Anteprima: la copertina di Modelli Auto numero 116

Ecco in anteprima la copertina di Modelli Auto 116, la cui uscita è prevista verso fine giugno. Come potete vedere, molti sono gli argomenti \”freschi\”, ma il nuovo numero riserverà anche altre sorprese. E\’ stata confermata la tendenza a non trascurare mai i modelli speciali fuori dai tradizionali circuiti della distribuzione e a dedicare spazio ai personaggi che animano il nostro settore. Speriamo che questo numero possa incontrare l\’interesse dei lettori così come è accaduto col numero 115.

Da Madyero un\'altra piccola serie di Porsche 935 (Le Mans 1978)

Continuano le serie limitate Madyero di Porsche 935, 934 e 911 Carrera RSR. Una delle più recenti produzioni (in pochissimi esemplari, con decals Asphalt Models) è la 935 Turbo IMSA di Le Mans 1978 n.91 (Garretson / Earle / Akin). E\’ una versione che ancora non è stata riprodotta da Spark, che invece ha in catalogo la vettura simile della stessa gara, numero 90 (Redman/Barbour/Paul), che alcuni ricorderanno essere stata prodotta dal Porsche Modell Club su base Starter alla fine degli anni ottanta. Sull\’esemplare Madyero fotografato sono stati aggiunti alcuni particolari supplementari, come i caratteristici catarifrangenti laterali tondi (presenti anche sulla 90) e i fermi del parabrezza (aftermarket Tameo), che sul modello Spark sono rappresentati da semplici decals.

Pochissimi esemplari per questa Porsche 935 IMSA di Le Mans 1978 realizzata da Madyero. 

Realistici i cerchi autoventilanti. 

Ormai sostituite da superfici riflettenti le decals dei gruppi ottici che caratterizzavano esemplari di meno recente produzione. 

Un confronto col modello Spark, riproducente la vettura n.90 dello stesso team a Le Mans 1978. Entrambi i modelli, tra l\’altro, sono attualmente disponibili nella gamma Intégral della francese Renaissance. 

Doppio faro anteriore per la numero 90. Di questa vettura, Madyero ha approntato un esemplare unico per la propria collezione. 

L\’autoventilante Madyero è nettamente superiore allo Spark. Su questo esemplare di Spark, tuttavia, si nota lo sforzo per ottenere una maggiore profondità colorando in nero le parti fra i \”dentelli\” della ventola; una soluzione che è stata però ben presto abbandonata sulle versioni successive della Porsche 935. 

Curiosità: il regolo scala 1:1 / 1:43 di Princess of Tumult

Anche se non è una novità recentissima, piace segnalare questo particolare accessorio, realizzato da Princess of Tumult. Si tratta di un righello/regolo che riporta le doppie misure in scala 1:1 (centimetri) e il corrispondente in scala 1:43 (in metri), estremamente utile per le comparazioni, anche in sede di recensione di modelli, oltre che durante la progettazione o il montaggio.

In anteprima a Novegro la prossima produzione Laudoracing

Alla borsa di Novegro lo scorso 1° giugno, Laudoracing Model ha portato gli esemplari pre-serie dei modelli di prossima uscita (resincast 1:18): si tratta delle già annunciate Fiat 127 Sport, Fiat Ritmo 125 TC Abarth e qualche variante di colore di modelli già in produzione come l\’Alfa 75 3.0. Dopo essere rimasti esposti per un po\’, i modelli sono stati rimessi nelle scatole…

Borsa di scambio di Novegro (giugno 2014): gallery

L\’1:18 gode di sempre maggiore spazio e attenzione. 

Tutto sommato, nonostante il numero più basso degli espositori, c\’era una scelta più che accettabile. 

Se non altro non c\’erano i tristi spazi vuoti, caratteristica delle edizioni più recenti della borsa novegrina. 

Virus, uno degli ospiti fissi provenienti dall\’estero…

…anche con offerte di qualità. 

Una bella scelta di \”classici\” italiani degli anni 70-80. 

Stabile l\’offerta dei modelli da edicola, dopo la crescita da indigestione in un recente passato. 

Un\’interessante selezione di modelli speciali F.1, montati con cura.  

Tra gli obsoleti la scelta era piuttosto ampia, ma senza particolari picchi di qualità. 

Vecchi speciali montati (e anche qualche factory built BBR), rari nantes in gurgite vasto (più o meno vasto). 

Per chi vuole spendere poco c\’è sempre qualche occasione buona. 

Dopo diverse edizioni di assenza, si sono rivisti a una borsa Angelo e Simon Antelmi. 

Decals…

La Libreria Arti e Mestieri con la sua scelta modellistica. 

La produzione di Faenza 43. 

Angelo Tron proponeva, fra le altre cose, diversi kit fine serie di produzione Tron a 30 euro e altri kit scontati al 20%. 

La tensiostruttura faceva indubbiamente un miglior effetto, senza angoli vuoti. 

Ampia scelta di modelli a poco presto da questo espositore transalpino che difficilmente manca un\’edizione. 

La F1 del Modellismo col suo imponente stand. 

Alcune recenti realizzazioni di Mati Model, fra cui qualche edizione limitata per L\’Aquilone di Torino. 

Atelier Car Models. 

Una panoramica dell\’ultima borsa di Novegro. 

Alcuni Solido (fra cui parte della produzione anni 70). Era possibile trovare alcuni modelli perfetti con scatola a 10 euro. 

Da Virus alcuni Spark delle produzioni nazionali in serie limitata. 

Una bella panoramica di OttOmobile in scala 1:18. 

Per chi aveva l\’ \”occhio lungo\” era obbligatoria una sosta approfondita da Panicali per guardare uno a uno i suoi kit e le decals. Scelta di qualità, mai banale. 

Due belle Polistil in plastica in scala 1:20. 

Quante ne avremo rotte, di queste??

Novegro.zip: meglio piccoli che nulla?

La borsa di Novegro era ospitata stavolta nell\’ultima tensiostruttura
in fondo al padiglione espositivo. Si entrava lateralmente oppure
dai locali principali, che ospitavano una rassegna di elettronica. 

In altre sedi si è già abbondantemente commentata la più recente edizione della borsa modellistica di Novegro, svoltasi ieri domenica 1 giugno. Volendo fare una battuta, si potrebbe dire che si è trattato di un Novegro zippato, e per la prima volta da diverso tempo è stato riempito un capannone intero. Peccato che fosse quello piccolo, in fondo. I locali tradizionali della borsa erano occupati da una rassegna di elettronica, peraltro molto gradevole. Il futuro della borsa di Novegro, ammesso che ne esista uno, consisterà probabilmente in questi abbinamenti, almeno nelle stagioni meno favorevoli (dicembre dovrebbe essere un\’altra cosa, per settembre vedremo). Questo è quanto. Per quanto concerne la qualità dei partecipanti, a me è parsa più che discreta, nonostante le non poche defezioni (fra i produttori Arena e ABC Brianza, tanto per fare un esempio, ma anche Lorenzi e altri negozi che si solito occupano gli spazi dell\’area espositiva di Novegro). Qualche \”highlight\” c\’è stato, anche se ovviamente nessuno potrà parlare di edizione memorabile, anzi. Ma al di là di questo, penso che Novegro valga ancora un viaggio, a meno di non trovarsi oltre la distanza di 250/300 chilometri. In tal caso, a meno che non si sia dei fanatici dalla fede incrollabile, meglio restare a casa (niente Ikea la domenica, mi raccomando).

Il biglietto, intero da 10 euro, dava diritto all\’accesso alle due rassegne, oltre al \”bagagliaio\”, che si svolgeva sul prato adiacente all\’area espositiva. 

Primo esempio di coabitazione della borsa modellistica con una manifestazione del tutto differente. Il futuro delle nostre borse di scambio?

L\’entrata principale era riservata alla rassegna di elettronica…

…e i delusi potevano sempre dare un\’occhiata al \”Bagagliaio\”. 

Visto che c\’eravamo, un giro (anche se veloce) alla mostra Radiant era d\’obbligo. 

\”Le borse del futuro\”, ha commentato il mio compagno di viaggio: tutta elettronica. 

Princess of Tumult: accessori e modelli, le ultime novità

Jerôme Douzet di Princess of Tumult è uno che non sta mai fermo. Con diversi progetti in ponte, la sua è una \”struttura\” (se così la vogliamo chiamare) piccolissima ma che sforna novità di grandissimo interesse. Certo, anche se l\’impegno è molto, il ritmo delle uscite non è paragonabile a quello di altre realtà che hanno voluto darsi un\’impronta più commerciale (a tempo pieno), ma le idee sono comunque \”giuste\”. Chi ha pazienza saprà essere ricompensato!
Il \”posto di comando\” di Princess of Tumult!
Da Jerôme ricevo questi aggiornamenti che pubblico molto volentieri: 

Comme vous le savez je m\’apprêtais à sortir ma Lister Maserati lorsque j\’ai découvert ce nouveau site internet :
Vous en avez certainement entendu parler, il s\’agit de la mise en ligne par l\’Université de Stanford de plusieurs collections de photographies d\’époque. Incroyable! J\’y ai découvert deux nouvelles vues de l\’arrière de la Lister Maserati qui me montrent clairement qu\’à l\’époque, la voiture avait une forme de coffre différente. J\’ai donc dû me résigner à jeter mes moulages. Je suis en train de faire la modification sur le prototype et je vais devoir faire un nouveau moule…
J\’ai également fait la modification sur un moulage pour en monter une version \”présentation presse\” (\”body work aluminium\”) pour la personne qui a restauré la vraie voiture. Ci joint quelques photo, elle est accompagnée de figurines représentant le pilote Archie Scott Brown et Brian Lister.
La sortie \”en série\” est en revanche repoussée à septembre, j\’espère…

En attendant, je viens de sortir une nouvelle planche de photodécoupes \”accessoires\”. J\’ai enfin trouvé le moyen de faire fabriquer de la photodécoupe \”sans attaches\”, plus besoin de découper une à une les pièces de leur support.

Il s\’agit de tête de rivets, diamètre 0,5mm. Il y en a 93 par planche, les deux planches sont vendues 4 euros sous la référence \”riv05\”.
Je ne les ai pas encore mises sur mon site mais sont également disponibles de nouvelles jantes à rayons de ma fabrication au prix de 19 euros les 4. Ou alors 21 euros les 4 avec pneus (7 types de pneus différents). Version 84 ou 72 rayons avec papillons bipale ou tripale. Elles ont la particularité d\’avoir le voile extérieur de rayons devant un épaulement. Cette particularité est présente sur certaines voitures et n\’est à ma connaissance pas reproduite sur celles qu\’on trouve dans le commerce au 1/43eme.

Alpina & BMW: nuove uscite di Spark

Il marchio Alpina sta a BMW un po\’ come AMG sta a Mercedes, anche se con le debite differenze amministrative e commerciali. Sta di fatto che chi non si accontenta di una semplice BMW \”M\” può sempre ricorrere ad una versione Alpina, un brand che ormai da diversi decenni si identifica con le configurazioni più estreme delle BMW. Nel settore dell\’1:43 l\’Alpina può contare su un buon numero di appassionati, anche se le riproduzioni della gamma stradale non sono mai state numerosissime. Di recente un produttore tedesco, JM-Models, ha proposto moltissime versioni anche inedite, realizzate elaborando basi diecast, per lo più Minichamps.  Malgrado il prezzo piuttosto elevato, questi modelli hanno ottenuto un discreto successo, anche per il fatto di essere del tutto originali. Ora pare che Spark sia intenzionata a entrare nel merito e dopo alcune uscite più o meno sporadiche (ricordiamo le due B6S Coupé e Cabriolet 2008), escono contemporaneamente tre berline degli anni ottanta, che in quel periodo rappresentavano davvero lo stato dell\’arte in questo settore. Basata sulla Serie 3 modello E21, la \”C1\” aveva il motore della 528i, e restò in produzione dall\’aprile 1980 al luglio 1983. Si trattava della proposta più estrema in materia di Serie 3. Gli altri due modelli di Spark sono basati sulla Serie 5 modello E12, e si tratta della B7 Turbo e dell\’ancora più estrema B7S Turbo, che all\’inizio degli anni ottanta deteneva la palma di berlina più veloce del mondo, con 262 km/h (contro i 250 della B7… diciamo così, \”normale\”). I tre modelli Spark sono decisamente attraenti, e costituiscono un\’interessante alternativa alla produzione più abituale, composta da vetture da competizione. Sono annunciate per quest\’anno anche l\’Alpina B6 2.8 E12 (S2807),  la B7 Turbo Coupé, basata sulla Serie 6 degli anni ottanta (S0742) e la B6 3.5 S, basata sulla M3 modello E30 (S2805).

Tris di berline Alpina: da sinistra la B7 Turbo (Spark S2803), al centro la C1 (S2801), a destra la B7S Turbo (S2804). 

Come sempre si tratta di prodotti dalla linea corretta e dall\’aspetto molto convincente. 

Il tipico cerchio Alpina, realizzato in plastica da Spark ma in questo caso il materiale ha poca importanza. 

Le decorazioni dei sedili sono ottenute con delle decals, e l\’effetto è realistico. 

Gli assetti bassi di queste Alpina sono particolarmente riusciti. 

I loghi posteriori sono cromati. La C1 porta l\’immatricolazione tedesca della città tedesca di Kaufbeuren. 

Le doppie guarnizioni sono tutt\’uno col vetro e questo dovrebbe garantire una sufficiente tenuta nel tempo. 

Molto buona la verniciatura, apprezzabile soprattutto nel bel blu metallizzato della \”S\”. 

Molti i dettagli riportati e in fotoincisione. 

Vista d\’insieme delle code – indubbiamente i tre modelli hanno del fascino. 

Le Alpina non sono mai state particolarmente vistose; esteriormente si sono sempre contraddistinte per la famosa doppia striscia. 

Gli pneumatici sono scolpiti e della larghezza giusta. 

Contorni vetri laterali ottenuti con una combinazione di fotoincisioni e cromature. Il \”cielo\” della vettura rossa è grigio chiaro. 

Caratteristico il vistoso gancio traino posteriore, in fotoincisione. 

Sembra proprio che Spark abbia messo gli occhi sulla produzione Alpina, e con ragione, dal momento che si tratta di vetture di grande appeal. 

Pronta una serie di 7 esemplari della Ferrari P4/5 Yow montati da Carrara Models

Continuano le serie speciali di modelli di altri fabbricanti montati in serie limitata da Carrara Models. I soggetti vengono scelti con molta cura e si tratta di montaggi particolarmente curati, con dettagli aggiunti e molte modifiche. Stavolta la scelta ha riguardato un kit Yow, la Ferrari P4/5 NART (catalogo numero K039), di cui sono stati montati sette esemplari. In altra parte del blog avevamo già anticipato l\’arrivo di questa serie, che è stata completata questa settimana. Ecco una serie di foto del modello finalmente completato:

Sette esemplari della Ferrari P4/5 NART di Yow sono stati completati questa settimana da Carrara Models. 

Come sempre si tratta di montaggi molto curati, e il kit Yow è tutt\’altro che semplice da assemblare. La verniciatura del modello è metallizzata. 

L\’estrattore posteriore è stato fatto oggetto di alcune modifiche per migliorarne sia l\’aspetto sia l\’aggiustaggio sulla carrozzeria. Realizzati ex novo anche i quattro terminali di scarico. 

I cerchi originali in resina del kit Yow sono stati sostituiti da unità tornite con parte centrale in fotoincisione e disco freni. 

Molto curato l\’aspetto generale; particolare attenzione è stata posta all\’assetto. Viste così le decals sembrano \”semplici\” ma per applicarle è stata una battaglia. Le strisce bianche del kit Yow non hanno alcun potere aderente e rendono il lavoro lungo e faticoso. 

Da questa vista si può apprezzare la generale pulizia di montaggio. 

I montaggi speciali di Carrara Models, basati su kit prodotti da altre marche, sono contraddistinti da una numerazione specifica. Il modello è montato su una base in legno con teca in plexiglas. 

La P4/5 in versione NART è un modello particolarmente \”evocativo\”, che Yow non si è fatto sfuggire dopo aver prodotto la versione stradale. 

Fra i particolari più nascosti, che è difficile scorgere dalle foto, vi sono le griglie aggiunte sotto le prese d\’aria del padiglione del tetto e gli alloggiamenti degli specchietti retrovisori, che hanno così un montaggio più sicuro e preciso. 

La parte centrale con i montanti del padiglione dell\’abitacolo, tutto in vac-form sono stati verniciati in nero dall\’interno. 

Gallery: Top Marques Collectibles by BBR FIAT UNO TURBO i.e. 1986 1:18

Dopo aver presentato una gallery sull\’Alfa Romeo 4C di Top Marques Collectibles, ecco una carrellata sull\’altro modello appena uscito, la Fiat Uno Turbo i.e. millesimo 1986. In questo caso è praticamente d\’obbligo il richiamo all\’omologo modello di Laudoracing, e viene da chiedersi se le due miniature non siano parenti strette o anche qualcosa di più. Difficile dire con certezza del 100%, ma indubbiamente la somiglianza a livello di soluzioni costruttive e di dettagli in generale è del tutto evidente. Il modello di Top Marques, come detto, riproduce una versione del 1986, mentre l\’altro, almeno a detta del costruttore, è del 1987. Non ho la necessaria competenza per verificare la veridicità delle singole versioni in base ai millesimi (con le scritte e stemmi Abarth che variano di posizione e altri particolari di questo tipo); do quindi per buono quanto indicato da Top Marques e Laudoracing.