Forse poco conosciuta qui da noi, la rivista bimestrale francese Passion43ème arriva al bel traguardo dei cinquanta numeri e lo fa rinnovando la veste grafica, ora più leggibile e razionale, pur comunicando sempre quell\’idea di \”specializzazione\” un po\’ underground che la contraddistingue dall\’inizio. L\’ultimo numero del 2015 propone fra le molte cose una completa retrospettiva della Citroen AMI6 di Solido in tutte le sue varianti, comprese le produzioni sotto altri marchi (Verem, Dalia) e una rassegna completa di tutti gli automodelli BRM del passato, dalle più vecchie P57 riprodotte negli anni sessanta alla P201 in scala 1:55 della Polistil. Prosegue lo speciale sulla produzione Dinky-Matchbox, e stavolta ci si occupa del Ford E83W \”Fordson\”, declinato in innumerevoli varianti, più o meno ufficiali. Collabora con Passion43ème anche Jean-Marie Gianni, titolare di un conosciuto negozio parigino, che con grande competenza parla di alcuni aspetti meno conosciuti dei modelli del passato. Stavolta JM Gianni presenta due referenze poco note ai collezionisti, il rimorchio a 4 ruote (70-810) e la roulotte 811, evidenziando alcune curiosità di cui non mancano neanche modelli che sembrano avere avuto una storia meno lunga e tormentata rispetto ad altri classici. Molto simpatica anche la prima parte di uno speciale dedicato ai veicoli delle Poste svizzere, una tematica molto amata, che risale ai tempi dei vecchi Dinky e Tekno. Completano questo numero la rassegna delle novità e molti altri pezzi sugli argomenti più vari. Senza dubbio Passion43ème è una delle riviste più attive nel campo degli automodelli e probabilmente quella con maggiore personalità.
Tutto Maserati, nuovo libro di Gianni Cancellieri edito da Giorgio Nada
Gianni Cancellieri è una \”firma\” che non ha bisogno di presentazioni e questo libro che si inserisce nella collana monografica dedicata da Giorgio Nada ai marchi più prestigiosi (già usciti, ad esempio, Ferrari, Alfa Romeo, Porsche) era atteso con curiosità, non tanto come opera fondamentale, quanto come utile complemento e rapido strumento di consultazione.
| Un\’agile e maneggevole guida su tutta la produzione Maserati (stradali, competizione, motori), a cura di Gianni Cancellieri. |
Il prestigio e la competenza dell\’autore avrebbero aggiunto senza dubbio elementi di interesse, magari inediti o rari. Se il libro, uscito da pochissimi giorni, abbia raggiunto i propri obiettivi è difficile dire. Come d\’abitudine in questa collana, le schede delle singole vetture sono accompagnate da piacevoli disegni, firmati da Michele Leonello, insieme a una foto d\’epoca per ogni tipo.
Diciamo subito che la valenza storica delle schede è fuori discussione e Cancellieri ha saputo trarre il massimo dalle informazioni in suo possesso, al di là delle tante, troppe contraddizioni che si incontrano quando si cerca di ricostruire la storia tormentata del Tridente. Già il sottoscritto, completando qualche anno fa le schede di diverse Maserati per il sito ufficiale del marchio, si era potuto rendere conto di persona di quanti errori si sono accumulati anche su vetture di grande notorietà, per non parlare poi di tutta la serie delle concept car di cui la storia della Maserati è piena, dagli anni cinquanta-sessanta ai nostri giorni. Il contenuto delle schede, quindi, è di grande affidabilità: semmai vi è da rilevare qualche semplificazione di troppo, soprattutto a proposito dei modelli da competizione più recenti.
| La formula è quella già conosciuta in questa collana: un testo di una pagina, una scheda tecnica, un disegno a colori e una foto del periodo per ciascuna vettura. |
Si potrebbe anche essere d\’accordo sulla decisione di accorpare al massimo – tanto per fare un esempio – la famiglia della 4200 GT – Coupé GT, ma oltre ad un accenno sulla versione Trofeo non si dice niente sulle varie configurazioni che corsero negli Stati Uniti e poi anche nell\’Italiano Gran Turismo. Non si cita neanche l\’impiego nell\’ALMS della MC12.
Chiudono il volume due importanti appendici, la prima dedicata a quei motori che non trovarono immediato impiego ma che furono sviluppati successivamente con alcune modifiche, la seconda, a cura di Alessandro Silva, comprendente la lista di tutte le vittorie assolute ottenute dalla Maserati, dalla primissima al Chilometro lanciato di Brescia, il 13 giugno 1926, con lo stesso Ernesto Maserati, alla più recente, all\’International GT Sprint Series con Alessandro Pier Guidi e Gabriele Gardel su GT3 il 7 ottobre 2012 a Vallelunga. Molto buona la redazione, peccato per l\’errore seriale di Michael Bartels che diventa Barthels. L\’appendice comprende le vittorie di motori Maserati montati su chassis di costruttori differenti (WRE, ENB, BMP, EBS, Cooper, Ligier…), trattati peraltro anche nelle schede, seppur con limitazioni.
| Un indubbio bonus di questo libro è la lista di tutte le vittorie assolute Maserati, dalle origini ai giorni nostri. |
Il prezzo della versione italiana è € 18,00 e per chi desideri una documentazione pratica e veloce da consultare è senz\’altro un\’ottima scelta. Forse però qualcosa in più si poteva fare, senza alterare lo spirito del volume.
Gianni Cancellieri, Tutto Maserati, Giorgio Nada Editore, Vimodrone (Mi) 2015, pp.354, brossura, € 18,00. Esiste anche la versione inglese Maserati all the cars.
I programmi dei prossimi 9 mesi di Neo, BoS, PCX in scala 1:12, 1:18, 1:24, 1:43, 1:87 e 1:64
In anteprima, grazie ad alcune fonti riservate, siamo in grado di comunicare le uscite dei prossimi 9 mesi dei marchi NEO, BoS, PCX. I primi modelli usciranno fra circa 1 mese, ma ancora non sono chiari i vari abbinamenti modello-marca. Ecco la lista completa, scala per scala:
1:12
Alfa Romeo Tipo 33 Stradale 1967 1:12
Citroen DS 19 1956 1:12
Opel GT 1968 1:12
1:18
Alfa Romeo 2000 1958 1:18
Ford Thunderbird Landau 1968 1:18
1:24
Cadillac Fleetwood Allweather Pheaton open 1933 1:24
1:43
Ford Modell T Woody 1925 1:43 1933
Graham Hollywood 1940 1:43
White Road Boss Tow Truck 1977 1:43
1:64
International Fleetstar tractor 1960 1:64
1:87
Cadillac DeVille Convertible 1970 1:87
N.A.R.T., A concise history of the North American Racing Team 1957 to 1983
Terry O\’Neil, N.A.R.T., A concise history of the North American Racing Team 1957 to 1983, Veloce Publishing 2015
| La copertina con un bel close up sulla Ferrari 365 GT/BB che disputò le prove di Le Mans 1975. |
Un libro sul NART mancava da praticamente sempre, ed è merito dello storico britannico Terry O\’Neil aver colmato la lacuna con un\’opera uscita recentissimamente per i tipi della Veloce Publishing. Trattandosi di uno dei temi di predilezione degli appassionati di Ferrari e di gare endurance in generale, si può comprendere la curiosità con la quale è stata accolta l\’uscita di questo volume. Poniamoci quindi subito la classica domanda: vale la pena acquistarlo? La risposta è un deciso sì, anche se non mancano alcuni difetti che cercheremo di analizzare, seppure in modo forse troppo superficiale in rapporto alla complessità della ricerca che si cela dietro le oltre 250 pagine. La storia è completa, ed è anche ben scritta. O\’Neil è andato direttamente a cercare i testimoni di quegli anni ormai lontani, per dare alla ricerca un tocco di novità e di freschezza. Insomma, tanto per essere chiari, non si tratta della solita minestra riscaldata, ma di un lavoro veramente inedito e originale. In particolare, sono stati approfonditi alcuni aspetti che fino ad oggi erano rimasti nascosti, per capire forse un po\’ meglio come nacque il NART, come ebbe fortuna e come fu organizzato all\’interno della struttura commerciale diretta da Luigi Chinetti. E\’ un libro che va letto, anche se mi rendo conto che la maggior parte degli acquirenti di un libro di questo genere è alla ricerca di materiale iconografico interessante, possibilmente inedito.
| Molto valido il corredo delle foto, la maggior parte delle quali inedite. |
E anche sotto questo aspetto il libro non delude, con diverse immagini spettacolari di vetture poco note oppure con viste a colori illuminanti anche per i modellisti. Il problema, forse, è la scarsa omogeneità del tutto: alcuni passaggi sono trattati con dovizia di immagini, altri, come lo sviluppo della 365 GT/BB IMSA, lasciano più a desiderare. Era forse possibile andare un po\’ più in profondità, e alcuni capitoli prestano maggiormente il fianco a una simile critica, rispetto ad altre parti assolutamente esaurienti e complete.
| La riproduzione di diversi documenti dell\’epoca (fatture, assegni, lettere) aggiunge interesse. |
Un notevole bonus è rappresentato dall\’appendice con la lista di tutte le gare disputate da vetture del NART, almeno limitatamente a quelle che possono essere considerate partecipazioni in tutto e per tutto riconducibili al team americano (ricordiamo che spesso il famosissimo scudetto rettangolare del NART restava sulle fiancate anche dopo la vendita di un vettura). Siamo quindi in presenza di un\’opera che non può mancare nelle biblioteche dei modellisti. Il libro ha un prezzo ufficiale di 60 sterline inglesi, 100 dollari americani e 120 canadesi. In realtà, già ora è acquistabile su amazon.co.uk con addirittura un 35% di sconto, spedito dalla Germania. Nel campo dell\’editoria succedono davvero cose strane.
| Alcune fasi della storia del NART hanno ricevuto indubbiamente più spazio di altre, e a volte la scelta appare un po\’ casuale. |
| I modellisti troveranno diverso materiale utile per le loro realizzazioni. |
| Chiude l\’opera un\’appendice contenente i dati di tutte le gare disputate da vetture del NART. |
Rassegna stampa: Auto Modélisme 217
Ritorniamo in pari coi tempi per quanto riguarda la rivista del gruppo Michel Hommell, con questo numero 217 di novembre 2015. La parte più vistosa della copertina è dedicata alla Peugeot 205 Turbo 16 Gr.B 1000 Laghi 1984 di Ottomobile (1:18), una novità particolarmente apprezzata dagli appassionati. Il resto verte su un mainstream già visto altrove, come l\’Alfa Romeo 1750 GS Zagato di CMC e la Bentley Blower Le Mans 1930 di Minichamps, anch\’esse in 1:18. Gli aspetti d\’interesse riguardano senza dubbio il bell\’articolo rallystico sulle partecipazioni al Tour de Corse di Didier Auriol, corredato da diverse foto inedite e dati preziosi per i modellisti. Seconda parte dello speciale dedicato ai 60 anni della Citroen DS (stavolta dal 1967 al 1975). Ennesimo diorama su Le Mans \’70 (1:43) a cura di Jacques Agnan, composto tra l\’altro da una Porsche 917 LH di Model Factory Hiro. L\’impegno è apprezzabile ma a parte il fatto che i diorami su Le Mans 1970 ormai non sono più una novità (eufemismo per dire che ci sono usciti dagli occhi) gli effetti sono inesorabilmente quelli da presepe. Un bel presepe, ma sempre di presepe si tratta. La parte storica delle slot è dedicata alle monoposto Power Sledge di Scalextric in scala 1:32. Come sempre l\’argomento è trattato in modo preciso e documentato, con un bel mix fra storia, tecnica e applicazione pratica.
| Recensione dell\’Alfa Romeo 8C 2900 B chassis lungo di Minichamps, 1:18. |
| Seconda parte dello speciale sulla DS in miniatura, dal 1967 al 1975. |
| Bell\’articolo sulle imprese di Auriol al Tour de Corse. |
Focus su: Alfa Romeo Giulietta 2.0 Turbodelta di Laudoracing Model scala 1:18 (LM094)
Turbodelta è un nome che gli alfisti conoscevano fin dal 1979, quando il reparto corse dell\’Alfa Romeo aveva messo a punto una versione estrema dell\’Alfetta GTV, spinta dal due litri tipo 116.36D da 150 cavalli. Il primato nell\’utilizzazione del turbocompressore da parte delle case italiane andava dunque all\’Alfa, in un periodo in cui questa tipologia di propulsore sembrava costituire in futuro della mobilità. Alla fine degli anni settanta, a livello di marketing, anche i costruttori generalisti iniziarono a puntare molto sul \”turbo\”, con la Renault impegnata in Formula 1 già a partire dal 1977.
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| La Giulietta 2.0 Turbodelta in un\’immagine ufficiale dell\’epoca. |
Nel 1983 l\’Alfa Romeo rispolverò la denominazione Turbodelta per una configurazione sportiva della Giulietta, che nelle intenzioni della casa milanese avrebbe dovuto essere impiegata nel Campionato Europeo Turismo; l\’arrivo della più moderna 75 bloccò il progetto, ma una serie limitata di Giulietta Turbodelta era già uscita, per la gioia dei collezionisti e degli appassionati delle emozioni forti. La base motoristica era la collaudata unità da 1962cc a 4 cilindri in linea bialbero, che prese la sigla AR01699. Rispetto alla normale 2.0, la Turbodelta poteva contare su una quarantina di cavalli in più, per una potenza dichiarata di 170 cavalli (in realtà erano anche di più), un valore di assoluto rilievo a quell\’epoca.
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| L\’inconfondibile triangolo Autodelta posto in coda. |
Ovviamente la telaistica e il sistema delle sospensioni avevano ricevuto delle migliorie in funzione della maggiore potenza trasmessa dal motore. Prodotta dal 1983 in una sola colorazione, nero metallizzato, la Giulietta Turbodelta è oggi molto ricercata dai collezionisti ed è la degna antesignana della fortunata serie delle 75. Gli esemplari costruiti della Turbodelta sono contraddistinti dai numeri di telaio a partire da ZAR116A10*00054001. Ufficialmente risultano venduti 361 esemplari fra il 1983 e il 1985 (inclusi 2 preserie ricavati dalla 2.0 standard), ma altri furono smaltiti – secondo l\’autorevole parere di Maurizio Tabucchi – tramite alcune concessionarie lombarde anche dopo il 1985, quando ormai la vettura non rivestiva più un interesse sportivo e commerciale per l\’Alfa Romeo, impegnata a sviluppare la 75. Secondo altre testimonianze, gli esemplari non sono più di 361 ed esisterebbero una trentina di vetture mai vendute successivamente cannibalizzate per la vendita di ricambi. Sempre secondo alcuni esperti della vettura, il numero di telaio più alto conosciuto della Giulietta Turbodelta sarebbe lo *00054392, ma fra tale cifra e la prima vettura esisterebbero alcuni buchi.
IL MODELLO
Con l\’uscita del modello della Giulietta in scala 1:18 (di cui potete leggere la recensione della versione 2.0 standard su questo stesso blog, http://grandiepiccoleauto.blogspot.it/2015/11/focus-su-alfa-romeo-giulietta-20-di.html ), Laudoracing non s\’è lasciata sfuggire l\’occasione di riprodurre anche la versione Turbodelta, in due configurazioni: con o senza il vistoso adesivo laterale. A questo proposito, sembra che tale fregio non fosse previsto nella produzione ufficiale, ma la presenza di esemplari provvisti dell\’adesivo Turbodelta ha consigliato Laudoracing di produrre anche questa variante, seppure in un numero inferiore di esemplari (500 per la configurazione completamente nera, 200 per la versione con adesivo). Per le considerazioni generali valgono ovviamente i commenti fatti nella recensione della 2.0 standard. Possiamo aggiungere – visto che non l\’abbiamo fatto nella precedente presentazione – che il livello di verniciatura è di assoluta eccellenza, e il discorso vale per tutta la produzione Laudoracing. Si tratta di un livello di finitura estremamente realistico, mai sopra le righe, che assicura ai modelli un aspetto convincente e \”serio\”.
| La Giulietta Turbodelta di Laudoracing è disponibile sia in versione completamente nera (nella foto) sia con il vistoso fascione laterale Turbodelta. |
| Sulla Giulietta Turbodelta era presente un filetto rosso che percorreva tutta la linea bassa della carrozzeria. |
| Impeccabile la verniciatura in nero metallizzato. |
| I cerchi sportivi di foggia specifica, con gli occhielli che rimandano a un\’indubbia eredità sportiva. |
| Come sempre, ottima la pulizia di montaggio. |
| In coda riconosciamo il caratteristico triangolo biancoblu Autodelta accanto alla scritta Turbo. |
| Anche da questa angolatura è possibile apprezzare la perfetta verniciatura; la grana della metallizzazione è finissima. |
| Realistico l\’assetto. |
| Dai riflessi di luce sulla carrozzeria si può avere idea della bontà della verniciatura su questi modelli. |
| Azzeccare le linee della Giulietta non è impresa facile (basti pensare all\’infelice Neo Scale in 1:43…) ma Laudoracing supera a pieni voti questa prova. |
| Apprezzabile l\’effetto mélange della parte chiara della selleria e la riproduzione della retina posta nel poggiatesta. |
| Impeccabile la divisione fra colore della carrozzeria e grigio opaco del fascione laterale. |
| I gruppi ottici sono da sempre un punto forte della produzione Laudoracing. |
| Gli inglesi la chiamano stance: e la Giulietta Laudoracing di stance ne ha da vendere. |
| Un\’immagine che dimostra la pulizia dell\’incollaggio dei cristalli. |
| Sul fondino è presente una decal che indica l\’esatto esemplare di Giulietta Turbodelta riprodotto. |
Rassegna stampa: The Journal del Dinky Toys Collectors\' Association
| L\’annata 2015 di The journal, organo del DTCA |
Da sempre il Regno Unito è una referenza nel campo dei modelli obsoleti; forse insieme alla Francia, è la nazione dove la storia delle marche di un tempo è stata meglio approfondita e dove si trova una buona parte dei collezionisti più competenti. Il fatto che molte case siano nate e prosperate in questi due paesi può essere una spiegazione, ma mi vengono in mente Politoys, Mercury, Dugu e tanti altri gloriosi marchi italiani e penso che ci sia ancora una diversità nell\’approccio fra il collezionista italiano e altri appassionati di paesi, che mostrano indubbiamente una maggiore maturità di scelta e di informazione. Sarebbe un argomento da approfondire.
| The journal n.59: articolo sul Douglas DC3 (Dinky 60T) |
| The journal n.56: Dinky 141 Vauxhall Victor Estate nella rara versione promozionale Lightning Fasteners Ltd. |
| The journal n.57: disegni tecnici dei Dinky 25H e 25K |
Focus su: Alfa Romeo Giulietta 2.0 di Laudoracing Model scala 1:18 (LM094B)
Attesissima dagli appassionati, è finalmente uscita la Giulietta di Laudoracing Model in scala 1:18. Tre le versioni disponibili, la 2.0 (referenza LM094B) e due \”cattive\” Turbodelta (LM094 e LM094C), di cui ci occupiamo in un articolo a parte, leggibile a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.it/2015/11/focus-su-alfa-romeo-giulietta-20.html . Direi che con questi modelli, Laudoracing ha raggiunto un equilibrio e una maturità che sono pregio dei leader del mercato, e speriamo che proprio la risposta dei collezionisti possa premiare gli sforzi di questo produttore con passaporto francese ma dal cuore italiano. La serie LM094B è stata prodotta in 500 esemplari, e non è escluso che in un prossimo futuro escano altre varianti di colore della 2000.
Evoluzione della Giulietta due litri
La carriera della versione due litri \”Super\” (tipo 116A1) dell\’innovativa berlina di Arese, equipaggiata con lo stesso motore tipo 01655 dell\’Alfetta, iniziò all\’estero ma a partire dal 1980-81 fu proposta anche sul mercato italiano, con la denominazione \”Nuova Giulietta L 2.0\” (tipo 116A1A); per la versione successiva, in produzione dal 1982, l\’Alfa rispolverò addirittura la gloriosa sigla TI, ma la vita della Giulietta 2.0 Ti fu di corta durata, forse per non interferire troppo sulle vendite dell\’Alfetta, che iniziava a patire l\’anzianità di progetto. La Giulietta Ti beneficiava di tutta una serie di migliorie estetiche e funzionali rispetto alla L 2.0; la produzione, come detto, fu piuttosto limitata.
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| Un\’immagine promozionale d\’epoca della Giulietta. |
Fu nel 1984 che l\’Alfa Romeo presentò un\’ennesima e definitiva configurazione della Giulietta due litri, chiamata semplicemente 2.0; non cambiavano le caratteristiche del motore, ma si introducevano diversi miglioramenti a livello di carrozzeria, di interni e di confort, anche per reggere il passo con la più recente 33 Quadrifoglio Verde, presentata lo stesso anno. L\’ultimo esemplare di Giulietta 2.0 lasciò le fabbriche Alfa Romeo nel 1985.
Il modello Laudoracing
Dal punto di vista costruttivo, la Giulietta di Laudoracing ripropone i canoni ormai consueti dei resincast in scala 1:18: carrozzeria e parti principali in solida resina (piuttosto pesante!), altri dettagli in plastica. L\’impressione che se ne ha aprendo la scatola, è quella di un modello indubbiamente giusto, e probabilmente fra i migliori prodotti da Laudoracing dall\’inizio fino a oggi. Come al solito lasciamo la parola alle immagini, commentandole una per una. Ricordiamo che il modello può essere acquistato direttamente sul sito Laudoracing (http://www.laudoracing-models.com/index.php ) al prezzo di € 92,90 più spese di spedizione.
| Le linee delle vetture anni settanta-primi anni ottanta sono sempre molto complesse a rendere in scala. Laudoracing è riuscita nell\’intento di riprodurre la Giulietta in scala 1:18. |
| Da questa vista di tre quarti anteriore si apprezza il generale equilibrio del modello. |
| La versione riprodotta da Laudoracing è la 2.0 del 1984, rimasta in produzione fino al 1985. |
| L\’assoluta trasparenza dei vetri, incollati con precisione. Corretto il cruscotto provvisto del contenitore ovoidale a sbalzo, corretto nell\’ultima versione della Giulietta 2000. |
| I vetri laterali hanno le cornici nere, un particolare storicamente corretto su questa vettura. |
| Ancora un\’immagine che permette di apprezzare la precisione degli incastri tra portiere e vetri laterali. |
| Si apprezza lo schema bicolore della selleria. Le grondaie sono tampografate in colore alluminio. |
| Bellissimo lo specchietto, con le caratteristiche scanalature; in 1:18 questo particolare deve essere riprodotto con tutti i crismi e Laudoracing non delude le attese. |
| Ancora una vista dello specchietto, insieme all\’indicatore di direzione. Da questa foto si apprezzerà anche l\’esattezza dei tagli della carrozzeria. |
| La base dell\’antenna e la caratteristica modanatura in plastica nera semilucida, elementi riportati sul modello. Notare la doppia cornice del vetro posteriore, nera con \”baco\” alluminio. |
| Bellissima la scritta Giulietta 2.0: notare il realismo dell\’insieme. |
| Difficile fare una critica al posteriore. L\’armonia delle varie parti riprodotte è evidente. |
| Sulla destra, nella modanatura alla base del montante posteriore, si trova la riproduzione del tappo serbatoio, con tanto di serratura. |
| Molto ben riprodotto l\’effetto delle plastiche dei paraurti e dei fascioni laterali. |
| Un accurato studio di dimensioni e proporzioni fanno della Giulietta di Laudoracing uno dei più riusciti modelli dell\’anno nella scala 1:18. |
Rassegna stampa: Auto Modélisme 216
Con Auto Modélisme siamo sempre… in ritardo di un numero, non per mancanza di documentazione (la rivista arriva sempre ai primi del mese a Firenze, grazie al distributore milanese Intercontinental), ma per mera pigrizia! In ogni caso eccoci col numero 216, uscito a ottobre, che propone alcuni spunti di interesse, a partire dall\’editoriale del direttore Alain Geslin, consacrato alla sempre maggiore popolarità dei rallycross. Ci si domanderà la ragione di questa deviazione in campo puramente automobilistico, apparentemente lontana dai temi più strettamente modellistici trattati d\’abitudine. La risposta è semplice: perché Spark sta mettendo mano anche a questa tematica, sempre più popolare in Francia anche grazie alla regolamentazione FIA, che tra l\’altro ne ha cambiato il nome in RallycrossRX. Non è un caso se le schede fotografiche di questo numero 216 siano dedicate ad alcune delle protagoniste del campionato RX. Che questo costituisca un elemento di interesse non sono del tutto sicuro. Spark avrà fatto le sue valutazioni commerciali e come sempre Auto Modélisme si comporta di conseguenza.
L\’articolo tematico è dedicato ai 60 anni della Citroën DS (I parte, dal 1955 al 1967; la seconda parte è contenuta nel numero di novembre). Per il resto, Auto Modélisme continua a dedicare molto spazio alle pagine delle novità con brevi recensioni – e non sempre è possibile azzeccarle tutte – in una foliazione sempre molto impegnativa, considerando soprattutto che le uscite sono mensili. D\’interesse è la recensione dell\’Alfa Romeo 4C in scala 1:18 di AutoArt, presente anche nell\’ultimo numero di Modelli Auto (l\’esemplare fotografato da Auto Modélisme è rosso, mentre quello di MA – con maggiore originalità – è bianco! Chi l\’ha detto che tutte le Alfa debbono essere rosse?). Un paio di pagine sono per il ritorno della Solido nella grande produzione, in 1:43 e in 1:18. Penso sia apprezzabilissima l\’idea di affrontare un argomento come le slot in chiave storica e stavolta è il turno dell\’Aston Martin DBR1 della Scalextric in scala 1:32.
Rassegna stampa: Modelli Auto 121 (terzo trimestre 2015)
| Il numero 121 di Modelli Auto, uscito a fine ottobre. |
Ed eccoci al terzo numero 2015 di Modelli Auto, rivista che grazie alla determinazione dell\’editore Berto e di un gruppo di collaboratori entusiasti si sforza sempre di proporre contenuti di livello e possibilmente originali. Non è facile, ma a distanza di quasi due anni dalla rinascita, si può dire che la sfida è stata vinta. E\’ stata vinta perché i contenuti sono stati rinnovati e migliorati; è stata vinta perché contrariamente a quello che alcuni disinformati affermano, la rivista non si basa su una sola figura dominante, ma va avanti grazia alla fattiva collaborazione di un gruppo che sa esprimere competenze di ottimo livello. Fatto questo preambolo, credo utile, veniamo a una breve disamina dei contenuti di questo numero autunnale: la cover story, di cui si è occupato Umberto Cattani, è dedicata a un altro modello CMC, e non un modello qualunque, ma una vettura che i collezionisti attendevano da tempo immemorabile, l\’Alfa Romeo 6C 1750 GS.
| Cover story: Alfa Romeo 6C 1750 GS di CMC, scala 1:18, un diecast premium, come si suol dire. |
Di solito i numeri delle riviste che escono dopo il lavoro dell\’estate rischiano di essere dei numeri un po\’ \”balneari\”, con alcuni contenuti raffazzonati nel tentativo di riempire i vuoti accumulatisi nel corso delle lunghe ferie estive.
| Ritratto di Laudoracing Model, azienda francese ma con… testa italiana! |
Non è il caso di questa edizione di Modelli Auto, che propone, tra l\’altro, un bell\’articolo sulle Ferrari a Daytona, scritto da Valerio Comuzzi su una parte della collezione di Elia Casella. Se dovessi scegliere l\’articolo più interessante di questo numero 121, indicherei senz\’altro il pezzo di Alessandro Prini sul montaggio della Porsche 908/3 Targa Florio 1970 di MFH in scala 1:24. Un lavoro notevole, preciso e documentatissimo. Fabio Pastres per la serie dei montaggi di kit in plastica si occupa stavolta della Mercedes 300 SL di Tamiya, sempre in scala 1:24. Per la serie dei servizi sui fabbricanti, è il turno di Laudoracing Model e della loro innovativa produzione in 1:18. La recensione del modello speciale è dedicata alla Fiat Ritmo 75 Gruppo 2 Giro d\’Italia 1978 di Carrara Models, mentre Bruno Libero Boracco ripercorre la storia delle Alfa Romeo Giulietta in scala. Per gli appassionati della Carrera Panamericana, Umberto Cattani pubblica il montaggio di tre kit della Kurtis Kraft 500S del 1953 e 1954, prodotti in modo molto confidenziale dalla spagnola Escuderia 24 in scala 1:43. Questo e molto altro ancora troverete in questo numero 121 di Modelli Auto. La redazione è già al lavoro per il numero 122, in uscita a dicembre.



