Rassegna stampa: Passion43ème n.50 (novembre-dicembre 2015)

Forse poco conosciuta qui da noi, la rivista bimestrale francese Passion43ème arriva al bel traguardo dei cinquanta numeri e lo fa rinnovando la veste grafica, ora più leggibile e razionale, pur comunicando sempre quell\’idea di \”specializzazione\” un po\’ underground che la contraddistingue dall\’inizio. L\’ultimo numero del 2015 propone fra le molte cose una completa retrospettiva della Citroen AMI6 di Solido in tutte le sue varianti, comprese le produzioni sotto altri marchi (Verem, Dalia) e una rassegna completa di tutti gli automodelli BRM del passato, dalle più vecchie P57 riprodotte negli anni sessanta alla P201 in scala 1:55 della Polistil. Prosegue lo speciale sulla produzione Dinky-Matchbox, e stavolta ci si occupa del Ford E83W \”Fordson\”, declinato in innumerevoli varianti, più o meno ufficiali. Collabora con Passion43ème anche Jean-Marie Gianni, titolare di un conosciuto negozio parigino, che con grande competenza parla di alcuni aspetti meno conosciuti dei modelli del passato. Stavolta JM Gianni presenta due referenze poco note ai collezionisti, il rimorchio a 4 ruote (70-810) e la roulotte 811, evidenziando alcune curiosità di cui non mancano neanche modelli che sembrano avere avuto una storia meno lunga e tormentata rispetto ad altri classici. Molto simpatica anche la prima parte di uno speciale dedicato ai veicoli delle Poste svizzere, una tematica molto amata, che risale ai tempi dei vecchi Dinky e Tekno. Completano questo numero la rassegna delle novità e molti altri pezzi sugli argomenti più vari. Senza dubbio Passion43ème è una delle riviste più attive nel campo degli automodelli e probabilmente quella con maggiore personalità.

Tutto Maserati, nuovo libro di Gianni Cancellieri edito da Giorgio Nada

Gianni Cancellieri è una \”firma\” che non ha bisogno di presentazioni e questo libro che si inserisce nella collana monografica dedicata da Giorgio Nada ai marchi più prestigiosi (già usciti, ad esempio, Ferrari, Alfa Romeo, Porsche) era atteso con curiosità, non tanto come opera fondamentale, quanto come utile complemento e rapido strumento di consultazione.

Un\’agile e maneggevole guida su tutta la produzione Maserati (stradali, competizione,
motori), a cura di Gianni Cancellieri.

Il prestigio e la competenza dell\’autore avrebbero aggiunto senza dubbio elementi di interesse, magari inediti o rari. Se il libro, uscito da pochissimi giorni, abbia raggiunto i propri obiettivi è difficile dire. Come d\’abitudine in questa collana, le schede delle singole vetture sono accompagnate da piacevoli disegni, firmati da Michele Leonello, insieme a una foto d\’epoca per ogni tipo.

Diciamo subito che la valenza storica delle schede è fuori discussione e Cancellieri ha saputo trarre il massimo dalle informazioni in suo possesso, al di là delle tante, troppe contraddizioni che si incontrano quando si cerca di ricostruire la storia tormentata del Tridente. Già il sottoscritto, completando qualche anno fa le schede di diverse Maserati per il sito ufficiale del marchio, si era potuto rendere conto di persona di quanti errori si sono accumulati anche su vetture di grande notorietà, per non parlare poi di tutta la serie delle concept car di cui la storia della Maserati è piena, dagli anni cinquanta-sessanta ai nostri giorni. Il contenuto delle schede, quindi, è di grande affidabilità: semmai vi è da rilevare qualche semplificazione di troppo, soprattutto a proposito dei modelli da competizione più recenti.

La formula è quella già conosciuta in questa collana: un testo di una pagina, una scheda tecnica,
un disegno a colori e una foto del periodo per ciascuna vettura.  

Si potrebbe anche essere d\’accordo sulla decisione di accorpare al massimo – tanto per fare un esempio – la famiglia della 4200 GT – Coupé GT, ma oltre ad un accenno sulla versione Trofeo non si dice niente sulle varie configurazioni che corsero negli Stati Uniti e poi anche nell\’Italiano Gran Turismo. Non si cita neanche l\’impiego nell\’ALMS della MC12.

Chiudono il volume due importanti appendici, la prima dedicata a quei motori che non trovarono immediato impiego ma che furono sviluppati successivamente con alcune modifiche, la seconda, a cura di Alessandro Silva, comprendente la lista di tutte le vittorie assolute ottenute dalla Maserati, dalla primissima al Chilometro lanciato di Brescia, il 13 giugno 1926, con lo stesso Ernesto Maserati, alla più recente, all\’International GT Sprint Series con Alessandro Pier Guidi e Gabriele Gardel su GT3 il 7 ottobre 2012 a Vallelunga. Molto buona la redazione, peccato per l\’errore seriale di Michael Bartels che diventa Barthels. L\’appendice comprende le vittorie di motori Maserati montati su chassis di costruttori differenti (WRE, ENB, BMP, EBS, Cooper, Ligier…), trattati peraltro anche nelle schede, seppur con limitazioni.

Un indubbio bonus di questo libro è la lista di tutte le vittorie assolute Maserati, dalle origini ai giorni nostri.

Il prezzo della versione italiana è € 18,00 e per chi desideri una documentazione pratica e veloce da consultare è senz\’altro un\’ottima scelta. Forse però qualcosa in più si poteva fare, senza alterare lo spirito del volume.

Gianni Cancellieri, Tutto Maserati, Giorgio Nada Editore, Vimodrone (Mi) 2015, pp.354, brossura, € 18,00. Esiste anche la versione inglese Maserati all the cars.

 

 

I programmi dei prossimi 9 mesi di Neo, BoS, PCX in scala 1:12, 1:18, 1:24, 1:43, 1:87 e 1:64

In anteprima, grazie ad alcune fonti riservate, siamo in grado di comunicare le uscite dei prossimi 9 mesi dei marchi NEO, BoS, PCX. I primi modelli usciranno fra circa 1 mese, ma ancora non sono chiari i vari abbinamenti modello-marca. Ecco la lista completa, scala per scala:


1:12
Alfa Romeo Tipo 33 Stradale 1967 1:12
Audi R8 Coupé 2015 1:12
Citroen DS 19 1956 1:12
Mercedes-Benz AMG GT3 2015 1:12
Opel GT 1968 1:12
Porsche 356A 1600 Carrera GT Coupé 1959 1:12

1:18
Alfa Romeo 2000 1958 1:18
Alfa Romeo Giulietta SS 1961 1:18
Alfa Romeo Junior Zagato 1300 1969 1:18
Alfa Romeo Tipo B P3 Aerodynamic 1934 1:18
B&B CW311 1978 1:18
Bentley S1 Continental Mulliner Sports Saloon 1956 1:18
Benz Blitzen 1909 1:18
BMW 2000 TI 1966 1:18
Buick Century Caballero Estate 1957 1:18
Buick Electra 225 4-door hardtop 1968 1:18
Buick Estate Wagon 1974 1:18
Buick Le Sabre 1951 1:18
Cadillac Coupé DE Ville 1972 1:18
Cadillac DeVille Coupé 1967 1:18
Cadillac Fleetwood 75 touring sedan 1941 1:18
Chevrolet Caprice 1985 1:18
Chrysler d\’Elegance 1953 1:18
Chrysler Dual Ghia L6 1957 1:18
Chrysler Imperial LeBaron 4-door Hardtop 1971 1:18
Citroen 5 CV 1922 1:18
DeSoto Firedome 4-Door Seville 1956 1:18
Dodge Dart Phoenix 1961 1:18
Dodge Ramcharger 1979 1:18
Dodge Ramcharger 1979 1:18
Fiat 1100 1953 1:18
Fiat 2300 S Coupe 1962 1:18
Ford Capri 109E GT 1961 1:18
Ford Country Squire 1960 1:18
Ford Mystere 1954 1:18
Ford Thunderbird Landau 1968 1:18
Ford Transit MK 1 \”Ford Motorsport\” 1970 1:18
Glöckler Porsche Coupe 1954 1:18
Imperial Crown 1965 1:18
Jaguar XJ12C, No.1, Leyland, Tourist Trophy 1977 1:18
Jeep J10 Honcho 1977 1:18
Lincoln Continental Mark IV Luxus 1974 1:18
Lincoln Continental Mk5 Coupé 1978 1:18
Lincoln Continental sedan 1968 1:18
Lincoln Continental sedan 1975 1:18
Maserati Quattroporte 1966 1:18
Maserati Sebring Series II 1966 1:18
Mercedes 180 Universal 1954 1:18
Mercedes C111-2 1970 1:18
Mercedes L319 Abschleppwagen 0 1:18
Mercedes L319 Abschleppwagen, MB-Service 0 1:18
Mercedes NG73 Solozugmaschine 1973 1:18
Mercedes Strichtachter W 115 1973 1:18
Mercedes W100 2-Door \”Nallinger Coupe\” 1963 1:18
Mercedes W125 Rekordwagen, 1938 1938 1:18
Mercedes-Benz 260D 1937 1:18
Mercedes-Benz 300B Pininfarina 1955 1:18
Mercedes-Benz 540 K Stromlinienfahrzeug (W29) 1938 1:18
Mercedes-Benz LP 608 Service-LKW Martini 1965 1:18
Mercedes-Benz T80 Rekordwagen 1939 1:18
Mercedes-Benz Typ 770 1930 1:18
Mercedes-Benz Typ Nürburg 460/460 K 1928 1:18
Mercedes-Benz W154 Rekordwagen 1939 1:18
Mercury Marquis 2-Door Hardtop Coupé 1976 1:18
NAG Büssing Race Transporter \”Auto Union Renndienst\” 1934 1:18
Oldsmobile Rocket 88 1949 1:18
Oldsmobile Vista Cruiser 1964 1:18
Opel Ascona A Rallye 1974 1:18
Opel CD Concept 1969 1:18
Opel Kadett C Rallye Monte Carlo 1976 1:18
Opel Kadett D GTE 1983 1:18 Opel Laubfrosch 1922 1:18
Opel Olympia Rekord 1953 1:18
Opel Rekord C \”Schwarze Witwe\” 1967 1:18
Opel TE 2800, green/black 1975 1:18
Packard DeLuxe Club Sedan 2-door 1949 1:18
Panhard Dynamic 1936 1:18
Pegaso Z-102 Berlineta Touring Series 1 1953 1:18
Peugeot 504 Break 1976 1:18
Plymouth Valiant Sedan 1960 1:18
Rolls Royce Silver Cloud III Flying Spur H.J.Mulliner 1965 1:18
Rolls-Royce Camargue 1975 1:18
Rolls-Royce Silver Ghost, Silver 1906 1:18
Rover 3500 V8 1974 1:18
Saab 96 V4 1971 1:18
Saab 99 1971 1:18
Simca 1200 S Bertone Coupe 1967 1:18
Triumph TR 7 DHC 1976 1:18
Unimog 406 1980 1:18
Volvo Amazon Wagon 1961 1:18
VW T1 Bestattungswagen 1965 1:18
VW T1 Doppelkabine 1960 1:18
VW T3a Bus 1979 1:18
VW T3a Camping Westfalia Hochdach 1979 1:18
VW T3a Camping Westfalia Joker mit Faltdach 1979 1:18
VW T3a Kasten \”Audi Sport\” 1980 1:18

1:24
Cadillac Fleetwood Allweather Pheaton open 1933 1:24
Cadillac Series 62 Club Coupe Sedanette 1949 1:24

1:43
Ford Modell T Woody 1925 1:43 1933
Buick Serie 60 Sport 1933 1:43
911 Troutman 4 door 1967 1:43
AC 378 GT Zagato 2012 1:43
Alfa GTV 6, Peter Oberndorfer DRM 1985 1:43
Alfa Romeo 3500 Supersport 1960 1:43
Alfa Romeo Canguro 1964 1:43
Alfa Romeo Tipo B P3 Aeorodynamic 1934 1:43
AMC Eagle 1981 1:43
ASA 1000 GT 1962 1:43
Ascari KZ1 2006 1:43
Audi 80 Gruppe 2, #30, ETCC 1980 Monza, Bergmeister/Nowak 1980 1:43
Audi 90 Quatttro \”Treser Hunter\” Typ 85 1986 1:43
Audi Rosemeyer 2000 1:43
Auto Union C Alpensieger, 2 Seat 1912 1:43
Autobus Büssing D38 1940 1:43
B&B CW311 1978 1:43
Bentley 41/2 litre Supercharged Blower single seater 1929 1:43
BMW 326 Drauz Roadster 1938 1:43
BMW 502 Cabrio Autenrieth 1956 1:43
BMW 507 Vignale Convertible 1958 1:43
BMW 507 Vignale Hard Top 1958 1:43
Borgward 1500 Sportcoupe 1954 1:43
Buick Centurion Concept 1956 1:43
Buick Electra ambulance 1960 1:43
Buick Roadmaster 79 Estate Wagon 1947 1:43
Buick Roadmaster hardtop coupe 1957 1:43
Cadillac Fleetwood Formal Limousine (stretch) 1980 1:43
Cadillac Series 62 Miller Meteor Hearse 1962 1:43
Chevrolet Bel Air 2-door Hardtop, Ver. 1 1956 1:43
Chevrolet black-wood 1941 1:43
Chevrolet Caprice Estate, white with wood panel 1991 1:43
Chevrolet Corvair Corsa 1963 1:43
Chevrolet Corvair Window Van 1963 1:43
Chevrolet Corvette Coupe 1973 1:43
Chevrolet Fleetline 2 door Coupé 1948 1:43
Chevrolet Nomad 1954 1:43
Chevrolet Styleline Sation Wagon 1952 1:43
Chrysler 300B 1956 1:43
Chrysler D elegance 1954 1:43
Chrysler New Yorker Brougham 2-door coupe 1975 1:43
Chrysler New Yorker Brougham 4-door sedan 1975 1:43
Chrysler New Yorker, 4 door limousine 1949 1:43
Chrysler Newport Sedan 1961 1:43
Chrysler Newport Wagon 1961 1:43
Citroen SM 1971 Espace by Heuliez 1971 1:43
Citroen SM 1987 1:43 Daimler DB18 Special Sports by Barker 1952 1:43
Desoto Custom Club Coupé 2-door 1949 1:43
DeSoto Firedome 4-Door Seville 1956 1:43
Diamond Reo Tow Truck 1971 1:43
Diamond Reo truck, , Sleeping cab 1971 1:43
DKW Meisterklasse Universal Typ 89S 1951 1:43
Dodge Challenger 1970 1:43
Dodge Charger 1969 1:43
Dodge CNT 950 tractor 1974 1:43
Dodge D100 Pickup 1968 1:43
Dodge Dart Phoenix 1961 1:43
Dodge Pick Up 1959 1:43
Dodge Polara 1972 1:43
Dodge W Power Wagon 1964 1:43
Ferrari 375 MM Scaglietti Coupe 1954 1:43
Fiat 131 2000/TC 1978 1:43
Ford Bronco 1970 1970 1:43
Ford Bronco 1979 1979 1:43
Ford Fairlane 500 Convertible 1957 1:43
Ford Fairlane 500 Hardtop 1957 1957 1:43
Ford Falcon Futura Sprint 1964 1:43
Ford FK 1000 Panoramabus 1958 1:43
Ford Mystere 1954 1:43
Ford P7 Pollmann 69 1:43
Ford Sierra XR4Ti ,Walter Mertes DRM Zolder 1987 1:43
Ford Thunderbird 2-door 1970 1:43
Ford Thunderbird Sports Roadster 1962 1:43
Ford Thunderbird 1980 1:43
Ford W 9000 tractor 1978 1:43
Ford Zodiac Mk3 Abbott Estate 1962 1:43
GM Futurliner 1941 1:43
GMC Motorhome 1976 1:43
Gordon Keeble GK1, 1964 1:43
Graham Hollywood 1940 1:43
Henschel HS 3-14 6×6 1967 1:43
Horch 853 Spezial-Coupé 1937 1:43
Hudson Hornet 2-d HT Coupe 1957 1:43
Hudson Italia 1954 1:43
Humber Super Snipe 3/4 Estate 1965 1:43
Humber Super Snipe 3/4 Sedan 1965 1:43
Imperial Crown Convertible 1963 1:43
Imperial Crown Sedan Limousine 1957 1:43
International Harvester Fleetstar 2010A 1969 1:43
International Harvester RDC 405 1952 1:43
International Harvester RDF 405 1955 1:43
Jaguar XJ40 Shooting Brake 1989 1:43
Kassbohrer Setra 200/215 short 1960 1:43
Krupp SW O 480 1951 1:43
La Salle Series 50 Coupe 1937 1:43
Lancia Flaminia 3C Coupe Speciale 1963 1:43
Land Rover Series lll Lightweight 1982 1:43
Lincoln Continental Convertible 1961 1:43
Lincoln Continental Sedan 1961 1:43
Lincoln Cosmopolitan 4-door sedan 1949 1:43
Lincoln Premiere Convertible 1956 1:43
Lotec Sirius 2000 1:43
Mack M 67 COE 1960 1:43
MAGIRUS Deutz Frontsteer 1964 1:43
Magirus Uranus Kranwagen KW16 Feuerwehr 1959 1:43
Mako Shark II, Ver. 1 1965 1:43
MAN F7 1968 1:43
Maserati A6G2000 Allemano Coupé 1956 1:43
Maybach SW38 Stromlinie 1939 1:43
Mercedes LOK 315 LF 0 1:43
Mercedes SEC BB Magic Top Open 0 1:43
Mercedes-Benz 170V Cabriolet Roadster 1937 1:43
Mercedes-Benz 24/100 1924 1:43
Mercedes-Benz 280 E Rallye 1980 1:43
Mercedes-Benz 450 SEL Crayford Estate Wagon 1976 1:43
Mercedes-Benz 500 SEC Koenig Specials, cabrio 0 1:43
Mercedes-Benz 500 SEC Koenig Specials 0 1:43
Mercedes-Benz C111-1 1969 1:43
Mercedes-Benz L3500 Kastenwagen \”Schöller\” 1954 1:43
Mercedes-Benz L911 Metz B/36 Fire Truck/Long Roller Door 1981 1:43
Mercedes-Benz Lo2750 Holzvergaser 1940 1:43
Mercedes-Benz LP 329 Pullmann DL30 1959 1:43
Mercedes-Benz LP 608 Koffer \”Max Moritz Racing Team\” 1976 1:43
Mercedes-Benz LP 911 – Warsteiner 1959 1:43
Mercedes-Benz LPKO 311 Pullmann Fire Truck TLF 16 1965 1:43
Mercedes-Benz O 317 Renntransporter \”Essex\” 1970 1:43
Mercedes-Benz T80 Rekordwagen 1939 1:43
Mercedes-Benz W154 Rekordwagen 1939 1:43
Mercury Cougar 1991 1:43 Mercury Monterey 1954 1:43
Mercury Parklane Convertible 1959 1:43
Mercury Turnpike Convertible 1957 1:43
Mercury Turnpike Coupé 1957 1:43
MG F1 Salonette 1933 1:43
NAG Büssing Renntransporter \”Auto Union Renndienst\” 1934 1:43
Norman Timbs Special 1948 1:43
Oldsmobile 98 Hardtopd 1959 1:43
Oldsmobile Rocket 88 1949 1:43
Opel Kapitän Coupé Autenrieth 1963 1:43
Opel Manta B Mattig 1991 1:43
Opel Rekord C Schwarze Witwe 1967 1:43
Packard 640 Custom Eight Roadster 1929 1:43
Packard Pacific Convertible 1954 1:43
Peugeot 604 Langversion Limousine 1981 1:43
Plymouth Fury Convertible 1958 1:43
Plymouth Fury Convertible 1960 1:43
Plymouth Fury Coupe 1960 1:43
Plymouth XNR 1960 1:43
Pontiac Bonneville Convertible 1959 1:43
Pontiac Firebird Trans Am 1977 1:43
Pontiac GTO Convertible 1966 1:43
Pontiac Star Chief 4 door sedan 1958 1:43
Pontiac Starchief Safari 1958 1:43
Pontiac Wagon Grand Safari 1975 1:43
Porsche 928 BB Targa 0 1:43
Porsche 930 BB Coupee 0 1:43
Porsche B32 \”Carrera Cup\” 1984 1:43
Pullmann 600 Nallinger Coupe 1963 1:43
Rolls Royce Phantom I Newmarket 1929 1:43
Rolls Royce Phantom VI Frua Drophead Coupen 1971 1:43
Rolls-Royce Phantom II Continental Windover 1932 1:43
Rolls-Royce Silver Ghost 1906 1:43
SAAB 99 4 door 1971 1:43
Steinmetz Commodore Jumbo 1974 1:43
Steyr 220 Cabriolet 1939 1:43
Stout Scarab 1935 1:43
Studebaker President 1956 1:43
Stutz SV 16 1933 1:43
Tatra T148 CAS, Fire 1972 1:43
Unimog U416 Doppelkabine 1977 1:43
Volvo Amazon Coune Convertible 1963 1:43
VW Golf Gr.2, Kamei, Renneisen DRM 1978 1:43
VW LT28 Pritsche mit Kasten \”Audi-Sport\” 1981 1:43
VW Stoll Coupé 1952 1:43
VW T1 Kasten – Schöller Eiskrem 1959 1:43
VW T1 Pistenbully 2005 1:43
VW T2 Servicefahrzeug Safari Rally 1978, Team Martini Porsche 1978 1:43
VW T2a Autotransporter 1976 1:43
VW T2c Bus Brazil \”Last Edition\” 2013 1:43
VW T4 Kombi – Polizei Thüringen 1994 1:43
White Road Boss Tow Truck 1977 1:43
White Road Boss, blue with sleeper cab 1977 1:43
Winnebago Brave 1973 1:43
XP 700 Corvette coupé 1958 1:43

1:64
International Fleetstar tractor 1960 1:64
Mack H-673ST 1957 1:64

1:87
Cadillac DeVille Convertible 1970 1:87
Chevrolet Corvette Stingray C7 2013 1:87
Dodge Custom Royal Lancer 2-Door Hardtop Coupe 1959 1:87
Dodge Custom Royal Lancer Convertible 1959 1:87
Ferrari 250 GT LWB California Spyder 1959 1:87
Maserati A6GCS Berlinetta 1953 1:87
Mercedes-Benz 180 (W120) Bakkie 1956 1:87
Mercedes-Benz 540 K Stromlinienwagen 1938 1:87
Mercedes-Benz AMG GT 2015 1:87
Rolls Royce Phantom R 2003 1:87
Rolls-Royce Phantom II Thrupp & Maberly \”Star of India\” 1934 1:87

N.A.R.T., A concise history of the North American Racing Team 1957 to 1983

Terry O\’Neil, N.A.R.T., A concise history of the North American Racing Team 1957 to 1983, Veloce Publishing 2015

La copertina con un bel close up sulla Ferrari 365 GT/BB che disputò
le prove di Le Mans 1975.

Un libro sul NART mancava da praticamente sempre, ed è merito dello storico britannico Terry O\’Neil aver colmato la lacuna con un\’opera uscita recentissimamente per i tipi della Veloce Publishing. Trattandosi di uno dei temi di predilezione degli appassionati di Ferrari e di gare endurance in generale, si può comprendere la curiosità con la quale è stata accolta l\’uscita di questo volume. Poniamoci quindi subito la classica domanda: vale la pena acquistarlo? La risposta è un deciso sì, anche se non mancano alcuni difetti che cercheremo di analizzare, seppure in modo forse troppo superficiale in rapporto alla complessità della ricerca che si cela dietro le oltre 250 pagine. La storia è completa, ed è anche ben scritta. O\’Neil è andato direttamente a cercare i testimoni di quegli anni ormai lontani, per dare alla ricerca un tocco di novità e di freschezza. Insomma, tanto per essere chiari, non si tratta della solita minestra riscaldata, ma di un lavoro veramente inedito e originale. In particolare, sono stati approfonditi alcuni aspetti che fino ad oggi erano rimasti nascosti, per capire forse un po\’ meglio come nacque il NART, come ebbe fortuna e come fu organizzato all\’interno della struttura commerciale diretta da Luigi Chinetti. E\’ un libro che va letto, anche se mi rendo conto che la maggior parte degli acquirenti di un libro di questo genere è alla ricerca di materiale iconografico interessante, possibilmente inedito.

Molto valido il corredo delle foto, la maggior parte delle quali inedite.

E anche sotto questo aspetto il libro non delude, con diverse immagini spettacolari di vetture poco note oppure con viste a colori illuminanti anche per i modellisti. Il problema, forse, è la scarsa omogeneità del tutto: alcuni passaggi sono trattati con dovizia di immagini, altri, come lo sviluppo della 365 GT/BB IMSA, lasciano più a desiderare. Era forse possibile andare un po\’ più in profondità, e alcuni capitoli prestano maggiormente il fianco a una simile critica, rispetto ad altre parti assolutamente esaurienti e complete.

La riproduzione di diversi documenti dell\’epoca (fatture, assegni, lettere) aggiunge interesse.

Un notevole bonus è rappresentato dall\’appendice con la lista di tutte le gare disputate da vetture del NART, almeno limitatamente a quelle che possono essere considerate partecipazioni in tutto e per tutto riconducibili al team americano (ricordiamo che spesso il famosissimo scudetto rettangolare del NART restava sulle fiancate anche dopo la vendita di un vettura). Siamo quindi in presenza di un\’opera che non può mancare nelle biblioteche dei modellisti. Il libro ha un prezzo ufficiale di 60 sterline inglesi, 100 dollari americani e 120 canadesi. In realtà, già ora è acquistabile su amazon.co.uk con addirittura un 35% di sconto, spedito dalla Germania. Nel campo dell\’editoria succedono davvero cose strane.

Alcune fasi della storia del NART hanno ricevuto indubbiamente
più spazio di altre, e a volte la scelta appare un po\’ casuale.

I modellisti troveranno diverso materiale utile per le loro realizzazioni.

Chiude l\’opera un\’appendice contenente i dati di tutte le gare disputate da vetture del NART.

Rassegna stampa: Auto Modélisme 217

Ritorniamo in pari coi tempi per quanto riguarda la rivista del gruppo Michel Hommell, con questo numero 217 di novembre 2015. La parte più vistosa della copertina è dedicata alla Peugeot 205 Turbo 16 Gr.B 1000 Laghi 1984 di Ottomobile (1:18), una novità particolarmente apprezzata dagli appassionati. Il resto verte su un mainstream già visto altrove, come l\’Alfa Romeo 1750 GS Zagato di CMC e la Bentley Blower Le Mans 1930 di Minichamps, anch\’esse in 1:18. Gli aspetti d\’interesse riguardano senza dubbio il bell\’articolo rallystico sulle partecipazioni al Tour de Corse di Didier Auriol, corredato da diverse foto inedite e dati preziosi per i modellisti. Seconda parte dello speciale dedicato ai 60 anni della Citroen DS (stavolta dal 1967 al 1975). Ennesimo diorama su Le Mans \’70 (1:43) a cura di Jacques Agnan, composto tra l\’altro da una Porsche 917 LH di Model Factory Hiro. L\’impegno è apprezzabile ma a parte il fatto che i diorami su Le Mans 1970 ormai non sono più una novità (eufemismo per dire che ci sono usciti dagli occhi) gli effetti sono inesorabilmente quelli da presepe. Un bel presepe, ma sempre di presepe si tratta. La parte storica delle slot è dedicata alle monoposto Power Sledge di Scalextric in scala 1:32. Come sempre l\’argomento è trattato in modo preciso e documentato, con un bel mix fra storia, tecnica e applicazione pratica.

Recensione dell\’Alfa Romeo 8C 2900 B chassis lungo di Minichamps, 1:18. 

Seconda parte dello speciale sulla DS in miniatura, dal 1967 al 1975. 

Bell\’articolo sulle imprese di Auriol al Tour de Corse. 

Focus su: Alfa Romeo Giulietta 2.0 Turbodelta di Laudoracing Model scala 1:18 (LM094)

Turbodelta è un nome che gli alfisti conoscevano fin dal 1979, quando il reparto corse dell\’Alfa Romeo aveva messo a punto una versione estrema dell\’Alfetta GTV, spinta dal due litri tipo 116.36D da 150 cavalli. Il primato nell\’utilizzazione del turbocompressore da parte delle case italiane andava dunque all\’Alfa, in un periodo in cui questa tipologia di propulsore sembrava costituire in futuro della mobilità. Alla fine degli anni settanta, a livello di marketing,  anche i costruttori generalisti iniziarono a puntare molto sul \”turbo\”, con la Renault impegnata in Formula 1 già a partire dal 1977.

La Giulietta 2.0 Turbodelta in un\’immagine ufficiale dell\’epoca.

Nel 1983 l\’Alfa Romeo rispolverò la denominazione Turbodelta per una configurazione sportiva della Giulietta, che nelle intenzioni della casa milanese avrebbe dovuto essere impiegata nel Campionato Europeo Turismo; l\’arrivo della più moderna 75 bloccò il progetto, ma una serie limitata di Giulietta Turbodelta era già uscita, per la gioia dei collezionisti e degli appassionati delle emozioni forti. La base motoristica era la collaudata unità da 1962cc a 4 cilindri in linea bialbero, che prese la sigla AR01699. Rispetto alla normale 2.0, la Turbodelta poteva contare su una quarantina di cavalli in più, per una potenza dichiarata di 170 cavalli (in realtà erano anche di più), un valore di assoluto rilievo a quell\’epoca.

L\’inconfondibile triangolo Autodelta posto in coda.

Ovviamente la telaistica e il sistema delle sospensioni avevano ricevuto delle migliorie in funzione della maggiore potenza trasmessa dal motore. Prodotta dal 1983 in una sola colorazione, nero metallizzato, la Giulietta Turbodelta è oggi molto ricercata dai collezionisti ed è la degna antesignana della fortunata serie delle 75. Gli esemplari costruiti della Turbodelta sono contraddistinti dai numeri di telaio a partire da ZAR116A10*00054001. Ufficialmente risultano venduti 361 esemplari fra il 1983 e il 1985 (inclusi 2 preserie ricavati dalla 2.0 standard), ma altri furono smaltiti – secondo l\’autorevole parere di Maurizio Tabucchi – tramite alcune concessionarie lombarde anche dopo il 1985, quando ormai la vettura non rivestiva più un interesse sportivo e commerciale per l\’Alfa Romeo, impegnata a sviluppare la 75. Secondo altre testimonianze, gli esemplari non sono più di 361 ed esisterebbero una trentina di vetture mai vendute successivamente cannibalizzate per la vendita di ricambi. Sempre secondo alcuni esperti della vettura, il numero di telaio più alto conosciuto della Giulietta Turbodelta sarebbe lo *00054392, ma fra tale cifra e la prima vettura esisterebbero alcuni buchi.

IL MODELLO

Con l\’uscita del modello della Giulietta in scala 1:18 (di cui potete leggere la recensione della versione 2.0 standard su questo stesso blog, http://grandiepiccoleauto.blogspot.it/2015/11/focus-su-alfa-romeo-giulietta-20-di.html ), Laudoracing non s\’è lasciata sfuggire l\’occasione di riprodurre anche la versione Turbodelta, in due configurazioni: con o senza il vistoso adesivo laterale. A questo proposito, sembra che tale fregio non fosse previsto nella produzione ufficiale, ma la presenza di esemplari provvisti dell\’adesivo Turbodelta ha consigliato Laudoracing di produrre anche questa variante, seppure in un numero inferiore di esemplari (500 per la configurazione completamente nera, 200 per la versione con adesivo). Per le considerazioni generali valgono ovviamente i commenti fatti nella recensione della 2.0 standard. Possiamo aggiungere – visto che non l\’abbiamo fatto nella precedente presentazione – che il livello di verniciatura è di assoluta eccellenza, e il discorso vale per tutta la produzione Laudoracing. Si tratta di un livello di finitura estremamente realistico, mai sopra le righe, che assicura ai modelli un aspetto convincente e \”serio\”.

La Giulietta Turbodelta di Laudoracing è disponibile sia in versione completamente nera (nella foto) sia con il vistoso fascione laterale Turbodelta.

Sulla Giulietta Turbodelta era presente un filetto rosso che percorreva tutta la linea bassa della carrozzeria.

Impeccabile la verniciatura in nero metallizzato.

I cerchi sportivi di foggia specifica, con gli occhielli che rimandano a un\’indubbia eredità sportiva.

Come sempre, ottima la pulizia di montaggio.

In coda riconosciamo il caratteristico triangolo biancoblu Autodelta accanto alla scritta Turbo.

Anche da questa angolatura è possibile apprezzare la perfetta verniciatura; la grana della metallizzazione è finissima.

Esteticamente la Turbodelta non si differenziava troppo dalla 2.0 standard, ma in questo caso la calandra era completamente nera e un filetto rosso percorreva la linea dei paraurti e dei fascioni laterali.

La selleria bicolore è specifica: si trattava di tessuto e finta pelle. Correttamente, su questa versione, è stata inserita al centro della consolle, la decal riproducente il manometro della pressione del turbo.

Perfetta e senza sbavature la sistemazione dei vetri. Notare il bel volante Momo, che su questo esemplare riporta il triangolino Autodelta (su altre vetture, sotto lo stemma Alfa Romeo, appare la classica scritta gialla Momo).

Il listello della terza luce sulla portiera posteriore avrebbe forse meritato di essere riprodotto con un pezzetto riportato, ma ci rendiamo perfettamente conto che le logiche di produzione impongono determinati compromessi. .

Realistico l\’assetto.

Dai riflessi di luce sulla carrozzeria si può avere idea della bontà della verniciatura su questi modelli.

Azzeccare le linee della Giulietta non è impresa facile (basti pensare all\’infelice Neo Scale in 1:43…) ma Laudoracing supera a pieni voti questa prova.

Apprezzabile l\’effetto mélange della parte chiara della selleria e la riproduzione della retina posta nel poggiatesta.

Impeccabile la divisione fra colore della carrozzeria e grigio opaco del fascione laterale.

I gruppi ottici sono da sempre un punto forte della produzione Laudoracing.

Gli inglesi la chiamano stance: e la Giulietta Laudoracing di stance ne ha da vendere.

Un\’immagine che dimostra la pulizia dell\’incollaggio dei cristalli.

Sul fondino è presente una decal che indica l\’esatto esemplare di Giulietta Turbodelta riprodotto.

Rassegna stampa: The Journal del Dinky Toys Collectors\' Association

L\’annata 2015 di The journal, organo del DTCA

Da sempre il Regno Unito è una referenza nel campo dei modelli obsoleti; forse insieme alla Francia, è la nazione dove la storia delle marche di un tempo è stata meglio approfondita e dove si trova una buona parte dei collezionisti più competenti. Il fatto che molte case siano nate e prosperate in questi due paesi può essere una spiegazione, ma mi vengono in mente Politoys, Mercury, Dugu e tanti altri gloriosi marchi italiani e penso che ci sia ancora una diversità nell\’approccio fra il collezionista italiano e altri appassionati di paesi, che mostrano indubbiamente una maggiore maturità di scelta e di informazione. Sarebbe un argomento da approfondire.

Una delle associazioni più interessanti in Inghilterra è il Dinky Toys Collectors\’ Association (DTCA), esistente ormai da molti anni e che si è ritagliato uno spazio di prestigio, anche con un notiziario semplicemente chiamato \”The journal\”, inviato per posta ai soci. 
The journal n.59: articolo sul Douglas DC3 (Dinky 60T)
The journal esce a gennaio, aprile, luglio e ottobre con foliazione di 20/24 pagine. Vi si trovano articoli storici molto ben documentati, cronache di attività, approfondimenti su singoli modelli, commenti, impressioni, interviste e molto altro. Nell\’ultimo numero (il 59 dell\’intera serie), tanto per fare un esempio, si parla in modo approfondito del Douglas DC3 (Dinky 60T) e dell\’uscita sotto altri marchi della Rover 3500 dopo la chiusura della Dinky. The journal è una lettura che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati della storia del modellismo, e ricordo anche il sito ufficiale del Dinky Toys Collectors\’ Association: http://dtcawebsite.org , che di recente è stato rinnovato nella grafica e nei contenuti. 
The journal n.56: Dinky 141 Vauxhall Victor Estate nella rara versione promozionale Lightning Fasteners Ltd.

The journal n.57: disegni tecnici dei Dinky 25H e 25K

Focus su: Alfa Romeo Giulietta 2.0 di Laudoracing Model scala 1:18 (LM094B)

Attesissima dagli appassionati, è finalmente uscita la Giulietta di Laudoracing Model in scala 1:18. Tre le versioni disponibili, la 2.0 (referenza LM094B) e due \”cattive\” Turbodelta (LM094 e LM094C), di cui ci occupiamo in un articolo a parte, leggibile a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.it/2015/11/focus-su-alfa-romeo-giulietta-20.html . Direi che con questi modelli, Laudoracing ha raggiunto un equilibrio e una maturità che sono pregio dei leader del mercato, e speriamo che proprio la risposta dei collezionisti possa premiare gli sforzi di questo produttore con passaporto francese ma dal cuore italiano. La serie LM094B è stata prodotta in 500 esemplari, e non è escluso che in un prossimo futuro escano altre varianti di colore della 2000.

Evoluzione della Giulietta due litri

La carriera della versione due litri \”Super\” (tipo 116A1) dell\’innovativa berlina di Arese, equipaggiata con lo stesso motore tipo 01655 dell\’Alfetta, iniziò all\’estero ma a partire dal 1980-81 fu proposta anche sul mercato italiano, con la denominazione \”Nuova Giulietta L 2.0\” (tipo 116A1A); per la versione successiva, in produzione dal 1982, l\’Alfa rispolverò addirittura la gloriosa sigla TI, ma la vita della Giulietta 2.0 Ti fu di corta durata, forse per non interferire troppo sulle vendite dell\’Alfetta, che iniziava a patire l\’anzianità di progetto. La Giulietta Ti beneficiava di tutta una serie di migliorie estetiche e funzionali rispetto alla L 2.0; la produzione, come detto, fu piuttosto limitata.

Un\’immagine promozionale d\’epoca della Giulietta.

Fu nel 1984 che l\’Alfa Romeo presentò un\’ennesima e definitiva configurazione della Giulietta due litri, chiamata semplicemente 2.0; non cambiavano le caratteristiche del motore, ma si introducevano diversi miglioramenti a livello di carrozzeria, di interni e di confort, anche per reggere il passo con la più recente 33 Quadrifoglio Verde, presentata lo stesso anno. L\’ultimo esemplare di Giulietta 2.0 lasciò le fabbriche Alfa Romeo nel 1985.


Il modello Laudoracing

Dal punto di vista costruttivo, la Giulietta di Laudoracing ripropone i canoni ormai consueti dei resincast in scala 1:18: carrozzeria e parti principali in solida resina (piuttosto pesante!), altri dettagli in plastica. L\’impressione che se ne ha aprendo la scatola, è quella di un modello indubbiamente giusto, e probabilmente fra i migliori prodotti da Laudoracing dall\’inizio fino a oggi. Come al solito lasciamo la parola alle immagini, commentandole una per una. Ricordiamo che il modello può essere acquistato direttamente sul sito Laudoracing (http://www.laudoracing-models.com/index.php ) al prezzo di € 92,90 più spese di spedizione.

Le linee delle vetture anni settanta-primi anni ottanta sono sempre molto complesse a rendere in scala.
Laudoracing è riuscita nell\’intento di riprodurre la Giulietta in scala 1:18.

Da questa vista di tre quarti anteriore si apprezza il generale equilibrio del modello.

La versione riprodotta da Laudoracing è la 2.0 del 1984, rimasta in produzione fino al 1985.

Come sempre, i gruppi ottici sono un vero successo. Di estremo realismo anche le scritte e i vari stemmi sul modello.
Nella scatola sono forniti uno scudo anteriore cromato di riserva e un altro stemma rotondo Alfa Romeo.

L\’ultima versione della Giulietta 2 litri aveva uno spoiler anteriore piuttosto vistoso con incorporati i fendinebbia rettangolari. Ottimo l\’effetto di trompe l\’oeil della calandra, ottenuto mixando nero e alluminio.

L\’assoluta trasparenza dei vetri, incollati con precisione. Corretto il cruscotto provvisto del contenitore ovoidale a sbalzo,
corretto nell\’ultima versione della Giulietta 2000.

I vetri laterali hanno le cornici nere, un particolare storicamente
corretto su questa vettura.

Un close up sulla maniglia della portiera con serratura: tutto dipinto con soddisfacente pulizia. Il volante è un tradizionale \”tipo corsa\” a tre razze: la foggia dei volanti nella produzione Alfa variava abbastanza spesso. Più noto è forse il volante con la parte centrale rotonda e massiccia, ma anche questo sul modello è ben documentato.

Perfetti i cerchi, con bottone centrale cromato recante il marchio Alfa e valvola di gonfiaggio. Notare anche l\’esattezza dell\’indicatore di direzione laterale, in vera plastica trasparente. La Giulietta di Laudoracing si contraddistingue per soluzioni semplici ma di grande realismo. Sarebbe interessante riprodurre un\’ultimissima serie con i bellissimi cerchi a disco quasi del tutto piatto, con gli occhielli seminascosti all\’interno del profilo.

Ancora un\’immagine che permette di apprezzare la precisione degli incastri tra portiere e vetri laterali.

Il fondo della vettura è riprodotto nei suoi dettagli essenziali. Non è la precisione della meccanica che si richiede a questi modelli, ma il minimo indispensabile c\’è. Riprodotto con finezza il terminale di scarico.

Si poteva produrre la Giulietta in un colore differente dal rosso? Ma le idee per eventuali altre versioni non mancano, dal luci di bosco metallizzato al testa di moro, dal blu Posillipo al beige visone, fino ad altri classici della colorazione Alfa. I colori cambiavano con le serie, ma ottenere la documentazione necessaria non sarà un problema per il team di Laudoracing e i suoi collaboratori.

Si apprezza lo schema bicolore della selleria. Le grondaie sono tampografate in colore alluminio.

Bellissimo lo specchietto, con le caratteristiche scanalature; in 1:18 questo particolare deve essere riprodotto con tutti i crismi e Laudoracing non delude le attese.

Ancora una vista dello specchietto, insieme all\’indicatore di direzione. Da questa foto si apprezzerà anche l\’esattezza dei tagli della carrozzeria.

La base dell\’antenna e la caratteristica modanatura in plastica nera semilucida, elementi riportati sul modello. Notare la doppia cornice del vetro posteriore, nera con \”baco\” alluminio.

Bellissima la scritta Giulietta 2.0: notare il realismo dell\’insieme.

Difficile fare una critica al posteriore. L\’armonia delle varie parti riprodotte è evidente.

Sulla destra, nella modanatura alla base del montante posteriore, si trova la riproduzione del tappo serbatoio, con tanto di serratura.

Molto ben riprodotto l\’effetto delle plastiche dei paraurti e dei fascioni laterali.

Un accurato studio di dimensioni e proporzioni fanno della Giulietta di Laudoracing uno dei più riusciti modelli dell\’anno nella scala 1:18.

Rassegna stampa: Auto Modélisme 216

Con Auto Modélisme siamo sempre… in ritardo di un numero, non per mancanza di documentazione (la rivista arriva sempre ai primi del mese a Firenze, grazie al distributore milanese Intercontinental), ma per mera pigrizia! In ogni caso eccoci col numero 216, uscito a ottobre, che propone alcuni spunti di interesse, a partire dall\’editoriale del direttore Alain Geslin, consacrato alla sempre maggiore popolarità dei rallycross. Ci si domanderà la ragione di questa deviazione in campo puramente automobilistico, apparentemente lontana dai temi più strettamente modellistici trattati d\’abitudine. La risposta è semplice: perché Spark sta mettendo mano anche a questa tematica, sempre più popolare in Francia anche grazie alla regolamentazione FIA, che tra l\’altro ne ha cambiato il nome in RallycrossRX. Non è un caso se le schede fotografiche di questo numero 216 siano dedicate ad alcune delle protagoniste del campionato RX. Che questo costituisca un elemento di interesse non sono del tutto sicuro. Spark avrà fatto le sue valutazioni commerciali e come sempre Auto Modélisme si comporta di conseguenza.

L\’articolo tematico è dedicato ai 60 anni della Citroën DS (I parte, dal 1955 al 1967; la seconda parte è contenuta nel numero di novembre). Per il resto, Auto Modélisme continua a dedicare molto spazio alle pagine delle novità con brevi recensioni – e non sempre è possibile azzeccarle tutte – in una foliazione sempre molto impegnativa, considerando soprattutto che le uscite sono mensili. D\’interesse è la recensione dell\’Alfa Romeo 4C in scala 1:18 di AutoArt, presente anche nell\’ultimo numero di Modelli Auto (l\’esemplare fotografato da Auto Modélisme è rosso, mentre quello di MA – con maggiore originalità – è bianco! Chi l\’ha detto che tutte le Alfa debbono essere rosse?). Un paio di pagine sono per il ritorno della Solido nella grande produzione, in 1:43 e in 1:18. Penso sia apprezzabilissima l\’idea di affrontare un argomento come le slot in chiave storica e stavolta è il turno dell\’Aston Martin DBR1 della Scalextric in scala 1:32.

Rassegna stampa: Modelli Auto 121 (terzo trimestre 2015)

Il numero 121 di Modelli Auto, uscito a fine ottobre.

Ed eccoci al terzo numero 2015 di Modelli Auto, rivista che grazie alla determinazione dell\’editore Berto e di un gruppo di collaboratori entusiasti si sforza sempre di proporre contenuti di livello e possibilmente originali. Non è facile, ma a distanza di quasi due anni dalla rinascita, si può dire che la sfida è stata vinta. E\’ stata vinta perché i contenuti sono stati rinnovati e migliorati; è stata vinta perché contrariamente a quello che alcuni disinformati affermano, la rivista non si basa su una sola figura dominante, ma va avanti grazia alla fattiva collaborazione di un gruppo che sa esprimere competenze di ottimo livello. Fatto questo preambolo, credo utile, veniamo a una breve disamina dei contenuti di questo numero autunnale: la cover story, di cui si è occupato Umberto Cattani, è dedicata a un altro modello CMC, e non un modello qualunque, ma una vettura che i collezionisti attendevano da tempo immemorabile, l\’Alfa Romeo 6C 1750 GS.

Cover story: Alfa Romeo 6C 1750 GS di CMC, scala 1:18, un diecast premium, come si suol dire.

Di solito i numeri delle riviste che escono dopo il lavoro dell\’estate rischiano di essere dei numeri un po\’ \”balneari\”, con alcuni contenuti raffazzonati nel tentativo di riempire i vuoti accumulatisi nel corso delle lunghe ferie estive.

Ritratto di Laudoracing Model, azienda francese ma con… testa italiana!

Non è il caso di questa edizione di Modelli Auto, che propone, tra l\’altro, un bell\’articolo sulle Ferrari a Daytona, scritto da Valerio Comuzzi su una parte della collezione di Elia Casella. Se dovessi scegliere l\’articolo più interessante di questo numero 121, indicherei senz\’altro il pezzo di Alessandro Prini sul montaggio della Porsche 908/3 Targa Florio 1970 di MFH in scala 1:24. Un lavoro notevole, preciso e documentatissimo. Fabio Pastres per la serie dei montaggi di kit in plastica si occupa stavolta della Mercedes 300 SL di Tamiya, sempre in scala 1:24. Per la serie dei servizi sui fabbricanti, è il turno di Laudoracing Model e della loro innovativa produzione in 1:18. La recensione del modello speciale è dedicata alla Fiat Ritmo 75 Gruppo 2 Giro d\’Italia 1978 di Carrara Models, mentre Bruno Libero Boracco ripercorre la storia delle Alfa Romeo Giulietta in scala. Per gli appassionati della Carrera Panamericana, Umberto Cattani pubblica il montaggio di tre kit della Kurtis Kraft 500S del 1953 e 1954, prodotti in modo molto confidenziale dalla spagnola Escuderia 24 in scala 1:43. Questo e molto altro ancora troverete in questo numero 121 di Modelli Auto. La redazione è già al lavoro per il numero 122, in uscita a dicembre.