Fra le curiosità di Rétromobile 2015 vi è anche l\’A112 Giovani, una curiosa concept car realizzata in esemplare unico da Pininfarina nel 1973. Come modello non è inedito, avendo attirato a suo tempo l\’attenzione di Yow Ito, e probabilmente qualche fabbricante di resincast in vena di stranezze lo riproporrà a breve. Ecco una serie di foto che mostrano l\’originalità del progetto e anche alcuni dettagli più difficili da reperire in rete (foto David Tarallo).
Stéphane Brochard, Inestimables Dinky Toys Argus 2015
On line il catalogo Spark 2015
Il catalogo 2015 di Spark, comprendente tutte le scale e tutte le gamme, è visibile in formato pdf al seguente link:
Rétromobile 2015: un assaggio delle vetture vere
Ecco una rapida gallery per illustrare cosa offre la quarantesima edizione di Rétromobile in tema di vetture vere. Dei maggiori spunti d\’interesse leggerete certamente altrove, nei siti specializzati. Questa…
…è una veloce carrellata che mostra quanto ancora la rassegna parigina abbia da dire in un settore dove la concorrenza non manca di certo. Ma Rétromobile è e resta sempre Rétromobile.
A proposito di Rétromobile
Spesso mi chiedono se valga sempre la pena andarci e ogni volta rispondo di sì. Anno dopo anno la rassegna che nel 2015 ha felicemente raggiunto le quaranta edizioni, riesce in un modo o nell\’altro a sorprendere. L\’antico si mischia col nuovo, auto vere a modelli, tutto all\’insegna di un livello qualitativo che non si trova facilmente altrove, anzi che probabilmente non ha eguali nel mondo. Altre rassegne di questo genere possono essere più ampie ma non riescono a raggiungere il livello d\’interesse e di rarità di certi pezzi esposti a Rétromobile. Quest\’anno, dal punto di vista modellistico, non ci sono state particolari novità, ma gli espositori \”giusti\” c\’erano tutti, a cominciare dai nostri italiani per continuare con Minidelta, SAI, Jade, Profil24, Built Up, Berlinetta Modelcars, Virus, Modelissimo e così via. Raramente si assiste a una tale sommatoria di bellezze modellistiche e di pezzi di pregio, come le magnifiche creazioni di De Conto, i diorami o le belle sfilze di factory built Renaissance o Marsh Models. Il modello di qualità, lo si è detto tante altre volte, non è morto e Rétromobile lo testimonia ampiamente. Regge come sempre il mercato degli obsoleti di grande livello, Dinky, Corgi, Solido e anche Tekno, una marca che in certi paesi sta riscuotendo sempre maggiore interesse da parte dei collezionisti specializzati. Probabilmente nei prossimi interventi vedrete alcune immagini tratte dalla giornata di oggi, ufficialmente quella di apertura (la stampa ha avuto accesso al padiglione già martedì sera dalle 19 alle 22).
Auto Modélisme Hors-Série n°2 La compil\' des nouveautés
Tutt\’altro che pleonastica, come potrebbe sembrare ad un primo momento, l\’uscita di questo repertorio a cura della redazione di Auto Modélisme, che raccoglie tutte le recensioni di modelli apparsi nel corso del 2014 sulla rivista francese. Giunta alla seconda edizione, questa pubblicazione può dirsi particolarmente utile per gli operatori del settore, enormemente facilitati dall\’avere sotto mano i modelli apparsi nei vari mesi, raggruppati per scala, categoria e ordine alfabetico. Un bel quaderno di 132 pagine che sicuramente saprà tornare utile negli anni. Prezzo in francia: euro 14,90.
Una Maserati di Madyero "debutta" a Rétromobile
Lo scorso 29 gennaio ci eravamo occupati sul blog della splendida serie di Maserati elaborate e montate da Madyero su base SHMR. Un esemplare, versione Le Mans, è esposto in questi giorni nello stand Minidelta della rassegna parigina. Nelle foto, la Maserati insieme a due factory built di Marsh Models stamani a Rétromobile.
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Maserati Tipo 60 e 61 Birdcage: Madyero special built su base SHMR. La tradizione continua
Saranno pochissimi i fortunati a potersi portare a casa una serie esclusiva di modelli montati di Madyero by Remember su base SHMR. Più che di montaggi si tratta di vere e proprie autocostruzioni, portate avanti su quello che restava di vecchi kit SHMR – e ne restava davvero poco! Moltissimi i pezzi ricostruiti, modificati e/o adattati. Quella che sembrava un\’impresa abbastanza improbabile ha finito per dare un risultato di tutto rispetto, a conferma che il tradizionale kit montato, se trattato con le dovute tecniche, è ancora in grado di regalare soddisfazioni ai montatori e ai collezionisti. La serie di questi modelli è rappresentata da sette versioni di Maserati Tipo 60 e Tipo 61, alcune delle quali totalmente inedite. I modelli sono stati confezionati con la caratteristica scatola dei montaggi \”special built\” Madyero. Ecco una selezione di immagini di questi piccoli capolavori, sicuramente una delle migliori interpretazioni della Birdcage viste in tempi recenti, anche (ma non solo) per l\’eccezionale rapporto qualità/prezzo. Sicuramente un modello non per tutti, ma è giusto che sia così.
| Tipo 61 telaio 2451, Scuderia Camoradi, Le Mans 1960 Gregory/Daigh |
| Tipo 61 telaio 2451, Governor\’s Marlboro 1961, Fred Gamble |
| Tipo 61 telaio 2451, Nassau International Trophy 1960, Jim Jeffords |
| Tipo 60 telaio 2465, Circuito di Pescara 1960, Mennato Boffa. Del modello d\’origine è rimasto ben poco. Questa è una delle versioni inedite realizzate con questa serie. |
| Tipo 60 telaio 2466, Coppa della Consuma 1964, Odoardo Govoni |
| Altro particolare della vettura del Mugello. |
Alcune riflessioni sul new vintage
| Un \”new vintage\” artigianale in resina: Ford Comete Monte Carlo di Car Horse, Francia |
In Italia è quasi ignorato, ma nella vicina Francia è un fenomeno commerciale scoperto ormai diversi anni fa e potremmo dire già ampiamente sfruttato. E\’ il \”new vintage\”, ossia tutta quella serie di tematiche legate a modelli somiglianti a quelli del passato, soprattutto degli anni cinquanta e sessanta. Lasciando stare per questa volta i cosiddetti \”code 3\”, che sono dei modelli originali ma elaborati da terzi (quindi non della casa) che possono essere stati trasformati anche diversi decenni dopo – esistono oggi come ieri dei veri specialisti in materia – il new vintage vero e proprio è rappresentato da case come Dan Toys, Minialuxe (la nuova gestione, nata qualche anno fa), e le varie collezioni da edicola \”ufficiali\”, come la Dinky Atlas. Per essere new vintage un modello deve ricalcare le linee costruttive di cinquanta o sessanta anni fa: a volte, volutamente, vengono omessi interni e vetri per avvicinarsi ancora di più alle caratteristiche dei più famosi Dinky degli anni gloriosi. Quanto ai soggetti riprodotti, ora si scelgono vetture inedite, ora si ricalca pedissequamente la produzione di un marchio, come nel caso della già citata collezione Atlas. Attenzione: non si tratta di riedizioni, come lo furono ad esempio gli Sport Cars o i Verem per Solido o le versioni rivedute e corrette di Norev di fine anni novanta. No, qui si parla di una reinterpretazione più libera dei temi, studiata per sedurre gli ex bambini degli anni cinquanta, sessanta e anche settanta (non è un caso che Minialuxe si sia concentrata anche su alcuni soggetti anni settanta, come la Renault 5 o la Peugeot 104). Altri fabbricanti ancora, non di rado di estrazione artigianale come Imit\’Toys o Car Horse, hanno creato delle serie in resina (indubbiamente di fascino) e stanno pensando anche a qualcosa in metallo bianco. Del resto già alla fine degli anni settanta un produttore inglese, Odgi, uscì con una linea vintage dedicata a modelli che Dinky non aveva mai realizzato, ma fabbricati esattamente secondo i dettami tipici del marchio di Binn\’s Road. E parallelamente non mancarono i casi più \”banali\” di vere e proprie copie in metallo bianco di Dinky, come i Copycat, oggi a loro volta piuttosto ricercati dai collezionisti di estrazione anglosassone.
Viene da chiedersi se l\’esplosione del new vintage in questi ultimi anni abbia saturato quella che tutto sommato resta una fascia di mercato relativamente limitata. Probabilmente sì, e ormai si assiste a fenomeni piuttosto artificiosi che possono indicare una cerca crisi o quantomeno una difficoltà a cavalcare un mercato difficile e bizzoso. Minialuxe, di recente, prova a ingolosire i collezionisti con una serie di modelli i cui brillantini dei fari sono prodotti e certificati da Swarovsky. Il loro posizionarsi \”alto di gamma\” fu ben evidente fin dalle prime apparizioni in pubblico della nuova produzione Minialuxe, basti pensare alla presentazione in pompa magna in occasione di Rétromobile 2013. Se le vendite abbiano sostenuto gli ingenti investimenti (con produzione in Cina da parte di Eligor) è difficile dire.
| Febbraio 2013: un particolare dello stand Minialuxe a Rétromobile, per la presentazione ufficiale della rinascita del marchio. |
Sta di fatto che sul sito, via via, sono comparse offerte sempre più bizzarre, fino alle \”rarissime\” prove di colore o \”prototipi\” messi in vendita dal produttore stesso a svariate centinaia di euro, in un tentativo di \”copiare\” le tendenze del mercato dei veri obsoleti, i cui collezionisti si contendono a peso d\’oro gli esemplari unici. Ma in questo caso si tratta di esemplari scampati alla distruzione o alla dispersione e ormai di veri pezzi di antiquariato; nell\’altro caso siamo in presenza di una rarità creata a tavolino da un marketing sapiente quanto si vuole, ma è pur sempre un fenomeno artificiale. Attraente, inutile negarlo, ma \”di plastica\”.
| Uno dei primi esempi di new vintage italiani si deve alla genovese Scottoy e alle sue riedizioni di vecchi Mercury |
Non basta creare un\’aura di esclusività con la scrematura dei prezzi (come fanno certi marchi di alta moda) per conquistarsi la palma in un settore dove la domanda è così difficile da interpretare. Già a suo tempo l\’uscita della collezione Atlas trovò giudizi contrastanti, al punto che addirittura nelle ultime pagine della riedizione del libro di Jean-Michel Roulet, dedicato alla storia della Dinky France, uscito proprio in concomitanza del lancio della Dinky Atlas, si legge un giudizio \”aperto\” sull\’utilità effettiva di questa rinascita. Rinascita che per fortuna non ha avuto alcun impatto negativo sulle quotazioni dei Dinky veri, anzi. Se le riedizioni Solido hanno per sempre affossato le quotazioni della maggior parte dei modelli d\’origine, la collezione Atlas è rimasta appannaggio di un diverso genere di collezionisti. I pezzi di grande valore, ossia quelli in condizioni vicine al nuovo e provvisti di scatola, non ne hanno assolutamente risentito.
| Un vero code 3 moderno, basato su un Dinky originale: Fiat 1200 Gran Luce Taxi di Barcellona (Automic, Francia) |
E in Italia? In Italia resta una sostanziale ignoranza, sulla storia del vecchio come sulle tendenze del nuovo, tranne alcuni eccezionali collezionisti, alcuni dei quali hanno creato siti o libri di ottimo livello, soprattutto sulle produzioni nostrane. Qui la maggior parte dei cultori del modello obsoleto preferisce accumulare roba in condizioni mediocri convinta di risparmiare. La rarità di un modello, lo ricordiamo, in questi casi coincide quasi esclusivamente con le sue condizioni. Un modello anche molto raro in condizioni povere non vale niente, a meno che non si tratti dell\’unico esemplare conosciuto in un determinato colore o cose del genere.
A volte mi hanno chiesto cosa ne pensi del new vintage. A me non dispiace. Ma personalmente lo considererei una piacevole integrazione a una collezione di obsoleti veri.
Rassegna stampa: Auto Modélisme 207
Intanto buon anno da un luogo imprecisato dell\’Europa. Questa rassegna stampa sarà molto breve ma mi va di consigliarvi il numero 207 di Auto Modélisme, sicuramente molto più interessante dell\’edizione di novembre. Numero ricco di contenuti e anche di tecnica, ma stavolta ve lo consiglio per un qualcosa che forse potrà non interessare i collezionisti più tradizionali, ma che merita comunque una certa attenzione per la sua originalità: si tratta – parliamone almeno una volta – del progetto di convertire una normale pista slot in un impianto molto più originale, vale a dire con traiettorie irregolari. In pratica le auto non corrono sempre parallele su due (in questo caso quattro) vie, ma all\’approssimarsi di una curva, ad esempio, le guide si avvicinano permettendo il passaggio di una sola auto all\’entrata di curva, come accade sui circuiti veri. Bell\’idea e stimolante la prospettiva di gare in cui non conta solo l\’abilità nell\’aprire o chiudere al momento opportuno l\’acceleratore, ma anche la capacità di prevedere le mosse dell\’avversario per sfruttare al meglio la staccata. Questo e tanto altro si trova nel numero natalizio di Auto Modélisme, che mi pare si sia per fortuna un po\’ staccato dal mainstream a tutti i costi, dando spazio a realtà più particolari e meno conosciute. A volte è opportuno, prima di fare il timone di una rivista, togliersi il frac.





