team Pescarolo in configurazione test Le Castellet 2002. Per maggiori informazioni su questa iniziativa: http://www.sparkeditions.fr .

Quando il marketing paga: Porsche, Spark e maialini vari

La Porsche 911 RSR numero 92 è indubbiamente
una delle attrazioni della corsa. 

 L\’annuncio di una delle quattro Porsche 911 RSR ufficiali in livrea maialino rosa a Le Mans 2018 ha già fatto il giro del mondo e ormai non è neanche più una novità. Non c\’è nemmeno da sorprendersi che la casa di Stoccarda abbia cercato di approfittare per quanto possibile di questa operazione vintage che – lo ricordiamo – vede coinvolta anche una seconda vettura, che porterà i colori (senza il nome ovviamente) Rothmans, in omaggio alle vittorie ottenute negli anni ottanta con le 956 e le 962C Gruppo C. La RSR rosa è una delle attrazioni della griglia di partenza della 24 Ore di Le Mans di quest\’anno. Una copia esatta della vettura che prenderà parte alla gara fa bella mostra di sé nel villaggio dietro al paddock, e già sono in vendita accattivanti T-shirt ufficiali al prezzo, abbastanza competitivo, di € 19,00.

Magliette ufficiali Porsche, vendute nello stand
del villaggio. 

Gli appassionati apprezzeranno, soprattutto quelli che in eventi di questo tipo amano travestirsi da auto da corsa, da benzinaio Gulf e altre amenità del genere. E l\’iniziativa di Porsche c\’entra in parte anche col modellismo, se è vero che giusto alla vigilia della 24 Ore, Spark ha incluso anche la 917/20 del 1971 fra le diverse riedizioni di referenze ormai esaurite.

La Porsche 917/20 di Le Mans 1971 fra le novità e le
recentissime riedizioni di Spark. 
A distanza di 47 anni, questa livrea fa ancora discutere. 

L\’uscita della vettura pilotata da Reinhold Joest e Willi Kauhsen fa parte del programma di Spark di rifare tutte le Porsche 917 di Le Mans (con buona pace dei bischeri che hanno pagato 200 euro le Gulf del 1970 e degli speculatori che gliele hanno vendute) e il tempismo è stato quantomeno ottimale. Evidentemente di certi classici, anche nell\’ormai \”stanca\” scala 1:43 c\’è sempre bisogno, soprattutto quando c\’è la capacità di investimento e la visibilità sulla quale può contare un marchio come quello di Ripert.

Non solo 1:43. Eliomodels apre la propria gamma all\'1:18 con una Ferrari F40

Per qualsiasi marchio, grande o piccolo che sia, l\’1:18 è ormai una scala con la quale è quasi impossibile non misurarsi. Elio Venegoni, alias… Eliomodels, annuncia la sua prima produzione in 1:18. Si tratterà di una Ferrari F40 competizione, ricavata dal modello Burago, una scelta dettata dall\’esigenza di mantenere i costi sui 90 euro, quantunque le F40 del produttore italiano veleggino ormai verso quotazioni piuttosto alte, su eBay e altrove.

La versione prescelta è la vettura utilizzata da John Pogson (il quale ha collaborato attivamente alla documentazione) nel Goodyear Maranello Ferrari Challenge 1999. Poche le modifiche, solo quelle strettamente necessarie: aggiunta cinture di sicurezza, verniciatura degli interni, verniciatura in bianco del musetto e applicazione delle decals, disegnate da Lorenzo Stocchero e – in ultimo – verniciatura del parafiamma posteriore. Le modifiche saranno effettuate da Michele Cusano, mentre Elio Venegoni fornirà le decals.

Istruzioni per l\'uso: come vendere la propria collezione di obsoleti (parte 2)

Nella prima parte di queste istruzioni per l\’uso ci siamo occupati di alcune direttive generali, da tenere in considerazione quando si maneggiano modelli obsoleti di un certo livello (ecco il link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2018/06/istruzioni-per-luso-come-vendere-la.html ). Stavolta indicheremo qualche possibile soluzione pratica, fra le tante che il web propone. Sicuramente vendendo in blocco una collezione, andrete a perdere e anche non poco. Per compensare queste perdite, c\’è innanzitutto la possibilità di rivolgersi a professionisti del settore molto noti e affidabili, che potendo spuntare prezzi superiori alla media, vi daranno qualche centinaio (o migliaio, dipende dai casi) di euro in più. Altrimenti, proprio per evitare di cedere i vostri pezzi ottenendo, se va bene, la metà del valore medio dei modelli, alcuni di essi propongono il conto vendita. E in questi casi non si tratta dei soliti conti vendita che si concludono alle calende greche. Professionisti come David e Carole Reitsis di Quality Diecast Toys (QDT) hanno raggiunto una visibilità che permette loro di attirare i maggiori collezionisti del settore. Ricordate che per tutto esiste il compratore giusto, disposto a spendere anche parecchio. Basta trovarlo.

Da un po\’ di tempo a questa parte, poi, per i pezzi migliori, QDT è anche in grado di gestire in proprio delle vendita nella forma di asta. La commissione che il proprietario deve accollarsi per le vendite su commissione e per le aste è del 22,5%, e spesso questa soluzione si rivela come la migliore, visto che QDT è in grado di spuntare prezzi top per molti dei marchi più conosciuti: se volete vendere Corgi, Dinky anche francesi o Spot-On, andate sul velluto. Di solito i modelli più interessanti partono dopo pochi giorni, in molti casi anche dopo poche ore dalla pubblicazione sul sito. QDT permette ai suoi acquirenti migliori di dilazionare il pagamento di tre-quattro settimane, quindi aspettatevi un po\’ di ritardo se il vostro modello viene semplicemente \”riservato\”. Il pagamento viene liquidato in genere ai primi del mese successivo alla vendita.
Un\’alternativa a QDT può essere il noto sito francese Collectoys (www.collectoys.fr), che organizza soltanto aste, in forma fisica oppure solo on line.

Per modelli di minor prestigio vengono ricavati dei lotti, mentre gli esemplari più rari sono presentati singolarmente. Trattandosi di aste, ci si espone all\’alea del momento, ma l\’osservazione puntuale dei risultati conferma che quando siamo in presenza di qualcosa di davvero interessante, gli acquirenti importanti non mancano l\’appuntamento. Consultate poi le loro condizioni visitando il loro sito. La serietà dei gestori non è in discussione.
Tornando in Inghilterra, un altro stimato commerciante è Phil Silvester di Diecastgems (http://www.diecastgems.com) che di recente ha anche trattato una parte della collezione Edilio Parodi, importatore Dinky Toys in Italia.

La visibilità è inferiore a quella dei compatrioti di QDT e i risultati delle vendite leggermente meno eclatanti.
Da consultare anche Vincent Espinasse, grande collezionista e specialista di modelli obsoleti, che ha un negozio a Parigi, meta di tanti appassionati, e un sito molto semplice ma ben fornito di tante rarità: http://www.autojauneparis.fr. Per rendervi un\’idea del livello di competenza del titolare, basta leggere il gustoso blog, che almeno una volta alla settimana esce con un nuovo thread: http://autojauneblog.fr/ .

Come si può facilmente vedere, siamo lontani anni luce da certe cialtronesche realtà di casa nostra. Personalmente ho visto già molte, troppe collezioni anche di ottimo livello disperdersi per due soldi andando a far contenti speculatori della peggiore specie e collezionisti alla ricerca solo e soltanto dell\’occasione a prezzo stracciato. Non ho nulla contro la speculazione, dato che ogni tipo di commercio nasce da un\’ottica di questo tipo ma ritengo che già un episodio triste come lo smantellamento di una collezione non meriti di essere reso ancora più sgradevole dalla presenza di tutto un circo di personaggi poco eleganti. Credo o mi illudo che modelli che per lunghi anni sono stati oggetto delle amorevoli cure di una singola persona abbiano diritto a una degna prosecuzione della loro vita grazie a professionisti competenti, finendo poi in mano di collezionisti accorti che li trattino con la necessaria cultura e educazione. Il collezionismo – piaccia o non piaccia – è nato come attività di élite e come tale ritornerà. Si vedono troppi modelli trascinati da una borsa di scambio all\’altra, infilati e tolti decine di volte in modo sciatto dalle loro scatoline che perdono la loro consistenza a forza di essere ciancicate da chiunque passi davanti al banco.
Chiudendo queste note, mi tornano in mente – chissà perché – certe considerazioni sul collezionismo e sui collezionisti, fatte di tanto in tanto con alcuni amici, anche prendendo spunto da raccolte diverse da quelle strettamente modellistiche. A proposito: a quando un trattato sulla psicologia del collezionista di automodelli?