In un recente passato il blog si era già occupato delle belle foto di Christian Caly e delle sue ambientazioni in scala 1:18, così diverse dai soliti diorami che nella maggior parte assomigliano a dei presepi. Stavolta vi presentiamo alcuni scatti di Tecnomodel 1:18, che dimostrano non solo la bravura del fotografo, ma come un modello possa essere valorizzato utilizzando le giuste tecniche. Spesso le foto mettono in risalto i difetti di un oggetto comunque piccolo, facendolo diventare goffo e un po\’ ridicolo. Queste immagini vanno in una direzione diversa. Chissà come se la caverebbe il nostro Caly con gli 1:43? Quasi quasi glielo chiediamo…
Nissan IDS Concept di Tomica Premium (scala 1:61)
Al Salone di Tokyo, Nissan presentò la IDS Concept, un veicolo all\’avanguardia in termini di guida autonoma e massima connettività. Quanto questa vettura rispecchi il reale sviluppo delle automobili che guideremo fra cinque o dieci anni spetta decidere agli esperti di mobilità. In ogni caso, un\’auto dalle linee tutto sommato gradevoli che non si perdono in fantasiose anticipazioni pseudo-futuristiche non poteva sfuggire al produttore generalista più popolare in Giappone, Tomica, che nella serie Premium ha incluso una riproduzione in scala 1:61 della IDS Concept. Il modello è stato utilizzato anche dalla Nissan per scopi promozionali: si spiega così l\’assenza di scritte identificative stampate sul modello sul fondino; la dicitura \”Nissan IDS Concept\” è solo tampografata su un fondino in plastica blu che serve anche a riprodurre i labbri inferiori della carrozzeria. Il corpo vettura è in diecast con diversi particolari in plastica, come il bel padiglione del vetro. Ottima la finitura satinata in alluminio, con diverse tampografie che arricchiscono il modello di un convincente realismo.
Anche i fari a led sono riprodotti mediante tampografia. Gli interni, in grigio chiaro, sono in plastica. Sui Tomica Premium i cerchi ricevono un trattamento sufficientemente realistico, con il disegno ben replicato e gli pneumatici che fanno corpo unico con la ruota.
Questi Tomica Premium si contraddistinguono per un buon livello generale ed è proprio con le concept car moderne che secondo noi il produttore nipponico dà il meglio di sé in questa serie, che si colloca in ogni caso a uno stadio inferiore di dettaglio rispetto alla gamma di punta, la Limited Vintage Neo, che non prevede però soggetti contemporanei.
Solo un test? Ferrari 308 GTB/4 prove Fiorano 1976 Niki Lauda di Best Model 1:43
Com\’è ormai consuetudine per marchi di diecast che hanno lasciato la produzione in Europa (da Brumm al gruppo M4 fino a Trofeu), investire in nuovi stampi è fuori discussione e si cerca di sfruttare al massimo i soggetti che si hanno a disposizione. Non fa eccezione la Best (di M4) che ha in casa diversi stampi che si prestano bene alla bisogna, anche se con qualche inevitabile licenza. La Ferrari 308 GTB è un bel modello, prodotto in tante versioni rally dall\’azienda di Pesaro, ma mancava una variante che è rimasta sempre un po\’ misteriosa nella storia del Cavallino: si tratta di una vettura che alla fine del 1976 disputò dei test a Fiorano con Niki Lauda, pilota ufficiale della scuderia in F.1, non è chiaro a quale scopo preciso. Questa vettura compare sulla copertina di un Autosprint, senza ulteriori dettagli, e aggiunge qualcosa Antoine Prunet nel suo classico volume dedicato alle Ferrari Gran Turismo. Le caratteristiche precise di questa particolare 308 non sono note, così come non è nota la funzione esatta della vettura: la denominazione \”308 GTB/4\” che compare sulle fiancate farebbe pensare a una prevista omologazione in Gruppo 4 (Gran Turismo Competizione), mentre Autosprint, con una certa fantasia, l\’aveva definita \”Silhouette\”, ma questa 308 del Gruppo 5 aveva ben poco. Prunet riferisce che dopo i test la vettura fu venduta in Belgio col motore V8 portato a 300 cavalli.
Complicato dire a cosa servì esattamente questa 308: a testare una serie di propulsori? A valutare la partecipazione in pista, cosa che poi avvenne – anche se in forma non ufficiale – con la 512BB-LM? Del resto, in quel periodo, già esistevano le versioni competizione della 365 GT4/BB. E\’ forse superfluo ricordare che in anni successivi la 308 conobbe una certa carriera in pista, con le versioni Gruppo 5 biturbo messe a punto da Carlo Facetti e Martino Finotto.
Il modello Best
Con la referenza 9641, il modello Best è uscito nel periodo natalizio. Si tratta di un modello diecast tradizionale, con alcuni dettagli abbastanza raffinati, come il grande tergicristallo fotoinciso e le cornici dei vetri laterali ugualmente fotoincisi. Il problema in questi casi risiede negli stampi in zamac, impossibili da modificare – e il costo non sarebbe giustificato per un\’unica versione, cosa invece fattibile con la resina.
Per questa versione, Bang ha utilizzato una normale carrozzeria della 308 GTB Gr.4 rally, ma osservando le foto disponibili dell\’auto (in verità ben poche) si nota come rispetto alle Gr.4, la 308 dei test di Fiorano avesse una diversa forma dello spoiler anteriore, più grande, nonché un\’estensione della parte frontale del passaruota posteriore. A parte queste caratteristiche, come abbiamo detto inevitabili, il modello presenta alcune imprecisioni, come nella targa: nella foto pubblicata nel volume di Prunet, appare una \”Prova-MO190\”, mentre il modello riporta la cifra 193. Errata anche la colorazione: la parola Prova dovrebbe essere arancione e non bianca, mentre viceversa la sigla MO era bianca come il numero e non arancione.
Accettabili le gomme da rally, tutto sommato, visto che la vettura aveva pneumatici scolpiti. Si nota anche l\’assenza dei due classici ganci fermacofano in gomma fissati sullo specchio di coda, Bang ha deciso di lasciare montato il sedile del passeggero. Tra le caratteristiche positive va ricordata la verniciatura e una buona anche se non ottima accuratezza nella posa delle decals. Belli i fari \”ottici\” anteriori di forma rotonda, sistemati alle estremità della calandra. Non sono riuscito a trovare foto dell\’anteriore della vettura, per cui non sono in grado di giudicare l\’accuratezza di tutta la parte della griglia.
Questo è un modello che a prezzo pieno cosa quasi 70 euro. Sicuramente è un soggetto originale, intrigante, ma riusciranno i collezionisti a chiudere un occhio su alcune approssimazioni?
Rassegna stampa: AutoModélisme n.230 (gennaio 2017)
Il primo numero di AutoModélisme del 2017 va apprezzato lentamente perché racchiude dei begli articoli che forse non si notano a un primo sguardo. Certo, è impossibile non notare che il 230 è incentrato sui rally, con una bella celebrazione del collezionista-modellista Jean-Pierre Lamy, scomparso nel 2015 e grande specialista delle vetture pilotate da Ari Vatanen. Il pilota finlandese e i corrispondenti di AutoModélisme hanno fatto visita alla famiglia di Lamy nel sud della Francia per rendere omaggio a un\’amicizia che si era consolidata con gli anni. C\’è anche molta tecnica, in questo numero, con l\’autocostruzione della Matra MS80/02 F.1 1969 in scala 1:12 da parte di Michel Ortiz-Vinay o il montaggio di un vecchio kit Tamiya della Toyota Corolla WRC 1998 in 1:24. Molto interessante la retrospettiva su una delle edizioni mondiali dell\’Olympus Rally, disputata nel 1985. Vale la pena apprezzare anche gli approfonditi test delle slot, un piacevole diversivo agli argomenti abituali per gli appassionati dello statico.
Modernità o qualcosa che le somiglia: la BMW i8 di Tomica
Difficile per me dare giudizi sulla BMW i8, una specie di auto che vuole conciliare il concetto di mobilità con il politicamente corretto che oggi va tanto di moda. Il risultato è un veicolo destinato a deludere sia gli sportivi puri sia i fissati dell\’ecologia, con le sue contraddizioni evidenti e il suo costo esorbitante. A parte questo, Tomica, nella sua gamma economica, non si è fatta sfuggire la i8, e il risultato è un bel modellino in scala 1:61, semplice e ben fatto. Uscito da pochissimo col catalogo 17, la i8 di Tomica è fabbricata in Vietnam con licenza ufficiale BMW e si fa apprezzare per i loghi del marchio tampografati, una bella vetratura e una verniciatura ottima anche se dalla grana metallizzata un po\’ troppo grossa. La carrozzeria è in zamac, mentre il fondino e gli interni sono in plastica. In questa gamma non mancano idee originali, come ad esempio la Nissan IDS Concept, uscita anch\’essa da poco, che sta benissimo accanto alla i8. Per chi desidera un po\’ di dettagli in più, la Tomica ha ovviamente le serie superiori Premium, ma soprattutto la Limited Vintage Neo, dove si trovano modelli che non hanno nulla da invidiare a molti diecast classici in scala 1:43. Infine, chi voglia in collezione una i8 in una scala un po\’ meno peregrina, può trovare il modello Paragon, disponibile sia in 1:43 sia in 1:18.
Inizio anno e alcune novità Trofeu: un po\' di storia dei rally (e del Tour Auto)
Continua orgogliosamente a produrre i propri modelli in Europa, Trofeu, pur senza nuovi stampi. Limitandosi a scegliere fra la lunga teoria di versioni ancora inedite per ciascuno dei suoi soggetti, la casa portoghese se la cava anche (o soprattutto?) con serie limitate e/o numerate per clienti, siano essi siti Internet, club di appassionati, scuderie, piloti, sponsor e quant\’altro. In ogni caso le scelte operate spesso sono di grande interesse e fra le più recenti uscite ne segnalo quattro, ognuna con un suo perché, come si suol dire oggi.
Parto dal soggetto più recente: si tratta di un\’Audi Quattro nella classica livrea ufficiale, realizzata per RallyRacing.pt nella versione Mouton/Pons, seconde al Rally Portogallo 1983. Bei tempi per i rally, ma anche gli altri modelli presentati in questo thread non scherzano. Sempre per RallyRacing.pt è uscita la 131 Abarth di Verini/Russo, quinti al Rally Portogallo 1977.
A mio parere quella di Trofeu è una delle migliori interpretazioni della 131 Rally, e i puristi apprezzeranno tanti dettagli che fanno la differenza, non ultima la corretta finitura opaca. Avendo a disposizione la Ford Escort RS2000, Trofeu non si è fatta sfuggire la versione italiana pilotata da Presotto, settimo assoluto e primo di Gr.1 al Sanremo 1979, \”navigato\” da Sghedoni. Gli appassionati avranno un tuffo a cuore nel rivedere questa vettura col caratteristico frontale rosso-arancio e gli inconfondibili numeri a doppia linea del Sanremo.
Un soggetto irrinunciabile non solo per i rallysti, ma per tutti i cultori dell\’automobilismo italiano. Ultima, una BMW 2002 Gr.2, in una versione diremmo semi-rallystica: Tour Auto 1971, sesto posto assoluto (e primo di gruppo) per Fall e Wood. Un\’altra di quelle vetture per le quali ho un debole, le partecipanti del Tour de France Auto che mescolava prototipi, turismo da pista, turismo da rally e via andare. Ne ho parlato in altri interventi sul blog – quei portanumero con l\’omino Bic e il bollo con la caratteristica freccia rossa fanno scattare una molla che forse si chiama emozione.
Focus su: Lancia D20 Sport 1953 di Tecnomodel scala 1:18
Fra i tanti resincast sfornati di recente da Tecnomodel, la Lancia D20 Sport ci sembra una delle più belle. Spesso per rientrare nel budget, questo tipo di modelli presenta dei compromessi abbastanza vistosi, giustapposti ad altre caratteristiche nettamente positive e a vere e proprie raffinatezze. Ne risultano quindi alcuni contrasti non sempre ben tollerabili all\’occhio. Stavolta invece siamo in presenza di un modello decisamente equilibrato e ancora una volta non si può non restare ammirati dalla qualità della verniciatura, con uno splendido bicolore blu-avorio, cui si aggiungono i vari colori delle versioni specifiche. In queste foto è ritratta la versione di Le Mans 1953 (piloti Chiron e Manzon), ma sono disponibili, oltre a tutte le vetture di Le Mans \’53, anche versioni della Targa Florio e della Mille Miglia. Decisamente un modello accattivante, con dei bellissimi cerchi fotoincisi e torniti, opportunamente colorati in alluminio satinato, tanti dettagli di ottimo livello e un montaggio impeccabile delle superfici vetrate e delle cornici. Tante le piccole raffinatezze, dalle cifre in rilievo sulla targa fotoincisa al supporto del vetrino sul cofano, dalle mascherature dei fari molto realistiche alla lucina di riconoscimento montata sul tetto. In attesa delle prossime novità Tecnomodel, fra cui vi è la Maserati A6GCS Spyder 1953, questa D20 è un\’ottima aggiunto a ogni raccolta di auto sportive del passato,
Fine anno, precisione e ricerca: alcune riflessioni di Mauro Borella
Queste riflessioni di Mauro Borella, una persona che stimo molto, mi hanno colpito e gli ho chiesto se fosse possibile pubblicarle sul blog. Ricevuto il suo consenso, ve le propongo volentieri. Esse contengono diversi spunti di riflessione sui quali magari tornerò presto.
Sara\’ che per tutta una serie di motivi sono un po\’ depresso ma continuo a pensare, in generale, a come il livello di educazione, cultura, di credere in qualche ideale, di voler bene, di ascoltare per imparare e non solo per rispondere qualcosa, di essere se\’ stessi siano tutti valori in caduta verticale. Come sempre non parlo dei problemi del mondo, infatti per scelta personale su Fbook mi astengo dal commentare politica, religione e lavoro, ma piu\’ semplicemente di come si sia trasformato in peggio il nostro amato mondo delle auto/moto storiche e delle corse.
Gente che parla a vanvera e che apre blog e forum scrivendo delle cazzate inenarrabili, pseudo autori che su (una volta) stimate e rispettate riviste di settore pubblicano articoli insulsi senza fare un minimo di ricerca personale, ma solo copiando gli errori di Wikipedia o di qualcun altro, foto pubblicate su Facebook con didascalie quanto meno opinabili, sia per il contenuto che per la grammatica, tutti che sanno tutto su qualsiasi argomento e invece, permettetemi il francesismo, non sanno e sopratutto non hanno vissuto un cazzo, ma hanno solo sentito o letto qualcosa scritto da altri, tutta gente che vive la vita e le esperienze altrui e le usa (male) cercando di affermarle come fossero proprie. Nessuno che ha piu\’ voglia di imparare, di ascoltare, ma solo con questa smania di dire per primi qualcosa, anche se e\’ una minchiata.
Passati sono i tempi dove leggere un articolo di un autore come Denis Jenkinson (qualcuno se lo ricorda?) su Motor Sport significava entrare nel dettaglio della gara o dell\’evento che lui stava raccontando come se si fosse stati la\’ insieme a lui, compreso il viaggio per arrivarci con magari l\’indirizzo di qualche buon ristorante sulla strada.
Passati sono i tempi dove per scrivere un buon libro di automobili bisognava intervistare personalmente chi quelle auto le aveva progettate e costruite, passando ore negli archivi e cercando di pubblicare dettagli e foto mai viste prima. Passati sono i tempi dove i cosiddetti esperti erano le persone che avevano vissuto in prima persona le vicende del reparto corse o della fabbrica di automobili in oggetto, e non quelli che per sentito dire affermano di sapere qualcosa. Internet e\’ una gran cosa, ma ha anche permesso la frantumazione di questi valori in tanti piccoli sassolini che possono essere gettati da chiunque senza tanto sforzo, finche\’ un altro e un altro ancora li raccoglie e li lancia di nuovo, perpetuando tutte le cose sbagliate nell\’infinito del web.
Cerchiamo di tornare alla realta\’, viviamo la nostra vita e non quella degli altri, e se possiamo, quando non siamo sicuri di quello che stiamo scrivendo o dicendo, stiamo fermi, che e\’ meglio.
Buon 2017.
Eidai Grip Technica e Formula 1: echi dagli anni settanta
| Sono piuttosto rare le scatole per i rivenditori della Eidai Grip serie Technica. Ciascuna confezione conteneva sei modelli dello stesso articolo. |
Oggi che Spark realizza praticamente ogni vettura di Formula 1, per di più seguendola nelle sue evoluzioni Gran Premio dopo Gran Premio, diventa difficile immedesimarsi in un\’altra epoca, ormai abbastanza lontana, in cui le riproduzioni di F.1 si contavano sulle dita di una mano. I produttori di modelli speciali ci misero del loro colmando tante lacune, ma a livello di industriali la situazione era largamente insufficiente. Dopo un buon numero di modelli anni cinquanta-inizi sessanta firmati da Dinky, Corgi, Solido e Mercury, le Formula 1 erano un po\’ cadute nel dimenticatoio, finché alla fine degli anni settanta una marca giapponese, la Eidai, si inventò una gamma di modelli in 1:43 denominata Technica, che offrì diverse vetture contemporanee: Ferrari, Tyrrell, Brabham, Wolf, March, Lotus…
| Gruppo di Wolf WR1; insieme veniva fornito un cartellino da piegare prima di esporre il modello nel negozio, con la descrizione in giapponese e il prezzo in Yen. |
Una vera ventata di novità, visto che i collezionisti dovevano accontentarsi dei modelli più piccoli fatti da Polistil nella peraltro benemerita serie RJ, quelli in 1:41 della stessa marca e di qualche Corgi decisamente più grande della canonica scala 1:43 (circa 1:32-1:36).
| Questi modelli non sono mai usciti dalla loro scatola. All\’interno si trovava una fiche con la descrizione della vettura reale. |
Oggi gli Eidai Grip non sono ricercatissimi dai collezionisti, che li giudicano forse ancora troppo recenti. Ci sono modelli più rari e altri meno rari, e generalmente non si fatica a completarne la raccolta. E\’ invece molto più difficile imbattersi in pezzi come quelli fotografati in questo articolo, scovati in un retrobottega della banlieue parigina: sono confezioni per i rivenditori che contenevano sei pezzi dello stesso modello.
| Niki Lauda, un nome che all\’epoca attirava e il suo binomio con la Ferrari affascinava anche i collezionisti. |
Dal punto di vista costruttivo, gli Eidai assomigliano molto agli italiani Yaxon, usciti qualche anno più tardi. Naturalmente gli Eidai non erano facilissimi da trovare in Italia ma già tra la fine degli anni settanta e i primissimi anni ottanta la gamma si poteva acquistare presso i fratelli Tron di Loano.
A distanza di quasi un quarantennio da quelle vicende lontane, abbiamo voluto evocare un marchio di cui ormai sono in pochi a ricordarsi; un marchio che produsse interessanti modelli anche in altre scale e che oggi vale forse la pena di rammentare per comprendere il lungo cammino che ci ha portato fino agli Spark dei nostri giorni.
Fiat Panda 1000 Super i.e. di Tomica Limited Vintage Neo (1:64)
In un articolo di inizio novembre 2016 (visibile qui) ci siamo occupati della prima Panda prodotta da Tomica in scala 1:64 nella sua gamma più dettagliata; di recente, dopo la versione 1100, esce la 1000 Super i.e. in due colorazioni, bianco o crema (entrambe hanno il numero di catalogo LV-N133). Il modello ha le stesse caratteristiche della precedente edizione.
Si tratta di un modello ben dettagliato, in zamac col fondino ugualmente in metallo che comprende anche il paraurti anteriore e posteriore. L\’uso di tampografie a simulare contorni vetro e fregi vari contribuisce al realismo della miniatura.
Belli i cerchi, forse troppo larghe le gomme e convincenti gli interni. L\’uscita di queste ulteriori due Panda II Serie conferma l\’interesse di Tomica per le vetture italiane; ricordiamo anche la Lancia Integrale, uscita anch\’essa in questo 2016 in varie colorazioni.








