Martini-Toyota Mk34 Formula 3 in scala 1:20 di CP Model

Dopo l\’esordio nella scala 1:20 con una Ralt Formula 3 (di cui potete leggere qui ), CP Model di Pasquale Catanese ha presentato un secondo modello che si colloca nello stesso filone storico e costruttivo, la Martini-Toyota Mk34. Questa vettura è uno dei modelli più conosciuti della Formula 3 dei primissimi anni ottanta. CP Model, con l\’aiuto dei suoi preziosi collaboratori, ha deciso quindi di proseguire un progetto che continuerà nei prossimi mesi con altri modelli similari. Composta da una carrozzeria in resina e varie parti in metallo bianco, la Martini Mk34 di CP Model è una riproduzione che cattura perfettamente le linee della vettura reale. La versione prescelta per i primi esemplari è quella portata alla vittoria da Emanuele Pirro in occasione del GP storico di Montecarlo del 2010; ricordiamo che con questa Martini, Pirro si aggiudicò l\’ultima gara dell\’Euro Formula 3 al Mugello nel 1981.

 

I motivi che hanno spinto a scegliere una versione \”recente\” sono probabilmente legati a un aspetto promozionale e i collezionisti avrebbero forse preferito la vettura nella versione originale, anche se colori e livrea non si discostano troppo dalla configurazione del 2010. In ogni caso la Martini Mk34 è disponibile su richiesta in varie colorazioni. Come nel caso della Ralt si tratta di un modello per pochi intenditori, capaci di distinguere la differenza che intercorre fra un prodotto interamente artigianale e altri oggetti prodotti in massa, destinati ad acquirenti con meno esperienza.

 

Per capire un modello come questo, inutile girarci intorno, ci vuole esperienza ed esercizio, oltre alla capacità di \”leggere\” e capire correttamente tutto ciò che sta a monte del risultato finale. Anche la scala, poi, è per pochi eletti, nonostante l\’1:20 vanti una certa tradizione (basti pensare alla serie dei kit Tamiya in plastica). La serie di queste monoposto continuerà con una March 783 e con soggetti meno recenti.

\'Con la Maserati nel cuore\': un libro di Ermanno Cozza

Da qualche anno Giorgio Nada ha in catalogo una collana dedicata alle memorie, alle autobiografie e in genere a tutti quei testi che non rientrano nella categoria classica dei libri di automobilismo. Vi si trovano titoli più o meno riusciti (uno dei miei preferiti è Vite di corsa di Pinone Allievi). La fine del 2017 ha visto l\’uscita delle memorie di Ermanno Cozza, da sempre considerato la memoria storica del Tridente. Ho avuto la fortuna di conoscere Cozza anni fa, al momento della stesura di alcune schede riservate al sito ufficiale di Maserati e alcune delle storie contenute in questo libro avevo avuto già la fortuna di ascoltarle in occasione di qualche cena a Modena. Ma ora, in circa 500 pagine, non sono soltanto le vicende di una vita ad essere state fermate sulla carta, ma anche – in maniera laterale, come si direbbe oggi – la storia intera di un marchio, vista con gli occhi di chi entrò in fabbrica giovanissimo, fresco del diploma di perito tecnico all\’Istituto Corni, e accompagnò l\’azienda per diversi decenni, passando per le traversie che tutti conoscono.

E\’ una \”storia dal basso\”, come ricorda il figlio Gianluigi nella postfazione, ma non per questo meno significativa di una ricostruzione ufficiale, magari fatta a beneficio degli sponsor. E\’ un volume appassionante, dove l\’umanità del narratore sa dosare con misura l\’approfondimento tecnico al gusto dell\’aneddoto, e i personaggi sono di tutto rispetto; credo che Cozza abbia avuto il merito di ridisegnare dei ritratti di grande intensità, da Guerino Bertocchi a Fangio, da Alfieri a Omer Orsi, dalla De Filippis a Alejandro De Tomaso passando per tanti meccanici, impiegati o progettisti che hanno occupato i locali di Via Ciro Menotti a Modena.

Chi abbia avuto a che fare con la Maserati, in qualsiasi epoca (e il sottoscritto è fra quei fortunati) può rendersi perfettamente conto che un certo stile, un certo modo di intendere il lavoro, i rapporti, la comunicazione è un portato antico che risale probabilmente all\’imprinting dato ormai più di cent\’anni fa dai fondatori. Questo è un libro onesto e ben scritto, che merita senza dubbio di figurare nella biblioteca di ogni appassionato della Maserati.

Corredano poi il volume tante foto inedite dei momenti più importanti della carriera di Ermanno Cozza, che coincide in fondo con la storia del marchio. Finalmente anche in Italia si comincia a capire l\’importanza di quella \”storia dal basso\”, per citare lo studioso britannico Peter Burke; gli inglesi in questo sono maestri e i cataloghi degli editori sono pieni di memorie di meccanici, ingegneri e piloti, che hanno lasciato un\’eredità tangibile a uso degli appassionati e dei cultori della materia. \”Con la Maserati nel cuore\” è un libro avvincente che non stanca, una testimonianza preziosa, ricca di quella modenesità che Ermanno Cozza è riuscito perfettamente a trasmettere in così tante pagine. Imperdibili gli episodi che descrivono la preparazione dei saloni (Torino, Ginevra, Francoforte, Parigi), le scenate di un irascibile e autoritario De Tomaso o le incredibili manipolazioni di restauratori o collezionisti senza scrupoli intenti a alterare un passato che Ermanno Cozza ha sempre considerato come patrimonio integrante dell\’azienda.

Ermanno Cozza, Con la Maserati nel cuore, Giorgio Nada Editore, Vimodrone (MI) 2017, pagg.500, €28,00.

La Mini e un hot dog sparito: un raro prototipo Corgi venduto all\'asta

Un prototipo mai entrato in produzione,
basato sulla Mini. 

Nel libro sulla Corgi di Marcel Van Cleemput figurano diversi prototipi che non arrivarono mai allo stadio della produzione. Una gran parte di questi esemplari facevano parte della collezione personale dello stesso Van Cleemput, passati poi a vari proprietari attraverso vendite successive, fra cui quella, nel 2000, curata dalla casa d\’aste tedesca Loesch.

La Mini \”Hot Dog\” raffigurata nel libro
di Van Cleemput sulla Corgi. 
Di recente è ricomparso sul mercato un curioso modello basato sulla Mini Cooper S, che riproduce un veicolo adibito a punto di ristoro. Questo pezzo figura appunto nel libro sulla Corgi, con ancora un grosso hot dog incollato sul tetto. Già nella vendita di diciotto anni fa, la salsiccia era sparita, ma il modello era indubbiamente lo stesso. Nelle settimane scorse, il suo proprietario ha deciso di metterlo all\’asta su un autorevole sito britannico, dove la Mini ha raggiunto la cifra finale di 1700 sterline, pari a circa 1935 euro. 
Ormai da molti anni manca l\’hot dog sul tetto. 
I prototipi e i pre-serie non erano mai rivettati,
ma il pianale era avvitato, imbullonato o
semplicemente incollato alla carrozzeria. 

Le condizioni del modello, a parte l\’hot dog sparito, di cui restano tracce di colla sul \”bozzo\” del tetto, sono eccellenti: le decals, presenti solo sul lato sinistro e sul frontale della parte cabinata, restano intere anche se un po\’ incurvate, ma già nel libro sulla Corgi apparivano così come sono oggi. La conservazione di moltissimi pezzi come questo si deve allo scrupolo di Marcel Van Cleemput, disegnatore alla Corgi, che ha permesso così la sopravvivenza di tanta parte di quell\’attività spesso oscura che sta alla base della produzione di un marchio. 

Mini guide tecniche ASI: documentazione di base a poco prezzo

Da qualche tempo l\’Automotoclub Storico Italiano pubblica alcune agili guide dedicate a celebri vetture di un passato più o meno recente. Questi volumetti, di una trentina di pagine e dal costo di €9 ciascuno, costituiscono una documentazione di base per chi programmi l\’acquisto o stia per affrontare il restauro di un\’auto d\’epoca. Vi si trovano disegni tecnici dell\’epoca, informazioni sui colori e sulle caratteristiche tecniche dei singoli millesimi e altre indicazioni utili. Queste guide possono essere utili anche per i modellisti e per chi desideri ottenere alcune nozioni di base sulla storia di alcune vetture che hanno fatto la storia dell\’automobilismo. Le edizioni finora uscite riguardano l\’Alfa Romeo GT 1300 Junior, la Bianchina, l\’Alfa Romeo 164, la Fiat Panda 4×4 (fino al 2003) e la Lancia Fulvia Coupé 1,2-1,3. Un\’iniziativa da apprezzare, che speriamo trovi una continuità con altre auto famose.

Il più recente modello promozionale del Museo Botta: Fiat 600 Multipla pubblicitaria di Brumm

La prima novità dell\’anno del Museo Botta è una Fiat 600 Multipla in colore azzurro chiaro – azzurro metallizzato, ispirata ad una pubblicità dell\’epoca. Il modello (catalogo Mu.Bo.011) è realizzato su base Brumm ed è disponibile direttamente presso il Museo Botta a €50,00. L\’edizione è numerata sulla scatola e limitata a pochi esemplari.

 

Dialogo di un venditore e di un acquirente di Facebook

Tipico acquirente di Facebook (una variante genetica di ammiocuggino di cui ci occuperemo presto):

Annuncio: \”VENDO Spark SXXXX Porsche XXX Le Mans etc etc.\”.

Acquirente: \”Ciao ce l\’hai le decals per la Fiat 126 di Pippo Esposito\” (NB: ammiocuggino e tutti i suoi accoliti pensano che il punto interrogativo non sia stato ancora inventato).

Venditore: \”Ora guardo\”.
Dopo 6 ore di ricerche:
Venditore: \”L\’ho trovata, ne ho ancora una\”.
Acquirente: \”Va bene, casomai tienimela da parte (\”casomai\”??). Senti hai anche scritte per pneumatici Maniglioni in scala 1:56\”.
Venditore: \”Dovrei averle\”.
Acquirente: \”Di quale colore\”
Venditore: \”Bianche, bianche nacré, giallo limone, grigio medio, grigio scuro, verde ramarro, rosse, rosa, blu, sabbia, terra di Siena, terra di Siena bruciata, magenta, verde smeraldo, marrone testa di moro\”.
Acquirente: \”Ah ok, io li cercavo neri\”.
Venditore: \”Mi ero dimenticato, li ho anche neri\”.

Acquirente: \”Ah ok allora mi interessano. Ma però io cerco quelli scritti in etrusco\”.
Venditore: \”La versione etrusca è disponibile\”.
Acquirente: \”Quanto costano\”.
Venditore: \”Tre euro il foglietto con 560 scritte\”.
Acquirente: \”Ci penso\”.
E come era arrivato, sparisce di nuovo nelle nebbie di Facebook.

La Ferrari 500 F2 tra i programmi di Tecnomodel in scala 1:18

Tecnomodel ha annunciato l\’arrivo della Ferrari 500 F2 nella propria gamma di modelli in resina in scala 1:18. Il modello sarà disponibile in cinque versioni: \”press\” (TMD1866A), GP Monza 1952 Ascari (TMD1866), GP Inghilterra 1952 Ascari (TMD1866C), GP Svizzera 1952 Taruffi (TMD1866D) e GP Germania 1952 Farina (TMD1866E). Contemporaneamente, Tecnomodel ha annunciato anche l\’uscita della Volvo PV544 stradale e in varie versioni rally. 

Honda RC30 VFR750R 1987 di Spark in scala 1:43

Prosegue la produzione di moto in scala 1:43 di Spark e dopo le tante versioni relative alle protagoniste della MotoGP contemporanea, si inizia a andare un po\’ indietro nel tempo, e lo si fa con una Honda che rappresenta tutta un\’epoca, la RC30 VFR750R. Perfino un incompetente assoluto delle due ruote come il sottoscritto ha sentito parlare della RC30, moto che ha segnato tutto un periodo della Superbike, essendo servita da base per l\’omologazione del modello corsaiolo. Prodotta dal 1987 al 1990, la RC30 si aggiudicò tre titoli della SBike, fra i costruttori nel 1988 e fra i piloti nel biennio 1987-1988 con Fred Merkel. Col numero di catalogo M43028, Spark ha messo in produzione un modello in resina che ha le stesse caratteristiche costruttive delle riproduzioni già viste finora nella gamma: una quantità di dettagli davvero impressionante per un oggetto così piccolo, arricchito da fotoincisioni, tampografie, decals, particolari cromati in plastica e trasparenti, gomme esatte, cerchi di una definizione da fare invidia a un kit Tamiya in una scala ben maggiore.

Nel caso della RC30 la confezione è leggermente variata rispetto a quella delle MotoGP; il modello, comunque, è sempre corredato della riproduzione in scala del supporto, realizzato in fotoincisione.

Bellissimi alcuni particolari come il pannello della strumentazione, la catena fotoincisa, vari fili e cavetti, i doppi fari anteriori, mentre altri piccoli dettagli avrebbero sicuramente meritato un\’attenzione maggiore, come la parte riflettente delle frecce, riprodotta con semplice vernice coprente arancione, oppure alcuni rivetti simulati da una semplice decal: certo, nel caso dei rivetti, trattare il tutto con delle fotoincisioni avrebbe moltiplicato i tempi di montaggio e di conseguenza i costi del modello.

Queste piccole manchevolezze non inficiano per niente (o quasi) la qualità globale della RC30 di Spark, marchio che si può dire abbia in catalogo le migliori moto in scala 1:43 disponibili sul mercato, modelli speciali compresi; in questo settore, infatti, gli artigiani non sono mai riusciti ad arrivare a risultati particolarmente eccelsi, neanche con moto più vecchie e quindi generalmente più semplici da riprodurre.

Chissà adesso se Spark starà pensando a qualche salto in un passato più lontano, magari le gare anni 60 e 70, completamente da scoprire in scala 1:43.

Civil Vehicles Scale Modelling Guide

Una interessante novità di fine 2017 è senza dubbio la guida, disponibile in inglese o in spagnolo, edita da AK-Interactive con Fernando Vallejo. Pubblicato nella serie FAQ (Frequently Asked Questions) questo imponente volume – formato A4 e 362 pagine fitte di foto a colori – è particolarmente appetibile per i modellisti del nostro settore perché non si occupa che di veicoli civili, escludendo quindi il settore militare, che molto spesso prevede tecniche differenti ed è oggetto di trattazioni a parte. In questo libro gli autori hanno cercato di offrire una summa delle tecniche moderne di verniciatura, preparazione, montaggio, rifinitura e anche presentazione di auto, moto e veicoli industriali in scala, senza trascurare gli accessori che possono arricchire una vetrina o comporre un diorama. Fra i collaboratori dell\’opera troviamo nomi noti nell\’ambiente, come Mario Covalski o Fabrice Maréchal. I testi sono relativamente corti ma molto chiari, anche se l\’inglese utilizzato a volte lascia un po\’ a desiderare; probabilmente si tratta della traduzione dell\’originale spagnolo, ma è sempre meglio che niente.

Sorpresa, una Ferrari 330 P4 Spyder di Annecy compare in alcune
sezioni del libro. 

Di ottima qualità le foto, che non solo chiariscono i vari passaggi ma si pongono anche come esempio per possibili idee: non a caso, in chiusura, il volume presenta una \”gallery\” con alcuni bei montaggi eseguiti da specialisti. In un mondo in piena evoluzione come quello delle tecniche modellistiche, questa guida è particolarmente utile per fasi delicate come la verniciatura, specialmente oggi che i tipi di prodotto in questo ambito si sono talmente moltiplicati da disorientare i neofiti e non solo loro. In alcuni negozi on-line il libro si trova a circa sessanta euro, cui vanno aggiunte le spese di spedizione, che non sono bassissime visto il peso del \”tomo\”.

Questo volume abbraccia una varietà di prodotti che altri libri hanno spesso trascurato, inclusi in modelli speciali in metallo bianco o i kit in resina. Sicuramente non si può pretendere l\’assoluta completezza, ma tratta già di un apprezzabile sforzo di divulgazione, utilissimo a chi desideri iniziare oppure a chi voglia compiere un salto di qualità nelle proprie competenze.

OttOmobile, GT-Spirit e la distribuzione italiana

Per questo blog, marchi come OttOmobile, GT-Spirit, Laudoracing e compagnia bella restano tutto sommato marginali, e li lasciamo volentieri alle dispute di forum americani o al grande casino di Facebook. Ciononostante, alcuni fenomeni possono essere un oggetto di riflessione: come molti sanno, OttOmobile e GT-Spirit hanno cercato di ridurre i costi accorciando la filiera. In altre parole vendono direttamente e in teoria non esistono, almeno ufficialmente, prezzi per i rivenditori.

Con queste premesse, il commercio di un rivenditore specializzato può essere redditizio solo in un\’ottica nettamente speculativa, ossia acquistando quegli articoli che verosimilmente andranno esauriti in breve tempo per poi venderli a prezzi maggiorati su eBay o altrove quando quelle referenze saranno introvabili. E\’ una strategia del tutto comprensibile, e chi ha più intuito e lungimiranza o semplicemente più soldi da investire viene premiato. Ma quello che sorprende è ricevere delle newsletter da alcuni distributori italiani che annunciano novità OttOmobile e GT-Spirit a prezzi simili, se non superiori, rispetto al sito ufficiale del produttore, riservato agli utenti finali.

Ecco alcuni casi:

OttOmobile G026 Volkswagen Combi T2 (1:12)
Prezzo sito ufficiale e-commerce (tasse comprese): € 149,90
Distributore italiano: € 157,50 +IVA 22% equivalente a € 192,15

OttOmobile G029 BMW M3 CSL (1:12)
Prezzo sito ufficiale e-commerce (tasse comprese): € 129,90
Distibutore italiano: € 136,50 +IVA 22% equivalente a € 166,53

GT-Spirit GT766 Gemballa Mig-U1 rossa (1:18)
Prezzo sito ufficiale e-commerce (tasse comprese) € 119,90
Distributore italiano: € 75,50 +IVA 22% equivalente a € 92,11

Gli esempi potrebbero continuare. In tutti i casi le spese di spedizione sono a parte (leggermente inferiori nel caso di ordine presso i distributori).
Per alcuni modelli in scala 1:12 il prezzo per il rivenditore è addirittura superiore al costo sul normale negozio on line del produttore.

Per altri modelli, invece, si finirà per spendere leggermente meno (l\’IVA si dedurrà in sede di liquidazione mensile o trimestrale) ma quale vantaggi effettivi verrebbero a un rivenditore professionale? L\’unico scenario plausibile sarebbe quello di un collezionista che acquisti al nero un modello direttamente dal distributore, ma in teoria ciò non è possibile, oltre che per ovvie ragioni fiscali, anche perché i distributori non sono tenuti a vendere a privati (anche se alcuni lo fanno sottobanco, magari il sabato mattina) e infine perché gli articoli presi in carico in magazzino al loro arrivo dagli importatori debbono essere correttamente \”scaricati\” dal sistema gestionale una volta venduti. Almeno in teoria…