Novegro Hobby Model Expo: gallery mezzi delle forze dell\'ordine

Pubblichiamo una gallery, speriamo sufficientemente completa, dei mezzi delle forze dell\’ordine esposti nel piazzale di Novegro in occasione dell\’ultimo Hobby Model Expo, svoltosi dal 27 al 29 settembre scorso.

Novegro logora chi non ci va: XXXVII Hobby Model Expo, settembre 2013

E per aggiungere luogo comune a luogo comune, gli assenti hanno sempre torto. Un\’edizione (piovosa) dell\’Hobby Model Expo sicuramente da ricordare, dopo alcuni appuntamenti alquanto sciapi nei mesi scorsi, fra borse di scambio desolanti e prospettive poco allegre. Invece, ancora una volta, Novegro ha tirato fuori dal cilindro un bel coniglio, complice certo il settore fermodellistico e dinamico, ma in ogni caso fa piacere notare come il pubblico abbia risposto in massa al tradizionale weekend di fine settembre. Forse la gente, in questi periodi poco allegri, ha voglia di \”staccare\” e di dedicarsi a qualcosa in grado di far passare qualche ora in serenità (non tutti in effetti possono contare su altre risorse come una Porsche vera in garage, ad esempio, sulla passione per il bridge o su un gatto, meglio se bicolore o… tricolore). Nel nostro piccolo stagno delle rane, ossia il modellismo in scala 1:43, le novità non erano moltissime, ma si è respirato fra gli operatori del settore un certo ottimismo che fa tornare a casa più tranquilli. BBR, Ripa, Tron e altri parevano abbastanza (o decisamente?) soddisfatti, a testimonianza che sapendo mirare giusto, qualcosa si ottiene sempre. Per il resto, il solito HME, nel senso buono. Intanto eccovi una carrellata di foto generiche, in attesa di altre news più mirate, perché l\’evento merita una trattazione a parte di alcuni temi. 

 

Un paio di ritrovamenti storici: Porsche 936 e 944 Carrera GTP

Spesso con i collezionisti più “anziani” si parla dell’importanza dei ritrovamenti di modelli particolarmente significativi, che possono entrare a buon diritto in ogni raccolta che voglia ripercorrere la storia degli speciali. In un periodo in cui il mercato è fortemente condizionato dall’offerta di Spark da una parte e da una fascia altissima di speciali più o meno prestigiosi ma comunque costosissimi, il vecchio kit montato – si sa – segna il passo e si avvia forse verso un inesorabile declino.

Le occasioni non mancano ma c’è da chiedersi quanto in futuro modelli di questo tipo saranno capiti e apprezzati. La comprensione del valore storico di un oggetto è una condizione essenziale per la sua conservazione. Non era in questa sede che volevo introdurre un tema così particolare, che riguarda da vicino molti di noi; volevo piuttosto mostrare cos’è ancora possibile trovare in giro (in questo caso su ebay), a prezzi bassi o addirittura bassissimi – si parla di 30-40 dollari. Dallo stesso collezionista americano, mi sono arrivati nei giorni scorsi due pezzi che ovviamente solo un appassionato di lunga data può capire, escludendo tutti coloro che hanno come scopo principale quello della massima accuratezza, indipendentemente dall’importanza storica di un modello. La ricerca di questi modelli può dare altrettante soddisfazioni di altri tipi di tematica, con costi ragionevoli e la garanzia di accrescere le proprie conoscenze in materia.
Questo è un factory built MRE di fine anni settanta, contraddistinto, come spesso nel caso dei modelli francesi (viene in mente Manou), dal numero progressivo di serie inciso sul fondino. Si tratta della Porsche 936 vincitrice a Le Mans nel 1976, in metallo bianco, conservata in modo perfetto.

Insieme alla 936, è arrivata questa 944 Carrera GTP di Le Mans 1981, kit Record montato nei primissimi anni ottanta da John Simons, futuro creatore di Marsh Models. Su questo montaggio si riconoscono alcune prerogative dei Marsh Models, come il “lining” alle aperture, o la particolare tecnica di realizzazione a pennello, molto precisa, che si sarebbe riscontrata sui successivi factory built. Modelli, come si è detto, ormai appartenenti ad una categoria passata, testimonianze di un periodo fortunato e forse irripetibile.

Una specie di passaggio al Nuerburgring

Il Nuerburgring è impossibile descriverlo, quindi non ci proviamo neanche, tanto chi c\’è venuto lo sa e chi non c\’è mai venuto non saprà mai di cosa si tratta davvero fino a quando – appunto – non ci sarà venuto. Appurato questo, al di là dell\’interesse peraltro più che discreto della manifestazione che vi si svolge in questo weekend, mi andava di buttar giù un paio di righe, magari desultorie, ma che sono il risultato di una giornata passata, per una volta, ai margini della pista.

Almeno una sosta al Doettinger Hoehe ci vuole.

Perché qui è pieno di tracce che negli anni passati ho avuto la fortuna di raccogliere grazie a un paio di colleghi tedeschi, uno dei quali cresciuto a Kelberg, a due passi dalla pista (un giorno vi racconterò di quando siamo andati nel bosco a cercare i resti dell\’anello Sud). Molti, in ogni caso, conosceranno il negozietto del Doettinger Hoehe, lungo la strada che costeggia il rettifilo dell\’anello nord. Là dentro, oltre una vasta scelta di modelli (soprattutto Minichamps, Spark e derivati) è sempre necessaria un\’occhiata più approfondita all\’offerta di libri perché vi si trovano titoli legati alla pista e alla sua storia che non è facile reperire altrove. E\’ il caso di qualche volume quasi prodotto in proprio o da piccole case editrici, come i due \”Hallo Fahrerlager\” di Rainer Braun, la voce storica del Nurburgring, che ha racconto molti succosi aneddoti, riservati però solo a chi conosce il tedesco. Così come è affascinante \”Nuerburgring… bei Nacht un Nebel\” di Dieter Gartmann, vincitore assoluto di una vecchia edizione della 24 Ore insieme a Klaus Ludwig e Klaus Niedzwiedz.

Se siete appassionati del Nuerburgring questi libri vi ci vogliono, non ci sono versi. 

Ed è proprio questa l\’occasione per ricordare che lo stesso Gartmann ha pubblicato la storia dell\’Eichberg Racing, una banda di folli che negli anni che furono era protagonista delle gare turismo, quelle veraci, con le Gruppo 1 e le Gruppo 2. I ricordi di chi scrive vanno a quella strana edizione della 24 Ore del Mugello del 1981, vinta proprio da una Ford Capri dell\’Eichberg, dipinta nei colori dello storico sponsor Gilden-Koelsch.

Adenau!

Venendo a cose meno esotiche, sarebbe stato un peccato lasciare lì il volume sulla storia dei 40 anni della 24 Ore del Nuerburgring, scritto da Wilfried Mueller e Joerg Ufer, davvero imperdibile. Andando già verso Adenau, le tracce del passato sono sempre più visibili, tanto ché non ho resistito alla tentazione di andare a rivedere il vecchio concessionario BMW che era la sede della squadra di Willy Martini.

La vecchia sede del concessionario di Willy Martini, Oggi c\’è un rivenditore di auto sportive. 

Ora, vicino c\’è un ristorante cinese e nemmeno dei peggiori (giudizio aggiornato al 2004 o giù di lì). Beh, direte voi, vai al Nuerburgring e ci parli del ristorante cinese dove sei stato per l\’ultima volta 10 anni fa? Sì.

Borsa di Calenzano del 15 settembre 2013

Si è svolta oggi dalle 10 alle 17 l\’edizione settembrina della Borsa di scambio del giocattolo d\’epoca a Calenzano, abituale appuntamento organizzato nei locali dell\’Hotel Delta Florence. Diciamo pure che non si è trattato di un\’edizione memorabile. Verso le tre erano già molti gli espositori che se n\’erano andati e fra ciò che rimaneva era davvero difficile individuare qualcosa di appena interessante. Se non fosse stato per l\’ampio spazio occupato da Kings and Country e da Rhino (siamo nel settore dei figurini e dei war games) il panorama sarebbe stato ancora più triste. Pochi e malconci i modelli obsoleti (praticamente inesistenti gli esemplari nuovi in scatola), qualche vecchio kit in plastica di quasi nessun interesse, di poco conto i giocattoli in lamiera. Nella stanza di destra scendendo le scale, erano sistemati gli espositori del fermodellismo, sui quali per manifesta incompetenza risparmio il giudizio. Arrivando da Firenze, la borsa di oggi poteva essere l\’occasione per farsi un giro, stare una mezzora e tornare a casa. Chi sia venuto da più lontano avrà molto probabilmente rimpianto i chilometri percorsi. 

Appuntamento fisso nel corso dell\’anno, la borsa scambio di Calenzano è un\’occasione d\’incontro per molti collezionisti. 

Obiettivamente difficile trovare qualcosa in condizioni davvero perfette. 

Come più spesso accade, sono i war games a costituire la parte più notevole delle novità. 

I due fondatori di Rhino e alcune delle recenti realizzazioni di Kings & Country. 

Per i war games una delle scale di riferimento è la 1:30. Recentemente alcuni soggetti sono stati affrancati dai contesti dei war games per assumere una loro indipendenza. Questo è il VW di Rhino con tanto di figurino di Porsche…

Ancora accessori per war games

Qualche vecchio kit in plastica 

Pochi e di scarso interesse gli automodelli. 

Un\'occhiata al CRAME di Imola, sabato 14 settembre 2013

Il CRAME di Imola resta sempre un appuntamento importante nel ricchissimo e spesso anche dispersivo calendario di eventi legati all\’auto d\’epoca in Italia. Il colpo d\’occhio è sempre suggestivo e l\’ambientazione è unica, con l\’autodromo preso d\’assalto da migliaia di appassionati, alla ricerca del pezzo mancante, sia esso un ricambio, un libro, una foto, un libretto d\’uso e manutenzione o un modello in scala. Il CRAME ha sempre avuto il pregio di saper affiancare l\’oggetto raro e costoso all\’accessorio alla portata di tutti. Insomma, il giusto equilibrio fra quantità e qualità. Per i collezionisti di modelli, l\’occasione per fare un bel giro era più che valida: oltre ai soliti partecipanti delle borse tradizionali (in primis la F1 del Modellismo), vi erano diversi stand con cose piuttosto interessanti. Si è rivisto il collezionista di Forlì che sta alienando la sua collezione di kit e di modelli speciali montati. Certo, partiti i primi pezzi più interessanti, ora diventa più complicato trovare qualcosa di assolutamente particolare, ma le occasioni giuste ci sono ancora. Lo spettacolo offerto dalle decine di kit montati era davvero unico e merita un posto di rilievo in questa gallery. A rendere il tutto ancora più gradevole, una splendida giornata col tempo tipico di inizio settembre (caldo ma ventilato, con un bel sole e una luce ideale per ammirare gli oggetti in esposizione).

Messaggio di Umberto Cattani sulla Duegi

Umberto Cattani mi ha chiesto di pubblicare questo suo messaggio sul blog. Alcuni sapranno dei molti incontri fra noi (Umberto, l\’editore della Duegi e il sottoscritto) durante l\’estate e anche prima, per dar vita a qualcosa di nuovo che fosse finalmente in grado di soddisfare una certa fascia di lettori, specialisti in automodellismo. Sono stati incontri interessanti, in cui debbo dare atto a Gianfranco Berto, che prima non conoscevo bene, di essersi dimostrato disponibile ad accogliere un progetto ambizioso, che mi auguro vada in porto. Purtroppo Umberto non farà parte della squadra, non sono stati raggiunti certi accordi, e nonostante le mie molte insistenze ha deciso di lasciar perdere. E\’ un vero peccato. Spero e penso di ritornare sull\’argomento quanto prima. Intanto leggete le sue parole: 

E\’ trascorso un anno da quando Modelli Auto ha interrotto la sua pubblicazione.
Dodici mesi che hanno visto alternarsi speranze e qualche delusione ma ora il ritorno sulle scene sembra imminente.
La nuova squadra è pronta a scendere in campo, con tanto entusiasmo e tanta voglia di fare. Cercate di sostenere questo nuovo progetto con altrettanto trasporto.
Non farò più parte dell\’equipe Duegi, si chiude un capitolo importante della mia vita lavorativa grazie al quale ho conosciuto ed approfondito un ambiente cui sarò sempre legato. Ringrazio tutti quanti in questi anni mi hanno dedicato un poco del loro tempo e la loro attenzione. Per me è stato davvero importante avervi conosciuto, molti sono diventati amici reali e non solo virtuali in barba alle distanze.

Un grande saluto ed un abbraccio corale a tutto il forum, avete reso meno grigie tante giornate nuvolose.

206 Runden im Regen zum Sieg: una nuova Porsche 935 promo di Spark

Ammettetelo, ormai fate fatica a tener dietro alle varie edizioni promozionali, speciali, confidenziali di Spark, vero? Anch\’io. Però è innegabile che la vastità della scelta e la qualità dei prodotti siano qualcosa che fino a pochi anni fa era difficile da concepire.

La Porsche 935J Gr.5 di Grohs/Schornstein/Roehrl a Silverstone nel 1981 (foto archivio David Tarallo)

D\’accordo, il caso della Porsche 935 è particolare: prima Record, poi Starter e Provence Moulage hanno inondato i collezionisti di versioni di tutti i generi e di tutti i colori. Ma ora Spark lo sta facendo con una coerenze e una sistematicità che superano di gran lunga i vecchi metodi produttivi. E\’ uscita proprio in questi giorni una bella variante della famosa 935 \”J\” di Joest, in una versione interessante, vincitrice della prova di Campionato mondiale a Silverstone nel 1981 con Dieter Schornstein, Harald Grohs e Walter Roehrl.

Stavolta questo nuovo modello arriva con scatola ufficiale Porsche e tanto di foto di Walter Roehrl. 

Stavolta siamo in presenza di un modello con scatola promo Porsche (catalogo MAP02020513). Si tratta di una vettura che ha fatto la storia del team Joest e che nel 1981 venne decorata con l\’accattivante livrea Vegla-Sekurit a pallini blu con strisce blu-arancio. Una bella variante da affiancare magari alla versione di Le Mans, già uscita nella serie standard.

…tanto per ricordare che non esistono vittorie facili. 

Altri conigli: Porsche 935 Gr5 Vaillant Bob Wollek DRM 1978, un\'edizione Spark-Raceland

Ormai le edizioni speciali di Spark non si contano più, e la Porsche 935 costituisce uno dei soggetti prescelti con maggiore frequenza, soprattutto da committenti tedeschi. E\’ il caso di Raceland, il negozio di Dietenhofen, che è uscito in queste settimane con una versione molto classica della 935, la Vaillant-Kremer utilizzata da Bob Wollek nel DRM 1978. Molti ricorderanno ancora l\’edizione di Solido-2, o anche i montati che si potevano ottenere combinando i kit Record con le decals Horbra. Indubbiamente altri tempi, ma è sempre bello ricordare ciò che sta a monte dei modelli che acquistiamo oggigiorno. L\’edizione di Raceland (numero di catalogo RS1202) riproduce la configurazione della 200 Miglia di Norimberga, in cui Wollek ottenne il 3° posto.

Spark-Raceland RS1202: edizione limitata a 300 esemplari numerati. 

Delle Porsche di Kremer si è parlato spesso in questo blog, ma giova ricordare che nel \’78 i fratelli Erwin e Manfred avevano accantonato la propria interpretazione della 935 per passare a due vetture \”clienti\” (telaio 930 890 0012 e 0013). L\’auto utilizzata da Wollek nel DRM 1978 fu la 0013: quell\’anno il pilota alsaziano ottenne 5 vittorie nella divisione oltre 2000cc, ma il titolo assoluto andò a Harald Ertl con la BMW 320 Turbo. Sarebbe interessante, visto che ci siamo, che prima o poi qualcuno si occupasse della \”0013\” in versione DRM 1979, schierata dai Kremer per Axel Plankenhorn col numero di gara 55, senza più le scritte Vaillant, ma ancora con i classici colori verde-turchese a strisce viola-rosso-arancione (la versione Le Mans è già uscita ormai parecchio tempo fa nella serie standard di Spark; e ricordiamo anche una bella edizione limitata ad opera di Madyero).

Storia (di fine anni settanta) di una A112 Abarth

E\’ noto come una vecchia Gruppo 1 o un Gruppo 2 mi affascinino molto di più di una Ferrari 250 TR o di una qualsiasi altra vettura \”nobile\”. Non certo per disprezzo verso queste ultime, di cui mi interessa la storia e l\’evoluzione tecnica, quanto per un imprinting che fa sì che certe auto lascino il segno perché maggiormente vissute e conosciute.

Sono poche le possibilità di mettere in collezione quelle che vanno considerate le basi dell\’automobilismo italiano degli anni settanta, a meno di non ricorrere a qualche elaborazione. E questa, su base Tron, assume un significato particolare. Di Mario Carafa (o meglio: mariocarafa) leggete qui e anche in altre parti del blog facendo una semplice ricerca. Giova probabilmente ricordare anche se in breve l\’importanza del personaggio nella Firenze modellistica dei primi anni ottanta: lo si trovava spesso da Luciano Rocchi in Via Vittorio Emanuele, ed era uno di quelli che andava alle borse (ad esempio a Milano) portando poi indietro novità che molti si sognavano. Insomma, era uno \”avanti\”, come si suol dire. Nel suo laboratorio in uno scantinato di uno stabile di una strada elegante dell\’immediata periferia di Firenze, alcuni di noi hanno imparato (o hanno cercato di imparare) a saldare, tagliare, incollare, verniciare. C\’era un enorme poster di Villeneuve, forse anche due, di quelle gigantografie che Autosprint usava inserire come paginone centrale. Credo di averne già parlato, di questi poster come dei Solido elaborati che erano esposti uno accanto all\’altro su una mensola sopra il banco da lavoro. Già a quell\’epoca (primissimi anni ottanta), Mario usava i faretti ottici, che sembravano eccezionalmente realistici (e lo erano, se paragonati a quelli in fusione di resina o di metallo bianco). \”Ti do un po\’ di fari\”, diceva, e li ritagliava dalle basi di plastica nera sulle quali brillavano tondini bianchi, gialli, rossi, arancioni. Mario Carafa aveva già avuto esperienze da pilota, e ricordo una foto in bianco e nero con un suo autografo, raffigurante l\’A112 Abarth con la quale aveva iniziato. Alcuni ricorderanno una sua partecipazione anche alla 24 Ore del Mugello del 1980 al volante di una Ford Escort del Jolly Club di Milano.

Ma per me la sua immagine era legata all\’A112, per cui questo modello, entrato nella mia collezione da poco, riveste un\’importanza tutta particolare. Il debutto di Mario (che correva con lo pseudonimo di \”Rainbow\”) risaliva al 1978, con un\’A112 che andò purtroppo distrutta in un incidente a Monza. Facendo i salti mortali, \”Rainbow\” riuscì a procurarsi presso il concessionario fiorentino Nesi una seconda macchina con la quale disputò il Campionato Italiano Turismo in Gruppo 1 classe 1150. Ora questi ricordi sono spesso al centro delle nostre conversazioni del mercoledì a pranzo, in cui la conventicola dei fiorentini (assai più limitata numericamente di altre) si ritrova per fare il punto su diversi aspetti del modellismo nostrano. E questo modello, al centro di una di quelle conversazioni, fa un\’ottima figura. Per essere molto prosaici, sa di penne al ragù.

Quella raffigurata in queste foto è la versione del \’79, con gli scarichi laterali, una delle deroghe introdotte nel Gruppo 1 di quell\’anno. I ricordi si intrecciano, andando a pescare episodi di un passato ormai lontano, da cui riemergono le Fiat 127, concorrenti della A112, meno competitive, ma illecitamente favorite da alcune specifiche tecniche permesse nei Fiat Days, proibite nel Campionato Italiano sebbene di fatto utilizzate quasi da tutti. Domani altro pranzo. Non solo ricordi ma vita vera, per fortuna.