Rassegna stampa: Tamiya Model Magazine International n.241 (novembre 2015)

Il TMMI n.241 ha come cover story il montaggio del carro
B1 in scala 1:35, da kit Tamiya.

Lo ammetto, il TMMI non smette di affascinarmi: anche se sono pochi gli articoli dedicati alle automobili, la grande diversità delle tecniche illustrate, nonché i tantissimi link a siti di grande interesse, commerciali e non, costituisce una risorsa di grande valore, per modellisti e collezionisti. Il montaggio del kit di un automodello è dedicato stavolta alla Volkswagen Golf GTI MkI della Revell in scala 1:24, una scatola di montaggio che ha riscosso notevole successo, diventando la base per molti miglioramenti e elaborazioni. Ho scelto di includere il TMMI fra le riviste stabilmente presenti nella rassegna stampa del blog per l\’alto livello degli articoli e la loro chiarezza didattica, unita alla piacevolezza della scrittura. Ricordo che il TMMI è edito mensilmente in lingua inglese, e in Italia è regolarmente distribuito al prezzo di € 8,10. Ulteriori informazioni sul TMMI sono disponibili sul sito ufficiale www.tamiyamodelmagazine.com .

Il montaggio di un kit di un automodello in plastica è una delle
rubriche fisse di ciascun numero. Stavolta tocca alla Golf della Revell, a cura di Eric Evain.

Già venti anni: ricordi nel cassetto. Toscana Qui e gli artigiani dell\'automodellistmo toscano

Qualche giorno fa Denis Carrara mi ha mostrato un vecchio articolo su tre artigiani dell\’automodellismo che scrissi all\’inizio del 1995. Denis è stato così gentile da volerlo riproporre nella pagina Facebook ASA (Automodellismo Statico Artigianale), dedicata ai produttori di modelli artigianali:

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.534112570069528.1073741829.512832152197570&type=3

E\’ stato davvero un tuffo nel passato, quando il confine (o la divisione) tra modelli artigianali e diecast era ben delineata e tutto era probabilmente più semplice e anche più lento. L\’ho già scritto nel commento al post di Facebook, questo articolo mi fa ricordare tanti personaggi che segnarono l\’inizio della mia carriera giornalistica negli anni novanta: Giorgio Batini, indimenticato cronista della Nazione, scrittore e infaticabile curioso, Orlando Orlandini di Italfotogieffe, per una vita fotografo della Fiorentina, l\’intera redazione di Toscana Qui con Maria Novella Batini, Piero Magi, l\’editore Bonechi (appassionato e collezionista di Autostoriche) e tante altre persone che mi hanno insegnato e dato tanto. Un ringraziamento particolare lo devo a Denis che è sempre molto attento nei confronti della storia e a quanto pare sa conservare la vecchia carta molto meglio del sottoscritto! Ieri è anche venuto fuori un articolo-intervista con Valerio Barnini pubblicato se non ricordo male in un Four Small Wheels del 1997.

Focus su: Kauhsen-Ford Cosworth WK5 F.1 Zolder 1979 di CP-Model

Col numero di catalogo CP110 è disponibile la versione GP del Belgio.
Esiste anche la vettura di Jarama (CP109).

In un\’epoca in cui Spark sta monopolizzando il mercato delle Formula 1 in scala 1:43, con la conferma – in una fascia ben diversa – di un marchio ormai storico come Tameo, sembrerebbe quasi impossibile riuscire a far qualcosa di buono e di originale. Eppure Pasquale Catanese, in arte CP-Model, ha accettato la sfida e i risultati sono degni di considerazione. CP-Model ha ormai una nutrita schiera di appassionati e sostenitori, basta guardare il suo profilo su Facebook dove pubblica regolarmente gli aggiornamenti sui montaggi e le novità. Parlare dei modelli di CP-Model significa ripercorrere quella parte di storia della Formula 1 che per molti è la più bella di sempre, ossia il periodo dai primi anni settanta fino alla metà degli anni ottanta (io personalmente sottoscrivo il giudizio). Si tratta di modelli che vanno \”capiti\”. In che senso? Nel senso che ricordano molto gli standard di montaggio degli anni ottanta, ma questo è un pregio. Un periodo in cui i montati di questo genere li facevano case come la Ampersand (chi ricorda le loro bellissime Formula Indy?) o qualche altro raro marchio. Nella mia lunghissima vicenda di collezionista ho visto innumerevoli modelli, passato al vaglio tutte le marche – se non tutte quasi tutte, e lo dico con una certa sicurezza. Ormai raramente qualcosa mi emoziona ma questi CP-Model, nella loro semplicità, hanno uno spirito che altri modelli magari più costosi non hanno.

La Kauhsen WK5

1000km Nuerburgring 2007: Willi Kauhsen (a destra) intervistato
dallo storico tedesco Udo Klinkel (foto David Tarallo).

Uno dei soggetti tipici di CP-Model – e anche una delle uscite più recenti – è la Kauhsen -Ford Cosworth WK5, classica F.1 wing car da \”garagisti\”, assemblata con l\’onnipresente V8 inglese, cambio Hewland e monoscocca in alluminio. Willi Kauhsen, conosciuto pilota e team manager nell\’ambiente dell\’endurance, non è certo passato alla storia per le sue creazioni nella massima formula, ma le sue vetture hanno comunque attratto di tanto in tanto i produttori di modelli 1:43; forse qualcuno ricorderà ancora la F.2 realizzata da AMR nella gamma X-Tenariv tra la fine degli anni settanta e l\’inizio degli anni ottanta. L\’interesse della Kauhsen di CP-Model (numero di catalogo CP110) risiede anche nel fatto che questa versione riproduce la vettura con la quale il nostro Brancatelli tentò la fortuna al GP del Belgio a Zolder nel 1979, mancando la qualificazione, esattamente com\’era accaduto poco tempo prima al GP di Spagna a Jarama. Furono le uniche due uscite di Brancatelli con la Kauhsen; il pilota italiano, che poi avrebbe costruito una solida carriera nelle gare turismo e Gruppo C, si rivide a Monaco, stavolta al volante di una Merzario, con la quale non riuscì a superare le prequalifiche.

Un modello pulito, simpatico e con un
ottimo rapporto qualità-prezzo.

Il modello CP è in resina con parti in metallo bianco, e dà l\’impressione di un\’ottima solidità, cosa abbastanza rara quando ci si trova di fronte a una riproduzione di una vettura di formula. Molto buona la verniciatura e accurata la posa delle decals della livrea Schors. Secondo me questi modelli acquistano un senso ancora maggiore esponendone in una vetrina un gruppo di dieci o quindici; è allora che essi sprigionano un fascino particolare, facendo apprezzare l\’evoluzione e la varietà delle linee della Formula 1 di quel periodo così vivace. I modelli sono disponibili sia come factory built (prezzo al pubblico circa 78 euro), sia come kit, a 45 euro. Si tratta di un rapporto qualità-prezzo molto invitante, e il kit consente tra l\’altro elaborazioni più o meno spinte, tollerando benissimo trasformazioni anche molto radicali.

Applicate con cura le decals dello sponsor Schors.

La confezione è semplice e classica per questo tipo di modelli.

La rifinitura ha fatto notevoli progressi, e i CP-Model delle ultime generazioni non hanno
nulla da invidiare a modelli più costosi.

Davvero apprezzabile la qualità degli pneumatici scelti, e trattati col giusto grado di \”usura\”.

Dettagli giusti al posto giusto e un senso generale di equilibrio.

Rassegna stampa: Tamiya Model Magazine 240 (ottobre 2015)

Ho recensito altre volte l\’edizione inglese del TMA, che sebbene non parli soltanto di automodelli (anzi…), resta una referenza per la ricchezza e la varietà di tecniche illustrate, molto istruttive anche per chi si occupa di vetture. Ed è una bella elaborazione su base McLaren MP4-12C di Fujimi in scala 1:24 che rappresenta la parte dedicata alle automobili in questo numero di ottobre. Servendosi di decals Tabu Design e di un paio di transkit di Hobby Design e Studio 27, Olivier Crumbach realizza la versione Red Bull pilotata da Sébastien Loeb nel campionato FIA-GT 2013. Lascio a voi il piacere di scoprire tutti gli altri contenuti della rivista, ma vorrei segnalare l\’editoriale di Marcus Nicholls, dedicato alla scomparsa di un grande maestro del modellismo, Shep Paine (nato nel 1946), una personalità forse non molto nota agli appassionati di automodellismo ma un vero mito nell\’ambito del militare e dei diorami in generale. Shep Paine ha legato la propria notorietà a una lunga collaborazione con Monogram, arrivando a delle realizzazioni che in questo caso sfiorano forse il concetto artistico, più che modellistico in senso stretto. Vale la pena citare ciò che Paine dichiarò in un\’intervista al Chicago Sunday Times qualche tempo fa: \”Chi realizza diorami, deve pensare di avere a che fare con una vera opera d\’arte. Non voglio usare la A maiuscola, ma si sta creando in ogni caso un quadro in 3-D e la soddisfazione che se ne ricava è più o meno la stessa. Per certi versi, i diorami sono così stimolanti perché riescono a combinare così tanti elementi in forme differenti: praticamente si tratta di raccontare una storia senza usare le parole. E\’ come il cinema muto, tranne il fatto che non c\’è niente che si muove\”. Per approfondire il lavoro di Ship Paine, consiglio una visita al sito ufficiale http://www.sheperdpaine.com , ne vale davvero la pena.

Rassegna stampa: Passion43ème 49 (settembre-ottobre 2015)

Passion43ème è una rivista attualmente edita da Skating e si è imposta all\’attenzione dei collezionisti per la precisione con la quale segue eventi sul territorio francese ma non solo. Ormai strettamente correlata col marchio Minialuxe, Passion43ème si focalizza per lo più sugli obsoleti, ma anche sulle novità, con approfondimenti dettegliati su aspetti meno conosciuti della produzione d\’epoca. Il numero di settembre-ottobre (la rivista è bimestrale) conferma questa tendenza positiva con diversi contenuti di sicuro interesse, quali un\’intervista con Jean-Marie Gianni e Michel Nikolay, due fra i più conosciuti specialisti di vendita di obsoleti a Parigi, che propongono alcune considerazioni sulle quali sarebbe utile rifletter – ritorneremo probabilmente a breve sull\’argomento.

Rassegna stampa: Auto Modélisme 215

E\’ uscito da un po\’ di giorni anche il 216, ma intanto cerchiamo di metterci in pari col numero 215 di settembre, che presenta diversi spunti interessanti, fra i quali la terza e ultima parte della storia della Lola in scala 1:43, a cura di Jean-Marc Teissedre. Da non perdere anche l\’autocostruzione di una magnifica March 761 F.1 in scala 1:12 a cura di Erland Elkaim e Jacques Agnan, che avevano già pubblicato i loro lavori in passato su Auto Modélisme. Simpatica è anche la rassegna sulle Opel in 1:43 dal 1970 al 2015. Per una volta commentiamo anche l\’angolo delle slot, perché la rivista di Michel Hommell ha inaugurato una serie di articoli dedicati ai modelli storici, collocati quindi nel loro contesto, aggiungendo però sempre una prova in pista. Interessante e istruttivo. Stavolta è toccato alla Mini della Scalextric in scala 1:32.

Quasi una Gruppo 2: TE2800, la versione cattiva della Manta (modello BoS Models, scala 1:18)

BoS-Models TE2800 (Super Manta) scala 1:18

Non molti dalle nostre parti conoscono la TE2800, eppure in paesi come Germania, Belgio o Olanda è una specie di mito. Sì, d\’accordo, avrete riconosciuto le linee della prima serie dell\’Opel Manta, quella in produzione fino al 1975. Ma c\’è molto di più. Dietro la sigla TE2800, si cela il preparatore belga (di Zolder) Transeurop-Engineering, con a capo Nic Heylen. Quella che sembrerebbe l\’ennesima taroccata tipica di un certo tuning nordeuropeo è in realtà qualcosa di molto più ufficiale, anche se oggi come oggi sono numerose le pseudo TE2800 in circolazione. Ma andiamo per gradi. L\’Opel non l\’ha mai ammesso, ma dopo l\’uscita della Manta coupé, l\’esigenza di avere in listino un prodotto in grado di rivaleggiare con la Capri 2,6 era ben presente. Alcuni prototipi della Manta dotati di motorizzazioni più potenti di quelle di serie furono testate, ma non entrarono mai in produzione. Nell\’autunno del 1971 la Transeurop, forte dell\’esperienza acquisita negli anni precedenti (ricordiamo alcune elaborazioni Alfa Romeo), decise di produrre in piccola serie una Manta decisamente modificata e potenziata. E non si trattò di un\’iniziativa del tutto indipendente, ma il lavoro di sviluppo venne condotto con l\’avallo del costruttore, grazie anche ai contatti privilegiati fra TE e la fabbrica Opel di Anversa. La versione speciale della Manta TE montò il motore 2,8 da 142 cavalli della Commodore e beneficiò di tutta una serie di migliorie meccaniche e telaistiche tali da farne una vera e propria bomba, che si ispirava chiaramente alle normative agonistiche allora in vigore del Gruppo 2. Le TE2800 vennero vendute quindi con l\’appoggio della casa madre, ma a condizione che dalla vettura venissero rimossi tutti i loghi Opel. La produzione fu purtroppo ben inferiore alle cinque auto per settimana, come Heylen sperava, ma ben presto la TE2800 divenne un oggetto del desiderio fra gli appassionati di coupé sportive. Settantanove furono gli esemplari venduti fino al 1974-75 e alla fine ci si mise la concorrenza diretta della nuova Manta GT/E seconda serie, dotata di motore da 105 cavalli (quindi abbastanza potente) e parecchio più a buon mercato della TE2800. Una trentina di esemplari furono venduti in Germania attraverso Steinmetz fra il 1973 e il 1974, mentre Irmscher si occupò della vendita delle restanti vetture nel 1975, anno di cessazione della produzione. Al di là dell\’importanza collezionistica della TE2800, la sua collocazione storica è rilevante perché tutto lo sviluppo portò all\’acquisizione di numerosi dati che si rivelarono di grande utilità a preparatori come Steinmetz, Irmscher, Mantzel, Lenk e altri per elaborazioni stradali ma soprattutto agonistiche.

Una delle più recenti uscite del marchio tedesco BoS-Models riguarda proprio la famosa TE2800, prodotta nella consueta scala 1:18, in resina e senza aperture. Si tratta di un modello di grande impatto, probabilmente il primo BoS-Models che mi trovo ad analizzare in modo approfondito. Lascio la parola alle immagini e alle loro didascalie. Posso anticipare che si tratta di un gran bel modello, che piacerà agli appassionati di auto sportive degli anni settanta, un soggetto molto originale e di effetto in ogni vetrina. Per l\’acquisto del modello rimando al sito http://www.modelcarworld.de/ .

Le linee della classica Manta \”A\” sono facilmente riconoscibili nel BoS-Models nonostante i parafanghi allargati, tipici della TE2800.

Il modello BoS porta il numero di catalogo BOS068 e la produzione è limitata a 1000 esemplari numerati.

Su questo modello sono rinvenibili tutte le caratteristiche dei moderni resincast in scala 1:18, ovvero assenza di aperture, linee fedeli, numerosi particolari riportati in plastica, gruppi ottici di grande realismo.

Molto belli i gruppi ottici posteriori, in plastica con contorno cromato. Il terminale di scarico è un tubo effettivamente vuoto, e questo aggiunge ulteriore realismo a questa riproduzione di BoS-Models.

La correttezza delle linee è apprezzabile anche da questa vista dall\’alto di tre quarti.

Fra le caratteristiche più convincenti di questo modello, i gruppi ottici; impeccabili anche quelli anteriori, con parabola e vetro rigato.

Corretto l\’assetto ribassato.

I cerchi ATS sul BoS-Models sono conformi a quelli ufficialmente adottati nella produzione, anche se in alcune brochure promozionali la vettura appariva con i BBS. Ci si è dimenticati forse di colorare gli inserti in nero, ma non posso escludere l\’esistenza di cerchi completamente in argento, come quelli montati sul modello.

Il pianale è semplificato al massimo. In basso, il numero di serie.

Da questa come da altre immagini si potrà apprezzare la precisione della decorazione, con i filetti che seguono senza difetti lo stacco fra il giallo e il nero. BoS-Models si colloca sicuramente fra i migliori esponenti della sua categoria.

La TE2800 BoS-Models presenta una finitura di tre colori: giallo oro, nero lucido per le fiancate e nero opaco per il cofano anteriore.

I paraurti, così come i tergicristalli, sono in plastica. Molto ben riuscito lo specchietto retrovisore, col suo supporto nero e la parte interna riflettente.

I vetri sono applicati come di consueto uno ad uno a mezzo di incollaggio. Piuttosto realistici i contorni ricavati sul vetro stesso.

Come sulla vettura reale, sono scomparsi tutti i loghi Opel per lasciare esclusivamente spazio al marchio TE.

Si può apprezzare l\’elegante disegno dei cerchi. Gli pneumatici, a differenza di molti altri resincast, sono in materiale gommoso.

Gli interni sono riprodotti fedelmente e si possono ammirare attraverso le ampie superfici vetrate.

I listelli di separazione fra vetro della portiera e vetro posteriore laterale sono riprodotti direttamente sul pezzo in acetato, combinando nero e alluminio. L\’effetto è accettabile anche se non è il top.

Il modello BoS Models è il fratello maggiore della TE2800 riprodotta da NEO in scala 1:43.

Il vetro posteriore è incollato con molta precisione e in generale non si notano né sbavature né imperfezioni di montaggio dei cristalli.

Tutta la finitura è di grande pulizia. Notare le decals che simulano la parte in tessuto chiaro dei sedili Recaro.

Volante a tre razze e strumentazione completa. Da questa foto si può notare anche la tecnica con la quale è stata riprodotta la battuta laterale fra portiera e vetro. La cornice superiore che corrisponde alla grondaia è tampografata.

La confezione è quella tipica dei resincast in 1:18, con guscio in polistirolo e protezione in cartone.

Ancora un dettaglio dei filetti che percorrono tutto il contorno della parte nera della fiancata.

 

BoS Models collabora col blog

Nuova collaborazione per il blog col produttore BoS Models, sul quale pubblicheremo regolarmente le recensioni dei modelli più interessanti. A chi voglia intanto saperne di più su questo marchio, che ha in catalogo soggetti davvero originali, rimandiamo al sito ufficiale www.bos-models.com e anche allo shop on line www.modelcarworld.de .

Prime foto dei moke-up di Alfa Romeo Alfetta I serie e Fiat Uno Turbo II Serie

Pubblichiamo alcune foto dei moke up di due fra le prossime uscite di Laudoracing, molto attese. Si tratta di modelli apparentemente facili da riprodurre ma che in realtà nascondono delle insidie. I modelli sono ancora in fase di lavorazione e potranno subire miglioramenti. Al di là delle misure, c\’è il \”colpo d\’occhio\” da rispettare, e questa è una fase davvero delicata del lavoro di sviluppo.

Rassegna stampa: AutoModélisme Hors-Série n.20 – 24h Le Mans 2015

Puntualmente uscito agli inizi di luglio, lo speciale numero 20 di Auto Modélisme è un indispensabile strumento di consultazione per gli appassionati. E\’ ormai dal 1998 che il gruppo Hommell dedica un \”fuori serie\” alla 24 Ore di Le Mans, con una dotazione più o meno completa di foto per ogni vettura partecipante. Troviamo quindi le \”fiches\” di tutte le 55 auto partenti, più qualche altro \”bonus\” che non manca mai in ciascuna edizione; oltre alla foto della sfortunata Corvette n.63 incidentata il giovedì, sono state pubblicate le immagini delle vetture di riserva, fra cui spicca la Porsche 911 RSR numero 86 negli iconici colori Gulf, un inedito per questo tipo di auto. Completa l\’edizione 2015 una rapida carrellata di alcune novità modellistiche viste nel villaggio di Le Mans e qualche foto di \”ambiente\”. Prezzo in Italia: € 8,00; un acquisto pressoché obbligato.