A Bourges (Francia) vendita di un importante lotto di modelli e memorabilia Norev

Annunciata per tempo dai principali periodici collezionistici francesi, si è svolta ieri presso l\’Hotel Hornby a Bourges (Francia) l\’asta di Collectoys dedicata ad un importante stock di modelli e memorabilia Norev. Fra i documenti, disegni, progetti e bozze grafiche, ma anche campioni di scatole, materiale per rivenditori, cataloghi, lettere e fatture. Fra i modelli più importanti, spiccava l\’unico pre-serie conosciuto al giorno d\’oggi della Monica, un esemplare in plastica bianca. Partito da una base d\’asta di 1800 euro, ha chiuso a 3800 (la stima di Collectoys oscillava fra i 3000 e i 3500 euro). Il sito di aste Collectoys, completamente ammodernato e rinnovato, si sta imponendo all\’attenzione dei collezionisti per la qualità del materiale proposto e per la facilità d\’uso. Da quando Collectoys è stato rilanciato sono in programma diversi progetti, fra cui una serie di pubblicazioni specialistiche, di cui riparleremo presto.

Focus su: Ferrari 365 California Spyder 1966 di KK-Model (scala 1:18)

Un po\’ a sorpresa, la tedesca KK-Model ha annunciato e prodotto una Ferrari, la 365 California Spyder 1966. Si tratta di un inedito in scala 1:18, un modello in zamac ma senza parti apribili, come già costume di questo produttore. Disponibile in due colori, rosso o celeste metallizzato, si tratta di una riproduzione dal prezzo limitato (la si trova in vendita al pubblico sui 70 euro). L\’edizione rossa è limitata a 2250 esemplari, mentre l\’altra è limitata a 750 pezzi. E\’ una riproduzione piuttosto semplice, ma dalle forme corrette e che propone comunque alcune raffinatezze. A breve sarà disponibile la 400 Superamerica; è un articolo che non compete certo con il BBR, che peraltro costa 450 euro, ma che si pone come valida alternativa per chi non voglia spendere una cifra alta in assoluto e che sia disposto a venire a compromessi con alcune esigenze di massima precisione. Vi proponiamo una gallery commentata di un esemplare rosso e speriamo di poter presto recensire anche la configurazione coupé.

L\’imponenza della 365 carrozzata Pininfarina c\’è tutta. Un
indubbio pregio del modello è la verniciatura, uniforme e brillante, che
per il momento non evidenzia difetti. Vedremo come se la caveranno
questi modelli col tempo che passa.

Direi che le linee sono interpretate bene.

Il posteriore, con i gruppi ottici in plastica trasparente e le varie
parti cromate; la scritta Ferrari è tampografata.

Visione generale degli interni; certo non siamo al top ma gli
elementi essenziali sono presenti.

Abbastanza buona la simulazione del legno della plancia; decente
anche il volante e la resa della selleria. E\’ tutto in plastica e non si
possono pretendere miracoli.

La parte più debole è forse la riproduzione dei cerchi, in plastica
con raggi abbastanza grossolani e un unico tipo di gallettone, piuttosto
grezzo. E\’ però presente la valvola di gonfiaggio.

Le parti cromate sono di buon realismo.

Belli i gruppi ottici anteriori con la loro calotta in plastica
dove è presente anche il contorno, tampografato.

Convincente anche la griglia anteriore, che fa una discreta figura
insieme ai due semiparaurti sui quali sono incollate le frecce anteriori,
in plastica trasparente.

I tergicristalli sono in plastica, così come lo specchietto retrovisore.

Il modello è dotato di molleggio su entrambi gli assi, ricavato mediante
semplici molle.

Le ruote sono sterzanti e girano col volante. Sul pianale è
scritto soltanto \”KK-Scale Made in China\”. Nessun riferimento
alla marca di auto o al tipo, nemmeno sulla scatola.
Chissà se è ancora necessario cercare di sfuggire alle grinfie
della Ferrari in questo modo… probabilmente no.

E\’ riprodotta con sufficiente approssimazione anche la meccanica
del fondo, con una discreta resa degli scarichi.

Il caratteristico fregio laterale è stampato con la carrozzeria
ed è tampografato.

Abbiamo già detto che l\’interno fa onestamente la propria parte; la resa
dei sedili è convincente.

Norev: risolti i problemi di verniciatura? Un breve aggiornamento

Un recentissimo Norev in 1:43, la Citroen GS in
Camargue Blue (art. 158217)

Fra i tanti acciacchi che hanno colpito la produzione made in China nell\’ultimo quindicennio, le carrozzerie sbriciolate di Norev sono state uno dei fenomeni più eclatanti; ma al di là di questo, se non si disintegravano, i Norev mostravano seri problemi di verniciatura, comuni a tante altre marche, con varie bolle, fioriture e altre reazioni, dovute probabilmente ad una scarsa qualità dello zamac e a una mancanza d\’isolamento fra carrozzeria e smalto. Abbiamo avuto occasione di esaminare gli ultimissimi esemplari della produzione Norev e la situazione sembra decisamente migliorata. Lo strato di vernice è più uniforme rispetto al passato e non si notano quelle microscopiche bollicine che non mancavano nemmeno su modelli nuovi di zecca. Il tutto adesso dà un\’idea di maggiore qualità e di durata.

Sugli ultimi Norev la verniciatura è per ora esente da difetti.
Che la Norev abbia trovato la quadratura del cerchio dopo tanti guai?

C\’è da sperare che queste prime impressioni vengano confermate nel tempo perché i Norev continuano ad essere modelli interessanti e realizzati con uno spirito un po\’ diverso rispetto a quello di tanti altri fabbricanti.

Rassegna stampa: Passion43ème n°56 (novembre-dicembre 2016)

L\’uscita dell\’ultimo numero del 2016 di Passion43ème, peraltro sempre eccellente nei suoi contenuti, porta alla ribalta un paio di temi, che vorrei selezionare consigliandovi la lettura degli altri articoli di cui non farò menzione; il primo è la notizia della vendita della collezione di Josep Pujol (1922-2003), un appassionato spagnolo possessore di una raccolta di circa 6000 pezzi, tutti di grande pregio. Della vendita si è occupata la nota casa d\’aste Vectis, che ha ripartito il totale in 2959 lotti. La vendita della collezione Pujol si inserisce in un periodo in cui altre raccolte di eccezionale interesse hanno terminato la loro vita smembrandosi come meteoriti a contatto con l\’atmosfera. Un segno che alcuni – forse la maggior parte – dei \”grandi\” collezionisti hanno ormai un\’età avanzata, e questo deve far riflettere. Secondo tema, un po\’ più allegro, il ritrovamento di gran parte degli archivi Norev, che molti consideravano irrimediabilmente perduti.

Dopo la scomparsa di Emile Veron, avvenuta nel 2013, degli archivi cartacei si era persa traccia, finché recentemente tutto un passato sommerso è riemerso gettando luce nuova sulla storia di questa ditta. Una parte dell\’archivio sarà messa in vendita da Collectoys il prossimo dicembre.

Rassegna stampa: AutoModélisme n.228, novembre 2016

Un discreto numero, questo di novembre della rivista francese AutoModélisme, che prosegue la storia del marchio RD Marmande, affrontando stavolta il tema delle vetture transalpine: Simca, Renault, Alpine, Bugatti, eccetera, in una sequenza di soggetti interessanti, a volte incredibili, che Raymond Daffaure affrontava nelle sue giornate che non avevano quasi mai requie. Per quanto riguarda la storia, si ripercorre il Rally Sanremo 1986, la famosa gara annullata alla fine della pazzesca stagione dei gruppi B. Bello il montaggio di un vecchio kit Tamiya, la Lola-Ford T93/00 con la quale Nigel Mansell vinse il campionato IndyCar nel 1993. In effetti questo numero 228 è incentrato sulla Formula Indy, per celebrare la vittoria ottenuta da Simon Pagenaud nell IndyCar Series 2016 col team di Roger Penske. C\’è quindi anche un bell\’articolo sulle IndyCar slot in scala 1:32 (inclusi i magnifici modelli Ostorero) e una breve retrospettiva della Lotus 38 della Scalextric, sempre in 1:32.

Borsa di scambio del soldatino e del giocattolo d\'epoca a Calenzano, 20 novembre 2016

L\’ultimo appuntamento dell\’anno con la borsa di Calenzano (Firenze) si è svolto ieri, domenica 20 novembre. Un\’edizione particolarmente riuscita, con diversi espositori e tanto pubblico, che già verso le 10 era accorso in buon numero nei locali dell\’Hotel Delta Florence, tradizionale sede della manifestazione. Per gli amanti dei modelli obsoleti è stata un\’occasione più che discreta per ammirare pezzi di un certo pregio e in numero finalmente degno di una borsa di scambio: Dinky, Corgi, ma anche Norev, Politoys, Pilen e Joal erano ben rappresentati, con alcuni modelli in ottime condizioni. Insomma, quella di ieri è stata una borsa che valeva almeno un\’occhiata e bene hanno fatto i numerosi appassionati a non farsi sfuggire l\’occasione.

Borsa di scambio del soldatino e del giocattolo d\'epoca a Calenzano, 20 novembre 2016

L\’ultimo appuntamento dell\’anno con la borsa di Calenzano (Firenze) si è svolto ieri, domenica 20 novembre. Un\’edizione particolarmente riuscita, con diversi espositori e tanto pubblico, che già verso le 10 era accorso in buon numero nei locali dell\’Hotel Delta Florence, tradizionale sede della manifestazione. Per gli amanti dei modelli obsoleti è stata un\’occasione più che discreta per ammirare pezzi di un certo pregio e in numero finalmente degno di una borsa di scambio: Dinky, Corgi, ma anche Norev, Politoys, Pilen e Joal erano ben rappresentati, con alcuni modelli in ottime condizioni. Insomma, quella di ieri è stata una borsa che valeva almeno un\’occhiata e bene hanno fatto i numerosi appassionati a non farsi sfuggire l\’occasione.

Fiat 500 e Fiat-Giannini 500 Gr2: due piccoli capolavori di ProModelTek in 1:43

 

Iniziamo con una frase un po\’ classista, sicuramente provocatoria: ci vuole cultura per capire certi modelli. E forse non è certo questo il periodo più adatto, pieni come siamo di produzioni di massa (peraltro sempre più limitate – più che di massa le chiamerei globalizzate) e concepite per soddisfare i cosiddetti nuovi mercati. Fatto sta che il pubblico del vecchio, classico speciale montato in scala 1:43 sembra segnare il passo, anche se esistono felici dimostrazioni che non tutto è finito, anzi. Quanto ai produttori di casa nostra, ce ne sono ancora e non sarebbe neanche giusto definirli coraggiosi: sono degli appassionati competenti, punto e basta. Fra questi c\’è Alex Puggelli, di ProModelTek, che accanto alla sua produzione non disdegna serie limitate, a volte limitatissime, su basi ben conosciute, ma reinterpretate in un modo che lascia sempre affascinato il collezionista che se ne intende.

Oggi presentiamo due realizzazioni non proprio recentissime, ma che meritano tutta l\’attenzione perché si inseriscono in una tradizione tutta toscana che nasce con Valerio Barnini e continua con artigiani come Denis Carrara e appunto Alex Puggelli. Partendo proprio da dei kit Barnini, Alex ha ottenuto due modelli, uno già conosciuto, ossia la Fiat-Giannini Gr.2 del Passo dello Spino 1974 (vettura n.157), l\’altra una Fiat 500 Gr.2 della Sillano-Ospedaletto 1975 (n.69).

Il primo modello era uscito già nella serie Barnini, ma ovviamente Alex l\’ha migliorato curando particolarmente gli interni e altri piccoli particolari trascurati a suo tempo. Molto precisa la verniciatura bicolore; l\’altra versione è inedita e riproduce la vettura di Michael Tolaini che in quegli anni gareggiava per la Firenze Corse-Biondetti, la scuderia toscana che aveva preso questa denominazione nel 1970, dopo aver iniziato la sua storia alla fine degli anni cinquanta come Scuderia Automobilistica Clemente Biondetti. Anche in questo caso una particolare attenzione è stata dedicata a tanti dettagli in grado di fare la differenza: ganci, maniglie, decals fatte realizzare appositamente per una mini-serie di… due esemplari. Molta cura è stata riservata alla presentazione, con basette e teche di ottima qualità e scatole specifiche marchiate ProModelTek, oltre a un certificato di autenticità.

Questi modelli non sono per tutti, l\’abbiamo detto tante volte ed è bene ripeterlo; sono destinate alle vetrine di collezionisti che hanno la completa consapevolezza di ciò che rappresentano, che hanno dedicato magari del tempo ad approfondirne la storia e le vicende, perché si tratta di due pezzi che rappresentano a meraviglia quell\’automobilismo \”minore\” di metà anni settanta; un automobilismo ancora a metà strada fra antico e moderno, in procinto di trasformarsi radicalmente nel decennio successivo ma ancora molto legato a tanti elementi tipici degli anni sessanta. Solo chi ha la pazienza o l\’interesse di capire il senso di questa parte di storia potrà apprezzare a dovere questi modelli. Gli appassionati, per fortuna, ci sono ancora e la rete può aiutare. Resta da sperare che Alex possa realizzare presto altri piccoli capolavori come questi perché l\’automodellismo ha bisogno di personaggi umili e bravi come lui.

Extreme tuning: RE-Amemiya Mazda RX-7 FD3S di Tomica Premium (1:61)

 

Ci siamo occupati spesso di recente della produzione Tomica, sia nella scala più classica 1:64 (Limited Vintage Neo) sia nella serie Premium, che prevede scale di riduzione leggermente variabili. Nella serie Premium, che è quella più economica delle due, trovano spazio soggetti molto diversi, dalle GT giapponesi a berline europee, passando per tuning, competizione e altre stranezze. Oggi vi proponiamo un soggetto molto… nipponico, una Mazda RX-7 preparata da RE Amemiya, una factory famosissima in Oriente, specializzata nelle trasformazioni più o meno radicali, un po\’ come le nostrane Koenig, Alpina o AMG, sia pur con le debite differenze.

Le vetture che escono da RE Amemiya sono belle \”ignoranti\”, e questa RX-7 non fa eccezione. Si tratta di un\’auto stradale, ma che strizza l\’occhio a certe preparazioni corsaiole cui RE Amemiya non è peraltro estranea. Il modello è un classico diecast, con la carrozzeria in metallo e il pianale in plastica.


La scala è 1:61 e per tenere bassi i costi la produzione di questa serie la produzione è stata dislocata in Vietnam anziché nella consueta Cina. Accattivante come al solito la confezione, con un attraente disegno e una grafica che si inserisce perfettamente nella tradizione di questi modelli.


Si tratta di un modellino molto simpatico, che pur senza le raffinatezze della serie Limited Vintage Neo e ovviamente dei resincast che iniziano a far capolino anche in queste scale, si pone nettamente al di sopra di tanti marchi come Hot Wheels o Matchbox che peraltro hanno costi inferiori.


Attraenti i due sedili anatomici rossi, che spiccano sul colore azzurro della carrozzeria. Esteso l\’uso delle tampografie e ottima la produzione dei cerchi, in plastica; gli pneumatici sono in plastica, ma restano tutto sommato decorosi. Per chi vuole divertirsi col modello, sono previste sospensioni sulle quattro ruote…
Pur essendo ormai datata nella produzione Premium (risale al 2014), questa RX-7 potrà invogliare forse qualcuno ad approfondire il tema, creando con poco costo una raccolta all\’interno di una collezione magari in 1:43.

Spesso trovare qualche diversivo aiuta a migliorare anche il rapporto con l\’1:43!

Due interessanti "non-novità" di Corgi: Morris e Austin Cooper, ritorno alla tradizione

In basso, Morris Mini Cooper Mk.I 998cc, Corgi-Vanguards
VA02537; in alto Austin Mini Cooper S Mk.I, VA02538.

Personalmente amo molto la produzione 2016 di Corgi-Vanguards, con la sua divisione fra modelli standard e modelli della serie del 60° anniversario. Lo sforzo per proporre qualcosa di interessante sfruttando al massimo ciò che si ha in casa ha qualcosa di simpatico che va secondo me valorizzato. E finalmente due modelli abbastanza attesi del catalogo 2016 sono usciti in questo autunno, vale a dire due Mini: nella gamma del sessantesimo anniversario troviamo un\’Austin Cooper S Mark I in surf blue, modello dotato di tutti gli accessori tipici di questa serie, ossia la pin, il certificato di edizione limitata e la scatola bicolore gialloblù; l\’altro soggetto, pur se appartenente alla serie normale, è forse ancora più intrigante, perché si tratta della Cooper (stavolta Morris) prima versione, quella ancora col motore da 998cc, presentata in un elegante \”tweed grey\” e tetto \”old English White\”. In questo caso Corgi ha fatto ricorso a un esemplare realmente esistente, targato FPX389C e costruito nel maggio del 1965. Restaurata nel 2011, questa vettura è stata acquistata nel 2013 in occasione di un\’asta tenutasi a Silverstone.

L\’Austin Cooper S rientra nella serie speciale che celebra i 60 anni
di Corgi, mentre la Morris appartiene alla normale gamma.

Certo, non sono stampi recenti: la Mini faceva parte addirittura del vecchio catalogo Lledo – ma opportunamente aggiornati e dotati di qualche particolare vintage come i fari a brillantino, questi modelli sono ancora in grado di emanare un fascino tutto loro. E\’ prevista a breve l\’uscita di una terza Mini, stavolta un\’Austin Se7en De Luxe (targa XLL27) che è la quarta Mini più anziana tutt\’ora esistente. Particolarità di questo modello: sarà riprodotto nelle condizioni pre-restauro, ossia pieno di ruggine e tutto impolverato. C\’è chi apprezzerà e chi no. Infine, per gli amanti del genere, un\’anticipazione: per il 2017, Corgi ha già annunciato una versione Polizia della Mini, la Austin Cooper S Durham Constabulary.