Un po\' di archeologia: le ruote a raggi Borrani di Precision Miniatures

Non credo siano citate neanche nel recente libro di Wayne Moyer (scomparso tra l\’altro di recente) sugli albori dell\’automodellismo speciale, ma le ruote a raggi Borrani di Precision Miniatures rappresentarono un accessorio importante per i montatori di fine anni settanta – inizi anni ottanta; erano vendute anche separatamente dai kit, in due o tre formati. Recentemente ho recuperato una di queste scatoline, nel laboratorio di un montatore e modellista di grande esperienza, che all\’epoca ne aveva utilizzate tantissime. Il set era composto da elementi in metallo bianco, grezzi o nichelati, da otto raggiere fotoincise e da uno sprue con quattro gomme provviste di battistrada. Era incluso anche un foglietto di instruzioni, molto chiaro. L\’imballo sembra originale. Quanti di questi set si saranno conservati integri a distanza di quarant\’anni?

BBR annuncia la McLaren Senna in scala 1:18

BBR produrrà a partire da ottobre 2018 la McLaren Senna in scala 1:18. Due i colori previsti, il blu visto al Salone di Ginevra 2018 o rosso, entrambi in serie numerata e limitata a 100 esemplari. 

McLaren Senna al Salone di Ginevra (foto D.Tarallo)

MileziM: ancora un mezzo mistero, ma il più è noto. Appena uscite due Peugeot anni 30

Sono finalmente diponibili i primi modelli MileziM, prodotti da Spark e venduti – almeno in teoria – direttamente dal fabbricante. Almeno in teoria, perché questi modelli si trovano ora da BAM al prezzo di € 39,00 (e non a 36, come era stato annunciato originariamente, ma ormai è passato del tempo). Questi modelli dovrebbero rappresentare la soluzione basso costo dei resincast; ricordiamo che si tratta di una linea di ispirazione nettamente francese, con vetture che hanno fatto la storia dell\’automobilismo transalpino. I primi due modelli usciti sono delle Peugeot, la 201D del 1936 (nero) e la 301D del 1935 (nero e rosso). Imminente anche la commercializzazione di quello che doveva essere il primo modello a uscire, ovvero la Renault Dauphine 1093 del 1962, un soggetto piuttosto interessante. Beh, anche le Peugeot, anche se destinate forse a non fare sfaceli in Italia, verranno accolte bene dal numeroso pubblico degli appassionati del marchio in Europa. L\’originalità non manca e i soggetti non sono in diretta concorrenza con gli Spark classici, ci mancherebbe. Per contro, il sito ufficiale MilleziM, che avrebbe dovuto funzionare come quelli di OttOmobile o di GT-Spirit (vendita diretta e speciali possibilità di prenotazione previa iscrizione al club) è fermo. Continua a raccogliere iscrizioni ma non accade nulla. Speriamo di poter tornare presto sull\’argomento, magari con qualche recensione dei modelli.

Certo è che MilleziM rappresenta un tentativo di accorciare la filiera della vendita di queste miniature, i cui prezzi finali hanno raggiunto nel giro di 5-7 anni delle punte abbastanza elevate. Tutto questo ci porterebbe a discutere dell\’effettiva utilità dei vari importatori-distributori, argomento interessante ma spinoso. Ne riparleremo.

Una scelta affascinante: Raceland e la Porsche 917/10 di Willi Kauhsen

Le Porsche 917/10 gialle di Willi Kauhsen sono un\’icona dell\’automobilismo e fanno scattare la classica molla nel cuore dei collezionisti, almeno fin da quando Solido uscì col proprio modello quasi in contemporanea con le partecipazioni di Kauhsen nell\’Interserie. Da lì è stato tutto un susseguirsi di elaborazioni, più che altro su base Solido, e successivamente di modelli più o meno esclusivi, fino alle creazioni del Porsche Modell Club negli anni ottanta (su base Starter) e di Marsh Models in periodi più recenti. Neanche Spark è stata a guardare, e le piccole serie che ormai da anni caratterizzano il panorama \”sparkiano\” hanno contribuito a colmare le tante caselle lasciate vuote dai produttori del passato. E\’ il caso di Raceland, che esce proprio in questi giorni con una configurazione della vettura di Kauhsen (telaio 002, se i nostri dati sono esatti) utilizzata nell\’Interserie del 1972.

La versione prescelta è la 200 Miglia del Norisring, gara che restò quasi miracolosamente in piedi anche l\’anno successivo all\’incidente mortale di Pedro Rodriguez. Era l\’8 agosto, e Kauhsen si classificò due volte secondo alle spalle di Leo Kinnunen, anch\’egli al volante di una Porsche. Il modello di Raceland, che trovate in vendita direttamente sul sito del committente a € 69.95 (link qui).

Si tratta di un\’edizione numerata e limitata a soli 300 esemplari; la vettura si contraddistingue per il caratteristico frontale stondato (successivamente Kauhsen avrebbe adottato il musetto squadrato) e per il cofano motore con la parte superiore aperta, che lascia intravedere una buona parte della meccanica.

Queste realizzazioni Spark-Raceland (Gold Edition) si contraddistinguono per l\’originalità e per la cura dei dettagli: i montaggi sono sempre accurati, i cerchi spesso hanno finitura satinata a differenza della produzione ufficiale della casa, e tanti piccoli accorgimenti sono lì a testimoniare parecchia attenzione al particolare. Torneremo presto sulla serie di Raceland, che ha in preparazione altri soggetti di grande interesse per gli appassionati di vetture Gruppo 5 e Gruppo C.

Rassegna stampa: Modelli Auto 131 (primo trimestre 2018) e qualche considerazione

Non è mai facile recensire la rivista per la quale si collabora in modo sostanziale, ma l\’uscita del primo numero del 2018 induce a qualche riflessione che reputo non inutile. Molti avranno già comprato il numero, che ha una foliazione di 66 pagine, occupandosi in modo dettagliato del Salone di Norimberga. Peraltro questo numero 131 ha a mio avviso diversi punti forti, dalla tecnica alle collezioni, dalle recensioni particolarmente curate a tutta una serie di piccole cose che testimoniano l\’impegno di tutti i collaboratori. Detto questo, vorrei tornare (perché credo di aver già affrontato l\’argomento in passato) sul tema novità. Ancora oggi, nel 2018, c\’è ancora qualcuno che rimprovera a una rivista trimestrale qual è appunto Modelli Auto di non occuparsi più delle novità; di non pubblicare cioè pagine e pagine che finirebbero fatalmente per assomigliare a un catalogo, senza anima e senza possibilità di valutare criticamente i modelli, o potendolo fare in misura assolutamente ridotta.

Alcuni paragonano Modelli Auto a AutoModélisme, che comunque è un mensile, quindi con logiche e tempistiche completamente diverse. Già AutoModélisme è per forza di cose constantemente in ritardo rispetto alle uscite, e deve in ogni caso limitarsi a segnalare le novità dei marchi più conosciuti, abbandonando a priori l\’idea di recensire tutto e tutti. Inoltre, verrebbe da dire, se c\’è già chi ha l\’ingrato (e pressoché inutile) compito di catalogare le novità su carta in piena era del web, perché mai dovrebbe farlo una seconda rivista che oltretutto esce quattro volte l\’anno? Non è molto meglio dedicare quelle tot pagine, che a differenza di quelle di un sito non possono essere variate in numero, a qualcosa di meno banale, che magari in rete non si trova? Era esattamente il problema \”metodologico\” che ci si era posto con l\’editore alla vigilia della rinascita di Modelli Auto, quindi non meno di cinque anni fa. Nel frattempo le linee editoriali a questo proposito non sono cambiate. Il nuovo Modelli Auto ha la sezione delle Infonews, che è la versione moderna delle \”novità\”: spigolature su modelli e produzioni rare, o insolite, che spesso hanno colpito l\’attenzione dei lettori, tanto che non sono rari i messaggi di gente desiderosa di saperne di più una volta letto uno di quei \”pallini\” che aprono la rivista.

Esistono poi alcuni casi irrimediabili di critica a ogni costo che sconfinano nell\’inconcludente: ricordo un tizio che all\’uscita di ciascun numero, puntualmente taccia Modelli Auto di essere una rivista \”pubblicitaria\” e dalle recensioni pilotate. Ora, a questo signore che penso non brilli particolarmente per competenza modellistica né per doti di discernimento letterario, posso rispondere così: molti dei modelli recensiti da MA sono acquistati addirittura dai collaboratori, secondo le loro attitudini e i loro gusti. Spesso le recensioni di modelli, anche quelli passati da distributori (sempre meno) o negozi, sono molto severe; si cerca cioè di essere onesti con i lettori e con la storia che questi modelli vogliono rappresentare. Avendo collaborato anche con Auto Modélisme in passato, posso dire che il livello delle recensioni di Modelli Auto è in linea di massima superiore, anche per le capacità di un critico come Umberto Cattani, ma vorrei citare anche la competenza e la sobrietà di stile di un altro collaboratore, Lorenzo Marsano. Sulle recensioni del sottoscritto mi è ovviamente obbligo di tacere. Proprio a proposito di recensioni, andate a confrontare l\’articolo sulla Renault 5 Turbo di Solido in 1:18, pubblicata su Auto Modélisme di dicembre e sull\’ultimo numero di Modelli Auto. Qual è la più dura, la più documentata e la meno pubblicitaria? E dire che stavolta i francesi giocavano anche in casa!

Dopo l\’abbandono – come direzione, perché di tanto in tanto continua a scrivere – di Jean-Marc Teissedre, Auto Modélisme ha conosciuto un periodo di sostanziale scadimento, da cui si è ripreso capendo che per fortuna non esistono solo Spark, Minichamps e CMC, con tutto il rispetto per il loro know-how commerciale e industriale. Ed è stata proprio questa la base su cui tra il 2013 e il 2014 è rinato Modelli Auto, per non fare gli stessi errori che portarono alla temporanea chiusura. Oggi si va avanti con umiltà e molta buona volontà.

Proprio oggi, mentre sto mettendo mano al numero che uscirà a giugno, mi è capitato di ricevere i complimenti per la rivista da parte di un importante negozio on line tedesco, che ha rimarcato la capacità di andare oltre la semplice sommatoria delle uscite, cercando piuttosto l\’approfondimento. Ed è questa l\’unica via di salvezza per il giornalismo su carta: avere il coraggio di andare per la propria strada, senza rincorrere ciò che ormai il web fa (spesso molto bene) da oltre un decennio.

Goldvarg acquisisce la licenza General Motors


Dopo aver siglato l\’accordo ufficiale con Ford, il marchio Goldvarg ha ora aggiunto GM fra le proprie licenze. Questo significa che Sergio Goldvarg potrà ora ufficialmente riprodurre marchi come Chevrolet, Buick, Oldsmobile e Pontiac. Ricordiamo che ormai Goldvarg fa parte dei produttori di resincast fatti in Cina, cosa che ha un po\’ stravolto le caratteristiche costruttive, senza peraltro modificare le scelte dei soggetti, che restano di stampo americano anni cinquanta/sessanta. 

Le Porsche Cayman GT4 Clubsport di Eliomodels: l\'inizio di una bella storia

Elio Venegoni è un appassionato di automodelli che da tempo progettava una mossa a cui in tanti hanno pensato durante le loro vite collezionistiche ma che in proporzione pochi hanno avuto il coraggio di mettere in atto: avviare una piccola serie di modelli montati utilizzando basi varie, scegliendo versioni inedite o poco conosciute. Le difficoltà per chi voglia cimentarsi in tale impresa sono parecchie, ma tutto sommato Internet può oggi contribuire a rendere meno complicato il cammino. Il primo modello della serie \”Eliomodels\” è già uscito, e si tratta della Porsche Cayman GT4 Clubsport del Campionato Italiano GT 2016, disponibile in due versioni, su base Spark. Elio Venegoni aveva trovato delle foto sul web di queste vetture, pilotate da Sabino De Castro e Riccardo Pera.

Contattato il team Ebimotors, Elio è riuscito completare il progetto, avvalendosi, fra gli altri, del grafico Edoardo Gallini e affidandosi per i montaggi a Luca Lucini, uno che non ha certo bisogno di tante presentazioni. Proponiamo una piccola gallery di questo modello, sperando di poterci occupare di nuovo in un prossimo futuro del marchio Eliomodels.

Rassegna stampa: Auto Modélisme n.243

Rétromobile e Norimberga: non è facile far entrare i resoconti di due manifestazioni di questa portata in un solo numero e inevitabilmente Auto Modélisme di marzo è il frutto di tanti compromessi, nonostante che la seconda parte su Norimberga apparirà nel prossimo numero, nelle edicole a partire dall\’inizio di aprile. Moltissime foto ma pochi approfondimenti, e non è lecito chiedere di più: le pagine sono quelle e quelle. La carta ha fascino ma anche indiscutibili (e insuperabili) limiti. Sempre interessanti gli articoli storici sulla rivista di Michel Hommell, che stavolta propone una retrospettiva sulle stagioni 1983/1984/1985 del campionato francese rally disputate da Guy Fréquelin con l\’Opel Manta 400. Simpatico il testi \”in pista\” della Renault R8 Gordini slot in scala 1:24 prodotta dalla nostrana BRM.

Con un po\' d\'inventiva: Bibbiena, fine anni settanta. Una creazione di \'nonomologati\'

Riceviamo da Marco Feliziani di \’nonomologati\’ alcune belle foto di una composizione realizzata di recente, ispirata a un cantiere del passato. \”Mi piace sempre creare delle storie per ambientare adeguatamente i miei modelli\”, dice Marco. \”Storie verosimili, collegabili a fatti, vicende e mezzi coerenti per epoca. Il mio imprinting con i camion si è sviluppato a fine anni \’70 a Bibbiena (Arezzo), paese dei nonni materni dove ero solito trascorrere i mesi estivi per allontanarmi dal caldo e dall\’afa romana. Percorrendo la SS71 umbro-casentinese all\’altezza del piccolo centro abitato del Corsalone, si costeggiava il cementificio SACCI. Ricordo perfettamente i tanti mezzi parcheggiati sul piazzale sterrato oppure in fila alla pesa. Telonati per il trasporto di sacchi di cemento, svariati \”cipollati\”, rimorchi… Il mio viso si \”stampava\” sul finestrino posteriore della nostra Alfasud di famiglia. Una \”nuova\” 5 marce nel tipico colore \”verde matese\” con interni simil pelle marroncini… Con il tempo ho poi associato quelle immagini ai vari mezzi e la passione ha poi portato a…. \”nonomologati\”!

Bibbiena fine anni \’70. Il vecchio ospedale \”Civile\” costruito tra gli anni \’20 e \’30 necessita di lavori di ristrutturazione e ampliamento. E\’ uno dei poli sanitari più importanti del Casentino e il suo bacino di utenza va sempre più allargandosi. Un \”fiammante\” Fiat 691 con gru ha già \”puntato i piedi\” e scaricato il suo carico di laterizi.

Quando lo raggiunge sul piazzale del cantiere un \”brontolante\” 690 appena giunto dalla SACCI con un carico di sacchi di cemento. La strada tutta in salita e il caldo estivo hanno messo a dura prova il \”nonnetto\”! Il capo mastro chiede di velocizzare le operazioni perchè sono arrivate anche le condotte per l\’acqua ad alta pressione. Sulla strada infatti c\’è un OM 150 con il suo prezioso carico in attesa. Ma non c\’è fretta!! Una birretta fresca e un bel pezzo di schiacciata con la finocchiona possono far fermare il mondo!\”

Rassegna stampa: \'Grandi corse mai dimenticate\' di Mario Donnini e Arturo Merzario

Gli allegati speciali di Autosprint sono sempre esistiti, ma recentemente la storica rivista della Conti Editore ne ha prodotti alcuni particolarmente interessanti. Stavolta Mario Donnini insieme a nientemeno che Arturo Merzario, ha curato un fascicolo di ben 130 pagine dedicato a grandi gare e circuiti del passato, molti dei quali non esistono più ma che continuano a esercitare un fascino unico fra gli appassionati dell\’automobilismo vero. Si va da Watkins Glen a Spa, da Long Beach alla Targa Florio, dallo stradale del Mugello al Safari, passando per Brands Hatch, Zeltweg, il Giro d\’Italia e tanti altri, senza tralasciare naturalmente il Nuerburgring o la 1000km di Monza. Capitoli in cui Mario Donnini e Sergio Remondino (solo per i rally) ripercorrono le storie emozionali di queste gare di un passato tutto sommato nemmeno troppo lontano. Donnini si affida ai ricordi e ai commenti di uno smagliante Merzario e non mancano le impressioni di un altrettanto brillante Biasion che parla del Safari e del Sanremo.

Ovviamente non tutto può essere ai massimi livelli; del resto si tratta di un prodotto che costa 5 euro, ma che vale molto di più, se si considerano le centinaia di foto, la maggior parte inedite, che corredano la pubblicazione. Di cose nuove ce ne sono disseminate qua e là, le informazioni sono ben centellinate senza essere superficiali e ciò che ha da dire l\’Arturo nazionale sui vari circuiti è il frutto della sua diretta esperienza che ha pochi eguali nel mondo. Alla lunga lo stile di Donnini può piacere oppure no ma in ogni caso \”Grandi corse mai dimenticate\” merita davvero di essere acquistato.